Edizione n.26 di mercoledì 22 luglio 2026

Prima pagina

Adozioni di bambini, record di richieste in Lombardia

Provenienze da vari continenti

In testa la Lombardia con 762 bambini e ragazzi senza casa, seguita da Toscana (469 minori), poi Lazio (397), Campania (393), Veneto (378). Emerge dal "Rapporto sui fascicoli dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015", diffuso dalla Commissione adozioni internazionali, redatto in collaborazione con l'Istituto degli Innocenti, che tiene conto anche dei dati elaborati dal Segretariato dell'Aja. I dati sono citati da una nota pubblicata dal sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it.
Le regioni italiane che hanno fatto registrare il maggiore incremento (dati 2015 rispetto ai dati 2014) di minori autorizzati all'ingresso sono la Campania (+ 25,9%), la Sardegna (+91,4%), la Toscana (+11,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (+36,7%).
«A livello nazionale invece - rileva la nota - c'è stata una riduzione delle adozioni, anche se l'Italia, con 2.206 minori stranieri adottati nel 2014 e 2.216 nel 2015, si conferma primo Paese di accoglienza in Europa e secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti».
DALLA RUSSIA LA MAGGIOR PARTE DEI BIMBI ADOTTATI
Circa la provenienza «la maggior parte dei bambini arriva dalla Federazione Russa: 1.060 quelli autorizzati all'ingresso nel biennio 2014-2015 (599 nel 2014 e 461 nel 2015) pari al 24 per cento del totale».
Gli altri Paesi di provenienza sono Polonia, Repubblica Popolare Cinese, Colombia, Vietnam, Bulgaria, Brasile, Etiopia, India e Repubblica Democratica del Congo.
ETÀ MEDIA TRA 5 E 9 ANNI
I bambini adottati sono prevalentemente maschi, il 58,3 per cento, con un'età media di 5,9 anni, mentre un altro 25 per cento ha un'età compresa fra 1 e 4 anni e soltanto il 2,9 per cento ha meno di un anno.
I genitori adottivi hanno, invece, un'età media alta e un'istruzione elevata. «Ed è la Lombardia - conclude il testo - la regione con il maggior numero di coppie che hanno portato a termine l'iter adottivo (649), seguita dalla Toscana, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Campania».  

Isola Bella, in ascensore a Palazzo Borromeo

Trovata soluzione tecnica tra rispetto architettonico e accesso delle persone con difficoltà motorie
immagine Studio ESSECI

Sul lago Maggiore conciliate le esigenze di rispetto architettonico e accesso delle persone con handicap motori in una delle più incantevoli bellezze del patrimonio italiano. Inserire un ascensore in un ambiente storico, fortemente connotato e delicato come il Palazzo Borromeo sull’Isola Bella, sembrava un’impresa ai limiti del possibile e invece è stata superata.
Dopo molte difficoltà dovute all’esigenza di rispettare l’architettura seicentesca, si è finalmente trovata una soluzione tecnica in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte. Nei mesi di chiusura del palazzo al pubblico i principi Borromeo hanno installato un ascensore, che consentirà l’accesso a gran parte del palazzo.
Dal 24 marzo 2017, apertura della nuova stagione turistica, la visita sarà più facile. «Per noi è il raggiungimento di un obiettivo importante» ha dichiarato la principessa Marina Borromeo Arese nell’annunciare il completamento del progetto. «Purtroppo il Palazzo, ma vale anche per i giardini e per l’intera Isola, non è certo stato pensato per facilitare l’accesso ai portatori di handicap, ma per fortuna la tecnologia ci viene incontro. È nostra volontà raggiungere un ragionevole superamento delle barriere architettoniche, pur sapendo che un tesoro così perfetto e allo stesso tempo meravigliosamente fragile, com’è l’Isola Bella, merita anch’esso il massimo rispetto». 

Giornate Europee dei Mulini a Cunardo e Ganna, tra Molino Rigamonti e Maglio di Ghirla

Badia di Ganna, particolare
MAGLIO DI GHIRLA, ruota

Anche il Molino Rigamonti di Cunardo (Cunardo, via Varesina 40) e Il Maglio di Ghirla (via Montello, 5), nel Varesotto, partecipano, sabato 21 e domenica 22 maggio, alle Giornate Europee dei Mulini. L’evento è organizzato dalla Comunità Montana del Piambello di Arcisate nell’ambito al progetto “Acqua, fuoco…ferro e farina–Storia e futuro di una valle sulle ruote di Magli e Mulini” con il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, Provincia di Varese, Slow Food e altri enti.

Questo il programma:
SABATO 21
•MAGLIO DI GHIRLA: Efesto, il fabbro degli dei, dimostrazione a cura dei Forgiatori del Maglio (ore 16); nella sala polivalente: Uomini di mais, progetto per la valorizzazione di mais antichi per l’alimentazione umana. Antiche varietà per una nuova agricoltura. Recupero e coltivazione di mais antichi nel territorio varesotto (ore 18 a cura di Alberto Senaldi Slow Food Varese).
Seguirà (ore 19) intrattenimento folcloristico a cura dei Tencitt di Cunardo e poi (ore 19:30): Sapori in cena, a cura della Strada dei Sapori delle Valli Varesine (cena solo su prenotazione: tel. 340.5037208; e-mail: clodloca@gmail.com; euro 5 a persona, bevande escluse). Al termine (ore 21): Scintille notturne... si plasma il ferro.
DOMENICA 22
•MAGLIO DI GHIRLA: Dimostrazione forgiatura e Sapori in pranzo a cura della Strada dei Sapori delle Valli Varesine (ore 12; pranzo solo su prenotazione: tel. 340.5037208; e-mail: clodloca@gmail.com; euro 5 a persona, bevande escluse).
•DAL MAGLIO AL MOLINO RIGAMONTI (ore 14-19): Percorso di mais, installazioni che raccontano il ciclo del mais (a cura di Slow Food Varese).
*AL MOLINO RIGAMONTI: visite guidate per riscoprire l’antica arte molitoria e le atmosfere di un tempo; “L’appetito vien...leggendo: le nostre valli si raccontano” a cura della Biblioteca Comunale Valganna e della Biblioteca Comunale Cunardo.
•BADIA DI GANNA (ritrovo alle ore 14:30) e... “le ruote girano!”: tutti in bici lungo la Via Francisca del Lucomagno.
• MOLINO RIGAMONTI (ore 16): Dolci di mais, istruzioni per l’uso (a cura di Happy Kitchen e Slow Food Varese). Dimostrazione della preparazione dei dolci di mais: Amor polenta, dolce della tradizione varesina; paste di meliga. Al termine, Corrado Alberti, mastro fornaio (Forno Iris Margherita) parlerà del pane di mais e della sua preparazione. Seguirà (ore 18): Polente e dintorni (degustazione a cura della Proloco Valganna) con il gruppo musicale Quelli dell’Osteria. Solo su prenotazione (tel. 0332.716101 oppure e-mail: giornatemulini@gmail.com; posti limitati; euro 5 a persona).  

Nel 500° dei fatti di Marignano, docu-fiction della tv svizzera sulla battaglia persa dai Confederati a sud di Milano

Progetto svizzero italiano e produzione SRG SSR - Programmazione in settembre
ripresa tv

Al Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano (Lodi) si sono svolte nei primi giorni di marzo le riprese di una nuova docu-fiction televisiva. Occasione, il 500° della battaglia di Marignano.
Il lavoro è frutto di un progetto svizzero italiano di cui è autore e regista Ruben Rossello e è stato scelto nell’ambito di una produzione nazionale SRG SSR. Il programma, che vede nel cast Massimo Foschi (Gian Giacomo Trivulzio), Teco Celio (Rebucco), Susanna Marcomeni (la moglie di Trivulzio) e Aaron Hirz (Zwingli), verrà diffuso nel prossimo settembre da RSI, SRF e RTS.

La Battaglia di Marignano, persa dai Confederati nelle campagne a sud di Milano contro l’esercito di Francesco I re di Francia, costituisce un evento cruciale della storia svizzera e segna la fine dell’espansione a sud della Confederazione. Dopo essere stati padroni della Lombardia e di Milano nei tre anni precedenti, gli svizzeri si ritirarono verso nord. Il re di Francia concesse però alla Confederazione di mantenere il possesso di Locarno,
Lugano e Chiasso, da poco strappate al Ducato di Milano.
In Svizzera la Battaglia di Marignano è entrata nell’immaginario collettivo attraverso il grande affresco di Ferdinand Hodler La ritirata di Marignano. Il film della RSI proporrà invece la voce del vincitore di Marignano, il condottiere milanese Gian Giacomo Trivulzio, comandante dell’esercito francese, peraltro ben noto agli svizzeri, visto che era conte di Mesocco e signore della Mesolcina.
Tutta la materia è molto accattivante e l'approccio è stato reso possibile dal lavoro dello storico Marino Viganò che, nel 2013, ha pubblicato i diari di due testimoni – Giovan Antonio Rebucco e Giovan Giorgio Albriono - che accompagnarono Trivulzio durante i lunghi preparativi e nei due giorni della battaglia.
La fiction RSI rievocherà anche la vicenda di Huldrych Zwingli, il grande riformatore svizzero che partecipò alla battaglia di Marignano quale cappellano delle truppe glaronesi. Sceso in Lombardia quale patriota convinto, Zwingli rimase sconvolto per l’orrore dello scontro. Rientrato in Svizzera cominciò un processo di riflessione fino ad assumere posizioni molto critiche, venate di pacifismo, che coincisero con l’inizio del percorso che lo avrebbe portato alla Riforma.  

Arona, è morto il principe Giberto Borromeo Arese

Si è spento a Milano per improvviso malore
Gilberto e Bona Borromeo Arese.jpg
Borromeo dx con Gusmeroli sindaco Arona.jpg

A Milano, lunedì 16 febbraio, si è spento per improvviso malore il principe Giberto VIII Borromeo Arese. Aveva 82 anni.
Discendente di una delle famiglie più antiche di Milano, quei conti di Arona che vantavano la concessione del titolo comitale nel 1441, annoverava tra i tanti personaggi della dinastia anche il cardinale Carlo Borromeo, che nel 1562 aveva rinunciato al titolo di principe di Oria per donare i denari del titolo ai poveri. Dal 1917 al primogenito fu riconosciuto il titolo di principe di Angera.

Se la storia ti scivola tra le dita

Abituato da ventiquattr’anni a sondare antiche carte per confermare date di nascita e morte dei più disparati personaggi - in special modo quelli che hanno arricchito da venti generazioni la nobile casata dei Borromeo - sono preso da un senso di smarrimento, ora che la storia la vivo al presente.
A Milano, nella mattinata di lunedì 16 febbraio, scompare all’improvviso, in un’ancor vigorosissima e dinamica età senile, il principe Giberto VIII Borromeo Arese (21 novembre 1932 - 16 febbraio 2015) “Principe d’Angera, Conte di Arona, Conte delle Degagne di San Maurizio, Conte di San Martino, Conte di Maccagno Imperiale, Signore di Omegna, Vigezzo, Vergante, Agrate, Palestro e Cannobio, Signore di Camairago, Guardasone e Laveno, Consignore della Pieve di Seveso, Patrizio Milanese e Grande di Spagna di prima classe”: una lunga serie di titoli e onori feudali per un uomo di gran signorilità, altrettanta semplicità di modi e affabilità; un nobile che sapeva coniugare alla moderna capacità manageriale (frequente nella odierna classe nobiliare milanese formatasi nel Quattrocento e affermatasi poi tra Sei e Ottocento) eleganti passioni: per le proprie isole del Golfo Borromeo, per le proprie barche (indimenticate le regate degli anni Ottanta di “Almagores”), e perfino la più domestica (e tutta italiana...) passione per una delle due squadre di calcio meneghine (che qui si tace, lasciando al lettore di indovinar quale sia).
A queste passioni il principe Giberto univa un’attenzione continua per la storia di famiglia; attenzione vivace, che lo portava a perdonare al proprio archivista intemperanze, noiose divagazioni, e facili entusiasmi per documenti ritrovati nel vasto archivio della casata; quest’attenzione ha permesso, nel corso degli anni, di scoprire comuni punti di vista (quali quelli relativi alla storia delle barche di servizio dei Borromeo a fine Ottocento: la bella lancia a vapore
Isolabella 1896) e di far crescere sempre più la stima nei suoi confronti, e ora il rimpianto per la sua scomparsa.
In un fluire di generazioni che la storia della famiglia Borromeo registra senza sosta da secoli, il pur doloroso avvicendamento che dobbiamo vedere oggi tra il principe Giberto (che sin qui non ha mai mancato di sostenere l’opera appassionata di anni condotta dalla principessa Bona sua consorte) e il successore suo figlio, ora principe Vitaliano XI Borromeo Arese, innesta l’innovazione nella tradizione: il principe Vitaliano raccoglie e amministra oggi con taglio moderno, interventi di ampio respiro e grande portata non solo un importante nucleo museale privato, non solo una preziosa eredità culturale come poche in Italia, ma anche una casata nobile capace di guardare con rinnovata forza al futuro e con consapevolezza del proprio passato.
G.C.

Mercati contadini, ingresso negli ospedali anche in Lombardia

Iniziativa nazionale di Coldiretti, Campagna Amica e Aletheia
Milano, Mercato contadino Ospedale Niguarda (foto Coldiretti).jpg

Riportare al centro dell’attenzione i principi della dieta mediterranea, modello alimentare riconosciuto dalla scienza come uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Questa la bandiera dei mercati contadini, entrati, per la prima volta in Lombardia, negli ospedali per lanciare il patto tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini.
A Milano, il 10 luglio 2026, davanti all’Ospedale Niguarda il direttore generale della struttura Alberto Zoli e il presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli, hanno inaugurato il mercato e firmato l’intesa che sancisce la collaborazione tra agricoltori e medici.
COINVOLTI 70 OSPEDALI
L’iniziativa, di carattere nazionale, nello stesso giorno coinvolge contemporaneamente settanta ospedali italiani. Obiettivo, promuovere sane abitudini alimentari per prevenire le malattie e migliorare la qualità della vita, contrastando la diffusione dei comportamenti alimentari nocivi che aumentano il rischio di ammalarsi.
L’alleanza tra agricoltori e medici è un progetto, unico nel suo genere, promosso da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che nasce per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo fronte della prevenzione, rispetto ai rischi legati ai cibi nocivi. Il messaggio è semplice: la salute si difende anche, e soprattutto, a tavola. Ormai dilaga e non ha confini il fenomeno degli energy drink, i prodotti pieni di additivi chimici e tutti quei cibi di cui non si conosce l'origine o che subiscono manipolazioni. Si passa dall'olio miscelato per farlo diventare extravergine al grano trattato con il glifosate in preraccolta (pratica consentita in altri Paesi extra-Ue e vietata in Italia) fino ad arrivare ai cibi ultraprocessati, su cui sempre più studi mostrano un effetto avverso su alcune malattie cronico-degenerative e sull’obesità. Un’alimentazione che aiuta a vivere meglio e più a lungo esiste, riducendo il rischio di malattie croniche.
Nella foto (Coldiretti): Milano, Mercato contadino Ospedale Niguarda. 

Piemonte, ritorna la “Ponente Line”

Dal 2 aprile al 13 settembre in treno al mare della Liguria
Panorama, Liguria mare, foto gjr

Ritornano anche in Piemonte i treni del mare, una delle iniziative più utilizzate per raggiungere la Riviera ligure di Ponente. Dal 2 aprile, in occasione delle festività pasquali, e poi nei fine settimana fino al 13 settembre 2026 riprenderà il servizio dei “treni del mare” o “Ponente Line”, i collegamenti ferroviari di rinforzo. Gli orari sono già disponibili sul sito di Trenitalia.
Oltre la normale programmazione, il calendario prevede diciotto treni aggiuntivi - due il venerdì, cinque il sabato e undici la domenica - con 23mila posti in più. Queste corse si affiancheranno ai diciotto collegamenti giornalieri già attivi tra Torino e Savona, di cui sei proseguono fino a Ventimiglia.
Immagine ( foto gjr),  panorama, Liguria

Venti Stagioni a San Bernardino Grigioni

dalla locandina

Galleria spazio28 arte contemporanea, strada cantonale 28, San Bernardino, Grigioni, in Svizzera. È l'indirizzo, e luogo prediletto, di un progetto artistico che, avviatosi nel 2002, si è subito tradotto in realtà e ha tessuto uno stretto rapporto sia con i territori della Confederazione sia con quelli della confinante Italia. Ora, a vent'anni da quell'inizio, spazio28 si volta indietro e riepiloga. Lo fa secondo il proprio linguaggio - le mostre - organizzando per sabato 30 luglio l'esposizione “Stagioni”, a cura di Mariella Filippi.
Riuniti in sintesi i contenuti di venti anni di operatività dedicata alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale (illustrazioni di Annafilippi, Nilla Six, Danila Denti, Gianantonio Ossani), allo scambio culturale (con calcografie che rappresentano racconti dei Grigioni nel "Calendario d'artista 2022), alla capacità di trasmettere arte (con Paolo Blendinger, Ettore Antonini, Renato Giananti, Andy Wildi, Vincenzino Vanetti e Mirella Gerosa). In mostra inoltre sculture di Penelope Soler e Monica Maffei, le grandi ciotole di Petra Weiss, opere di Umberto Faini, Gabriela Spector, insieme ai lavori di artisti rappresentativi della galleria come Gillo Dorfles, Federica Galli, Walter Valentini, Carlo Nangeroni.
Inaugurazione sabato 30 luglio 2022, alle 18, con Paolo Blendinger. Fino al 27 agosto 2022. Orari: dal lunedì al venerdì 15- 18, sabato e festivi 10 -13 e 15- 18.
Info +41.91.8320130; +39.3388454952 spazio28@yahoo.it  

Lombardia, concorso sulla tragedia Giuliano-Dalmata-Istriana

Pubblicato il bando riservato alle scuole

Sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia del 27 settembre 2017 è stato pubblicato il concorso promosso dal Consiglio regionale dedicato all’esodo giuliano-dalmata-istriano e riservato agli istituti scolastici lombardi. È ammesso ogni tipo di elaborato realizzato nell’anno scolastico in corso in qualsiasi forma (tema, ricerca, spot, musica, canto, poesia, disegno, manifesto, striscione, sito web, musical, cortometraggio, ecc.) purché originale e pertinente al tema. Presentazione entro il 18 gennaio 2018.
La proclamazione dei vincitori sarà effettuata in Consiglio regionale in occasione della cerimonia del Giorno del Ricordo che si tiene il 10 febbraio di ogni anno. Per gli autori degli elaborati giudicati migliori sarà organizzato un viaggio di studio, nella primavera 2018, nelle zone teatro degli eventi, con un itinerario che comprende la visita al Sacrario di Redipuglia e alle foibe di Basovizza e Monrupino.
Per chiarimenti è possibile contattare l’Ufficio Relazioni con il pubblico del Consiglio regionale (dott. Andrea Ferrari) tel. 02-67482777, 02-67482817, e-mail urp@consiglio.regione.lombardia. 

Piemonte, la Venere di Torino dai Musei Reali in Georgia

Con quelle di Berlino e di una collezione privata ginevrina è una delle tre attribuibili a Botticelli
Venere, 1490 circa, Musei Reali Torino

Con quella di Berlino e quella già in collezione privata a Ginevra è una delle tre Veneri attribuibili a Sandro Botticelli o alla sua bottega. È la Venere di Torino, che dal 4 ottobre al 30 novembre 2017 sarà esposta a Tbilisi, in Georgia, come rappresentante dell’Italia per il progetto Valori universali. Ai Musei Reali di Torino rimarrà in mostra fino al 28 settembre.
Con l’arrivo dell’autunno uno dei tesori più preziosi di proprietà dei Musei Reali riprende il suo tour come ambasciatore della cultura italiana nel mondo. A Tbilisi sarà collocato in una sala unica della Galleria del Museo Nazionale Georgiano. Il viaggio in Georgia s’inserisce tra le celebrazioni del venticinquesimo anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche italo-georgiane all’indomani dell’indipendenza georgiana nel quadro della dissoluzione dell’Urss..
BOTTICELLI E LE SUE VENERI
La Venere di Torino proviene dalla collezione Gualino. La prima traccia del dipinto risale al 1844, quando fu acquistata da un reverendo inglese, che in seguito la cedette a un barone. L’opera si pensava perduta nell’incendio della casa di quest’ultimo, ma fu ritrovata dagli eredi da cui la acquistò il grande collezionista biellese Riccardo Gualino. Nel 1930 la Venere divenne patrimonio della Galleria Sabauda, dove è possibile ammirarla quando l’opera, spesso chiesta in prestito ai Musei Reali, non si trova in giro per il mondo.
«La genesi della Venere di Torino – spiegano dai Musei Reali - è senz’altro da ricercarsi in La nascita di Venere, oggi custodita presso gli Uffizi di Firenze. Quest’ultima ottiene da subito un grandissimo successo, tanto che già all’epoca la committenza chiese che venissero realizzate altre immagini di questa straordinaria bellezza femminile».
Botticelli sceglie di ritrarre esclusivamente la figura della Venere, la fa stagliare sullo sfondo nero, quasi una scultura vivente; tra queste abbiamo tre testimonianze che sono arrivate fino a noi attribuibili a Sandro o alla sua bottega. Già durante la vita dell'artista, il mercante fiorentino Antonio Billi scriveva come Botticelli dipingesse bellissime donne nude e Giorgio Vasari, nelle sue Vite, confermava la testimonianza con queste parole: «Per la città, in diverse case fece tondi di sua mano, e femmine ignude assai». Solo tre Veneri sopravvivono, attribuibili a Sandro o alla sua bottega: la Venere di Berlino, quella di Torino e una già in collezione privata a Ginevra.  

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