Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Ue, Prosperano le città europee se cercano cultura e creatività

Copenhagen (DE) Biblioteca Reale-Diamante Nero (Schmidt, Hammer e Lassen, 1999), foto Daniele Cazzaniga

Ha cominciato il suo percorso lo scorso luglio la prima edizione dell'Osservatorio della cultura e della creatività urbana. Il nuovo strumento della Commissione Europea fornisce dati comparabili sui risultati ottenuti delle città europee in nove ambiti (comprese cultura e creatività) e indica come contribuiscano a sviluppo sociale, crescita economica e creazione di posti di lavoro.
L'Osservatorio è stato sviluppato dal servizio scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca (JRC), e aiuterà i responsabili politici e i settori culturale e creativo a identificare i punti di forza locali e gli ambiti di miglioramento, come pure a imparare da città “comparabili”. Metterà inoltre in evidenza la correlazione tra la vivacità culturale e le varie dimensioni della vita di una città, a cominciare dalla diversità sociale e dall'attività economica.
«Il mio obiettivo – ha dichiarato Tibor Navracsics, commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport e responsabile di JRC - è porre la cultura e la creatività al centro dell'agenda strategica europea. In un momento di grandi trasformazioni sociali e di concorrenza globale sempre più aspra tra le città, dobbiamo guardare al di là delle fonti tradizionali di crescita e benessere socioeconomico ed esaminare il ruolo della cultura in città dinamiche, innovative e ricche di diversità. L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana mette in evidenza le città europee vincenti che hanno trovato modalità proprie per sfruttare il potenziale offerto dalla cultura e dalla creatività per stimolare lo sviluppo, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei loro abitanti».
Il progetto di ricerca ha interessato centosessantotto città di trenta Paesi europei. E è disponibile online. Gli utenti possono esaminare le città selezionate e ottenere informazioni quantitative e qualitative.
La città europea culturale e creativa "ideale", secondo i parametri, sarebbe un mix delle città che ottengono i migliori risultati per ciascun indicatore. Avrebbe le sedi e le strutture culturali di Cork (Irlanda), l'attrattiva e la partecipazione culturale nonché i posti di lavoro creativi e basati sulla conoscenza di Parigi (Francia), la proprietà intellettuale e l'innovazione di Eindhoven (Paesi Bassi), i nuovi posti di lavoro nei settori creativi di Umeå (Svezia), il capitale umano e l'istruzione di Leuven (Belgio), l'apertura, la tolleranza e la fiducia di Glasgow (Regno Unito), le connessioni locali e internazionali di Utrecht (Paesi Bassi) e la qualità della governance di Copenaghen (Danimarca). Di queste otto città, cinque hanno meno di 500 mila abitanti (Cork, Eindhoven, Umeå, Leuven e Utrecht).
Lo strumento si basa su tre indici principali (vivacità culturale, economia creativa e contesto favorevole) organizzati in nove ambiti e misurati attraverso ventinove indicatori: dal numero di musei e sale concerto all'occupazione nei settori culturale e creativo, dalle domande di brevetto nel settore delle TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) al livello di fiducia delle persone nei confronti dei propri concittadini. Raccoglie dati da diverse fonti pubbliche (quali Eurostat e l'Eurobarometro) e dati sperimentali (ad esempio provenienti da TripAdvisor).
L'osservatorio dovrebbe essere aggiornato ogni due anni per rimanere concettualmente e statisticamente attendibile nel tempo.

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, stangata del clima sul miele

Tra gelate primaverili e siccità estiva gli apicoltori dicono addio al 70% del miele
il marchio dop del miele varesino

Situazione produttiva «disastrosa» per i 517 apicoltori del Varesotto. Tutta colpa del gelo prima e del caldo africano poi. Per alveari bollenti e fiori secchi dovranno dire addio - secondo un monitoraggio della Coldiretti provinciale sui più di 21mila alveari - al 70% del miele di quest’anno.
Non diversa la prospettiva per l’intera Lombardia. Con i suoi 5mila apicoltori e le sue 143mila arnie, rischia di avere quest’anno 500 tonnellate in meno di miele e di prodotti dell’alveare rispetto alle 1.700 tonnellate delle annate normali.
L’andamento climatico è stato inclemente. «In primavera - ha spiegato il direttore di Coldiretti Varese Raffaello Betti - il ritorno di freddo mentre la robinia pseudoacacia fioriva ne ha ridotto le produzioni dell’80%. Successivamente è arrivato il maltempo, che ha costretto le api a rimanere nelle arnie. Infine il caldo africano ha mandato in sofferenza le piante con effetti sulla produzione dei nettari». Per il Miele Varesino, che rappresenta una delle cinque varietà miele dop italiane, il danno sarà «enorme».
DAL BASSO ALL’ALTO VARESOTTO
Da un capo all’altro del territorio le segnalazioni sono simili.
Nel sud della provincia le gelate primaverili hanno fatto cadere i fiori dalle piante, causando una perdita dell’80% del dop d’acacia. «Né migliore è la situazione dei mieli estivi» racconta Luigi Soldavini, titolare di un’azienda che produce miele dal 1923. «Colpa della siccità e del forte calore: siamo riusciti a fare un po’ di castagno, ma non il millefiori».
Nella zona di Viggiù l’acacia è stata rovinata da vento, gelo e acqua. Inoltre, come aggiunge l’apicoltore Guglielmo Avellini, «la produzione del millefiori è andata in sofferenza a causa del poco ciliegio e poco tarassaco, ma stanno andando nella media, invece, le produzioni di castagno e tiglio».
Qualche filo di speranza viene dalla zona del lago e dell’alto Varesotto, dove la produzione dei mieli estivi ha invece retto. «Abbiamo perso - spiega l’apicoltore Andrea Carera di Oltrona al Lago - il 70% del miele d'acacia dop per colpa delle gelate primaverili. Regge invece la produzione delle varietà estive, nonostante il caldo influisca sulle covate delle regine e quindi sulle popolazioni degli alveari». 

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

In Vespa da Varese a Rovaniemi con 100 letterine per Babbo Natale

È lo speciale “portalettere” dei bambini ricoverati all’Ospedale Del Ponte
partenza
la vespa

Nel pomeriggio di lunedì 7 agosto 2017 è partito con la sua Vespa “Rudolph” da Varese e conta di arrivare per tempo nella casa di Babbo Natale a Rovaniemi. Deve consegnare le quasi 100 letterine che gli sono state affidate direttamente in sala giochi dai bambini ricoverati nell’ospedale Del Ponte. È Alessandro, lo speciale “portalettere” dei desideri e dei segreti dei bambini.
Decine e decine di moto lo hanno scortato fino al confine svizzero, da dove poi ha cominciato il suo viaggio solitario di 7000 chilometri attraverso l’Europa. A Rovaniemi troverà ad aspettarlo il sindaco della città, Esko Lotoven, insieme al vero Babbo Natale. Recapiterà la posta e a sindaco e Babbo Natale offrirà un piccolo regalo della fondazione Il Ponte del Sorriso.
«I bambini – racconta Emanuale Crivellaro, anima e motore della fondazione Il Ponte del Sorriso - hanno scritto letterine simpatiche e tenere, come chi ha chiesto una bicicletta da usare una volta guarito, chi un cagnolino con cui giocare quando ritornerà a casa, chi candidamente la guarigione del proprio fratellino o sorellina. Ma non mancano anche letterine originali e bizzarre, c’è chi vorrebbe un drago vero, rigorosamente nero, chi un cavallo, chi una tigre ma, non sapendo se si può tenere in casa, ha chiesto prima il permesso».
Molte letterine sono colorate e con varie forme, come topolini, coccodrilli, pagliacci, cappelli di Natale. «Non contengono - rivela Crivellaro - richieste, ma messaggi di saluto o di vissuti di malattia». Come Sofia «Ciao sono felice perché guarisco Babbo Natale ti mando un bacio». Oppure la speranza di «diventare un bambino come tutti gli altri». Oltre i bambini, hanno scritto letterine anche i genitori con le loro emozioni, i timori di una malattia e le speranze della guarigione.
L’impresa è patrocinata dalla Regione Lombardia ed è stata voluta da Alessandro per raccogliere fondi per Il Ponte del Sorriso. A tutti egli rivolge l’invito a sostenerlo, dando un contributo per i bambini in ospedale (IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus).

METAMORFOSI DI UNA VESPA PER SOLIDARIETÀ
DA SIDECAR VNA2T DEL 1959 A “RENNA” RUDOLPH
La Vespa di Alessandro è un modello VNA2T del 1959 nata sidecar da casa madre Piaggio. Ha la vernice dell'epoca e, qua e là, qualche segno di ruggine e usura, testimoni del vissuto e dell’originalità. Notoriamente mezzo di spostamento, non è adatta per lunghi viaggi. Per consentirle di affrontare il percorso, è stato necessario staccarle la navicella sidecar.
Il nome Rudolph fu scelto da un piccolo bambino. «Era il periodo di Natale – spiega Crivellaro - e la moto era in esposizione in un negozio con un bel fiocco rosso sul manubrio. Al piccolo venne chiesto cosa gli sembrava la Vespa col fiocco rosso. Rispose “La renna Rudolph”, interpretando il manubrio come le due corna e la carrozzeria della Vespa come il corpo della renna. Rudolph, infatti, è la renna dal naso rosso di Babbo Natale».
Il tempo di percorrenza previsto è dai 500 ai 600 chilometri per circa 7/8 ore al giorno, sempre che le condizioni meteorologiche e fisiche lo permettano. La casa di Babbo Natale dovrebbe essere raggiunta nel giro di in 6/7 giorni. 
Il rientro dovrà essere più breve. I giorni di vacanza saranno scaduti e Alessandro dovrà ripartirà da Rovaniemi in direzione Helsinki (circa 500 km), dove prenderà un traghetto che in circa trenta ore lo porterà a Lubecca. Sbarcherà e attraverserà la Germania, tutta la Svizzera, per poi rientrare a Varese.
Finito il viaggio, Rudolph ritornerà, come all'origine, un sidecar. E riprenderà a fare i raduni, giri turistici e feste, con 7000 chilometri di storia. 

Varese e provincia, cresce il turismo straniero, soprattutto yankee

Contro 530mila italiani gli stranieri sono 770mila, dei quali 11% statunitensi e 8,5% cinesi
imbarcadero di Luino dal lungolago

Sono soprattutto stranieri, 770mila contro 530mila italiani, i turisti in terra dei laghi. E, in cima, gli statunitensi. Rappresentano l’11% degli arrivi dall'estero, seguiti da quelli dalla Cina (8,5%), da Svizzera e Liechtenstein (complessivamente 5,5%) e infine dal Giappone (2,6%)..Questa una stima della Coldiretti Varese.
A Varese i connazionali arrivano soprattutto dalla Lombardia, poi dal Piemonte, dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dal Lazio. Negli ultimi sei anni gli arrivi degli italiani sono aumentati del 15,5%, mentre quelli degli stranieri del 41,7%. «In un quadro di crescita c’è però ancora molto da fare» osserva Massimo Grignani, presidente degli agriturismi di Coldiretti Terranostra. «Il nostro territorio presenta bellezze ancora poco conosciute che andrebbero valorizzate, per permettere alle strutture di accoglienza di avere una maggiore propulsione economica».
Secondo Coldiretti Varese, alberghi, agriturismi, bed&breakfast, case vacanze e campeggi nelle due settimane centrali di agosto sono pieni, in media, solo per il 61% delle loro camere. La tendenza si evidenzierebbe sia nelle zone concentrate attorno ai laghi, e quindi più a vocazione turistica, sia in quelle più interne. In questo quadro il settore agrituristico reggerebbe grazie a un’offerta di alloggio e ristorazione qualificata con servizi innovativi, come equitazione, tiro con l'arco e trekking, o attività culturali, come visita di percorsi artistici o naturalistici e anche corsi di cucina e wellness.

Lombardia, via all’acquisto di 161 treni

Ferrovienord e Fnm avvieranno da settembre 2017 i bandi di tre diverse gare

Avviate in Lombardia le procedure di gara per l’acquisto di 161 nuovi treni deliberato il 24 luglio 2017 dalla giunta regionale. Il 1° agosto 2017 Ferrovienord spa e FNM spa hanno deliberato tre gare destinate all’acquisto di tre diverse tipologie di treni (media capacità, alta capacità e diesel), che saranno pubblicate a partire dal prossimo mese di settembre.
Le forniture dovranno concludersi entro il 2025. I nuovi treni saranno dotati di tutti i più moderni standard tecnologici e di accessibilità. Questo il dettaglio.
GARA 1 (Media Capacità) - Fornitura di convogli ferroviari a media capacità, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione elettrica 3 kV e potenza distribuita con opzione per il servizio della logistica ricambi per la manutenzione programmata nel periodo di garanzia. La quantità minima garantita è di 31 convogli, destinati alle linee a media frequentazione (200 posti a sedere), per un importo stimato di 217 milioni di euro.
GARA 2 (Alta Capacità) - Fornitura di convogli ferroviari ad alta capacità, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione elettrica 3kV e potenza distribuita per il trasporto ferroviario, con opzione per il servizio della logistica ricambi per la manutenzione programmata nel periodo di garanzia.
La quantità minima garantita prevede 60 treni in configurazione lunga (500 posti a sedere) e 40 treni in configurazione corta (400 posti a sedere), destinati alle linee ad alta frequentazione, per un importo stimato in 1.070 milioni di euro.
GARA 3 (diesel) - Fornitura di convogli ferroviari, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione diesel per il trasporto ferroviario, con opzione per il servizio della logistica ricambi per la manutenzione programmata nel periodo di garanzia. La quantità minima garantita è di 30 convogli, destinati alle linee non elettrificate (150 posti a sedere), per un importo complessivo stimato di 195 milioni di euro. 

Moda, dai 'falsi' danno di 9,9 miliardi l'anno per l'impresa italiana

Secondo Confartigianato Piemonte la contraffazione ruba 88.500 posti di lavoro

La moda italiana è a giudizio (quasi) generale la più bella del mondo e è anche la più copiata. La contraffazione aggredisce le imprese del settore e sottrae loro una cifra esorbitante, 9,9 miliardi l’anno per mancate vendite. I danni sono enormi dunque e si riflettono direttamente sull’occupazione, impedendo alle imprese di creare 88.500 posti di lavoro.
Ad approfondire il tema è Confartigianato Imprese Piemonte. «I falsi – sottolinea il presidente Giorgio Felici - colpiscono uno dei settori più vitali del made in Italy e ad altissima vocazione artigiana. Nel fashion operano in Piemonte 5.049 imprese artigiane, posizione al sesto posto della classifica regionale. La contraffazione, l’abusivismo, il lavoro nero sono tante facce di un fenomeno che mina l’economia, i consumatori e gli artigiani. Maggiormente colpiti da questo fenomeno sono i settori  dell’abbigliamento e dei gioielli. Tutto questo non significa solo minor reddito per gli imprenditori onesti ma anche migliaia di posti di lavoro in meno per i nostri giovani».
Secondo la rilevazione di Confartigianato, a livello mondiale i falsi nel settore della moda valgono 66,3 miliardi di euro e rappresentano il 32% di tutte le merci contraffatte.
L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Usa, per maggior danno alle imprese da violazione dei diritti di proprietà intellettuale derivante dalla contraffazione. Tra il 2008 e il 2016, il 64% dei sequestri eseguiti in Italia ha riguardato proprio merci del settore moda, per un valore di 3,3 miliardi.
Cina, Turchia e Tailandia sono le nazioni da cui proviene la maggior parte delle merci taroccate della moda destinate al mercato europeo. Esse transitano soprattutto a Hong Kong, Singapore e Iran. Dalla Cina, in particolare, arriva il 41,8% dei prodotti sequestrati nell’Unione europea nel 2015.
Ma il mercato del falso alimenta sommerso e attività illegali anche in Italia. Quello della moda è infatti il settore manifatturiero con il maggior tasso di irregolarità, pari all’11,1%, dell’occupazione del settore.
Il commercio online ha contribuito ad espandere il fenomeno dei falsi. In cinque anni nell’Unione europea è aumentato dal 5,7% a quasi il 23% il valore dei sequestri di merce contraffatta spediti per posta e corriere espresso.
Elementi positivi tuttavia esistono. Nel 2017 le aziende italiane della moda vedono una crescita del 2,9% del fatturato e contribuiscono a mantenere in attivo la bilancia commerciale. Lo scorso anno l’export italiano aveva totalizzato 61 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al 2015.
La tenuta sui mercati esteri è accompagnata da una ripresa dei consumi interni. La spesa degli italiani in abbigliamento e calzature è aumentata dello 0,4% tra il 2015 e il 2016, attestandosi ad una media per famiglia di 118 euro mensili per abbigliamento e calzature.

Ricovero anziani, voucher da 1000 euro ai più bisognosi

Stanziati in Lombardia 10 milioni di euro per ridurre i costi delle rette - Beneficiarie circa 10mila persone

Voucher da 1.000 euro per gli anziani particolarmente gravi ricoverati stabilmente in Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per 360 giorni annui. A disposizione, 10 milioni di euro. Destinatarie, circa 10.000 persone residenti in Lombardia. È quanto prevede una «misura innovativa» della giunta regionale della Lombardia, approvata il 31 luglio 2017 su proposta dell'assessore al welfare Giulio Gallera.
L’intervento è diretto ai ricoverati in tutte le Rsa accreditate e a contratto del territorio, classificati nelle classi Sosia 1 e Sosia 2, sia su posti ordinari sia in Nuclei Alzheimer, per una durata di almeno 360 giorni, nel periodo dal 1° ottobre 2016 al 30 settembre 2017. Queste persone presentano maggiori livelli di fragilità e quindi maggiore bisogno di cura e di risorse.
La delibera regionale si aggiunge a un’intesa raggiunta tra Gallera e i sindacati. «Se il numero degli aventi diritto dovesse essere inferiore a quanto previsto o il finanziamento dovesse essere integrato anche con successivi provvedimenti», ha spiegato l’assessore, le risorse disponibili saranno assegnate, «tramite un voucher di valore pari a quello dei primi beneficiari, alle persone ricoverate in Rsa - sempre relativamente al periodo dal 1 ottobre 2016 al 30 settembre 2017 - anche per una durata inferiore ai 360 giorni, con modalità progressive comunque non al di sotto dei 180 giorni. In caso di periodo identico prevale la maggiore età dell'ospite». 

Varese e Como, per studenti e neolaureati consulenza gratis sul mondo del lavoro

Il servizio sarà offerto da Uninsubria e Ordine dei consulenti del lavoro da settembre 2017
Varese, Stigliano e rettore
Como, Frigerio e rettore

A Varese e Como studenti e laureati da non oltre dodici mesi dell’Università dell’Insubria potranno avere consulenza gratis su contratti o proposte di lavoro o collaborazione. Il servizio sarà gratuito e sarà attivo a partire dal prossimo settembre.
Con due distinte convenzioni sottoscritte il 1° agosto 2017 Uninsubria, da una parte, e Ordini dei consulenti del lavoro di Varese e di Como, dall’altra, hanno dato il via allo Sportello contrattualistica. Studenti e neolaureati potranno prendere appuntamento con gli esperti via e-mail a un apposito indirizzo e chiarire clausole, mansioni, busta paga, diritti e doveri tra collaboratore e datore di lavoro.
L’ateneo, inoltre, ha anche rinnovato con l’Ordine dei consulenti del lavoro di Varese l’accordo che prevede - per i laureandi del corso di laurea triennale in Economia e Management e del corso di Laurea magistrale in Economia diritto e finanza d’impresa - la possibilità di svolgere dei mesi dei diciotto complessivi di praticantato durante il corso di studi, abbreviando così il periodo di tirocinio necessario per accedere all’Esame di stato.
Nelle due foto: 1) Per Varese: il rettore Alberto Coen Porisini e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese, Vera Stigliano; 2) Per Como: il rettore e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Como, Paolo Frigerio.

Lombardia, 800.000 euro per aree archeologiche e siti

In terra varesina finanziati 6 dei 23 progetti regionali
Reperti  ossei chiesa di San Biagio, foto Uninsubria
Bodio Lomnago, panorama

Ci sono anche sei aree archeologiche e siti Unesco del Varesotto tra i ventitré progetti finanziati con 800mila euro da un bando regionale della Lombardia. Sono: 1) parrocchia e 2) cripta di Santa Maria del Monte di Varese, 3) Golasecca Archeologia Multimediale, 4) chiesa di San Biagio di Cittiglio, 5) Monastero di Torba a Gornate Olona, 6) palafitta di Bodio Lomnago. Le graduatorie sono state annunciate il 29 luglio 2017 dall’assessora alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini.
Questi i progetti finanziati in provincia di Varese, il soggetto beneficiario e la sede dell'intervento:
- BODIO LOMNAGO, 'Archeologia subacquea, promozione e divulgazione', Comune di Bodio Lomnago, contributo previsto: 14.000 euro.
La palafitta di Bodio e quella presso Cazzago Brabbia furono scoperte contemporaneamente all'Isolino nel 1863. A partire dal 2005 sono stati avviati interventi di archeologia subacquea ai fini di ricerca e tutela, delimitando il perimetro della palafitta e recuperando materiali in ceramica e selce. Il progetto prevede la realizzazione di una delimitazione galleggiante che consenta l'individuazione del sito di Bodio ai fini di informazione, tutela e sicurezza. A Cazzago Brabbia, invece, verrà effettuata una ricerca subacquea sulla palafitta Ponti per determinare e georeferenziare i limiti del sito e raccogliere campioni per le analisi archeologiche.
- CITTIGLIO, 'Studio e valorizzazione del sagrato della chiesa di San Biagio', Università degli Studi dell'Insubria, contributo previsto: 22.500 euro.
Il progetto intende proseguire le indagini archeologiche ed antropologiche dell'ex area cimiteriale esterna della chiesa di San Biagio in Cittiglio per giungere ad una migliore e completa contestualizzazione storico-archeologica e paleodemografica del sito. Il progetto prevede attività di rivalutazione e valorizzazione del sito attraverso un moderno approccio metodologico.
- GOLASECCA, 'Golasecca Archeologia Multimediale' (GAM), Comune di Golasecca, contributo previsto: 63.067 euro.
L'area di Golasecca fu il centro dell'omonima civiltà della prima Età del Ferro, presente nell'ambiente sud alpino fino alla confluenza del Ticino con il Po e caratterizzata dal rito crematorio e dalle tecniche in campo ceramico. Il progetto prevede la riorganizzazione dell'area espositiva di Golasecca, anche in raccordo con il museo di Sesto Calende, con la creazione di un Centro multimediale sulla Civiltà di Golasecca, di una Sala specialistica archeologica con l'esposizione dei reperti di proprietà dell'Amministrazione comunale e di una sala laboratorio con i servizi collaterali di educazione ambientale, laboratori interattivi, simulazione archeologica e animazione culturale. Verrà inoltre inserito un bookshop dedicato e verranno organizzate attività multimediali immersive e visite alla necropoli del Monsorino.
- GORNATE OLONA, MONASTERO DI TORBA, 'Il Cantiere della conoscenza. Studi e ricerche. 4ª campagna di scavo - anno 2017', Fai, Monastero di Torba, contributo previsto: 11.835 euro.
Il Monastero è di proprietà del Fai dal 1977, anno della donazione di Giulia Maria Mozzoni Crespi. Nel 2016 i visitatori sono stati 20.000. Dal 25 giugno 2011 l'area di Castelseprio-Torba con il Castrum, la Chiesa di Santa Maria Foris Portas e la Torre è iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco all'interno del sito seriale 'I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)'.
- VARESE, 'Il patrimonio tra ricerca e valorizzazione: dallo studio dei graffiti murari della Cripta, una riflessione sui valori del patrimonio culturale del Sacro Monte di Varese', Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, Varese, contributo previsto: 25.856 euro.
- VARESE, 'Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: una mostra fotografica per la valorizzazione e come strumento per un nuovo progetto di comunicazione', parrocchia di Santa Maria del Monte (Varese), Varese, contributo previsto: 17.984 euro.
I nove Sacri Monti dell'Italia settentrionale, eretti tra il XVI e il XVII secolo, sono stati iscritti nel 2003 nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità riconosciuto dall'Unesco. La teoria di cappelle, che attraverso statue, dipinti ed affreschi racconta episodi e misteri della vita sacra, si amalgama con l'accogliente contesto naturale ed ambientale e contribuisce a definire i lineamenti di ciascun complesso monumentale.
Il progetto prevede, tra l’altro, il rilievo di tutti i graffiti presenti nella Cripta del Sacro Monte, riaperta grazie al contributo della Regione Lombardia, la loro documentazione attraverso una campagna fotografica e lo studio e classificazione del singolo graffito per una valutazione e un inquadramento storico-sociale. 

Passo dello Stelvio, un futuro targato Lombardia e Provincia di Bolzano

Nuovo passo nella collaborazione su viabilità, impatto ambientale, patrimonio architettonico-culturale
Livigno (SO) Località Mottolino - Tramonto, foto Daniele Cazzaniga

Alcuni progressi sono già una realtà, altri ora si profilano all’orizzonte. L’area dello Stelvio sarà valutata a 360° gradi e riguarderà non solo la viabilità, ma anche l'impatto ambientale, la strategia eco-sostenibile, la valorizzazione del patrimonio architettonico-culturale e la previsione dei costi. Alla sua promozione e al suo sviluppo socio-economico lavorerà una nuova 'Struttura istituzionale e paritetica”
È quanto prevede una dichiarazione di intenti tra Lombardia e Provincia Autonoma di Bolzano firmata il 24 luglio 2017 al Passo dello Stelvio (Sondrio). L’accordo è un Atto aggiuntivo al Protocollo per la valorizzazione dell'area dello Stelvio, sottoscritto il27 luglio 2015 tra Regione Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano.
GIOCO DI SQUADRA - Negli ultimi due anni un gioco di squadra - come ha dichiarato il sottosegretario di Regione Lombardia Ugo Parolo - tra territori, comuni, realtà agricole e turistiche, organizzazioni economiche e ambientali ha consentito «una nuova gestione dei fondi per i Comuni di questo territorio, che prevede che due terzi delle risorse a disposizione vadano a progetti sovraccomunali». Vari interventi sono già stati finanziati, come la valorizzazione della strada per salire al Passo (circa 5 milioni di euro da Anas) e il piano del Parco nazionale dello Stelvio (altri 5 milioni).
PROSSIMI PASSI – Prossimo obiettivo sarà, secondo Parolo, «un piano del Parco nazionale dello Stelvio elaborato d’intesa con il territorio interessato». Inoltre, per rendere operativo dai primi mesi del 2018 il nuovo strumento giuridico adottato, un masterplan definirà i compiti e le funzioni. In autunno, infine, sarà ufficialmente firmato il protocollo di collaborazione tra Regione Lombardia e Anas Spa.

Varese, Scuola mondiale per matematici

Dopo il concorso degli aspiranti matematici a Castelveccana, questa settimana studenti doc e post doc da tutto il mondo partecipano alla Rism School dell’Università dell’Insubria
Maxim Kontsevich

Una settimana fa il raduno annuale dei Pitagora in erba a Caldè di Castelveccana, questa settimana invece un circolo di Pitagora veri riuniti a Varese. A Villa Toeplitz, lunedì 31 luglio 2017, sono arrivati dall’Italia ma anche da Usa, America latina, Europa, Cina, India una sessantina di studenti doc e post doc per partecipare, fino al 4 agosto 2017, alla Scuola di interconnessione tra geometria quantistica e fisica RISM5.
L’evento è organizzato annualmente dalla Riemann International School of Mathematics (RISM) in collaborazione con l’Università degli studi dell’Insubria. Le lezioni portano la firma dei più importanti esperti del settore QFT, tra cui il “nobel” Maxim Kontsevich, Fields medal 1998 (nella foto). Il consiglio scientifico della RISM è composto da Enrico Bombieri, Ron Donagi, Ivar Ekeland, Louis Nirenberg e Alfio Quarteroni.
La School è diretta da Ron Donagi, professore dell’University of Pennsylvania e leader nella geometria algebrica applicata alla QFT, ed è organizzata da Daniele Cassani e Sergio Cacciatori dell’Uninsubria. Sponsor, la Simons Foundation, la più importante fondazione americana per finanziare la ricerca di base in particolare per la Matematica e la Fisica.
La prossima RISM6 si terrà nel luglio 2018 e sarà diretta dall’ultima Fields Medal Martin Hairer.