Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Varese, una giovane eccellenza chiamata Ematologia

Nato nel 2010, il reparto dell’Ospedale di Circolo ha una capacità attrattiva anche fuori provincia – Ulteriore salto di qualità con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo

Settemila procedure ematologiche tra gennaio e luglio 2017, con un incremento superiore al 40% rispetto a solo due anni prima. E in costante crescita anche le prestazioni erogate verso pazienti provenienti da altre province e altre regioni. Sono solo alcuni dati del bilancio del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Varese a quindici mesi dall’avvio dell’attività di trapianto.
L'Ematologia di Varese, diretta dal professor Francesco Passamonti, è nata il 1° novembre del 2010 e in pochi anni, come ha affermato il direttore generale dell'Asst dei Sette Laghi, Callisto Bravi, «si è affermata come uno dei reparti di eccellenza del nostro Ospedale e come un centro di riferimento in grado di esercitare già una capacità attrattiva anche al di fuori dei confini provinciali».

SALTO DI QUALITÀ
Nel 2017, per la sola attività di degenza, i pazienti provenienti da territori esterni a quelli dell’ATS dell’Insubria sono stati il 16%, di cui l’8% provenienti da fuori Lombardia. E l’incidenza dei pazienti provenienti da altre province e regioni è analoga anche se si considera l’attività ambulatoriale piuttosto che quella di day hospital.
«Certo, i numeri sono inferiori rispetto a quelli dei grandi ospedali metropolitani – spiega Passamonti – ma, considerato che ogni anno registrano un aumento e indicano una capacità attrattiva per fuori Provincia e fuori Regione, sono molto significativi».
TRAPIANTO DEL MIDOLLO
Il salto di qualità decisivo è avvenuto quindici mesi fa con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo. Trentuno i trapianti già eseguiti con risultati perfettamente in linea con i dati nazionali e internazionali, considerando che la degenza media, in questi casi, si attesta a ventotto giorni.
Decisiva a questo proposito è stata la realizzazione di due camere sterili a completa disposizione del reparto, consegnate nella primavera del 2016, e la grande competenza del personale in servizio, sia medico, sia infermieristico. L'esperienza già acquisita e la capacità di apprendere rapidamente, infatti, hanno avuto un ruolo determinante nel consentire un'attività così complessa. 
RUOLO TERZO SETTORE
A fare la differenza non sono tuttavia solo i trapianti. «Grazie alla sinergia Ospedale–Università, osserva il direttore Bravi, la nostra Ematologia ha condotto in questi anni ben sessantaquattro studi clinici con programmi terapeutici avanzati, garantendo così la massima personalizzazione delle terapie a fronte di un notevole risparmio economico».
Un altro indicatore di qualità da non sottovalutare sono i progetti di ricerca vinti dalla struttura varesina che valgono quasi un milione di euro.
«Se l'Ematologia dell'Ospedale di Circolo ha potuto conseguire questi risultati, fondamentale è stato il ruolo del terzo settore – aggiunge Bravi - AIL Varese onlus, la Fondazione Rusconi di Varese e la Fondazione Matarelli di Milano hanno sostenuto e continuano a sostenere la struttura non solo finanziariamente, ma instaurando un rapporto con l'Azienda e il direttore del reparto caratterizzato da un profondo spirito di collaborazione». 

Torino, salvano dall’incenerimento i libri abbandonati

Questa ogni sabato la sfida di Ecomori, associazioni e volontari
vivilibron

A Torino, ogni sabato, salvano dall’inceneritore centinaia di libri e cercano di migliorare l’integrazione con la cultura e la raccolta differenziata. Sono gli Ecomori, le Sentinelle dei Rifiuti e le associazioni Vivibalôn e Eco dalle Città con il supporto di Crt. I libri abbandonati vengono trasformati in una libreria gratuita libera e itinerante, che dal mercato di libero scambio del Balôn si sposta all’interno del Cortile del Maglio.
Gli Ecomori sono un gruppo di ragazzi richiedenti asilo, che tutti i sabato (dalle ore 15) recuperano i libri invenduti o abbandonati e li espongono su di un banchetto, dove nuovi e voraci lettori possono impedire che finiscano in discarica. In più, a fine mercato, i libri rimasti vengono con l’aiuto del pubblico sottoposti a cernita e collocati nella libreria appositamente realizzata con materiali di recupero all’interno del Cortile del Maglio.
La libreria è una sorta di bookcrossing con libri gratis e accessibili a tutti. Per gli altri volumi recuperati dagli Ecomori, invece, si aprono le porte della raccolta differenziata. Un’opera meritoria, anche quella della Cooperativa Arcobaleno, per il suo contributo al servizio urbano della differenziata. 

Lugano, la stazione si prepara ad accogliere il traffico del Monte Ceneri

I lavori sono cominciati il 15 ottobre 2017 e si concluderanno il 16 luglio 2018
LUGANO stazione FFS

Il 16 dicembre 2016 la nuova galleria del Gottardo, nel 2020 apertura della Galleria di Base del Monte Ceneri e subito la stazione ferroviaria di Lugano si attrezza per adeguarsi alla circolazione.
A Lugano il 15 ottobre 2017 sono iniziati i lavori preparatori per l’adattamento dell'infrastruttura e il prolungamento del marciapiede 1 all’apertura del Monte Ceneri nel 2020. Il 6 novembre 2017 partiranno i lavori principali e il 16 luglio 2018 i nuovi impianti entreranno in esercizio. Così le Ferrovie Federali Svizzere informano l’utenza e preannunciano gli inevitabili disagi.
La Stazione FFS di Lugano, con la Galleria di Base del Monte Ceneri, rivestirà un ruolo di primo piano nel traffico ferroviario nazionale e internazionale. Inoltre nel traffico regionale i tempi di percorrenza tra i centri di Lugano, Locarno e Bellinzona si dimezzeranno, trasformando questo triangolo in una nuova realtà urbana.
In vista dell’orario in vigore da dicembre 2020 in poi, saranno rifatti gli impianti binari a nord e sud della stazione e sarà prolungato il marciapiede 1, per consentire l’entrata contemporanea dei treni sul binario 1 e 2.
I lavori saranno svolti, oltre che durante la giornata, anche nei periodi notturni, per permettere lo svolgimento regolare del traffico ferroviario diurno.

Lombardia, oltre 1.300.000 euro a 83 progetti culturali

In territorio varesino assegnati quasi 70 mila euro A Brinzio, Cislago, Gallarate, Golasecca e Venegono Superiore

Allo stanziamento iniziale sono stati aggiunti altri 700.000 euro e così alla giunta della Lombardia è stato possibile finanziare tutti i progetti presentati dai comuni sul bando “Interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali della Lombardia 2017”.
In totale, a disposizione degli enti locali sono stati messi oltre 1.300.000 euro e sono stati finanziati 83 progetti spalmati su quasi tutto il territorio regionale.
In provincia di Varese con 69.180 euro sono stati finanziati i seguenti interventi a:
-BRINZIO: 6.250 euro per intervento di risanamento delle travi di copertura al fine di evitare danni strutturali e la diffusione del danno ai reperti storici museali in esposizione a causa della presenza di tarli nel Museo della cultura rurale prealpina;
-CISLAGO: 20.000 euro per adeguamento alle norme vigenti dell'impianto elettrico dell'auditorium comunale.
-GALLARATE: 20.000 euro per acquisto arredi necessari all'allestimento di sale lettura attrezzate e spazi per eventi culturali della biblioteca comunale Luigi Majno;
-GOLASECCA: 15.000 euro per completamento sala con interventi edilizi e impiantistici ai fini dell'ampliamento della attività multimediale Gam (Golasecca archeologia multimediale);
-VENEGONO SUPERIORE: 7.930 euro per rifacimento copertura, ampliamento mediante costruzione di un soppalco e acquisto arredi della biblioteca comunale Varese. 

Rancate (Cantone Ticino), alle origini della moda come tendenza

Nella Pinacoteca Züst mostra sulla storia del costume femminino in Europa
dalla brochure in mostra

Una galleria di affascinanti sculture e dipinti, una sequenza di ventagli dipinti da artisti delle belle Signore, un nucleo di preziosi abiti d’epoca, provenienti da musei e collezioni private. Questo il binario della mostra “Divina Creatura-La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento”, inaugurata domenica 15 ottobre 2017 nella Pinacoteca Züst di Rancate (Mendrisio), in Canton Ticino, e aperta fino al 28 gennaio 2018.
Curata da Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora e Marialuisa Rizzini con il coordinamento di Alessandra Brambilla e il contributo di diversi studiosi, la rassegna ripercorre il cambio di paradigma nella storia del costume femminino in Europa. Punto di riferimento, il 1858, l’anno in cui a Parigi esplose l’Haute Couture di Worth, subito amplificata e diffusa dai primi Grand Magasins che spopolano nelle principali metropoli europee.

DA RITRATTI E GRAN MONDO…
Tra le donne di pressoché tutti i ceti sociali la circolazione di figurini e di riviste illustrate, l’irrompere della fotografia, i celebri affiches di Sartorie e Grandi Magazzini diffondono la moda in modo capillare. L’”essere alla moda” diventa per un'ampia fascia imperativo condiviso e il ruolo della donna si consolida anche in questo ambito al di fuori delle pareti domestiche. Attentissima al proprio ruolo sociale e alla immagine che contribuiva a veicolarlo.
Testimoniano in mostra il momento favolosi abiti d’epoca e ventagli firmati da Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Pompeo Mariani e Pietro Fragiacomo, ma soprattutto le opere di grandi artisti.
Le evoluzioni dell'abbigliamento femminile rivivono attraverso i modelli di donne simbolo, come la regina d'Italia Margherita di Savoia, o figure appartenenti all'aristocrazia internazionale, come la contessa ticinese Carolina Maraini Sommaruga (1869-1959). Guide del percorso sono i ritratti a firma di Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Mosè Bianchi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Ernesto Fontana o di Giovanni Boldini, Paul Troubetzkoy, Vincenzo Vela, Vittorio Corcos, Giacomo Grosso, oltre ai ticinesi Pietro Chiesa, Luigi Rossi e Adolfo Feragutti Visconti.
…ALLE SCUOLE REGIONALISTICHE
Accanto al ritratto è la pittura di genere a documentare l'evoluzione della moda femminile, ma anche le più diffuse tipizzazioni dei ruoli.
Dopo il 1860 in pittura si moltiplicano le scene di ambientazione quotidiana e borghese, ispirate alla vita familiare in cui è protagonista la donna. Questo filone, che trova i suoi vertici in maestri quali Ernest Meissonier e Mariano Fortuny, accomuna la sperimentazione degli artisti di tutte le scuole regionalistiche italiane e di quella del Cantone Ticino, dai Macchiaioli – tra cui Antonio Puccinelli e Odoardo Borrani – ai cosiddetti italiani a Parigi come Giovanni Boldini.
Per la prima volta, infine, una mostra propone un genere specifico, quello dei ventagli eseguiti da artisti. Accessori di primo piano per tutto l’Ottocento, restituiscono nel registro di un costume quotidiano, l’atmosfera di una società lanciata verso nuovi orizzonti e, purtroppo, anche verso inimmaginabili tragedie.
Info: Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio) (tel. +41 (0)91 816.47.91). 

Varese, in un anno quasi raddoppiate auto elettriche o ibride

In costante crescita l’interesse verso questa tipologia di alimentazione
sullo sfondo, Camera commercio

In territorio varesino la circolazione di vetture elettriche o ibride è quasi raddoppiata nel giro di un anno. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio, tra il 2015 e il 2016, nell’arco di dodici mesi, sono salite da 2.500 a quasi 3.500, con un incremento del 40%.
La quota è ancora molto bassa, eppure è tra le più alte in Italia. «Con lo 0,6% del parco auto ad alimentazione elettrica o ibrida – osserva l’ente camerale - Varese si colloca all’ottavo posto tra le province italiane quanto a mobilità sostenibile, almeno in relazione a questo particolare aspetto».
In cima alla classifica nazionale delle province con più auto elettriche o ibride ci sono Roma con 16.724 vetture di questo tipo (pari allo 0,62% sul totale) e Milano con 16.690 auto (0,94%). Al terzo posto Trento con 6.220 (1,25%), poi Bologna con 5.922 (0,99%), Firenze con 4.253 (0,6%), Torino con 4.247 (0,29%), Bergamo con 3.519 (0,53%) e, quindi, Varese all’ottavo posto con 3.447.
Dai dati varesini l’analisi della Camera di commercio rileva una attenzione in costante aumento verso questa tipologia di alimentazione nel triennio 2013-16. «Il numero delle auto elettriche e ibride in circolazione sulle nostre strade è più che raddoppiato, passando dalle 1.251 del 2013 alle 3.477 dello scorso anno».
L’andamento positivo viene convalidato anche a livello regionale (da 15.115 a 37.536) e nazionale. In Italia la crescita delle autovetture ibride ed elettriche è stata esponenziale, salendo dalle 45.404 del 2013 alle 89.932 del 2015 per poi impennarsi nel 2016, raggiungendo quota 126.508.

Bruxelles, nasce la Procura europea

Suo compito sarà - per ora - quello di tutelare meglio il denaro dei contribuenti – All’orizzonte un ampliamento dei poteri anche contro i reati di terrorismo transfrontaliero

Iniziativa di portata storica a Bruxelles. Il 5 ottobre 2017 il Parlamento dell’Unione, a larga maggioranza, ha dato il via libera all'istituzione della Procura europea. Suo obiettivo, tutelare meglio il bilancio dell'UE e il denaro dei contribuenti. E non è tutto. All’orizzonte si profila un ampliamento dei compiti della Procura contro i reati di terrorismo transfrontaliero.
La decisione fa seguito all'orientamento generale concordato a giugno 2017 in sede di Consiglio "Giustizia" da Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Ora il Consiglio "Giustizia" può, il 12 ottobre 2017, adottare in via definitiva il regolamento e, da quel momento, altri Stati membri potranno aggiungersi ai 20 membri fondatori.

RUOLO DELLA PROCURA
«La Procura europea aiuterà a tutelare meglio il denaro dei contribuenti dell'UE» hanno dichiarato i Commissari europei al bilancio, il tedesco Günther Oettinger, e alla giustizia, la ceka Veˇra Jourová. Gli organi dell'UE che esistono attualmente, quali l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), non hanno giurisdizione penale negli Stati membri e devono trasmettere i fascicoli agli organi nazionali. Questo può complicare l'esercizio dell'azione penale nei casi transfrontalieri e una loro conclusione in tempi rapidi.
Proprio questo sarà il ruolo della nuova Procura europea: assicurare che chi delinque sia consegnato alla giustizia e che l'importo delle malversazioni sia recuperato molto più rapidamente.
TAPPE SUCCESSIVE
«I delinquenti non conoscono confini ed è giunto il momento di fermarli dotando le procure degli strumenti che permetteranno loro di operare nella dimensione transnazionaleı» hanno aggiunto Oettinger e Jourová.  «Ci rallegra il fatto che 20 Stati membri abbiano già espresso la volontà di unire le forze per tutelare maggiormente il bilancio dell'UE e il denaro dei contribuenti. Esortiamo gli altri Stati membri ad associarsi presto all'iniziativa».
Come annunciato dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione, la nuova Procura europea può affermarsi come strumento potente di tutela dei cittadini anche al di là dell'attuale competenza sui reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE e potrebbe in futuro essere incaricata di perseguire anche i reati di terrorismo transfrontaliero. La Commissione delineerà l'anno prossimo le tappe successive del cammino verso un futuro ampliamento dei compiti della nuova Procura europea. 

Varese, si scrive Breast Unit, si legge Eccellenza

All’Unità del seno dell’Asst Sette Laghi donato da associazioni un ecografo di ultima tecnologia
ecografo

Anche nella cura delle donne colpite dal cancro al seno il territorio prealpino può vantare una sensibilità sociale e un’assistenza sanitaria di tutto rilievo. La Breast Unit (Unità del seno) dell’Azienda socio sanitaria territoriale Settelaghi di Varese è un modello di organizzazione e integrazione che, attraverso un approccio multidisciplinare e personalizzato, registra un’alta percentuale di guarigione, unitamente ad una miglior qualità di vita.
Questa malattia è la prima causa di morte per patologia neoplastica nella popolazione femminile e nella provincia di Varese l’Osservatorio Epidemiologico registra 750/800 nuovi casi annui con circa 200 decessi. Il 17 luglio 2017 l’ASST varesina ha dato pieno compimento alla definizione della SSD Breast Unit. Responsabile è la professoressa Francesca Rovera, mentre direttore del Dipartimento Chirurgico è il dottor Eugenio Cocozza.
Ebbene, per completezza del Percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale (PDTA) e per numero di casi trattati, la Breast Unit varesina è un Centro di Riferimento Nazionale dopo lstituto Europeo di Oncologia, Istituto Tumori di Milano e Humanitas. Parola della Regione Lombardia (delibera regionale sulle Breast Unit del 29/04/2016). Per la professoressa Rovera e il dottor Cocozza fondamentale è dare risposte in termini non solo di eccellenza tecnico-scientifica delle cure, ma anche di capacità di sviluppare una presa in carico finalizzata ai bisogni complessi e impellenti delle pazienti e dei familiari.
A questa punta di diamante sanitaria si aggiunge uno straordinario valore del volontariato sociale, da Andos Varese e Andos Insubria alla Lega Tumori, da Varese per l’Oncologia all’Associazione Volontari Ospedalieri, da Varese con Te a Sulle Ali e Caos.
La più recente testimonianza è la donazione di un ecografo particolare (modello MyLab Five di Esaote) alla Breast Unit. La macchina, tecnologicamente avanzata, è stata consegnata il 26 settembre 2017 da Associazione Caos, Fondazione per la Comunità di Malnate e Città delle Donne di Malnate. La donazione è stata possibile grazie alla costituzione, presso la Fondazione per la Comunità di Malnate, del Fondo intitolato a Pinuccia Spadotto, mancata il 31 luglio 2003 (era presente la figlia Tania). Donna di eccezionali doti e grande intelligenza, già nel 1994 organizzò un progetto pilota di screening mammografico presso la Città di Malnate e il 2 dicembre del 2002 donò all’Ospedale di Circolo di Varese il mammotest per le microbiopsie. 

Intervento - Petizione ‘Salvailsuolo’, oltre 82.000 le firme consegnate al presidente del Senato

Le associazioni della coalizione italiana: «Varare subito la legge nazionale contro il consumo di suolo e tolleranza zero all’abusivismo»

INTERVENTO Oltre 82.000 cittadini italiani hanno chiesto di tutelare il suolo libero e sano, una risorsa essenziale alla produzione agricola ma che è anche il più efficace sistema di difesa da alluvioni e altri eventi catastrofici. Le recenti tragedie ci ricordano che quando non si rispetta il suolo, le pur doverose opere di difesa sono sempre insufficienti a garantire la protezione di cittadini, abitazioni e città. Ora spetta al Parlamento rispettare la volontà dei cittadini e sbloccare la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole.
Un contributo importante, quello dei firmatari italiani, che pesa sulle oltre 212.000 firme raccolte a livello europeo ed eccede largamente il quorum fissato per il nostro Paese dalla Commissione Europea (54.750 firme): si tratta di un dato significativo che testimonia la sensibilità presente nel nostro Paese riguardo ai troppi fenomeni di degrado a carico del suolo, ed in particolare la cementificazione che ricopre ampie parti di territorio. Secondo gli ultimi dati ISPRA, in Italia al 2016 risultano cementificati oltre 23 mila km2 (pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale. Il consumo di suolo procede a un ritmo di 3 metri quadri al secondo, senza risparmiare aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, o di estrema vulnerabilità a rischi ambientali, come alluvioni, frane e terremoti. Il tutto in mancanza di una norma efficace che regoli la demolizione degli edifici abusivi.
Martedì 10 a Palazzo Madama le associazioni della coalizione italiana #salvailsuolo (formata da ACLI, Coldiretti, FAI - Fondo Ambiente Italiano, INU - Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food, WWF) hanno incontrato e consegnato simbolicamente le firme al presidente del Senato Pietro Grasso, chiedendo di varare entro la legislatura la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato. Un provvedimento i cui obiettivi sono fermare il consumo di suolo e incentivare da subito la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità.
«Se il nostro Paese appare più fragile di altri agli eventi catastrofici, le colpe non sono solo del cambiamento climatico, ma di come abbiamo trattato il territorio negli ultimi decenni – dichiara Damiano Di Simine, portavoce della coalizione italiana #Salvailsuolo – Con le firme raccolte in Italia sproniamo il Parlamento a varare entro la legislatura il disegno di legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole, e a bloccare il ddl Falanga in approvazione, che rischia di vanificare tutti gli sforzi messi in atto per contrastare l'abusivismo edilizio».
Le associazioni chiedono anche rigore e vigilanza per evitare che nella discussione della legge di stabilità non ci siano colpi di mano rispetto agli impegni assunti con la finanziaria dell’anno scorso: ovvero che sia del tutto ripristinato, dal 1° gennaio 2018, il vincolo alla destinazione delle risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Ciò è indispensabile da un lato per sostenere gli interventi di rigenerazione urbana, e dall’altro per evitare che nei comuni sopravviva un meccanismo perverso di incentivazione di consumi di suolo in cambio di entrate fiscali impiegabili con ampia discrezionalità per ripianare i bilanci.
Consegnate le firme, le principali associazioni ambientaliste italiane restano in attesa di una risposta da parte del Parlamento e del Governo, ma allo stesso tempo evidenziano la necessità di agire anche a livello europeo: fermare il degrado del suolo è un preciso target sottoscritto con l’adesione all’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile a cui la UE ha aderito con convinzione, ma ad oggi il suolo e la sua tutela continuano ad essere temi sconosciuti per il diritto europeo. La petizione, oltre che in Italia, ha raccolto oltre 212.000 firme negli altri Paesi dell’Unione Europea, e i promotori sono determinati a far pesare questo primo risultato che testimonia di una crescente consapevolezza dei cittadini verso l’esigenza di tutelare una risorsa naturale da cui tutti dipendiamo per la produzione di cibo e benessere.
Slow Food Italia 

Associazioni volontariato in Lombardia, bando di 3 milioni per progetti di rete

Presentazione entro venerdì 15 dicembre 2017

«Un lombardo su sette è impegnato in attività di volontariato e il 20 per cento dei lombardi finanzia attività di volontariato nell'ambito del sociale. Questi sono dati che fanno capire quanta sia l'attenzione dei lombardi al sociale e le istituzioni non possono che recepire questa sensibilità e farla propria».
Così Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno spiegato il loro Bando Volontariato 2018, che vede destinare 3 milioni di euro per le associazioni di volontariato.

BANDO
Il bando, alla sua quarta edizione, si propone di promuovere e rafforzare la realizzazione di progetti di rete attuati dalle organizzazioni di volontariato attive sul territorio lombardo.
A disposizione 3 milioni di euro, 1 milione messo a disposizione da Regione Lombardia, e 2 milioni dal Fondo speciale per il volontariato, istituito dalla legge quadro sul volontariato 266/91 e alimentato dai proventi delle fondazioni di origine bancaria.
PARTECIPAZIONE E COPROGETTAZIONE
Il bando rappresenta un nuovo strumento di coprogettazione tra pubblico e privato.
I progetti dovranno essere presentati da una rete composta da almeno quattro soggetti (il soggetto capofila con almeno altre tre organizzazioni del terzo settore). Dovranno inoltre essere realizzati sul territorio lombardo e potranno essere presentati entro le ore 12 di venerdì 15 dicembre. Il costo di un progetto potrà essere al massimo di 75 mila euro, il bando finanzierà fino al 70 per cento del valore complessivo.
I soggetti capifila devono essere organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale della Lombardia (sezioni regionali e provinciali) del volontariato. Ogni organizzazione di volontariato potrà presentare un solo progetto come capifila.
Per presentare il progetto basta collegarsi al sito www.bandovolontariato.it e selezionare la sezione 'area riservata', registrarsi, compilare la modulistica e inviare online la documentazione richiesta.