Edizione n.8 di mercoledì 21 febbraio 2018

Cultura

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Milano, nel 2016 capitale mondiale musei

Dopo Shanghai (2010) e Rio de Janeiro (2013), sarà Milano la prossima capitale mondiale dei Musei. A Parigi il 4 giugno l'Unesco ha preferito la metropoli lombarda a Mosca e Abu Dhabi come sede dell'assemblea mondiale del Consiglio Internazionale dei Musei (Icom).
La conferenza generale è l'appuntamento più prestigioso che, con cadenza triennale, caratterizza l'attività dell'International Council of Museums. L'Icom, fondato nel 1946, raduna 28.000 professionisti museali e 2.000 musei di 130 Paesi del mondo.

Varese, Francesco Daverio in campo da Luino a Roma per l'Unità d'Italia

L'eroe del Risorgimento ricordato dall'Associazione Mazziniana

Ci furono anche giovani varesini a contribuire, fino all'estremo sacrificio, alla formazione dell'Unità e a gettare il seme della attuale Costituzione d'Italia. A ricordare la loro figura e la loro opera è impegnato, anche quest'anno, un benemerito sodalizio,
All'Istituto Daverio Casula di Varese l'Associazione mazziniana di Varese "Giovanni Bertolé Viale" ha celebrato, il 9 febbraio 2018, la proclamazione della Repubblica Romana del 1849, a Roma, dove cadde contro l'esercito francese, al Gianicolo, il varesino Francesco Daverio, mazziniano e garibaldino, ingegnere nato nel 1815 a Calcinate del Pesce. Il presidente Carlo Manzoni, insieme con la dirigente scolastica Nicoletta Pizzato, ha accolto alunni maturandi dell'istituto e una classe della media Dante. Presenti anche l'assessora Rossella Dimaggio e l'ex sindaco di Varese, Angelo Monti, che, al termine della cerimonia, ha invitato i giovani al canto dell'Inno nazionale di Goffredo Mameli, che, scritto nel 1847, fu inno ufficiale anche della Repubblica Romana del 1849.
L'importanze della Repubblica romana nella storia del Risorgimento italiano è stata illustrata da Leonardo Tomassoni, che si è riferito in particolare ai valori della Costituzione della Repubblica del 1849, che fu traccia della nostra attuale, con allora rivoluzionarie innovazioni, dall'abolizione della pena di morte alla libertà di stampa, di associazione e di culto (anche per gli israeliti, con apertura del ghetto), dall'abolizione dei titoli nobiliari alla parità uomo-donna. Questo il testo del professore Leonardo Tomassoni.
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DALLA REPUBBLICA ROMANA

ALLA REPUBBLICA ITALIANA

Francesco Daverio nacque a Varese, nella località di Calcinate del Pesce, il 3 aprile 1815 e morì a Roma il 3 giugno 1849. Partecipò alle 5 Giornate di Milano nel 1848 e, nello stesso anno, su invito di Giuseppe Mazzini, prestò il suo aiuto, come guida, a Giuseppe Garibaldi nella sua prima spedizione varesina. Combatté contro gli austriaci a Luino e a Morazzone. Quando infine apparve inevitabile la necessità di abbandonare una lotta che si era fatta insostenibile per i garibaldini, guidò gli ultimi uomini rimasti con Garibaldi, con una marcia forzata, attraverso Buguggiate, Capolago, Calcinate del Pesce, Morosolo, Velate, Sant’Ambrogio, Bregazzana, l’Alpe Tedesco, Cavagnano e infine Brusimpiano, da dove i reduci vennero traghettati sulla sponda svizzera del Lago di Lugano.
L’anno successivo, nel 1849, partecipò alla difesa della Repubblica Romana di mazziniana memoria e lì venne ucciso dai francesi il 3 giugno sul Colle del Gianicolo, dove un cippo lo ricorda insieme ad altri due illustri patrioti varesini, entrambi caduti in difesa della Repubblica Romana, Enrico Dandolo ed Emilio Morosini.
La data del 9 febbraio ricorda la nascita della Repubblica Romana nel 1849. Pagina gloriosa del nostro Risorgimento che, per la prima volta, ponendo fine, anche se solo temporaneamente, al potere temporale del Papato, instaurò una repubblica democratica in cui venne abolita la pena di morte, venne riconosciuta la libertà di culto per ogni cittadino, venne introdotto il suffragio universale maschile, vennero aboliti i titoli nobiliari, vennero introdotte la libertà di insegnamento e di associazione e venne infine pienamente riconosciuta l’indipendenza dei giudici da ogni altro potere dello Stato.
Dopo solo cinque mesi di strenua difesa da parte dell’esercito repubblicano guidato da Giuseppe Garibaldi, il 4 luglio 1849 l’esercito francese, inviato in difesa di Pio IX e guidato dal generale Oudinot, penetrò in Roma e pose fine a questa gloriosa pagina di eroismo e di democrazia. Il giorno prima della resa comunque, il 3 luglio 1849, l’Assemblea promulgò la Costituzione della Repubblica Romana i cui principi basilari ispirarono in gran parte, a distanza di un secolo, la nostra Costituzione Repubblicana del 1948.
Leonardo Tomassoni 

Fuga di talenti, il Piemonte tenta il rimpatrio

Solo nel 2011 hanno lasciato l'Italia 27.600 giovani, dei quali 4800 lombardi e 2200 piemontesi - Un miliardo di euro il danno per il Pil nazionale

Il Piemonte ha stanziato circa un milione di euro a sostegno di 100-150 giovani in esperienze formative e di lavoro presso imprese o università estere. Unica condizione, il ritorno in patria. Inoltre aprirà uno sportello per agevolare il rimpatrio e il reinserimento di tutti gli altri giovani emigrati. Misure e servizi fanno parte del pacchetto “Iolavoro per i talenti” presentato il 29 giugno dall'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Claudia Porchietto.
Indagine web
Alla sperimentazione s'accompagna un'indagine web in collaborazione con la Cattolica di Milano. «A ottobre, ha annunciato il presidente Roberto Cota, saremo in grado di  raggiungere l’intera platea dei giovani emigrati all’estero che desiderino tornare a casa ed essere reinseriti nel nostro mercato del lavoro». Se la domanda supererà le attese, sono già pronte ulteriori risorse.
In Italia, dal 2001 al 2010, l’incidenza dei cittadini laureati sul totale degli espatri è raddoppiata dall’8,3 al 15,9 per cento. Nel 2011 sono stati 27.616 i giovani tra 20 e 40 anni, che hanno lasciato il nostro Paese, 2.200 solo in Piemonte. L'emigrazione ha fatto perdere al Pil nazionale circa 1 miliardo di euro in un anno.
Emorragia impressionante
Nel 2011 se ne sono andati 4.768 lombardi, 2.568 veneti, 2.418 siciliani, 2.197 piemontesi. Secondo il "Rapporto Italiani nel mondo 2012” della Fondazione Migrantes, quasi il 60 per cento degli italiani tra 18 e 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita fuori dalla penisola. A essere più sfiduciati sono i 25-34enni. Più le donne che gli uomini, più nel Nord e nel Centro che nel Sud e nelle isole.
La sfiducia aumenta quando il titolo di studio posseduto è più elevato. I principali serbatoi dei giovani talenti in fuga sono le regioni del Nord.
I 20-40enni in uscita dal Paese, la fascia di età più produttiva, rappresentano il 45,54 per cento sul totale degli espatriati. Si ipotizza un 70 per cento di laureati, con un incremento dei "dottori" pari al 40 per cento in sette anni. Al I trimestre 2012 sono 265mila i laureati e post-laureati disoccupati in Italia, di cui poco meno di 40mila quelli in discipline di ambito tecnico e scientifico. 

Milano, riaperta la cripta delle Cinque Giornate

Concluso il restauro di 300.000 euro

A Milano è stata riaperta al pubblico la cripta della chiesa dell'Annunciata, dove sono custoditi 141 caduti nei combattimenti del 1848. Sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al giovedì, dalle ore 9 alle 17 dopo Pasqua.
A 165 anni esatti dalla fine delle Cinque Giornate di Milano e nell'attuale sede dell'Università statale, il 22 marzo il presidente della Lombardia Roberto Maroni, al fianco del presidente della Fondazione Irccs Ca' Granda Giancarlo Cesana e dell'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini, ha presentato la conclusione del restauro conservativo della cripta e delle sue camere sepolcrali. Alla cerimonia ha partecipato anche la banda dei Martinitt, l'istituzione di assistenza milanese che partecipò attivamente alle Cinque Giornate di Milano, operando come staffetta degli insorti tra le barricate.
I lavori facevano parte delle iniziative sostenute dalla Regione per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ai 300.000 euro di costo complessivo hanno contribuito, oltre la Regione (148mila euro), la Cariplo e due donatori privati, rispettivamente Pietro Fara Puggioni e il presidente Cesana.
Alle pareti della cripta, con volte a crociera affrescate d'azzurro, sono riportati i nomi dei 141 caduti durante le Cinque Giornate. Sono solo una piccola parte dei 500.000 pazienti accolti nel sepolcreto della Ca' Granda tra il 1473 e il 1695, che fu riaperto appunto nel 1848, perché lo stato di assedio in corso XXII Marzo impedì di raggiungere il cimitero urbano. «Cittadini inermi invidiavano il conforto del morir combattendo» recita un'iscrizione. 

Torino, riprese le domeniche guidate al Museo della Montagna

Museomontagna

Da domenica 14 gennaio sono ripresi al Museo Nazionale della Montagna gli appuntamenti domenicali sulle mostre temporanee. Le visite sono guidate e permettono di approfondire alcuni temi specifici delle esposizioni. Così il programma:
Menu delle Montagne Una storia di costume che si può scoprire attraverso un viaggio sulle tavole degli alberghi e dei ristoranti di molti Paesi del mondo, in diverse epoche e realtà sociali, dagli anni Sessanta dell’Ottocento a oggi.
Segni di Neve. Riccardo Moncalvo, selezione di cinquanta fotografie, scelte tra quelle che Moncalvo consegnò al Museo al termine dell’esposizione del 1997: ristampe da negativi originali, su carta politenata, degli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso e conservate nella Fototeca del Centro Documentazione del Museo.
Visita guidata alle mostre temporanee: da domenica 14 gennaio, tutte le domeniche alle ore 16.
Tariffe: in aggiunta al biglietto d'ingresso al Museo, con l’applicazione delle consuete riduzioni, è previsto, per la visita guidata, un costo di 5 euro o 4 con l'Abbonamento Musei Torino Piemonte. La prenotazione è consigliata.
Ogni seconda domenica del mese, da gennaio a giugno, si svolgerà uno specifico appuntamento per le famiglie, rivolto a bambini e adulti, con visite guidate alla collezione permanente e alle mostre temporanee, seguite da un'attività di laboratorio.
L'iniziativa sarà un'occasione per conoscere il patrimonio del Museomontagna guidati sala per sala alla scoperta delle collezioni dedicate alle terre alte, che compongono uno spazio espositivo unico, da cui si ammira lo straordinario panorama su Torino e sulle Alpi. Un appuntamento per avvicinare il pubblico a un patrimonio storico, che negli anni è diventato un polo di riferimento internazionale per tutti coloro che si interessano al mondo della montagna.
L'attività di laboratorio di questo primo appuntamento viene incentrata sulla mostra Menu delle Montagne con lo spazio…"Il gusto ci guadagna!"
Prendendo ispirazione dai piatti elencati nei menu della mostra, si giocherà a combinare cibi e paesaggi preparando piatti "a base di montagna". Attività dedicate alle famiglie: oltre lo scorso 14 gennaio, laboratorio l'11 febbraio, 11 marzo, 8 aprile, 13 maggio, 10 giugno, dalle ore 15.
Tariffe: in aggiunta al biglietto d'ingresso al Museo, con l’applicazione delle consuete riduzioni, è previsto, per il percorso guidato al Museo e il laboratorio, un costo a bambino di 5 euro o 4 euro con l'Abbonamento Musei Torino Piemonte Junior. Prenotazione obbligatoria.
A Torino, Museo Nazionale della Montagna, piazzale Monte dei Cappuccini 7, tel. 0116.604.104,  www.museomontagna.org

Castelseprio, giovani archeologi della Cattolica scavano alla Casa Longobarda

Al progetto parteciperà successivamente il Politecnico di Milano – Il finanziamento di 356mila euro viene da Provincia di Varese e Regione Lombardia
scavi Castelseprio

A Castelseprio (Varese), dal 4 luglio, trenta giovani archeologi della Cattolica di Milano lavorano allo scavo della Casa Longobarda all’interno del sito Unesco. Sono studenti della facoltà di Scienze dei beni culturali e della Scuola di specializzazione dei beni archeologici.
L’obiettivo è studiare la stratificazione e iniziare a indagare anche le parti esterne all’abitazione, oggi ancora coperte dal mistero e dalla terra.
L’intervento rientra nel più ampio progetto denominato “Tecnologie innovative per la gestione integrate e interventi di valorizzazione”, che prevede anche una serie di azione già portate a termine. Tra queste vi sono la realizzazione di una foto leader dell’area archeologica, che ha permesso di ottenere una più approfondita mappatura dell’intero complesso e il recupero e la riqualificazione delle aree boschive di pertinenza della Provincia.
Dopo il lavoro agli scavi, entrerà in azione il Politecnico di Milano, altro partner del progetto, che creerà un sistema informativo territoriale, la rielaborazione della foto leader già eseguita e la mappatura digitalizzata dell’intera area.
Quello che sta interessando la Casa longobarda non è il primo scavo e l’ultimo risale ormai agli anni Ottanta. Ora gli studenti, sotto la direzione scientifica dei docenti Silvia Lusuardi Siena, Marco Sannazzaro e Caterina Giostra, lavoreranno sul restauro delle mura e delle pertinenze già riportate alla luce, indagheranno le aree non scavate attorno alla casa ed elaboreranno un nuovo studio stratigrafico.
Il progetto è stato avviato qualche anno fa e prevede un investimento di 252 mila euro. È stato finanziato, oltre che da Provincia di Varese con bando per siti Unesco, anche da Regione Lombardia per un importo di 104 mila euro. 

Varese, a punto il pedegree delle piante planetarie

Uno studio internazionale ha definito un potente strumento di classificazione funzionale di un quarto della vegetazione terrestre – All’indagine ha partecipato anche il botanico dell'Università degli studi dell'Insubria Bruno Cerabolini
Cerabolini, Mozambico

Le piante sono state trasformate in numeri e così è stato possibile indagare le caratteristiche di quasi un quarto delle piante esistenti sulla Terra.
A fine dicembre 2015, la rivista americana Nature ha pubblicato online il più completo studio sui caratteri morfologici e funzionali delle piante, condotto con il coinvolgimento di 14 Paesi e la guida della scienziata argentina Sandra Diaz (Universidad Nacional de Córdoba). Alla ricerca ha, per l’Italia, partecipato il professor Bruno Cerabolini (nella foto), docente di Botanica Applicata all’Università degli Studi dell’Insubria.

DAL MINUSCOLO ORGANISMO ALLA SEQUOIA
“Lo Spettro globale di forme e funzioni delle piante (The global Spectrum of plant form and function)” ha trasformato le piante in numeri, indagando le caratteristiche (traits) di quasi un quarto delle piante esistenti sulla Terra.
Dalla minuscola Arabidopsis, utilizzata come organismo modello negli studi di genetica vegetale, alla maestosa sequoia, dal rovo al noce del Brasile, dalla canapa all’Araucaria, dalla ninfea alle acacie delle savane, sono stati presi in considerazione i seguenti parametri: altezza delle piante, superficie delle foglie, peso dei semi, azoto contenuto nelle foglie, biomassa e densità di foglie e fusti.
Quello che è emerso è che gli aspetti fondamentali della forma e della funzione della piante, come ad esempio le dimensioni delle piante intere, delle foglie e dei semi, ma anche le proprietà fisiche e chimiche dei loro tessuti, tendono a combinarsi tra di loro secondo poche modalità comuni, selezionate dall’ambiente nel corso dell’evoluzione.
«In pratica non esiste un numero di combinazioni infinito nel mondo vegetale» spiega Cerabolini. «Ad esempio, banalmente, una pianta di piccole dimensioni con dei semi enormi in natura non esiste, ci sono dei limiti biofisici che lo impediscono. Lo Spettro globale dei caratteri delle piante ci permette di vedere come ciascuna specie si colloca funzionalmente rispetto al resto del mondo vegetale, e di poter prevedere il suo comportamento all’interno degli ecosistemi».

VENT’ANNI DI DATI
Il ruolo dell’Università degli Studi dell’Insubria è stato quello di fornire dati accumulati nel corso di venti anni, in particolare quelli relativi al contenuto di azoto delle foglie, e soprattutto quello di procurare informazioni sulle piante acquatiche di laghi e fiumi. «Uno studio non semplice, quest’ultimo, proprio per le difficoltà legate alle misurazioni delle loro caratteristiche, sia in campo sia in laboratorio» ha commentato Cerabolini.
«Ora che possediamo un potente strumento di classificazione funzionale delle piante, bisogna subito rimettersi al lavoro, trasferendosi al livello degli ecosistemi. Solo così potremo avere una realistica valutazione dei servizi gratuitamente offerti dalle comunità vegetali come la capacità di produrre biomassa anche per altri organismi, uomo compreso, di depurare l’acqua e l’aria, di regolare il clima, e di offrire un ambiente esteticamente e culturalmente valido per il benessere umano».

Quando Delio Tessa portò a Lugano Benedetto Croce

Gli intellettuali italiani alla Radio svizzera tra 1930 e1980 nel libro "Dietro al microfono" - Tra loro anche Sereni, Bontempelli, Bocca, Eco, Montanelli
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La storica presenza di intellettuali italiani ai microfoni di Radio Monteceneri e della Radiotelevisione Svizzera è al centro del volume Dietro al microfono (Edizioni Casagrande), di cui è autrice Nelly Valsangiacomo. Il libro verrà presentato mercoledì 11 maggio, alle 18.30, allo Studio 2 RSI di Lugano-Besso.
La serata, in collaborazione con la Società Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di Lingua italiana, è pubblica. Interverranno, oltre l’autrice, docente di Storia all'Università di Losanna, Franco Contorbia, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Genova, e Aldo Grasso, critico televisivo e docente di Storia della radio e della televisione all'Università Cattolica di Milano. Al termine prenderanno la parola anche il direttore RSI Maurizio Canetta e il presidente della Corsi Luigi Pedrazzini. Modera Maria Grazia Rabiolo.
I posti in sala sono limitati dunque occorre prenotazione a eventi@rsi.ch oppure tel. 091 803 95 84.

La Radio è uno strumento affascinante. Arriva ovunque, con discrezione, ma anche con puntualità. Trasmette informazioni, offre approfondimenti, dà spazio alla musica e alla prosa, intrattiene. Alle spalle della RSI di oggi c'è un passato ricco, intenso, meditato, di cui sono stati protagonisti a tutti gli effetti numerosi intellettuali italiani. Attorno a loro ruota “Dietro al microfono. Intellettuali italiani alla Radio svizzera (1930-1980)”. Frutto di una lunga frequentazione degli archivi radiofonici e cartacei, il volume di Valsangiacomo fa comprendere la specificità di Radio Monteceneri e della Radio svizzera di lingua italiana che fin dall'orogine hanno mantenuto saldo il legame con l'Italia. Tanti i nomi che affiorano: Delio Tessa (nel 1936 aveva portato a Lugano Benedetto Croce), Massimo Bontempelli, Giansiro Ferrata, Aldo Borlenghi nell'immediato dopoguerra; Vito Pandolfi, Vittorio Sereni, Indro Montanelli negli anni Cinquanta e Sessanta; Guido Piovene, Giorgio Bocca, Umberto Eco, nei cosiddetti anni di piombo. Se i primi sono stati chiamati a tenere conferenze, gli ultimi sono stati interpellati come opinionisti e testimoni, segno dell'evoluzione del mezzo radiofonico e quindi del loro ruolo. 

Laveno Mombello, L’immaginario antisemita attraverso i secoli

Dal 9 gennaio al 3 febbraio mostra della Biblioteca comunale in occasione del Giorno della Memoria 2018
Laveno centro

A Laveno Mombello (Varese) Media-Archive.org, progetto culturale dell’agenzia di comunicazione svizzera Aimaproject SA, presenta nell'atrio di Villa Frua, dal 9 gennaio al 3 febbraio 2018, l'esposizione didattico-documentaria “Blutsauger-L’immaginario antisemita attraverso i secoli” a cura di Aimaproject SA e Media-Archive in collaborazione con Biblioteca comunale “Antonia Pozzi” e Anpi. In mostra la raccolta di documenti storici e storico-filatelici relativi alla storia delle comunità ebraiche europee e all’antisemitismo europeo “Contra Judaeos parte II – Destruere” di Diego Cinquegrana con un testo a cura del professor Gustavo Ottolenghi.
La raccolta è accompagnata da oggetti, libri e fotografie d’epoca provenienti dalla collezione di Media-Archive e dalla Collezione storica privata F. Fea di Torino. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì (dalle 8 alle ore 18) e il sabato (dalle 8 alle 13). Cineforum condotto da Luisa Papa su “Il cinema di propaganda antisemita (Der Ewige Jude, L’ebreo errante, Fritz Hippler 1940)” e visita guidata sabato 27 gennaio (dalle ore 10.30). E’ possibile prenotare (con anticipo di almeno due giorni al +39/3285755087) una visita guidata della durata di un’ora al costo di 25 euro.

BLUTSAUGER - L’IMMAGINARIO ANTISEMITA ATTRAVERSO I SECOLI
Mostra didattica documentaria a cura di Aimaproject SA e Media-Archive 

*Martedì 23 gennaio (ore 10, sala riunioni della biblioteca), “Storia di Mary Buonanno Schellembrid: La Biblioteca Braidense negli anni di guerra. Dal salvataggio alla Ricostruzione” di Luigi Zanzi (Hoepli editore). Presentazione a cura di Laura Lozito. Incontro di aggiornamento per i bibliotecari del Sistema bibliotecario dei laghi.
*Venerdì 26 gennaio (ore 11.30, sala consiliare), “Stelle Di Panno” di Ilaria Mattioni (Lapis edizioni). Presentazione interattiva per le classi II della scuola media, a cura dell’autrice; in collaborazione con Libri e… di Fabiola Argenta.
*Sabato 27 gennaio (ore 10.30, sala consiliare), “Der Ewige Jude/L’Ebreo Errante” (Fritz Hippler, 1940), cineforum per le classi III e IV del liceo scientifico, con visita guidata alla mostra a cura di Luisa Papa.
*Martedì 30 gennaio (dalle 10 alle 12), I ragazzi delle classi III della scuola media leggeranno nelle vie del paese “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman.
*Dal 5 al 9 febbraio, “Auschwitz-Birkenau”, mostra presso la scuola media, in collaborazione con Anpi.
Per informazioni, prenotazioni e contatti:+39|0332.667403; +39.3285755087; +39 .3472380768. www.media-archive.org; info@media-archive.org.