Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

Cultura

Verbania, in mostra i progetti della Biennale del Paesaggio di Barcellona

Saranno esposti dal 17 novembre 2018 al 6 gennaio 2019 al Museo del Paesaggio

A Verbania, sul lago Maggiore, una mostra multimediale raccoglierà al Museo del Paesaggio, dal 17 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, tutti i progetti presentati in concorso alla Biennale Internazionale del Paesaggio di Barcellona, riconosciuta negli anni come un punto di riferimento essenziale nel campo dell’architettura del paesaggio.
Per la prima volta, il pubblico avrà occasione di avvicinarsi non solo ai progetti dei dieci finalisti della decima edizione, ma anche a una selezione di installazioni e progetti di respiro internazionale.
Un percorso di sei tappe porta alla scoperta di 223 opere selezionate in quattro diversi ambiti espositivi - articolazione, transazione, rigenerazione e intersezione -, oltre alla raccolta dei progetti inviati dagli studenti di sessantotto università internazionali. Inoltre sono in programma anche tre serate nel Museo di Casa Ceretti (Via Roma 42, Verbania Intra) con diversi ospiti protagonisti in vari modi della Biennale.

A Barcellona il symposium della Biennale ha radunato, dal 26 al 29 settembre, un pubblico di architetti, professionisti, accademici e studenti. Dibattiti, tavole rotonde e mostre hanno tracciato l’evoluzione contemporanea della disciplina a livello globale, grazie anche all’internazionalizzazione del Premio Rosa Barba, che raccoglie le candidature di progetti paesaggistici realizzati in tutto il mondo.
«A vent’anni dal suo debutto – annotano gli organizzatori della mostra - il filo conduttore della riflessione rimane sensibile ai temi della contemporaneità con “Performative Nature”. La progettazione del paesaggio diventa chiave di lettura e strumento di azione per le sfide della società. I paesaggi di domani saranno il luogo dell’apertura, della partecipazione, della bellezza e della sostenibilità come si era immaginato potessero essere? Il cambiamento climatico, la proliferazione dell’intolleranza e la vulnerabilità delle persone attaccate in luoghi pubblici spingerebbero a fortificare le città nel nome della sicurezza, progettando paesaggi difensivi in nome di politiche difensive. Questo non deve essere però il momento della paralisi: il tema della Biennale invita ognuno ad agire, ad attivarsi per plasmare gli habitat futuri, chiamati a impersonare simultaneamente ruoli sociali, ecologici e politici. Nel rivolgersi a queste sfide come designers, è necessario ripensare alla bellezza, per costruire emozionalmente delle nuove performative natures».
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*Museo del Paesaggio, Palazzi Viani Dugnani, via Ruga 44, Verbania (tel. 0323-557116). Orari: venerdì pomeriggio 14/17, sabato e domenica 11/17 (orario continuato). Costi: 5 euro intero, 3 euro ridotto. Il biglietto di ingresso comprende la visita alla Gipsoteca Troubetzkoy, alla Pinacoteca e alla Collezione Martini.

DIDASCALIE IMMAGINI
n.8. LANDSCAPES OF COHABITATION
DOXIADIS+
from Greece
Photo: Clive Nichols

n.14. HALLE PAJOL, ROSA LUXEMBURG GARDEN
IN SITU-PAYSAGES ET URBANISME (LANDSCAPE AND URBAN PLANNING)
from France
Photo: Karolina Samborska

n.16. SACCA SESSOLA ISLAND OPEN SPACES AND HISTORICAL PARK PROJECT
CZ STUDIO ASSOCIATI
from Italy

n.23. TEL AVIV'S CENTRAL PROMENADE RENEWAL
MAYSLITS KASSIF ARCHITECTS
from Israel 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Patrimonio storico e artistico ecclesiastico, concluso anche il censimento delle chiese di Germignaga e Brezzo di Bedero

Federico Crimi, Francesco Isabella e Maurizio Isabella illustreranno il lavoro sabato 17 novembre 2018 (ore 10–12) nel Cinema Teatro Italia di Germignaga
Germignaga, San Giovanni, esterno
Bedero, San Vittore, interno

Dopo quelli delle parrocchie di Maccagno e valli Dumentina e Veddasca (2012-2014) e di Luino (2016-2017), è arrivato in porto anche il censimento dei beni culturali ecclesiastici mobili delle parrocchie di Germignaga e Brezzo di Bedero. I risultati saranno presentati con ampia carrellata di immagini dai professionisti incaricati Federico Crimi, Francesco Isabella e Maurizio Isabella, sabato 17 novembre 2018 (ore 10–12), nel Cinema Teatro Italia di Germignaga e saranno introdotti dall'architetto capo Ufficio beni culturali della Diocesi di Milano, Carlo Capponi.
Il lavoro è stato coordinato da Università Popolare Luino e realizzato con il contributo dei Comuni di Germignaga e di Brezzo di Bedero, Comunità Montana Valli del Verbano, Fondazione Comunitaria del Varesotto, Fondazione Unione Banche Italiane, Ubi Banca, Parrocchia di Brezzo di Bedero, Parrocchia di Germignaga e con il sostegno della Diocesi di Milano Zona Pastorale II di Varese.

Il patrimonio di beni accumulati nelle diverse parrocchie nel corso dei secoli, grazie anche a lasciti, atti di fede, elargizioni, donazioni ed eredità diverse, appartiene alla comunità nel suo complesso. La catalogazione delle opere d’arte nelle chiese dell’alto Lago Maggiore s’inquadra nel piano nazionale di censimento dei beni ecclesiastici promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e il suo traguardo, come hanno reso noto i tre catalogatori, è più vicino di quanto sembri. «Nelle parrocchie di Porto Valtravaglia e Castelveccana – hanno precisato - è già in atto; per chiudere l’operazione su tutto il territorio mancano solo le parrocchie tra Montegrino e Mesenzana».
All'incontro di Germignaga parteciperanno l'assessora della Comunità montana Valli del Verbano Simona Ronchi, i sindaci di Germignaga Marco Fazio e di Brezzo di Bedero Mariagrazia Campagnani, il vicario generale della Diocesi di Milano Franco Agnesi, il vicario episcopale per Varese Giuseppe Vegezzi, il decano di Luino Sergio Zambenetti e il parroco di Germignaga e di Brezzo di Bedero Marco Mindrone. Previsti gli interventi del presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto Maurizio Ampollini, del presidente e del vicepresidente della Fondazione Unione Banche Italiane per Varese Antonio Bulgheroni e Luigi Jemoli e, infine, di Mauro Cassani per UBI Banca spa, che inquadreranno l’argomento nell’ambito del sostegno territoriale congiuntamente offerto al progetto dalle forze economiche e sociali. 

Milano, nel 2016 capitale mondiale musei

Dopo Shanghai (2010) e Rio de Janeiro (2013), sarà Milano la prossima capitale mondiale dei Musei. A Parigi il 4 giugno l'Unesco ha preferito la metropoli lombarda a Mosca e Abu Dhabi come sede dell'assemblea mondiale del Consiglio Internazionale dei Musei (Icom).
La conferenza generale è l'appuntamento più prestigioso che, con cadenza triennale, caratterizza l'attività dell'International Council of Museums. L'Icom, fondato nel 1946, raduna 28.000 professionisti museali e 2.000 musei di 130 Paesi del mondo.

Dislessia, conferma di Cristiano Termine nell'Associazione Europea

Al professore dell'Università dell'Insubria rinnovato all'assemblea di Monaco il mandato per altri quattro anni
prof. Termine

Garantire contro il pregiudizio e l'ignoranza che le persone con dislessia, discalculia e altri disturbi specifici dell’apprendimento possano avere pari opportunità ed esprimere le loro potenzialità nella scuola, nel lavoro e nella società. Questa la stella polare dell’Associazione Europea per la Dislessia (Eda), fondata nel 1988 a Bruxelles come associazione internazionale senza scopo di lucro dai rappresentanti di dieci diverse associazioni europee per la tutela delle persone con dislessia.
A far parte del suo comitato dei direttori, composto da dieci membri, c'è dal 2014 anche Cristiano Termine, professore associato di Neuropsichiatria Infantile all’Università degli studi dell’Insubria e anche dirigente medico della Struttura complessa neuropsichiatria, infanzia e adolescenza dell’Ospedale del Ponte di Varese. A Monaco, nello scorso ottobre 2018, l’assemblea generale dell'associazione gli ha rinnovato il mandato per altri quattro anni.

L'Eda è un'organizzazione ombrello per 42 associazioni di 21 Paesi dell'Unione Europea, oltre a Norvegia, San Marino, Svizzera, Israele e Turchia. Più nello specifico, comprende 28 associazioni di genitori di bambini/ragazzi con disturbi specifici di apprendimento e associazioni di adulti con le medesime difficoltà e 14 enti corporativi con motivazioni educative o scientifiche, riconosciute nell'ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento.
La sua missione, come ha spiegato il professor Termine, è «lo scambio di informazioni e buone pratiche tra i diversi Paesi Europei, attraverso una rete internazionale e azioni di lobbying, ad esempio a livello di Parlamento Europeo, che hanno l’obiettivo di sfidare il pregiudizio e l'ignoranza al fine di garantire che le persone con dislessia ed altri disturbi dell’apprendimento possano avere pari opportunità ed esprimere le loro potenzialità, nella scuola, nel lavoro e nella società». 

Palazzo Verbania, altri 250.000 euro regionali

Palazzo Lombardia sostiene il completamento della ristrutturazione dello storico edificio liberty destinato a sede degli archivi di Sereni e Chiara
Palazzo Verbania durante la ristrutturazione nel luglio 2017
Da six, Casali, Martinelli e Fontana

Per Palazzo Verbania, storico edificio liberty e luogo privilegiato dell'ispirazione letteraria di Vittorio Sereni e Piero Chiara, entro dicembre 2018 arriveranno all'amministrazione comunale luinese altri 250.000 euro a fondo perduto. Consentiranno di completare arredi, allestimenti permanenti, impianti audio-video per la didattica e tutte le attrezzature utili a «garantire un polo culturale di eccellenza».

Il nuovo contributo è stato approvato il 6 novembre 2018 dalla giunta regionale della Lombardia e va a sommarsi ai 500.000 già erogati a fine 2014 con l'avvio dell'Accordo di Programma a fronte di un costo complessivo del progetto quantificato in circa 2 milioni di euro. «Sono molto soddisfatto dell'iniziativa - ha detto il presidente Attilio Fontana - che consentirà di realizzare la ristrutturazione di Palazzo Verbania e restituire un edificio storico e luogo simbolo alla città di Luino».
La delibera ha promosso l'atto integrativo dell'Accordo di Programma, esaminato lo scorso 22 ottobre a Palazzo Lombardia dal Collegio di Vigilanza alla presenza dell'assessore con delega alla programmazione negoziata, Massimo Sertori, e del sindaco di Luino, Andrea Pellicini. Ora il completamento dei lavori di ristrutturazione e di allestimento di Palazzo Verbania dovrebbe entrare in dirittura d'arrivo.
La Regione Lombardia, comproprietaria per un terzo del Fondo Sereni, ha, già dalla presidenza di Roberto Maroni, creduto nel progetto. «Regione Lombardia - ha dichiarato Sertori - ha sostenuto il processo di valorizzazione di Palazzo Verbania, partecipando già nel 2014 al finanziamento dei lavori di ristrutturazione architettonica dell'edificio destinato ad accogliere gli Archivi, nell'interesse pubblico di restituire all'intera comunità lombarda un bene culturale di elevato pregio storico e culturale e di poterne usufruire in maniera interattiva, in virtù del fortissimo legame che lo lega al territorio luinese e alla storia dei luoghi e delle persone che lo hanno vissuto».

PROGETTO E RISORSE
Il Palazzo è stato acquisito dal Demanio a patrimonio del Comune con un accordo di valorizzazione culturale per realizzare un polo culturale con gli archivi di Piero Chiara e Vittorio Sereni. Il progetto di recupero è stato cofinanziato, oltre che da Regione Lombardia, anche da Fondazione Cariplo per un milione di euro e dal Comune per la quota di trecentonovantamila euro.
Il corso dei lavori di recupero e restauro, oggi giunti quasi al termine, ha riportato alla luce disegni e decorazioni che, in accordo con la competente soprintendente, si è deciso di mettere in luce per valorizzare e testimoniare il ruolo che il Palazzo ha ricoperto per la storia stessa della città. «Tutto ciò -– ha ricordato il vicesindaco di Luino Alessandro Casali - ha comportato la necessità di revisionare il profilo degli investimenti, sacrificando in corsa gran parte delle somme accantonate quale “riserva” per strutture allestitorie e dettagli impiantistici indispensabili per la completa fruizione del polo culturale. Il Comune sta con risorse proprie completando le sistemazioni esterne e organizzando l'avviamento del Palazzo con una anteprima verso la fine di novembre e una inaugurazione prevista per la prossima primavera».

Fuga di talenti, il Piemonte tenta il rimpatrio

Solo nel 2011 hanno lasciato l'Italia 27.600 giovani, dei quali 4800 lombardi e 2200 piemontesi - Un miliardo di euro il danno per il Pil nazionale

Il Piemonte ha stanziato circa un milione di euro a sostegno di 100-150 giovani in esperienze formative e di lavoro presso imprese o università estere. Unica condizione, il ritorno in patria. Inoltre aprirà uno sportello per agevolare il rimpatrio e il reinserimento di tutti gli altri giovani emigrati. Misure e servizi fanno parte del pacchetto “Iolavoro per i talenti” presentato il 29 giugno dall'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Claudia Porchietto.
Indagine web
Alla sperimentazione s'accompagna un'indagine web in collaborazione con la Cattolica di Milano. «A ottobre, ha annunciato il presidente Roberto Cota, saremo in grado di  raggiungere l’intera platea dei giovani emigrati all’estero che desiderino tornare a casa ed essere reinseriti nel nostro mercato del lavoro». Se la domanda supererà le attese, sono già pronte ulteriori risorse.
In Italia, dal 2001 al 2010, l’incidenza dei cittadini laureati sul totale degli espatri è raddoppiata dall’8,3 al 15,9 per cento. Nel 2011 sono stati 27.616 i giovani tra 20 e 40 anni, che hanno lasciato il nostro Paese, 2.200 solo in Piemonte. L'emigrazione ha fatto perdere al Pil nazionale circa 1 miliardo di euro in un anno.
Emorragia impressionante
Nel 2011 se ne sono andati 4.768 lombardi, 2.568 veneti, 2.418 siciliani, 2.197 piemontesi. Secondo il "Rapporto Italiani nel mondo 2012” della Fondazione Migrantes, quasi il 60 per cento degli italiani tra 18 e 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita fuori dalla penisola. A essere più sfiduciati sono i 25-34enni. Più le donne che gli uomini, più nel Nord e nel Centro che nel Sud e nelle isole.
La sfiducia aumenta quando il titolo di studio posseduto è più elevato. I principali serbatoi dei giovani talenti in fuga sono le regioni del Nord.
I 20-40enni in uscita dal Paese, la fascia di età più produttiva, rappresentano il 45,54 per cento sul totale degli espatriati. Si ipotizza un 70 per cento di laureati, con un incremento dei "dottori" pari al 40 per cento in sette anni. Al I trimestre 2012 sono 265mila i laureati e post-laureati disoccupati in Italia, di cui poco meno di 40mila quelli in discipline di ambito tecnico e scientifico. 

Milano, riaperta la cripta delle Cinque Giornate

Concluso il restauro di 300.000 euro

A Milano è stata riaperta al pubblico la cripta della chiesa dell'Annunciata, dove sono custoditi 141 caduti nei combattimenti del 1848. Sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al giovedì, dalle ore 9 alle 17 dopo Pasqua.
A 165 anni esatti dalla fine delle Cinque Giornate di Milano e nell'attuale sede dell'Università statale, il 22 marzo il presidente della Lombardia Roberto Maroni, al fianco del presidente della Fondazione Irccs Ca' Granda Giancarlo Cesana e dell'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini, ha presentato la conclusione del restauro conservativo della cripta e delle sue camere sepolcrali. Alla cerimonia ha partecipato anche la banda dei Martinitt, l'istituzione di assistenza milanese che partecipò attivamente alle Cinque Giornate di Milano, operando come staffetta degli insorti tra le barricate.
I lavori facevano parte delle iniziative sostenute dalla Regione per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ai 300.000 euro di costo complessivo hanno contribuito, oltre la Regione (148mila euro), la Cariplo e due donatori privati, rispettivamente Pietro Fara Puggioni e il presidente Cesana.
Alle pareti della cripta, con volte a crociera affrescate d'azzurro, sono riportati i nomi dei 141 caduti durante le Cinque Giornate. Sono solo una piccola parte dei 500.000 pazienti accolti nel sepolcreto della Ca' Granda tra il 1473 e il 1695, che fu riaperto appunto nel 1848, perché lo stato di assedio in corso XXII Marzo impedì di raggiungere il cimitero urbano. «Cittadini inermi invidiavano il conforto del morir combattendo» recita un'iscrizione. 

Castelseprio, giovani archeologi della Cattolica scavano alla Casa Longobarda

Al progetto parteciperà successivamente il Politecnico di Milano – Il finanziamento di 356mila euro viene da Provincia di Varese e Regione Lombardia
scavi Castelseprio

A Castelseprio (Varese), dal 4 luglio, trenta giovani archeologi della Cattolica di Milano lavorano allo scavo della Casa Longobarda all’interno del sito Unesco. Sono studenti della facoltà di Scienze dei beni culturali e della Scuola di specializzazione dei beni archeologici.
L’obiettivo è studiare la stratificazione e iniziare a indagare anche le parti esterne all’abitazione, oggi ancora coperte dal mistero e dalla terra.
L’intervento rientra nel più ampio progetto denominato “Tecnologie innovative per la gestione integrate e interventi di valorizzazione”, che prevede anche una serie di azione già portate a termine. Tra queste vi sono la realizzazione di una foto leader dell’area archeologica, che ha permesso di ottenere una più approfondita mappatura dell’intero complesso e il recupero e la riqualificazione delle aree boschive di pertinenza della Provincia.
Dopo il lavoro agli scavi, entrerà in azione il Politecnico di Milano, altro partner del progetto, che creerà un sistema informativo territoriale, la rielaborazione della foto leader già eseguita e la mappatura digitalizzata dell’intera area.
Quello che sta interessando la Casa longobarda non è il primo scavo e l’ultimo risale ormai agli anni Ottanta. Ora gli studenti, sotto la direzione scientifica dei docenti Silvia Lusuardi Siena, Marco Sannazzaro e Caterina Giostra, lavoreranno sul restauro delle mura e delle pertinenze già riportate alla luce, indagheranno le aree non scavate attorno alla casa ed elaboreranno un nuovo studio stratigrafico.
Il progetto è stato avviato qualche anno fa e prevede un investimento di 252 mila euro. È stato finanziato, oltre che da Provincia di Varese con bando per siti Unesco, anche da Regione Lombardia per un importo di 104 mila euro.