Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Gestione e tutela del copyright del Corriere del Verbano

Il ricorrente uso di notizie, fatti, eventi di ogni genere apparsi sul Corriere del Verbano e la frequente richiesta di accesso alle pubblicazioni del giornale ci impongono di fornire i seguenti chiarimenti: La Legge 22 aprile 1941, n. 633, comunemente detta Legge sul diritto di autore, tutela la posizione giuridica soggettiva dell'autore di un'opera dell'ingegno, riconoscendogli, una serie di facoltà esclusive e negative, al fine della diffusione e dello sfruttamento dell’opera, o, al contrario, per impedire a terzi di sfruttarla economicamente, specie se questi si attivano senza alcuna preventiva autorizzazione.

Ai sensi degli articoli 4, 7 e 18 della citata legge, anche la direzione di un giornale quale titolare del diritto di utilizzazione economica dell'opera, vanta sull’opera determinate facoltà esclusive, quali il diritto di pubblicazione, riproduzione, trascrizione, esecuzione, comunicazione al pubblico, vendita, noleggio e prestito. Tali diritti riguardano sia l'opera nel suo insieme, sia in ciascuna delle sue parti, per cui la direzione ha facoltà di concedere a terzi richiedenti la riproduzione, pubblicazione o trascrizione dell’intera opera o di alcune sue parti o frammenti, così come, qualora concorrano gravi ragioni morali, può disporne il sequestro, anche dopo la cessione dei diritti economici.

Tale assunto muove da un’altra delle caratteristiche proprie del diritto d’autore: oltre al diritto patrimoniale sopra specificato, gli si riconosce anche un vero e proprio diritto morale, che mira a tutelarne la personalità, l’onore e la reputazione, attraverso una corretta comunicazione agli altri delle sue opere. Per tali ragioni, ad esempio, la direzione di questo settimanale, in caso di pubblicazioni non autorizzate, modificate o contraffatte, pubblicate in contesti che ledono il buon nome, la reputazione, l’immagine e i valori perseguiti dalla fondazione de "Il Corriere del Verbano", può rivendicarne la paternità e disporre anche il ritiro dell'opera dal commercio.

Da ciò si evince che il diritto di paternità tutela, non solo le modifiche dell'opera ma anche qualsiasi modalità di comunicazione dell'opera stessa che ne falsi la percezione e quindi il giudizio da parte del pubblico. Oltre a quello proprio del giornale, viene quindi rispettato l'interesse a far sì che la collettività sia tutelata da ogni forma di inganno o confusione nell’attribuzione della paternità intellettuale, concedendo la possibilità e il diritto ai lettori, oltre che alla direzione, di giudicare l'opera così è stata concepita e a conservarne la reputazione che deriva dalla sua corretta conoscenza.

Motivi da cui muove la ratio dell’art. 20 L. 633/41, per il quale "l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa.."; e l’art. 40: "negli articoli di giornale al direttore è attribuita la facoltà di introdurre nell'articolo da riprodurre quelle modificazioni di forma che sono richieste dalla natura e dai fini del giornale", o che possono costituire "atti a danno dell'opera", che senza modificare l'opera ne falsano però la percezione; quali, ad esempio, l'utilizzazione dell'opera per la promozione o per la pubblicità di prodotti, presentazione dell'opera in un contesto che ne trasformi negativamente il significato, rappresentazione ed esecuzione dell'opera che ne falsi del tutto lo spirito.

Anche per tali tutele, ad esempio, la direzione del giornale, ha facoltà di concedere, tramite contratto, l’esercizio del diritto di pubblicare l’opera ad un editore, a spese di quest’ultimo, precisando che, salvo patto contrario, si presume che tali diritti siano concessi in esclusiva e che tale trasferimento sia limitato unicamente ai diritti dedotti in contratto, non estendendosi a futuri ed eventuali diritti di utilizzazione, così come previsto dall’art. 119 L.D.A. Tale normativa vieta, nel contempo, elaborazioni e trasformazioni dell’opera non espressamente consentite, rientrando tra queste le riduzioni e gli adattamenti per la cinematografia, per la radiodiffusione e la registrazione su apparecchi meccanici (estensivamente, anche su apparecchi analogici e digitali).

Sulla stessa linea, la direzione, può impedire che altri non autorizzati possano plagiare, contraffare o elaborare abusivamente gli articoli e le opere pubblicate o poste in raccolta. La disciplina dettata a riguardo, che regola le procedure e le sanzioni applicabili in caso d’usurpazione della paternità dell'opera, è quella degli articoli 156 e seguenti LDA: chi copia e vende opere in forma identica all'originale, ovvero chi apporta lievi modifiche e, cambiando il titolo, si appropria di una qualche paternità sull'opera, senza consenso od autorizzazione alcuna, risponde di plagio, contro il quale la direzione del giornale può difendersi ottenendo per via giudiziale il sequestro o la distruzione dell'opera dell'usurpatore, oltre al risarcimento di tutti i danni.

Per tutto quanto premesso e precisato, sarà bene, dunque, al fine di non incorrere nelle sanzioni previste in materia di diritto d’autore e copyright, prima di utilizzare, elaborare, copiare, riprodurre un articolo, un’opera o una raccolta pubblicata da altri e, nello specifico, sul "Il Corriere del Verbano", rivolgersi alla direzione del settimanale, al fine di chiederne l’autorizzazione secondo le modalità e le regole sotto segnalate.

[Testo desunto da Parere legale specifico]