Edizione n.19 di mercoledì 23 maggio 2018

Commissione europea, migliorare la protezione del lavoro dalle sostanze chimiche cancerogene

Altro passo avanti della Commissione europea per promuovere salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nell'Unione Europea. In aprile ha infatti proposto la terza tornata di modifiche alla Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (2004/37/CE).
Le modifiche vogliono in particolare limitare l'esposizione a cinque sostanze cancerogene in aggiunta alle ventuno già figuranti nella normativa o in proposte e prevenire ulteriori casi di malattie oncologiche e di altre patologie di origine professionale. Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ricorda come limitare l'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze chimiche cancerogene migliorerebbe «la protezione di oltre 1 milione di lavoratori in Europa e contribuiremo a rendere i luoghi di lavoro più sani e più sicuri, nel rispetto di uno dei principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali».
In concreto, la Commissione propone l'introduzione di nuovi valori limite nella Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni e fissare la concentrazione massima nell'aria di una sostanza chimica cancerogena sul luogo di lavoro. L'invito si basa su dati scientifici e fa seguito ad approfondite discussioni con i portatori di interessi, in particolare rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli Stati membri.

Nella terza tornata di revisione della Direttiva sono state selezionate le seguenti cinque sostanze cancerogene:
· il cadmio e i suoi composti inorganici;
· il berillio e i suoi composti inorganici;
· l'acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico;
· la formaldeide;
· il 4,4'-metilene-bis(2-cloroanilina) (MOCA).
Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l'elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l'industria della plastica e il riciclaggio.
L'imposizione di misure efficaci per impedire l'esposizione elevata alle cinque sostanze e ai gruppi di sostanze indicati avrà ripercussioni positive molto più significative della sola prevenzione oncologica.
Secondo stime, attuare limiti potrebbe prevenire più di 22 mila casi di malattie professionali, non solo per quanto riguarda i tumori. Con tali argini si ridurrà anche l'incidenza di altre importanti patologie dovute a sostanze cancerogene e mutagene. Per esempio, oltre al tumore polmonare l'esposizione al berillio causa anche la berilliosi, una grave malattia cronica.
Inoltre, valori limite a livello europeo servono a promuovere la coerenza, in quanto contribuiscono a pari condizioni di concorrenza per tutte le imprese e un obiettivo chiaro e comune per datori di lavoro, lavoratori e autorità di controllo. Da questo punto di vista, si andrebbe quindi nella direzione di un sistema più efficiente di protezione e anche di un mercato unico più equo.
 
I dati indicano che il cancro costituisce la maggiore causa di mortalità professionale: ogni anno il 52% delle morti legate a un'attività professionale è provocato dal cancro, rispetto al 24% dovuto a malattie del sistema circolatorio e al 2% per lesioni. L'esposizione a determinati agenti chimici sul luogo di lavoro può causare il cancro. Per quanto i tumori sianoi una categoria complessa e alcuni fattori eziologici siano difficili da individuare, è evidente che le patologie oncologiche per 'esposizione a sostanze chimiche sul luogo di lavoro possono essere prevenute riducendo o eliminando l'esposizione.
Nell'intento di proteggere i lavoratori da tali rischi l'UE ha adottato nel 2004 la Direttiva 2004/37/CE sugli agenti cancerogeni e mutageni, che stabilisce le misure da mettere in atto per eliminare o ridurre l'esposizione a tali agenti e dunque per contribuire a prevenire i casi di tumore professionale e malattie correlate.
Le conoscenze scientifiche sulle sostanze cancerogene o mutagene sono in continua evoluzione e il progresso tecnologico consente di migliorare la protezione. Per garantire che i meccanismi di protezione abbiano la massima efficacia e che in tutti gli Stati membri siano in vigore misure preventive aggiornate è necessario che la Direttiva sia riveduta a intervalli regolari.  

Trenitalia e FFS, ampliamento dell’offerta tra Svizzera e Italia dal 2020

Migliorie, più treni, nuovi collegamenti

Nei giorni scorsi Trenitalia (Gruppo FS Italiane) e FFS Viaggiatori hanno deciso che amplieranno progressivamente l’offerta tra Svizzera e Italia. L'utenza potrà godere di maggiori e migliori collegamenti tra i due Paesi dal 2020. L'accordo di cooperazione per intensificare la collaborazione tra le due società è stato sottoscritto nel corso dell’annuale incontro bilaterale.
Con il rinnovo dell’accordo di cooperazione per i prossimi dieci anni, Trenitalia (Gruppo FS Italiane) e FFS Viaggiatori confermano dunque nel lungo termine la collaborazione che intercorre tra le due aziende e che viene definita «buona».
I collegamenti comuni tra la Svizzera e l’Italia nei prossimi anni saranno perfezionati e incrementati. In vista dell’orario 2020, l’offerta sull’asse del Lötschberg (Basilea – Berna – Milano) sarà ampliata da tre a quattro coppie di treni. Con lo sviluppo del mercato sarà valutata l'opzione di introdurre una quinta coppia di treni.

Entro l’orario 2021, in concomitanza con l’apertura della Galleria di base del Monte Ceneri, il tempo di percorrenza tra Zurigo e Milano sarà ridotto da 3 ore e 30 minuti a 3 ore e l’offerta ampliata da otto a dieci coppie di treni al giorno. Sono inoltre previsti nuovi collegamenti diretti verso Genova e Bologna.
Da Basilea a Milano, via Lucerna, saranno offerti due nuovi collegamenti al giorno (attualmente è operativo un solo collegamento). I treni tri-nazionali (Germania, Svizzera e Italia) da Francoforte a Milano continueranno a circolare.
Tra Zurigo e Milano circoleranno in futuro esclusivamente i nuovi treni Giruno di Stadler. Tra Basilea, Berna e Milano, così come tra Ginevra, Losanna e Milano, circoleranno anche in futuro i treni pendolino del tipo Astoro/ETR 610. Tra Basilea, Lucerna e Milano saranno impiegate entrambe le tipologie di treni.

Gavirate, domenica 27 Premio Guido Morselli "Il genio segreto"

Il Premio romanzo inedito alle 16 in Casina Rosa di Gavirate

Il Ponte del Sorriso per i bambini del San Paolo di Milano

La presidente «Ben vengano altri ospedali sensibili, che vogliano usufruire della profonda esperienza che Il Ponte del Sorriso ha maturato negli anni per quanto riguarda l’umanizzazione delle cure pediatriche»
Staff

INTERVENTO Il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale San Paolo di Milano è stato completamente rinnovato, grazie a Il Ponte del Sorriso, che ha donato e realizzato tutta l’ambientazione.
Un pezzetto, quindi, del progetto artistico di accoglienza dell’Ospedale Del Ponte è giunto fino ai bambini del San Paolo, perché Il Ponte del Sorriso crede fortemente nel potere che l’arte e la fantasia possono avere nell’aiutare i bambini a guarire giocando.
Ogni bambino che entra in contatto con l’ospedale ha diritto ad essere accolto in uno spazio che lo rassicuri e lo faccia sentire protetto. Bastano pochi minuti nell’impatto per avere un bambino collaborativo o un bambino terrorizzato, sul quale qualsiasi pratica sanitaria diventa difficile.
La fantasia è lo strumento che rende più accettabile, affrontabile e superabile la terapia applicata dagli operatori sanitari, fatta invece di farmaci, indagini diagnostiche, interventi invasivi a volte dolorosi. Permette di sognare, di immaginare l’impossibile, di varcare i confini dello spazio e del tempo, di evadere, di narrare e spiegare una realtà che, in quel momento, può apparire spaventosa.
L’idea di rivolgersi al Ponte del Sorriso è partita dalla dottoressa Maria Grazia Colombo, indimenticabile direttore amministrativo dell’ASST Settelaghi fino a un paio di anni fa, quando andò a ricoprire lo stesso incarico a Milano.
E Il Ponte del Sorriso, sempre a fianco e al servizio dei bambini in ospedale, con entusiasmo ha messo a disposizione la propria competenza, nella convinzione di quanto sia importante elevare il livello di cultura di attenzione verso i bambini ammalati. Ben vengano dunque altri ospedali sensibili, che vogliano usufruire della profonda esperienza che Il Ponte del Sorriso ha maturato negli anni per quanto riguarda l’umanizzazione delle cure pediatriche.
L’intero staff dirigenziale dell’Ospedale San Paolo, gli operatori sanitari del Pronto Soccorso Pediatrico, il primario di Pediatria professor Giuseppe Banderali con alcuni medici e l’ufficio tecnico hanno voluto ringraziare calorosamente Il Ponte del Sorriso in un sentito incontro durante il quale il direttore generale Marco Salmoiraghi ha espresso grande riconoscenza per il radicale cambiamento nell’accogliere i bambini.
I disegni artistici sono opera di due talenti provenienti dall’Accademia di Brera, Isabella Nardelli e Rugile Norkute. Matita, che rappresenta il bambino pieno di risorse, che, al posto degli aculei ha delle matite colorate; Soffio, che assume forme diverse, come un soffio di vento ed è la malattia; "Chissà-come-si-chiama”, per il quale è il bambino a decidere il suo nome perchè è la figura che lo accompagna verso la guarigione (gli stessi personaggi che sono all’Ospedale Del Ponte) ora viaggiano da un’isola volante all’altra per i bambini dell’Ospedale San Paolo di Milano.
Emanuela Crivellaro
presidente Fondazione Il Ponte del Sorriso

Nuovo Regolamento UE Privacy, Confartigianato: «No a sanzioni a Pmi nel primo anno di applicazione»

La richiesta in sede europea dell'Unione europea dell’artigianato e delle PMI - In Francia stabilito periodo di adeguamento di almeno i primi sei mesi

No a sanzioni alle Piccole e medie impese nel primo anno di applicazione del Regolamento sulla privacy. Lo chiedono le organizzazioni europee Ueapme (Unione Europea dell’Artigianato e delle Pmi), Eurochambres e Hotrec in una lettera congiunta al Commissario Ue Vìra Jourová. In essa, sollecitano la Commissione Ue perché raccomandi agli Stati membri e alle Autorità nazionali per la protezione dei dati di non comminare immediatamente sanzioni alle Pmi durante il primo anno di applicazione del Regolamento e di continuare ad investire in attività di supporto e consulenza per le piccole imprese.

In vista del 25 maggio, data in cui cambieranno in tutta Europa le regole della privacy, le tre organizzazioni europee ribadiscono il loro impegno a «sostenere fortemente i diritti fondamentali dei cittadini europei» riguardo la protezione dei dati personali.
Le sollecitazioni di Ueapme sono condivise da Confartigianato. «A pochi giorni dalla piena operatività del Regolamento UE sulla privacy - scandenza per la quale ci siamo attrezzati in tempo per fornire alle nostre imprese un servizio di consulenza e strumenti idonei ad adempiere a quanto richiesto - denunciamo il permanere di una situazione di incertezza che rischia di mettere in serie difficoltà soprattutto le micro e piccole imprese. Occorre dare più tempo alle imprese per allinearsi alla nuova disciplina prevedendo, come in Francia, un periodo di adeguamento almeno per i primi sei mesi durante il quale non applicare le sanzioni», spiega Amleto Impaloni, direttore di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale. Che aggiunge, «Siamo  fiduciosi che nel decreto di adeguamento dell’ordinamento  italiano  sia  data  particolare attenzione alle esigenze delle  micro  e  piccole  imprese,  come  vuole  il Regolamento stesso».