Edizione n.9 di mercoledì 20 marzo 2019

Cibi stranieri, cade il segreto di Stato

ll Consiglio di Stato ha aperto le porte sui flussi di importazione del latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca - Coldiretti: «Magistratura interviene dopo anni di assenza politica»

Ora è possibile - per motivate ragioni - chiedere al ministero della Salute da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca. Il Consiglio di Stato ha cancellato il segreto di Stato sull’accesso ai dati dei flussi commerciali di latte e prodotti lattiero-caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal Ministero della Salute.
Lo storico pronunciamento dell’autorità giudiziaria è stato sollecitato da Coldiretti. «La magistratura interviene dopo anni di assenza politica» è stato il commento del presidente di Coldiretti Ettore Prandini. «La sentenza deve valere anche per la provenienza della frutta in succhi e marmellate o della carne impiegata nei salumi».
LUNGA BATTAGLIA
Il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato da Coldiretti contro l’opposizione del ministero della Salute alla richiesta di accesso civico dei dati riguardanti l’importazione di latte prodotti lattiero-caseari tra Paesi Ue ed extra Ue. Il 6 marzo 2019 il Consiglio di Stato ha chiarito che Coldiretti è legittimata a proporre la domanda di accesso e di acquisire i dati per promuovere un controllo diffuso sull’operato degli enti pubblici, per assicurare ai cittadini una partecipazione consapevole alle decisioni pubbliche e, infine, per garantire una completa trasparenza.
«Al Ministero della Salute – ha dichiarato Coldiretti - non resta che dare corso alla domanda di accesso civico che non potrà essere più negato per ragioni di riservatezza dei contro interessati. Qualora dovessero persistere resistenze, la Coldiretti dichiara che chiederà l’esecuzione della sentenza anche mediante un giudizio di ottemperanza».
NORMATIVA DOGANALE
Finora una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle importazioni, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza.
Secondo Coldiretti, circa un terzo (33 per cento) della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio made in Italy contiene materie prime straniere, all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. «Una mancanza di trasparenza che ha favorito anche il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del made in Italy ma anche aumentato i rischi di frodi con le notizie di reato nel settore agroalimentare che hanno fatto registrare un balzo del 59% sulla base di una analisi Coldiretti dei risultati operativi degli oltre 54mila controlli effettuati dal Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) nel 2018».
Nel 2018 in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).
«Sicuramente, da oggi, sia i consumatori sia gli imprenditori agricoli hanno una tutela in più» ha aggiunto il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori. «Il pronunciamento del Consiglio di Stato, di fatto, fa cadere il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero». 

Trasporto merci su ferro, patto tra Lombardia, Piemonte e Liguria

Tavoli permanenti su normative, dogane e aeroporti – Accordo anche con Mit, Rfi e Ferrovienord per integrazione trasporto merci e pendolari

Rendere più coerente un sistema ferroviario che non può essere ristretto nei confini amministrativi. È l'obiettivo di Lombardia, Liguria e Piemonte, messo nero su bianco in due protocolli sottoscritti il 15 marzo 2019 a Milano durante gli Stati generali della Logistica. Protagonisti, gli assessori Claudia Maria Terzi (Infrastrutture, Lombardia), Francesco Balocco (Infrastrutture, Piemonte) e Andrea Benveduti (Sviluppo Economico, Liguria) insieme al viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, all'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile e al presidente di Ferrovienord Paolo Nozza.
In un documento le tre Regioni hanno concordato di instaurare Tavoli permanenti per intervenire sulle necessità del comparto logistico (normative, dogane, interventi sugli aeroporti). In un altro protocollo Lombardia, Piemonte e Liguria hanno convenuto, insieme con Ministero infrastrutture e trasporto, Rete ferroviaria italiana e Ferrovienord, di rendere il sistema ferroviario sempre più percorribile dalle merci, senza che si creino conflitti con il trasporto dei pendolari.
INTERMODALITÅ A SEGRATE E SACCONAGO
«I due testi - ha dichiarato Claudia MariaTerzi (Lombardia) - sintetizzano le istanze di un settore particolarmente importante per i nostri territori. Penso in particolare all'intermodalità, cioè ai nodi di interscambio fra ferro e gomma. In Lombardia, tra gli interventi previsti dal protocollo, ci sono quelli relativi a Milano-Segrate e a Sacconago (Busto Arsizio), nei pressi di Malpensa, per agevolare gli scambi con i cargo».
Sulla rete lombarda ci saranno migliorie di tipo tecnologico così che potranno circolare treni più lunghi (fino a 750 metri) di quelli attualmente in servizio, il tutto in maniera più sicura e più veloce. Questo dovrebbe rendere il sistema ferroviario più appetibile anche per quanto riguarda il trasporto delle merci che diventerebbero quindi più competitive anche sui mercati internazionali.
CAMMINO INIZIATO NEL 2015
«Il Tavolo - ha aggiunto Balocco (Piemonte) - suggella un cammino iniziato nel 2015 e oggi diventa un sistema strutturato. Ritengo estremamente importante che tre regioni amministrate da giunte di diverso colore politico condividano non solo un metodo, ma anche comuni obiettivi di programmazione guardando a una crescita globale del Paese».
COMPLETARE OPERE
Per Benveduti (Liguria), «la logistica è un settore di fondamentale e quindi è ancora più importante un momento di confronto come quello di oggi con tutti gli attori in campo. La Liguria, in particolare, come ha dimostrato la tragedia del ponte Morandi, è un territorio 'fragile'. Le opere pianificate devono quindi essere portate a termine per non interrompere canali fondamentali a livello europeo».
COMPARTO LOGISTICO
La logistica vale circa 10 miliardi di euro (pari al 25/30% del fatturato di logistica nazionale) e genera il 30% del traffico nazionale, in gran parte verso destinazioni internazionali.• Le imprese attive sono 18.000 e danno lavoro direttamente o indirettamente a circa 90.000 addetti tra corrieri, spedizionieri, operatori logistici dotati di magazzino, imprese di trasporto combinato che gestiscono una quindicina di terminali.
Annualmente sono trasportate 400 milioni di tonnellate di merci, pari al 27% di quelle nazionali, di cui 24 milioni su ferro. I veicoli per il trasporto merci sono 60 per chilometro di rete stradale, mentre sono 22.900 le tonnellate di merci per chilometro di rete stradale, pari al triplo della media italiana. 

Busto Arsizio, Mario Luzi e la letteratura latino-americana

Mostra alla Galleria Boragno fino al 24 marzo

Fu il primo a commentare «Cent’anni di solitudine» di Gabriel Garcia Marquez, fu estimatore di Jorge Luis Borges e di Varga Llosa e contribuì alla diffusione della letteratura latinoamericana in Italia. A Busto Arsizio (Varese) la Galleria Boragno ospita, dal 19 al 24 marzo 2019, la mostra «Mario Luzi e la letteratura latinoamericana», curata da Rosanna Pozzi, docente di Letteratura Italiana all’Università dell’Insubria con il patrocinio dell’Università Cattolica e dell’Istituto italiano di cultura di Lima e dell’International research center for local histories and cultural diversities dell'Insubria.
il grande poeta del Novecento italiano fu precocissimo lettore e recensore della letteratura latinoamericana sulle pagine del «Corriere della Sera» con tanti articoli che saranno esposti a Busto. «La mostra – ha affermato Rosanna Pozzi - da un punto di vista letterario permette di conoscere un aspetto meno noto della poliedrica produzione in prosa del poeta Mario Luzi, da un punto di vista culturale valorizza il dialogo interculturale tra popoli e tradizioni diverse, a partire dall’interesse e dalla conoscenza di un mondo e di una letteratura altra rispetto a quella di appartenenza».
Orari della mostra: Galleria Boragno (via Milano 4, Busto Arsizio ): lunedì ore 15-19.30; da martedì a sabato 9.30-19.30; domenica 9.30-12.30 e 15-19.30.

Galleria di base del San Gottardo, superata quota 100mila

Sono i treni – merci e viaggiatori – passati nel tunnel dopo l'apertura nel 2016
Gottardo, foto FFS

È stato un merci di SBB Cargo International, del cliente Hupac, il centomillesimo treno che, il 5 marzo 2019, ha attraversato la galleria di base del San Gottardo inaugurata il 31 maggio 2016. Nei giorni feriali percorrono il tunnel tra 130 e 160 convogli di traffico nazionale e internazionale, di cui circa due terzi treni merci e un terzo treni viaggiatori. Sono alcuni dati del consuntivo tracciato dalle Ferrovie Federali Svizzere.
Tranne poche eccezioni, i treni sono sempre circolati regolarmente. Qualche volta si sono verificati malfunzionamenti ai veicoli o agli impianti della galleria, per cui è stata necessaria la deviazione dei treni lungo la linea panoramica. «Soltanto in singoli casi – precisano le Ffs - è stato necessario trainare i treni fuori dalla galleria e soltanto in un caso si è trattato di un treno viaggiatori. La sicurezza dei passeggeri è stata garantita in ogni momento e i processi operativi e di intervento hanno funzionato in modo affidabile e secondo i piani».

CHIUSURA LINEA LUINO E RASTATT
Nel 2018 il 59% dei treni circolati attraverso GBT erano merci, con punte di 120 treni merci al giorno. FFS Cargo e SBB Cargo International rappresentano poco meno dell'83% dei treni merci transitanti. Dopo la chiusura di sei mesi della linea su Luino, dovuta ai lavori di ampliamento previsti, e all'interruzione dei servizi a Rastatt (Germania), dal 2018 il traffico merci ha registrato una notevole ripresa e un aumento della domanda.
«Nei prossimi anni – rendono noto le Ffs - verranno raggiunti diversi obiettivi, con la messa in esercizio della galleria di base del Monte Ceneri e gli ulteriori miglioramenti delle operazioni di frontiera».
PIÙ MACCHINISTI TRA BELLINZONA E BASILEA
Anche i carichi ferroviari massimi previsti per la nuova linea GBT (fino a 1700 tonnellate da nord a sud con una sola locomotiva a quattro assi e fino a 1400 tonnellate da sud a nord) sono garantiti e prodotti in modo stabile. Con l’eliminazione del loro transito sulla linea panoramica, i treni merci possono ora viaggiare con un minor numero di locomotive e così con maggiore efficienza lungo l'asse del San Gottardo.
Con la riduzione dei tempi di percorrenza dei treni merci attraverso il GBT, possono ora venire impiegati regolarmente più macchinisti tra Bellinzona e Basilea. A fine 2020 la messa in servizio della galleria di base del Monte Ceneri e così del “Corridoio di 4 metri” tra Basilea e Chiasso permetterà di raggiungere un ulteriore aumento di efficienza nel traffico merci. 

A Como e Varese, prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne

Percorso dell'Università dell'Insubria rivolto agli studenti ma aperto anche al pubblico
Università Insubria/antiviolenza

A Como è già partito e a Varese prenderà il via il 15 aprile 2019 un progetto dell’Università dell’Insubria su «prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, tra diritto e cultura». Il Dipartimento di diritto, economia e culture (Didec) ha lanciato, nell’ambito di un accordo di collaborazione con Regione Lombardia, un nuovo approfondimento rivolto agli studenti ma aperto anche al pubblico, come ogni lezione universitaria (nei limiti di capienza delle aule).
Il progetto è in linea con le iniziative della Cattedra Unesco, conferita nel 2018 a Barbara Pozzo, direttore del Didec, per il suo programma su «Uguaglianza di genere e diritti delle donne nella società multiculturale». Responsabile scientifico è Valentina Jacometti. Il percorso è rivolto agli studenti di Giurisprudenza, Scienze della mediazione e Lingue moderne per la comunicazione ed è diviso in numerosi moduli, che prevedono crediti formativi e possono essere frequentati singolarmente anche da studenti di altri corsi di laurea.
A Como gli incontri sono già partiti, accompagnati da una rassegna cinematografica su «Donne nella società multiculturale». A Varese invece il via sarà il 15 aprile con il modulo dedicato al tema «Costituzione e parità di genere», a cui seguiranno un approfondimento su «Il contrasto penale alla violenza maschile contro le donne», una serie di incontri su «Parità di genere e diritti delle donne in prospettiva comparatistica» e infine una sezione storica.

IN CAMPO DOCENTI, AVVOCATI STRANIERI E OPERATORI DI CENTRI ANTIVIOLENZA
Lungo l’elenco dei docenti. Oltre a Barbara Pozzo e Valentina Jacometti, in cattedra ci saranno Elisa Bianco, Paola Biavaschi, Letizia Casertano, Cristina Danusso, Dominique Feola, Alessandro Ferrari, Gabriella Mangione, Grazia Mannozzi, Stefano Marcolini, Lino Panzeri, Chiara Perini, Gilda Ripamonti, Francesca Ruggieri, Giulia Tiberi.
I moduli formativi prevedono inoltre il coinvolgimento di operatori di centri antiviolenza e anche di docenti e avvocati stranieri esperti in materia: Vince Mercer (Aim Project, Gran Bretagna), Esther Susin (Spagna), Maria Gancheva (Bulgaria), Simona Attolino (Lum Jean Monnet), Tanya Hernandez (Fordham University Law School), Martin Löhnig (Universität Regensburg), Francesca Cunteri (vicepresidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano), Silvia Belloni (già consigliere dell'Ordine degli avvocati di Milano), María del Mar Martín Aragón (Università di Cadice, Spagna). 

Politecnico di Milano, presentato il nuovo Campus

Da Regione Lombardia stanziato contributo di 5 milioni
Politecnico, presentazione

È stato ideato dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano il laboratorio SuperLab, che sorgerà nel nuovo campus del Politecnico di Milano. I primi 5 milioni di euro sono stati stanziati da Regione Lombardia.
Il nuovo campus, che sarà il centro di eccellenza per Ricerca e Innovazione in Architettura, è stato presentato il 1° marzo 2019 dal vicepresidente della Lombardia Fabrizio Sala. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre a Renzo Piano, il rettore del Politecnico Ferruccio Resta, l'assessore all'Urbanistica del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, l'architetto Ottavio Di Blasi e il direttore generale della Fondazione Cariplo Sergio Urbani (nella foto).
Varie sono le collaborazioni in corso tra Regione Lombardia e Politecnico. «Abbiamo stanziato 3 milioni di euro per la riqualificazione dei gasometri dell'ex area goccia - ha precisato il vicepresidente Sala - per la creazione di uno dei più importanti incubatori di impresa a livello internazionale e 2 milioni di euro per un innovativo simulatore di guida per lo sviluppo economico e sociale del territorio lombardo. Tutti ci riconoscono il miglior capitale umano - ha concluso il vicepresidente Sala - e non vediamo l'ora di aprire al mondo le porte del nuovo campus del Politecnico, ispirato da un grande genio come Renzo Piano».

Donne & imprese, in controtendenza nel Varesotto

Contro il calo complessivo delle imprese attive sono aumentate da 12.220 nel 2015 a 12.391 nel 2018

Sono, in tre anni, aumentate dalle 12.220 del 2015 alle 12.391 del 31 dicembre 2018. In sé forse poca roba, ma la crescita (1,4%) è ancor più rilevante, se si tiene conto che in terra varesina, nello stesso periodo, il numero complessivo delle imprese attive è sceso da 61.909 a 60.800.
Secondo un’analisi della Camera di Commercio di Varese, condotta sulla scorta dei dati Registro Imprese, le donne rappresentano un quinto degli imprenditori e sono in aumento. La loro prevalenza emerge in quarantasei comparti e, in particolare, nei servizi alla persona, dove sono quasi 2mila le imprese al femminile contro un migliaio a gestione maschile. «Sono poi – prosegue l'analisi camerale - ben rappresentate nei settori del commercio al dettaglio, fra cui erboristeria, fiori e piante e profumerie oltre che abbigliamento e moda. Altrettanto rilievo ha la presenza imprenditoriale femminile nelle attività di intermediazione immobiliare e nei servizi di ristorazione».
Ma l’incremento registrato negli ultimi anni, in controtendenza rispetto al dato generale, non è l'unico spunto di rilievo. «La presenza di donne risalta nella gestione di aziende del settore agricolo, dove sono 380, e nel campo edile con la relativa filiera. In quest’ultimo ambito – conclude la nota - sono 565 le aziende in cui le donne partecipano alla compagine societaria con più del 50% delle quote».

Varese, sempre attivo il volontariato sociale

Donati dal Lions Club Varese Insubria un ventilatore polmonare mobile per neonati e dall'Associazione Sulle Ali un ecografo portatile per le cure palliative
ventilatore Lions
donazione ecografo

Un ventilatore polmonare mobile di ultima generazione per neonati con difficoltà respiratorie e un ecografo portatile per le cure palliative sono le ultime - in ordine di tempo - donazioni alla sanità pubblica di Varese da parte del volontariato sociale.
All'Ospedale Del Ponte, il 26 febbraio 2019, il Lions Club Varese Insubria ha donato un ventilatore polmonare mobile. Serve ad aiutare il trasporto d'emergenza dei bambini della fascia d'età più fragile - tra zero e tre anni - affetti da gravi patologie polmonari e bisognosi di ventilazione meccanica. All'acquisto del ventilatore ha collaborato la Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. Il Centro di terapia intensiva neonatale dell'Ospedale Del Ponte, diretto dal professor Massimo Agosti, è attivo 24/h ed è uno dei nove Hub sanitari lombardi che fornisce un servizio di eccellenza per tutto il territorio del Varesotto.
Consente invece di praticare diagnosi e terapia in ambito sia ambulatoriale sia domiciliare l'ecografo portatile - dotato di sonde e accessori - donato il 1° marzo dall’Associazione Sulle Ali al reparto Cure palliative e terapia del dolore dell'Azienda sociosanitaria Sette Laghi dell'Ospedale di Circolo di Varese, diretta dal dottor Gianpaolo Fortini. «Il personale medico – ha dichiarato Fortini - potrà raggiungere agevolmente ogni paziente e in particolare il paziente a domicilio ed effettuare una serie di procedure diagnostico-terapeutiche in completa sicurezza al domicilio del paziente, evitando spostamenti impegnativi e faticosi per lo stesso e la sua famiglia. Questo aspetto diventa ancora più rilevante, se si pensa che nel 2018 abbiamo erogato cure domiciliari, per 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, a favore di 362 malati, per un totale di 20.448 giornate di presa in carico».
L’associazione Sulle Ali affianca e sostiene la Struttura di Cure palliative, hospice e terapia del dolore fin dalla sua nascita. «Noi siamo felici - spiega il presidente Giovanni Verga - di soddisfare i desiderata dei nostri medici perché sono i desiderata dei nostri pazienti e sentiamo di dover continuare a farlo perché lo dobbiamo al nostro ospedale. Non dimentichiamoci che ci sono due tipi di medici: il medico che guarisce e il medico che accompagna. Quando il primo finisce il suo lavoro, il secondo inizia, e a quest'ultimo si apre un mondo di possibilità in cui costruire un bel percorso. A Varese questo succede e non è cosa da poco».

Varese, trapianto reni da pazienti sieropositivi, avanguardia dell'Ospedale di Circolo

Nel 2017 primo centro in Europa ad eseguire l'intervento
Varese,  trapianto reni da pazienti sieropositivi, avanguardia dell'Ospedale di Circolo

Correva l'anno 2017 e a Varese due donne costrette alla dialisi poterono tornare ad una vita piena grazie alla donazione di rene da paziente, anche lui, sieropositivo. Da allora altra acqua è passata sotto i ponti e, sempre all'Ospedale di Circolo, altre due analoghe operazioni hanno restituito vitalità ad altre persone dopo l'aggiornamento normativo su tale tipo di donazioni.
«Questa possibilità – spiega il professor Paolo Grossi, direttore del Dipartimento trapianti dell'Asst dei Sette Laghi oltre che della struttura di Malattie infettive dell'Ospedale di Circolo di Varese - non è solo una buona notizia per i pazienti che, grazie alla disponibilità di questi organi, possono tornare alla vita, ma lo è anche per tutti coloro che sono affetti da HIV. La possibilità di essere donatori di organi è infatti un passo in avanti importantissimo contro lo stigma».

LEGGE AGGIORNATA
In Italia, fino al febbraio 2018, le donazioni di organi da pazienti sieropositivi non erano ammesse e il caso del 2017 fu possibile solo dopo autorizzazione a procedere, in deroga alla normativa, chiesta al Ministero della salute. Ed ecco l'episodio ricordato dal professor Grossi, che in questi giorni ha pubblicato su Intensive Care Medicine un articolo scientifico sul tema "Challenges in solid organ transplantation in people living with HIV". «Avevo - racconta - due pazienti, entrambe positive all'Hiv, che necessitavano di un rene nuovo e proprio in quei giorni, in qualità di Second opinion infettivologica nazionale del Centro Nazionale Trapianti, mi viene segnalato un potenziale donatore, anche lui sieropositivo. Il discorso con l'allora ministro della Salute era già stato avviato. Non ho quindi perso tempo e ho chiesto l'autorizzazione a procedere. E così, due donne costrette alla dialisi hanno potuto tornare ad una vita piena».
Dopo l'entrata in vigore della nuova legge all'Ospedale di Circolo di Varese sono stati eseguiti con successo altri due trapianti di reni donati da pazienti sieropositivi. «Non sono molti – conclude Grossi - gli ospedali abilitati ad eseguire questo tipo di trapianti e ancora meno sono quelli che lo hanno già fatto. Varese è uno di quei pochi, grazie alla grande professionalità dei molti specialisti coinvolti, a partire dall'équipe chirurgica diretta dal professor Giulio Carcano».
Nella foto: il prof. Paolo Grossi

Controversie su telefonia, internet e paytv? C'è lo “Sportello utenza debole”

È il nuovo servizio di assistenza aperto a Milano da Corecom Lombardia

Non avete computer né dimestichezza o autonomia con gli strumenti informatici e, invece, problemi con gli operatori di telefonia, internet e paytv? Niente preoccupazioni, per voi ora c'è lo Sportello Utenza Debole.
A Milano il Corecom Lombardia ha attivato nei suoi uffici di Palazzo Pirelli (via Fabio Filzi 22, secondo piano) un servizio di assistenza aperto al pubblico ogni martedì (dalle 9.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 15.30) e giovedì (dalle 9.30 alle 12). È totalmente gratuito e accessibile previo appuntamento da prenotare di lunedì o mercoledì (dalle 9.30 alle 11.30) ai telefoni 02.67482433 oppure 02.6748 2502.
Fissato l’appuntamento, non resterà che recarsi al Corecom Lombardia il giorno e l'ora stabiliti. In tal modo, si potrà avere l'assistenza informatica per la compilazione della piattaforma telematica Concilia Web (https://conciliaweb.agcom.it). La piattaforma, realizzata da Agcom, è entrata in funzione il 23 luglio 2018 e ha definitivamente eliminato, per gli utenti, la presentazione delle istanze in formato cartaceo.

Cinghiali, in Lombardia in cinque anni 384 sinistri stradali e danni all'agricoltura per 1,7 milioni

Insufficiente la caccia di selezione, già da mesi possibile tutto l'anno - «Necessario ampliare l'attività di contenimento finora riservata alla polizia provinciale e, in attività venatoria, ai cacciatori»
cinghiali-foto Provincia Varese

Negli ultimi cinque anni hanno causato in Lombardia danni all'agricoltura per 1,7 milioni di euro di rimborsi e 384 sinistri stradali. La loro presenza imperversa anche in vaste zone non idonee, quali l'intera pianura padana, senza soluzione di continuità, da Pavia, a ovest, fino a Mantova, a est, l'alta pianura e le prime alture di Brianza e Insubria, le Orobie Bergamasche, Sondrio e la Valle Camonica.
Sono alcuni dati resi noti il 5 marzo 2019 dall'assessore regionale all'agricoltura Fabio Rolfi rispondendo in assemblea a una mozione relativa al contrasto a specie animali nocive e invasive, quali nutrie, cinghiali o cormorani. «Il cinghiale – ha sottolineato - è un problema enorme per la sicurezza delle persone, per le coltivazioni e per il ciclo produttivo lombardo».
Per contenere la sua proliferazione, la giunta regionale ha dato nei mesi scorsi la possibilità agli uffici territoriali di autorizzare la caccia di selezione al cinghiale, a partire dalle zone non idonee, per tutto l'anno sull'intero territorio regionale, anche in difformità dei periodi e degli orari stabiliti per legge.
«È un atto forte» ha aggiunto, ma non basta. «È necessario - ha proseguito l'assessore - ampliare l'attività di contenimento finora riservata alla polizia provinciale e, in attività venatoria, ai cacciatori». Di qui «un ulteriore appello a tutti i parlamentari lombardi, affinché si facciano carico di una modifica legislativa nazionale che preveda il riconoscimento formale della figura dell'operatore volontario, ossia un cacciatore adeguatamente formato e abilitato che, in accordo con la Polizia provinciale, possa contribuire ad attuare i piani di contenimento».