Edizione n.45 di mercoledì 22 novembre 2017

Varese, “Zixu” araldo della Civiltà di Golasecca

Nasce una nuova collana organizzata da Italia Nostra Varese, Università degli Studi dell’Insubria e Museo Civico di Sesto Calende
Collana "Zixu"
Civiltà Golasecca, reperti Museo Archeologico di Sesto Calende

È un oggetto piccolo ma dal valore scientifico e culturale enorme. Si tratta di un semplice bicchiere, che reca graffite alcune lettere alfabetiche: le più antiche che si conoscano nell’area prealpina occidentale. Il reperto è custodito nel Museo Archeologico di Sesto Calende, che ospita la più ampia raccolta della cultura celtica di Golasecca. Fu deposto come offerta in una tomba a cremazione databile alla prima metà del VI secolo avanti Cristo e la scritta fu realizzata usando segni alfabetici che hanno viaggiato lungo le rotte commerciali dai lontani territori dell’Etruria meridionale.
La scritta Zixu, dal significato di “cosa scritta”, è ora diventata il titolo, fortemente simbolico, di una collana di studi monografici sulla cultura di Golasecca, organizzata da Italia Nostra Varese, International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities dell’Università degli Studi dell’Insubria e Museo Civico di Sesto Calende. La collana vuole raccogliere e raccontare gli studi e le ricerche su questa antica popolazione dandole una sua riconoscibile identità, ponendosi come platea di dibattito scientifico e punto di riferimento per dialogare con specialisti, università, istituti di ricerca e cultori della materia.
Nei primi due volumi della collana sono confluiti i primi risultati delle ricerche, illustrati il 21 novembre 2017 al Castello di Masnago a Varese. Mauro Squarzanti, Conservatore del Museo Civico di Sesto Calende, ed Ermanno Arslan, dell’Accademia dei Lincei, hanno trattato temi legati alla Cultura di Golasecca e ai suoi rapporti con gli altri insediamenti europei. Andrea Spiriti, professore di Storia dell’Arte dell’Università degli Studi dell’Insubria, ha presentato infine il nuovo insegnamento di Archeologia attivo da quest’anno nel corso di laurea magistrale in Scienze e tecniche della Comunicazione all’Università degli Studi dell’Insubria. 

Ferrovia Arcisate-Stabio, il 1° dicembre terminano i lavori

Subito dopo i collaudi, il 7 gennaio 2018 sarà avviato il collegamento Lugano-Varese e riaperto quello Varese-Porto Ceresio
Arcisate 30 gennaio 2017, foto Regione Lombardia

Rete ferroviaria italiana ultimerà il 1° dicembre 2017 i lavori della nuova linea ferroviaria transfrontaliera che collega Varese alla Svizzera via Arcisate-Stabio. A darne notizia è stata il 21 novembre la Regione Lombardia.
Nel mese di dicembre, viste le peculiarità tecniche della linea transfrontaliera, saranno condotti test e prove mirate a simulare le condizioni reali di esercizio e a testare gli innovativi sistemi tecnologici installati, compreso quello di transizione dinamica, che consente ai treni di effettuare "in corsa" il passaggio dalla rete ferroviaria svizzera a quella italiana e viceversa.

Le prove permetteranno la piena attivazione del servizio commerciale dopo le festività natalizie, il 7 gennaio 2018. Così, tra l'altro, fu stabilito il 15 novembre scorso a Como nell'ambito del Comitato tecnico di coordinamento, a cui parteciparono i rappresentanti di Cantone Ticino, Regione Lombardia, Ufficio federale dei trasporti, Rete ferroviaria italiana, Ferrovie federali svizzere, Trenord e Tilo, che, da tempo, lavora per l'apertura della linea e per la programmazione del servizio di trasporto passeggeri.

NOVITÀ E RIATTIVAZIONE VARESE-PORTO CERESIO
Il servizio ferroviario programmato da Canton Ticino e Regione Lombardia e operato da Tilo sarà perciò attivato:
- dal 10 dicembre 2017 con tre nuovi collegamenti: 1) S40 da Como Albate a Stabio, via Mendrisio; 2) S10 da Como Albate a Lugano-Bellinzona, via Mendrisio; 3) S50 da Bellinzona-Lugano a Stabio. Si realizzerà così un collegamento ogni mezz'ora tra Como-Albate, Mendrisio, Stabio, Lugano-Bellinzona;
- dal 7 gennaio 2018 l'intero servizio verrà prolungato da Stabio a Varese, ottenendo così collegamenti ogni mezz'ora dal capoluogo verso Como e Lugano-Bellinzona. Inoltre, sempre dal 7 gennaio 2018, sarà riattivata la linea ferroviaria Varese-Porto Ceresio, prolungando gli attuali treni che da Milano Porta Garibaldi arrivano a Varese e ottenendo così un collegamento diretto ogni ora dalla Valceresio fino a Milano.

Uffici postali, stop a chiusura e rimodulazioni orarie nei piccoli comuni

È la garanzia del nuovo amministratore delegato di Poste Italiane alla luce della nuova legge – Per il presidente Uncem Enrico Borghi si apre una «nuova stagione tra territori e azienda»
Uffici postali, stop a chiusura e rimodulazioni orarie nei piccoli comuni

Niente chiusura e rimodulazioni orarie di uffici postali in comuni con popolazione minore di 5mila abitanti, «se non in condivisione con gli enti locali e in piena aderenza allo spirito della nuova legge sui Piccoli Comuni». Parola dell'amministratore delegato di Poste Italia Spa, Matteo Del Fante, alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti di Montecitorio. Durante l'audizione del 14 novembre 2017 l'ad ha presentato il quadro complessivo e i numeri dell’azienda - 33 milioni di clienti e oltre due milioni e mezzo di operazioni al giorno - impegnandosi a intervenire successivamente sui dettagli del modello evoluto di recapito che Poste sta mettendo a punto. Nel suo intervento ha illustrato le prospettive di sviluppo del gruppo e gli eventuali programmi di rimodulazione della rete degli uffici postali, anche alla luce delle disposizioni relative ai servizi postali nei piccoli comuni previsti dalla recente legge sui piccoli Comuni (legge 6 ottobre 2017, n. 158).
«Le garanzie fornite in sede parlamentare dal nuovo amministratore delegato e direttore generale Matteo Del Fante aprono la porta a una nuova stagione, che lascia alle spalle un periodo fatto di incomprensioni, disservizi e disaffezione e che si deve incanalare su un'interpretazione del territorio come vero e proprio asset industriale e come variabile di politica economica» ha dichiarato il parlamentare piemontese e presidente dell'Uncem Enrico Borghi (Pd).
La garanzia dell'ad di Poste Italiane che chiusure di uffici postali e riduzioni del servizio nei piccoli Comuni non fanno più parte del piano industriale trasmesso dall'azienda all'Agcom è evidentemente un effetto della nuova legge sui Piccoli Comuni.  «Ora - secondo Borghi, - bisogna mettere a terra tutte le altre potenzialità che la legge 158/2017 mette in cantiere: i servizi connessi con l'arrivo della banda larga e della infrastruttura tecnologico-informatica in tutto il Paese, le potenzialità del nuovo Piano Nazionale della logistica in rapporto alle peculiarità dei territori, i possibili servizi di cittadinanza innovativi che possono essere erogati sfruttando la capillare presenza di Poste Italiane in tutto il territorio nazionale con i sui 12.822 uffici postali, partendo dalle tesorerie comunali che oggi non fanno più parte del business delle banche e degli istituti di credito e che sulla scorta della norma possono essere affidati all'azienda creando nuovi spazi di presenza della medesima sui territori. Del Fante ha risposto positivamente alla nostra richiesta di aderire in maniera sostanziale, e non solo formalistica, alla nuova legge, e bisogna quindi proseguire lungo questo percorso».

Battaglia del San Martino e Caccia agli Ebrei, diario e immagini dei nazisti

Cronaca diretta ed eccezionale corredo fotografico in un libro di Chiara Zangarini pubblicato da Macchione Editore - Il materiale sarà ceduto a Comune e Provincia di Varese perché sia da tutti consultabile online
Immagine dalla pubblicazione

È considerata la prima battaglia del nuovo Risorgimento Italiano e le sue vicende sono già state ampiamente acquisite e documentate, ma ora la tragedia della Battaglia del San Martino può essere conosciuta, per la prima volta, anche attraverso altro materiale incontrovertibile: il resoconto puntuale e, soprattutto, un apparato fotografico di matrice nazista. A Varese, mercoledì 15 novembre 2017, nel giorno del 74° anniversario della Battaglia del San Martino, Chiara Zangarini ha presentato a Palazzo Estense il suo libro Varese 1943-La Battaglia del San Martino e la "caccia agli Ebrei" nel diario della Guardia di Frontiera Tedesca (traduzione di Paola Ferrero con la collaborazione di Giuliana Tettamanti). Al suo fianco l'editore Pietro Macchione, il sindaco Davide Galimberti e il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi.
Va aggiunto che a Cuveglio la ricorrenza del novembre 1943 è stata, come ogni anno, celebrata con una cerimonia. Presenti il sindaco Giorgio Piccolo, il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, il prefetto Giorgio Zanzi, il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, l’eurodeputata Lara Comi e molti amministratori del territorio.

“CHRONIK” DELLA MOBILITAZIONE
CONTRO PARTIGIANI ED EBREI

Il volume, per la prima volta, pubblica integralmente in italiano e in tedesco la Cronaca delle azioni di guerra della Guardia di Frontiera tedesca in Italia - Commissariato di Frontiera G - Varese con il suo importante apparato fotografico. Si tratta del diario redatto dalla Guardia di Frontiera tedesca del Distretto di Varese nel periodo compreso tra il 16 agosto 1943 e il 28 febbraio 1944. Quasi quotidianamente il cronista riferisce gli episodi che hanno coinvolto i diversi posti di controllo della Guardia doganale. Segue l'elenco degli arresti effettuati in giornata, con la precisazione della tipologia: ebrei, prigionieri di guerra, "disertori".
Nel periodo considerato la Guardia di Frontiera fu impegnata anche in alcune mobilitazioni speciali contro i gruppi partigiani che si erano costituiti nel Varesotto, in primis la battaglia combattuta sul Monte San Martino il 15 novembre.
Tuttavia l'eccezionalità della Chronik si deve anche e soprattutto al suo corredo fotografico. Gli scatti accompagnano gli eventi descritti nel diario. Tra questi, l'insediamento e le attività svolte dal Comando tedesco; la partecipazione alla battaglia contro i partigiani del Gruppo Cinque Giornate; l'arresto di ebrei sorpresi nel tentativo di attraversare il confine, il loro trasferimento al carcere dei Miogni o a villa Concordia (sede del Comando tedesco) e la loro deportazione per la destinazione finale.
Quelle della Chronik sono le uniche «le sole immagini esistenti relative alla Shoah in Italia, come hanno dichiarato Zangarini e Macchione. Non esistono altri scatti che documentino l'arresto e la deportazione degli ebrei nel nostro Paese. Riemergono dal passato e ci interrogano gli sguardi di chi ha lottato ed è morto per la libertà e la democrazia».  

Cinghiali, Coldiretti Lombardia: «Duecento schianti l’anno»

Dopo l'incidente in A7 a Pavia sollecitata «un’operazione straordinaria di contenimento»

Duecento schianti l’anno causati dalla fauna selvatica in Lombardia. È questa la stima della Coldiretti regionale dopo l’ultimo incidente provocato dai cinghiali in provincia di Pavia. Il 16 novembre un branco di cinghiali ha divelto le reti e invaso l’autostrada A7 verso Milano, causando il ferimento di cinque persone e la distruzione di tre auto.
«Questi animali si avvicinano sempre di più alle zone abitate e ormai non si fermano neppure di fronte alle barriere realizzate per evitare il loro ingresso su autostrade e campi» afferma Ettore Prandini, presidente di Coldiretti regionale e vicepresidente di Coldiretti nazionale. Solo sulla Milano-Serravalle dall’inizio dell’anno ci sono stati diciannove incidenti causati da animali selvatici. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Lombardia su dati regionali, il conto totale dei danni in Lombardia negli ultimi dodici anni ha ormai superato i 17 milioni di euro, di cui 13 milioni per assalti ai campi e quattro milioni per schianti automobilistici.
DANNI A LIVELLO NAZIONALE...
Per Coldiretti si tratta di numeri prudenziali, perché sempre più spesso gli agricoltori esausti non presentano neppure più le denunce. «È necessario dare il via a un’operazione straordinaria di contenimento su tutto il territorio regionale per ridurre il numero dei cinghiali» spiega Prandini. «La Regione Lombardia sta cercando di dare delle risposte che speriamo si concretizzino nel più breve tempo possibile».
In tutta l’Italia il numero dei cinghiali ha superato il milione di esemplari, mentre i danni provocati dalla fauna selvatica nell’ultimo anno ammontano a circa 100 milioni di euro.
...E PROVINCIALE
A livello provinciale, secondo Coldiretti Lombardia, tra agricoltura e incidenti stradali il totale dei danni dal 2004 a oggi supera il milione e mezzo di euro a Bergamo, sfiora i 3 milioni di euro nel Bresciano, si avvicina a un milione e 200 mila euro a Como, mentre a Cremona raggiunge quasi i 2 milioni di euro, a Lecco è già oltre i 270mila euro, a Lodi è di circa mezzo milione, a Mantova supera i 700mila euro, Milano è poco sotto i 2 milioni, Monza e la Brianza sono a circa 50mila euro, Pavia si avvicina ai 2 milioni e 400mila euro, Sondrio supera i 2milioni e 200 mila euro e Varese si attesta sul milione e mezzo di euro.  

Francoforte-Svizzera-Milano, nuovo collegamento ferroviario trinazionale

Il servizio partirà il 10 dicembre 2017
foto FFS

Un anno dopo la messa in esercizio della galleria di base del San Gottardo, le Ferrovie Federali Svizzere, in collaborazione con Deutsche Bahn (DB) e Trenitalia, lanciano - a partire dal cambiamento d’orario di dicembre 2017 - un nuovo collegamento trinazionale in comoda alternativa all’automobile.
Dal 10 dicembre 2017 un treno partirà da Francoforte sul Meno, fermerà a Friburgo in Brisgovia, Basilea e Lucerna, attraverserà il San Gottardo e proseguirà verso Lugano e Milano. In senso inverso, da sud, un altro treno partirà da Milano, attraverserà il Lötschberg, fermerà a Berna e Basilea e continuerà alla volta di Friburgo e Francoforte. Ad assicurare il collegamento, concordato dai ceo di Ffs, Db e Fs al Summit di fine maggio 2016, sarà l'ETR 610 delle Ferrovie Federali Svizzere dal design trinazionale. Il tempo di percorrenza sarà di sette ore e mezza.  

Piemonte, “La Cultura fa bene alla Salute, fin dai primi giorni di vita”

Progetto di 32 musei a misura di famiglie e bambini
Rivoli
Musei, in visita

“Con la mafia bisogna convivere” ebbe ad affermare un ineffabile ministro della Seconda Repubblica e “Con la cultura non si mangia” ebbe, in altra occasione, a fargli eco un suo collega di governo. Per fortuna, i ministri passano, la lotta alla mafia salva ancora la dignità nazionale e con la cultura non solo si mangia, come dimostra la politica dell'attuale ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini, ma addirittura si può anche stare bene. Lo conferma un progetto piemontese.
“La Cultura fa bene alla Salute, fin dai primi giorni di vita”. Su tale pilastro trentadue musei subalpini si sono accreditati al progetto Nati con la Cultura, che si propone di rendere accoglienti i luoghi del sapere ai più piccoli e alle loro famiglie fin dai primi anni di vita.
PROGETTO
Vincitore della prima edizione del bando Open di Compagnia di San Paolo, il progetto è coordinato dall’Associazione Abbonamento Musei.it ed è dedicato allo sviluppo dei pubblici, proponendosi di contribuire a dare voce alla capacità dei Musei di far parte della vita delle famiglie e dei bambini fin dai primi passi e a creare le condizioni per renderli sempre più “casa”. 
L'iniziativa, concepita all’Ospedale Sant’Anna di Torino dalla Onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna e cresciuta in una logica di sistema con Abbonamento Musei e Osservatorio Culturale del Piemonte, individua i requisiti e le caratteristiche che deve avere un museo per potersi definire davvero a misura di famiglie e bambini.

CARATTERISTICHE E SERVIZI
Quali sono queste caratteristiche?
Innanzitutto l’accessibilità fisica degli spazi, poi il fasciatoio, un’area relax, materiale dedicato ai più piccoli per rendere gradevole la permanenza in museo e attività ad hoc durante tutto l’anno. In questi musei inoltre, con il Passaporto Culturale nel primo anno di vita del bambino, è possibile accedere gratuitamente insieme a due accompagnatori adulti (un ingresso per ognuno dei musei accreditati).
Il Passaporto è consegnato attualmente dai medici con il kit della Salute all’atto della nascita all’Ospedale sant’Anna di Torino, che raccomandano la partecipazione culturale come ingrediente per uno sano stile di vita per una buona crescita. Per i nuovi nati nella Regione in altre realtà può essere scaricato dal sito www.naticonlacultura.it.
Un museo “a misura di bambino” applica una serie di buone norme che, se rispettate insieme ai servizi sopra indicati, permetteranno anche ad altri musei di ottenere la certificazione “Nati con la cultura”:
1) Il museo è un luogo di cittadinanza e aggregazione
2) è uno spazio vivo
3) è una casa accogliente
4) trasmette positività
5) non avere paura di chiedere e interagire con il personale
6)  puoi scoprire servizi per te e per i tuoi bambini
7) essere flessibili
8) toccare o non toccare? Si può fare..
9) l'esperienza al museo non finisce con la visita
10) il museo non è un'isola ma un puzzle molto ricco a tua disposizione
PRIMA LISTA
Questa la lista dei primi musei “family e kids friendly”; altre realtà stanno lavorando al percorso.
A Torino e provincia figurano: Borgo e Rocca Medievale, Camera Centro per la Fotografia, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Museo Egizio, Museo d’Arte Orientale, Museo Ettore Fico, MUSLI Museo della scuola e del libro per l’infanzia-Palazzo Falletti di Barolo, Museo Nazionale del Cinema, MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Palazzo Madama-Museo d’Arte Antica, Parco d’Arte Vivente, Pinacoteca dell’Accademia Albertina, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Venaria Reale, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Infini.TO Parco Astronomico.
In regione, invece, troviamo: Atlante dei Suoni (Venasca), Ecomuseo Sogno di luce (Alpignano), Casa Cavassa/La Castiglia (Saluzzo), Museo Son de Lenga (Dronero), Castello di Miradolo (San Secondo di Pinerolo), Giardino Botanico di Oropa, Museo Camillo Leone (Vercelli), Museo Civico di Cuneo, Museo del Tesoro del Duomo (Vercelli), Museo Civico A. Garda (Ivrea), Museo Valdese (Torre Pellice), Palazzo Mazzetti (Asti), WIMU Museo del Vino (Barolo).
EFFETTI DAI PRIMI 1000 GIORNI DI VITA
Oggi sono scientificamente provati gli effetti di diversi stimoli sensoriali su specifiche aree del cervello che influenzano la capacità di relazionarci con noi stessi e l’ambiente che ci circonda. La partecipazione culturale attiva e la qualità dell’ambiente sono risorse che contribuiscono al ben-essere, allo sviluppo e potenziamento creativo, a partire dai primi mille giorni di vita.
Portare i bambini al museo, dunque, non è soltanto uno svago diverso dal solito, ma è soprattutto un percorso di crescita di tutta la famiglia e di avvicinamento alla cultura che può contribuire a formare cittadini più attivi, più informati. Per questo è fondamentale che anche i luoghi della cultura sappiano quali siano le caratteristiche e i servizi che li rendono a misura di bambini e famiglie.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio di Federazione Italiana Medici Pediatri, Società Italiana di Neonatologia, Associazione Ginecologi Universitari Italiani, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani.
L’immagine di Nati con la Cultura è l’opera “Welcome newborn” dell’artista torinese Cornelia Badelita.