Edizione n. 13 di mercoledì 29 marzo 2017

25 marzo 2017, una giornata straordinaria

In Campidoglio il summit dei 27 Paesi dell’Ue (assente per secessione il Regno Unito) per le celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma. Sotto la Madonnina Papa Francesco in visita alla comunità lombarda. Nella capitale palazzi della politica blindati da cordoni di polizia e assediati da contrapposti cortei filo e antieuropei, sotto le Alpi edifici religiosi, case private, sedi istituzionali aperti al Pastore bianco venuto “come sacerdote”. In entrambe le città folle oceaniche o cortei soliti, ma nessuna violenza.
Così sabato 25 marzo la Capitale politica e la Capitale morale hanno presentato l’Italia all’Europa, appena uscita da un altro attentato a Londra e ormai da anni sotto attacco terroristico, dalla Spagna alla Germania, dal Belgio alla Francia.
DA ROMA VERSO LA NUOVA UE
A Roma i 27 capi di stato e di governo e i presidenti delle istituzioni hanno firmato la Dichiarazione di Roma nella stessa sala in cui esattamente 60 anni fa furono firmati i Trattati di Roma. La Dichiarazione di Roma segue la presentazione del Libro bianco sul futuro dell’Europa e sancisce l'impegno a lavorare per l'unità a 27 e a rafforzare l'azione comune in settori strategici chiave.
PAPA FRANCESCO DA SAN VITTORE A SAN SIRO
A Milano Papa Francesco, accolto a Linate dal governatore della Lombardia Roberto Maroni con il sindaco meneghino Giuseppe Sala, ha dato precedenza alla periferia urbana e sociale prima di incontrare le folle di Monza e San Siro. Ha visitato alcune famiglie (compresa una musulmana) delle "Case bianche" popolari di via Salomone-via Zama e i residenti della zona, poi ha raggiunto il Duomo e sul sagrato ha recitato l'Angelus. Quindi pranzo a San Vittore con i carcerati e nel pomeriggio messa nel parco di Monza davanti a un milione di fedeli.
Ultima tappa lo stadio di San Siro, dove lo attendevano 80mila cresimandi insieme con genitori e padrini. «Veramente, veramente mi sono sentito a casa» ha dichiarato il pontefice il giorno seguente, domenica 26 marzo, all’Angelus in piazza San Pietro. «Ho costatato che è vero quello che si dice: ’A Milan si riceve col coeur in man’».  

Lavori sulla ferrovia Svizzera-Luino-Gallarate, mobilitazione dei sindaci

Promosso un confronto il 7 aprile a Laveno prima dell’incontro del 21 aprile con il prefetto
Ferrovia, Gallarate

A Varese il prefetto Giorgio Zanzi ha convocato, per venerdì 21 aprile, i sindaci dei comuni situati lungo la linea ferroviaria Zenna, Luino, Sesto Calende, Gallarate. L’incontro è stato richiesto dai primi cittadini di Luino, Andrea Pellicini, e di Laveno, Ercole Ielmini, e sarà preceduto da un confronto preparatorio proposto, per venerdì 7 aprile a Laveno Mombello, dai due sindaci ai loro colleghi sul tema dei controlli sulle merci pericolose, sull’efficienza del materiale rotabile, sulle procedure di valutazione di impatto ambientale e di compatibilità paesaggistica delle opere.
Nei giorni scorsi l’amministrazione luinese, dopo la lettera di Pellicini al ministro dei Trasporti con la quale veniva richiesto se fossero state espletate le procedure della valutazione di impatto ambientale, hanno sollecitato RFI a presentare i progetti dei lavori sulla linea anche al fine delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche. «Non è possibile – ha dichiarato Pellicini – che un normale cittadino per aprire una finestra o tagliare un albero pericoloso debba domandare mille permessi e le Ferrovie, che sono comunque un soggetto di diritto privato, possano fare ciò che vogliono senza alcun controllo e verifica preventiva».
Tema caldo sarà l’impatto idrogeologico. Per Pellicini, «la frana caduta nei giorni scorsi tra Cannero e Cannobio dimostra come il territorio del Lago Maggiore sia fragile e come le opere di adeguamento della rete possano essere effettuate soltanto a seguito di valutazioni appropriate».

(Sull'agomento altri interventi in Sezione Cronache).

Lombardia, 7.6 milioni a 476 comuni per telecamere e polizie locali

In provincia di Varese finanziati 21 progetti di 37 comuni

Ci sono anche 37 comuni del varesotto tra i 476 beneficiari di 7,6 milioni di euro per l’acquisto di telecamere e di veicoli e strumentazioni adeguate per le polizie locali della Lombardia. Il 16 marzo sono state pubblicate le graduatorie definitive del bando regionale, che prevedeva un lotto di 5 milioni di euro per impianti di videosorveglianza e un lotto di 2,6 milioni di euro per dotazioni alle polizie locali.
FINANZIATI 253 PROGETTI - Sono statti finanziati 253 progetti, 140 di videosorveglianza e 113 relativi a nuovi strumenti per gli agenti delle polizie locali. Tra quelli ammessi risultano anche i due del comune di Sondrio in unione con altri 5 comuni (130.000 euro dalla Regione). Le domande di finanziamento erano 634 per una richiesta totale di 17 milioni di euro.

PROVINCIA DI VARESE - In provincia di Varese sono stati assegnati 623.942 euro per 21 progetti di 37 comuni. Sono stati finanziati 12 progetti di videosorveglianza (403mila euro) e 9 per strumentazioni polizie locali (220.000 euro).
*Videosorveglianza:
-Bodio Lomnago euro 18.836,80;
-Brebbia euro 30.000;
-Busto Arsizio euro 50.000;
-Cazzago Brabbia euro 30.000;
-Maccagno con Pino e Veddasca euro 24.800;
-Malnate euro 20.305,68;
-Unione Comuni del Medio Verbano (Azzio; Brenta; Caravate; Casalzuigno, Cocquio Trevisago; Leggiuno; Monvalle; Orino; Sangiano) euro 30.000;
-Unione Cuveglio (Cuveglio, Brinzio; Cassano Valcuvia; Castello Cabiaglio, Duno; Cuvio; Ferrera Di Varese, Masciago Primo) euro 30.000;
-Unione Gavirate (Gavirate, Bardello, Bregano, Malgesso) euro 30.000;
-Unione Jerago con Orago (Jerago con Orago, Solbiate Arno) euro 30.000;
-Unione Somma Lombardo (Somma Lombardo, Arsago Seprio; Casorate Sempione) euro 80.000;
-Unione Viggiù (Viggiù, Clivio; Saltrio) euro 30.000.
*Strumentazioni polizie locali:
-Bodio Lomnago euro 20.000;
-Busto Arsizio euro 30.000;
-Sesto Calende euro 20.000;
-U.C. del Medio Verbano (Azzio; Brenta; Caravate; Casalzuigno, Cocquio Trevisago; Leggiuno; Monvalle; Orino; Sangiano) euro 20.000;
-Unione Cuveglio (Cuveglio, Brinzio; Cassano Valcuvia; Castello Cabiaglio, Duno; Cuvio; Ferrera di Varese, Masciago Primo) euro 20.000;
-Unione Gavirate (Gavirate, Bardello, Bregano, Malgesso) euro 20.000;
-Unione Jerago con Orago (Jerago con Orago, Solbiate Arno) euro 20.000;
-Unione Somma Lombardo (Somma Lombardo, Arsago Seprio; Casorate Sempione) euro 50.000;
-Vergiate euro 20.000.

Varese, l’invisibile visibile agli occhi degli scienziati

Studio di astronomi internazionali sulla radiazione di fondo ultravioletta – La ricerca può fornire indizi sulle galassie mancanti nell’universo
UGC 7321 starlight
UGC 7321 fluorescence.jpeg

Nell’Universo dovrebbero esserci più galassie nane, ma la radiazione di fondo ultravioletta (UV) ha in pratica impedito il loro sviluppo, privandole del gas di cui hanno bisogno per formare le stelle. La radiazione UV è invisibile, ma, quando interagisce con il gas, diventa visibile sotto forma di luce rossa. Le galassie più grandi come la Via Lattea sono state in grado di resistere a questa esplosione cosmica, grazie alle dense nubi di gas che le circondano e per questo motivo ad alcune di esse (appunto Via Lattea) non si accompagnerebbero molte galassie più piccole.
Parola di un gruppo internazionale di ricercatori dell’Università inglese di Durham, dell’Università dell’Insubria sede di Como, dell’ETH di Zurigo, dell’Università della California a Santa Cruz, e dell’MPE di Garching in Germania.
GALASSIE NANE E GRANDI TELESCOPI
Gli astronomi hanno utilizzato uno dei più grandi telescopi esistenti, il Multi Unit Spectroscopic Explorer (MUSE), uno strumento del Very-Large Telescope dello European Southern Observatory in Cile, e lo hanno puntato verso la galassia UGC 7321, che si trova a una distanza di 30 milioni di anni luce dalla Terra. Le osservazioni hanno rilevato la radiazione di fondo ultravioletta (UV) dell’Universo, un tipo di radiazione emessa anche dal nostro Sole, che si trova in tutto l’Universo e priva le galassie più piccole del gas che forma le stelle, bloccando, di fatto, la loro crescita.
Il metodo può essere utilizzato per misurare l’evoluzione della radiazione di fondo UV nel corso del tempo cosmico e per mappare come essa blocchi la formazione delle galassie di piccola massa. Lo studio, pubblicato nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, potrà contribuire alla produzione di simulazioni al computer più accurate per descrivere l’evoluzione dell’Universo e spiegare il motivo per cui si osserva un numero di galassie di piccola massa (le cosiddette galassie nane) molto minore di quanto predetto dalla teoria.
EVOLUZIONE DELL’UNIVERSO
Il primo autore dello studio, Michele Fumagalli dell’Institute for Computational Cosmology e del Centre for Extragalactic Astronomy dell’Università di Durham, ha affermato: «Le stelle massive e i buchi neri supermassivi producono enormi quantità di radiazione ultravioletta che, combinate, danno origine alla radiazione di fondo ultravioletta. Questa radiazione UV interagisce con il gas nell’Universo, causando l’emissione di una luce rossa, in un modo simile a quello con cui il gas di una lampadina fluorescente viene portato a produrre una luce visibile. La nostra ricerca indica che adesso abbiamo la capacità di misurare e mappare questa radiazione UV, il che ci aiuterà a perfezionare ulteriormente i modelli di formazione delle galassie».
Per Francesco Haardt, cosmologo al Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria e secondo firmatario dello studio, «prima del nostro lavoro esistevano solo misure indirette, spesso contrastanti fra loro, circa il livello di questa radiazione nell’Universo attuale. Il nostro risultato ora pone dei limiti molto più stringenti ai modelli teorici di formazione delle galassie». In definitiva, come ha osservato uno dei coautori, Simon Morris del Centre for Extragalactic Astronomy dell’Università di Durham, «questo può aiutarci a saperne di più sull’evoluzione dell’Universo e sul perché esistono così poche galassie nane».
VIA LATTEA
Il MUSE fornisce uno spettro, o banda di colori, per ogni pixel dell’immagine, consentendo ai ricercatori di mappare la luce rossa prodotta dalla radiazione UV che illumina il gas in quella galassia. La ricerca può inoltre aiutare gli scienziati a prevedere la temperatura del gas cosmico con maggiore accuratezza.
Un altro coautore dello studio, Tom Theuns dell’Institute for Computational Cosmology dell’Università di Durham, ha affermato: «La radiazione ultravioletta scalda il gas cosmico a temperature più alte di quelle della superficie del Sole. Un gas così caldo non si raffredda per formare le stelle nelle galassie nane. Ciò spiega perché esistono così poche galassie nane nell’Universo e anche perché la nostra Via Lattea ha così poche galassie satellite».
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NELLE FOTO:
1) Luce stellare di UGC7321: immagine a colori della luce stellare emessa dalla galassia a spirale UGC 7321. Le stelle formano un disco, in maniera simile a quanto avviene Via Lattea, disco che nel caso particolare viene visto perfettamente “di taglio”. Le altre sorgenti nell’immagine sono oggetti di sfondo o in primo piano (stelle o galassie), non legati a UGC7321.
Credit: M. Fumagalli, T. Theuns, S. Berry
2) Luce di fluorescenza di UGC7321: la galassia a disco UGC7321 è circondata da idrogeno allo stato gassoso, che essendo irradiato dal fondo UV produce un’emissione diffusa a lunghezze d’onda relative al rosso. Il processo è noto come fluorescenza. In questa immagine vediamo la luce prodotta dalle stelle della galassia, circondata dall’alone rosso che rappresenta l’emissione di fluorescenza eccitata dalla radiazione UV, invisibile. 

Stresa, cambiano gli orizzonti dei condomini

Novità su gestione e formazione degli amministratori trattate in un convegno nazionale
Stresa, Anaci

Cresce in Italia la sperimentazione dei condomini solidali e di strada. Il primo è un modo di rispondere ai disagi abitativi, valorizzando la promozione della solidarietà tra generazioni, il sostegno reciproco e attività di socializzazione, oltre alla gestione di servizi comuni. Il secondo, invece, vuole mettere insieme quelle aggregazioni naturali e spontanee che esistono tra persone che vivono nello stesso palazzo, nella stessa strada o quartiere, al fine di impegnarsi in forme di autoaggregazione per riqualificare aree degradate o recuperare immobili fatiscenti.
Le ultime novità legislative sulla gestione dei condomini sono state al centro del convegno nazionale su "La proprietà privata nei condomini", organizzato il 24 marzo a Stresa dall’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci).  Ai 1500 amministratori condominiali avvocati e magistrati hanno illustrato il valore delle pratiche condominiali solidali,  sempre più rilevanti di fronte agli effetti della crisi economica.
NUOVI COMPITI
In Italia i condomini sono 1.200.000 e rappresentano, come ha affermato il presidente dell’associazione Francesco Burrelli,  «vere e proprie comunità, dove oltre al principio di uguaglianza, vige anche la funzione sociale, quella cioè orientata allo sviluppo della persona umana in una dimensione più ampia».
Dal summit è apparsa decisiva la formazione verso i professionisti della categoria, chiamati a rappresentare un punto di riferimento sempre più importante per gli stessi cittadini. «La formazione, ha osservato Burrelli, diventa lo strumento fondamentale anche in virtù dei nuovi compiti di sussidiarietà cui sono tenuti sempre di più gli amministratori verso la comunità di cittadini, sia per quanto attiene ai crescenti fenomeni di indigenza, sia per gli aspetti sanitari e psicologici».