Edizione n. 3 di mercoledì 17 gennaio 2018

Supercomputer europei all'avanguardia a livello mondiale, investire per rafforzare sicurezza, sanità, energia

Mira ad investire, insieme agli stati membri, nella realizzazione di un'infrastruttura europea di supercomputer all'avanguardia a livello mondiale il Piano presentato l'11 gennaio dalla Commissione europea. «I supercomputer – spiega la Commissione - sono necessari per elaborare quantità sempre maggiori di dati e apportare benefici in molti settori della società, dalla sanità e dalle energie rinnovabili fino alla sicurezza dei veicoli e a quella informatica. La decisione odierna è fondamentale per la competitività e l'indipendenza dell'UE nel campo dell'economia dei dati. Oggi, sempre più spesso gli scienziati e le industrie europei elaborano i propri dati al di fuori dell'UE, in quanto i tempi di calcolo disponibili nell'UE non soddisfano le loro esigenze. Questa mancanza di indipendenza minaccia la vita privata, i segreti commerciali, la protezione e la proprietà dei dati, con particolare riguardo alle applicazioni sensibili».
Una nuova struttura legale e di finanziamento, l'impresa comune EuroHPC, acquisirà, creerà e implementerà in tutt'Europa un'infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni (HPC) all'avanguardia e sosterrà anche un programma di ricerca e innovazione per sviluppare le tecnologie, le macchine e le applicazioni destinate ai supercomputer.
Il contributo dell'UE a EuroHPC ammonterà a circa 486 milioni di euro nell'ambito del quadro finanziario pluriennale attuale, cui corrisponderà un contributo analogo degli stati membri e dei Paesi associati. Si prevede che entro il 2020 saranno investiti in totale un miliardo di euro circa di finanziamenti pubblici, cui si andranno ad aggiungere contributi in natura da parte di privati aderenti all'iniziativa.

Benefici del supercalcolo
Il calcolo ad alte prestazioni è uno strumento essenziale per comprendere e rispondere alle grandi sfide scientifiche e sociali, quali la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie o lo sviluppo di nuove terapie basate sulla medicina personalizzata e di precisione. È inoltre utilizzato per prevenire e gestire disastri naturali su vasta scala, in particolare per prevedere la direzione degli uragani o per simulare terremoti.
Grazie a EuroHPC il settore industriale europeo, in particolare le piccole e medie imprese, potranno accedere più facilmente ai supercomputer per sviluppare prodotti innovativi. L'utilizzo del calcolo ad alte prestazioni ha un impatto crescente su vari settori e sulle aziende, in quanto riduce i cicli di progettazione e di produzione, accelera la progettazione di nuovi materiali, minimizza i costi, aumenta l'efficienza delle risorse e accorcia e ottimizza i processi decisionali. Ad esempio, i supercomputer permettono di ridurre i cicli di produzione delle automobili da 60 a 24 mesi. Il calcolo ad alte prestazioni è essenziale inoltre per la sicurezza e la difesa nazionali, ad esempio per sviluppare tecnologie di cifratura complesse, per individuare l'origine e rispondere agli attacchi informatici e per dotare la polizia di metodi di indagine scientifica efficienti o per effettuare simulazioni nucleari.

Milano, "Il tempo degli orologi” al Museo Poldi Pezzoli

Dalle meridiane agli esemplari automatici attraverso le collezioni del Museo
Orologio a ripetizione ore e quarti , John Graham, Londra 1760 circa. Oro, diamanti, smalto. inv. 5941. © Milano, Museo Poldi Pezzoli

Fino a fine marzo il Museo Poldi Pezzoli di Milano accompagnerà il pubblico di tutte le età alla scoperta di un oggetto capace di raccontare l’evoluzione tecnica e della storia del gusto attraverso meccanismi e preziosità sempre di fascino, l'orologio. Da gennaio il museo, grazie alla collaborazione di Pisa Orologeria e in occasione di “L’arte merita più spazio”, propone la rassegna “Il tempo degli orologi”.
«Il nostro tempo personale – commenta Annalisa Zanni, direttrice del Museo – ha bisogno di ritmi diversi rispetto al tempo dedicato al lavoro. L’incontro con la bellezza, i monumenti, il territorio e le opere d’arte ci offre questa opportunità». Madrina dell’iniziativa, Chiara Pisa, direttrice generale di Pisa Orologeria, il punto di riferimento in Italia per gli appassionati di alta orologeria.

Ricco il calendario di incontri: i mercoledì sera (7, 14 febbraio, 21 marzo) sono dedicati agli aperitivi durante i quali, con la collaborazione di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, si potranno incontrare maestri artigiani, artisti nell’arte della smaltatura delle casse e della decorazione dei quadranti; ai giovani under35 è dedicato un aperitivo mercoledì 24 gennaio. Per tre serate (25 gennaio, 22 febbraio, 14 marzo) dialoghi con collezionisti, restauratori, esperti, fra cui Michel Parmigiani.
Florida anche l’offerta del weekend: una domenica al mese (21 gennaio, 25 febbraio, 18 marzo) le visite guidate a cura degli esperti dell’Associazione HORA (Associazione Italiana cultori di orologeria antica) illustreranno la storia del tempo, dalla meridiana all’orologio automatico, attraverso le collezioni del Museo; ARASS Brera (Associazione Restauratori Strumenti Scientifici) terrà laboratori per adulti sul funzionamento dell’orologio antico (28 gennaio, 11 marzo, 25 marzo). Ai più piccoli saranno dedicati i sabato pomeriggio (27 gennaio, 24 febbraio e 17 marzo) con i Watchlab
junior, in collaborazione con Pisa Orologeria e ad Artem: dopo una visita guidata agli orologi più belli e curiosi della collezione, i bambini potranno montare il loro orologio e comprenderne il funzionamento. Infine si svolgeranno concerti ispirati al tema del tempo in collaborazione con Serate Musicali (21 gennaio, 25 febbraio, 18 marzo). 

Dopo l’ultima donazione, il Poldi Pezzoli è diventato il museo più importante in Italia per l’orologeria antica e uno dei più prestigiosi in Europa. Oltre alla raccolta di meridiane portatili e orologi solari di Piero Portaluppi e alla Sala Orologi, che riunisce più di cento esemplari da tavolo e da persona dal Rinascimento all’Ottocento donati da Bruno Falck nel 1973, nei nuovi spazi recentemente acquisiti una terza sala è dedicata agli orologi da persona. Qui è esposta una prima selezione della recentissima donazione della ex collezione del genovese Luigi Delle Piane (1877-1965), meravigliosa raccolta che in dieci vetrine narra la storia dell’orologeria dal XVI al XX secolo. Tra i modelli a smalto del Seicento si nasconde un capolavoro, l’orologio di Jacques Goullons, realizzato a Parigi nel 1650-1660, la cui cassa è miniata da Robert Vauquer con scene tratte dalla Battaglia di Costantino e Massenzio di Giulio Romano (Roma, Stanze Vaticane 1520-1524). La mostra prosegue con orologi-gioiello svizzeri del Settecento e dell’Ottocento. Sono presenti firme che hanno fatto la storia dell’orologeria, come quella di Abraham Louis Breguet (1742-1823. Non mancano esemplari curiosi, come l’orologio Lover’s eye destinato a un amante clandestino o quello universale à remontoir degli inizi del Novecento che segna contemporaneamente l’ora di 43 città del mondo.
In via Manzoni 12 a Milano, tel. 02 794889 | 02 796334. Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì. Ingresso: 10 euro | 7 ridotto. Info: http://www.museopoldipezzoli.it/#!/it/visita/mostre-eventi/ 

Foto: Orologio a ripetizione ore e quarti , John Graham, Londra 1760 circa. Oro, diamanti, smalto. inv. 5941. © Milano, Museo Poldi Pezzoli 

Santa Caterina del Sasso, custodia alla Fraternità Francescana di Betania

A fine marzo 2018 l'istituto religioso subentrerà all’Associazione degli Oblati
Battello a S. Caterina

Passaggio delle consegne per la custodia e la cura di Santa Caterina del Sasso dalla realtà laica Associazione degli Oblati all'istituto religioso Fraternità Francescana di Betania. Il 30 marzo 2018 scadrà la convenzione della Provincia di Varese con l’Associazione degli Oblati e l'eremo di Leggiuno, affacciato sul lago Maggiore, sarà affidato alla Fraternità Francescana di Betania.
Il nuovo accordo tra Villa Recalcati e l’Arcidiocesi di Milano è stato presentato il 12 gennaio dal presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi e da monsignor Franco Agnesi. «Con l’Arcidiocesi abbiamo cercato – ha spiegato Vincenzi - una soluzione che potesse garantire una maggior apertura sia in termini di orari, sia sotto il profilo della partecipazione alla vita dell’Eremo, così da poter valorizzare, oltre agli aspetti culturali, storici e architettonici, anche quello della fede».
La Fraternità Francescana di Betania sarà presente a Santa Caterina con un piccolo nucleo stabile e, oltre alla celebrazione quotidiana della messa, alla quale sarà possibile partecipare, «saprà coniugare – come precisato dal monsignor Agnesi - la volontà di chi arriva per una visita all’eremo a quella di chi invece vuole vivere un momento di spiritualità». «L’accordo trovato – ha concluso – è frutto di un percorso condiviso che si è sviluppato partendo da una comunità d’intenti, poiché la valorizzazione della bellezza accanto però a un profondo recupero dell’aspetto spirituale sono stati gli obiettivi fissati fin dall’inizio di questa operazione». 

Lombardia, sperimentazione presa in carico pazienti cronici - Sindacati, «Fase molto delicata»

INTERVENTO - A partire dal 15 gennaio i pazienti cronici residenti in Lombardia riceveranno due comunicazioni: una lettera dell’assessorato al Welfare e una della propria ATS di riferimento. Con questa comunicazione Regione Lombardia dà avvio alla fase in cui i cittadini lombardi affetti da una o più patologie croniche potranno scegliere se aderire o meno alle nuove modalità operative di gestione del loro percorso di cura, definite “presa in carico del paziente cronico e/o fragile”.
Lo scopo del modello è di aiutare i singoli pazienti nella programmazione e gestione delle prestazioni o delle visite loro necessarie, che saranno stabilite nel Piano assistenziale individuale. Il modello ha previsto infatti la selezione, da parte delle Ats, di appositi elenchi di strutture sanitarie e sociosanitarie private e pubbliche che sono state ritenute idonee a fornire l’organizzazione necessaria al modello di accompagnamento e di “presa in carico”. 
Di questi elenchi  fanno parte anche le cooperative di medici di medicina generale. Anche singoli medici hanno aderito al modello, pur se con numeri molto diversi da territorio a territorio.
Cgil, Cisl, Uil Lombardia, con i sindacati dei pensionati Spi, Fnp, Uilp, e i sindacati di categoria Fp Cgil, Fp Cisl, Cisl Medici, Fp Uil Lombardia, ricordano che il medico di medicina generale resta in tutti i casi il riferimento primario del paziente e l’adesione al nuovo modello di organizzazione per i cronici non fa mai venir meno l’assegnazione del medico di base e la relazione di cura con lui. Piuttosto, con questa figura deve affiancarsi o integrarsi. La scelta del paziente è quindi una fase molto delicata che non va in nessun modo strumentalizzata.
Chi riceverà le comunicazioni da Regione Lombardia dovrà essere accompagnato, prima di tutto dal proprio medico, a una valutazione attenta in relazione alle proprie condizioni di salute.
L’eventuale adesione del paziente alla “presa in carico” avrà infatti carattere annuale e si tradurrà in un vero e proprio contratto definito “patto di cura” fra il paziente e il medico o la struttura che il paziente avrà scelto fra quelle idonee.
Come fatto finora, le organizzazioni sindacali intendono continuare a confrontarsi nel merito di questa sperimentazione con Regione Lombardia, a maggior ragione adesso che entra operativamente in atto sia per i pazienti che per le strutture sanitarie. Lo scopo deve restare quello di trovare soluzioni positive in grado di migliorare la condizione di pazienti cronici e fragili per i quali l’accesso alle cure può e deve essere facilitato, con soluzioni che sollevino il paziente e la sua famiglia dalle difficoltà operative e gestionali che tutti noi ben conosciamo, garantendo appropriatezza e tempestività delle cure. Nel contempo, però, Regione Lombardia in merito alla gestione delle liste di attesa dovrà assicurare alla generalità dei cittadini l’accesso alle prestazioni in tempi più utili ed efficaci ai fini della cura. Su questo tema le organizzazioni sindacali valuteranno l’andamento della sperimentazione, anche in relazione agli effetti di sistema.
CGIL CISL UIL Lombardia
SPI FNP UILP Lombardia
FP CGIL FP CISL CISL Medici FP UIL Lombardia

Svizzera, zone non fumatori nelle stazioni

Le FFS lanciano un test di diversi mesi
Zurigo centro, foto Ibis

Il 1° febbraio 2018 in sei stazioni svizzere prenderà il via un test di più mesi delle Ferrovie Federali Svizzere incentrato sull’ampliamento delle zone non fumatori. L’obiettivo è migliorare la sicurezza e la pulizia nelle stazioni e quindi la qualità della sosta per gli utenti.
Il numero crescente di pendolari, come si sa, comporta un grande affollamento nelle ore di punta. Le sigarette lambiscono le persone o addirittura possono entrare in contatto con vestiti, pelle e capelli dei passanti, creando rischiosi inconvenienti. Spesso, inoltre, i mozziconi di sigaretta non vengono buttati negli appositi posacenere, ma vengono gettati sui binari o sui marciapiedi. A farne le spese sono le persone, che percepiscono una riduzione della qualità della sosta, ma anche l’ambiente. Con le zone non fumatori nelle stazioni dunque anche la salvaguardia dell’ambiente avrà una garanzia in più.

Ampliamento delle zone non fumatori
L'iniziativa interesserà le stazioni di Basilea, Bellinzona, Coira, Neuchâtel, Nyon e Zurigo Stadelhofen di Basilea, Bellinzona, Coira, Neuchâtel, Nyon e Zurigo Stadelhofen. Le FFS testeranno diverse tipologie di zone non fumatori e raccoglieranno poi i feedback dei clienti. Il test a Coira verrà condotto in collaborazione con la Ferrovia retica e AutoPostale. Il progetto delle zone non fumatori nelle stazioni prende spunto dall’estero. Infatti, in alcuni Paesi europei come ad esempio Germania, Francia e Italia, è previsto un divieto totale o parziale di fumo nelle stazioni e le esperienze sono positive.
Il test costituirà la base per l’introduzione di una soluzione unitaria nelle stazioni FFS di tutta la Svizzera.

Zone non fumatori nelle stazioni
Basilea FFS: nell’atrio principale, nelle ali laterali, nell’area di accesso ai binari 1-4 e 14-17, ai marciapiedi, sulla passerella principale, sulla passerella della posta e all’ingresso sud della stazione.
Bellinzona: nelle diverse parti dell’edificio, al piano interrato, nel sottopassaggio e sulla passerella. Alla stazione di Bellinzona vengono testate delle zone fumatori sui marciapiedi.
Coira: nell’edificio, in tutto il piano interrato, nel sottopassaggio, sui marciapiedi e sui relativi accessi, sul piazzale coperto degli autopostali. Alla stazione di Coira vengono testate delle zone fumatori sui marciapiedi e sul piazzale coperto degli autopostali.
Neuchâtel: nell’edificio, nel sottopassaggio, tra le singole parti dell’edificio, sui marciapiedi e sui relativi accessi. Alla stazione di Neuchâtel vengono testate delle zone fumatori sui marciapiedi.
Nyon: negli edifici, nel sottopassaggio, tra le singole parti dell’edificio e sui marciapiedi.
Zurigo Stadelhofen: nell’edificio, sui marciapiedi e sui relativi accessi, al piano interrato.  

Busto Arsizio, gruppo whats app per eludere i controlli antidroga della polizia

Che le cattive intenzioni siano spesso abili, oltre che a delinquere, anche a seguire il flusso delle mode, o degli usi e costumi, non è una novità. A volte persino precorrono i tempi. E ancora una volta s'è visto che è così. Nell'epoca di internet, delle reti istantanee di comunicazione e dei social, ha trovato spazio un modo aggiornato per cercare di proteggere i propri illeciti.
A Busto Arsizio (Varese) un controllo antidroga condotto nello scorso fine settimana dalle volanti del commissariato ha portato al sequestro di alcune dosi di stupefacente e alle conseguenti sanzioni amministrative per i consumatori. Due uomini e una donna, in tre distinte occasioni e in diversi punti della città, sono stati individuati con dosi di cocaina per uso personale. Uno dei due e la donna (a piedi e in bici) se la sono cavata per ora con una segnalazione alla Prefettura che potrebbe irrogare le previste sanzioni amministrative; l'altro uomo, controllato alla guida di una vettura, s'è visto ritirare la patente.
La particolarità dell'operazione tuttavia è un'altra. I militari hanno esaminato il cellulare di uno dei tre e scoperto che vi era registrato un gruppo whats app (circa trecento gli aderenti) dedicato a segnalare la presenza, la localizzazione su strada e l'attività degli equipaggi delle forze di polizia. Era questo il sistema messo in atto per evitare verifiche e il rischio di essere scovati con addosso o in auto qualcosa di illegale. Ora una nuova fase dell'indagine. Sono stati infatti avviati accertamenti per identificare amministratori e membri del gruppo.