Edizione n. 37 di mercoledì 21 settembre 2016

Macroregione alpina, disco verde UE alla nuova Mitteleuropa

Eusalp coinvolge 7 Stati e 48 Regioni
Macroregione, diagramma Regione Lombardia
Macroregione, diagramma Regione Lombardia

È definitivo. La Macroregione alpina (Eusalp) è pienamente riconosciuta a livello continentale. Il 13 settembre 2016 il Parlamento europeo ha approvato la relazione scritta sulla “Strategia macroregionale alpina”. Il documento prevede la creazione di una piattaforma d'investimento per mobilitare finanziamenti pubblici e privati nella macroregione.
La Macroregione alpina (Eusalp) non è una nuova regione né un nuovo ente. Ha visto la luce ufficialmente il 25 e 26 gennaio 2016 a Brdo Pri Kranju, vicino Lubiana e alla sua nascita hanno partecipato Italia, Austria, Francia, Germania, Slovenia, Liechtenstein e Svizzera. Complessivamente la sua popolazione conta 70 milioni di persone appartenenti a 48 Regioni e vanta un Pil di 3.000 miliardi di euro. In Italia riguarda i territori di Liguria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano.
IN EUROPA QUATTRO STRATEGIE
Quarta Strategia macroregionale dopo quelle per il Mar Baltico (Eusbsr), il Danubio (Eusdr) e l'Adriatico-Ionica (Eusair), la Macroregione alpina si basa su un “piano d'azione” nato nel 2014 a seguito di una vasta consultazione pubblica, svoltasi da giugno a ottobre 2014 in tutti i 7 stati e nelle 48 regioni.
Il Piano d'azione poggia su tre pilastri: ricerca e innovazione; connettività e accessibilità; energia e ambiente. Dentro questi pilastri ci sono 'Gruppi di azione'. Costituiti a Brdo declinano le altre attività da svolgere: dalla promozione, alla tutela del patrimonio culturale, alla valorizzazione dell'ambiente, al miglioramento dei trasporti. 

Lago Maggiore, estate tra sbalzi termici e clima impazzito

Secondo Coldiretti, in provincia di Varese da diversi anni non si ricordava una simile coda di stagione
Luino, secca sul lago settembre 2016

E ora tocca all’autunno prendersi in consegna un’estate anomala, almeno sotto una parte del bel ciel di Lombardia. Emblematica la situazione all’avvicinarsi del passaggio stagionale.
Da fine agosto al 13 settembre il livello del lago Maggiore ha accusato un calo dai -10,7 ai -34 centimetri. La provincia prealpina, al pari dell’intera Lombardia, ha patito una perdurante assenza di piogge, parzialmente interrottasi solo tra il 15 e il 17 settembre. Uno scorcio di fine estate non si ricordava così ‘asciutto’ da molto tempo.
LIVELLI DEI LAGHI
A metà settembre, il deflusso del Verbano era pari a 111 metri cubi/secondo contro un afflusso di soli 101. «Un simile livello del lago è la cartina di tornasole di un’estate anomala, con luci e ombre per l’attività agricola delle nostre province» ha affermato Coldiretti Varese a fronte della perdurante siccità.
Emblematico anche il caso del vicino lago di Como. Nel giro di pochi giorni è sceso da +47,7 a +6 centimetri, perdendo quindi in media 2,7 centimetri al giorno, con un’ulteriore tendenza alla diminuzione. Nello stesso periodo anche il lago d’Iseo è crollato da +19,7 a -1,6 centimetri.
TEMPERATURE OLTRE LA MEDIA
Secondo un’analisi di Coldiretti Lombardia sugli ultimi quindici giorni, le perdite di livello oscillano tra i 30 e i 40 centimetri. A causare il crollo dei livelli dei bacini regionali sono state le alte temperature di settembre e le scarse precipitazioni.
I dati raccolti da Arpa Lombardia dall’inizio dell’autunno meteorologico confermano temperature superiori alla media per il periodo. Nella prima decade di settembre, sulla pianura lombarda, contro le usuali massime tra i 26° e 29° centigradi, si sono raggiunti i 33°/34°C in almeno tre giornate. Una situazione, questa, paragonabile a quella del 1997, quando la prima decade di settembre fu contraddistinta da massime anche superiori a 33°/35°C per diversi giorni.
CONTI DEL MALTEMPO
Picchi di temperature alternati a episodi di maltempo sempre più violenti non giovano certo all’agricoltura.
In Lombardia, dall’inizio del 2016, si sono registrate oltre 15 grandinate, alcune delle quali hanno interessato direttamente i territori prealpini.  «A livello nazionale, negli ultimi dieci anni, il conto del maltempo nelle campagne italiane ha raggiunto i 14 miliardi di euro» commentano Fernando Fiori e Raffaello Betti, presidente e direttore di Coldiretti Varese.
Secondo le rilevazioni Isac Cnr, le bizze del clima hanno prodotto una temperatura media estiva superiore di 0,95 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento e una piovosità ridotta del 4%. «Le città e le campagne sono divise in Italia tra temperature bollenti e violenti nubifragi che hanno provocato – conclude Coldiretti Varese  - sconvolgimenti ambientali e pesanti danni all’agricoltura, con sbalzi termici che rappresentano ancora un rischio più che concreto». 

UE, Premio donne innovatrici

Il bando è aperto fino al 3 novembre

Il 13 settembre ha preso il via il concorso della Commissione europea "Premio UE per le donne innovatrici 2017". Incoronerà quattro donne imprenditrici distintesi per un'innovazione sul mercato.
Il bando è aperto alle donne di tutte le nazionalità, residenti in uno stato membro dell'UE o in uno dei paesi associati a Orizzonte 2020, che abbiano creato o co-creato un'impresa con un fatturato di almeno 100 000 euro. Per partecipare è necessario iscriversi sul sito del concorso <http://ec.europa.eu/research/innovation-union/index_en.cfm?section=women-innovators> entro il 3 novembre 2016.
L’edizione 2017 comprenderà anche un premio per Innovatori emergenti del valore di 20.000 euro. Punta a far emergere una nuova generazione e sarà conferito a una donna imprenditrice di meno di 35 anni. Il primo, il secondo e il terzo classificato si aggiudicheranno rispettivamente 100.000, 50.000 e 30.000 euro.
Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, ha dichiarato: «Il Premio UE per le donne innovatrici punta i riflettori solo su alcune delle molte donne straordinarie che contribuiscono all'economia europea della conoscenza. Le vincitrici delle precedenti edizioni hanno ottenuto grandi risultati in un'ampia gamma di settori: dall'immunologia alle telecomunicazioni all'informatica. Ci auguriamo che questi premi aiutino i vincitori a proseguire sul sentiero dell'innovazione e incoraggino altre persone a seguire le orme di questi imprenditori eccellenti».

Lago Ceresio, lago Maggiore, laghi svizzeri, «tutti laghi privati»

Inchiesta della RSI sulla blindatura dei bacini lacuali

Ceresio: 70%. Verbano: 60%. Altri laghi svizzeri: 75%. I tre quarti delle rive dei laghi svizzeri sono in mani private, un’anomalia, che ora, almeno in parte, si vorrebbe correggere. Solo circa il 30% delle sponde naturali è accessibile al pubblico.
È questa la chiave del servizio “Laghi Privati” di Valerio Selle, in onda giovedì 22 settembre (alle 21.10) nella rubrica settimanale Falò sul canale LA 1 della Televisione della Svizzera Italiana.
Falò è andata alla scoperta dei “laghi privatizzati” tra pescatori e bagnanti, tra lidi privati e progetti di percorsi sull’acqua. «Una situazione problematica, che si trascina da anni, spesso non conforme alla legge sul demanio. Adesso però associazioni ambientaliste e autorità politiche pensano ad interventi concreti» annuncia l'inchiesta.
Un’iniziativa federale per “liberare” le rive e permettere a tutti almeno di passeggiare attorno ai laghi verrà prossimamente lanciata, mentre, in vari cantoni, tra cui il Ticino, si ipotizzano passerelle sull’acqua e rive artificiali per restituire alle gente un bene pubblico.
La trasmissione Falò andrà in onda giovedì 22 settembre alle 21.10 su RSI LA 1; ospite in studio Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio del Canton Ticino. Sarà replicata su LA 1 venerdì 23 settembre (a partire dalle 01.10) e LA 2 (venerdì 23 settembre, ore 12, e sabato 24 settembre, ore 02.05). 

Sismi, tra Lombardia e Piemonte un "grande fratello" satellitare per mappare territorio

A disposizione di ingegneri e architetti i dati di un megaosservatorio con 30 stazioni

Permette a professionisti, ingegneri e architetti di rendere precise al millimetro le misurazioni geografiche e topografiche direttamente sul territorio. È lo Spin Gnss (Servizio di Posizionamento Interregionale Gnss), un megaosservatorio satellitare ipertecnologico, realizzato in collaborazione tra Regione Lombardia e Regione Piemonte.
Lo ha presentato a Milano il 14 settembre l’assessora regionale al territorio, Viviana Beccalossi, nel corso di un seminario a Palazzo Lombardia.
Questa sorta di 'Grande Fratello' è composta da 30 stazioni permanenti, di cui 15 lombarde e 15 piemontesi. Le stazioni permanenti Gnss sono dotate di ricevitori geodetici multicostellazione aperti all'uso delle costellazioni Gps e Glonass e delle future costellazioni Galileo e Compass.
GRANDI ANTENNE IN ACCIAIO
Ciascun ricevitore è collegato a un'antenna Gnss calibrata individualmente. La monumentazione delle antenne è stata realizzata utilizzando pali in acciaio inossidabile o in calcestruzzo, ancorati alle strutture portanti degli edifici pubblici che ospitano le stazioni.
I "Grandi Occhi" satellitari sono a disposizione della collettività, degli operatori professionali, pubblici e privati, che debbano effettuare misure Gnss per rilievi topografici, cartografici e catastali, per monitoraggi degli spostamenti delle opere infrastrutturali e dei versanti, e per la corretta geolocalizzazione degli oggetti che popolano le banche dati territoriali.
VERSO IL FASCICOLO DEL FABBRICATO
Il progetto è importante e innovativo. Secondo Beccalossi, la 'messa a sistema' delle conoscenze territoriali è alla base della prevenzione dei rischi e della gestione di eventi catastrofici.
«Ricordo – ha dichiarato l’assessora - che dopo i tragici eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia si torna a parlare dell'importanza del fascicolo del fabbricato, documento che raccoglie tutte le informazioni sull'edificio, come la mappatura e la collocazione geografica. Ebbene, in questo caso la precisione e la qualità del dato sono davvero importanti. Lo Spin Gnss fornirà informazioni di una precisione che rasenta la perfezione».  

Cerro di Laveno, con il Midec le Giornate Europee del Patrimonio

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Giornate europee del patrimonio

Nuova iniziativa il 24 e 25 settembre del Museo internazionale design ceramico, secondo lo spirito «Conoscere il nostro patrimonio promuove la creatività e la curiosità, il senso critico e l’affettività, l’appartenenza e la partecipazione attiva a ciò che ci circonda». Il Midec parteciperà infatti alle “Giornate Europee del Patrimonio” promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Il tema scelto per l’edizione #GEP2016, per iniziativa del Consiglio d’Europa, è la partecipazione al patrimonio. A Cerro di Laveno-Palazzo Perabò saranno diverse le attività e visite guidate che i visitatori avranno a disposizione.
Così il programma
Sabato e domenica alle 15-16-17, visite guidate alla collezione del museo a cura di guide volontarie dell’Associazione Amici del MIDeC.
Sarà possibile ammirare la ricca collezione permanente che raccoglie opere provenienti per lo più dalla Società Ceramica Italiana-Richard Ginori di Laveno, scoprire alcuni degli oggetti più importanti delle collezioni e rivivere la storia industriale delle ceramiche lavenesi attraverso un filmato con immagini storiche di luoghi, momenti e persone provenienti dall’archivio Beltrami.
Si potrà inoltre visitare la mostra temporanea “Antò” che mette in scena l’attività degli ultimi cinque anni di Antonia Campi e Antonella Ravagli, dal 2011 al 2015. L’acronimo Antò si deve proprio ad Antonia (Neto per gli amici) Campi e sigilla l’incontro, il confronto e il lavoro tra l’artista/designer valtellinese (ma di fatto “cittadina” di Laveno per decenni) con Antonella Ravagli, ceramista faentina (classe 1963). La mostra “Antò” è visitabile anche da non udenti perché corredata di filmati didattici con la traduzione in LIS (lingua dei segni).
Costo: visita guidata gratuita + biglietto di ingresso 5 euro per adulti, 3 per studenti e over 65.
Sabato 24 settembre alle 10, laboratorio creativo adulti e bambini a partire dai 6 anni: “Parole con-crete” a cura di Tiziana Figus; visita alla mostra “Antò” e a seguire gioco con lettere e parole e decorazione della propria originale opera in argilla. Costo 5 euro a partecipante.
Domenica 25 settembre alle 10, laboratorio didattico per adulti e bambini a partire dai 6 anni: ”Ceramica e natura”  a cura di Sarah dalla Costa; visita alle opere di Antonia Campi della collezione permanent; a seguire si potranno realizzare piccoli oggetti d’uso quotidiano in argilla ispirati alla natura. Costo 7 euro a partecipante.

Argento e oro per Morlacchi ai Giochi Paralimpici del Brasile

argento, Morlacchi 400 stile libero s9 by Roberto Bof

Grande successo di Federico Morlacchi ai quindicesimi Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro del 7 - 18 settembre. Suoi una splendida medaglia d'argento nei 400 stile libero,  l'oro nei 200 misti e ancora l'argento nei 100 rana e nei 100 delfino.
Ad affrontarsi nelle 23 discipline paralimpiche nei Giochi Paralimpici di Rio oltre 4300 atleti da 176 Paesi. Da questa edizione entrano negli sport paralimpici anche canoa e Triatlon. Le prossime Paralimpiadi saranno a Tokyo, per la XVI edizione estiva nel 2020.
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