Edizione n.32 di mercoledì 19 settembre 2018

Monte San Giorgio, nel territorio del Tanistrofeo

Ritrovati resti del rettile carnivoro di circa 240 milioni di anni fa
Tanistrofeo, Museo dei fossili del Monte San Giorgio, Meride

Era un enorme rettile carnivoro che abitava nel Varesotto durante il Triassico Medio, circa 240 milioni di anni fa. Poteva raggiungere i 6 metri di lunghezza e suoi resti sono stati ritrovati in particolare sul Monte San Giorgio, patrimonio mondiale Unesco italo-svizzero riconosciuto per la sua eccezionale testimonianza paleontologica in ambiente marino del triassico.
Nome di questo strano rettile è “Tanistrofeo”, «una creatura misteriosa per il suo aspetto bizzarro che ancora fa discutere su quale fosse il suo ambiente di vita». Così l'ha definito il professor Silvio Renesto, docente di Paleontologia e Paleoecologia dell’Università degli Studi dell’Insubria e membro del Comitato Scientifico Transnazionale Unesco per il Monte San Giorgio, nel corso di una conferenza tenuta l'8 settembre 2018 al Museo dei fossili di Meride (Svizzera).
«Più della metà della lunghezza di questo rettile – ha spiegato il professor Renesto - era rappresentata dal collo, molto rigido e costituito da sole 13 lunghe vertebre con poca mobilità relativa. Un corpo tozzo e una coda corta completavano questo strano animale. La forma bizzarra rende molto difficile ricostruire il suo modo di vita, alcuni lo interpretano come terrestre, altri come acquatico: forse una via di mezzo potrebbe essere la più verosimile. Infatti "Tanystropheus" non mostra alcun adattamento al nuoto in mare aperto e, avendo una limitata capacità di sollevare il rigido collo, è improbabile che vivesse sulla terraferma. Possiamo ipotizzare che vivesse lungo la linea di costa pronto a fiocinare i piccoli pesci che nuotavano numerosi nelle acque basse».

UE, alle PMI italiane culturali e creative finanziamenti per 300 milioni

L’accesso al credito delle imprese dei settori culturali e creativi, come è noto, può essere difficoltoso, principalmente per la natura immateriale degli asset e delle garanzie, la ridotta dimensione del mercato, l’instabilità della domanda e la mancanza di esperienza dei finanziatori nel saper soddisfare specifiche esigenze delle controparti.
Ora, un accordo di garanzia tra Fondo europeo per gli investimenti e Cassa depositi e prestiti nell’ambito della Cultural and creative sectors Guarantee facility del Programma “Europa Creativa” agevolerà  l’accesso al credito delle imprese attraverso il Fondo di garanzia per le PMI.
Il supporto dell’Unione Europea alle imprese dei settori culturali e creativi tramite la Cultural and creative sectors Guarantee facility gestita dal Fondo europeo per gli investimenti è infatti attivo dal 3 settembre. L’intervento, per la prima volta in Italia grazie all'iniziativa lanciata in collaborazione con Cassa depositi e prestiti in qualità di istituto nazionale di promozione, svilupperà un portafoglio di controgaranzie in favore del Fondo PMI per un valore di 200 milioni, incrementandone la capacità operativa. Le PMI dei settori culturali e creativi otterranno in questo modo finanziamenti fino a 300 milioni.
L’azione, sostenuta dall’Unione Europea con le risorse del Piano Juncker, vuole promuovere la concessione di nuovi finanziamenti alle aziende di più ambiti. Tra essi cinema, televisione, editoria e architettura. Nei prossimi sei mesi si stima che novecento imprese possano accedere ai finanziamenti garantiti. Complessivamente si punta a raggiungere nei prossimi due anni circa 3.500 PMI, che, grazie all’intervento di controgaranzia, riceveranno finanziamenti per circa 300 milioni.
Secondo i promotori, è questo l'atto più rilevante quanto ad accesso al credito mai realizzato nell'ambito del programma europeo “Europa Creativa”.

Come accedere ai benefici
Le PMI dei settori culturali e creativi che intendano ricorrere alla garanzia del Fondo PMI per finanziare nuovi investimenti o per esigenze di capitale circolante, possono rivolgersi alla propria banca o al proprio Confidi. Saranno la banca o il Confidi a richiedere l’intervento del Fondo PMI, il cui esito viene fornito mediamente entro una settimana lavorativa. Per maggiori informazioni, consultare: www.fondidigaranzia.it  

Stresa/Verbania, Dal 2021 il primo Museo del Liberty in Italia

Programma e mostre illustrati da Andrea Speziali e Giorgio Chiari
Villa Giulia Pallanza

A Stresa/Verbania, sul lago Maggiore, è in cantiere la Villa Liberty (***) che dall’anno 2021 sarà la sede del primo Museo del Liberty in Italia. Grazie a una generosa famiglia il “Museo del Liberty” diventerà realtà. «Si apriranno i cancelli a un museo – come affermato dagli organizzatori - che fino ad oggi è stato un sogno, un’idea, una necessità culturale tanto desiderata».
Il programma è stato presentato, il 14 settembre 2018, a Villa Giulia di Pallanza nel corso di un incontro organizzato dal Museo del Paesaggio di Verbania. Introdotti da Silvia Marchionini, sindaco di Verbania e sociologa dell'Università di Trento, sono intervenuti Andrea Speziali, direttore dell’Istituto Italia Liberty, e il professore dell'Università di Trento Giorgio Chiari.
Il professor Chiari ha messo in luce gli aspetti meno noti del Liberty e dell'Art Nouveau, particolarmente ambiti nel mondo intero e punti di attrazione culturale e turistica del VCO e della dirimpettaia sponda varesotta.
Il curatore del museo, Andrea Speziali, ha dal canto suo illustrato la programmazione di mostre tematiche e le opere già raccolte tra litografie, ceramiche, mobili e pubblicazioni antiche (Novissima e La Casa tra le più note). Suo impegno è la raccolta - tramite prestito e donazioni - di opere d’arte per costruire un percorso incentrato sull’arte Liberty italiana, abbracciando ogni settore tra pittura e scultura, arti applicate, arti grafiche e, naturalmente, anche architettura, che annovera già il progetto del Kursaal e Casinò di Rapallo assieme ad altri progetti Liberty firmati dall’ingegnere Enrico Macchiavello. Parlando di Liberty, non poteva mancare la figura di Giuseppe Sommaruga, protagonista di questo nuovo stile che nell’Italia moderna e in particolare nella zona del Verbano lasciò esemplari prove. 

Varese, ambiente, cultura, cronaca. Come si comunica il territorio?

Dibattito su ruolo e responsabilità dei giornalisti nella valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale

Bellezza e degrado, natura e città, informazione e sapere. Come i media possono aiutare a veicolare l’immagine del territorio? È questo il tema di “Comunicare il territorio: come la cronaca del patrimonio ambientale può cambiare la cultura di un paese”. L'incontro, a cura del quotidiano La Prealpina e organizzato in collaborazione con l’Università dell’Insubria e l’Ordine dei giornalisti di Milano, rientra tra le iniziative della seconda edizione di Nature Urbane - Festival del paesaggio. Si terrà venerdì 27 settembre dalle 9 alle 12 in Salone Estense di via Sacco 5 a Varese.
Al centro del dibattito, la valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze; il ruolo dei cronisti nella divulgazione della conoscenza sul patrimonio ambientale e architettonico; il rapporto tra mecenati, sponsor e enti pubblici che organizzano o promuovono eventi legati al territorio e i comunicatori professionisti; i mezzi per riuscire a tradurre  la bellezza, il ruolo degli studiosi e dei divulgatori e il ruolo dei media nella denuncia di scempi e degrado.
Interverranno, Maurizio Lucchi, direttore La Prealpina; i docenti Uninsubria Gianmarco Gaspari (Letteratura italiana; presidente del corso di Laurea in Scienze della comunicazione); Antonio Maria Orecchia (Storia contemporanea e Storia del giornalismo); Adriano Martinoli (Zoologia e Conservazione della fauna; presidente del corso di Laurea in Scienze dell’ambiente e della natura e Scienze ambientali). Modera la giornalista Barbara Zanetti. L’ingresso è aperto.

Lombardia, auto con targa estera non in regola, protocollo tra Regione e Guardia di Finanza

Contrastare la circolazione di veicoli con targa estera non in regola con il pagamento della tassa automobilistica. È l'obiettivo principale del protocollo sottoscritto dal comandante regionale della Guardia di Finanza, generale Piero Burla, con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore al Bilancio Davide Caparini.
RECUPERARE SOMME NON PAGATE - Il testo prevede che la Guardia di Finanza trasmetta con sistematicità alla Regione i dati (sia quelli raccolti direttamente sia quelli ricevuti dalle polizie locali e dalle altre forze di polizia) di chi non è in regola con il pagamento del bollo. L'accordo mira a identificare le persone fisiche e/o giuridiche che abbiano stabilito residenza in Italia da oltre un anno e che circolino sul territorio nazionale con veicoli di proprietà immatricolati in stati esteri, ma che continuino ad evadere il tributo regionale.
BURLA, «VALORIZZARE I RISULTATI DELLE ATTIVITA' QUOTIDIANE» - «La sottoscrizione di questo atto - ha detto il generale Burla – costituisce un'ulteriore declinazione della trasversalità dell'operato della Guardia di Finanza. Tende infatti a valorizzare i risultati conseguiti nelle quotidiane attività di controllo economico del territorio, in particolare quelle finalizzate a contrastare il contrabbando di veicoli, agevolando al contempo l'azione di riscossione della tassa automobilistica portata avanti da Regione Lombardia. Tra l'altro, l'uso prolungato di veicoli con targa estera costituisce, talvolta, un indizio che i possessori possano svolgere altre attività illecite sul territorio nazionale».
Da parte sua il presidente Fontana si è detto «convinto che con questo accordo miglioreremo i già buoni risultati raggiunti in tema di contrasto alla circolazione di veicoli con targa estera non in regola con il pagamento della tassa automobilistica, così da investire nuove risorse per i servizi ai cittadini».