Edizione n.41 di mercoledì 4 dicembre 2019

Torino-Lione, avanzano i cantieri francesi

Visita di Confindustria Piemonte ai cantieri francesi del tunnel di base del Moncenisio
Fabio Ravanelli_Guido Ottolenghi
Cantiere La Praz Fresa Federica

Al tunnel di base del Moncenisio proseguono a ritmo serrato i lavori della Torino-Lione. Il Gruppo tecnico Logistica, Trasporti ed Economia del Mare di Confindustria, presieduto da Guido Ottolenghi, ha effettuato, il 3 dicembre 2019, un sopralluogo ai cantieri francesi a La Praz e Saint Martin la Porte, accompagnato dal presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli.
Obiettivo della visita era toccare con mano un progetto ingegneristico di ultima generazione, che fa parte del Corridoio Mediterraneo, uno dei nove corridoi della rete di trasporto ferroviario TEN-T (Trans-European Networks – Transport).
«L’operosità dei cantieri, il gran numero di lavoratori e lo stato di avanzamento dell’opera – ha dichiarato Ottolenghi – sono una conferma per gli imprenditori italiani che da sempre hanno creduto nel rapporto tra accessibilità, competitività, crescita. Il Gruppo di lavoro che coordino si è impegnato sin dall’inizio sul tema delle grandi opere strategiche necessarie al Paese e del trasporto ferroviario merci in ottica di riequilibrio modale, riduzione delle emissioni e di sicurezza. Il nostro obiettivo è rendere più efficace e incisivo il settore della logistica e dei trasporti, per creare valore e facilitare l’incremento dei traffici da e per l’Italia. Porterò la testimonianza di questa giornata al Comitato di presidenza di Confindustria».

LAVORI
L’infrastruttura è finanziata dall’Unione Europea al 50%. Ad oggi sono stati scavati 30 chilometri di gallerie, di cui quasi 10 chilometri di tunnel in cui passeranno i treni. È già stato appaltato il 21% delle opere previste e sono state avviate le procedure dell’affidamento lavori per tutto il tunnel di base e non ci sono più passaggi autorizzativi che possano mettere in discussione l’opera.
Sono quattro i cantieri aperti al momento, per un totale di circa un migliaio di addetti e sette le frese che lavoreranno in simultanea.
Vicino al cantiere italiano della Maddalena, è prevista inoltre la nascita della fabbrica dei conci sul modello di quella di Saint Martin la Porte, grazie al recupero di un’ampia area ex industriale destinata alla valorizzazione dei materiali di scavo. La fabbrica, con uffici, aree di stoccaggio e depurazione delle acque, avrà lo scopo di produrre i conci di rivestimento del tunnel di base e impiegherà fino a cento persone.
Dal canto suo, il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli, ha richiamato «il contributo degli imprenditori piemontesi e italiani e di Confindustria, per aver sostenuto attivamente le infrastrutture tutte e la Torino-Lione in particolare nelle manifestazioni dello scorso inverno, che hanno mobilitato decine di migliaia di imprenditori e cittadini insieme. Oggi è arrivato il momento di procedere con i lavori e accelerare il processo di destinazione dei fondi per le opere di accompagnamento e condividere con il territorio un progetto complessivo di interventi. Invito il Governo a sostenere anche con la sua presenza l’avanzamento di un’opera così rilevante per l’Italia e per le nuove generazioni». 

A Milano il primo ospedale in Italia per la salute della donna

Il Macedonio Melloni di Milano sarà un ospedale specificamente dedicato alla salute delle donne diventando referente in Italia per la loro cura e assistenza in ogni fase della vita. Il progetto 'Ospedale della donna' è stato spiegato a Palazzo Lombardia dall'assessore al Welfare. Giulio Gallera. Presenti, tra gli altri, il direttore generale Alessandro Visconti, il direttore sanitario Giuseppe De Filippis, la dirigente medico dell'ospedale Macedonio Melloni, Marisa Errico, e la presidente di Fondazione Onda, Francesca Merzagora.
L'ospedale sarà in grado, ha spiegato Gallera, grazie a Regione Lombardia insieme all'Asst Fatebenefratelli Sacco e alla Fondazione Onda, di prendere in carico gli ambiti fisiologici della salute femminile, le patologie più frequenti e le necessità clinico assistenziali delle donne, riservando attenzione anche alla salute delle lavoratrici.
L’obiettivo dell’Asst Fatebenefratelli Sacco è quello di istituire all’interno del presidio ospedaliero un modello organizzativo, prima esperienza in territorio nazionale, dedicato interamente alla donna, attraverso l’introduzione di percorsi specifici (sviluppo, 11-18 anni; età fertile e riproduzione, 19-50 anni; menopausa, 45/50 – 65 anni; senescenza, oltre i 65 anni).
L'ospedale della donna
«L’Ospedale della donna – ha commentato Francesca Merzagora - è un sogno che diventa realtà. La medicina di genere trova nel Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni, il primo ospedale italiano rosa, concreta applicazione, un passo avanti rispetto ai 'bollini rosa', il riconoscimento di Onda agli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili. Ci auguriamo che altri ospedali che hanno ottenuto questo riconoscimento possano seguire l’esempio di questa realtà all’avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston«.

Macedonio Melloni
Il presidio ospedaliero Macedonio Melloni nasce nel 1912, a seguito della laicizzazione dell’assistenza all’infanzia bisognosa o abbandonata e alle mamme, quale nuovo brefotrofio provinciale di viale Piceno, a cui viene dato il nome di Istituto provinciale di protezione ed assistenza all’infanzia, Ippai. Successivamente viene unito l’asilo materno di via Macedonio Melloni, che accoglie madri in attesa in condizioni particolarmente critiche. Il nuovo complesso prende il nome di Istituto ospedaliero provinciale per la maternità e raggiunge un considerevole sviluppo fra il 1950 e il 1960. Nel 1971, con la legge di riforma ospedaliera, viene trasformato in ospedale ad indirizzo ostetrico-ginecologico e in questa occasione viene istituita la Patologia perinatale e Terapia intensiva, prima in Italia. Con la riforma sanitaria del 2016 viene riconosciuto in ente ospedaliero con la denominazione Presidio ospedaliero Macedonio Melloni.
Italia prima in Europa
In campo internazionale vi sono esperienze consolidate di politiche sanitarie volte alla valorizzazione della Medicina di genere, anche se sono ancora poche le realizzazioni pratiche di modelli organizzativi. A livello europeo l'Italia è il Paese che è cresciuto maggiormente in tema di medicina di genere, ed è l'unico della Comunità Europea che ha una legge, promulgata il 15 febbraio 2018, per predisporre un piano per la sua diffusione.

Locarno, stazione pronta all’apertura del Monte Ceneri

Lo storico edificio del 1877 inaugurato dopo due anni di lavori
Foto FFS

Ora è pronto all'apertura della galleria di base del Monte Ceneri, a dicembre 2020, senza avere tuttavia perso il suo aspetto originario. Dopo due anni di notevoli lavori di ristrutturazione, il fabbricato viaggiatori della stazione ferroviaria di Locarno-Muralto è stato ufficialmente inaugurato, martedì 3 dicembre 2019, alla presenza delle massime autorità politiche comunali e cantonali e dei vertici regionali delle Ferrovie Federali Svizzere.
Con un investimento complessivo di circa 12 milioni di franchi le FFS hanno rivalorizzato lo storico edificio, risalente al 1877, e al contempo lo hanno adattato alle esigenze odierne. «Con la conclusione dei lavori della stazione di Locarno-Muralto – questo il commento dell'azienda ferroviaria - le FFS compiono un ulteriore passo verso il futuro e si preparano al meglio per l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri a dicembre 2020, quando la mobilità in Ticino vivrà un importante e storico salto quantico».
I lavori hanno toccato in particolare il risanamento completo dello stabile, la sostituzione dell’impianto elettrico, del riscaldamento, dei sanitari, dei pavimenti e dell’intero isolamento termico. «In questo modo – è stato puntualizzato - la nuova stazione rispecchia oggi gli standard Minergie, senza avere tuttavia perso il suo aspetto originario».
La nuova stazione ospita al piano terra quattro sportelli FFS, riaperti nel mese di luglio di quest’anno, un punto informativo dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, un autonoleggio Hertz, il ristorante-bar Caffè Locarno e il wc pubblico. Al primo piano si trovano gli uffici FFS, mentre al secondo e terzo piano vi sono complessivamente 5 appartamenti di alta qualità in locazione.

Varese, Banca del latte umano donato

Il servizio aperto all'Ospedale Del Ponte
Varese, Banca del latte

È indirizzato principalmente ai bimbi prematuri, cioè i nati prima del compimento della 37ª settimana di età gestazionale, il nuovo servizio avviato all'Ospedale Filippo Del Ponte di Varese. È la Banca del Latte Umano Donato, dedicata ai neonati ricoverati nella Terapia intensiva neonatale (Tin) varesina ma rivolta anche ai piccoli ricoverati negli altri reparti pediatrici dell'area territoriale dell'Insubria. Si occupa della selezione e del reclutamento delle donatrici, della raccolta, della pastorizzazione, dello stoccaggio e della distribuzione del latte, delle campagne di promozione dell’allattamento e della promozione alla donazione.
Il progetto è nato da un' idea lanciata dal direttore Massimo Agosti ed è stato finanziato con fondi aziendali per la parte infrastrutturale e con una donazione di 127mila euro della Fondazione Monsoleil per l'acquisto di pastorizzatore, congelatori, refrigeratori e altre attrezzature previste dalla normativa. «La Banca del latte umano donato - spiega il professor Agosti - nasce dalla necessità di migliorare gli aspetti nutrizionali del neonato ricoverato in Terapia intensiva neonatale, sostenendone la crescita durante la fase del ricovero e riducendo gli eventi avversi a breve e lungo termine. Inoltre, costituirà un ulteriore elemento per la promozione dell’allattamento al seno, tema che vede la nostra Azienda particolarmente impegnata».
Principali beneficiari, per numerosità, del latte donato saranno i bimbi prematuri. «Si tratta del 7% di tutti i neonati, solo al Del Ponte tra i 250 e i 300 bambini ogni anno, - spiega Agosti - che, proprio in quanto prematuri, sono più esposti ad un ritardo nello sviluppo e nella funzione dei vari organi e apparati (respiratorio, cardiocircolatorio, neurologico, gastrointestinale). L’aumentata sopravvivenza dei neonati ricoverati nelle Unità di Terapia intensiva neonatale ha aperto nuovi problemi fra i quali, particolarmente importante, quello di un’adeguata nutrizione, che costituisce uno dei principali fattori che condizionano non solo lo stato di salute a breve termine ma anche la prognosi di crescita fisica e neurologica a distanza». 

FFS 2020, parte la più grande rete celere regionale transfrontaliera d’Europa

Dal 15 dicembre in servizio il Léman Express tra Coppet, Ginevra e varie destinazioni in Francia – Novità anche lungo l’asse del San Gottardo con “Giruno” e in primavera verso Milano
Leman, foto FFS

Dal cambiamento d’orario del 15 dicembre, in Svizzera occidentale entrerà in servizio la più grande rete celere regionale transfrontaliera d’Europa. In questa data si avvierà il Léman Express che collegherà Coppet (VD), Ginevra, Annemasse, Saint-Gervais-les-Bains-Le Fayet, Annecy ed Evian-les-Bains. Duecentoquaranta treni al giorno serviranno quarantacinque stazioni in Svizzera e in Francia, su una rete di duecentotrenta chilometri. Il cuore del Léman Express è la nuova linea ferroviaria da Ginevra ad Annemasse (CEVA), inaugurata dopo un periodo di costruzione di otto anni. Sulle linee del Léman Express circoleranno circa quaranta treni nuovi e modernizzati della SNCF e delle FFS.
La messa in servizio completa del Léman Express quale colonna portante dei trasporti pubblici nell’area metropolitana di Ginevra trasformerà l’offerta nella regione. Circa cinquanta linee urbane e regionali di autobus e tram saranno collegate alle stazioni del Léman Express. Oltre l’80 percento degli abitanti e circa l’86 percento dei posti di lavoro nel Cantone di Ginevra si troveranno a meno di un chilometro e mezzo da una stazione. Una alternativa valida ed ecologica all’uso dell'auto dunque.

Il RegioExpress tra Vevey e Ginevra sarà prolungato da lunedì a venerdì ogni mezz’ora fino ad Annemasse e ogni ora fino a St-Maurice. In questo modo per la prima volta sarà possibile viaggiare tra il Vallese e varie località sul lago Lemano e la Francia (nonché in direzione opposta) senza cambiare treno. Inoltre, le FFS testeranno un collegamento mattutino diretto tra Monthey e Losanna nei giorni lavorativi e un altro collegamento diretto tra Ginevra, Losanna e Verbier (Le Châble) nei fine settimana per gli appassionati di sport invernali. «A partire dal cambiamento d’orario, spiegano in una loro nota le Ferrovie Federali Svizzere, la BLS gestirà la linea Berna–Bienne sotto la propria responsabilità e nel quadro della concessione per il traffico a lunga percorrenza delle FFS. La BLS fornirà il servizio in modo autonomo, con personale e materiale rotabile propri. L’offerta d’orario rimarrà invariata per i clienti. Nel traffico viaggiatori internazionale, i nuovi treni offriranno più comfort e posti a sedere. Così, dal cambiamento d’orario i clienti da Coira e Zurigo viaggeranno verso la Germania con l’ultima generazione di treni ad alta velocità della Deutsche Bahn, gli ICE 4. Questi treni sostituiranno gli ICE di prima generazione, in servizio da circa trent'anni, e offriranno il 20 percento di posti in più.
«Nel traffico da Zurigo, Basilea, Losanna e Ginevra verso la Francia saranno utilizzati i nuovi treni a due piani di TGV Lyria. La nuova flotta di TGV consentirà alla società affiliata delle FFS e della SNCF di aumentare l’offerta giornaliera di 4500 posti a sedere, per un totale di 18000 posti al giorno, nel traffico tra la Francia e la Svizzera. Lungo l’asse del San Gottardo, tra Basilea/Zurigo e Lugano/Chiasso le FFS impiegheranno i nuovi treni internazionali ad alta velocità Giruno. A partire dalla primavera 2020, questi treni saranno gradualmente impiegati fino a Milano. I viaggiatori disporranno così di moderni treni con accesso a pianale ribassato, generosi spazi per i bagagli e un maggiore comfort. I treni saranno dotati di wifi.
Nel traffico a lunga percorrenza nazionale ventiquattro nuovi treni bipiano circoleranno sulle tratte dell’IR 13 (Coira–San Gallo–Zurigo), IR 37 (Basilea–Zurigo–San Gallo), RE Zurigo–Coira e IC 3 (Basilea–Zurigo–Coira). Verranno impiegate in misura crescente anche carrozze completamente ammodernate del tipo IC 2000. Dopo un rinnovo totale, per un investimento di oltre 300 milioni di franchi, i treni bipiano risalenti a una ventina di anni fa sembrano quasi nuovi. Passo dopo passo, tutte le trecentoquarantuno carrozze saranno modernizzate e impiegate sugli attuali collegamenti IC 2000».
Maggiori informazioni: www.ffs.ch/cambiamento-d-orario

La casa-studio di Jean-Luc Godard da Fondazione Prada a Milano

“Le Studio d’Orphée” di Jean-Luc Godard è il nuovo progetto permanente, dal 4 dicembre 2019, di Fondazione Prada. Atelier, studio di registrazione e di montaggio, luogo di vita ha ora collocazione al primo piano della galleria sud. Il cineasta vi ha trasferito il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, ma anche mobili, libri, quadri e altri oggetti personali. Provengono dallo studio-abitazione di Rolle, in Svizzera.
Il termine “atelier” usato da Godard per definire questo spazio sottolinea la dimensione artigianale che caratterizza la sua attività di regista, accostando il lavoro cinematografico agli universi del teatro e delle arti visive. All’interno di “Le Studio d’Orphée” sono il lungometraggio Le Livre d'image, 2018, e nove cortometraggi (On s'est tous défilés, 1988; Je vous salue Sarajevo, 1993; Les enfants jouent à la Russie, 1993; The Old Place, 1998; De l'origine du XXIème siècle, 2000; Liberté et Patrie, 2002; Une bonne à tout faire, 2006; Vrai faux passeport, 2006; Une Catastrophe, 2008) vengono diffusi su uno schermo televisivo impiegato abitualmente da Godard come strumento di lavoro.

«Gli spettatori, annota Fondazione Prada, avranno l’occasione unica di assistere alla proiezione de Le Livre d'image nel luogo fisico in cui il film è stato concepito e realizzato, durante il montaggio, il mixaggio del suono e nelle fasi di produzione e post-produzione. Per la prima volta sarà possibile trovarsi a stretto contatto con il processo creativo all’origine di un’opera cinematografica. Gli elementi che compongono “Le Studio d’Orphée” formano una geografia spaziale ed emozionale all’interno della quale i visitatori saranno invitati a vivere un’esperienza di totale scoperta.
«Per gli spazi di Milano della Fondazione Prada Jean-Luc Godard ha anche concepito “Accent-sœur”, un intervento sonoro installato all’interno dell’ascensore della Torre. I visitatori potranno ascoltare la colonna sonora di Histoire(s) du cinéma, un’opera video in otto capitoli iniziata nel 1988 e conclusa nel 1998 dal cineasta che si è servito di estratti di film, di telegiornali, di scritti di filosofia, di romanzi, di poesie, di musiche e di opere d’arte per raccontare la storia complessa e multiforme della settima arte».
“Le Studio d’Orphée” è aperto al pubblico dal mercoledì al lunedì dalle 13 alle 19. L’accesso è consentito esclusivamente tramite prenotazione da parte dei visitatori in possesso di un biglietto di ingresso. Le prenotazioni si effettuano alla biglietteria, fino a esaurimento posti. Dalle 13 alle 17 sono proiettati i cortometraggi per gruppi di dieci visitatori ogni trenta minuti. Dalle 17 alle 19 è presentato il film Le Livre d’image e l’ingresso è consentito alle 17 per massimo cinque spettatori.
Fondazione Prada si trova in
Largo Isarco 2 a Milano. 

ATTUALITÅ e TERRITORIO - Varese, Confartigianato: «L’ex Ilva siamo anche noi»

In allarme per l’acciaio di Taranto 3228 piccole e medie imprese della provincia

La distanza fisica non deve indurre in errore. «L’ex Ilva siamo anche noi» ammonisce Confartigianato Imprese Varese. L'attività del gigante siderurgico pugliese coinvolge 3228 piccole e medie imprese, come spiega l'associazione nel documento che riportiamo.

«L’ex Ilva siamo anche noi». Davide Galli porta l’attenzione del territorio sul tema del gigante dell’acciaio di Taranto per ricordare che la distanza fisica non deve indurre in errore: «Quella crisi ci riguarda tutti» spiega il numero uno di Confartigianato Imprese Varese, «a causa delle ripercussioni che la mancata produzione interna potrebbe avere sulle piccole e medie imprese che operano nell’indotto dell’acciaio».
Qualche cifra per capire la portata del problema: secondo un’analisi dell’Istat, i prodotti della metallurgia vengono utilizzati nel 33% dei casi dal settore stesso, nel 19,5% delle circostanze dalle imprese dei prodotti in metallo e nel 10,8% delle circostanze da quelle dei macchinari e apparecchiature. A queste ultime due categorie appartengono rispettivamente 1.960 e 1.268 aziende della provincia di Varese.
Ecco perché quella di ArcelorMittal è una partita che coinvolge l’intero Paese, senza l’eccezione del nostro territorio. Tanto più dato che solo l’1,9% dell’export proviene da Taranto e, di conseguenza, è la domanda interna ad alimentare lo stabilimento del quale tutta l’Italia parla. Nell’assorbimento della materia prima, una quota parte significativa è riconducibile alle Pmi, oggi preoccupate all’idea che l’eventuale aumento del ricorso all’import possa far esplodere il costo delle lavorazioni, a discapito della concorrenza e della stessa sopravvivenza aziendale.
PARTITA DELL’INTERO PAESE
Da un’analisi nazionale di Confartigianato emerge, infatti, che una riduzione dell’offerta si scaricherebbe su una maggiore domanda di importazione che porterebbe in negativo il saldo commerciale: a settembre 2019 l’import degli ultimi dodici mesi ammonta a 18.819 milioni di euro, con un saldo export-import in sostanziale equilibrio (-41 milioni).
Dai primi dieci Paesi importatori acquistiamo i due terzi (66,8%) dei prodotti siderurgici. Dalla Germania acquistiamo il 13,5% dell’import totale, dalla Francia il 9,5%, dall’Ucraina e dalla Federazione Russa il 7,2%, dalla Cina il 6,7%, dalla Turchia il 5,5%, dalla Spagna il 4,9% dall’India il 4,2%, dalla Corea del Sud il 4,1% e dall’Austria il 4,0%; da Paesi Ue si rileva il 52,5% dell’import totale a fronte del 48,7% dai paesi extra Ue.
«L’aumento dei prezzi di acquisto delle materie prime – argomenta ancora Galli, rinviando sempre ai dati nazionali di Confartigianato - risulterebbe poco sostenibile dalle imprese nel settore dei macchinari, nel quale i prezzi alla produzione sono in salita dell’1,3%, a fronte della deflazione (-0,1%) nel manifatturiero».
Un incremento dei costi, inoltre, aggraverebbe le condizioni del ciclo negativo in cui stanno operando le imprese dei prodotti in metallo e dei macchinari che registrano un ristagno della domanda estera (-0,1% nei primi otto mesi del 2019) e un forte calo della produzione: nei primi nove mesi del 2019 l’indice della produzione è in discesa del 3,7% nei prodotti in metallo e del 2,3%% nei macchinari, cali più accentuati del -1,4% della media del manifatturiero.
Per tutte queste ragioni, a fonte di una debolezza economica certificata, affrontare l’emergenza ex Ilva – dal punto di vista produttivo così come in chiave ambientale – significa puntellare una quota non irrilevante della manifattura nazionale e della provincia di Varese.
Confartigianato Imprese Varese 

Varese, profumo d'arancio alla Cardiologia pediatrica

Un regalo di nozze rende possibile la donazione di un ecocardiografo portatile
Ecocardiografo Il Ponte del Sorriso

Per i loro fiori d'arancio due sposi chiedono agli invitati un dono alla onlus Il Ponte del Sorriso di Varese per i bambini in ospedale. Il loro regalo di nozze aiuta a realizzare «una bellissima fiaba di solidarietà», un ecocardiografo portatile alla Cardiologia pediatrica dell’Ospedale Del Ponte. «Una donazione di oltre 30mila euro – ha precisato la presidente della fondazione Emanuela Crivellaro - resa possibile grazie alla costante generosità di diversi benefattori, in particolare di Roberta e Paolo Fantinato».
L'apparecchiatura combina portabilità e velocità di approccio per i pazienti critici, sia di area pediatrica sia dell'area ostetrico-ginecologica. «La sua disponibilità viene incontro alla crescita dell'Ospedale della Donna e del Bambino non solo in termini logistici ma anche in termini di complessità specialistica» spiega la dottoressa Alessandra Stifani, responsabile della Cardiologia pediatrica. «L'elevata qualità delle immagini che il nuovo ecografo offre consente un'accuratezza diagnostica anche in situazioni di urgenza/emergenza».
La SSD Cardiologia pediatrica dell'Ospedale Filippo Del Ponte di Varese è un centro di II livello che si prende cura sia dei bambini con problematiche cardiache – che continua a seguire anche dopo il raggiungimento della maggiore età - sia delle donne in gravidanza con cardiopatie, ipertensione arteriosa o aritmie, di quelle in terapia oncologica e delle gravide con feto cardiopatico o aritmico.
Ogni anno la struttura segue circa 7mila pazienti, al 70% bambini o ragazzi, per un totale di circa 11.000 prestazioni ambulatoriali e 9.400 prestazioni per i pazienti ricoverati. In particolare, si effettua tutta la diagnostica cardiologica non invasiva, il monitoraggio della terapia farmacologica e il follow up dal feto all'età adulta per i portatori di cardiopatia congenita, anche in regime di urgenza.

Milano, i giganti del '900 artistico italiano

Dal 17 gennaio al 29 febbraio 2020 mostra “Novecento privato. Da de Chirico a Vedova” alla Galleria Bottegantica
Novecento italiano, presentazione

Un viaggio cronologico e visivo tra i principali fenomeni artistici italiani del secolo scorso in trenta opere attinte esclusivamente da due importanti collezioni private. Ritornano a Milano - nelle stesse sale che, nel secondo dopoguerra, li accolsero quali giovani protagonisti dell’arte del loro tempo - alcuni dei giganti del ‘900 italiano. Alla Galleria Bottegantica di via Manzoni 45, negli stessi ambienti un tempo occupati dalla Galleria del Naviglio, sarà aperta, dal 17 gennaio al 29 febbraio 2020, la mostra “Novecento privato. Da de Chirico a Vedova”, a cura di Stefano Bosi, Valerio Mazzetti Rossi e Enzo Savoia con la consulenza scientifica di Fabio Benzi.
Dal Futurismo alla Metafisica, dal Realismo Magico al Surrealismo, dal Ritorno all’Ordine all’Informale, una raccolta attentissima di opere, con fulcro sui decenni del Naviglio, ripercorre i momenti più straordinari vissuti dall’arte e dalla cultura dal primo dopoguerra sino agli sviluppi del secondo. La sequenza attraversa il nostro territorio culturale, dal post-impressionismo alle avanguardie d’inizio secolo (il Futurismo di Marinetti, Boccioni, Balla, Severini), gli anni del primo conflitto mondiale, il dopoguerra e gli anni Venti (Savinio, De Chirico, De Pisis, Sironi, Casorati, Alberto Martini, Marini), l’affermazione del regime fascista e la seconda guerra mondiale (Carrà, Campigli, Arturo Martini, Prampolini, Pirandello, Guttuso, Manzù), il post-war tra le capitali europee e New York con l’affermazione dell’arte astratta (Fontana, Burri, Capogrossi, Vedova, Pomodoro).
….............
Novecento Privato. Da De Chirico a Vedova
Milano, Galleria Bottegantica, via Manzoni 45, dal 17 gennaio al 29 febbraio 2020. Orari: da martedì al sabato 10-13; 15-19. Ingresso libero. Visite guidate: su prenotazione, euro 5 cad. Gruppi compresi tra le 10 e le 20 persone. Catalogo Bottegantica edizioni. Info: (+39) 02 35953308 - (+39) 02 62695489. 

Varese, un patriota milanese nella Spagna della Restaurazione

Testimonianza del conte Giuseppe Pecchio schierato nel 1823 contro la Santa Alleanza

Una vita da romanzo, tipica di tanti personaggi della storia ottocentesca - italiana e non solo –, quella del conte milanese Giuseppe Pecchio. «Un nome che resterà in cima alla lista dei perseguitati politici e inafferrabile, come il sentimento che l’aveva spinto nel vivo dei moti risorgimentali» scrive l'Associazione Mazziniana Italiana Sezione “Giovanni Bertolè Viale” di Varese, che alla sua figura dedica un incontro venerdì 29 novembre 2019 (ore 17,30) nello Spazio ScopriCoop in via Daverio 44.
Nel 1823 l’esercito francese invade la Spagna su mandato della Santa Alleanza per porre fine a tre anni di governo costituzionale. Alla ritirata del governo di Madrid verso Cadice prende parte anche lui, che ne lascerà una drammatica testimonianza nel libro "Cronache-La libertà muore in Spagna". L'opera è stata tradotta da Carlo Colombo, che la presenterà insieme con Rocco Cordì

Uninsubria,
Panchine rosse nella Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne

Tra le iniziative dell'ateneo Cattedra Unesco e corsi di formazione sul tema
Panchine rosse
Panchine rosse

L’Università dell’Insubria ha partecipato il 25 novembre 2019 con un gesto simbolico alla Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne. In mattinata studenti, docenti e personale dell’ateneo hanno dipinto di rosso una panchina al Campus di Bizzozero, a Varese, e una al Chiostro di Sant’Abbondio, a Como. A Varese erano presenti le docenti Paola Biavaschi, Maria Pierro, Alessandra Vicentini e Marina Protasoni; a Como Barbara Pozzo, Gabriella Mangione, Maria Cristina Reale, Flavia Cortellezzi, Elisa Bianco e i colleghi Emanuele Boscolo, Alessandro Panno, Giuseppe Colangelo e Omar Hashem Abdo Khalaf.
Un’ulteriore Panchina rossa sarà dedicata a Franca Rame. L'iniziativa appartiene a uno specifico progetto per ricordare il periodo in cui l’attrice con la sua famiglia visse a Varese e studiò al Collegio Sant’Ambrogio, oggi sede del rettorato. Di Franca Rame, che raccontò in un monologo lo stupro subito nel 1973 a Milano, si ricorderà un insegnamento in particolare: «Quello che vorrei continuare a dire alle donne è di non perdere mai il rispetto di se stesse, di avere dignità. Sempre».

L'attenzione dell'Università dell'Insubria sulla violenza di genere è vigile da anni e si realizza attraverso una serie di approfondimenti, incontri e progetti didattici nelle sue sedi. Vediamoli.
A COMO
Significative sono le attività della Cattedra Unesco su «Uguaglianza di genere e diritti delle donne nella società multiculturale», assegnata nel 2018 (per quattro anni) a Barbara Pozzo, direttrice del dipartimento di Diritto, economia e culture.  Sono in programma 35 ore di insegnamento, organizzazione di seminari e conferenze in collaborazione con altri enti italiani e stranieri, accoglienza di visiting professor, dibattiti e rassegne cinematografiche.
Tra le iniziative collegate alla Cattedra Unesco c’è anche il progetto «Prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne tra diritto e cultura», in collaborazione con Regione Lombardia, per promuovere la realizzazione di percorsi formativi sperimentali sulle tematiche di prevenzione e contrasto alla violenza. È aperto a tutti gli studenti dell’ateneo ed è organizzato su due percorsi paralleli a Como e a Varese. Responsabile scientifica è Valentina Jacometti, che sottolinea: «Il progetto ha come obiettivo il rafforzamento del ruolo della formazione di studenti e studentesse attraverso azioni formative volte alla diffusione di una cultura di sostegno dei diritti della persona e del rispetto della donna. Tra gli argomenti trattati, oltre agli strumenti penalistici e civilistici, ci sono approfondimenti su alcune esperienze significative nel contesto europeo ed extraeuropeo, nonché sull’impatto delle motivazioni culturali e religiose sul fenomeno».
A VARESE
Di recente attivazione è il master di primo livello in Psicotraumatologia, ideato dal presidente della Scuola di Medicina Giulio Carcano e diretto dal docente Marco Bellani con Daniela Borgonovo, procuratore della Repubblica di Varese.  Il master si rivolge a operatori che devono affrontare il trauma nella pratica medico-chirurgica e nelle emergenze quotidiane, come la violenza sulle donne e sui soggetti fragili, la violenza sui minori, le emergenze e le catastrofi (iscrizioni entro il 30 novembre, www.uninsubria.it/la-didattica/master).
Il corso di laurea in Scienze della comunicazione tratta il tema degli stereotipi di genere e delle discriminazioni attraverso seminari e convegni che coinvolgono anche gli enti del territorio. Inoltre propone il corso di alta formazione «Contrastare con successo mobbing e molestie (sessuali e psicologiche) sul luogo di lavoro». Diretto da Paola Biavaschi e sostenuto dall’Ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Varese è stato attivato proprio nel mese di novembre. Nell’occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, la lezione del 26 novembre è stata aperta al pubblico e ha toccato i temi del codice etico dell’ordine delle professioni infermieristiche e dei dati sulle ricadute economiche di molestie e mobbing nel nostro Paese.
Il Centro internazionale insubrico diretto da Fabio Minazzi il 25 novembre al Collegio Cattaneo di via Dunant ha proposto un incontro con Valentina Grassi, fondatrice del movimento libero «Seguendo il Filo d’Arianna», Ilaria Sottotetti, patrocinante in Cassazione, Alvia Jane Leight e Andrea Simioni di Amnesty International. L’incontro si inserisce nella collaborazione avviata nel 2018 con il movimento artistico che ha donato all’ateneo 140 opere sul tema, esposte in modo permanente al Padiglione Morselli.
Per sabato 30 novembre inoltre, alle 10, al Padiglione Monte Generoso è in programma una lezione aperta al pubblico sul tema: «La malattia come condizione di fragilità» con la psicologa e docente dell’Insubria Eugenia Trotti, che parlerà del difficile ritorno sul lavoro di donne colpite da gravi malattie. Ospite sarà l’associazione «Amico Fragile», attiva sul territorio nel contrasto alla violenza di genere.