Edizione n.2 di mercoledì 23 gennaio 2019

Incendi boschivi, il triste Capodanno di Lombardia

Distrutti in sette province 1005 ettari di territorio

Sono stati complessivamente ventotto gli incendi che, a cavallo di capodanno 2018-19, si sono sviluppati nelle province di Varese, Como, Bergamo, Brescia, Lecco, Milano e Sondrio. Di diversa intensità ed estensione, hanno interessato complessivamente 1005 ettari di territorio, di cui 995 di superficie boscata e 13 di superficie non boscata. Sono, questi, alcuni dati resi noti, il 15 gennaio 2019, dall'assessore regionale al territorio e protezione civile Pietro Foroni.
Le operazioni di spegnimento hanno coinvolto in totale 32 carabinieri forestali, 417 vigili del fuoco e 1404 volontari Aib, affiancati da elicotteri regionali (34 interventi) oltre a elicotteri speciali (Erickson) e Canadair messi a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale per le situazioni più gravi (27 interventi). In particolare, per i due eventi di maggiore rilevanza in Valganna e Campo dei Fiori, nel varesotto, e a Sorico, nel comasco, il fuoco ha colpito, rispettivamente, 222 e 600 ettari di bosco e mobilitato 821 operatori in un caso e 370 operatori nell'altro.

INVESTIMENTI ANTINCENDI
Nel 2017 e nel 2018 la Regione Lombardia ha erogato agli enti forestali complessivamente oltre 1 milione di euro per anno. A queste cifre vanno poi aggiunte le spese per il servizio di lavoro aereo (1,3 milioni annui), le attività di formazione ai distaccamenti volontari del vigili del fuoco (circa 150.000 l'anno) e ai gruppi di volontari della protezione civile (circa 30.000), la gestione dei ponti radio per le comunicazioni di emergenza (circa 1,5 milioni), le collaborazioni con i carabinieri forestali (circa 500.000) e con i vigili del fuoco (300.000).
CAMPO DEI FIORI E SORICO
Nel caso specifico dell'area del Parco Campo dei Fiori, Regione Lombardia ha già finanziato due opere per far fronte al dissesto idrogeologico causato dagli incendi dell'autunno 2017.
In particolare a giugno 2018 sono stati messi a disposizione 600mila euro per interventi lungo il torrente Tinella e a fine novembre ulteriori 43.800 euro per sistemazione e pulizia dell'alveo, ciclicamente riempito dalle colate detritiche provenienti dalle aree bruciate. Nella stessa area sono attualmente in corso indagini sulle acque sotterranee per valutare gli effetti prodotti dall'ultimo evento e sono state già programmate ulteriori analisi e monitoraggi.
A Sorico (Como), per mitigare le possibili conseguenze di rischio idrogeologico sui versanti, indotti dall'incendio, verranno effettuati in tempi rapidi approfondimenti per individuare gli eventuali dissesti e valutare i relativi interventi.
INDICAZIONI OPERATIVE
La Sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia chiede di segnalare con tempestività eventuali criticità sul proprio territorio: Sala di Protezione Civile regionale, numero verde 800.061.160; mail: cfmr@protezionecivile.regione.lombardia.it; sala operativa@protezionecivile.regione.lombardia.it. 

Lago di Varese, 5 milioni per il risanamento

Disco verde regionale a finanziamento e cabina di regia del progetto
Bodio Lomnago

Il risanamento del lago di Varese imbocca forse la via del traguardo. Uno stanziamento regionale di 5,6 milioni di euro nell’arco di tre anni (2019, 2020 e 2021), approvato il 18 dicembre 2018, renderà operativo il progetto. «Le prime azioni da fare – ha commentato il consigliere della Lega Emanuele Monti - consisteranno nei controlli degli scarichi abusivi, cui seguiranno sanzioni per chi continuerà ad inquinare il lago, e quindi partirà il prelievo ipolimnico per analizzare lo stato delle acque e arrivare alla riduzione della presenza del fosforo».
Risorse certe, road map precisa, cabina di regia creata dovrebbero assicurare il cammino di un'operazione in ballo da anni. Un comitato di coordinamento, presieduto dall'assessore Raffaele Cattaneo, coinvolgerà i rappresentanti di Provincia di Varese, comuni lacuali di Azzate, Bardello, Biandronno, Bodio Lomnago, Buguggiate, Cazzago Brabbia, Daverio, Galliate Lombardo, Gavirate, Inarzo e Varese, Arpa Lombardia, Agenzia Tutela Salute Insubria, Ufficio d'Ambito di Varese, Gestore del Servizio idrico integrato (Alfa). «Nel maggio 2018 - ha detto il presidente Attilio Fontana - avevo promesso all'Associazione dei comuni rivieraschi che la Regione Lombardia avrebbe coordinato le varie fasi del progetto. Con l'attribuzione dei fondi, poniamo le basi per concretizzarlo». 

Cittiglio, la Stanza della Cicogna

Dal 2001 questo particolare locale dell'ospedale ha accolto già oltre 1400 nascite
Cicogna, stanza letto
Cicogna, soggiorno

Un bilocale con parquet, una piccola libreria, delle candele, dei quadri alle pareti dipinte di un caldo color pesca. Ecco la Stanza della Cicogna, che dal 2001 a oggi ha visto venire alla luce 1404 neonati dell'ospedale di Cittiglio.
Nelle due stanze del reparto di Ostetricia, diretto dalla dottoressa Debora Balestreri, le donne hanno la possibilità di un parto naturale o, come si dice in gergo tecnico, demedicalizzato.
All'evento non assiste il ginecologo, ma è ammessa la presenza solo di due ostetriche. «La donna – spiega la coordinatrice ostetrica della Ginecologia, Colomba Di Palma - può scegliere, grazie alla guida dell'ostetrica, se stare a letto oppure utilizzare qualcuno dei dispositivi presenti che possono aiutarla a trovare la posizione migliore: la sfera, la vasca, la liana, il materasso... Dopo il parto, mamma, papà e bebè restano insieme. Il neonato, in particolare, viene posto sul petto materno e lì resta tranquillo per un paio d'ore, quando arriva la puericultrice per lavarlo e sottoporlo alle profilassi».

MOMENTO “FAMIGLIARE”
All'ospedale di Cittiglio il 20% dei parti avviene nella Stanza della Cicogna. La percentuale sarebbe probabilmente più alta, se vi potessero partorire tutte le mamme in attesa. «Requisito fondamentale - chiarisce la capostetrica - è che la gravidanza sia stata fisiologica, anche se l'ultima parola spetta al ginecologo di guardia. E questo per garantire la sicurezza di mamma e bambino».
Ma - come precisa il professor Fabio Ghezzi, direttore sia della Rete integrata materno-infantile sia della Ginecologia, che comprende anche la sede di Cittiglio - se anche una donna si vedesse precludere la possibilità di partorire nella Stanza della Cicogna, può stare tranquilla. «Nostro impegno è rendere il parto un momento “famigliare”, i cui protagonisti non sono medici e infermieri, ma la donna e il suo compagno, e ovviamente il nuovo nato. Tutto questo, però, senza risparmiare in sicurezza».
PARTI CESAREI
“Portare la cicogna fuori dalla Cicogna” è, insomma, la filosofia di tutti i punti nascita dell'Azienda socio sanitaria territoriale dei Sette Laghi. Anche nelle sale parto l'accoglienza è più "famigliare".
La presenza del papà, i dispositivi per rendere il parto più comodo, il bonding materno precoce, cioè il fatto che il neonato venga subito posto sul petto materno, sono opportunità proposte a tutte le donne e che ormai si stanno estendo anche ai parti cesarei. All'Ospedale Del Ponte, ad esempio, è già possibile, in presenza di determinate condizioni, partorire con il 'cesareo dolce', che prevede, tra le altre cose, la presenza del papà in sala operatoria.
A rendere la filosofia dell'Asst Sette Laghi è il tasso di parti cesarei. «In tutti i punti nascita aziendali è tra i più bassi in Italia. «Anzi - conclude Ghezzi - se il Del Ponte è l'ospedale con il tasso di cesarei più basso tra tutti quelli di terzo livello con più di 2mila nati in Italia, l'ospedale di Tradate è in assoluto in Italia il punto nascita con il tasso di cesarei più basso». 

Varese, in Urologia un'operazione poco diffusa

All'Ospedale del Circolo eseguita la prima cisto-prostato-vescicolectomia radicale video-laparoscopica

A un paziente già dializzato, che aveva un tumore alle vie urinarie, sono stati asportati vescica, reni, prostata e i linfonodi, il tutto in videolaparoscopia, cioè con un taglio mininvasivo di soli 7-8 centimetri. È la prima cistoprostatovescicolectomia radicale videolaparoscopica all’Ospedale di Circolo di Varese.
L’operazione, poco diffusa in Italia e anche in Lombardia, era associata – come rileva una nota dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi - anche alla complicazione dell'asportazione di due voluminosi reni policistici (ureteronefrectomia bilaterale) e a una linfoadenectomia iliaco-otturatoria bilaterale. A eseguirla a metà dicembre 2018 è stato il direttore dell’Urologia, Giovanni Saredi, con la sua équipe.
L' intervento è durato otto ore e si à svolto senza intoppi. Sono stati necessari quattro cambiamenti di posizione del malato e una accurata disposizione dei trocar, cioè delle porte videolaparoscopiche, in modo che servissero per i diversi tempi dell'intervento.
«Un'operazione del genere presuppone una squadra affiatata e molto ben preparata - ha dichiarato Saredi - che non coincide solamente con l’équipe presente in sala operatoria. Dal punto di vista organizzativo, infatti, non si sarebbe potuta svolgere senza la collaborazione della Nefrologia, che ha sottoposto il paziente ad emodialisi prima dell'intervento e durante il ricovero, e della Terapia intensiva, dove il paziente è stato ricoverato nelle prime due giornate post operatorie».
Il paziente, nonostante la particolare fragilità delle sue patologie, è stato dimesso senza complicanze sei giorni dopo l'operazione. 

Varesini all'estero, sul podio Svizzera e Regno Unito

Oltre 18mila i residenti in Svizzera, ma registrato nel Regno Unito l'aumento maggiore negli ultimi cinque anni
Camera di commercio Varese

Negli ultimi tredici anni i varesini residenti all'estero sono passati dai 32.360 del 2005 ai 54.936 nel 2017. Sulla statistica continua a incidere la vicinanza col confine. Al primo posto figura infatti la Svizzera con oltre 18mila persone. Negli ultimi cinque anni però l'aumento maggiore è stato registrato nel Regno Unito (+80%). Sono questi alcuni dati dell'andamento demografico rilevato dall'Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio di Varese su base Aire Ministero dell'Interno “Varesini residenti all'estero-serie storica”.
È emerso che sono 55mila i varesini che, per ragioni di lavoro o di ricongiungimento famigliare, si sono trasferiti stabilmente all'estero e che risultano iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero. Le cifre collocano Varese al 28° posto tra le province italiane con maggior numero di residenti all'estero. «Se però – precisa l'analisi camerale - la stessa cifra viene, opportunamente, ponderata sulla base della popolazione, la nostra provincia si pone al 67° posto sulle 107 italiane, con un'incidenza pari al 6,2% sul totale dei residenti».

FENOMENO IN CRESCITA ANCHE IN LOMBARDIA
In cima alla classifica nazionale si collocano i territori siciliani, dove questa percentuale tocca addirittura quota 47% (Enna) e 35% (Agrigento), ma la stessa Lombardia segna una crescita del fenomeno, con Sondrio al 13,1% (23esimo posto in Italia), seguita da Como con l'8,1% e appunto Varese.
I residenti all'estero provenienti dal Varesotto sono cresciuti del 70% negli ultimi tredici anni, passando dai 32.360 del 2005 ai 54.936 nel 2017. Nei soli ultimi dodici mesi presi in considerazione dall'analisi, l'incremento è stato del 3,6%, pari a 1.900 unità in valore assoluto. «Sono dati che parlano di una lenta e preoccupante fuoruscita da qui come da altre parti del nostro Paese. E troppo spesso sono i giovani con ottime competenze che devono trovare opportunità fuori dai confini nazionali - sottolinea il presidente della Camera di Commercio varesina, Fabio Lunghi».
AMERICHE E AUSTRALIA
La Svizzera è al primo posto per numero di varesini che si sono trasferiti all'estero con un totale di 18.012 persone (32,8% dei varesini iscritti Aire). Tra le destinazioni, alcune delle quali risalgono lontano nel tempo, seguono Argentina (8.359) e Regno Unito (3.381), Uruguay (3.352), Francia (3.152), Germania (2.756) e Spagna (2.694) e poi Usa (2.141).
Negli ultimi cinque anni l'aumento maggiore è stato registrato nel Regno Unito (+80%); a seguire Australia (+43%) e Germania (+38%), poi Paesi Bassi (+ 37%) e Spagna (+35%).
Uno sguardo, infine, alle caratteristiche dei varesini all'estero. «A trasferirsi – nota lo studio camerale - sono in prevalenza uomini (52,3%), adulti in età da lavoro (43% tra i 35-64 anni) e che in maggioranza arrivano dai comuni più popolosi della provincia (Varese 5.919, Busto Arsizio 2.977, Gallarate 2.462), ma anche da quelli vicini al confine (Luino 1.998 e Lavena Ponte Tresa 1.609). 

Basilea, edifici digitali avanti tutta

Allo Schweizer BIM Kongress 2018 i nuovi orizzonti della pianificazione, costruzione e gestione degli edifici
presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.

Trasformazione digitale per la costruzione e gestione degli edifici, Building Information Modeling, gemelli digitali sono alcuni dei temi approfonditi durante lo Schweizer BIM Kongress 2018. Organizzato l'8 e 9 novembre 2018 da Bauen Digital Schweiz in cooperazione con Swissbau, il congresso ha richiamato alla Fiera di Basilea circa 1600 partecipanti per una due giorni di eventi riguardanti la digitalizzazione del settore costruzioni elvetico.
Tema principale il BIM, acronimo di Building Information Modeling, ossia un metodo di lavoro per digitalizzare pianificazione, costruzione e gestione degli edifici, ampiamente diffuso in America, Inghilterra e Scandinavia e che sta prendendo piede in numerose nazioni europee fra cui Francia, Italia e Germania.
Grazie a piattaforme centralizzate di dati e a un ventaglio di software dedicati, tutti coloro che sono interessati a raccogliere o verificare informazioni relative a un edificio durante il suo completo ciclo di vita possono farlo in maniera istantanea, interrogando un “gemello digitale” che racchiude sia informazioni tridimensionali di un oggetto (per esempio le dimensioni di un tavolo) sia le sue informazioni tecniche (per esempio materiali, azienda produttrice e nome commerciale). Secondo questa visione, negli anni a venire sarà possibile per proprietari, progettisti, costruttori e utilizzatori accedere a un unico database, fotocopia digitale in perenne aggiornamento dell’edificio in oggetto, offrendo a tutti accesso rapido alle informazioni e coerenza dei dati.
Il BIM, che in Italia è stato introdotto per digitalizzare le opere pubbliche con il decreto ministeriale DM560/2017, viene ufficializzato in Svizzera nel dicembre 2017 con la pubblicazione da parte Società svizzera degli ingegneri e architetti SIA delle linee guida SIA2051.
Sebbene sia partita successivamente nel processo di digitalizzazione rispetto ai vicini di casa Italia, Francia e Germania, la Svizzera sta spingendo sull’acceleratore per colmare il divario, sia perché Germania e Francia sono partner importanti nel settore immobiliare, sia perché molte sono le società elvetiche con un ampio portfolio immobiliare - Ferrovie Federali Svizzere, per citare un esempio - che viene costantemente manutenuto o rinnovato per mantenere il passo con le richieste del mercato, e un supporto digitale integrato offre la possibilità di velocizzare e gestire meglio i processi.
Numerose le aziende che hanno condiviso lo stato dell’arte o casi studio, da FFS AG - Ferrovie Federali Svizzere - che ha presentato la strategia di implementazione fino al 2025 a Digitalswitzerland, che ha mostrato lo stato di avanzamento della digitalizzazione in Svizzera, al rifacimento dell’ospedale Oberwallis a Briga, sviluppato da Burckhardt+Partner AG e Gruner Roschi AG.
Per approfondimenti: bim-kongress.ch
Ibis
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Foto1: presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.
Foto2: presentazione “La Svizzera quale hotspot internazionale – le possibilità per il settore costruzioni”, Nicolas Buerer, leader Digitalswitzerland.
Foto 3: Schweizer BIM Kongress 2018, Basilea. 

Educatori professionali, sanata la disparità

Nelle strutture socio-sanitarie della Lombardia salve 4.000 posizioni

Salva la posizione di 4.000 educatori attivi nelle strutture socio-sanitarie della Lombardia. «Grazie alla riconosciuta equipollenza dei titoli di studio sostenuta dall'azione congiunta della Regione e del Governo, 2.500 educatori socio-sanitari possono iscriversi all'Albo professionale, mentre quelli socio-pedagogici possono operare anche nelle strutture socio sanitarie» ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera rispondendo il 15 gennaio 2019 a un'interpellanza presentata in Consiglio regionale.
Le nuove norme di riferimento, che pongono fine a «una annosa e spiacevole vicenda», sono state le inserite ai commi 517 e 539 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2019, approvata dal Parlamento nelle scorse settimane. «Sono salvi – ha aggiunto Gallera - migliaia di posti che erano a rischio, per la cui tutela siamo riusciti a sensibilizzare direttamente i ministeri competenti».
I titoli di studio regionali, per i quali non era prevista l'equipollenza rispetto alla laurea specifica, erano stati conseguiti dal 1999 al 2004. Regione Lombardia aveva all'epoca stabilito di proseguire anche dopo il 1999 i percorsi professionali, qualificando l'azione formativa regionale. Per Gallera, «le norme indicate dal Governo all'interno della Legge di Bilancio sanciscono la lungimiranza e l'efficacia dell'azione intrapresa dalla Lombardia».

Varese, in primavera Banca del latte umano all'Ospedale Del Ponte

Il servizio sarà aperto anche ai piccoli ricoverati negli altri reparti pediatrici dell'area territoriale dell'Insubria

A Varese, in primavera, l'Ospedale Filippo Del Ponte sarà sede di una Banca del latte umano dedicata ai neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale (Tin) ma aperta anche ai piccoli ricoverati negli altri reparti pediatrici dell'area territoriale dell'Insubria. L'annuncio è stato dato dal direttore del reparto oltre che direttore del Dipartimento della donna e del bambino dell'Azienda socio sanitaria territoriale dei Sette laghi, Massimo Agosti.
I lavori edili e le apparecchiature necessarie alla realizzazione del progetto sono già finanziati, in parte con fondi aziendali (la parte infrastrutturale), in parte con 127mila euro donati dalla Fondazione Monsoleil, che si è fatta carico dell'acquisto del pastorizzatore, dei congelatori, dei refrigeratori e di tutte le altre attrezzature utili e previste dalla normativa. In primavera, il quarto piano del Padiglione Leonardo sarà pronto e attrezzato per entrare in funzione.

SERVIZIO E PROMOZIONE
La Banca del Latte Umano Donato dell’Ospedale Del Ponte garantirà il reclutamento e la selezione delle donatrici, la raccolta pastorizzazione stoccaggio e distribuzione del latte, le campagne di promozione dell’allattamento, la promozione alla donazione.
«Il progetto della Banca del Latte Umano Donato - spiega il professor Agosti - nasce dalla necessità di migliorare gli aspetti nutrizionali del neonato ricoverato in Terapia intensiva neonatale, sostenendone la crescita durante la fase del ricovero e riducendo gli eventi avversi a breve e lungo termine. Inoltre, costituirà un ulteriore elemento per la promozione dell’allattamento al seno, tema che vede la nostra Azienda particolarmente impegnata».
PRINCIPALI BENEFICIARI
Principali beneficiari, per numerosità, del latte che sarà donato saranno i bimbi prematuri, cioè i nati prima del compimento della 37ª settimana di età gestazionale.
«Si tratta del 7% di tutti i neonati, solo al Del Ponte tra i 250 e i 300 bambini ogni anno, - spiega Agosti - che, proprio in quanto prematuri, sono più esposti ad un ritardo nello sviluppo e nella funzione dei vari organi e apparati (respiratorio, cardiocircolatorio, neurologico, gastrointestinale). L’aumentata sopravvivenza dei neonati ricoverati nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale ha aperto nuovi problemi fra i quali, particolarmente importante, quello di un’adeguata nutrizione, che costituisce uno dei principali fattori che condizionano non solo lo stato di salute a breve termine ma anche la prognosi di crescita fisica e neurologica a distanza». 

Torino, scienza e arte di Leonardo in autografi e ritratti

Ai Musei Reali dal 15 aprile al 14 luglio 2019 rassegna sulla ricerca del genio rinascimentale attraverso lo strumento del disegno
locandina mostra Musei Reali Torino

Una rassegna con oltre cinquanta opere che racconta la ricerca tra scienza e arte di Leonardo da Vinci attraverso lo strumento del disegno. Avrà titolo “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro” e a proporla saranno, dal 15 aprile al 14 luglio 2019, i Musei Reali di Torino nell'anno in cui ricorrono cinquecento anni dalla morte del genio di Vinci.
L'esposizione ruoterà intorno al nucleo di autografi di Leonardo conservati alla Biblioteca Reale di Torino. Esso comprende tredici disegni acquistati dal re Carlo Alberto nel 1840 e il celebre Codice sul volo degli uccelli, donato nel 1893 da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I. Straordinario l'insieme di opere databili all’incirca tra il 1480 e il 1515, diverse per soggetto e per ispirazione, ma in grado di documentare l’attività dalla giovinezza alla piena maturità.
«Alcuni disegni, spiegano gli organizzatori, sono in relazione con opere note e celebrate: i nudi per la Battaglia d’Anghiari, i cavalli per i monumenti Sforza e Trivulzio, lo straordinario studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, noto come Volto di fanciulla, oltre al celeberrimo Ritratto di vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo.
«Per restituire il senso, l’origine e la peculiarità del lavoro dell'artista, la genesi dei disegni torinesi è indagata nella relazione con analoghe esperienze attraverso l’esposizione di opere di maestri quali Andrea del Verrocchio, Pollaiolo, Bramante, Boltraffio, Michelangelo, Raffaello.
«L’itinerario di visita sarà suddiviso in più sezioni dedicate ad altrettante possibili chiavi di lettura dell’opera leonardesca e delle esperienze condotte dagli artisti del Rinascimento: l’eredità dell’arte antica; l’esplorazione dell’anatomia e delle proporzioni del corpo umano; il confronto tra arte e poesia; l’autoritratto; lo studio dei volti e la sfida della rappresentazione delle emozioni. Il visitatore incontrerà anche gli studi sul volo, l’architettura e un tema particolare, Leonardo e il Piemonte, con citazione dei luoghi presenti negli scritti di Leonardo (disegno catalizzatore, il foglio del Codice Atlantico con il Naviglio di Ivrea)».
In occasione della mostra, l’Università degli Studi di Torino proporrà una rassegna interdisciplinare ispirata all’universalità di Leonardo (Pioneers. Esploratori dell’ignoto da Leonardo ai giorni nostri), piattaforma di scambio tra il pubblico e i protagonisti della ricerca che creerà uno spazio inedito di partecipazione, dialogo e sperimentazione.
La mostra - a cura di Enrica Pagella, Francesco Paolo Di Teodoro, Paola Salvi - è realizzata in collaborazione con Regione Piemonte, Città di Torino, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino ed è compresa tra le iniziative finanziate dal Comitato per le Celebrazioni dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci presso il Ministero per i beni e le attività culturali. 
Approfondimenti: www.museireali.beniculturali.it

Accordo ristorni e frontalieri, doccia fredda da Bellinzona


Dalla Lombardia il presidente dell'assemblea Alessandro Fermi ribatte che «l’intesa non si tocca» - Per il consigliere Samuele Astuti (Pd) «le minacce del Canton Ticino verso i nostri Comuni vanno prese molto sul serio»

Ci risiamo. In primavera la Svizzera andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento e puntuale arriva la sortita antitaliana delle frange “sovraniste” ticinesi. A Bellinzona il presidente del Governo Claudio Zali (Lega dei Ticinesi) fa dichiarazioni che sembrano compromettere la prosecuzione dell’accordo tra Italia e Svizzera e mettere a rischio i ristorni per le province e i comuni di confine italiani.
Immediata la reazione del presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi (Forza Italia). «L’accordo del 1974 non si tocca, nonostante le dichiarazioni dell’Udc ticinese che appaiono assolutamente strumentali. In Canton Ticino – dove tra l’altro fra soli tre mesi si andrà al voto - minacciano di rivedere l’accordo, facendo forza sul fatto che lo stesso potrebbe essere disdetto anche unilateralmente».
Già alcuni mesi fa, a novembre 2018, Fermi era entrato nel merito della questione. «Con i contributi destinati alle nostre province derivati dal ristorno fiscale delle tasse pagate in Svizzera dai lavoratori frontalieri – aveva detto - i territori possono pianificare importanti lavori e progettare investimenti per opere di manutenzione e riqualificazione».
Ancora prima, nel mese di maggio 2018, Fermi aveva scritto ai presidenti delle due Camere italiane. Al Parlamento chiedeva di non ratificare l’accordo sulla doppia imposizione fiscale dei frontalieri, scontrandosi con l’iniziativa di Zali, che spingeva sulla necessità di vincolare parte dei ristorni dovuti per completare alcune opere transfrontaliere.
Pronta la reazione anche da parte di Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione Elvetica.
«Dobbiamo ritrovarci subito – ha dichiarato - e discutere la questione del nuovo accordo con la Svizzera. Le minacce del Canton Ticino verso i nostri Comuni vanno prese molto sul serio, anche se stiamo parlando di temi, per i ticinesi, da campagna elettorale».
Per Astuti, la Lega dei Ticinesi e il suo presidente del Consiglio di Stato Zali parlano di bloccare i ristorni come contropartita verso il mancato accordo. «Non solo: stanno dicendo che potrebbero arrivare a disdire unilateralmente l’accordo, anche a costo di una sorta di azione di forza del Cantone, se per caso Berna non intendesse farlo. Insomma, la situazione è davvero incandescente oltre confine».
Il consigliere Pd ritiene che «a parlare sono i candidati alle prossime elezioni cantonali, che si terranno in aprile, e hanno bisogno di aumentare o consolidare i consensi. Magari, a urne chiuse, tutto rientra. Ma intanto per noi e soprattutto per Regione Lombardia è un campanello d’allarme. Farebbe bene a chiedere a Roma di occuparsi della faccenda. Noi lo abbiamo fatto sempre, a costo di diventare impopolari. Ma almeno ci siamo presi la nostra quota di responsabilità».  

Varese, Giornata della Memoria

dalla locandina

A Varese, venerdì 25 gennaio 2019 (ore 10), nella Sala Giuseppe Montanari il prefetto Enrico Ricci, il sindaco Davide Galimberti e il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Claudio Merletti celebreranno la giornata provinciale commemorativa del Giorno della Memoria.
Seguiranno la lettura del messaggio della senatrice a vita Liliana Segre con la proiezione di una sua testimonianza e un intervento della signora Lilli Pesaro, sfuggita alla Shoah. Chiuderà la manifestazione la consegna delle medaglie d’onore, concesse ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra e ai familiari dei deceduti.

Livorno, open day dell'Università del Mare

Visita all’Accademia Navale con allievi della Marina Militare

A Livorno, sabato 19 gennaio 2019, porte aperte all'Accademia Navale per visitare lo storico Istituto di formazione della Marina Militare. Allievi e ufficiali illustreranno il complesso di Palazzo Allievi con il suo piazzale e lo storico Brigantino, Palazzo Studi con il simulatore di plancia e il planetario, le aree dedicate alle scienze nautiche e le strutture sportive di Villa Chayes.
Modalità di ingresso: Varco San Jacopo, viale Italia 72 – 57125 Livorno. Occorre presentarsi muniti di documento d’identità. Orari: dalle 9 alle 12 per le scolaresche e dalle 14 alle 18 per i visitatori occasionali.

Il bando di concorso per 110 posti disponibili nella prima classe dei corsi normali è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (nr.102 del 28.12.2018 – 4ª Serie speciale) e terminerà il 28 gennaio 2019 .
Gli ufficiali conseguono lauree diverse secondo il corpo di appartenenza in: Scienze Marittime e Navali per il Corpo di Stato Maggiore; Ingegneria Navale, Ingegneria Civile e Ambientale ed Ingegneria delle Telecomunicazioni per il Corpo del Genio della Marina; Medicina e Chirurgia per il Corpo Sanitario Militare Marittimo; Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo; Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare per il Corpo delle Capitanerie di Porto.
Maggiori informazioni su: www.marina.difesa.it - sezione ”arruolamento e concorsi”; Ufficio Concorsi Accademia Navale 0586/238626 (lun.-gio. 10–12 e 14–16; ven. 10–12).