Edizione n.1 di mercoledì 16 gennaio 2019

Varesini all'estero, sul podio Svizzera e Regno Unito

Oltre 18mila i residenti in Svizzera, ma registrato nel Regno Unito l'aumento maggiore negli ultimi cinque anni
Camera di commercio Varese

Negli ultimi tredici anni i varesini residenti all'estero sono passati dai 32.360 del 2005 ai 54.936 nel 2017. Sulla statistica continua a incidere la vicinanza col confine. Al primo posto figura infatti la Svizzera con oltre 18mila persone. Negli ultimi cinque anni però l'aumento maggiore è stato registrato nel Regno Unito (+80%). Sono questi alcuni dati dell'andamento demografico rilevato dall'Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio di Varese su base Aire Ministero dell'Interno “Varesini residenti all'estero-serie storica”.
È emerso che sono 55mila i varesini che, per ragioni di lavoro o di ricongiungimento famigliare, si sono trasferiti stabilmente all'estero e che risultano iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero. Le cifre collocano Varese al 28° posto tra le province italiane con maggior numero di residenti all'estero. «Se però – precisa l'analisi camerale - la stessa cifra viene, opportunamente, ponderata sulla base della popolazione, la nostra provincia si pone al 67° posto sulle 107 italiane, con un'incidenza pari al 6,2% sul totale dei residenti».

FENOMENO IN CRESCITA ANCHE IN LOMBARDIA
In cima alla classifica nazionale si collocano i territori siciliani, dove questa percentuale tocca addirittura quota 47% (Enna) e 35% (Agrigento), ma la stessa Lombardia segna una crescita del fenomeno, con Sondrio al 13,1% (23esimo posto in Italia), seguita da Como con l'8,1% e appunto Varese.
I residenti all'estero provenienti dal Varesotto sono cresciuti del 70% negli ultimi tredici anni, passando dai 32.360 del 2005 ai 54.936 nel 2017. Nei soli ultimi dodici mesi presi in considerazione dall'analisi, l'incremento è stato del 3,6%, pari a 1.900 unità in valore assoluto. «Sono dati che parlano di una lenta e preoccupante fuoruscita da qui come da altre parti del nostro Paese. E troppo spesso sono i giovani con ottime competenze che devono trovare opportunità fuori dai confini nazionali - sottolinea il presidente della Camera di Commercio varesina, Fabio Lunghi».
AMERICHE E AUSTRALIA
La Svizzera è al primo posto per numero di varesini che si sono trasferiti all'estero con un totale di 18.012 persone (32,8% dei varesini iscritti Aire). Tra le destinazioni, alcune delle quali risalgono lontano nel tempo, seguono Argentina (8.359) e Regno Unito (3.381), Uruguay (3.352), Francia (3.152), Germania (2.756) e Spagna (2.694) e poi Usa (2.141).
Negli ultimi cinque anni l'aumento maggiore è stato registrato nel Regno Unito (+80%); a seguire Australia (+43%) e Germania (+38%), poi Paesi Bassi (+ 37%) e Spagna (+35%).
Uno sguardo, infine, alle caratteristiche dei varesini all'estero. «A trasferirsi – nota lo studio camerale - sono in prevalenza uomini (52,3%), adulti in età da lavoro (43% tra i 35-64 anni) e che in maggioranza arrivano dai comuni più popolosi della provincia (Varese 5.919, Busto Arsizio 2.977, Gallarate 2.462), ma anche da quelli vicini al confine (Luino 1.998 e Lavena Ponte Tresa 1.609). 

Basilea, edifici digitali avanti tutta

Allo Schweizer BIM Kongress 2018 i nuovi orizzonti della pianificazione, costruzione e gestione degli edifici
presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.

Trasformazione digitale per la costruzione e gestione degli edifici, Building Information Modeling, gemelli digitali sono alcuni dei temi approfonditi durante lo Schweizer BIM Kongress 2018. Organizzato l'8 e 9 novembre 2018 da Bauen Digital Schweiz in cooperazione con Swissbau, il congresso ha richiamato alla Fiera di Basilea circa 1600 partecipanti per una due giorni di eventi riguardanti la digitalizzazione del settore costruzioni elvetico.
Tema principale il BIM, acronimo di Building Information Modeling, ossia un metodo di lavoro per digitalizzare pianificazione, costruzione e gestione degli edifici, ampiamente diffuso in America, Inghilterra e Scandinavia e che sta prendendo piede in numerose nazioni europee fra cui Francia, Italia e Germania.
Grazie a piattaforme centralizzate di dati e a un ventaglio di software dedicati, tutti coloro che sono interessati a raccogliere o verificare informazioni relative a un edificio durante il suo completo ciclo di vita possono farlo in maniera istantanea, interrogando un “gemello digitale” che racchiude sia informazioni tridimensionali di un oggetto (per esempio le dimensioni di un tavolo) sia le sue informazioni tecniche (per esempio materiali, azienda produttrice e nome commerciale). Secondo questa visione, negli anni a venire sarà possibile per proprietari, progettisti, costruttori e utilizzatori accedere a un unico database, fotocopia digitale in perenne aggiornamento dell’edificio in oggetto, offrendo a tutti accesso rapido alle informazioni e coerenza dei dati.
Il BIM, che in Italia è stato introdotto per digitalizzare le opere pubbliche con il decreto ministeriale DM560/2017, viene ufficializzato in Svizzera nel dicembre 2017 con la pubblicazione da parte Società svizzera degli ingegneri e architetti SIA delle linee guida SIA2051.
Sebbene sia partita successivamente nel processo di digitalizzazione rispetto ai vicini di casa Italia, Francia e Germania, la Svizzera sta spingendo sull’acceleratore per colmare il divario, sia perché Germania e Francia sono partner importanti nel settore immobiliare, sia perché molte sono le società elvetiche con un ampio portfolio immobiliare - Ferrovie Federali Svizzere, per citare un esempio - che viene costantemente manutenuto o rinnovato per mantenere il passo con le richieste del mercato, e un supporto digitale integrato offre la possibilità di velocizzare e gestire meglio i processi.
Numerose le aziende che hanno condiviso lo stato dell’arte o casi studio, da FFS AG - Ferrovie Federali Svizzere - che ha presentato la strategia di implementazione fino al 2025 a Digitalswitzerland, che ha mostrato lo stato di avanzamento della digitalizzazione in Svizzera, al rifacimento dell’ospedale Oberwallis a Briga, sviluppato da Burckhardt+Partner AG e Gruner Roschi AG.
Per approfondimenti: bim-kongress.ch
Ibis
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Foto1: presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.
Foto2: presentazione “La Svizzera quale hotspot internazionale – le possibilità per il settore costruzioni”, Nicolas Buerer, leader Digitalswitzerland.
Foto 3: Schweizer BIM Kongress 2018, Basilea. 

Livorno, open day dell'Università del Mare

Visita all’Accademia Navale con allievi della Marina Militare

A Livorno, sabato 19 gennaio 2019, porte aperte all'Accademia Navale per visitare lo storico Istituto di formazione della Marina Militare. Allievi e ufficiali illustreranno il complesso di Palazzo Allievi con il suo piazzale e lo storico Brigantino, Palazzo Studi con il simulatore di plancia e il planetario, le aree dedicate alle scienze nautiche e le strutture sportive di Villa Chayes.
Modalità di ingresso: Varco San Jacopo, viale Italia 72 – 57125 Livorno. Occorre presentarsi muniti di documento d’identità. Orari: dalle 9 alle 12 per le scolaresche e dalle 14 alle 18 per i visitatori occasionali.

Il bando di concorso per 110 posti disponibili nella prima classe dei corsi normali è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (nr.102 del 28.12.2018 – 4ª Serie speciale) e terminerà il 28 gennaio 2019 .
Gli ufficiali conseguono lauree diverse secondo il corpo di appartenenza in: Scienze Marittime e Navali per il Corpo di Stato Maggiore; Ingegneria Navale, Ingegneria Civile e Ambientale ed Ingegneria delle Telecomunicazioni per il Corpo del Genio della Marina; Medicina e Chirurgia per il Corpo Sanitario Militare Marittimo; Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo; Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare per il Corpo delle Capitanerie di Porto.
Maggiori informazioni su: www.marina.difesa.it - sezione ”arruolamento e concorsi”; Ufficio Concorsi Accademia Navale 0586/238626 (lun.-gio. 10–12 e 14–16; ven. 10–12). 

Torino, scienza e arte di Leonardo in autografi e ritratti

Ai Musei Reali dal 15 aprile al 14 luglio 2019 rassegna sulla ricerca del genio rinascimentale attraverso lo strumento del disegno
locandina mostra Musei Reali Torino

Una rassegna con oltre cinquanta opere che racconta la ricerca tra scienza e arte di Leonardo da Vinci attraverso lo strumento del disegno. Avrà titolo “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro” e a proporla saranno, dal 15 aprile al 14 luglio 2019, i Musei Reali di Torino nell'anno in cui ricorrono cinquecento anni dalla morte del genio di Vinci.
L'esposizione ruoterà intorno al nucleo di autografi di Leonardo conservati alla Biblioteca Reale di Torino. Esso comprende tredici disegni acquistati dal re Carlo Alberto nel 1840 e il celebre Codice sul volo degli uccelli, donato nel 1893 da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I. Straordinario l'insieme di opere databili all’incirca tra il 1480 e il 1515, diverse per soggetto e per ispirazione, ma in grado di documentare l’attività dalla giovinezza alla piena maturità.
«Alcuni disegni, spiegano gli organizzatori, sono in relazione con opere note e celebrate: i nudi per la Battaglia d’Anghiari, i cavalli per i monumenti Sforza e Trivulzio, lo straordinario studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, noto come Volto di fanciulla, oltre al celeberrimo Ritratto di vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo.
«Per restituire il senso, l’origine e la peculiarità del lavoro dell'artista, la genesi dei disegni torinesi è indagata nella relazione con analoghe esperienze attraverso l’esposizione di opere di maestri quali Andrea del Verrocchio, Pollaiolo, Bramante, Boltraffio, Michelangelo, Raffaello.
«L’itinerario di visita sarà suddiviso in più sezioni dedicate ad altrettante possibili chiavi di lettura dell’opera leonardesca e delle esperienze condotte dagli artisti del Rinascimento: l’eredità dell’arte antica; l’esplorazione dell’anatomia e delle proporzioni del corpo umano; il confronto tra arte e poesia; l’autoritratto; lo studio dei volti e la sfida della rappresentazione delle emozioni. Il visitatore incontrerà anche gli studi sul volo, l’architettura e un tema particolare, Leonardo e il Piemonte, con citazione dei luoghi presenti negli scritti di Leonardo (disegno catalizzatore, il foglio del Codice Atlantico con il Naviglio di Ivrea)».
In occasione della mostra, l’Università degli Studi di Torino proporrà una rassegna interdisciplinare ispirata all’universalità di Leonardo (Pioneers. Esploratori dell’ignoto da Leonardo ai giorni nostri), piattaforma di scambio tra il pubblico e i protagonisti della ricerca che creerà uno spazio inedito di partecipazione, dialogo e sperimentazione.
La mostra - a cura di Enrica Pagella, Francesco Paolo Di Teodoro, Paola Salvi - è realizzata in collaborazione con Regione Piemonte, Città di Torino, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino ed è compresa tra le iniziative finanziate dal Comitato per le Celebrazioni dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci presso il Ministero per i beni e le attività culturali. 
Approfondimenti: www.museireali.beniculturali.it

Varese, in primavera Banca del latte umano all'Ospedale Del Ponte

Il servizio sarà aperto anche ai piccoli ricoverati negli altri reparti pediatrici dell'area territoriale dell'Insubria

A Varese, in primavera, l'Ospedale Filippo Del Ponte sarà sede di una Banca del latte umano dedicata ai neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale (Tin) ma aperta anche ai piccoli ricoverati negli altri reparti pediatrici dell'area territoriale dell'Insubria. L'annuncio è stato dato dal direttore del reparto oltre che direttore del Dipartimento della donna e del bambino dell'Azienda socio sanitaria territoriale dei Sette laghi, Massimo Agosti.
I lavori edili e le apparecchiature necessarie alla realizzazione del progetto sono già finanziati, in parte con fondi aziendali (la parte infrastrutturale), in parte con 127mila euro donati dalla Fondazione Monsoleil, che si è fatta carico dell'acquisto del pastorizzatore, dei congelatori, dei refrigeratori e di tutte le altre attrezzature utili e previste dalla normativa. In primavera, il quarto piano del Padiglione Leonardo sarà pronto e attrezzato per entrare in funzione.

SERVIZIO E PROMOZIONE
La Banca del Latte Umano Donato dell’Ospedale Del Ponte garantirà il reclutamento e la selezione delle donatrici, la raccolta pastorizzazione stoccaggio e distribuzione del latte, le campagne di promozione dell’allattamento, la promozione alla donazione.
«Il progetto della Banca del Latte Umano Donato - spiega il professor Agosti - nasce dalla necessità di migliorare gli aspetti nutrizionali del neonato ricoverato in Terapia intensiva neonatale, sostenendone la crescita durante la fase del ricovero e riducendo gli eventi avversi a breve e lungo termine. Inoltre, costituirà un ulteriore elemento per la promozione dell’allattamento al seno, tema che vede la nostra Azienda particolarmente impegnata».
PRINCIPALI BENEFICIARI
Principali beneficiari, per numerosità, del latte che sarà donato saranno i bimbi prematuri, cioè i nati prima del compimento della 37ª settimana di età gestazionale.
«Si tratta del 7% di tutti i neonati, solo al Del Ponte tra i 250 e i 300 bambini ogni anno, - spiega Agosti - che, proprio in quanto prematuri, sono più esposti ad un ritardo nello sviluppo e nella funzione dei vari organi e apparati (respiratorio, cardiocircolatorio, neurologico, gastrointestinale). L’aumentata sopravvivenza dei neonati ricoverati nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale ha aperto nuovi problemi fra i quali, particolarmente importante, quello di un’adeguata nutrizione, che costituisce uno dei principali fattori che condizionano non solo lo stato di salute a breve termine ma anche la prognosi di crescita fisica e neurologica a distanza». 

Cittiglio, all'ospedale cicogne in aumento

Nel 2018 le nascite salite da 456 a 549 - Quasi 4mila nati tra Varese, Tradate e Cittiglio

Nell'area varesina dell’Azienda socio sanitaria territoriale dei Sette Laghi sono stati quasi 4mila i nati nel 2018. Nei tre punti nascita di Varese, Tradate e Cittiglio nel 2018 sono arrivate 2814 cicogne all'Ospedale Filippo Del Ponte (2875 nel 2017), 538 all'Ospedale Galmarini di Tradate (600 nel 2017), 549 all'Ospedale Causa Pia Luvini di Cittiglio (456 nel 2017).
In totale i nati sono stati 3901, confermando il dato dell'anno precedente e attestando il Dipartimento donna e bambino dell’Azienda varesina tra i maggiori in Lombardia e in Italia. In particolare, l’Ospedale di Cittiglio ha superato abbondantemente quota 500. In leggero calo, invece, i nati a Tradate, un dato che però l'Asst spiega con riferimento ai notevoli lavori di ristrutturazione. Al reparto di Ostetricia i lavori si sono conclusi da poco e nelle prime settimane del 2019 è previsto il trasferimento nella sede completamente rinnovata.

«I quasi 4mila nati – ha dichiarato il direttore del Dipartimento materno infantile dell'Asst Sette Laghi, Massimo Agosti – pongono la nostra Azienda tra le prime in Lombardia e in Italia per numero di nascite. Sono molto felice, in particolare, per il dato di Cittiglio, dove, in parte, sono andate certamente a confluire le gravide che prima afferivano all’Ospedale di Angera, che proprio dal 1° gennaio 2019 è entrato a far parte della nostra Asst, ma in parte sono il risultato di un bel gioco di squadra».
«Innanzitutto - ha aggiunto il direttore della Rete Integrata materno-infantile Fabio Ghezzi - abbiamo proseguito il percorso di messa in sinergia dei tre punti nascita già iniziato nel 2017, perfezionando l’organizzazione secondo il modello definito come “Hub e Spoke”, dove il centro di riferimento nel quale viene concentrata la patologia e i casi più complessi (Hub, ossia il Del Ponte) opera in stretto collegamento con i presidi ospedalieri territoriali (Spoke, ossia i presidi di Tradate e Cittiglio), che si occupano di pazienti che richiedono una minore intensità di cure».  

Educatori professionali, sanata la disparità

Nelle strutture socio-sanitarie della Lombardia salve 4.000 posizioni

Salva la posizione di 4.000 educatori attivi nelle strutture socio-sanitarie della Lombardia. «Grazie alla riconosciuta equipollenza dei titoli di studio sostenuta dall'azione congiunta della Regione e del Governo, 2.500 educatori socio-sanitari possono iscriversi all'Albo professionale, mentre quelli socio-pedagogici possono operare anche nelle strutture socio sanitarie» ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera rispondendo il 15 gennaio 2019 a un'interpellanza presentata in Consiglio regionale.
Le nuove norme di riferimento, che pongono fine a «una annosa e spiacevole vicenda», sono state le inserite ai commi 517 e 539 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2019, approvata dal Parlamento nelle scorse settimane. «Sono salvi – ha aggiunto Gallera - migliaia di posti che erano a rischio, per la cui tutela siamo riusciti a sensibilizzare direttamente i ministeri competenti».
I titoli di studio regionali, per i quali non era prevista l'equipollenza rispetto alla laurea specifica, erano stati conseguiti dal 1999 al 2004. Regione Lombardia aveva all'epoca stabilito di proseguire anche dopo il 1999 i percorsi professionali, qualificando l'azione formativa regionale. Per Gallera, «le norme indicate dal Governo all'interno della Legge di Bilancio sanciscono la lungimiranza e l'efficacia dell'azione intrapresa dalla Lombardia».