Edizione n.27 di mercoledì 7 agosto 2019

Lago Maggiore, anche due nuove gallerie sulla statale 34 da Ghiffa a Brissago

Nel piano di investimenti ministeriale aggiunti altri 34 milioni di euro ai precedenti 25 per la messa in sicurezza

In Piemonte sarà accresciuta la sicurezza sulla strada statale 34 del Lago Maggiore da Ghiffa al confine italo svizzero di Brissago, interessata da frane in passato e particolarmente frequentata dai frontalieri durante l’anno e dai turisti nella bella stagione. Alle opere già finanziate con 25 milioni cantierabili nel 2019 saranno aggiunte anche due gallerie artificiali nei punti di maggior rischio di caduta massi dal versante montuoso.
Il ministero dei Trasporti ha aggiunto per gli anni 2020-2021 altri 34 milioni di euro ai 25 milioni previsti dal piano operativo infrastrutture FSC 2014-2020. «Il 17 luglio ho incontrato il ministro Toninelli con il presidente della Regione Alberto Cirio e il confronto è stato positivo» ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi. «La copertura finanziaria consentirà di avviare le gare di appalto per i lavori, una volta completata la progettazione da parte dell’Anas».
Tra le nuove opere finanziate spicca la voce “messa in sicurezza dei versanti della Strada statale 34”, per la quale è previsto un finanziamento di 14 milioni nel 2020 e di 20 milioni nel 2021, in ragione di un indirizzo generale di potenziamento delle manutenzioni e degli adeguamenti e messa in sicurezza della rete stradale gestita da Anas. Tale programmazione si inserisce nel contratto di programma 2016-2020 tra il ministero delle Infrastrutture e Anas con un piano di manutenzione straordinario di ponti, viadotti e gallerie per complessivi 36 miliardi di investimenti, di cui 31,2 finanziati e 4,7 da finanziare.

INTERVENTO - Minori in affido, M5S: «Pretendiamo chiarezza, al via l’azione capillare dei gruppi 5 Stelle in tutta la Lombardia»

INTERVENTO - Alla luce delle recenti inchieste in Emilia Romagna e su input del gruppo nazionale Pari Opportunità del Movimento 5 Stelle, in coordinamento con quelli regionali, la consigliera regionale del M5S Lombardia Monica Forte ha formalizzato un'interrogazione al consiglio regionale e sollecita i consiglieri comunali del M5S a presentarla nei comuni di appartenenza.
Un'interrogazione per chiarire le modalità di affido dei minori, dati e numeri dei servizi e per verificare la correttezza delle procedure adottate dagli organi competenti.
A portare avanti la battaglia in Regione Lombardia è la consigliere regionale Monica Forte, che ha formalizzato l'atto in consiglio e che, grazie alla sinergia con i gruppi pentastellati locali, verrà esteso anche agli altri consigli comunali della Lombardia.
Il M5S Lombardia chiede alla Giunta regionale di “conoscere il numero e le caratteristiche delle pratiche e dei procedimenti pendenti di affido; conoscere il numero dei minori e delle famiglie interessate dalle procedure medesime alla data odierna; conoscere il numero e la natura giuridica delle associazioni, fondazioni, imprese e altri enti, pubblici o privati, direttamente o indirettamente implicati nell’esecuzione delle procedure di affidamento, ovvero nelle relative attività di controllo e conoscere il numero dei singoli periti, consulenti o altri professionisti parimenti coinvolti nelle procedure di affidamento, ovvero nelle relative attività di controllo”.
Sono molti, ogni anno, i minori allontanati coattivamente dalle proprie famiglie e non sempre, secondo quanto emerso da alcune inchieste giornalistiche in Emilia Romagna, con motivazioni tali da giustificarne la drastica scelta. È necessaria una verifica anche in Lombardia.

«Il Movimento 5 Stelle Lombardia - commenta la consigliera regionale Forte - risponde prontamente all'appello delle parlamentari, Alessandra Maiorino e Gilda Sportiello, del coordinamento nazionale Pari Opportunità, al fianco dei 5 Stelle del Veneto, Lazio, Emilia Romagna e di tantissimi portavoce regionali e comunali di tutta Italia. L’obiettivo è quello di avere dati e report che possano definire e monitorare la situazione degli affidi familiari e il funzionamento delle strutture di accoglienza anche in Lombardia. Con questa azione capillare vogliamo fare trasparenza e promuovere una politica responsabile sul tema dell’affidamento familiare quale indirizzo prioritario e vigilare sulle modalità e gestione dell’inserimento dei bambini nelle strutture anche in Regione Lombardia. Una verifica puntuale deve essere effettuata con urgenza».
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia 

Lingue minoritarie, via libera ai fondi 2019

Stanziati quasi 3 milioni di euro per la salvaguardia biodiversità linguistica

In Italia si contano dodici comunità linguistiche storiche parlanti idiomi diversi dall'italiano. I dodici gruppi sono: albanesi, catalani, croati, francesi, francoprovenzali, friulani, germanici, greci, ladini, occitani, sardi, sloveni e sono rappresentati da circa 2.400.000 "parlanti" distribuiti in 1.171 comuni di quattordici regioni.
Per la tutela e la valorizzazione delle lingue minoritarie il ministero delle Autonomie e degli Affari regionali, guidato da Erika Stefani, ha nel luglio 2019 definito il riparto di 2 milioni 825mila euro a seguito del bando lanciato a gennaio in forza della legge 482 del 1999. Il provvedimento nazionale è nato in in attuazione dell'articolo 6 della Costituzione, che riconosce dodici comunità linguistiche storiche.
Le risorse sono ripartite allo Stato (84mila euro) e soprattutto alle Autonomie locali che hanno partecipato al bando, con oltre 2,7 milioni di euro per i Comuni, la Regione Friuli Venezia Giulia (mezzo milione di euro) e la Regione Sardegna (700mila euro).
Le domande presentate sono state cinquantatré, di cui quarantotto da parte degli enti locali di tutto il Paese, per un totale di centotré progetti. «Questo è un bando importantissimo per i nostri paesi, per i nostri territori» ha affermato Marco Bussone, presidente Uncem. «Ringrazio il ministro Erika Stefani per l'impegno e per aver dato seguito a quanto disposto dalla norma, che compie vent'anni». 

Canton Ticino, nuova fermata Ffs a S. Antonino

In servizio a settembre 2020 sulla linea Luino-Cadenazzo-Bellinzona

In Canton Ticino, a settembre 2020, entrerà in servizio una nuova fermata a Sant'Antonino, tra Giubiasco e Cadenazzo, sulla linea Bellinzona–Locarno. A fine maggio 2019 ha preso avvio il cantiere con un investimento complessivo di 12 milioni di franchi.
Con l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri e l’introduzione del collegamento diretto tra Locarno e Lugano (grazie alla bretella di Camorino non sarà più necessario cambiare treno a Giubiasco) è stato previsto lo spostamento di circa 350 metri in direzione sud dell’attuale fermata, in prossimità della zona industriale e commerciale. Con questo spostamento i treni che passeranno attraverso la nuova galleria potranno fermarsi anche a S. Antonino (ciò non sarebbe stato possibile nell’attuale ubicazione).

Ferrovienord, 112 milioni per potenziamento e sicurezza

Sulla rete ferroviaria interamente lombarda nel periodo 2019-2023 saranno investiti altri 53,250 milioni per nuovi interventi e 58,7 milioni per manutenzioni straordinarie
foto Regione Lombardia

Sulle linee di competenza diretta di Ferrovienord sarà potenziata l'efficienza e rafforzata la sicurezza ferroviaria. I lavori interesseranno la rete che attraversa i territori delle province di Milano, Monza, Como, Brescia, Varese.
La giunta regionale della Lombardia, su proposta dell'assessora Claudia Maria Terzi, ha il 2 agosto 2019 aggiunto agli investimenti già approvati l'anno scorso altri 112 milioni di euro per il periodo 2019-2023, destinati alla realizzazione di nuovi interventi (53,250 milioni) e al piano di manutenzioni straordinarie (58,7 milioni).

NUOVI INTERVENTI
Tra i 53,250 milioni stanziati per le nuove opere si segnalano:
*30 milioni per il potenziamento del nodo di Bovisa, sul quale transitano 800 treni al giorno. Saranno realizzati 4 nuovi binari, passando da 8 a 12, con ricadute positive su tutte le linee di Ferrovienord, oltre che sui flussi di traffico del passante ferroviario e dei treni diretti alle stazioni di Porta Garibaldi e Centrale, compresi i convogli per il collegamento a Malpensa.
*14,350 milioni per la linea Milano-Seveso-Asso, in particolare per l'eliminazione dei passaggi a livello di Seveso (5,350 milioni) e Meda (9 milioni). Questi interventi risolveranno le interferenze strada-ferrovia, contribuendo a una maggiore efficienza e regolarità del servizio ferroviario.
*2,4 milioni per il finanziamento del progetto di evoluzione del sistema di bigliettazione elettronica a livello regionale. Il finanziamento si aggiunge ai 30 milioni già investiti da Regione e destinati aziende del Tpl per l'attuazione di questa misura: sarà realizzato un centro servizi a livello regionale, al quale si collegheranno tutti i sistemi di bigliettazione elettronica locali. Sarà così possibile gestire su una sola tessera elettronica tutti i titoli di viaggio utilizzati sull'intero territorio regionale. Il sistema di bigliettazione elettronica sarà attivo a livello regionale a partire dall'autunno 2020..
*6,5 milioni per interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla rete del ramo di Milano e del ramo di Brescia.
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
"Oltre 58,7 milioni sono destinati a interventi di manutenzione straordinaria. Tra questi: il rinnovamento degli armamenti e altre opere di efficientamento delle linee, la messa in sicurezza di sottostazioni elettriche, la riqualificazione di sottopassi, lavori su fabbricati a disposizione dei viaggiatori, scale mobili e ascensori per migliorare l'accessibilità ai treni, in particolare per persone a mobilità ridotta e famiglie con bambini piccoli.
«Molti di questi interventi - ha commentato Terzi - non sono immediatamente visibili dagli utenti, ma sono fondamentali per il buon funzionamento del servizio. La parte visibile degli interventi consentirà, per esempio, di rendere più accessibili le banchine e i sottopassi».

Varese e Como, Notte di San Lorenzo e Ferragosto nei beni Fai

Serate e picnic a Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, al Monastero di Torba a Gornate Olona e a Villa Fogazzaro Roi a Oria Valsolda.
Villa Fogazzaro Roi,  Valerio Di Bussolo,2017© FAI - Fondo Ambiente Italiano
Villa Fogazzaro Roi, Sergio Oriani, 2016© FAI - Fondo Ambiente Italiano

Appuntamenti estivi tra bellezza e mondi d'arte con il Fondo Ambiente Italiano che in agosto accoglierà i visitatori in alcune sue splendide dimore.
A CASALZUIGNO (Varese) il Fai aprirà eccezionalmente di sera, sabato 10 agosto 2019 (dalle ore 19 a mezzanotte), Villa Della Porta Bozzolo per la Notte di San Lorenzo. Appuntamento (su prenotazione) dedicato alle stelle cadenti con una conferenza e l’osservazione guidata della volta celeste, a cura dell’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli. Possibilità di aperitivo rinforzato nel ristorante I Rustici (su prenotazione) e di visite guidate alle sale illuminate. Biglietti (visita guidata+conferenza con l’osservazione astronomica): intero euro 10; ridotto (6-18 anni) 5; famiglia 25; residenti 5; iscritti Fai 4.
Sempre a Villa Della Porta Bozzolo, giovedì 15 agosto (alle ore 10 alle 18), visite guidate a villa e giardino, giochi e laboratori per bambini e picnic sul prato. È possibile, su prenotazione, acquistare cestini picnic per due persone preparati dal ristorante I Rustici. Prenotazioni e informazioni: Villa Della Porta Bozzolo, viale Camillo Bozzolo 5, Casalzuigno (Varese) 0332.624136; I Rustici 334.56.30.121.
A GORNATE OLONA (Varese), sabato 10 agosto (dalle ore 19.15 a mezzanotte), Notte di San Lorenzo nel Monastero di Torba con visite guidate alla scoperta della storia millenaria del monastero, cena nel ristorante La Cucina del Sole e, per i più piccoli, laboratorio dedicato all’astronomia. Tutte le attività sono su prenotazione. Biglietto (ingresso, visita guidata, laboratorio): intero euro 9; ridotto (6–18 anni) 5; iscritti Fai e residenti 3; famiglia (2 adulti+2 bambini) 22; cena 35.
Per prenotazioni e informazioni: Monastero di Torba, via Stazione 2, Gornate Olona (Varese), 0331.820301- Per prenotazione di aperitivi e cene: La Cucina del Sole (tel. 348.8687196).
Sempre nel Monastero di Torba, il 15 agosto, picnic di Ferragosto con pranzo al sacco portato da casa o, su prenotazione, cestini preparati del ristorante La Cucina del Sole. Passeggiata guidata al parco archeologico di Castelseprio e mostra “Flavia Sebrio” (su prenotazione e fino a esaurimento posti). Inoltre giochi a squadre all’aria aperta (alle 11, alle 14.30 e alle 16 ) e per tutta la giornata visite alla scoperta del sito millenario. Per informazioni e prezzi: tel. 0331.820301 e 328.8377206.

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ORIA DI VALSOLDA, DI SERA A VILLA FOGAZZARO ROI

Aperture straordinarie con visite guidate, aperitivi a lume di candela, musica e letture di brani tratti da Piccolo Mondo Antico

A Oria di Valsolda (Como), sul Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi prolungherà anche sabato 10 e 24 agosto 2019 l’apertura oltre l’orario abituale e si animerà di luci, suoni e colori tra aperitivi, visite speciali, musica e letture tratte da Piccolo Mondo Antico. Ingresso: biglietti: intero euro 17; iscritti Fai e residenti gratuito. Possibile la sera (dalle ore 18.30 alle 20) Aperitivo poetico all’interno del giardino pensile con prelibatezze del territorio e musica jazz dopo la visita guidata (prenotazione obbligatoria al numero 0344/536602, dal mercoledì alla domenica). L’evento sarà annullato in caso di maltempo. Biglietti: intero euro 60; ridotto (4-14 anni) 25; iscritti Fai e residenti 50.
Per informazioni: Villa Fogazzaro Roi, via Antonio Fogazzaro 14, Oria di Valsolda (Como); tel. 0344.536602; 335 7275054.  

Foto, dall'alto: Villa Fogazzaro Roi, Valerio Di Bussolo,2017© FAI - Fondo Ambiente Italiano; Villa Fogazzaro Roi, Sergio Oriani, 2016© FAI - Fondo Ambiente Italiano; Monastero di Torba, Foto di Roberto Luisi© FAI - Fondo Ambiente Italiano; Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA) © effedueotto.com

Varese e Como, novità per studentesse mamma e disabili all’Università dell’Insubria

Si amplia il ventaglio di riduzioni e agevolazioni

A Varese e Como validissime novità per le studentesse mamme dell’Università dell’Insubria. Nelle valutazioni del merito vengono riconosciute riduzioni di soglia per il periodo di maternità. Inoltre, per gli studenti disabili che ne facciano richiesta, è possibile integrare la borsa di studio con un incremento monetario o sotto forma di ausili.
Sono queste alcune nuove tappe dei bandi appena aperti in materia di diritto allo studio e accoglienza. L'ateneo prealpino vuole così venire incontro ancora di più ai suoi studenti e, soprattutto, diventare più internazionale e accessibile anche a chi venga da molto lontano.

SOVVENZIONI SPECIALI E COLLEGI
Il primo bando riguarda i benefici per il diritto allo studio e, oltre i requisiti di reddito e merito scolastico, prevede - «per la prima volta in Italia», sottolinea l'ateneo - agevolazioni per le studentesse mamma e la possibilità di integrare la borsa di studio con un incremento monetario o sotto forma di ausili per gli studenti disabili che ne facciano richiesta.
Ritornano poi le sovvenzioni speciali - contributi a fondo perduto fino a mille euro - per studenti che abbiano subito gravi lutti o altri eventi negativi in famiglia tali da pregiudicare la situazione economica o accademica. Inoltre per gli studenti meritevoli, accanto ai benefici economici, c’è la messa in bando di quarantotto posti gratuiti nei Collegi di ateneo.
NUOVE BORSE DI MERITO
Il secondo bando, riguardante le borse di merito finanziate con fondi di ateneo, si aprirà il 5 agosto e prevede settantasette borse per l’anno accademico 2019-2020. Le novità sono cinque borse di studio per i vincitori delle Olimpiadi delle scienze e delle lettere e due borse di studio per i vincitori dei concorsi che si sono svolti nell’ambito di TedxVarese e Ted@youth 2019.
OSPITALITÀ ALLA PARI
Infine, due iniziative ampliano le tipologie di alloggio nelle sedi di Varese e Como.
La prima è l’avvio di un bando aperto di ospitalità alla pari per raccogliere la disponibilità delle famiglie degli studenti, ma anche dei cittadini, ad ospitare, per periodi medio-lunghi, studenti stranieri o italiani provenienti da altre regioni. Sono previsti anche un contributo mensile per le spese di vitto e alloggio fino a 300 euro e, se chi ospita ha un figlio che è studente all’Insubria, 25 ore di collaborazione studentesca pagate dall’ateneo per il suo impegno nel fare da guida all’ospite nei primi momenti di ambientazione.
La seconda grande novità è un bando unico per i posti in collegio, che riguarda sia quelli gratuiti assegnati sulla base del merito, sia quelli a tariffa piena, i cosiddetti «uso foresteria». I posti gratuiti sono rivolti agli studenti italiani, mentre quelli a pagamento sono per studenti Erasmus e "doppio titolo" in ingresso e ai dottorandi. Se avanzano posti alla fine delle assegnazioni delle varie categorie si attinge dalla graduatoria delle richieste "uso foresteria". La novità più significativa di questo bando è che viene abbandonata la logica della priorità cronologica di arrivo delle domande a favore di una graduatoria di merito.
  

Milano, metro M5 fino a Monza

Previste undici nuove fermate con interscambio con M1 a Cinisello-Monza e stazione Fs a Monza
Arengario di Monza, foto Stella Giulia Casarin per ABC MONZA 2019

A Milano la linea Metropolitana 5 sarà prolungata da Bignami a Monza. L'opera sarà cofinanziata anche da Regione Lombardia con 283 milioni di euro, previsti dalla manovra di assestamento di bilancio approvata dal Consiglio regionale.
L'attuale tratta urbana si estende da San Siro a Bignami ed è in esercizio dal 2015. Il prolungamento avrà un'estensione di circa 12,8 Km e prevede che dall'attuale capolinea M5 di Bignami siano realizzate undici nuove fermate, tra le quali centro storico, Parco e Villa Reale di Monza, ospedale San Gerardo e polo istituzionale di Monza. Inoltre la sua realizzazione determinerà due nodi d'interscambio modale: uno con il capolinea della M1 a Cinisello-Monza, l'altro alla stazione Fs di Monza con la rete ferroviaria.

Cinema e turismo, promozione dei set lombardi

Bando regionale di 100.000 euro per scoprire nuove ambientazioni – È rivolto a creativi 18-35 anni per progetti foto/audiovideo

Dal 29 luglio è possibile partecipare - sino al 16 settembre 2019 - al concorso Ciak #inLombardia. Il bando regionale della Lombardia ha una dotazione di 100.000 euro e vuole valorizzare la ricerca della Lombardia segreta, di ambientazioni sconosciute, siano esse montane, lacustri oppure ispirate al regista lombardo Ermanno Olmi.
Saranno selezionati progetti fotografici e audiovisivi con l'obiettivo di far conoscere nuove location lombarde adatte al cinema, alla televisione, alla fiction e alla pubblicità. Allo stesso tempo, foto e pellicole dovranno promuovere località famose della Lombardia sotto una veste insolita, originale e !!br0ken!!
La scelta dei progetti migliori si baserà su originalità del progetto, qualità tecnica dell'elaborato ed efficacia comunicativa. All'iniziativa possono partecipare i giovani tra i 18 e i 35anni, residenti in Italia o all'estero, studenti o diplomati di licei artistici, accademie di belle arti, corsi universitari, scuole professionali di settore delle arti visive. Sono escluse le persone giuridiche.
Alla valutazione degli elaborati seguirà una graduatoria. Ai primi classificati sarà riconosciuto un corrispettivo economico per complessivi 80.000 euro così ripartito: per gli elaborati fotografici: 1° classificato euro 6.000; 2° classificato euro 4.000; 3° classificato euro 3.000; 4° classificato euro 1.500; 5° classificato euro 500. Per gli elaborati audiovisivi: 1° classificato euro 15.000; 2° classificato euro 7.000; 3° classificato euro 4.000; 4° classificato euro 2.000; 5° classificato euro 1.000. 

Intervento - Farmacie rurali e montagna, nuovi servizi nei borghi di Alpi e Appennini

Firmata a Roma intesa tra Federmarma Sunifar e Uncem – Strategia congiunta contro la desertificazione
Davella_Pagliacci_Bussone_Garrone

INTERVENTO - Salvaguardare le aree montane dallo spopolamento e assicurare ai residenti i servizi essenziali, a partire da quelli sanitari. Questi i principali obiettivi del protocollo d'intesa siglato a Roma da Federfarma-Sunifar, che rappresenta le 6.700 farmacie dislocate nei comuni con meno di 5mila abitanti, e Uncem, l'Unione nazionale dei comuni, delle comunità e degli enti montani.
Il protocollo impegna le due associazioni a sollecitare interventi che promuovano la presenza di attività economiche e di servizi socio-sanitari accessibili ed efficienti nei comuni montani, per garantire standard di vita migliori a residenti e turisti. In particolare, verrà adottata ogni possibile iniziativa per garantire nei centri montani la presenza continuativa dell'ambulatorio medico e per mettere le piccole farmacie in condizione di continuare ad erogare il servizio farmaceutico e ampliare le prestazioni offerte sul territorio. Saranno attivate campagne congiunte di prevenzione ed educazione alla salute su temi di stretto interesse per le popolazioni delle comunità montane, che coinvolgeranno in prima linea le farmacie.
L'intesa tra Federfarma-Sunifar e Uncem nasce dalla condivisione dell'importante ruolo svolto dalla farmacia rurale nei piccoli paesi di montagna, dove spesso costituisce l'unico presidio sanitario rimasto.
«Sono molto soddisfatta dell'intesa raggiunta con Uncem - afferma la presidente del Sunifar, Silvia Pagliacci -. Abbiamo condiviso l'idea che s debba lottare insieme contro lo spopolamento dei Comuni montani e quindi serve una strategia congiunta per contrastare questa desertificazione. Un protocollo che entro tre mesi porti a termine un programma d'azioni a partire dal ritorno della dpc per finire all'ampliamento di tutti i servizi offerti dalle farmacie. Collaboreremo per valorizzare il ruolo della farmacia rurale e salvaguardare la vitalità delle zone montane, che insieme rappresentano un importante patrimonio del nostro Paese».
Secondo le due associazioni è fondamentale che la farmacia dispensi tutti i farmaci SSN, evitando che i malati e i loro familiari debbano spostarsi per raggiungere Asl e ospedali dove ritirare i farmaci erogati con la distribuzione diretta. Le piccole farmacie devono poi essere messe in grado di continuare a offrire servizi di prevenzione, di prestazioni di prima istanza, di front office, di telemedicina, come previsto dalla normativa sulla Farmacia dei servizi. Non solo: il protocollo sottolinea che le farmacie debbano avere la possibilità concreta di essere punto di riferimento sul territorio in caso di emergenza, effettuando piccole medicazioni e con l'uso di defibrillatori. Ancora, le piccole farmacie devono poter rappresentare un faro di orientamento per indirizzare il cittadino nella scelta della struttura SSN più adatta al suo problema di salute o per guidarlo nello svolgimento di pratiche burocratiche, soprattutto se si tratta di una persona anziana che ha difficoltà a muoversi.
«Siamo particolarmente onorati di firmare questo accordo - evidenzia Marco Bussone, presidente nazionale Uncem - che ci porta nel futuro e dimostra che i servizi sui territori sono possibili se stringiamo sempre di più dei patti fra pubblica amministrazione e privati. Le farmacie, un punto di riferimento così radicato e strutturato, non potevano che essere un partner privilegiato per dare nuovi servizi e assistenza ai cittadini. ll lavoro da fare insieme a Federfarma Sunifar guarda al futuro dei servizi nelle aree montane, portando anche nelle farmacie l'innovazione dell'Agenda digitale, le opportunità della Strategia nazionale Aree interne, le risorse della nuova Programmazione di fondi europei 2021-2027. Le farmacie sono un punto di riferimento prezioso nei piccoli Comuni che può ulteriormente crescere in stretta sinergia con gli enti locali».
UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Roma

Varese, nuovo centro di distribuzione postale dopo l’hub di Bologna

Inaugurato a Cazzago Brabbia il nuovo impianto capace di consegnare 20mila pezzi al giorno
Pt Cazzago Brabbia

A Cazzago Brabbia (Varese) è stato inaugurato, lunedì 29 luglio 2019, il nuovo centro di distribuzione postale, capace di consegnare 20mila pezzi al giorno. Presenti alla cerimonia il vicedirettore generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, il sindaco di Cazzago Brabbia Emilio Magni e l’amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane Matteo Del Fante (da sx nella foto).
Il nuovo centro si sviluppa su una superficie di 2.400 metri quadrati, impiega quotidianamente cinquanta persone, fronteggia volumi annui pari a 5 milioni di invii tra corrispondenza ordinaria, posta a firma e pacchi destinati ai ventitré comuni della zona. Con questo impianto Poste Italiane inizia ad inaugurare il primo dei trentasei nuovi impianti con cui prosegue l’opera di ampliamento e di trasformazione della rete logistica, avviata con il nuovo hub per l’eCommerce di Bologna e per la quale ha stanziato un piano di investimenti da 40 milioni di euro.
«Il nuovo Centro – ha precisato l'azienda - sostiene la strategia di crescita nella logistica legata agli acquisti online, nella rinnovata missione di vicinanza al territorio ed è funzionale all’avvio del nuovo modello di recapito “Joint Delivery”, che, grazie all’introduzione della linea business, prevede la consegna dei pacchi e dei prodotti e-commerce in fasce orarie estese fino alle 19,45 e durante i fine settimana».
Poste Italiane, che opera da 157 anni, conta su una rete di circa 13.000 uffici postali, 134 mila dipendenti, 514 miliardi di euro di attività finanziarie totali e circa 35 milioni di clienti. 

“Treno pompiere” anche sulla linea Luino-Gallarate

Nel 2020 la Regione Lombardia sosterrà il suo acquisto da parte di Rfi con un contributo massimo di un milione

Ora è scritto nero su bianco. Di più: ci sono i soldi. Il treno speciale “Spegnimento e soccorso” - da anni realtà ferroviaria della vicina Confederazione Elvetica ma finora aspirazione del linea Luino-Gallarate – dovrebbe apparire anche nel nostro territorio.
L'assemblea regionale della Lombardia, il 26 luglio 2019, ha approvato un emendamento della vicepresidente Francesca Brianza alla manovra di Assestamento 2019-2021, che autorizza nel 2020 un contributo massimo di un milione di euro a Rete Ferroviaria Italiana. Obiettivo: «acquisto di un mezzo per il servizio di soccorso e antincendio da destinare alle linee merci ferroviarie connesse al tunnel del Gottardo, in particolare sulla linea Luino-Gallarate che ha fatto registrare un significativo aumento del traffico merci».
Ancora qualche anno, dunque, e anche sulla ferrovia Luino-Gallarate – prosecuzione della linea internazionale Cadenazzo (Svizzera)-Luino-Milano – sarà o, almeno, dovrebbe essere disponibile uno strumento di sicurezza, dalle Ferrovie Federali Svizzere adottato da quasi mezzo secolo e su queste colonne da anni auspicato. Basta rivedere l'articolo «Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit» (ilcorrieredelverbano.it del 29 marzo 2017) o addirittura l'articolo «Servizio ferroviario e sicurezza-Il nuovo “treno pompiere” delle Ferrovie Federali Svizzere» (Il Corriere del Verbano del 17 giugno 2009), del quale riproponiamo alcuni passaggi.

IN SVIZZERA GIÀ DAL 1976

«...Qualche anno fa perfino nella stazione internazionale di Luino... gli angeli del 115 furono chiamati per le dispersioni di prodotti chimici da una cisterna. Incapparono in una serie di carenze strutturali ed attrezzi e dovettero arrangiarsi alla meglio. Lo scalo, interessato da numerosi treni con merci da/per mezza Europa, si dimostrò inadeguato ad uno straccio di pronto intervento. La stazione internazionale, attraversata giornalmente da una novantina di treni merci che trasportano di tutto, non è attrezzata per far fronte ad emergenze varie sia nello scalo che in linea.
«Nella vicina Svizzera la musica è un'altra. Le Ferrovie Federali dal 1976 dispongono di ”treni spegnimento e soccorso”(TSS) in grado di far fronte ad ogni malaugurata necessità....
«I discendenti di Guglielmo Tell fanno sul serio anche in campo di sicurezza ferroviaria. Il personale è dotato da sempre di vestiario antinfortunistico, diffuso finalmente anche in Italia. Persino gli ombrelli sono visibili a distanza nelle ore notturne. E le Ferrovie Federali Svizzere vanno sul concreto e commissionano nuovi TSS sempre più evoluti e dotati di ogni ben di dio per tutelare ambiente, dipendenti e viaggiatori.
«L' ultimo, varato il 25 aprile 2009, è targato TSS 08. Il convoglio si articola in tre moduli ognuno con trazione diesel autonoma. I ferrovieri rossocrociati lo chiamano orgogliosamente il treno pompiere. Uno dimora a Bellinzona, pronto a viaggiare a 100 l'ora in caso di necessità in tutto il canton Ticino e, volendo, anche sulla Luino-Gallarate. Costa 8 milioni di franchi, pesa 240 tonnellate. E' in grado di superare pendenze del ventisette per mille trainando 730 tonnellate. I tre veicoli possono operare in linea singolarmente ognuno superdotato di motore e proprie specificità.... Giovanni Mele».