Edizione n.5 di mercoledì 13 febbraio 2019

Dighe e grandi derivazioni idroelettriche, proprietà dallo Stato alle Regioni

Ricadute della nuova norma nazionale su Province e Comuni

Per dighe e grandi derivazioni idroelettriche cambia, anche in Lombardia, l'appartenenza. Passano dallo Stato alle Regioni e il rinnovo delle concessioni consentirà un grande ciclo di investimenti privati e occupazione.
Il 7 febbraio 2019 il Parlamento ha varato il Decreto Semplificazione 2018 e una norma stabilisce che, alla scadenza delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e, nei casi di decadenza o rinuncia, tutte le opere di raccolta, di regolazione e di derivazione, principali e accessorie, i canali adduttori dell'acqua, le condotte forzate e i canali di scarico passeranno, senza compenso, in proprietà delle Regioni, in stato di regolare funzionamento. Il provvedimento, atteso da chi lo sostiene da oltre vent'anni potrà, per l'assessore regionale lombardo Davide Caparini (Bilancio), «generare un ciclo di investimenti privati fino a 5 miliardi nei prossimi dieci anni e, secondo uno studio dell'Ance del 2014, fino a 45.000 posti di lavoro e un terzo di punto di Pil».

LOMBARDIA PRIMO PRODUTTORE NAZIONALE DI ENERGIA IDROELETTRICA
La Lombardia è il primo produttore nazionale di energia idroelettrica con settanta grandi derivazioni per circa 1200 MW di potenza nominale concessa e 600 piccole derivazioni per circa 250 MW di potenza concessa e, da sola, concorre ad oltre il 25% della produzione nazionale. Alcune di queste (17 su 70) sono scadute da anni e mai riassegnate. Nel frattempo Regione Lombardia potrà chiedere canoni aggiuntivi per gli impianti con una potenza superiore a 3000 kwatt nel periodo che decorre tra la concessione scaduta e la riassegnazione della stessa, destinandone almeno il 60% alle Province sedi di impianti.
La maggior parte delle settanta grandi derivazioni idroelettriche insiste su territori montani, come quello di Sondrio, Brescia, Bergamo, Como, Lecco e in parte Varese, ma ci sono alcune centrali anche nell'area metropolitana di Milano e in provincia di Monza e Brianza. La provincia di Sondrio, in particolare, con il maggior numero degli impianti allocati sul territorio (26) e oltre la metà della potenza concessa (650 MW su 1200), realizza da sola circa il 50% della produzione regionale.
PROVENTI DA CANONI AGGIUNTIVI E ENERGIA GRATUITA
«Entro il 2023, tempo necessario per la stesura della legge regionale e la riassegnazione delle concessioni, saranno maturati canoni aggiuntivi sulle concessioni scadute per un totale di 86 milioni di euro, dei quali 14 a Regione Lombardia e 72 alle Province lombarde» ha dichiarato l'assessore regionale Massimo Sertori (Enti locali).
La legge prevede anche la possibilità di chiedere ai concessionari una parte di energia gratuita che, per almeno il 50% dovrà essere distribuita alle province dove insistono gli impianti. «Si tratta – ha aggiunto Sertori - di 260 milioni di kWh, ossia circa 30 milioni di euro l'anno di energia gratuita da destinare ai servizi pubblici. Così come già succede per Trento e Bolzano, anche tutti gli altri territori di montagna potranno utilizzare una parte importante dei proventi generati dall'idroelettrico».
UNCEM: «E I PICCOLI COMUNI?»
Oggi, oltre ai canoni che i concessionari versano annualmente alle Regioni, sono previsti i "sovracanoni" destinati ai Comuni, secondo quanto scritto nella legge 959 del 1953.
«Il nuovo articolo 11-quater del DL – osserva l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani - obbliga le Regioni a destinare il 60% dei canoni incassati alle Province, non citando però il ruolo dei Comuni ove hanno sede impianti ovvero attraversati da condotte e toccati da altre opere. Saranno le Regioni, secondo il nuovo dispositivo, a fissare il canone, che Uncem si augura possa essere compatibile con lo "storico" sovracanone destinato agli Enti locali e non sostitutivo. Per i piccoli Comuni, i sovracanoni oggi sono un'entrata fondamentale, una posta decisiva nel bilancio, ben superiore a quanto trasferito in forma ordinaria dallo Stato». 

Varese, al Del Ponte Isola neonatale donata dagli Alpini

La postazione è frutto di una iniziativa natalizia
Isola neonatale, Gruppo Alpini

Un lettino con sponde dotato di tutte le tecnologie e gli strumenti per monitorare e riscaldare il bambino. È l’Isola neonatale donata ufficialmente l'8 febbraio 2019 dal Gruppo Alpini all'ospedale Filippo Del Ponte di Varese.
Le Penne Nere hanno accolto una richiesta avanzata dalla presidente della Fondazione Il Ponte del Sorriso, Emanuela Crivellaro, e devoluto una parte del ricavato di una loro classica iniziativa natalizia, il Panettone degli Alpini. «Gli Alpini di Varese, anima buona e solidale della città, non hanno esitato un attimo a condividere il nostro progetto» ha commentato Crivellaro.
L'isola neonatale sarà utilizzata in Terapia intensiva neonatale, come spiega il direttore della Pediatria di Varese e del dipartimento Donna e bambino dell’Asst Massimo Agosti. «Dotata di base sollevabile, luce di ispezione orientabile, pannello sonde con termosensore, bilancia elettronica integrata, cassetto portalastre» - spiega il professor Agosti - «è indicata per la cura dei neonati ricoverati in Neonatologia e in T.I.N..  Le configurazioni di cui è dotata, infatti, sono particolarmente indicate per i neonati più fragili, che possono quindi essere curati direttamente in culla, senza che il personale sanitario interferisca con i loro movimenti». 

Varese, nuove assunzioni in Confartigianato

Quattro esperti in amministrazione del personale, un consulente del lavoro, un medico del lavoro, un ingegnere della sicurezza. Sono le sette figure professionali cercate da Confartigianato Varese Artser per la sua AreaLavoro,
Per presentare la candidatura, è necessario accedere al sito www.asarva.org e inserire il c.v. alla voce corrispondente al proprio profilo professionale nella sezione “Entra nel nostro team”. Le nuove assunzioni andranno ad aggiungersi ad altre 29 professionalità (età media 39 anni) entrate nel solo 2018 in associazione, nella società di servizi Artser e nelle altre società del sistema. 

Ipotermia, «uno stato subdolo e spesso sottovalutato»

A Varese attivo da quattro anni un Centro regionale di riferimento per il trattamento del paziente ipotermico accidentale
master internazionale in Mountain Medicine

Sopravviene con temperatura corporea sotto i 35 gradi e possono favorirla vari fattori, dalle condizioni ambientali a un inadeguato abbigliamento, dal vento alla denutrizione e alla malattia, dall'umidità all’assunzione di alcool o droghe. È la ipotermia, un abbassamento generalizzato della temperatura corporea, diversa dal congelamento, che si localizza invece su ben definite parti del corpo umano, mani, piedi, viso.
«L’ipotermia - spiega il dottor Luigi Festi dell'Ospedale di Circolo di Varese - è spesso sottovalutata: basti pensare che può presentarsi in alcune condizioni, di notte o, in presenza di eventi meteorologici estremi, anche nel periodo estivo. Per valutare l’entità dell’ipotermia, si ricorre alla tabella stilata venti anni fa dallo svizzero Bruno Durrer, che individua quattro stadi di ipotermia».
L’Ospedale di Circolo di Varese è, da quattro anni, uno dei Centri regionali di riferimento per il trattamento del paziente ipotermico accidentale e direttore del Centro è Luigi Festi in collaborazione con il direttore della Cardio-chirurgia Cesare Beghi. Festi è un chirurgo che negli anni si è specializzato in Medicina di montagna e può contare sulla collaborazione con i maggiori esperti al mondo in questo campo. In virtù proprio di queste competenze, è anche ideatore e direttore didattico del master internazionale in Mountain Medicine dell’Università dell’Insubria e presidente della Commissione medica centrale del Club Alpino Italiano.

Come prevenire l’ipotermia
Primo presidio per evitare la comparsa di ipotermia, che al grado 3 e 4 della classificazione può essere mortale, è quello di affrontare l’ambiente freddo in buone condizioni di salute e adeguatamente equipaggiati.
«Ormai i moderni materiali che caratterizzano l’abbigliamento dedicato alla montagna - precisa Festi - consentono una vestizione cosiddetta a cipolla, quindi composta da più strati: sono necessari pochi strati traspiranti durante l’attività fisica, così che il sudore non ristagni sulla pelle, aumentando il pericolo di ipotermia quando ci si ferma. Servono invece più strati quando ci si ferma e durante il riposo, dal momento che la presenza di aria tra strato e strato agisce come isolante, aiutando a mantenere la fisiologica temperatura corporea».
Ma non è tutto. «E’ importante poi – aggiunge Festi - evitare per quanto possibile l’esposizione al vento e all’acqua e l’assunzione di alcol e droghe che provocano vasodilatazione periferica, aumentano la dispersione del calore. È invece utile muoversi per produrre calore, massaggiare le parti a rischio, mani e piedi, se possibile nutrirsi con alimenti ipercalorici, assumere liquidi caldi».
Soprattutto, però, bisogna evitare di farsi sorprendere senza un equipaggiamento adeguato dal repentino cambiamento delle condizioni ambientali. «Per evitare l’ipotermia – prosegue Festi - è fondamentale pensarci. Sì, perché l’ipotermia è uno stato subdolo, che si insinua lentamente e di cui spesso non si ha la consapevolezza. I sintomi sono infatti piuttosto comuni, dai brividi ad uno stato di incoscienza sempre più accentuato. Anzi, con il peggiorare della situazione l’ipotermia comporta uno stato di euforia e semi-incoscienza».
Varie le procedure che possono essere intraprese negli stadi più precoci e sono alla portata di tutti. Quando, però, la temperatura interna scende sotto i 32 gradi, è necessaria la presenza di personale sanitario. «Il ruolo del cardio-chirurgo e del perfusionista – conclude Festi - diventa quindi essenziale, e il trattamento terapeutico viene concordato insieme tra responsabile del Centro e cardio-chirurgo, escludendo a priori i pazienti gravemente traumatizzati o in asfissia, situazioni che controindicano la rianimazione e il riscaldamento».
Nella foto: soccorso in montagna (foto scattata all'Alpe D'Huez, in Francia, in occasione dell'edizione 2018 del master internazionale in Mountain Medicine dell’Università dell’Insubria in collaborazione con il corso di Mountain Emergency Medicine dell'Università di Grenoble). 

INTERVENTO - M5S Lombardia: «Al via ALERTiamoci»

È un canale di comunicazione diretto con gli inquilini delle case popolari

INTERVENTO Un numero whatsapp, il 3921337126, una mail, alertiamoci@lombardia5stelle.it, e un modulo per le segnalazioni online al link https://goo.gl/hwJ427 per gli inquilini delle case di edilizia residenziale pubblica. Grazie all’iniziativa ALERtiamoci, iniziata il 12 febbraio 2019, il M5S si mette a disposizione di chi vive nelle case popolari perché emergano problemi, disagio o eventuali difficoltà.
La casa è un diritto che va difeso ogni giorno fuori e dentro le istituzioni e per farlo ci mettiamo a completa disposizione dei cittadini. Con la campagna “ALERtiamoci” vogliamo creare un canale di comunicazione diretto con gli inquilini degli alloggi popolari che troppo spesso non sono rappresentati nelle istituzioni.
Faremo da tramite fra il cittadino e l’ente pubblico per aiutare a risolvere i gravi disservizi che spesso subisce chi vive negli alloggi popolari. Grazie a questa iniziativa faremo sentire la voce dei residenti di Aler in regione. Gli inquilini meritano servizi decenti.
Nicola Di Marco
consigliere regionale M5S Lombardia 

Celiachia e dintorni, tra «fake news, mode e superficialità»

A Varese sabato 16 febbraio incontro aperto a medici, farmacisti, pazienti e loro familiari

Altro è la malattia celiaca, altro la sensibilità al glutine non celiaca o, ancora, l'allergia al grano. Una cosa è la diagnosi di celiachia nell'adulto, un'altra nel bambino. Su cause, modalità diagnostiche e terapie circolano molte notizie, alcune su basi scientifiche e altre completamente infondate. Escludendo l'allergia al grano, che è una vera e propria forma allergica, la disinformazione riguarda soprattutto celiachia e sensibilità al glutine.
A questi e altri aspetti è dedicato, nella mattina di sabato 16 febbraio 2019, un incontro a Varese nell’Aula Michelangelo dell’Asst dei Settelaghi, organizzato da Asst e Università dell'Insubria e aperto a medici, farmacisti, pazienti e loro familiari. Sarà introdotto dal direttore generale dell’Asst dei Settelaghi Gianni Bonelli.
RELATORI
Interverranno il direttore della Gastroenterologia dell'Ospedale di Circolo di Varese e del dipartimento di Medicina specialistica dell'Asst, Sergio Segato, le professoresse dell’Università dell’Insubria Silvia Salvatore (Pediatria) ed Eugenia Dozio (dietista) e i referenti provinciali dell’Associazione Italiana Celiachia, Ettore Cannas e Carmelo Ortuso.
«C'è molta confusione, alimentata da fake news, mode e superficialità» spiega Sergio Segato. «Negli ultimi anni si sta osservando un numero crescente di persone che si autodiagnostica la malattia e si sottopone a restrizioni dietetiche ingiustificate e, talvolta, pericolose. Di contro, molte persone che hanno veramente la celiachia non vengono tuttora identificate E' quindi molto importante fare chiarezza, precisando innanzitutto che celiachia e sensibilità al glutine sono due condizioni molto diverse tra di loro».
Attualmente in Italia sono circa 200mila le persone con diagnosi di celiachia, ma si ritiene che siano almeno altrettanti gli italiani che soffrono della patologia senza saperlo. La malattia risulta soprattutto concentrata nella fascia di età 19-40 anni (35 per cento circa) e nella fascia 41-65 anni (31 per cento circa). In forte aumento la prevalenza in età pediatrica, che, secondo studi recenti, si aggirerebbe in Italia intorno a 1,3 -1,5 %. 

Piste ciclabili, sul lago di Garda la più spettacolare d'Europa

Primato lombardo con 1477 davanti a Toscana, Veneto e Piemonte
Piste ciclabili

Tra il 2011 e il 2016 in Italia le piste ciclabili sono cresciute del 21,7%, raggiungendo, nei comuni capoluogo di provincia, una lunghezza di 4.370,1 chilometri. In tutte le regioni italiane vi è stata anche una crescita della lunghezza delle piste ciclabili, ad eccezione di Calabria e Molise, dove è stata registrata una diminuzione.
L'Emilia-Romagna batte tutti per i chilometri da percorrere (1.285,8 km) davanti a Lombardia (707,6 km) e Veneto (538,9 km). Ma è la Lombardia la regione con il maggior numero di piste ciclabili d'Italia (1477), seguita dalla Toscana (880), dal Veneto (718), dal Piemonte (655) e dall'Emilia-Romagna (636). Sua inoltre la pista ciclabile di 12 chilometri sul lago di Garda, considerata più bella d'Europa.
Questi dati emergono dall'approfondimento settimanale di #LombardiaSpeciale, pubblicato sul sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it
A MILANO LE PIÙ LUNGHE
Tra i comuni capoluogo di provincia lombardi, Milano è quello con le piste ciclabili più lunghe (215 km nel 2016, con un aumento del 64,1% rispetto al 2011). Seguono Brescia (135,3 km nel 2016, con un aumento del 12,8% rispetto al 2011), Mantova (104,1 km nel 2016, +10,5% sul 2011), Cremona (65,4 km nel 2016, +23,4% sul 2011), Bergamo (47,4 km nel 2016, +40,2% sul 2011), Lodi (37,2 km nel 2016, +14,1% sul 2011).  E poi ancora Pavia (37 km nel 2016, +25,4% sul 2011), Monza (23 km nel 2016, dato invariato rispetto al 2011), Sondrio (17 km nel 2016, +13,3% sul 2011). Chiudono la graduatoria Varese (10,9 km nel 2016, +14,7% sul 2011), Como (8,3 km nel 2016, +3,8% sul 2011) e Lecco (7 km nel 2016, +16,7% sul 2011). 

Gazzada, I Salmi di Davide per agire nella realtà

A Villa Cagnola, venerdì 22 febbraio 2019, confronto tra la psicologa e psicanalista Stella Bolaffi Benuzzi e il biblista don Massimiliano Scandroglio
dalla locandina

I Salmi di Davide visti e vissuti attraverso la lente ebraica e quella cristiana saranno il filo conduttore di un dialogo tra la psicologa e psicanalista Stella Bolaffi Benuzzi e il biblista don Massimiliano Scandroglio, venerdì 22 febbraio 2019 (ore 20.45), a Villa Cagnola di Gazzada. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
L'incontro prenderà lo spunto dal libro di Stella Bolaffi Benuzzi “Ridammi Vita-Dai Salmi di Davide a una visione etica contemporanea”. Lo studio è ispirato dal pensiero del rabbino Giuseppe Laras e del cardinale Carlo Maria Martini, che diventa diario personale di un viaggio senza fine per la costruzione di un'etica individuale e collettiva.
L'autrice vanta esperienze nel sociale (ospedale psichiatrico di Varese, tribunale per i minorenni di Milano, servizi socioassistenziali del Comune di Varese, Asilo Mariuccia di Milano), è stata relatrice a convegni e conferenze, ha pubblicato numerosi articoli su riviste e quotidiani. A sua firma sono usciti i libri Giulio Bolaffi, Un partigiano ribelle (Daniela Piazza Editore, 1996), l'autobiografico La balma delle streghe. L'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana (Giuntina, 2013) e il romanzo di costume a sfondo sociale La Grotta della Foca Monaca (Salomone Belforte & C, 2016). 

Tradate, il delicato rapporto tra arte e legalità

Ricerca di Tiziana Zanetti, Annalisa Palomba e Leonardo Salvemini – Presentazione il 16 febbraio nell'Auditorium The Boga Foundation
Arte e legalità, art days

Ruota sul rapporto tra arte e legalità, da un lato, ed educazione al patrimonio culturale, dall'altro, una ricerca nata in terra varesina, che sarà presentata a Tradate (Varese), sabato 16 febbraio 2019 (ore 16), nell'Auditorium The Boga Foundation. Il tema sarà illustrato da Annalisa Palomba, Tiziana Zanetti e Leonardo Salvemini, autori del libro “Arte e legalità. Per un’educazione civica al patrimonio culturale” (San Paolo editore). Moderatore dell'incontro, Marco De Crescenzo, direttore di Hestetika Magazine. L’iniziativa si inserisce nel ciclo di eventi e attività culturali Art Days promosse dalla The Boga Foundation.
La ricerca è stata promossa, due anni fa, dall’Istituto di Antropologia per la cultura della persona e della famiglia di Milano e curata da Tiziana Zanetti, studiosa del diritto dei beni culturali, con la direzione di Annalisa Palomba, giudice penale, ora in funzione presso il tribunale di Verbania (ex sostituto procuratore della Repubblica di Varese). Presidente dell’Istituto e coautore del volume è Leonardo Salvemini, docente di diritto dell’ambiente e avvocato amministrativista.
«Il titolo scelto per la ricerca, e per il volume che ne contiene i passaggi più significativi, ne mette in luce i due momenti fondamentali» spiega Tiziana Zanetti. «Il primo, più ampio e consistente, è rappresentato dall’analisi del rapporto, delicato e controverso, tra l’arte e il diritto (da qui: la legalità); il secondo dalla raccolta degli elementi e delle evidenze critiche emerse dall’indagine e dalla loro “messa a sistema” in un’ottica formativa, informativa e educativa». L’architettura del lavoro – ed è questo uno dei suoi punti di forza - propone, in nome dell’interdisciplinarità, punti di vista e di analisi differenti ma di profonda complementarietà.
Come spiega Annalisa Palomba, il magistrato è curioso e perplesso di fronte all’arte e alle forme di aggressione sui beni culturali. «Nelle proprie indagini e decisioni, utilizza anche strumenti scientifici che sono anche serventi alle discipline artistiche. Il magistrato cerca la verità in un campo di verità relative e che pone inconsapevoli dubbi».
La Boga Foundation è una fondazione internazionale che si propone di valorizzare e rendere pubblica l'attività culturale, artistica e professionale non solo dei Boga, ma anche di altri artisti. Le sue attività spaziano dalla promozione dei nuovi talenti al campo editoriale e alla didattica.
La fondazione internazionale ha creato una Academy per artisti e studenti. Sua la pubblicazione non solo di cataloghi e libri dedicati ad arte e dintorni, ma anche della rivista trimestrale d’arte, design, architettura, fashion e hi-tech “Hestetika”. A Tradate ha realizzato due spazi espositivi, il vasto innovativo e multimediale MUQ (Museo Quando il pensiero supera il gesto) di oltre 2.500 metri quadri e il laboratorio di arti ed idee “Atelier des Artistes”. 

INTERVENTO - Trasporto pubblico, Astuti (PD): «Il governo taglia 52 milioni alla Lombardia»

«Il Governo del cambiamento sta tagliando le risorse al trasporto pubblico in Lombardia per cinquantadue milioni di euro. I tagli sono per ora un congelamento di fondi legato al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica del Governo, ma le notizie di questi giorni non lasciano ben sperare per il loro scongelamento. Se i tagli non verranno scongiurati dalla Regione, con risorse proprie, si rischia concretamente che le agenzie territoriali debbano approvare piani di riduzione dei costi che fatalmente andrebbe a impattare su quantità e qualità del servizio. Questi possono essere gli effetti del Governo del cambiamento sulla vita reale dei cittadini.»
Così ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti a seguito della risposta all'interrogazione del Pd, il 5 febbraio 2019 in Consiglio regionale durante il question time, da parte dell'assessore Claudia Terzi.
La titolare della delega regionale ai trasporti ha confermato che il governo, nella recente manovra finanziaria, ha inserito un fondo di “accantonamento e indisponibilità” di 2 miliardi di euro a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, alimentato anche da 300 milioni del fondo nazionale dei trasporti che va a finanziare il trasporto pubblico delle regioni. La quota destinata alla Lombardia, oggi congelata, è di circa 52 milioni di euro.
Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia 

Verbania, la storia del teatro 'Il Maggiore' e i disegni di Salvador Arroyo

dalla locandina

Inaugurata il 19 gennaio, resta aperta fino al 10 marzo la mostra “Friendly Stones: la nascita di un’idea”, Il Maggiore di Verbania nei disegni visionari di Salvador Arroyo. Proposta dal Museo del Paesaggio, nell’ambito delle attività del Centro studi del paesaggio, è ospitata a Palazzo Viani Dugnani in via Ruga 44. L’esposizione nasce dal legame sviluppatosi tra Verbania e l’architetto Arroyo, il quale ha donato al Museo del Paesaggio tutti gli schizzi originali per la progettazione del teatro “Il Maggiore”.
La mostra è divisa in sezioni che raccontano l’evoluzione di un progetto, la nascita di un’idea e la sua evoluzione grazie all'impatto che il paesaggio crea. «L’importanza di vivere il territorio, entrarci e farsi raccontare da lui la storia del passato per interpretare al meglio il presente – scrivono gli organizzatori -, è alla base del rapporto che Arroyo ha avuto con Verbania nell’ideazione del progetto che gli è stato commissionato. Numerosi sono stati i sopralluoghi solitari e le ore che l’architetto ha passato in riva al lago ad osservare il panorama, a studiare le forme delle montagne che abbracciano la zona e a camminare nelle viuzze storiche alla ricerca della chiave di lettura per creare il giusto simbolo moderno di Verbania… e questa ispirazione è arrivata dalla pietra, questo materiale così ampiamente presente nel territorio verbanese da diventare quasi famigliare o amichevole per chiunque ci viva o ci passi… ed ecco il titolo della mostra… le pietre amichevoli sono proprio quelle che hanno ispirato la nascita del teatro, quelle pietre che, a ben guardarle, nascondono sempre un volto umano sorridente al loro interno.».
www.museodelpaesaggio.it/mostre/friendly-stones-la-nascita-unidea/  

Lombardia, salvati sette treni storici

Accolta dalla giunta regionale una proposta di Comitati e M5S
treni-storici, foto M5S
Treno blu_03_c.-bonari, foto M5S

Una bella notizia per gli estimatori dei beni artistici e culturali. In Lombardia quattro treni storici più tre elettromotrici del 1928 sono stati tolti dall’elenco delle rottamazioni e avviati a restauro per essere in seguito immessi nel circuito turistico. Ne ha dato notizia il 1° febbraio 2019 il consigliere regionale del M5S Lombardia Nicola Di Marco.
«Trenord e Regione hanno fatto un passo indietro sulla rottamazione di sette treni storici, grazie alla lodevole segnalazione di comitati e associazioni di settore» ha spiegato l'esponente pentastellato. «La giunta regionale ha in questi giorni risposto positivamente a una nostra interrogazione del 19 novembre 2018».
Il settore registra anche in Lombardia una attrattività crescente. «Nel 2018 – ricorda Di Marco - l’iniziativa delle corse di treni storici verso il Lago d’Iseo (nelle due tratte, la prima da Milano a Bergamo e poi fino al lago, la seconda da Brescia via Rovato) ha raggiunto picchi di 360 viaggiatori a treno. Per il 2019 è in programma l’apertura di una nuova serie di corse verso il Lago di Como».
Il fascino dei treni storici vanta iniziative di alta suggestione. «In Italia – osserva Di Marco - abbiamo esempi recenti e virtuosi di recupero di patrimonio storico da parte, fra gli altri, di Fondazione FS Italiane treni storici: un caso virtuoso è quello della linea Reggia Express fra Napoli e Caserta, un altro il treno a vapore da Torino a Canelli passando per le Langhe e il Monferrato, o ancora l’Archeotreno da Napoli a Pompei e Paestum».
Oltre la salvezza di questi manufatti, il consigliere Di Marco ha proposto anche la progettazione di un Museo dedicato al settore e la formazione del personale – da parte di Trenord - per la conduzione di locomotive a vapore. 

Immagini: treni storici, foto M5S; Treno blu 03, c. Bonari, foto M5S

Case vacanza Lombardia, obbligatorio il codice identificativo

La sua indicazione prescritta dal 1° novembre 2018

C'è ora anche in Lombardia una garanzia a difesa degli utenti di case vacanze. Dal 1° novembre 2018, è obbligatoria l'indicazione del Codice identificativo di riferimento per gli annunci di pubblicità, promozione e commercializzazione dell'offerta di case e appartamenti per vacanze, compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche.
Il CIR è amministrativamente disciplinato dalla legge regionale n.7 del 25 gennaio 2018, che ha modificato la legge regionale n. 27 del 1 ottobre 2015 "Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo”. La norma è utile, oltre che per i turisti, anche per i Comuni, in quanto semplifica l'esercizio delle funzioni di vigilanza.
«La Lombardia - spiega l'assessora regionale al turismo Lara Magoni - è stata tra le prime regioni in Italia, in assenza di una chiara regolamentazione a livello nazionale del fenomeno, a delineare un quadro normativo chiaro e semplice per garantire concorrenza leale e legalità, a fronte della crescente disponibilità di case e appartamenti per vacanze sulle piattaforme on-line». 

Tradate, un ambulatorio per bimbi adottati all'estero

Dal 2012 ne sono stati seguiti 203 provenienti da 5 continenti
Tradate, èquipe ambulatorio pediatrico

A Tradate (Varese) è dal 2012 attivo uno dei tre centri lombardi dedicati ad accogliere da un punto di vista medico-assistenziale i bambini adottati all'estero. Opera nell'ambito della Pediatria, guidata ora dalla dottoressa Anna Elisabetta Bussolini, e finora ha seguito con gli accertamenti e le cure necessarie duecentotré bambini provenienti da cinque continenti.
L'Ambulatorio per il bambino adottato all'estero è nato grazie alla collaborazione dell'associazione Petali dal Mondo onlus, impegnata sui temi dell'adozione e della tutela dell'infanzia. Per accedervi, la famiglia o il pediatra curante potranno contattare la Pediatria dell'Ospedale di Tradate (telefono 0331 817416). «Questo ambulatorio è una conferma della grande tradizione della Pediatria di Tradate - dichiara il direttore del Dipartimento donna e bambino dell'Asst dei Sette Laghi, Massimo Agosti - che già negli anni Settanta si distingueva per l'attenzione alle tematiche psico-evolutive, oltre che fisiche, del bambino e dell'intera famiglia».
Il bambino giunge spesso in Italia con una documentazione sanitaria carente e poco attendibile e potrebbe presentare delle patologie difficilmente diagnosticabili con la sola visita pediatrica. Viene quindi seguito un percorso diagnostico-assistenziale, che prevede l'effettuazione di esami di screening, comprensivi di esami ematici, strumentali e specialistici, definiti dopo un'attenta analisi della documentazione sanitaria, del percorso adottivo e, naturalmente, dopo una valutazione clinica.
Nella foto, l'équipe pediatrica di Tradate

Varese, Mazzini e la figura dell’“intellettuale”

Conferenza di Bruno Belli organizzata dall'Associazione mazziniana “Bertolè Viale”
dalla locandina

A Varese, per i 170 anni della Repubblica Romana, la Sezione Bertolè Viale dell'Associazione Mazziniana Italiana apre il calendario annuale di eventi culturali legati alla figura e alle idee di Giuseppe Mazzini e, più in generale, del Risorgimento italiano con una conferenza di Bruno Belli su «Giuseppe Mazzini e la figura dell’“intellettuale” nella ricezione popolare».
L'incontro, patrocinato dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, si terrà venerdì 8 febbraio (ore 17,30) nello Spazio ScopriCoop di Casbeno. Il giorno dopo, 9 febbraio, Ivana Pederzani commemorerà il 170° anniversario della Repubblica Romana del 1849 con un omaggio al busto di Francesco Daverio nell’Istituto Tecnico Daverio Casula. Seguirà il 22 maggio una conferenza di Francesca Ricardi sulla iconografia della Repubblica Romana.
Altre conferenze del programma toccheranno il tema dell’Europa con Antonio Orecchia e Fabio Minazzi, l’educatrice varesina Felicita Morandi con Marghetita Giromini e il musicista e patriota Giulio Briccialdi con un concerto per pianoforte e flauti degli allievi del Liceo musicale A. Manzoni diretti da Fiorenzo Filippini. 

Guardia di finanza, scattata la riorganizzazione anche nel Varesotto

La riforma in vigore dall'inizio del 2019
caserma Gdf Luino

Si fanno sentire anche in terra varesotta gli effetti della riorganizzazione del Corpo della Guardia di Finanza.
Il territorio della provincia di Varese è stato diviso in due aree. L'una è quella più a nord e, per competenza, fa capo al Gruppo Varese (attualmente comandato dal tenente colonnello Emiliano Jacoboni), dal quale dipendono la neocostituita Compagnia Varese, la Compagnia Luino e la Compagnia Gaggiolo. L'altra è quella più a sud ed è di competenza del Gruppo Busto Arsizio (al comando dal ten. col. Alessandro Luchini), dal quale dipendono la neocostituita Compagnia Busto Arsizio, la Compagnia Gallarate e la Compagnia Saronno-
Oltre ai due Gruppi Varese e Busto Arsizio, dal Comando provinciale Guardia di finanza Varese continuano a dipendere anche il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria Varese (comandato dal ten. col. Danilo Nastasi) e il Gruppo Malpensa (comandato dal ten. col. Luigi Pardi), con competenza sull’area aeroportuale.
La riforma dei reparti territoriali della Guardia di finanza è scattata dall’inizio del 2019 e fa seguito, come spiega un comunicato del Comando Generale, a quella che, a partire dal 2018, ha interessato i reparti speciali del Corpo rendendoli più snelli e operativi anche al fine di fornire maggiore collaborazione alle Authority di riferimento (Autorità nazionale anticorruzione, Autorità garante della concorrenza e del mercato, Autorità garante per la privacy, Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e Autorità per le garanzie nelle comunicazioni).
Le Brigate sono state soppresse e trasformate a livello di tenenza. Inoltre, sono stati istituiti nuovi Gruppi territoriali, uno almeno per ogni provincia. I “Baschi Verdi” (Reparti specializzati Antiterrorismo–Pronto impiego) sono stati rivisitati e sono state istituite nuove Stazioni del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (Sagf) per l’attività di controllo dei territori alpestri e di soccorso in alta montagna e nei luoghi impervi o colpiti da calamità naturali.
Infine, con l’aumento dei corsi di addestramento presso l’Accademia di Bergamo e la Scuola Ispettori, tutti questi reparti continueranno ad operare in stretta collaborazione con i Nuclei di polizia economico finanziaria, che, istituiti uno per ogni provincia e anch'essi rivisitati, sono retti da ufficiali superiori. 

Gallarate, prosegue il progetto “Dopo di noi”

La Progetto 98 Cooperativa Sociale offre a Busto Arsizio e Somma Lombardo sostegno a pazienti gravi e loro famiglie

Proseguirà anche nel 2019 il sostegno ai pazienti di grave cerebrolesione acquisita e alle loro famiglie per affrontare il processo di “svincolo”. Immutato l'obiettivo: fare in modo che il distacco della persona disabile dal nucleo (dopo di noi) risulti un percorso programmato e co-gestito (dopo di noi durante noi).
I risultati sono stati positivi e la Progetto 98 Cooperativa Sociale di Gallarate rinnoverà l'esperienza “Dopo di noi. Progettare il presente per costruire il futuro”, realizzata con il contributo di 15.000 euro della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus.
PROGETTO
Pilastri rimangono uno sportello di sostegno sociale, psicologico e legale in supporto ai familiari e, per i pazienti, uno spazio di “abitare supportato” con percorsi sperimentali di vita autonoma per la prova delle autonomie personali e sociali.
Nel 2018 sono state raggiunte quaranta famiglie provenienti dall’intera provincia di Varese e coinvolte dieci famiglie per un totale di centoundici giornate di sperimentazione con esiti considerati molto incoraggianti.
COOPERATIVA SOCIALE
La Progetto 98 Cooperativa Sociale di Gallarate si rivolge a giovani e adulti affetti da cerebrolesione acquisita, persone cioè con disabilità dovuta a esiti da coma e gravi traumi cranici o da malattie cardiovascolari come ictus, emorragie cerebrali e anossie.
A Busto Arsizio gestisce un Centro socio-educativo, mentre a Somma Lombardo, in collaborazione con l’Associazione Per Andare Oltre onlus, cura, oltre a un Centro socioeducativo, anche due appartamenti per l’autonomia abitativa di housing sociale temporaneo con quattro persone in formazione e un appartamento per progetti dedicati al dopo di noi