Edizione n.24 di mercoledì 21 giugno 2017

Ispra, «solo scorie già presenti e deposito temporaneo»

Interrogazione del consigliere regionale Emanuele Monti e precisazioni del Centro Comune di Ricerche

Sarà il secondo sul sito di Ispra e non il secondo per dimensioni, né in Europa né tanto meno nel mondo. Ospiterà “temporaneamente (interim)” solo scorie già presenti ad Ispra. Non riceverà alcun tipo di scorie di nessun altro Paese europeo e nemmeno dall’Italia. Questo il profilo del sito ISF (Interim Storage Facility), il nuovo deposito per le scorie nucleari realizzato nell’area del Centro comune di ricerche di Ispra, di competenza della Commissione europea.
A mettere i puntini sulle i è stato lo stesso Centro comune di ricerche dopo la girandola di preoccupate notizie stampa circolate nei giorni scorsi e dopo la loro risonanza anche sui banchi dell’assemblea regionale della Lombardia. «Come rappresentante eletto dai cittadini della provincia di Varese è mio dovere raccogliere il maggior numero di dati per poterli presentare alla gente; questo perché i cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati su cosa avviene a casa loro». Così il 13 giugno il consigliere regionale della Lega Nord, Emanuele Monti aveva annunciato una sua interrogazione in Regione su questo tema.
NUOVO DEPOSITO
Il JRC ha assicurato che il nuovo deposito sarà adibito esclusivamente allo stoccaggio in sicurezza delle scorie nucleari già esistenti a Ispra e destinate a essere trasferite in un deposito nazionale che il governo italiano deve ancora localizzare. «I rifiuti saranno sia quelli già esistenti generati in 60 anni di ricerca (oggi ospitati da un vecchio deposito ormai saturo), sia quelli che saranno prodotti durante il programma di smantellamento degli impianti nucleari. Non è previsto l'arrivo di alcun rifiuto radioattivo da altri siti».
I rifiuti stoccati in ISF verranno poi conferiti al deposito nazionale italiano, attualmente in fase di pianificazione, che sarà il deposito finale di tutti i rifiuti radioattivi attualmente dislocati in svariati siti sul territorio nazionale. «ISF non è in competizione né in conflitto con il programma nazionale italiano; anzi ne è totalmente allineato» puntualizza il CCR. Accade lo stesso in altri siti nucleari italiani. I rifiuti attualmente presenti sono stoccati in depositi temporanei in attesa della disponibilità del deposito nazionale destinato ad essere la soluzione finale di tutti i rifiuti radioattivi italiani.
DURATA PREVISTA
Anche per il sito di Ispra, ISF è concepito per essere un deposito provvisorio per ospitare per un certo periodo (al massimo qualche decennio) tutti i rifiuti radioattivi prodotti dal sito. «Quando il deposito nazionale sarà pronto, i rifiuti verranno ivi conferiti da ISF e sul territorio di Ispra non rimarrà alcuna traccia di radioattività connessa con le attività del JRC».
Il deposito ISF – «il secondo gestito dalla Commissione Europea e, tra l'altro, più grande del precedente» - è già pronto. Prima di essere utilizzato, ospiterà nel prossimo autunno un evento scientifico-artistico «per sfatare ogni preoccupazione e per garantire la massima trasparenza». Dal 29 settembre 2017 il JRC organizzerà l’esposizione di opere artistiche legate alla disattivazione nucleare, usando i fusti che raccolgono le scorie nucleari.
REAZIONI POLITICHE
«Apprezziamo la velocità con cui Jrc ha risposto ad alcuni degli interrogativi sollevati dalla mia interrogazione, ma restiamo in attesa di dati maggiormente puntuali». Questo il commento del consigliere regionale Emanuele Monti alle precisazioni venute da Ispra.
«Vorremmo – ha dichiarato - avere informazioni più specifiche sulle esatte quantità di questo materiale radioattivo. Se infatti è stato necessario realizzare una nuova struttura viene da sé ipotizzare un aumento della produzione rispetto al passato. Inoltre, vorremmo avere una visione maggiormente chiara sulla questione della ‘temporaneità’, sottolineata dai responsabili del sito».
DEMOLIZIONE IMPIANTI
Il sito di Ispra, nato come centro di ricerca nucleare nazionale (del CNRN, oggi rinominato ENEA) alla fine degli anni '50 e poi ceduto all'Euratom, ha ospitato ricerche in campo nucleare da oltre 60 anni, anche se oggi si è molto diversificato e il nucleare è solo una parte del programma di ricerca del JRC.
Il sito di Ispra ospita due reattori di ricerca spenti da oltre 30 anni (Ispra-1 dal 1974 e Essor dal 1983), e altre installazioni di ricerca. Attualmente è in corso un programma di disattivazione degli impianti nucleari obsoleti, che porterà alla demolizione di tali impianti e al rilascio del sito senza alcun vincolo né radioattività residua. Il completamento del programma è previsto per la seconda metà degli anni 2030. 

Cannero Riviera, sostegno Nato per bambini ipovedenti

Donazione del Comando di reazione rapida di Solbiate Olona al Progetto Autonomia della Fondazione Robert Hollman
Cannero, Nato

Il comando di Corpo d'armata di reazione rapida della Nato in Italia (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (Varese) partecipa con una donazione al Progetto Autonomia della Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera (Verbania) a favore di bambini ipovedenti. A Cannero, il 14 giugno 2017, il colonnello Armando Rainaldi e il tenente colonnello Jurgen Muntenaar hanno consegnato un assegno simbolico al direttore clinico della Fondazione Robert Hollman, Vittorina Schoch, e alla vicedirettrice del Centro di Cannero, Josée Lanners. Presente anche il sindaco di Cannero Riviera Federico Carmine.
La donazione è stata il frutto di una sottoscrizione promossa in occasione dell’annuale Festa di Gala del 19 maggio scorso e aperta a tutto il personale della Caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona. La sua realizzazione rientra tra le iniziative solidali e benefiche del Comando Nato Italia nei confronti delle associazioni territoriali impegnate in servizi di assistenza e sostegno alla persona.

FONDAZIONE HOLLMAN
La Fondazione Robert Hollman, attiva dal 1979, si occupa di bambini e adolescenti (fino ai 14 anni) con deficit visivi e gestisce in Italia due centri, l’uno a Cannero Riviera l’altro a Padova. Il  Progetto Autonomia è un percorso continuativo di accompagnamento e sostegno, basato su una serie di interventi e di strumenti di orientamento spaziale dei bambini e degli adolescenti non vedenti e ipovedenti.
Il Centro di Cannero Riviera propone una presa in carico con soggiorni residenziali per bambini da 0 a 4 anni (in condizione di cecità o di ipovisione) e per le loro famiglie, offrendo sostegno alla genitorialità, interventi precoci psico-educativi e ludico-espressivi e  di riabilitazione neurovisiva e neuropsicomotoria. Il primo soggiorno dura tre settimane ed è seguito da ulteriori soggiorni di una settimana. Ogni soggiorno offre la possibilità di condivisione dell’esperienza con altre famiglie, in un progetto personalizzato per ogni singolo nucleo familiare.

Pronto soccorso, operatori sempre più a rischio

Nel primo quadrimestre 2017 già registrati in Lombardia 1.163 aggressioni contro le 1999 dell’intero 2016

Operatori dei Pronto soccorso in Lombardia sempre più vittime di aggressione. Secondo dati del sindacato infermieri NurSind, nel solo primo quadrimestre del 2017 sono già stati registrati 1.163 fenomeni contro i 1999 dell’intero 2016. Se il trend fosse confermato nel corso dell’anno, si tratterebbe di una crescita del 75%  delle aggressioni subite sul posto di lavoro da  chi svolge una professione sanitaria.
Il tema è stato, il 13 giugno 2017, al centro di una mozione proposta all’assemblea regionale della Lombardia dal Gruppo M5S e illustrata da Stefano Buffagni. Il testo chiedeva alla giunta di incrementare il livello di sicurezza sia per gli operatori sia per i pazienti, soprattutto nelle ore notturne, di affiancare le Aziende sanitarie nell’analisi dei fattori di rischio e di adottare programmi volti a prevenire gli atti di violenza.

Varie ma convergenti le posizioni dei vari gruppi politici. Si va dall’auspicio di un progetto di legge ad hoc da parte del consigliere Mario Mantovani (Forza Italia) a quello dell’apertura dei posti di polizia 24 ore su 24 e della necessità di una piena sicurezza per gli operatori, espresso da Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) e Fabio Fanetti (Lista Maroni). Parere favorevole anche da Gian Antonio Girelli (PD), che ha auspicato però anche altre forme di intervento, come presenza di mediatori culturali, politiche nuove sulle dipendenze e maggior attenzione alle fragilità psichiatriche che sarebbero protagoniste loro malgrado di episodi di violenza.
Alla mozione si è dichiarato favorevole l’assessore alla sanità Giulio Gallera, che ha rilevato come la Regione abbia già messo in campo guardie giurate aziendali, centrale di gestione delle emergenze, sistemi di sicurezza e che il rafforzamento delle forze di polizia non dipende, però, dalla Regione. L’assessore ha aggiunto che solleciterà le prefetture e valuterà, per quanto di sua competenza, di incrementare la vigilanza privata. 

Parti cesarei, standard europei in Lombardia

A Carate Brianza, Vimercate e Monza il minor numero di interventi chirurgici

Con il 27 per cento contro il 36 nazionale la Lombardia registra la percentuale più bassa di parti cesarei. La conferma viene dai dati 2014 del Certificato di assistenza al parto, realizzato da Regione e dall'Istituto Mario Negri di Milano.
Altro dato notevole è lo standard europeo. Tre ospedali della Brianza - Monza con il 20%, Vimercate con il 18% e Carate con il 15% - sono allineati con gli standard del Nord Europa e figurano tra i primi 10 ospedali italiani per il minor numero di interventi chirurgici.
«C'e' anche un ulteriore dato che evidenzia l'eccellenza della sanità lombarda» ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, commentando lo studio effettuato da un gruppo di lavoro dell'Istituto Mario Negri di Milano e dalla Regione Lombardia e coordinato da Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di salute pubblica. È il luogo scelto per partorire. «L'83% delle donne ha scelto ospedali pubblici, il 16% quelli accreditati e solo lo 0,1% le cliniche private».

Scarpate ferroviarie, in Svizzera manutenzione notturna

Da fine maggio squadre al lavoro fino a ottobre
FFS/falciatura

Lavori di notte e sull’intera rete di 3000 chilometri. Questo da fine maggio a inizio ottobre 2017 il programma delle Ferrovie Federali Svizzere per la manutenzione delle scarpate lungo le linee di tutta la Confederazione.
Per le FFS il periodo estivo coincide con la manutenzione delle scarpate. A causa della notevole densità del traffico ferroviario durante le ore diurne, i lavori devono essere eseguiti nelle ore notturne. I team di intervento li concentrano per linea e procedono alla falciatura durante la notte per ridurre al minimo le emissioni foniche.
Per le FFS, «il regolare taglio della vegetazione è molto importante per salvaguardare la diversità biologica e garantire la sicurezza dell’esercizio ferroviario».