Edizione n.40 di mercoledì 2 dicembre 2020

Rancate (Mendrisio), Nelle intime stanze dei balivi

Alla Pinacoteca Züst rassegna su dipinti e oggetti dell'antico casato Riva di Lugano
Mostra Züst, immagine, www.studioesseci.net

Argenterie, miniature, libri, suppellettili, documenti e oltre settanta dipinti con notevoli pezzi di Giuseppe Antonio Petrini sono i quadri e gli oggetti solitamente celati al pubblico, che dal 29 novembre 2020 al 28 febbraio 2021 sono esposti nella Pinacoteca Züst di Rancate (Mendrisio) in Canton Ticino. Provengono dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all’aristocratica famiglia Riva nella Lugano dell’epoca dei balivi (o landfogti), “governatori” confederati che, dall’inizio del Cinquecento fino a fine Settecento, avevano tra i loro compiti l'amministrazione giudiziaria, finanziaria, fiscale e militare.
I Riva sono uno dei più antichi e illustri casati di Lugano e rivestirono una posizione egemonica soprattutto durante l’Antico Regime, vantando una intricata rete di contatti con altre storiche famiglie (Beroldingen, Turconi, Morosini, Bellasi, Somazzi, Moroni Stampa, Rusca, Raimondi, Neuroni). La mostra, curata da Edoardo Agustoni e Lucia Pedrini Stanga con il coordinamento scientifico e organizzativo di Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla, aggiunge un altro tassello alla vicenda ancora poco nota del collezionismo privato dal tardo Seicento all’Ottocento nelle terre dell’attuale Cantone Ticino.

TRA NORD E SUD
In quei secoli il Cantone guardava, dal punto di vista politico, a nord, dipendendo dai Cantoni svizzeri, mentre da quello religioso e culturale si volgeva a sud, verso l’Italia.
Nella vicina Penisola si stabilirà a metà Ottocento anche una parte della famiglia Riva, legata al ramo dei marchesi grazie all’alleanza matrimoniale con il facoltoso casato piemontese dei Francischelli, che a loro volta si imparentano con i Bisi, ragguardevole famiglia di artisti milanesi. Di qui le numerose opere di Luigi, Giuseppe, Ernesta, Fulvia e Antonietta Bisi, che ancora oggi appartengono al ramo dei marchesi.
La rassegna permette di “entrare” nei palazzi e di scoprire le quadrerie (ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e di genere) appartenenti ai tre rami della famiglia (conti, marchesi e nobili) e un tempo custodite nelle dimore luganesi e nelle residenze di campagna, con la presentazione della città tra Sette e Ottocento. In mostra anche una serie di ritratti dei landfogti provenienti dai Cantoni d’Oltralpe che governavano la prefettura di Lugano e una selezione di pezzi provenienti da collezioni di altri casati e con cui i Riva avevano intensi rapporti o legami di parentela.
AUTORI
Tra gli autori in mostra vanno segnalati, per il Settecento, Marco e Giuseppe Antonio Petrini – di cui la famiglia Riva ha rappresentato il massimo committente –, Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Carloni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Ronchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper detto “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini. Per l’Ottocento figurano opere di Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Hayez, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi.
Testi in catalogo di Edoardo Agustoni, Riccardo Bergossi, Stefania Bianchi, Pietro Montorfani, Lucia Pedrini Stanga. Orari, prezzi e servizi: 29 novembre 2020–28 febbraio 2021. Da martedì a venerdì: 9-12/14-18, sabato, domenica e festivi: 10-12/14-18. Chiuso: il lunedì; 24, 25 e 31 dicembre; aperto 8, 26 dicembre; 1 e 6 gennaio.
Ingresso: intero: 10 franchi o euro; ridotto (pensionati, studenti, gruppi): 8. Visite guidate su prenotazione anche fuori orario. 

Varese, prima tac 'spettrale' in un ospedale pubblico italiano

Sarà operativa nella Radiologia del Circolo dal nuovo anno

Dai primi giorni del 2021 nella Radiologia del Circolo di Varese sarà operativa la prima tac 'spettrale' in un ospedale pubblico italiano. La macchina, costo 1.000.000 di euro interamente coperto da finanziamento di Regione Lombardia, è dotata di tutti gli algoritmi di ultima generazione per la riduzione della dose, utili per ottenere immagini di elevata qualità a fronte di bassi ratei di dose erogati ai pazienti.
La nuova tac entrerà in funzione al piano meno uno del Monoblocco dell'ospedale, dove sono in corso i lavori preparatori alla sua installazione. Nel frattempo, in una stanza vicina, resta in funzione la macchina già in uso, consentendo così il passaggio alla nuova senza interruzioni di attività.
NOVITÀ
La tac spettrale rappresenta una novità nel panorama di questi sistemi diagnostici.
Nei sistemi tradizionali l'acquisizione di diversi livelli energetici avviene mediante esposizioni successive (ogni livello energetico è una scansione) che, oltre a richiedere maggiore tempo e maggiore esposizione ai raggi X, richiedono che il clinico decida prima dell'esecuzione dell'esame se intende procedere con questa modalità. La tac spettrale, invece, è costruita in modo tale da rilevare, nello stesso momento e senza successive esposizioni a raggi x, le informazioni contenute in ogni livello energetico del fascio radiante immagazzinando tutte le informazioni, che sono diverse per ogni livello energetico.
«Per fare un'analogia, - spiega una nota dell'Asst Sette Laghi - è come disporre di un prisma ottico che suddivide un fascio di luce bianca nelle sue componenti energetiche (colori)». Da un punto di vista clinico, questo consente di avere accesso a informazioni diagnostiche anche in modalità retrospettiva (ovvero senza prevedere in anticipo la scansione di modalità a doppia energia), perché i dati 'spettrali' (spectral=separare le energie del fascio RX) sono disponibili nel momento immediatamente successivo all’acquisizione.
Molteplici sono i vantaggi da un punto di vista clinico: dal miglioramento delle immagini vascolari ad un incremento qualitativo dell’imaging oncologico in virtù di un migliorato contrasto tissutale e una riduzione del rapporto segnale/rumore. Nell’imaging muscolo scheletrico, inoltre, con le immagini spettrali è possibile identificare sostanze e componenti chimiche presenti nei tessuti (ad esempio, i cristalli di urato monosodico delle articolazioni, ovvero la gotta).
Sono possibili miglioramenti anche nell’imaging cardiaco e nell’imaging neurologico, dove è possibile procedere anche senza mezzo di contrasto e ottenere una migliore differenziazione della materia grigia e della materia bianca. 

Sicurezza stradale, in Lombardia vittime in diminuzione

In provincia di Varese gli incidenti hanno coinvolto anche pedoni, motociclisti e ciclisti

Calo di vittime (da 125 a 80) e di costi sociali (poco meno di tre miliardi di euro). A Milano l'indice di mortalità più basso di tutte le province lombarde (0,8 morti ogni 100 incidenti). Città metropolitana di Milano e province di Bergamo, Lecco, Monza Brianza, Varese uniche con indici di lesività (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale di 136,4.
Sono i positivi – ma non certo confortanti – dati sull'incidentalità stradale nelle varie province lombarde nel 2019, diffusi da Polis Lombardia il 25 novembre 2020 a Milano in occasione della decima giornata regionale della sicurezza stradale, promossa in videoconferenza dall'assessore Riccardo De Corato.
PROVINCIA DI VARESE
Nella provincia di Varese si sono contati 2.659 incidenti, 165 in meno dell'anno precedente e più di 1.000 in meno dal 2001. I morti sono stati 40, come nel 2018, e costituiscono il 9,1% del totale regionale. In 17 casi si tratta di conducenti o passeggeri di autovetture (+2 rispetto a 2018). Tra gli utenti vulnerabili della strada, 12 sono pedoni (come 2018), 7 motociclisti (-3) e 3 ciclisti (+1). L'età delle vittime è elevata: tre quarti hanno 45 o più anni, con 17 ultra65enni tra cui 9 pedoni.
Il trend di lungo periodo della mortalità si conferma favorevole in termini sia assoluti sia relativi. Nel 2002, anno peggiore per la provincia di Varese, furono più di 4.000 gli incidenti e 90 i morti. L'indice di mortalità è passato da più di 2 morti ogni 100 incidenti a 1,5 nell'ultimo anno.
INCIDENTI E COSTI SOCIALI
«In Lombardia – ha sottolineato De Corato - le vittime da incidente stradale sono diminuite del 22% tra il 2010 e il 2019. Lo stesso calo si è registrato anche in Italia». Nella Città metropolitana di Milano si concentra il 41,8% degli incidenti, il 40,6% dei feriti e il 21,9% dei morti rilevati nell'intera regione Lombardia. Seguono, a distanza, la provincia di Brescia (10,3% di incidenti), di Bergamo (9%), di Monza e della Brianza (8,3%) e di Varese (8,2%).
Nonostante l'alta concentrazione di incidenti, la Città metropolitana di Milano presenta l'indice di mortalità più basso di tutte le province lombarde (0,8 morti ogni 100 incidenti). Inoltre, la città metropolitana di Milano, le province di Bergamo, Lecco, Monza e della Brianza e Varese sono le uniche ad avere indici di lesività (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale di 136,4.
Il costo sociale dei sinistri stradali con lesioni a persone per il 2019 è stato stimato di poco inferiore ai tre miliardi di euro. La sua distribuzione percentuale evidenzia la grossa fetta destinata al costo dei feriti (il 65% del totale). La diminuzione della mortalità nel 2019 ha portato anche ad un calo dei costi sociali rispetto al 2018 e al 2017.
LUOGHI E VITTIME
Le strade urbane contano meno di un morto ogni 100 incidenti contro 2,6 delle autostrade e 3,7 delle altre strade extraurbane. In particolare, hanno registrato il 77% del totale degli incidenti, che hanno causato il 74% dei feriti e il 43% dei morti. Le autostrade concentrano, invece, circa il 7% di incidenti e feriti e l'11% dei morti. Sulle altre strade extraurbane si verificano il 17% del totale degli incidenti, il 20% dei feriti e il 46% dei morti.
Particolarmente gravosi rimangono gli incidenti stradali con coinvolgimento di pedoni (più di 4.000), che hanno provocato 4.205 feriti e 96 morti. Il numero di pedoni morti è stato pari a circa il 22% del totale dei decessi per incidente stradale in Lombardia, mentre a livello nazionale è stato di circa il 17%.
Salito invece di circa l'1% rispetto al 2010 e di circa il 5% rispetto al 2018 il numero di incidenti e feriti. I pedoni deceduti, al contrario, fanno registrare una lieve diminuzione rispetto al 2010 (-1%) e all'anno precedente (-4%). Il costo sociale degli incidenti stradali a pedoni ammonta a più di 360 milioni di euro, ovvero circa il 12,6% dei costi totali per incidente stradale in Lombardia. 

Difesa suolo, quasi 1,1 milioni di euro a Luvinate, Marchirolo, Curiglia, Cittiglio e Maccagno

Nel 2020 la Lombardia ha finanziato con oltre 6,5 milioni 36 interventi urgenti in sette province

Ammontano a 1 milione e 83mila euro i finanziamenti regionali assegnati nel corso del 2020 a cinque località della provincia di Varese per lavori urgenti di difesa del suolo. Per la sistemazione di frane sono stati stanziati 870.000 euro per la sistemazione di frane a Curiglia (375.000 euro), Cittiglio (300.000) e Maccagno (195.000 euro), mentre altri 213.000 euro sono stati destinati a lavori su corsi d'acqua a Luvinate (200.000) e Marchirolo (13.000).
I lavori fanno parte dei trentasei interventi realizzati o in corso d'opera in sette province e finanziati con complessivi 6.548.000. «Gli interventi – ha chiarito l'assessore regionale Pietro Foroni Foroni - hanno riguardato dalla pulizia degli alvei dei fiumi al ripristino degli argini, alla realizzazione di opere di difesa. Ai 6,5 milioni vanno aggiunti anche altri 14 milioni di euro erogati ai comuni con meno di 5000 abitanti per opere di somma urgenza, grazie alla modifica di legge del giugno 2019 che consente di restituire il 100% delle spese sostenute». In particolare, ventidue interventi riguardano la sistemazione di corsi d'acqua e quattordici quella di frane. Per queste seconde, i dissesti hanno interessato in cinque casi la sede stradale di competenza delle province e il contributo regionale è stato del 50% dell'importo.
SISTEMAZIONE CORSI D'ACQUA (3.404.000 euro)
Provincia di Bergamo: Nembro 33.000 euro, Valbondione 50.000 euro, Zogno 105.000 euro, Schilpario 50.000 euro, Isola Fondra 150.000 euro, Branzi 400.000 euro, Capizzone 80.000 euro e Gazzaniga 22.000 euro.
Provincia di Brescia: Corteno Golgi 500.000 euro, Sonico 650.000 euro, Ponte Legno 250.000 euro e Iseo 46.000 euro.
Provincia di Lecco: Cassina Valsassina 100.000 euro, Primaluna 50.000 euro, Margno 100.000 euro, Casargo 50.000 euro, Dervio 80.000 euro.
Provincia di Sondrio: Talamona 60.000 euro, Corana 195.000 euro e Valfurva 220.000 euro.
Provincia di Varese: Luvinate 200.000 euro e Marchirolo 13.000.
INTERVENTI SU FRANE (3.144.000 euro)
Provincia di Bergamo: Zogno 93.000 euro, S.G. Bianco 120.000 euro, Cusio 600.000 euro, Valgoglio 170.000 euro, Azzone 158.000 euro, Provincia per Riva Solto 250.000.
Provincia di Como: Provincia per Lezzeno 117.000 euro.
Provincia di Lecco: Premana 97.000 euro.
Provincia di Pavia: Provincia per Varzi 300.000 euro.
Provincia di Sondrio: Sondalo 195.000 euro e Provincia per Forcola 174.000 euro.
Provincia di Varese: Provincia per Curiglia 375.000 euro, Cittiglio 300.000 e Maccagno 195.000 euro.

Influenza, vaccino spray ai ragazzi fino a 10 anni

In Lombardia estesa la somministrazione unica e gratuita - A Varese il 7 dicembre 2020 giornata vaccinazione nelle sedi Asst Laghi
vaccinoospmilitare534 (foto Lombardia Notizie)

In Lombardia il vaccino spray antinfluenzale sarà esteso ai ragazzi fino a 10 anni e potrà essere utilizzato in un’unica (e gratuita) somministrazione. Il 26 novembre 2020 il Ministero della salute e l’Agenzia italiana del farmaco hanno formulato parere favorevole a una specifica richiesta regionale.
La Lombardia ha acquistato 504.000 unità di vaccino Fluenz Tetra spray, riservandolo ai bambini di età compresa fra i 2 e i 6 anni, e ha proposto al ministero di estenderlo anche a bambini di età superiore. «La risposta positiva, ha chiarito l’assessore regionale Giulio Gallera, permette di estendere la platea delle vaccinazioni ai più giovani attraverso questo vaccino ritenuto molto innovativo».
Per il Ministero della salute e l'Agenzia del farmaco la protezione fornita già dalla prima dose di vaccino risulta adeguata e si può somministrare una singola dose in bambini mai vaccinati contro l’influenza. «Per le dosi eventualmente eccedenti dopo questa prima estensione dell’offerta, a partire dal 7 dicembre 2020 – ha precisato l’assessore - sarà possibile per Asst e pediatri di famiglia offrire il vaccino gratuitamente anche ai ragazzi fino ai 18 anni e fino all’esaurimento delle scorte».
GIORNATA ANTINFLUENZALE A VARESE
A Varese l'Asst Sette Laghi organizza per lunedì 7 dicembre la giornata dedicata al vaccino antinfluenzale per i bambini dai 2 ai 6 anni (e dunque, ora, fino a 10 anni) residenti nell'area territoriale di competenza aziendale. La prestazione tramite spray nasale va prenotata ai numeri di telefono 0332.278530 e 0332.393248.
In ognuna delle sette sedi vaccinali ogni bambino riceverà, oltre alla vaccinazione, il diploma di coraggio e un goloso omaggio grazie alla collaborazione della Fondazione Il Circolo della Bontà.

I partiti informano - Alfonso Urbani nuovo commissario Forza Italia Luino

Carletti, Urbani e Taldone

Avvicendamento alla guida del coordinamento luinese di Forza Italia. Alfonso Urbani, noto chirurgo, è il nuovo commissario di Luino e Valli.
Già sindaco di Brezzo di Bedero, presidente di Piano di Zona, primario facente funzioni del reparto di chirurgia dell’Ospedale di Luino, nonché candidato consigliere nella lista “Sogno di Frontiera” alle ultime elezioni luinesi, Urbani raccoglie il testimone di Piero Carletti, storica figura forzista, molto apprezzata per lealtà ed altruismo, distintasi negli anni per capacità ed entusiasmo prima come responsabile organizzativo e poi come commissario cittadino del partito.
Con lui si sta già ragionando per un ruolo all’interno del Coordinamento provinciale di Forza Italia. Auguriamo al nuovo Commissario buon lavoro, nella consapevolezza che potrà raggiungere i traguardi più ambiziosi.
Giuseppe Taldone
Vice Commissario provinciale di Forza Italia
Nella foto (da sx.): Carletti, Urbani e Taldone 

Omegna, storie nel Parco della fantasia

Incontri narrativi e laboratori creativi con Gianni Rodari
Omegna, storie nel Parco della fantasia

Sacchi di fantasia, scorte di storie, pacchi pieni di laboratori creativi, divertimento in gruppo, giochi inaspettati... Sono i doni natalizi offerti - sia in presenza sia in rete - ai bambini dal 1° al 24 dicembre 2020 dal Parco della fantasia Gianni Rodari di Omegna.
Per chi potrà, la Ludoteca del Parco della Fantasia sarà aperta, i tutti i sabati e tutte le domeniche, per letture sceniche, narrazioni animate e laboratori creativi. Le domeniche sarà proiettato su grande schermo il collegamento con autori e illustratori come Marco Paci, Sara Carpani e Luca Tozzi (freschi di “Premio Rodari 2020”) o Alessandro Sanna (suo il recente “Codice Rodari”). Saranno loro a giocare in diretta con i bambini presenti (al momento della prenotazione, obbligatoria, saranno illustrate le modalità di sviluppo dell’attività, in piena adesione alle normative anticovid 19 vigenti).
Per chi è invece lontano, una buonanotte speciale per aspettare insieme la notte magica. Ogni sera ci sarà per tutti i bambini una favola al telefono letta dagli animatori del Parco e dagli operatori della Biblioteca Civica Gianni Rodari di Omegna e in onda sulle pagine facebook e instagram del Parco.
E poi…Tutti si potranno iscrivere a tre appuntamenti via zoom per il sabato mattina per salire “Sulla freccia azzurra”: un’avventura “live” con una storia a puntate, proposte laboratoriali a tema, giochi natalizi e…sorprese d’autore.
Prenotazioni obbligatorie a: email info@rodariparcofantasia.it; tel. 0323.887233. 

Gli amici delle sempiterne e il nuovo approccio online alla quotidianità

«Tematiche care alla quotidianità, con lo scopo di fare squadra in un momento di crescita così delicato per la nostra società». In queste parole la giornalista Simona Fontana concentra le finalità dell'associazione di cui è presidente (Gli amici delle sempiterne - Sempiterne friends) e delinea il percorso che, recentemente intrapreso, è felicemente confluito nel copioso ambito della comunicazione online e dello scambio culturale. Culturale in senso estensivo perchè l'intento e le proposte raccontano un approccio non di settori a sé stanti ma integrati e in dialogo. «Il motore di tutto questo è l’entusiasmo con cui Giada Risi ed io siamo state accolte in pochi mesi dalla comunità virtuale dei social network - in particolare di Instagram - sul nostro feed @le_sempiterne. Nel nostro programma dei prossimi mesi ci teniamo molto a coinvolgere gli instagrammer, e se qualcuno volesse unirsi a noi saremo felici di accoglierlo», spiega Fontana.
Se è vero che sfere portanti del progetto sono l'arte e la cultura («sono sempre state rifugio prezioso durante i periodi storici complicati»), anche ricette e alimenti vi hanno trovato adeguata declinazione grazie al recupero di riferimenti d'ambiente e storici. È il caso di due video in cui protagonisti sono un dolce natalizio dalle antiche radici, lo Zelten dell’Alto Adige Sudtirolo, e i famosissimi Canederli, che coinvolgono anche la tradizione lombarda.
Arte e storia in diretta giungono dal contributo di Massimo Duroni e Claudio Passera. Duroni, architetto e docente di Design al Politecnico di Milano, si rivolge in questa occasione ai bambini con un gioco didattico, realizzabile in famiglia, ispirato alla luce, in particolare a Dan Flavin. Gli instagrammer di @unquadrodite propongono inoltre un approfondimento dell’opera Varese Corridor del 1976 in Villa Panza/Fai di Varese. La voce di Passera, dottore di ricerca in Storia del Teatro rinascimentale, conduce in altra epoca e nell'inventiva delle feste dei principi del Rinascimento ideate dagli artisti di corte. Si può approfondire ulteriormente l'argomento: a Passera si deve la recente pubblicazione del volume “In questo piccolo libretto”, editato con la Firenze University Press.
Altri temi e iniziative sono all'avvio o in preparazione. Tra essi due gare su Instagram e Facebook con argomento il cibo (a confrontarsi ristoratori o bar) e un dono natalizio. Per sapere di più sulle attività dell’associazione, informazioni 338.7007785 oppure lesempiterne@gmail.com. Inoltre:
http://lesempiterne.wordpress.com
Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCLh1gOxzqxbV40xKR6FdKJQ
Feed Instagram @le_sempiterne
Pagina Facebook lesempiterne 

Valico di Zenna, arrestati per droga due corrieri svizzeri

Sono padre e figlia trovati con cinque chili di hashish
operazione Guardia di Finanza Luino

Al valico stradale di Zenna, a Pino Lago Maggiore (Varese), i finanzieri della Compagnia di Luino hanno arrestato due svizzeri del Cantone tedesco dell’Appenzello Esterno. Sono un 65enne e la figlia 40enne, che stavano per uscire dall'Italia a bordo di un camper con circa cinque chilogrammi di hashish.
In tempi di pandemia e di zone rosse il rientro da un valico minore distante dalla destinazione finale non poteva non insospettire. Quando alle domande di rito dei finanzieri i due turisti hanno cominciato a manifestare segni di nervosismo, inevitabile è scattata l’ispezione doganale con intervento di un’unità cinofila antidroga. La speciale pattuglia stava, peraltro, già dirigendosi per un servizio di routine dal Gruppo della guardia di finanza di Malpensa al valico di Ponte Tresa.
A un primo controllo dei documenti e del mezzo si è aggiunta così la segnalazione del cane Wind. A quel punto il camper viene condotto in un’officina meccanica di Luino dotata di ponte sollevatore e sottoposto a ricerca di possibili doppifondi. Una parte della struttura abitativa del veicolo viene smontata e tra due pannelli di compensato viene scoperta un’intercapedine di legno, dove erano nascosti novantanove panetti di hashish divisi in cinque pacchi con tanto di etichettatura e già pronti per l’immissione sul mercato elvetico.
I due, su disposizione della procura di Varese, sono stati rinchiusi l'uno nella casa circondariale di Varese, l'altra nel carcere femminile di Como. Dovranno rispondere di traffico internazionale di stupefacenti.

Comunità montane Lombardia, 35 milioni per opere strategiche

Assegnati 1,3 milioni di euro a Valli del Verbano e oltre 1 milione a Piambello

Le ventitré comunità montane della Lombardia avranno a disposizione 35 milioni di euro per progetti di sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente. Lo stanziamento è stato deliberato il 1° dicembre 2020 dalla giunta regionale su proposta dell'assessore Massimo Sertori.
I progetti possono riguardare il patrimonio pubblico di competenza delle comunità montane o dei comuni ad esse afferenti e dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2022. «Queste notevoli risorse - spiega Sertori – sono state messo in campo in maniera tempestiva per aiutare a far ripartire e crescere la montagna lombarda, anche a seguito degli effetti negativi provocati dalla pandemia da covid-19».

Ambiti di interventi sono:
- sviluppo territoriale sostenibile, compresi interventi in materia di mobilità sostenibile; interventi per la realizzazione, l'adeguamento e la messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale; abbattimento delle barriere architettoniche e interventi per fronteggiare il dissesto idrogeologico e per la riqualificazione urbana;
- efficientamento energetico, compresi interventi volti all'efficientamento dell'illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica nonché all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
- rafforzamento delle infrastrutture indispensabili alla connessione internet, alla fibra ottica e alla realizzazione e ampliamento di aree 'free wi-fi'.
RIPARTIZIONE CONTRIBUTI
*Alta Valtellina 2.398.698 euro,
*Alto Garda Bresciano 1.329.784 euro,
*Laghi Bergamaschi 1.408.893 euro,
*Lario Intelvese 979.839 euro,
*Lario Orientale - Valle San Martino 1.364.203 euro,
*Oltrepo Pavese 1.709.518 euro,
*Piambello 1.053.159 euro,
*Scalve 1.473.423 euro,
*Sebino Bresciano 971.193 euro,
*Triangolo Lariano 1.222.570 euro,
*Valchiavenna 1.766.734 euro,
*Valle Brembana 1.744.460 euro,
*Valle Camonica 2.628.783 euro,
*Valle Imagna 812.605 euro,
*Valle Sabbia 1.604.334 euro,
*Valle Seriana 2.020.255 euro,
*Valle Trompia 1.556.678 euro,
*Valli del Lario e del Ceresio 1.401.647 euro,
*Valli del Verbano 1.297.352 euro,
*Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera 1.303.442 euro,
*Valtellina di Morbegno 1.493.551 euro,
*Valtellina di Sondrio 1.982.914 euro,
*Valtellina di Tirano 1.475.954 euro.  

Bonus badanti, semplificato l'accesso ai registri e allargata la platea dei beneficiari

Nuove linee regionali della Lombardia per aiutare le famiglie e valorizzare le assistenti familiari

Accesso semplificato ai registri, platea dei beneficiari allargata, incremento dell'entità massima del contributo riconoscibile. Sono i nuovi elementi aggiunti dalla giunta regionale il 30 novembre 2020 alle “Linee guida per l'istituzione degli sportelli per l'assistenza familiare e dei registri degli assistenti familiari”. La delibera, proposta dall'assessora Silvia Piani, vuole garantire alle famiglie con componenti fragili un accesso rapido alle prestazioni delle assistenti familiari e valorizzare il lavoro delle badanti.
D'ora in poi, sarà più facile favorire - contro il lavoro in nero - un incontro regolato tra domanda e offerta così da garantire servizi qualificati, valorizzando e sostenendo il lavoro di assistenza e di cura. Per iscriversi ai Registri, gli assistenti familiari dovranno essere in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado oppure attestare con un'autodichiarazione il livello di conoscenza della lingua adeguato alle mansioni da svolgere.
Hanno diritto ad accedere al contributo pari a 2.400 euro (ossia al 60% delle spese sostenute per la retribuzione della badante) le famiglie con reddito inferiore a 25.000 euro, oltre alle famiglie con un reddito compreso tra i 25.000 e i 35.000 euro, fino ad un tetto massimo pari a 2.000 euro. Obiettivo regionale, come ribadito da Piani, è «sostenere gli sportelli informativi territoriali per orientare e assistere i cittadini nella ricerca e nella selezione dell'assistente familiare e favorire le famiglie con un bonus che abbatta i costi».

Varese, in produzione una proteina che ricopre il coronavirus

È la proteina Spike, fondamentale per numerose ricerche e prodotta nel laboratorio dell’Università dell’Insubria
Proteina Spike completa, foto Università dell'Insubra

Non è, tecnicamente, comprensibile per tutti, ma sicuramente è una notizia che interessa tutti. A Varese c'è un laboratorio che produce proteine coinvolte nel Parkinson, nei tumori, nella schizofrenia, nel virus Hiv e altre malattie rare e ora sta producendo quella che ricopre il coronavirus. È il laboratorio The Protein Factory 2.0 del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria, diretto dal professor Loredano Pollegioni e attualmente impegnato sul fronte della proteina Sars-CoV-2 S (Spike), la proteina cioè che ricopre il coronavirus responsabile del covid-19.
La proteina S, come precisa Pollegioni, è critica per l’infezione, in quanto determina la specificità del virus per le cellule epiteliali del tratto respiratorio. «È stata prodotta in una linea cellulare di ovario di criceto in una forma identica a quella naturale ed è fondamentale per numerose ricerche, ma il suo utilizzo è limitato dall’elevato costo commerciale, pari a milioni di dollari al grammo».
PROTEINA DIFFICILE E CARA
Il motivo viene spiegato dalla responsabile del progetto Elena Rosini. «Si tratta di una proteina difficile da produrre in forma ricombinante sia per le grandi dimensioni (oltre 1260 amminoacidi), sia perché deve mantenere le caratteristiche (la glicosilazione) della proteina naturale prodotta dal virus quando infetta le nostre cellule».
Oltre alla forma intera della proteina S, è stata prodotta anche la porzione che contiene il solo dominio di legame del recettore (ovvero il Receptor Binding Domain, RBD). Le due versioni della proteina S sono prodotte su scala laboratorio a Varese e sono ora disponibili per i laboratori accademici italiani coinvolti in diversi progetti di ricerca finalizzati alla diagnosi e trattamento dell’infezione, come ad esempio la produzione di anticorpi per la messa a punto di sistemi analitici come il test rapido salivare studiato da un team dell’Insubria.
LA “FABBRICA DELLE PROTEINE”
La “Fabbrica delle proteine” a Varese è un laboratorio dedicato alla produzione e allo studio di proteine di origine umana e di interesse biomedico. Spiega Pollegioni: «Produciamo la proteina alfa-sinucleina coinvolta nel Parkinson, le proteine HSP70, prolina deidrogenasi e fosfoglicerato deidrogenasi coinvolte nei tumori e malattie rare, le proteine D-aspartato ossidasi, pLG72 e D-amino acido ossidasi coinvolte nella schizofrenia e in patologie neurodegenerative, la proteasi del virus HIV, eccetera. Queste proteine sono utilizzate in tutto il mondo, sia da laboratori accademici che da aziende farmaceutiche, per la comprensione delle basi molecolari delle patologie e per lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi». 

Vaccinazione antinfluenzale, in Lombardia spray nasale per bambini da 2 a 6 anni

A Milano ambulatorio anche a Baggio e in metro

Non più iniezioni ma un semplice spray nasale attraverso due spruzzi, uno per narice. È questo il vaccino contro l’influenza stagionale che in Lombardia, prima regione in Italia, viene offerto ai bambini dai 2 ai 6 anni. Testato e già usato in Stati Uniti e Gran Bretagna, il vaccino è innovativo, indolore e assolutamente sicuro e quest’anno, per la concomitanza con l’epidemia da covid 19, anche molto consigliato da medici e pediatri.
A Milano, in collaborazione con l’Esercito Italiano, la somministrazione può, da due settimane. essere effettuata anche all’Ospedale militare di Baggio, dove, da febbraio 2020, alcuni reparti sono stati riconvertiti ai pazienti covid, aprendo di fatto ai civili. La data di inizio della campagna ha coinciso, non a caso, con la giornata scelta dall’Onu per celebrare i diritti dell’infanzia
Sempre a Milano, esistono anche altre possibilità per somministrare il vaccino ai bambini. Grazie all'impegno dell'Ospedale Buzzi, nella stazione di Gerusalemme della metro 5 è stato allestito un ambulatorio aperto dal lunedì al venerdì dalle 14,30 alle 18.
Per effettuare il vaccino, è necessario prenotarsi al numero verde 800638638 (da rete fissa) o allo 02.999599 (da cellulare) o sul sito www.prenotasalute.regione.lombardia.it. 

“Luoghi del cuore”, Monteviasco e Funicolare Campo dei Fiori tra i più votati di Lombardia

Continua fino al 15 dicembre il censimento nazionale Fai
Borgo di Monteviasco, foto FAI
Funicolare Varese, foto Ibis

C'è tempo fino al 15 dicembre 2020 per votare i propri luoghi più amati e contribuire a farli conoscere, tutelarli o salvarli da degrado e abbandono. «Un gesto semplice e concreto per far bene all’Italia e partecipare alla cura e alla valorizzazione del suo patrimonio artistico, culturale e ambientale, in un anno in cui a causa delle limitazioni dovute all’emergenza sanitaria abbiamo sentito la sua mancanza e il bisogno del benessere che esso ci regala», scrive il Fondo per l'ambiente italiano che da anni rinnova la propria iniziativa.
Verso metà novembre era stata superata la soglia di un milione e trecentomila voti ma la classifica (consultabile sul sito www.iluoghidelcuore.it ) è in movimento e si susseguono cambi di posizione tra gli oltre 36.000 luoghi segnalati dal 6 maggio, inizio edizione 2020.

Tra le località, per ora, ai primi posti della classifica della Lombardia, anche Monteviasco. Antico nucleo rurale  costruito in pietra locale a quasi mille metri sulle Prealpi Varesine, il borgo è stato abitato fino a inizio Novecento da carbonai, muratori, coltivatori di canapa e tessitori, poi progressivamente spopolandosi. Inaccessibile alle auto, si raggiunge attraverso una mulattiera a gradini a seguito della chiusura, nel 2018, della funivia costruita nel 1989. 
Sempre in provincia di Varese, in crescita la raccolta voti per la Funicolare del Campo dei Fiori, costruita nel 1911 su progetto dell’architetto Sommaruga, oggi in disuso, e il borgo di Arcumeggia, galleria d’arte all’aperto sulle colline della Valcuvia.
Info www.iluoghidelcuore.it

Varese, controlla a domicilio i bambini con problemi di sonno

È il polisonnigrafo portatile donato all'Ospedale Del Ponte dall'associazione Il Ponte del Sorriso
polisonnigrafo, foto Asst Sette Laghi
polisonnigrafo, foto Asst Sette Laghi

Un gioiello tecnologico permette di monitorare a domicilio i bambini con problemi di sonno. È il polisonnigrafo portatile Nox A1, che il 21 novembre 2020 Il Ponte del Sorriso Onlus ha donato al Centro del sonno dell'Ospedale Filippo Del Ponte di Varese. Alla consegna erano presenti la presidente dell'associazione Emanuela Crivellaro, la responsabile del Centro del sonno Luana Nosetti, il direttore sanitario di Asst Sette Laghi Lorenzo Maffioli e il direttore del Dipartimento donna e bambino di Asst Sette Laghi Massimo Agosti.
«Per un bambino il ricovero in ospedale è sempre un momento difficile da affrontare» ricorda Crivellaro. I bambini dovrebbero essere il più possibile curati a casa, circondati dagli affetti familiari e dai propri punti di riferimento, come i giochi e le abitudini che scandiscono la giornata. Per questo motivo abbiamo cercato uno strumento che potesse consentire di effettuare una polisonnografia completa a domicilio, evitando così lo stress da ricovero a tutta la famiglia, soprattutto in bambini molto piccoli».
PARAMETRI VITALI
L'apparecchio, di piccole dimensioni e facilmente trasportabile e utilizzabile per un’intera notte anche fuori dall’ospedale, è in grado di registrare simultaneamente molti parametri vitali, dall'elettroencefalogramma all'elettrocardiogramma, dall'attività respiratoria alla misurazione dei gas ematici fino ai sensori di posizione, elettromiografia e sensore di russamento.
In questo periodo l'ansia causata della pandemia da Covid-19 provoca più facilmente insonnia e risvegli notturni. Inoltre la diminuzione dell’attività fisica e la minor esposizione ai raggi solari possono modificare il sonno favorendo l’insorgenza di alcune tipiche patologie tra cui i disturbi respiratori del sonno che nei piccoli costituiscono un importante problema con gravi ricadute sulla crescita, sul sistema immunitario e sullo sviluppo neurocognitivo. Oggi si tendono a ridurre il più possibile i ricoveri ospedalieri nei pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno ma resta la necessità di effettuare talora con urgenza questo esame sia nei piccoli a rischio di morte in culla (Sids) sia nei bimbi con gravi disturbi respiratori del sonno spesso legati a patologie preesistenti come ad esempio la Sindrome di Prader-Willi.
«Una tecnologia ospedaliera che va al domicilio del piccolo paziente – ha osservato Massimo Agosti - minimizza lo stress per il bambino e i suoi familiari e garantisce al tempo stesso un monitoraggio tempestivo e completo. Il Ponte del Sorriso ha raccolto con sensibilità la nostra esigenza, consentendo al Centro del Sonno di continuare a seguire puntualmente i numerosi bambini che continuano a giungere da tutta la Lombardia e da altre regioni Italiane nonostante le limitazioni causate dalla pandemia». 

Colletta Alimentare, “dematerializzata” per pandemia

Dal 21 novembre all’8 dicembre 2020 la donazione si potrà fare con card disponibili alle casse dei supermercati

Quest'anno la pandemia non ferma la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, fissata per il 28 novembre 2020, ma ne modifica modalità e durata. Le novità sono state illustrate il 9 novembre 2020 in diretta streaming sul canale YouTube del Centro Culturale di Milano e sul sito www.centroculturaledimilano.it.
La modalità sarà quella di una colletta “dematerializzata”, non essendo fattibile fisicamente come si è sempre fatto. Anziché generi alimentari, si inviterà ad acquistare le card disponibili alle casse dei supermercati. Successivamente il valore delle card verrà trasformato in cibo e consegnato alle sedi del Banco Alimentare.
L’altra novità della colletta sarà la durata, che stavolta non sarà limitata a una sola giornata ma andrà dal 21 novembre all’8 dicembre. Durante tale periodo le card saranno sempre in distribuzione nei punti vendita che ospiteranno questa modalità.