Edizione n.39 di mercoledì 20 novembre 2019

Lombardia, screening genomico per bebè

Sviluppare le capacità di prevenire malattie - Questo l'obiettivo di uno stanziamento regionale di 1,3 milioni per progetti di 'sequenziamento genoma umano' su neonati

I costi sono caduti e diventa possibile ampliare l'offerta del Sistema sanitario nazionale per sfruttare nuove conoscenze su difetti genetici e reazioni individuali. In tale contesto s'inquadra una delibera della giunta regionale della Lombardia, approvata il 18 novembre 2019 su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala di concerto con l'assessore al Welfare Giulio Gallera.
Il provvedimento stanzia 1.350.000 euro per programmi di ricerca sul sequenziamento del genoma umano (WGS, whole genome sequencing), per verificare la sostenibilità dell'impiego di queste tecniche nelle politiche pubbliche regionali. «Oggi - spiega il vicepresidente Sala - i bebè vengono testati gratuitamente per un numero limitato di malattie, come fenilchetonuria e ipotiroidismo, con una piccola puntura sul tallone. Ora vogliamo sviluppare la capacità di prevenire malattie e di prolungare al massimo il periodo sano della vita dei nostri cittadini, individuando strategie mirate alla prevenzione di possibili patologie future con il sequenziamento del genoma umano dei nuovi nati sul territorio lombardo».
La lettura e la determinazione dell'esatta struttura primaria del Dna dei neonati sono uno dei prossimi traguardi della medicina genomica e la Regione Lombardia non vuole giungere impreparata a questo importante appuntamento con il futuro. «Il finanziamento - aggiunge Sala - andrà a progetti di ricerca proposti da soggetti giuridici pubblici e privati, enti di ricerca, strutture sanitarie, imprese, che si impegneranno ad analizzare, oltre gli aspetti connessi alla pratica clinica, tutte le questioni etico-sociali-giuridiche che il sequenziamento solleva: da quelle connesse alla privacy e alla sicurezza dei dati fino alle modalità più' corrette per raccogliere e gestire i dati genetici».
La valutazione dei progetti sarà condotta dalla Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb) e coinvolgerà un Foro di 10 esperti internazionali, specializzati proprio nel rapporto tra scienza, tecnologia e società. «Quando entrano in gioco dati sensibili come quelli genetici - commenta l'assessore Gallera - le persone devono essere coinvolte e convinte, protagoniste del proprio percorso di prevenzione e cura. I progetti che finanziamo devono portare ad un'analisi che verifica la sostenibilità dell'utilizzo dello screening genomico nell'ambito delle politiche sanitarie pubbliche regionali».

Milano, "Leonardo e la Madonna Litta" al Museo Poldi Pezzoli 

Si è aperta al pubblico il 7 novembre la mostra che il Museo Poldi Pezzoli di Milano dedica a Leonardo Da Vinci nel 500° anniversario dalla morte e che porta nel capoluogo lombardo un capolavoro italiano conservato all'Ermitage di San Pietroburgo, la Madonna Litta. Esposto inoltre un selezionatissimo nucleo di opere composto da una ventina tra dipinti e disegni. Provengono da collezioni pubbliche e private dal mondo e sono stati eseguiti da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Boltraffio a Marco d'Oggiono, dall'ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando Leonardo viveva ed era attivo a Milano, alla la corte di Ludovico il Moro. 
La mostra è visitabile dal mercoledì al lunedì, dalle 10 alle 18, fino al 10 febbraio 2020. Da sabato 16 novembre il museo rimane aperto fino alle 21. Ultimo ingresso ore 20.30. Dettagli/variazioni: info@museopoldipezzoli.org; tel. 02 794889 - 02 796334.

Edifici e aree abbandonati, stop al degrado urbano

La Lombardia apre alla rigenerazione di 3.393 aree dismesse e alla bonifica di 914 siti

Favorire il recupero di immobili abbandonati e prevenire il degrado urbano. È il traguardo della nuova legge sulla rigenerazione di aree ed edifici dismessi e abbandonati, varata il 12 novembre 2019 dal Consiglio regionale della Lombardia dopo il passaggio con emendamento nella commissione territorio del 31 ottobre (vedi su queste colonne articolo “Recupero cascine, meno burocrazia per 30.000 edifici dismessi” del 6 novembre 2019).
Hanno votato a favore i gruppi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Energie per la Lombardia e gli esponenti del Gruppo Misto Viviana Beccalossi e Paolo Franco. Non ha partecipato al voto il Movimento 5Stelle; astenuti i Lombardi Civici Europeisti e la rappresentante di Italia Viva nel Gruppo Misto Patrizia Baffi; contrario il Partito Democratico.

AREE DISMESSE
Il provvedimento, basato su dati del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano aggiornati alla data del 29 ottobre 2019, interessa 3.393 aree dismesse e 914 siti da bonificare.
Le 3.393 aree dismesse occupano una superficie di 4.984 ettari e sono distribuite in 650 Comuni. 
Il 33% della superficie “dismessa” è localizzata a Milano e provincia con 988 aree coinvolte; segue Brescia con il 14% e 276 aree, quindi Mantova con il 10% e 201 aree. Troviamo poi con il 9% Pavia (299 aree) e Varese (246 aree).
L’8% della superficie dismessa è localizzata a Bergamo e coinvolge 237 aree, il 5% a Monza e Brianza con 489 aree prevalentemente di piccole dimensioni, il 4% a Lecco (289 aree) e a Cremona (95 aree), il 2% a Como con 153 aree. Infine solo l’1% della superficie regionale dismessa interessa rispettivamente i territori di Sondrio (88 aree) e Lodi (32 aree).
SITI DA BONIFICARE
I 914 siti da bonificare sono, quasi la metà (425), localizzati nella Città metropolitana di Milano, a cui si aggiungono i 188 del capoluogo milanese. A seguire Varese con 86 siti da bonificare, Bergamo con 85, Brescia con 76, Monza e Brianza con 49, Pavia con 46, Mantova con 42, Como con 36, Lodi con 34, Lecco con 24, Cremona con 8 e Sondrio con 3.
RUOLI DI PRIVATI E COMUNI
La Regione assumerà il ruolo di “regista” e coordinerà le operazioni, lasciando il potere di dare il via all’iniziativa ai privati proprietari e ai Comuni. I primi potranno segnalare situazioni di particolare criticità (edifici fatiscenti e non abitati da almeno cinque anni), mentre i secondi potranno vagliare le istanze e inserire il progetto di recupero negli appositi piani annuali.
Il privato che non dovesse procedere nei tempi dati a fronte di un progetto di rigenerazione che risolva problemi di sicurezza o di degrado, potrà essere destinatario di penali, fino all’esproprio nei casi più gravi.

INCENTIVI
Tra gli incentivi, previsti uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di tutta una serie di prescrizioni che comporteranno, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza.
Altro obiettivo che la legge si prefigge di raggiungere è la lotta alla burocrazia per garantire agli investitori tempi certi per la realizzazione degli interventi, una volta dichiarato lo stato di degrado di un immobile attraverso perizia giurata e asseverata.
La norma finanziaria prevede un primo stanziamento iniziale di due milioni di euro, che serviranno per promuovere soprattutto i censimenti comunali. Poi si procederà con piani annuali cui concorreranno le risorse statali e regionali per somme da definire in base alle necessità. 

Villa Bozzolo, Monastero di Torba, Villa Panza, verso Natale nei Beni Fai a Varese e provincia

Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA)_Foto Gabriele Basilico_2017_(C) FAI - Fondo Ambiente Italiano.jpg

Da fine novembre si avviano in provincia di Varese gli appuntamenti che il Fondo per l'Ambiente Italiano organizza nei suoi Beni in attesa del Natale. Come ogni anno a caratterizzarli una fitta serie di proposte tra mostre mercato, degustazioni, laboratori per adulti e bambini, presepi, allestimenti. Si comincerà sabato 23 e domenica 24 novembre con la mostra mercato “Artigianalmente” in Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (ore 10 – 18).
Negli spazi di questa splendida dimora cinquecentesca, nell'occasione resi ancora più suggestivi da decorazioni di design, luci e da un presepe napoletano tradizionale, un'accurata selezione di espositori da tutta Italia presenterà il meglio dell’eccellenza artigianale e dell’enogastronomia. In vendita prodotti esclusivi e ricercati, tra cui molte delizie della tavola: dai vini alle collezioni di spezie; dai panettoni ai dolci siciliani; dai tè all'erboristeria del Trentino a oli pregiati, specialità territoriali e cioccolata. Tra le idee-regalo anche manufatti con accessori moda, tessuti, gioielli realizzati con resine, raku, oggetti in ceramica, vetro soffiato, feltro e legno. Gli amanti del giardinaggio potranno ammirare e acquistare piante della stagione invernale e ornamenti da esterni. In entrambe le giornate vari i laboratori (su prenotazione scrivendo a faibozzolo@fondoambiente.it o telefonando al numero 0332 624136) per imparare a creare addobbi natalizi e biglietti d’auguri, preparare un’impeccabile cena di Natale e dolci delle festività e cimentarsi nel cake design. Programma completo sul sito www.villabozzolo.it.
Biglietti: intero 10 euro; ridotto (6-18 anni) 5; iscritti FAI 4; famiglia (2 adulti + 2 bambini dai 6 ai 18 anni, a partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito) 25; residenti Comune di Casalzuigno 5. Possibilità di gustare un menu natalizio al ristorante I Rustici – 334.5630121 - prenotazioni@irustici.it

Nei tre weekend dal 23 novembre all’8 dicembre, il Monastero di Torba di Gornate Olona accoglierà grandi e piccoli sia sabato sia domenica dalle 10 alle 17. Le proposte ricreative, diverse per ciascuna delle sei giornate, si alterneranno a visite guidate al sito di proprietà del FAI e ad altre bellezze del territorio. In programma, degustazioni di Dolce Varese, panettone, vin brulè, grappe e miele a chilometro 0, frutto dell’instancabile lavoro delle colonie di api ospitate a Torba nel solco del progetto “Api nei Beni del FAI”. Inoltre workshop per imparare a fare confezioni regalo con ritagli di tessuto ispirandosi all’arte giapponese del Furoshiki o per creare una trottola origami, perfettamente funzionante, laboratori per preparare biglietti d’auguri hand made, lezioni per abbellire con gusto la casa e la tavola. I bambini verranno invitati a preparare carte da regalo artigianali attraverso piccoli giochi, colori, a comporre un loro personalissimo presepe con foglie, ghiande, bacche, rametti e materiali di riciclo, ad ascoltare il racconto di storie senza tempo legate al Natale. Nei giorni di manifestazione sarà inoltre possibile acquistare prodotti alimentari FAI e eccellenze enogastronomiche del territorio. Programma completo sul sito www.monasteroditorba.it.
Biglietti: intero 10 euro; ridotto (6-18 anni) 5; iscritti FAI e residenti Comune di Gornate Olona 4; famiglia (2 adulti + 2 bambini dai 6 ai 18 anni, a partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito) 25. Laboratori a pagamento e con prenotazione obbligatoria a faitorba@fondoambiente.it o tel. 0331 820301.
Servizio bar e pranzo in loco presso il ristorante La Cucina del Sole: info@lacucinadelsole.it; 348.8687196.

A Varese Villa Panza proporrà il ciclo di laboratori “Ricicl-Art di Natale”. Due appuntamenti per bambini dai 4 ai 12 anni saranno occasione per sensibilizzare su sostenibilità e riciclo. Il primo, “Un calendario dell’Avvento davvero speciale!”, è in programma domenica 24 novembre dalle 15 alle 17 . I partecipanti creeranno un calendario artistico con materiali di recupero e naturali raccolti nel parco della villa. Domenica 8 dicembre sarà invece la volta di “Natale a strisce”, pomeriggio durante il quale i bambini potranno cimentarsi nella creazione di decorazioni natalizie a strisce, ispirate alle opere di Sean Scully, artista americano cui è dedicata la mostra Long Light ospitata a Villa Panza fino al 6 gennaio 2020. Per maggiori informazioni consultare il sito www.villapanza.it.
I laboratori sono a prenotazione obbligatoria: faibiumo@fondoambiente.it o tel. 0332 283960.
Biglietti: Bambini partecipanti al laboratorio 10 euro; bambini partecipanti al laboratorio iscritti FAI 5; adulti accompagnatori 5 ; adulti accompagnatori iscritti FAI gratuito.

Infine, il 30 novembre, l’1, il 7 e l’8 dicembre dalle 10 alle 17 a Villa Bozzolo i più piccoli potranno partecipare ai laboratori “La Bottega di Babbo Natale”, con letture animate e attività creative, e “Mani in Pasta”, dedicato al cake design. In più visite guidate alle sale della Villa e alle sue atmosfere natalizie. Programma completo sul sito www.villabozzolo.it.
I laboratori sono a prenotazione obbligatoria: faibozzolo@fondoambiente.it o tel. 0332 624136.
Biglietti: Bambini partecipanti al laboratorio 10 euro; bambini partecipanti al laboratorio iscritti FAI 5; adulti accompagnatori 5; adulti accompagnatori iscritti FAI gratuito. 

In foto: Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA)_Foto Gabriele Basilico_2017_(C) FAI - Fondo Ambiente Italiano

Emodialisi, trattamento domiciliare assistito

Avviata anche a Varese sperimentazione in corso in altre quattro Asst della Lombardia
Emodialisi domiciliare

«Non è più il paziente che si adatta alle esigenze del centro, ma, entro certi limiti, è il servizio che si modella sulle esigenze del paziente». Ecco, nella sintesi del dottor Ivan Mazzoleni, direttore socio-sanitario dell'Asst Sette Laghi, la sperimentazione dell'emodialisi domiciliare assistita avviata a Varese.
Il progetto, presentato il 12 novembre 2019, affianca e anticipa una analoga esperienza che, oltre l'Asst Sette Laghi, coinvolge in Lombardia altre quattro Asst: Rhodense e Ovest Milano nel Milanese, Papa Giovanni XXIII nella Bergamasca, Lodi. Nella prima fase si prevede di arruolare un solo paziente l’anno e di affidarlo all’assistenza di un infermiere professionale esperto di dialisi, che, oltre a essere compiutamente formato all’uso del macchinario domiciliare, entri in un rapporto di fiducia con l'emodializzato.
Il trattamento a domicilio inizia una volta adeguato l’impianto idraulico ed elettrico di casa e dopo le prove microbiologiche e di qualità dell’acqua e il collaudo di tutto l’impianto. E’ sempre e comunque garantito il supporto dello specialista nefrologo.
TRATTAMENTI EMODIALISI
Per una persona affetta da insufficienza renale cronica c'è l'alternativa tra trapianto di rene, se esistono le condizioni, e trattamento dialitico. L’emodialisi può essere effettuata in ospedale di norma tre volte a settimana con giorni e orario decisi dalla struttura; la scarsa disponibilità di vettori per il trasporto assistito, unita alle distanze tra ospedale e domicilio, può limitare la riabilitazione e una vita sociale dei pazienti.
A fianco della modalità ospedaliera esiste anche la possibilità di domiciliare il trattamento, utilizzando soprattutto la dialisi peritoneale. «La complessità del trattamento e il rischio di problematiche insite nello stesso – precisa il dottor Giuseppe Rombolà, direttore della S.C. Nefrologia e dialisi della Asst dei Sette Laghi – obbligano ad avere l’assistenza di un partner per tutta la durata del trattamento». L’addestramento del partner generalmente richiede mesi per poter garantire la correttezza e l’efficacia del trattamento al domicilio.
DOMICILIAZIONE ASSISTITA
«E’ accertato – continua il dottor Rombolà - che la domiciliazione garantisce al paziente un miglioramento della qualità della vita e, probabilmente, anche una sopravvivenza più lunga». In questa direzione s'inserisce la sperimentazione dell'emodialisi domiciliare assistita. «Il progetto - conclude Rombolà - nasce come sperimentazione gestionale per un anno; al termine di questo periodo verrà stilato un bilancio ed effettueremo le necessarie valutazioni. Se verranno raggiunti gli obiettivi assistenziali e riabilitativi e verrà confermata la sostenibilità, ci sarà la possibilità concreta di proporre l’emodialisi domiciliare come opzione long term per un numero maggiore di pazienti e magari esportare la nostra esperienza ad altre realtà aziendali».
L’obiettivo del progetto, come sottolinea Mazzoleni, «è anche quello di migliorare l’adesione del paziente a tutta la terapia dell’insufficienza renale cronica (dieta, farmaci, corretta assunzione della terapia stessa, abitudini di vita) e costruire un’alleanza terapeutica tra paziente, famiglia e operatori per ottenere una migliore riabilitazione e un reinserimento nella vita sociale di relazione e, dove possibile, anche lavorativa». 

Milano, il cenacolo di Antonio Banfi e la figura di Valentino Bompiani

Fino al 31 dicembre 2019 mostra dell'Insubria alla Biblioteca Braidense
Antonio Banfi, foto Università dell'Insubria
La scuola di Milano foto Università dell'Insubria

Manoscritti, libri, lettere, autografi del cenacolo di Antonio Banfi, la figura di Valentino Bompiani e molte foto di Antonia Pozzi, tratti dagli archivi dei protagonisti e riprodotti in un catalogo di più di trecento pagine della casa editrice Giunti di Firenze. Sono la raccolta di documenti custoditi al Centro internazionale Carlo Cattaneo e Giulio Preti dell’Università dell’Insubria di Varese ed esposti a Milano fino al 31 dicembre 2019 nella Sala Teresiana della Biblioteca Braidense (visite da lunedì a venerdì ore 8.30-18.30 e sabato 8.30-13.45; ingresso libero).
La mostra «Sulla Scuola di Milano. Antonio Banfi e Valentino Bompiani nella cultura e nella società italiana dalla dittatura alla democrazia» è inserita nel progetto dell’Insubria Giovani Pensatori, ideato e diretto da Fabio Minazzi, ed è nata in collaborazione con la casa editrice Bompiani, la Biblioteca Nazionale Braidense, la Fondazione Corrente, l’associazione Lalla Romano di Milano e il corso di Storia e storie del mondo contemporaneo dell’Università dell’Insubria. A Milano nacque negli anni Trenta il cenacolo filosofico di Antonio Banfi (1886-1957) e alla Braidense sono conservati i volumi della biblioteca di Banfi, che fu docente di Storia della filosofia e di Estetica all’Università degli Studi di Milano, donati dalla famiglia già negli anni Sessanta.
In dodici pannelli narrativi e altrettante bacheche scorre la storia di quel cenacolo filosofico, dalla formazione, il razionalismo critico e la legge trascendentale del conoscere di Antonio Banfi all’apertura prospettica della Scuola di Milano, dal neorealismo logico di Giulio Preti, Remo Cantoni, Enzo Paci e Dino Formaggio alla voce poetica e artistica di Antonia Pozzi.

LA SCUOLA DI MILANO
Spiega Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia della scienza all’Insubria e direttore scientifico del Centro internazionale insubrico: «Bisogna immaginare la Scuola di Milano come una serie di cerchi concentrici mediante i quali la fecondità del razionalismo critico delineato da Banfi matura e feconda differenti ambiti di studio e di ricerca, consentendo a ciascun allievo di inseguire liberamente il proprio dèmone. Questo spiega perché la filosofia della cultura di Banfi sia stata allora in grado di inserire positivamente, entro il circolo culturale della riflessione contemporanea, differenti, nuove ed originali prospettive attinenti la sociologia, l’etnografia, la filosofia della scienza, la psicologia, la musica, la letteratura ed anche la poesia, riaprendo così il discorso estetico a nuovi scenari, mentre, al contempo, consente un profondo e originale ripensamento del problema pedagogico su temi diversi da quelli tradizionali. I grandi allievi banfiani degli anni Trenta colsero perfettamente questo nuovo spirito che animava tutte le lezioni di Banfi e proprio grazie ad esso furono tutti guidati ad evadere dalle “morte gore” della provinciale cultura italiana, neoidealista e fascista, per guardare, con attenzione, a tutto quanto accadeva all’estero, negli stati europei, ma anche in quelli americani, russi, asiatici e cinesi».
Nelle foto: la Scuola di Milano e un ritratto di Antonio Banfi.

Varese, mezzo secolo di Liceo artistico

Serata speciale organizzata da suoi “pionieri”
1 L'insediamento in via Milano. Da destra a sinistra il prefetto Ariano, l'on. Zamberletti cofondatore del liceo, un giovane Mauro della Porta Raffo, Vittore Frattini direttore e il pittore Montanari

A Varese il Liceo artistico Angelo Frattini festeggia il mezzo secolo di vita con una serata speciale messa a punto dai suoi “pionieri di un’avventura indimenticabile”. Ex studenti della prima A, insieme agli allievi delle sezioni B e C, propongono, venerdì 15 novembre (alle 21) nella Sala Montanari (ex cinema Rivoli), CAROLICEO 50, «uno sguardo sulla Varese di allora, i suoi aspetti urbani e i suoi fermenti artistici».
Immagini e parole saranno accompagnate dalla sensibilità musicale degli artisti varesini Beatrice Binda e Simone Corti. La particolare ricorrenza vedrà anche la partecipazione dell’allora docente Silvano Colombo. Ed ecco quell'evento nell'«intreccio di ricordi emozionanti» di uno di quei “pionieri”.
«Il liceo Artistico contava alla sua nascita, il 5 novembre 1969, novanta studenti. Appena quattordicenni portavano già l’eredità, pesante e straordinaria, di guerre e rivoluzioni sociali destinate a lasciare un’impronta indelebile. Dal mitico e coinvolgente concerto rock di Woodstock all’emozionante sbarco sulla luna in un’America che non si risparmiava nulla pur di stupire il resto del mondo, senza dimenticare i tragici eventi come guerre e stragi che hanno segnato la storia di ieri, ma in forme diverse si ripropongono oggi come crisi profonde di società confuse… Uno sguardo sulla Varese di allora, i suoi aspetti urbani e i suoi fermenti artistici ci riporta indietro nel tempo».
L’ingresso, naturalmente, è libero e gratuito. 

Foto: L'insediamento in via Milano. Da destra a sinistra il prefetto Ariano, l'on. Zamberletti cofondatore del liceo, un giovane Mauro della Porta Raffo, Vittore Frattini direttore e il pittore Montanari.

Milano, "Women Elements" da Obyarts

Women Elements

Progetto artistico a cura di Claudia Castiglioni, sarà dal 16 novembre a Milano, in galleria Obyarts Studio Multifunzionale, "Women Elements". In mostra opere di Roberta Barbieri, Claudia Castiglioni, Anita Cerpelloni, Anna Crema, Isabella Costerman, Gabriella Santoro, Alessandra Villa.
"Women" è un mosaico d'arte in continuo che si svolge e riavvolge in una sequela di mostre. Alla base di ciascuna l'archetipo del femminile, l'essenza della femminilità nelle sue forme, che cambiano nel tempo così come le artiste che di volta in volta partecipano. L'appuntamento di novembre segue le precedenti esposizioni del 2019 alle Poste centrali di Milano dell'8 marzo e al Museo Casa del lago di Verbania con “Una riflessione poliedrica”.
Vernice (via via Poliziano 16), ore 18,30. In esposizione dal 18 al 23 novembre ore 16/19 su appuntamento info@obyart.eu  

Viadotti stradali, via a verifica e monitoraggio

Stanziamento regionale della Lombardia a favore delle Province

Nel triennio 2019-2021 arriveranno alle Province della Lombardia altri 3,779 milioni di euro per verifica e monitoraggio dei ponti che insistono sulle strade di loro competenza. Lo stanziamento, deliberato il 31 ottobre 2019 dalla giunta regionale su proposta dell'assessora Claudia Maria Terzi, si aggiunge agli oltre 50 milioni di euro in tre anni già previsti per la manutenzione delle strade provinciali.
Questa la ripartizione dei contributi regionali: Bergamo: 442.143 euro; Brescia: 580.454,40 euro; Como: 222.961 euro; Cremona: 284.180,80 euro; Lecco: 124.329,10 euro; Lodi: 154.561,10 euro; Mantova: 382.812,70 euro; Milano: 510.920,80 euro; Monza: 104.678,30 euro; Pavia: 598.971,50 euro; Sondrio: 118.660,60 euro; Varese: 254.326,70 euro. Le risorse sono state ripartite secondo criteri oggettivi, come lunghezza strade della rete viaria provinciale, numero addetti in ogni Provincia/CMM, popolazione residente in ogni Provincia/CMM.
Va considerato, come ha precisato Terzi, che «monitoraggio e manutenzione della rete infrastrutturale sono in carico ai soggetti gestori e la giunta va anche oltre le competenze della Regione». Ogni ente dovrà valutare in base alle criticità presenti sugli itinerari di competenza, quali opere verificare e monitorare con i finanziamenti disponibili, partendo dallo stato di conservazione della struttura e dei suoi componenti. «Ogni Provincia/CMM, ha aggiunto Terzi, sarà responsabile rispetto alla scelta relativa alla priorità di verifica e monitoraggio sui manufatti di competenza». 

Varese, gli albori del welfare nell’Italia Unita

Sabato 16 novembre convegno organizzato dall'associazione Mazziniana Sezione "Giovanni Bertolè Viale"
Leonardo Tomassoni, Carlo Manzoni, Piermaria Morresi, Roberto Gervasini.

Si parlerà di «storia e sviluppo delle prime manifestazioni di welfare nell’Italia Unita» al convegno organizzato, sabato 16 novembre 2019 (dalle 9 alle 12,30) a Varese, dall'associazione Mazziniana Sezione "Giovanni Bertolè Viale" nel Salone Estense in via Sacco 5. Tema, "Le Società Operaie di Mutuo Soccorso in Provincia di Varese".
Coordinati da Michele Mancino, interverranno i presidenti Soms Ferruccio Temporiti (Coordinamento regionale Lombardia), Dario Sanarico (Viggiù) e Giuseppe Ambrosetti (Comerio), il presidente Fondazione Comunitaria del Varesotto Maurizio Ampollini e il professore dell'Università Statale di Milano Renato Ruffini. Gli argomenti spazieranno da “Mazzini e le Società Operaie di Mutuo Soccorso in Italia” alla “Storia di alcune Soms della provincia” fino a “L’economia civile e lo sviluppo del welfare: dal passato al futuro”.

Perché un convegno su questo argomento?
«Tra gli ideali di Giuseppe Mazzini – spiegano gli organizzatori - l’elevazione morale e materiale del Cittadino responsabile fu uno dei più praticati e predicati. Il Cittadino è responsabile solo se conosce e può partecipare alla vita comune. Primo quindi: educazione, istruzione, conoscenza. All’educazione del cittadino Mazzini si dedicò per tutta la vita con l’azione (scuole per italiani in tutti i paesi dove è stato esule) e con i numerosi suoi scritti. Secondo: partecipazione. L’associazionismo e la cooperazione sono secondo Mazzini le prime manifestazioni di realizzazione di partecipazione e di elevazione morale, sociale e materiale del Cittadino. Ecco perché sono nate le Società Operaie di Mutuo Soccorso di ispirazione Mazziniana prima in Liguria nell’allora Regno di Sardegna e poi, dopo l’Unità d’Italia, in tutto il Paese». 

Varese, nuova Tac all'Ospedale di Circolo

Offre in pronto soccorso velocità di acquisizione e ricostruzione di immagini
Varese, nuova Tac

All'Ospedale di Circolo di Varese, dal 4 novembre 2019, è entrata in funzione a pieno regime la nuova Tac del pronto soccorso, acquistata con finanziamento regionale di circa 400.000 euro. Sua caratteristica, la velocità di acquisizione e ricostruzione, che rappresenta un vantaggio per i pazienti e per gli operatori in quanto le immagini saranno acquisite e rese disponibili per la refertazione in tempi brevi.
L’apparecchiatura dispone di un corredo di software maggiore rispetto alla precedente Tac, in particolare con riferimento agli esami cardiologici, neurologici e a quelli relativi al distretto addominale, scelti anche in virtù dell’esperienza degli ultimi anni che ha consentito di massimizzare l’utilizzo della macchina installata in pronto soccorso per far fronte anche alle necessità urgenti dei pazienti ricoverati nei reparti e in terapia intensiva. «Questo – puntualizza l'Asst Sette Laghi - porterà certamente vantaggi ad esempio nei casi tempo-dipendenti, quali i politraumi e le patologie vascolari».
Altra caratteristica non meno importante, la nuova Tac è dotata di un sistema di riduzione della dose di ultima generazione. «Un elemento, questo, non secondario verso pazienti e operatori e in linea, inoltre, con norme di prossima entrata in vigore». 

Treni Bellinzona-Varese-Malpensa, funzionano i collegamenti diretti

Nei primi quattro mesi d’esercizio trasportate circa 800 persone al giorno
foto FFS

Nei primi quattro mesi d’esercizio i treni Tilo da Bellinzona (Canton Ticino) all’aeroporto internazionale di Malpensa hanno trasportato circa ottocento persone al giorno (quattrocento per direzione). Nei mesi estivi i passeggeri al giorno saliti e/o scesi nei due terminal sono stati circa mille. In crescita anche i numeri sulla Mendrisio-Varese.
Le Ferrovie Federali Svizzere considerano positivo il primo bilancio della linea Tilo S50 in partenza da Bellinzona, che dal cambio orario del 9 giugno 2019 è stata prolungata da Varese fino all’aeroporto, senza più necessità di cambio a Mendrisio. Un servizio capillare tocca tutte le stazioni del traffico regionale. Grazie ai collegamenti a cadenza oraria e alla capillarità del servizio, con la presenza di ventidue fermate tra Bellinzona e Varese, molte persone possono ora raggiungere lo scalo internazionale direttamente dal proprio comune di domicilio. Il primo treno parte da Bellinzona alle 5, mentre da Malpensa l’ultima partenza è alle 23.
L’esercizio ferroviario tra giugno e settembre è stato relativamente stabile. Degli oltre duemila treni programmati dal Ticino a Malpensa e viceversa, il 99% è circolato regolarmente. «La puntualità si è rivelata molto stabile, con l’88% dei treni giunti a destinazione con un margine massimo di cinque minuti di ritardo ed il 98% entro i quindici minuti» precisano le Ffs.
Anche la linea tra Mendrisio e Varese, inaugurata ad inizio 2018, conferma i buoni risultati iniziali. Nel corso dei primi mesi di esercizio della nuova tratta erano stati registrati circa tremila passeggeri al giorno tra Varese e Mendrisio. La cifra è cresciuta costantemente. A settembre 2019 si è attestata a quattromilasettecento passeggeri al giorno, con un aumento del 57% rispetto al gennaio 2018.