Edizione n.8 di mercoledì 21 febbraio 2018

Elezioni del 4 marzo, Confartigianato: «Imprenditori del Luinese, fate sentire la vostra voce»

Appello dell'associazione varesina a 2.600 aziende a essere «protagoniste del cambiamento e del rilancio di un territorio»
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«Agli imprenditori, senza mezzi termini, oggi chiediamo di costruire il proprio futuro, trasferendo messaggi chiari a coloro che si candidano a rappresentare la provincia di Varese a Roma e in Regione. E a coloro che, dal 4 marzo, la rappresenteranno nei fatti».
Così il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli, si appella a 2.600 imprese del Luinese in un numero speciale di “Imprese e Territorio Mese” interamente dedicato al progetto di legge e agli interventi formativi proposti negli ultimi otto mesi a sostegno del tessuto economico del Nord della provincia. «Da otto mesi, attraverso tutti i canali possibili, sollecitiamo attenzione e interventi sul tema. Ora tutti si facciano promotori di una responsabilizzazione collettiva nei confronti di chi si candida a rappresentarci». 

LA “QUESTIONE LUINESE”
Negli ultimi anni il Luinese ha risentito di contrazioni occupazionali e produttive più elevate rispetto alla media provinciale, complice il combinato disposto tra crisi strutturale e criticità locali. «Il dumping salariale esercitato dalle aziende del Canton Ticino ha portato, negli anni, a un impoverimento delle professionalità attive nelle imprese locali, rendendo difficili turnover, ricambio generazionale e inserimenti» prosegue Galli. A questo s’aggiunga che le strutture formative locali non sono in grado di rispondere appieno alle esigenze di professionalità tecniche – perlopiù nel settore della meccanica – provenienti dalle aziende.
Restano, infine, i problemi di accessibilità e infrastrutturazione, che da un lato rendono poco appetibile l’area alle start-up e dall’altro alzano i costi di trasporto sostenuti dalle aziende e spingono talune a optare per soluzioni logistiche più favorevoli, a discapito delle filiere produttive. «Da mesi – ricorda Galli - denunciamo il problema, e da mesi indichiamo tre possibili soluzioni, anche a fronte di recenti crisi aziendali che dovrebbero spingere tutti non solo a riflettere, ma ad agire con la massima urgenza, per non trasformare un piccolo paradiso in deserto produttivo».
LE AZIONI DI CONFARTIGIANATO
L'appello di Confartigianato non è una variante del classico ”Armiamoci e partite!”, tipico di tanti proclami lanciati dalle più disparate fonti in momenti di sollecitazione di consenso. L'associazione varesina non si è fermata alla soglia dei suoi uffici, ma ha, da tempo, fatto propria e messo nello zaino la “Questione Luinese”.
Due tavole rotonde con quindici imprenditori locali; un incontro in Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale della Lombardia; un progetto di legge (Aree di Confine) per aumentare il netto in busta paga ai lavoratori residenti in Italia e occupati nelle aziende di confine; un seminario pubblico (ottobre 2017) e numerosi incontri privati per illustrare la proposta normativa ai rappresentanti della provincia di Varese a Roma, Milano e Bruxelles; due progetti formativi destinati a rispondere a esigenze occupazionali di breve e medio termine; un corso di formazione; una trasferta a Roma per sottoporre il progetto di legge alla valutazione tecnica (positiva) della responsabile Patti per lo Sviluppo del Ministero per la Coesione Territoriale. E, ancora, due lettere aperte inviate alle imprese associate e ai sindaci dell’area per raccogliere suggerimenti e un dossier con proposte ai candidati alle elezioni recante, al primo punto, una richiesta di impegno per l’area del Luinese.
«Un elenco lunghissimo di interventi che, a conti fatti, ci ha portati a raccogliere consensi e appoggio bipartisan, ma al quale è ora di far seguire fatti» prosegue Galli. «È bene che quanti ritengano positiva la nostra proposta o, quantomeno, indispensabile un’azione congiunta a supporto del Luinese, si facciano sentire. Un impegno condiviso è un impegno al quale è difficile sottrarsi».
IMPRENDITORI E CANDIDATI, CHE FARE
Gli imprenditori del Luinese troveranno nel numero speciale di Imprese e Territorio Mese una sintesi del progetto di legge e degli interventi formativi e un inserto staccabile che potranno consegnare, nel comune di residenza, ai candidati, ai rappresentanti istituzionali e nella sede di Confartigianato a Luino (viale Dante Alighieri, 49). «Si tratta di una testimonianza di interesse che candidati, istituzioni e amministrazioni non lasceranno cadere nel vuoto, recependo la volontà di tutti gli attori locali di agire in sinergia»
Alla mobilitazione sono chiamati anche i politici. «I candidati – conclude Galli - potranno portare un contributo di idee e progettualità alle proposte politiche messe a punto da Confartigianato Varese (pubblicate sul sito www.asarva.org), inviando una mail all’indirizzo relazioni.esterne@asarva.org entro il 28 febbraio». 

Stazione Fs di Luino, dal vapore all’elettronica

Vitalità dell'ultracentenaria struttura italo-svizzera nell'attuale rivoluzione dei trasporti

Da alcuni anni lo scalo internazionale di Luino continua a subire modifiche strutturali imposte dalle moderne esigenze. Nata alle fine del diciannovesimo secolo, quasi agli albori della ferrovia, con la prospettiva di unire il nord Europa a Genova e porti del Mediterraneo, la immensa stazione del nord Verbano e la sua linea sono oggetto di immutato interesse per il traffico merci e la economia globalizzata.
Le antiche infrastrutture si dimostrano inadeguate e devono cedere il passo, incalzate dalla moderna tecnologia.
Luino, i suoi binari, gli apparati per la circolazione, i segnali luminosi riferiti a fasci di binari, le cabine presenziate 24 ore su 24 da nugoli di ferrovieri, gli scambi manovrati a mano e protetti da pesanti chiavi non rispondono più alle nuove esigenze. E allora in un semestre del 2017 Svizzera e Italia, da sempre impegnate nella costruzione e sopravvivenza della circolazione che sbuca dal Gottardo, hanno dato il via a qualcosa più di un restyling. Una vera rivoluzione inimmaginabile a fine ‘800.

SALA OPERATIVA 2.0
Il cuore della stazione batte notte e giorno in una nuovissima sala operativa ricca di apparati elettronici e monitor di ultima generazione destinati a mille funzioni. Un solo cervellone opera in modo autonomo eclissando gli operatori di un tempo.
Treni merci che si annunciano con un identikit su lunghezza, numero dei veicoli, peso, prodotti trasportati, con particolare riguardo alle merci pericolose. Chiunque, urbi et orbi, in Italia e all’estero, può venirne a conoscenza cliccando su un tasto. Tutto questo nel chiuso e in assoluto silenzio di moderni e accoglienti locali.
Novità assolute anche all’aperto. Nuovi binari e massicciate a prova di treni pesanti, una selva di palificazioni per la linea elettrica e alimentazione di riserva per le emergenze, deviatoi non più a mano ma elettrici comandati a distanza, circuiti di binario che consentono l’arrivo di convogli a garanzia della libertà di percorso. E, da ultimo, passaggio a livello illuminato notte e giorno con il vigile controllo delle telecamere e sottopasso stradale da Luino centro verso Voldomino che attende di essere ultimato.
LOCOMOTORI A DOPPIA TENSIONE
Tutto all’insegna della massima sicurezza, imposta ai sempre possibili “errori umani”. Arrivi e partenze agevolate dai locomotori a doppia tensione, 15mila volts sul versante svizzero e 3000 su quello italiano.
Binari, ormai inutili, rimossi per lasciare spazio a treni di alta capacità (AC), diretti ad immensi interporti italiani ed europei. I container trasportati su tir a bordo di treni hanno soppiantato i vagoni di un tempo. I carri venivano sballottolati qua e là per allestire i numerosi treni che, dagli scali di smistamento di Milano, Torino, Roma, Napoli, irradiavano le merci nel resto di Italia.
Tutto questo è ormai storia del passato. A Luino si fa spazio una nuova era, che, varata lo scorso 10 dicembre 2017, si completerà entro il 2018.
Certo, chi ha lavorato nel tempo che fu fra leve, levette, campanelli, telefoni a manovella, paletta e fischietto, in uniforme e berretto rosso delle Ferrovie dello Stato si sente assalito da un certo magone. Ma progresso e modernità non tollerano sentimentalismi. E un prezzo lo sopportano anche gli addetti ai lavori.
IN SOFFITTA MAESTRANZE E REGOLAMENTI
Siamo lontani dalle centinaia di maestranze con scarponi, guanti, bandierine rosse a volte un po’ sgualcite o intrise di grasso, che ricevevano a distanza annunci di servizio con fragori di altoparlanti. Frontiere aperte e non più guardie di finanza, carabinieri, doganieri e polizia italiana e svizzera. Capo stazione, capotreno, frenatore, personale viaggiante, figure superate che vivranno solo nei ricordi del passato.
Nell’intera stazione di Luino del 2018 sopravvive un solo operatore. Anche gli antichi regolamenti sono andati in soffitta. Le società produttrici dei treni provvedono in proprio a fornire ai loro macchinisti prescrizioni da rispettare nella guida del convoglio e documentazione delle merci trasportate.
Rete Ferroviaria Italiana (RFI), unica concessionaria di binari, stazioni e infrastrutture ferroviarie, cura la circolazione nell’intero territorio nazionale attraverso il SCC (sistema di comando e controllo), avvalendosi di computer, monitor, posta elettronica in sostituzione di stagionati apparati telefonici.
Un complesso palinsesto sull’intera circolazione (merci e passeggeri) ha fatto fuori sistemi non più attuali. Nel cestino finiscono vecchi registri, moduli e carte varie. Tutto si muove con l’elettronica che la fa da padrona in un frenetico susseguirsi di convogli, assegnazione automatica di binari, quadri elettronici su cui scorrono orari, ritardi e informazioni ai viaggiatori, unite alle scuse per il disagio in caso di difficoltà.
ROBOTIZZAZIONE E TORRE DI CONTROLLO
Una robotizzazione che ha scalzato l’uomo. Un regno dove non si sciopera, non ci si ammala e non si va in ferie (però quando va in tilt sono guai!).
Nell’intera Lombardia il SCC lancia i suoi ordini da Milano Greco Pirelli, quasi una torre di controllo per treni. Chissà, arriverà anche il momento dei treni che si guidano da soli? Del resto, non è quanto si profila per le auto senza autista ed aerei senza pilota? E allora benvenuto progresso anche a Luino.
I lavori sulle infrastrutture italiane e svizzere proseguono con inusitata puntualità distante mille miglia dai tempi della autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ma è lecita una domanda: che sarà della intera stazione di Luino, del suo patrimonio storico, dei numerosi locali, uffici, magazzini e spazi ormai caduti in disuso?
La dominante tecnologia calpesterà la storia? Oppure i cittadini dovranno invocare la protezione dell’Unesco affinché la stazione - un tempo internazionale- di Luino sia considerata “Patrimonio dell’Umanità”?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com
(1- continua)

(Altre immagini in Sezione Cronache)

Vaccinazioni, in sei mesi recuperati in Lombardia oltre 31.000 inadempienti

Documenti da presentare per scadenza 10 marzo

In Lombardia sono 31.417 su 184.398 (17,04%) gli inadempienti che, al 31 dicembre 2017, sono stati sottoposti alla vaccinazione prevista dalla legge sull'obbligatorietà. Il dato si riferisce alle quindici coorti di nascita (2001/2015) che contano, complessivamente, 1.409.500 frequentanti di asili nido, scuole materne, elementari, primarie e secondarie di 1° e 2° grado, fino ai 16 anni. La legge è entrata in vigore solo da pochi mesi e il risultato fa sperare nel raggiungimento della copertura del 95%, necessaria, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, per assicurare la cosiddetta “immunità di gregge".
DIFFERENZE
Dai dati dei Centri vaccinali regionali emergono differenze notevoli secondo le coorti di nascita. Migliori risultati sono stati ottenuti nelle fasce dove l'inadempienza comporta l'esclusione dall'ambito scolastico. Nelle coorti 2011, 2012 e 2013 (scuola materna) le percentuali di recupero sono, rispettivamente, del 38,92%, 51,33% e 16,53%; nelle coorti 2014 e 2015 (asili nido) del 16,75% e il 29,79%.
Raffrontando le rilevazioni della coorte 2014 - fatte a gennaio 2017 - con quelle di gennaio 2018, dopo la legge dell'obbligo, la copertura del vaccino esavalente è passata dal 94,4% al 95% e quello dell'MPR (morbillo, parotite, rosolia) dal 93,4 al 94,3%. L'obiettivo è ritenuto pertanto raggiunto per il primo e ormai prossimo per il secondo.
I risultati appaiono meno positivi nelle coorti dove l'inadempienza non comporta l'esclusione dalla frequenza scolastica, anche perché in questa fascia di età si concentrano soprattutto i richiami a cui più frequentemente gli interessati non aderiscono.
SCADENZA E ADEMPIMENTI
Per quanto riguarda il temine del 10 marzo 2018 e la possibilità che gli alunni dei servizi e della scuola dell'infanzia possano concludere la frequenza nell'anno scolastico in corso, di seguito le diverse fattispecie e i relativi percorsi successivi.
*Alunni che hanno consegnato certificato vaccinale (o analogo previsto dalla norma): non è richiesto altro.
*Alunni che hanno consegnato autocertificazione: devono portare alla direzione didattica il certificato vaccinale (attiva per il genitore la possibilità di scaricare direttamente dal Fascicolo Sanitario Elettronico www.crs.lombardia.it dei propri figli l'elenco delle vaccinazioni eseguite) o fotocopia del libretto.
*Alunni che hanno consegnato attestazione di richiesta di appuntamento ad ats/asst per completare il ciclo vaccinale: se già effettuata vaccinazione ante 10 marzo alle famiglie è stato consegnato il certificato vaccinale aggiornato (ed eventuale programmazione delle successive dosi) che può essere consegnato a direzione didattica; se l'appuntamento per effettuare le vaccinazioni mancanti è fissato in data successiva al 10/3, l'appuntamento assolve all'obbligo di legge fino al giorno indicato per l'esecuzione della vaccinazione, nell'occasione sarà rilasciato certificato da consegnare alla direzione didattica.
*Alunni che hanno consegnato attestazione rilasciata da Pls/mmg di esonero temporaneo/ definitivo per una o più' vaccinazioni: è opportuno che il genitore consegni l'attestazione al centro vaccinale ove risiede o è domiciliato per la sua registrazione nel registro vaccinale, diversamente agli atti risulta inadempiente e verrà richiamato.

IN TABELLA DATI FORNITI DAI CENTRI VACCINALI LOMBARDI (in alto) sono indicati: le coorti (anni) di nascita; il totale nati; il totale degli inadempienti; il totale dei recuperati; le percentuali.