Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Varese, una giovane eccellenza chiamata Ematologia

Nato nel 2010, il reparto dell’Ospedale di Circolo ha una capacità attrattiva anche fuori provincia – Ulteriore salto di qualità con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo

Settemila procedure ematologiche tra gennaio e luglio 2017, con un incremento superiore al 40% rispetto a solo due anni prima. E in costante crescita anche le prestazioni erogate verso pazienti provenienti da altre province e altre regioni. Sono solo alcuni dati del bilancio del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Varese a quindici mesi dall’avvio dell’attività di trapianto.
L'Ematologia di Varese, diretta dal professor Francesco Passamonti, è nata il 1° novembre del 2010 e in pochi anni, come ha affermato il direttore generale dell'Asst dei Sette Laghi, Callisto Bravi, «si è affermata come uno dei reparti di eccellenza del nostro Ospedale e come un centro di riferimento in grado di esercitare già una capacità attrattiva anche al di fuori dei confini provinciali».

SALTO DI QUALITÀ
Nel 2017, per la sola attività di degenza, i pazienti provenienti da territori esterni a quelli dell’ATS dell’Insubria sono stati il 16%, di cui l’8% provenienti da fuori Lombardia. E l’incidenza dei pazienti provenienti da altre province e regioni è analoga anche se si considera l’attività ambulatoriale piuttosto che quella di day hospital.
«Certo, i numeri sono inferiori rispetto a quelli dei grandi ospedali metropolitani – spiega Passamonti – ma, considerato che ogni anno registrano un aumento e indicano una capacità attrattiva per fuori Provincia e fuori Regione, sono molto significativi».
TRAPIANTO DEL MIDOLLO
Il salto di qualità decisivo è avvenuto quindici mesi fa con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo. Trentuno i trapianti già eseguiti con risultati perfettamente in linea con i dati nazionali e internazionali, considerando che la degenza media, in questi casi, si attesta a ventotto giorni.
Decisiva a questo proposito è stata la realizzazione di due camere sterili a completa disposizione del reparto, consegnate nella primavera del 2016, e la grande competenza del personale in servizio, sia medico, sia infermieristico. L'esperienza già acquisita e la capacità di apprendere rapidamente, infatti, hanno avuto un ruolo determinante nel consentire un'attività così complessa. 
RUOLO TERZO SETTORE
A fare la differenza non sono tuttavia solo i trapianti. «Grazie alla sinergia Ospedale–Università, osserva il direttore Bravi, la nostra Ematologia ha condotto in questi anni ben sessantaquattro studi clinici con programmi terapeutici avanzati, garantendo così la massima personalizzazione delle terapie a fronte di un notevole risparmio economico».
Un altro indicatore di qualità da non sottovalutare sono i progetti di ricerca vinti dalla struttura varesina che valgono quasi un milione di euro.
«Se l'Ematologia dell'Ospedale di Circolo ha potuto conseguire questi risultati, fondamentale è stato il ruolo del terzo settore – aggiunge Bravi - AIL Varese onlus, la Fondazione Rusconi di Varese e la Fondazione Matarelli di Milano hanno sostenuto e continuano a sostenere la struttura non solo finanziariamente, ma instaurando un rapporto con l'Azienda e il direttore del reparto caratterizzato da un profondo spirito di collaborazione». 

Torino, salvano dall’incenerimento i libri abbandonati

Questa ogni sabato la sfida di Ecomori, associazioni e volontari
vivilibron

A Torino, ogni sabato, salvano dall’inceneritore centinaia di libri e cercano di migliorare l’integrazione con la cultura e la raccolta differenziata. Sono gli Ecomori, le Sentinelle dei Rifiuti e le associazioni Vivibalôn e Eco dalle Città con il supporto di Crt. I libri abbandonati vengono trasformati in una libreria gratuita libera e itinerante, che dal mercato di libero scambio del Balôn si sposta all’interno del Cortile del Maglio.
Gli Ecomori sono un gruppo di ragazzi richiedenti asilo, che tutti i sabato (dalle ore 15) recuperano i libri invenduti o abbandonati e li espongono su di un banchetto, dove nuovi e voraci lettori possono impedire che finiscano in discarica. In più, a fine mercato, i libri rimasti vengono con l’aiuto del pubblico sottoposti a cernita e collocati nella libreria appositamente realizzata con materiali di recupero all’interno del Cortile del Maglio.
La libreria è una sorta di bookcrossing con libri gratis e accessibili a tutti. Per gli altri volumi recuperati dagli Ecomori, invece, si aprono le porte della raccolta differenziata. Un’opera meritoria, anche quella della Cooperativa Arcobaleno, per il suo contributo al servizio urbano della differenziata. 

Lugano, la stazione si prepara ad accogliere il traffico del Monte Ceneri

I lavori sono cominciati il 15 ottobre 2017 e si concluderanno il 16 luglio 2018
LUGANO stazione FFS

Il 16 dicembre 2016 la nuova galleria del Gottardo, nel 2020 apertura della Galleria di Base del Monte Ceneri e subito la stazione ferroviaria di Lugano si attrezza per adeguarsi alla circolazione.
A Lugano il 15 ottobre 2017 sono iniziati i lavori preparatori per l’adattamento dell'infrastruttura e il prolungamento del marciapiede 1 all’apertura del Monte Ceneri nel 2020. Il 6 novembre 2017 partiranno i lavori principali e il 16 luglio 2018 i nuovi impianti entreranno in esercizio. Così le Ferrovie Federali Svizzere informano l’utenza e preannunciano gli inevitabili disagi.
La Stazione FFS di Lugano, con la Galleria di Base del Monte Ceneri, rivestirà un ruolo di primo piano nel traffico ferroviario nazionale e internazionale. Inoltre nel traffico regionale i tempi di percorrenza tra i centri di Lugano, Locarno e Bellinzona si dimezzeranno, trasformando questo triangolo in una nuova realtà urbana.
In vista dell’orario in vigore da dicembre 2020 in poi, saranno rifatti gli impianti binari a nord e sud della stazione e sarà prolungato il marciapiede 1, per consentire l’entrata contemporanea dei treni sul binario 1 e 2.
I lavori saranno svolti, oltre che durante la giornata, anche nei periodi notturni, per permettere lo svolgimento regolare del traffico ferroviario diurno.

Lombardia, oltre 1.300.000 euro a 83 progetti culturali

In territorio varesino assegnati quasi 70 mila euro A Brinzio, Cislago, Gallarate, Golasecca e Venegono Superiore

Allo stanziamento iniziale sono stati aggiunti altri 700.000 euro e così alla giunta della Lombardia è stato possibile finanziare tutti i progetti presentati dai comuni sul bando “Interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali della Lombardia 2017”.
In totale, a disposizione degli enti locali sono stati messi oltre 1.300.000 euro e sono stati finanziati 83 progetti spalmati su quasi tutto il territorio regionale.
In provincia di Varese con 69.180 euro sono stati finanziati i seguenti interventi a:
-BRINZIO: 6.250 euro per intervento di risanamento delle travi di copertura al fine di evitare danni strutturali e la diffusione del danno ai reperti storici museali in esposizione a causa della presenza di tarli nel Museo della cultura rurale prealpina;
-CISLAGO: 20.000 euro per adeguamento alle norme vigenti dell'impianto elettrico dell'auditorium comunale.
-GALLARATE: 20.000 euro per acquisto arredi necessari all'allestimento di sale lettura attrezzate e spazi per eventi culturali della biblioteca comunale Luigi Majno;
-GOLASECCA: 15.000 euro per completamento sala con interventi edilizi e impiantistici ai fini dell'ampliamento della attività multimediale Gam (Golasecca archeologia multimediale);
-VENEGONO SUPERIORE: 7.930 euro per rifacimento copertura, ampliamento mediante costruzione di un soppalco e acquisto arredi della biblioteca comunale Varese. 

Rancate (Cantone Ticino), alle origini della moda come tendenza

Nella Pinacoteca Züst mostra sulla storia del costume femminino in Europa
dalla brochure in mostra

Una galleria di affascinanti sculture e dipinti, una sequenza di ventagli dipinti da artisti delle belle Signore, un nucleo di preziosi abiti d’epoca, provenienti da musei e collezioni private. Questo il binario della mostra “Divina Creatura-La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento”, inaugurata domenica 15 ottobre 2017 nella Pinacoteca Züst di Rancate (Mendrisio), in Canton Ticino, e aperta fino al 28 gennaio 2018.
Curata da Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora e Marialuisa Rizzini con il coordinamento di Alessandra Brambilla e il contributo di diversi studiosi, la rassegna ripercorre il cambio di paradigma nella storia del costume femminino in Europa. Punto di riferimento, il 1858, l’anno in cui a Parigi esplose l’Haute Couture di Worth, subito amplificata e diffusa dai primi Grand Magasins che spopolano nelle principali metropoli europee.

DA RITRATTI E GRAN MONDO…
Tra le donne di pressoché tutti i ceti sociali la circolazione di figurini e di riviste illustrate, l’irrompere della fotografia, i celebri affiches di Sartorie e Grandi Magazzini diffondono la moda in modo capillare. L’”essere alla moda” diventa per un'ampia fascia imperativo condiviso e il ruolo della donna si consolida anche in questo ambito al di fuori delle pareti domestiche. Attentissima al proprio ruolo sociale e alla immagine che contribuiva a veicolarlo.
Testimoniano in mostra il momento favolosi abiti d’epoca e ventagli firmati da Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Pompeo Mariani e Pietro Fragiacomo, ma soprattutto le opere di grandi artisti.
Le evoluzioni dell'abbigliamento femminile rivivono attraverso i modelli di donne simbolo, come la regina d'Italia Margherita di Savoia, o figure appartenenti all'aristocrazia internazionale, come la contessa ticinese Carolina Maraini Sommaruga (1869-1959). Guide del percorso sono i ritratti a firma di Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Mosè Bianchi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Ernesto Fontana o di Giovanni Boldini, Paul Troubetzkoy, Vincenzo Vela, Vittorio Corcos, Giacomo Grosso, oltre ai ticinesi Pietro Chiesa, Luigi Rossi e Adolfo Feragutti Visconti.
…ALLE SCUOLE REGIONALISTICHE
Accanto al ritratto è la pittura di genere a documentare l'evoluzione della moda femminile, ma anche le più diffuse tipizzazioni dei ruoli.
Dopo il 1860 in pittura si moltiplicano le scene di ambientazione quotidiana e borghese, ispirate alla vita familiare in cui è protagonista la donna. Questo filone, che trova i suoi vertici in maestri quali Ernest Meissonier e Mariano Fortuny, accomuna la sperimentazione degli artisti di tutte le scuole regionalistiche italiane e di quella del Cantone Ticino, dai Macchiaioli – tra cui Antonio Puccinelli e Odoardo Borrani – ai cosiddetti italiani a Parigi come Giovanni Boldini.
Per la prima volta, infine, una mostra propone un genere specifico, quello dei ventagli eseguiti da artisti. Accessori di primo piano per tutto l’Ottocento, restituiscono nel registro di un costume quotidiano, l’atmosfera di una società lanciata verso nuovi orizzonti e, purtroppo, anche verso inimmaginabili tragedie.
Info: Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio) (tel. +41 (0)91 816.47.91). 

Varese, in un anno quasi raddoppiate auto elettriche o ibride

In costante crescita l’interesse verso questa tipologia di alimentazione
sullo sfondo, Camera commercio

In territorio varesino la circolazione di vetture elettriche o ibride è quasi raddoppiata nel giro di un anno. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio, tra il 2015 e il 2016, nell’arco di dodici mesi, sono salite da 2.500 a quasi 3.500, con un incremento del 40%.
La quota è ancora molto bassa, eppure è tra le più alte in Italia. «Con lo 0,6% del parco auto ad alimentazione elettrica o ibrida – osserva l’ente camerale - Varese si colloca all’ottavo posto tra le province italiane quanto a mobilità sostenibile, almeno in relazione a questo particolare aspetto».
In cima alla classifica nazionale delle province con più auto elettriche o ibride ci sono Roma con 16.724 vetture di questo tipo (pari allo 0,62% sul totale) e Milano con 16.690 auto (0,94%). Al terzo posto Trento con 6.220 (1,25%), poi Bologna con 5.922 (0,99%), Firenze con 4.253 (0,6%), Torino con 4.247 (0,29%), Bergamo con 3.519 (0,53%) e, quindi, Varese all’ottavo posto con 3.447.
Dai dati varesini l’analisi della Camera di commercio rileva una attenzione in costante aumento verso questa tipologia di alimentazione nel triennio 2013-16. «Il numero delle auto elettriche e ibride in circolazione sulle nostre strade è più che raddoppiato, passando dalle 1.251 del 2013 alle 3.477 dello scorso anno».
L’andamento positivo viene convalidato anche a livello regionale (da 15.115 a 37.536) e nazionale. In Italia la crescita delle autovetture ibride ed elettriche è stata esponenziale, salendo dalle 45.404 del 2013 alle 89.932 del 2015 per poi impennarsi nel 2016, raggiungendo quota 126.508.