Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

Lago Maggiore

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

(gi) Da distributore di carburanti a “centro di promozione dei percorsi e dei prodotti delle aree rurali del Luinese”. Sarà questa la nuova destinazione dell’ex impianto Shell davanti al Porto Vecchio a Luino, costruito nel 1953 su progetto redatto direttamente da Cispetroli e con pratica edilizia fatta eseguire dal geometra Lanella.
Nel giro di 15 mesi il fabbricato, di proprietà comunale, riaprirà e cambierà vita grazie a un restyling curato dallo studio di architettura Patrizia Buzzi e Cristina Lucchina di Varese. Previo recupero architettonico, l’edificio sarà trasformato in infopoint, dove il turista potrà essere accolto e indirizzato verso la varia offerta di percorsi naturalistici, alimentari ed enogastronomici di tutta la zona.
Il progetto prevede una spesa di 160mila euro e ha ottenuto il finanziamento di 132.894 euro dal Gal (Gruppo di azione locale) Valli del Luinese. «È una delle prime assegnazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio che mi sta particolarmente a cuore» ha dichiarato il presidente Alessandro Casali, che è peraltro anche presidente del consiglio comunale di Luino.
A lanciare l’idea del recupero e indicare, però, anche una finalità di alto profilo e la salvaguardia della struttura è stato nel 2011 Francesco Salvi, che verso la sua Luino conserva un amore ereditato dal padre Trento e purtroppo non sempre compreso e bene accolto dalle amministrazioni civiche. «Il primo a parlarmi del valore architettonico di questo manufatto è stato Francesco Salvi - riconosce l’attuale sindaco Andrea Pellicini - che non è soltanto un comico o un bravo attore, ma è anche un architetto particolarmente attento a tutto quello che riguarda il nostro territorio». 

Cinghiale visita il centro

Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.

Candoglia (Vco), i marmi del Duomo di Milano

Si concluderà  venerdì 22 settembre il ciclo la “Pietra racconta” con la visita alla Cava Madre, riserva del marmo rosa di Candoglia, e al suo storico impiego per il Duomo di Milano. Occasione, il doppio compleanno per il decimo anniversario dell’Ecomuseo del Granito e il tredicesimo del Civico Museo Archeologico di Mergozzo. Ritrovo alle 9 a Candoglia per l’escursione guidata da un geologo e guida ambientale escursionistica (prenotazione
obbligatoria: 0324 87540, info@parcovalgrande.it). La gita prevede la visita alla segheria della Veneranda Fabbrica, luogo ancor oggi riservato alla riquadratura dei grossi blocchi provenienti dalla Cava Madre, visita alla Cava e al laboratorio di restauro in cui abilissimi artigiani riproducono fedelmente le parti del Duomo danneggiate dal tempo e dall'inquinamento. A conclusione della giornata, verso le 15, visita al Museo civico archeologico di Mergozzo. Per informazioni cell.0324/87540.

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Monteviasco, finanziato intervento di manutenzione funivia

stazione di Piero, foto Comunità montana Valli Verbano

Assicurata alla funivia di Ponte di Piero-Monteviasco, nel comune di Curiglia con Monteviasco, la copertura dell'intervento di manutenzione straordinaria. Il 5 novembre 2018 la giunta regionale, su proposta dell'assessore alle infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, ha stanziato 9.900 euro, pari al 90% del costo dei lavori per l'ammodernamento del sistema frenante della vettura.
«L'impianto - ha spiegato Terzi - è di proprietà comunale riveste e un ruolo particolarmente importante per il territorio, essendo un mezzo di trasporto fondamentale non solo in chiave turistica ma per garantire i collegamenti con il centro abitato di Monteviasco. Come Regione Lombardia siamo e saremo accanto ai piccoli Comuni e alle loro necessità». 

Angera, festa medievale alla Rocca

Domenica 1 ottobre giochi, botteghe e visite alle antiche sale e al Museo della Bambola e del Giocattolo
Dalla locandina

Accampamenti, sbandieratori, menestrelli e cantastorie, domenica 1° ottobre 2017, alla festa della Rocca di Angera, l’antico maniero dei Borromeo affacciato sulla sponda lombarda del lago Maggiore. Per l'intera giornata i visitatori potranno partecipare a giochi e tornei, misurarsi con il tiro con l’arco, assaggiare l’antica bevanda dell'idromele, ascoltare le indicazioni dell'erborista o le divinazioni della cartomante. Le botteghe degli artigiani, dal falegname al pellaio e alla sarta mostreranno le loro produzioni di spade di legno, elmi, scudi, archi e coroncine di fiori.
La festa sarà un’occasione per scoprire o rivedere gli sviluppi del Giardino Medievale creato nel 2007. Piante, percorsi, fiori e prospettive fanno rivivere ciò che era il giardino nel medioevo. Nel museo all'aria aperta si potranno trovare dalle erbe medicinali a quelle tintore, da quelle a uso alimentare a quelle che si riteneva  scacciassero il malocchio, ai fiori che, con i loro simboli, servivano a trasmettere segreti messaggi. Un verde senza forzature, che fa riscoprire la pianta “originaria", quella presente in natura spontaneamente, che non conosce l’intervento umano né le contaminazioni culturali tipiche dei secoli seguenti.
La Rocca aprirà le sue sale interne, prima tra tutte la Sala della Giustizia, dove un ignoto ma abilissimo artista creò un capolavoro d’arte e di racconto storico, descrivendo, a fresco, le vicende dell'arcivescovo Ottone Visconti, vincitore della battaglia di Desio del 1227. Negli eleganti saloni del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei fasti Borromeo immense tele, ritratti, arredi ricordano i grandi personaggi che qui passarono, non ultimo san Carlo Borromeo.
Un incontro con la storia offre anche il Museo della bambola e del giocattolo, il più grande d’Europa, che accoglie migliaia di poupées, giocattoli, automi, case in miniatura di ogni epoca e di molti Paesi. In caso di brutto tempo la manifestazione verrà annullata. 

Valle Anzasca (Verbania), al via due nuove linee elettriche interrate e sei nuove cabine

La linea aerea sostituita da un moderno cavo in alluminio - Con i nuovi impianti monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto
Cabina Valle Anzasca

In Valle Anzasca (Verbania) sono iniziati i lavori di potenziamento e rinnovo del sistema elettrico dell’area. Il piano del Gruppo Enel prevede la realizzazione di due nuove linee elettriche di media tensione che si estenderanno per oltre 40 chilometri, nel tratto che collega i comuni di Castiglione Calasca, Bannio Anzino, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo e Macugnaga.
CAVO IN ALLUMINIO
La posa di un moderno cavo in alluminio completamente interrato consentirà di eliminare i conduttori aerei. Sarà così azzerato l’impatto estetico e ambientale della linea elettrica e verranno anche realizzate sei nuove cabine di trasformazione MT (media tensione)/BT (bassa tensione) dotate di apparecchiature di ultima generazione per il telecontrollo della rete. In programma anche la posa di oltre undici chilometri di cavo in fibra ottica e lo smantellamento del tratto di linea elettrica aerea in funzione fino ad oggi, oggetto dell’operazione di restyling.
Nelle zone di Verbania e Novara la società del Gruppo Enel gestisce 3.398 chilometri di linee di media tensione, 8.688 chilometri di linee di bassa tensione e 5.040 cabine di trasformazione per un totale di circa 355.000 clienti serviti.
TELECOMANDO
I nuovi impianti si aggiungono a quelli già in servizio e conciliano un monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto.
Le nuove tecnologie consentiranno di isolare il tratto di rete danneggiato attraverso manovre in telecomando e restituire immediatamente elettricità al resto delle utenze, riducendo drasticamente i tempi di rialimentazione della clientela soprattutto in caso di eventi atmosferici di forte intensità. Inoltre sarà possibile ripartire in maniera più efficiente i carichi energetici, rendendo disponibile una maggiore quantità di energia e consentendo di allacciare nuove forniture e aumentare la potenza di quelle esistenti. 
Nelle foto: tecnici Enel al lavoro; una delle 6 nuove cabine elettriche realizzate in Valle Anzasca 

Distretto idrografico del Po, passata (per ora) è la siccità

Contro i rischi di crisi idrica avanzate proposte di abbassare i livelli dei laghi e di accumulare l’acqua piovana in cave dismesse

Il grande caldo di fine primavera è passato e le piogge di fine giugno hanno incrementato le disponibilità idriche. I laghi lombardi si sono ricaricati, arrivando quasi tutti al massimo volume d’invaso, ad iniziare dal Lago Maggiore.
Il quadro è emerso il 4 luglio 2017 dai resoconti di Arpa Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna durante una riunione dell’Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici in atto nel Distretto Idrografico del fiume Po. Erano presenti funzionari regionali e rappresentanze dei principali utilizzatori delle acque a fini civili, irrigui ed elettrici oltre ai Consorzi di bonifica e agli enti regolatori dei grandi laghi.
Per ANBI (Associazione nazionale Consorzi di tutela e gestione acque irrigue) Lombardia sono intervenuti il presidente Alessandro Folli e il direttore Giorgio Negri. All’incontro ha preso parte anche Stefano Roverato, responsabile del progetto Isil (Indagine sui sistemi irrigui della Lombardia), presentato nei suoi esiti il 3 luglio a Palazzo Lombardia nel corso del convegno “Conoscere l’acqua”.
LIVELLI LAGO MAGGIORE
Sul lago Maggiore, proprio in questi giorni, si è riacceso il confronto tra territori rivieraschi e quelli del Ticino sublacuale rispetto ad una regolazione dei livelli idrici. I primi, in un documento unitario, hanno chiesto di rivederli al ribasso, con l’eccezione del Garda e di Idro, in situazione critica.
Per mitigare gli effetti delle crisi idriche in agricoltura, l’ANBI ha reclamato un impegno serio per la realizzazione di infrastrutture che permettano di conservare l’acqua d’inverno in previsione dei mesi estivi. Sulla stessa linea, agli inizi di luglio, in Regione Lombardia è stata presentata una proposta di legge che punta all’uso delle cave dismesse quali bacini utili per l’accumulo di acqua piovana.
Intervenendo il 12 luglio a Roma all'assemblea nazionale di Anbi, l'assessora regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha osservato che la Lombardia si trova quest'estate in una situazione meno grave rispetto ad altre regioni grazie al buon livello di riempimento dei grandi laghi, che dispongono quindi di adeguate riserve per far fronte ai bisogni dell'agricoltura. «L'eccezione – ha precisato – è rappresentata dal lago d'Idro e dal relativo bacino del Chiese. Proprio da questo territorio è nata l'idea di sperimentare l'uso delle cave per immagazzinare l'acqua che in inverno scorre verso l'Oglio e il Po». 

Lago Maggiore, viaggio da Gran Tour alle Isole Borromee

Fino al 22 ottobre “weekend da Principe” tra sale nobiliari, giardini incantevoli e villaggi caratteristici
Isola Bella
Isola Bella

Un viaggio nel tempo del Gran Tour dall’Isola Bella all’Isola Madre e all’Isola dei Pescatori non è una fantasticheria. Fino al 22 ottobre 2017 l’incanto delle Perle del lago Maggiore si apre a soggiorni di relax in uno degli appartamenti da 2 a 6 posti letto nel palazzo nobiliare.
È il pacchetto "Weekend da Principe", che comprende il pernottamento di due notti in uno degli appartamenti Borromeo’s Dream Home, il trasferimento in barca all’arrivo e al rientro, i biglietti di ingresso ai Palazzi e ai Giardini dell’Isola Bella e dell’Isola Madre. Quote a partire da 420 euro a coppia.
DA STRESA A ISOLA BELLA
Il viaggio ha inizio dal Lido di Carciano di Stresa. Con un veloce trasferimento una barca privata porta all’Isola Bella, dove la dimora principesca del Seicento splende di arazzi fiamminghi, statue, stucchi neoclassici e grotte a mosaico e mostra i 130 dipinti della Galleria Berthier, la stanza di Napoleone e la Sala della Musica, dove si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea dopo la Grande guerra.
Uscendo, ecco irrompere la visione del giardino all’italiana con statue e obelischi, scalinate e balaustre alternati su parterres e terrazze. Fuori della residenza, il caratteristico borgo attende un tuffo tra prodotti made in Italy e sapori tipici in eleganti botteghe.
ISOLA MADRE E ISOLA DEI PESCATORI
Una breve traversata e si sbarca sull’Isola Madre, per Gustave Flaubert «il luogo più voluttuoso che abbia mai visto al mondo». L’ottocentesco giardino all'inglese accoglie con il fascino tropicale di rare piante, fiori esotici, pavoni, pappagalli e fagiani in libertà e la solennità del cipresso del Kashmir, divelto da una tromba d’aria e tuttavia deciso a rifiorire di nuovo. Accanto, il Palazzo cinquecentesco conserva prestigiosi arredi di Casa Borromeo e i teatrini delle marionette, le cui rappresentazioni erano destinate all’intrattenimento e allo svago dei membri della famiglia e degli amici.
La sera il sipario cala con la suggestione della cucina di lago all’Isola Pescatori e sulla costa.
Per info e prenotazioni: e-mail: borromeosdreamhome@isoleborromee.it (telefono +39 338 8226376). 

Torre civica, dal 5 novembre Luino salutata dalla Campana dei Tre Anniversari

Suonerà con rintocchi a impulsi elettrici - È stata fusa dalla celebre Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone

A Luino, da lunedì 5 novembre 2018, sulla Torre civica di Palazzo Serbelloni comincerà a suonare la Campana dei Tre Anniversari, fusa dalla millenaria Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone (Isernia), la prima e più antica fabbrica di campane al mondo, eccellenza italiana di spicco e fama internazionale e già Sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Bronzo pregiato di 56 centimetri di diametro e del peso di circa 100 chili, rievocherà l’Unità d’Italia, la posa del primo monumento italiano eretto a Giuseppe Garibaldi ancora vivente, la fine della Grande Guerra. L'iniziativa, lanciata nel 2011 dal'assessore alla cultura Piermarcello Castelli, è stata sostenuta da una sottoscrizione popolare, da sponsor e dalle Penne Nere di Luino.
«La realizzazione di questa campana è stata una bella e impegnativa 'avventura' che si conclude ora con un’opera d’arte che resterà a perenne memoria» ha dichiarato Castelli. «Dopo cento anni dalla fine della Grande Guerra, dopo cinquant’anni dalla posa del monumento dei Caduti in Piazza Risorgimento, Luino celebra Vittorio Veneto e ricorda con commozione il sacrificio dei seicentocinquantamila morti italiani» ha affermato il sindaco Andrea Pellicini.
La campana non è basculante e suonerà con rintocchi prodotti da impulsi elettrici. Sarà esposta e visitabile, nel pomeriggio di sabato 3 novembre, nell'atrio del municipio.
Poi, domenica 4 novembre, posa di una corona alla cappella dei Caduti nel cimitero (ore 9.45), messa in prepositurale (ore 10,30), corteo ai monumenti di Garibaldi (piazza Garibaldi) e dei Caduti (piazza Risorgimento), benedizione della campana in municipio. A seguire i discorsi del sindaco e del generale di squadra dell’Aeronautica Militare Stenio Vecchi. L'installazione nella torretta è fissata nella mattinata di lunedì 5 novembre.

NASCITA DELLA CAMPANA
«A novembre del 2017 appresi casualmente dai media locali dell’intento lodevole di questa campana, che originariamente avrebbe dovuto vedere la luce nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, a rimpiazzare l’antica preesistente di cui si sono da tempo perse le tracce», ricorda Maurizio Scandurra, designer della campana oltre che giornalista appassionato di sacri bronzi e testimonial dell’azienda produttrice.
Cominciano i contatti con l'assessore Castelli e il sindaco Pellicini e, ad opera dei Fratelli Armano e Pasquale Marinelli, trentunesima generazione dei Maestri d’Arte e Fonditori di campane richiesti in tutto il mondo, il progetto prende corpo secondo un procedimento artigianale applicato da più di mille anni. «Nasce così la ‘Campana dei Tre Anniversari’, atta a rievocare anche le eroiche gesta dei gloriosi Alpini» ricorda Scandurra. «Pensata inizialmente per il 150° (1861-2011) dell’Unità d’Italia, celebra ora altresì anche il primo 150° (1867-2017) dalla posa del primo monumento italiano eretto a Giuseppe Garibaldi ancora vivente in Luino, opera dello scultore Alessandro Puttinati. Oltre al centenario della fine della Grande Guerra (1918-2018): con un pensiero fuso in memoria dei gloriosi Alpini, a testimonianza del fatto che, alle volte, anche un ritardo può trasformarsi in un’opportunità preziosa di aggregazione e richiamo di maggior eco e significato».
Scandurra omaggerà al Comune di Luino, insieme ai Fratelli Armando e Pasquale Marinelli, anche una targa commemorativa a ricordo della ricorrenza da collocare all’interno dei luoghi più suggestivi del municipio.
IL SUONO DELLE CAMPANE
All’iniziativa, come annota il giornalista Scandurra, è giunto il plauso anche dello psichiatra, saggista, sociologo e criminologo Alessandro Meluzzi: «Quello delle campane è un suono archetipico. Rimanda effettivamente a delle frequenze, a dei disegni sonori che fanno parte del repertorio più antico, più tradizionale, e tutto sommato più solido e più sano dell’animo umano. C’è un’antica tradizione greco-orientale per la quale il rumore delle campane spaventa i demoni, i diavoli. Infatti nei turiboli di quei luoghi v’è tutta una serie di campanelle che adornano i paramenti sacri dei sacerdoti, dei vescovi, ma anche degli stessi turiboli per l’incenso. Le nostre campane che hanno popolato anche il paesaggio uditivo e visivo attraverso molti dei campanili dei nostri mondi, sono state talvolta silenziate poiché sembravano disturbare il sonno con il suono sistemico delle loro voci».
Secondo Meluzzi, «noi crediamo invece che il suono delle campane abbia non soltanto qualcosa di familiare, di consueto, di dolce e di avvolgente, ma anche di rievocativo. Rimanda alla storia, all’identità, alle nostre radici. Un albero senza radici e senza storia non conta nulla. Ci sono campane di pace, ma anche campane che hanno segnato la forza della difesa di un popolo nei confronti degli invasori ai confini. Hanno chiamato a raccolta gli uomini di Pier Capponi di fronte all’azione militare di Carlo VIII. Con questa nuova Campana dei Caduti di Luino vogliamo ricostruire la rete di solidarietà, di identità, di nazione e di popolo tramite il meltin pot che è il contrario del mix di culture sgangherate ed è altresì il contrario del caso. La campana è un suono ordinato che è fonte di ordine, gioia, di alchimia e armonia, oltre che di quella dimensione nella quale un popolo, una persona, una famiglia si raduna intorno a un desco ordinato per celebrare il meglio della propria identità».