Edizione n.25 di mercoledì 15 luglio 2026

Lago Maggiore

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico

(gi) Da distributore di carburanti a “centro di promozione dei percorsi e dei prodotti delle aree rurali del Luinese”. Sarà questa la nuova destinazione dell’ex impianto Shell davanti al Porto Vecchio a Luino, costruito nel 1953 su progetto redatto direttamente da Cispetroli e con pratica edilizia fatta eseguire dal geometra Lanella.
Nel giro di 15 mesi il fabbricato, di proprietà comunale, riaprirà e cambierà vita grazie a un restyling curato dallo studio di architettura Patrizia Buzzi e Cristina Lucchina di Varese. Previo recupero architettonico, l’edificio sarà trasformato in infopoint, dove il turista potrà essere accolto e indirizzato verso la varia offerta di percorsi naturalistici, alimentari ed enogastronomici di tutta la zona.
Il progetto prevede una spesa di 160mila euro e ha ottenuto il finanziamento di 132.894 euro dal Gal (Gruppo di azione locale) Valli del Luinese. «È una delle prime assegnazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio che mi sta particolarmente a cuore» ha dichiarato il presidente Alessandro Casali, che è peraltro anche presidente del consiglio comunale di Luino.
A lanciare l’idea del recupero e indicare, però, anche una finalità di alto profilo e la salvaguardia della struttura è stato nel 2011 Francesco Salvi, che verso la sua Luino conserva un amore ereditato dal padre Trento e purtroppo non sempre compreso e bene accolto dalle amministrazioni civiche. «Il primo a parlarmi del valore architettonico di questo manufatto è stato Francesco Salvi - riconosce l’attuale sindaco Andrea Pellicini - che non è soltanto un comico o un bravo attore, ma è anche un architetto particolarmente attento a tutto quello che riguarda il nostro territorio». 

Brezzo di Bedero, musica di Mozart alla Canonica

Concerto del Quartetto della Veneranda Fabbrica di Milano e Luca Ranieri 
Quartetto Veneranda Fabbrica, foto Rassegna Canonica

Nella Collegiata di San Vittore di Brezzo di Bedero, sabato 18 luglio 2026, alle ore 21, il Quartetto della Veneranda Fabbrica di Milano, formato da: Andrea Pecolo, violino, Stefano Lo Re, violino, Matteo Amadasi, viola, Alfredo Persichilli, violoncello, e il violista Luca Ranieri saranno impegnati nell’esecuzione di due capolavori della produzione cameristica di Mozart.
Per la Stagione Musicale della Canonica, affidata alla direzione artistica del maestro Fabio Bagatin, eseguiranno il Quintetto n. 6 in mi bemolle maggiore K. 614 e il Quintetto n. 2 in do maggiore K. 515. Il programma è dedicato alla particolare formazione del quintetto d’archi con due violini, due viole e violoncello. La presenza della seconda viola amplia il registro centrale dell’ensemble, conferendo alla scrittura una sonorità calda e profonda e permettendo a Mozart di creare un dialogo estremamente ricco tra i cinque strumenti.
L’appuntamento del 18 luglio si inserisce nel cartellone 2026 della rassegna “Segno Spazio Armonia” di concerti cameristici, orchestrali, organistici e percorsi musicali trasversali, in programma tra luglio e settembre nella Collegiata di San Vittore, a Casa Paolo e nel Santuario di Santa Maria Bambina di Pianezza, sostenuto dal Comune di Brezzo di Bedero.
Ingresso libero. Info: www.musicaincanonica.it.
Nella foto (Rassegna Canonica): Quartetto Veneranda Fabbrica. 

Intra, viaggio attraverso le opere di Puccini

Concerto Pro Restauro Santa Marta
Intra, manifesto "A tutto Puccini"

Un viaggio nel mondo musicale di Giacomo Puccini attraverso le sue tredici opere, dalla giovanile Le Villi fino alla monumentale e incompiuta Turandot, sabato 18 luglio 2026, alle ore 21, nella Chiesa di Santa Marta a Intra (Verbania). Sul palco tre interpreti molto legati al territorio: il tenore verbanese Damiano Colombo, il soprano Katia Lippolis e il pianista Roberto Olzer.
Il concerto “A tutto Puccini”. introdotto e presentato dalla giornalista Beatrice Archesso, è a offerta libera. L’intero ricavato sarà devoluto per i complessi lavori di recupero e salvaguardia della Chiesa di Santa Marta curati dal Comitato. Info:Sito web ufficiale: www.santamartaintra.it
Nella foto, manifesto del concerto. 

Ispra, passeggiata alla scoperta delle storiche fornaci

Nuovi appuntamenti mattutini il 17 agosto e il 5 settembre
Ispra, passeggiata alla scoperta delle storiche fornaci
Ispra_passeggiata_lago (foto Eo Ipso)

L’Anello delle Fornaci di Ispra - lunghezza 5.3 chilometri, durata circa due ore e difficoltà medio-facile - tornerà, dopo l’appuntamento del 13 luglio 2026, a offrire al mattino una passeggiata, organizzata da Archeologistics, che gestisce l’infopoint di Ispra.
Il percorso alla scoperta dei punti panoramici più significativi a livello paesaggistico, naturalistico e storico, presenta ripide salite nel bosco e conduce alle antiche fornaci, rilevanti testimonianze della storia produttiva del territorio. Si inizia dall’Infopoint e poi lungo la Passeggiata dell'Amore e l'Anello delle Fornaci si rientra sul lungolago.
FORNACI DELL’ ‘800
Le fornaci risalgono alla costruzione dei forni a ciclo continuo, dalla metà dell’Ottocento in avanti. I grandi investimenti fatti dai proprietari e dai concessionari diedero dimensioni di rilievo alle imprese. Il paese si qualificò per un’alta concentrazione di impianti moderni, produttori di ottimo materiale, e diede lavoro ad una nuova classe di abili operai.
«A cavallo tra i due secoli, - ricorda l’organizzazione Archeologistics - le ditte che lavoravano la calce erano una decina. I forni erano accesi, in generale, a pochi passi dalla riva del lago e dai moli ai quali attraccavano i barconi che assicuravano il trasporto più facile lungo le vie d’acqua fino a Milano. Lo sfruttamento più intenso durò alcuni decenni e poi il progresso portò a soffocare questa attività. L’ultima fornace chiuse verso il 1960. Oggi restano squarci biancheggianti che si scorgono da lontano, tracce evidenti dell’estrazione sui fianchi della collina, che mostreranno sempre i segni delle dure lotte dei minatori contro il sasso».
Non pochi dei vecchi forni che circondavano i due colli di Ispra sono crollati sotto il peso degli anni o per l’azione demolitrice dell’uomo. Pochi sopravvivono, in diverse condizioni, e si pongono come interessanti memorie di archeologia industriale.
Prossime passeggiate: lunedì 17 agosto e sabato 5 settembre (sempre ore 7.30). Quota di partecipazione singola: euro 6. Prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni: Infopoint Ispra, Via Verbano 208; email infopoint@comune.ispra.va.it, tel. 328.8377206
Nelle foto (@Eo Ipso): immagini di passeggiate a Ispra. 

Cinghiale visita il centro

Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.

Candoglia (Vco), i marmi del Duomo di Milano

Si concluderà  venerdì 22 settembre il ciclo la “Pietra racconta” con la visita alla Cava Madre, riserva del marmo rosa di Candoglia, e al suo storico impiego per il Duomo di Milano. Occasione, il doppio compleanno per il decimo anniversario dell’Ecomuseo del Granito e il tredicesimo del Civico Museo Archeologico di Mergozzo. Ritrovo alle 9 a Candoglia per l’escursione guidata da un geologo e guida ambientale escursionistica (prenotazione
obbligatoria: 0324 87540, info@parcovalgrande.it). La gita prevede la visita alla segheria della Veneranda Fabbrica, luogo ancor oggi riservato alla riquadratura dei grossi blocchi provenienti dalla Cava Madre, visita alla Cava e al laboratorio di restauro in cui abilissimi artigiani riproducono fedelmente le parti del Duomo danneggiate dal tempo e dall'inquinamento. A conclusione della giornata, verso le 15, visita al Museo civico archeologico di Mergozzo. Per informazioni cell.0324/87540.

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Angera, festa medievale alla Rocca

Domenica 1 ottobre giochi, botteghe e visite alle antiche sale e al Museo della Bambola e del Giocattolo
Dalla locandina

Accampamenti, sbandieratori, menestrelli e cantastorie, domenica 1° ottobre 2017, alla festa della Rocca di Angera, l’antico maniero dei Borromeo affacciato sulla sponda lombarda del lago Maggiore. Per l'intera giornata i visitatori potranno partecipare a giochi e tornei, misurarsi con il tiro con l’arco, assaggiare l’antica bevanda dell'idromele, ascoltare le indicazioni dell'erborista o le divinazioni della cartomante. Le botteghe degli artigiani, dal falegname al pellaio e alla sarta mostreranno le loro produzioni di spade di legno, elmi, scudi, archi e coroncine di fiori.
La festa sarà un’occasione per scoprire o rivedere gli sviluppi del Giardino Medievale creato nel 2007. Piante, percorsi, fiori e prospettive fanno rivivere ciò che era il giardino nel medioevo. Nel museo all'aria aperta si potranno trovare dalle erbe medicinali a quelle tintore, da quelle a uso alimentare a quelle che si riteneva  scacciassero il malocchio, ai fiori che, con i loro simboli, servivano a trasmettere segreti messaggi. Un verde senza forzature, che fa riscoprire la pianta “originaria", quella presente in natura spontaneamente, che non conosce l’intervento umano né le contaminazioni culturali tipiche dei secoli seguenti.
La Rocca aprirà le sue sale interne, prima tra tutte la Sala della Giustizia, dove un ignoto ma abilissimo artista creò un capolavoro d’arte e di racconto storico, descrivendo, a fresco, le vicende dell'arcivescovo Ottone Visconti, vincitore della battaglia di Desio del 1227. Negli eleganti saloni del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei fasti Borromeo immense tele, ritratti, arredi ricordano i grandi personaggi che qui passarono, non ultimo san Carlo Borromeo.
Un incontro con la storia offre anche il Museo della bambola e del giocattolo, il più grande d’Europa, che accoglie migliaia di poupées, giocattoli, automi, case in miniatura di ogni epoca e di molti Paesi. In caso di brutto tempo la manifestazione verrà annullata. 

Valle Anzasca (Verbania), al via due nuove linee elettriche interrate e sei nuove cabine

La linea aerea sostituita da un moderno cavo in alluminio - Con i nuovi impianti monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto
Cabina Valle Anzasca

In Valle Anzasca (Verbania) sono iniziati i lavori di potenziamento e rinnovo del sistema elettrico dell’area. Il piano del Gruppo Enel prevede la realizzazione di due nuove linee elettriche di media tensione che si estenderanno per oltre 40 chilometri, nel tratto che collega i comuni di Castiglione Calasca, Bannio Anzino, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo e Macugnaga.
CAVO IN ALLUMINIO
La posa di un moderno cavo in alluminio completamente interrato consentirà di eliminare i conduttori aerei. Sarà così azzerato l’impatto estetico e ambientale della linea elettrica e verranno anche realizzate sei nuove cabine di trasformazione MT (media tensione)/BT (bassa tensione) dotate di apparecchiature di ultima generazione per il telecontrollo della rete. In programma anche la posa di oltre undici chilometri di cavo in fibra ottica e lo smantellamento del tratto di linea elettrica aerea in funzione fino ad oggi, oggetto dell’operazione di restyling.
Nelle zone di Verbania e Novara la società del Gruppo Enel gestisce 3.398 chilometri di linee di media tensione, 8.688 chilometri di linee di bassa tensione e 5.040 cabine di trasformazione per un totale di circa 355.000 clienti serviti.
TELECOMANDO
I nuovi impianti si aggiungono a quelli già in servizio e conciliano un monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto.
Le nuove tecnologie consentiranno di isolare il tratto di rete danneggiato attraverso manovre in telecomando e restituire immediatamente elettricità al resto delle utenze, riducendo drasticamente i tempi di rialimentazione della clientela soprattutto in caso di eventi atmosferici di forte intensità. Inoltre sarà possibile ripartire in maniera più efficiente i carichi energetici, rendendo disponibile una maggiore quantità di energia e consentendo di allacciare nuove forniture e aumentare la potenza di quelle esistenti. 
Nelle foto: tecnici Enel al lavoro; una delle 6 nuove cabine elettriche realizzate in Valle Anzasca 

Distretto idrografico del Po, passata (per ora) è la siccità

Contro i rischi di crisi idrica avanzate proposte di abbassare i livelli dei laghi e di accumulare l’acqua piovana in cave dismesse

Il grande caldo di fine primavera è passato e le piogge di fine giugno hanno incrementato le disponibilità idriche. I laghi lombardi si sono ricaricati, arrivando quasi tutti al massimo volume d’invaso, ad iniziare dal Lago Maggiore.
Il quadro è emerso il 4 luglio 2017 dai resoconti di Arpa Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna durante una riunione dell’Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici in atto nel Distretto Idrografico del fiume Po. Erano presenti funzionari regionali e rappresentanze dei principali utilizzatori delle acque a fini civili, irrigui ed elettrici oltre ai Consorzi di bonifica e agli enti regolatori dei grandi laghi.
Per ANBI (Associazione nazionale Consorzi di tutela e gestione acque irrigue) Lombardia sono intervenuti il presidente Alessandro Folli e il direttore Giorgio Negri. All’incontro ha preso parte anche Stefano Roverato, responsabile del progetto Isil (Indagine sui sistemi irrigui della Lombardia), presentato nei suoi esiti il 3 luglio a Palazzo Lombardia nel corso del convegno “Conoscere l’acqua”.
LIVELLI LAGO MAGGIORE
Sul lago Maggiore, proprio in questi giorni, si è riacceso il confronto tra territori rivieraschi e quelli del Ticino sublacuale rispetto ad una regolazione dei livelli idrici. I primi, in un documento unitario, hanno chiesto di rivederli al ribasso, con l’eccezione del Garda e di Idro, in situazione critica.
Per mitigare gli effetti delle crisi idriche in agricoltura, l’ANBI ha reclamato un impegno serio per la realizzazione di infrastrutture che permettano di conservare l’acqua d’inverno in previsione dei mesi estivi. Sulla stessa linea, agli inizi di luglio, in Regione Lombardia è stata presentata una proposta di legge che punta all’uso delle cave dismesse quali bacini utili per l’accumulo di acqua piovana.
Intervenendo il 12 luglio a Roma all'assemblea nazionale di Anbi, l'assessora regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha osservato che la Lombardia si trova quest'estate in una situazione meno grave rispetto ad altre regioni grazie al buon livello di riempimento dei grandi laghi, che dispongono quindi di adeguate riserve per far fronte ai bisogni dell'agricoltura. «L'eccezione – ha precisato – è rappresentata dal lago d'Idro e dal relativo bacino del Chiese. Proprio da questo territorio è nata l'idea di sperimentare l'uso delle cave per immagazzinare l'acqua che in inverno scorre verso l'Oglio e il Po».