Edizione n.45 di mercoledì 22 novembre 2017

Lombardia

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, passeggiate in riciclette intorno ai laghi

In provincia di Varese si consolida il turismo total green. In circa trenta alberghi, hotel e ristoranti vicini alle ciclopedonali dei laghi saranno disponibili 300 “riciclette”, le city bike realizzate con lattine di alluminio riciclato e dotate di cambio Nexus Shimano. I primi 100 esemplari sono già stati consegnati e gli altri 200 lo saranno entro settembre. Ogni struttura avrà almeno cinque biciclette in comodato d’uso gratuito.
L’acquisto è frutto di una convenzione tra Agenzia del Turismo, Provincia di Varese e Consorzio Imballaggi Alluminio (CIAL) e rientra in un progetto di turismo total green promosso e finanziato da un bando regionale. Obiettivo, una rete di collegamento con mezzi ecosostenibili tra strutture ricettive e punti di interesse del territorio. I primi esemplari sono stati consegnati circa un anno fa in via sperimentale a una struttura ricettiva adiacente alla ciclabile del Lago di Varese.
Il Varesotto è la terza provincia in Italia, dopo Trento e Bolzano, per numero di chilometri di percorsi dedicati alle due ruote. Entro il 2012 Villa Recalcati completerà l’anello del lago di Comabbio e l’anno prossimo inizierà i lavori per collegare i circuiti dei laghi a quelli del Parco del Ticino.
Queste le strutture che potranno disporre delle riciclette:
* Bel Sit, Albergo, Comerio
* Canale Alfonso S.S. di Canale Liliana, Agriturismo, Azzate
* Cristallo, Albergo, Cittiglio
* Fattoria Gaggio Società Agricola S.S., Agriturismo, Galliate Lombardo
* Gauld Joseffa, Agriturismo, Osmate
* Hotel Capolago, Albergo, Varese
* Hotel Villa Borghi, Albergo, Varano Borghi
* Il Bosco Delle Campanelle, Agriturismo, Buguggiate
* Il Ronco, Agriturismo, Casciago
* La Bussola Villa Rosa Dependance, Albergo, Cittiglio
* La Bussola, Albergo, Cittiglio
* La Cinzianella, Albergo, Vergiate
* La Furnas, Agriturismo, Biandronno
* La Garzonera, Agriturismo, Vergiate
* La Locanda, Albergo, Cadrezzate
* Locanda Dei Mai Intes, Albergo, Azzate
* Mariuccia, Albergo, Varese
* Montelago, Albergo, Ternate
* Palace Grand Hotel, Albergo, Varese
* Pasquè, Agriturismo, Varese
* Relais sul Lago, Albergo, Varese
* Società Agricola Bonè, Agriturismo, Cocquio Trevisago
* Sunset Hotel, Albergo, Gavirate
* Torresan, Agriturismo, Caravate
* Vecchia Riva, Albergo, Varese
* Villa Baroni, Albergo, Bodio Lomnago

Milano, nel 2016 capitale mondiale musei

Dopo Shanghai (2010) e Rio de Janeiro (2013), sarà Milano la prossima capitale mondiale dei Musei. A Parigi il 4 giugno l'Unesco ha preferito la metropoli lombarda a Mosca e Abu Dhabi come sede dell'assemblea mondiale del Consiglio Internazionale dei Musei (Icom).
La conferenza generale è l'appuntamento più prestigioso che, con cadenza triennale, caratterizza l'attività dell'International Council of Museums. L'Icom, fondato nel 1946, raduna 28.000 professionisti museali e 2.000 musei di 130 Paesi del mondo.

Nel fiume Po ritornano gli storioni

Nel Piacentino avanza il corridoio ittico sostenuto da Lombardia, Emilia e Unione Europea – Il progetto replicabile nell'area della diga di Salionze, sul fiume Mincio, dove potrebbe permettere alle anguille la risalita nel lago di Garda

Cinquant'anni fa, la diga della centrale idroelettrica di Isola Serafini, nel Piacentino, bloccò la risalita dei pesci verso la sorgente. All'inizio del 2017 dovrebbe essere consegnato il corridoio realizzato adiacente alla diga, che dovrebbe consentire a undici specie protette, tra cui lo storione, di superare la centrale e completare il loro ciclo riproduttivo.
Il Progetto Life-Conflupo - costo di 4.800.000 euro sostenuto da Lombardia ed Emilia Romagna, e cofinanziato dall'Unione europea che nel 2012 lo ha selezionato tra le candidature presentate da tutti i 27 paesi comunitari - avanza. Al sopralluogo dei lavori del 23 maggio hanno partecipato gli assessori all’agricoltura di Lombardia, Gianni Fava, ed Emilia-Romagna, Simona Caselli.
DALLO STORIONE ALLE ANGUILLE
Il passaggio punta a ripristinare definitivamente le rotte migratorie degli storioni e di altre 10 specie ittiche protette dalla direttiva europea Habitat. Oltre il ripopolamento del fiume Po, dovrebbe anche consentire il monitoraggio di alcune specie ittiche a scopi di studio o anche di turismo, grazie a una speciale vetrata per l'osservazione dei pesci lungo la scala di risalita.
Secondo Fava, «il corridoio di risalita potrebbe essere replicato anche nell'area della diga di Salionze, sul fiume Mincio. In questo caso avremmo la possibilità di permettere la risalita nel Lago di Garda alle anguille».
INVESTIMENTO
Il corridoio dell’Isola Serafini è, come ha dichiarato l’assessora Caselli, «il più importante intervento di questo tipo in Italia e uno dei principali a livello europeo, che va a completare l'opera di ripristino della continuità fluviale, che si sta realizzando anche attraverso la conca di navigazione».
Capofila del progetto è la Regione Lombardia. Sono partner: Regione Emilia-Romagna, Agenzia Interregionale per il fiume Po, Autorità di Bacino del fiume Po, Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, Provincia di Piacenza e Provincia di Rovigo, Graia srl-Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque. Enel Green Power spa, concessionario della diga, è cofinanziatore dell'iniziativa.
L'investimento complessivo è di 7,5 milioni di euro, di cui 3,5 pagati dall'Ue, e altri 3 dal capofila e dai partner e 500.000 euro cofinanziati da Enel Green Power. 

Milano, riaperta la cripta delle Cinque Giornate

Concluso il restauro di 300.000 euro

A Milano è stata riaperta al pubblico la cripta della chiesa dell'Annunciata, dove sono custoditi 141 caduti nei combattimenti del 1848. Sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al giovedì, dalle ore 9 alle 17 dopo Pasqua.
A 165 anni esatti dalla fine delle Cinque Giornate di Milano e nell'attuale sede dell'Università statale, il 22 marzo il presidente della Lombardia Roberto Maroni, al fianco del presidente della Fondazione Irccs Ca' Granda Giancarlo Cesana e dell'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini, ha presentato la conclusione del restauro conservativo della cripta e delle sue camere sepolcrali. Alla cerimonia ha partecipato anche la banda dei Martinitt, l'istituzione di assistenza milanese che partecipò attivamente alle Cinque Giornate di Milano, operando come staffetta degli insorti tra le barricate.
I lavori facevano parte delle iniziative sostenute dalla Regione per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ai 300.000 euro di costo complessivo hanno contribuito, oltre la Regione (148mila euro), la Cariplo e due donatori privati, rispettivamente Pietro Fara Puggioni e il presidente Cesana.
Alle pareti della cripta, con volte a crociera affrescate d'azzurro, sono riportati i nomi dei 141 caduti durante le Cinque Giornate. Sono solo una piccola parte dei 500.000 pazienti accolti nel sepolcreto della Ca' Granda tra il 1473 e il 1695, che fu riaperto appunto nel 1848, perché lo stato di assedio in corso XXII Marzo impedì di raggiungere il cimitero urbano. «Cittadini inermi invidiavano il conforto del morir combattendo» recita un'iscrizione. 

Milano, inaugurato Centro Tiflotecnico

Persone non vedenti e ipovedenti possono trovare informazioni e testare anche strumenti e programmi informatici specifici

Vi si possono trovare bastoni bianchi e orologi parlanti, tattili e sonori, ma anche strumenti elettromedicali come misuratori di pressione parlanti e materiale per uso scolastico (cartine geografiche in rilievo, figure geometriche, righelli con riferimenti tattili, piani gomma per disegnare) e naturalmente strumenti per la scrittura, giochi, videoingranditori elettronici manuali, display e stampanti Braille.
È il Centro Regionale Tiflotecnico (per non vedenti) nato a Milano dalla cooperazione tra Consiglio Regionale Lombardo e Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti onlus e inaugurato il 10 novembre dal nuovo assessore alla Famiglia Carolina Pellegrini.
É situato presso lo stesso Consiglio Regionale e mette a disposizione strumenti e programmi informatici specifici per non vedenti e ipovedenti. Personale qualificato fornisce informazioni su una vastissima gamma di strumenti di varie tipologie e di diverse marche ed è possibile testare gli strumenti e avere tutte le delucidazioni del caso prima di procedere ad un'eventuale fornitura. 

Mura Veneziane, s’allarga la famiglia italiana dei siti Unesco

In Lombardia- e nel Varesotto - il maggior numero di beni culturali

Primato dell’Italia nel mondo (53), della Lombardia in Italia (11) e di Varese in Lombardia (4) per numero di siti iscritti nel Patrimonio dell'Umanità. A Cracovia (Polonia), il 9 luglio 2017, durante la quarantunesima sessione di lavori il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco ha inserito nella lista le Opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di Mare occidentale, un sito seriale transnazionale presentato dall'Italia insieme con Croazia e Montenegro.
Le Mura Veneziane sono presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro e costituiscono un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi "alla moderna” (poi diffusI in tutta Europa), progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare.
TESTIMONIANZA UNICA
Le opere di difesa veneziane “alla moderna” costituiscono un'eccezionale testimonianza dell'architettura militare che si sviluppò tra XVI e XVII secolo e interessò territori vasti e le loro interazioni. Nel loro insieme, le componenti testimoniano la presenza di una rete difensiva unica tra Stato da Terra e Stato da Mar occidentale incentrato sul Mare Adriatico storicamente conosciuto come Golfo di Venezia. Tale progetto difensivo ebbe connotazione civile, militare e urbana che si estese oltre il bacino mediterraneo spingendosi a Oriente.
«Con le Mura veneziane salgono a undici i siti Unesco della Lombardia, dieci 'materiali' più il sito 'immateriale' del 'saper fare il liutario' riconosciuto alla città di Cremona» ha dichiarato il presidente Roberto Maroni. «La Lombardia rafforza il proprio primato di regione con il maggior numero di siti Unesco in Italia e si conferma, anche in questo ambito, una vera eccellenza nazionale».
I “MAGNIFICI 11” LOMBARDI
In Lombardia sono questi i siti del Patrimonio mondiale dell’Umanità: 1) BESANO (Varese), Monte San Giorgio; 2) CAPRIATE SAN GERVASIO (Bergamo), Villaggio operaio di Crespi d'Adda; 3) CASTELSEPRIO (Varese), torre di Torba e Chiesa di Santa Maria Foris portas e - a GORNATE OLONA - Monastero di Torba; 4) CREMONA, Palazzo Pallavicino Ariguzzi, sede dell'Istituto di Istruzione Superiore 'Antonio Stradivari'; 5) ISOLINO VIRGINIA (Varese); 6) MILANO, Cenacolo Vinciano; 7) OSSUCCIO (Como), Sacro Monte; 8) SABBIONETA (Mantova), Palazzetto del Valleggero; 9) VALLE CAMONICA (Brescia), incisioni rupestri; 10) VARESE, Sacro Monte; 11) MURA VENEZIANE.

STORIA DELLE MURA VENEZIANE
Le Opere di difesa veneziane tra il XVI e XVII secolo Stato da Terra-Stato da Mar occidentale sono costituite da sei componenti fortificate situate in Italia, Croazia e Montenegro, che formano un sistema esteso per oltre mille chilometri tra la Regione Lombardia, in Italia, e la costa orientale adriatica.
L'introduzione della polvere da sparo comportò notevoli trasformazioni delle tecniche e dell'architettura militare, cambiamenti riflessi nella progettazione delle fortificazioni denominate alla moderna. Gli apparati difensivi dello Stato di Terra (a protezione della Repubblica dai potentati europei del nord-ovest) e dello Stato di Mare (a difesa delle rotte marittime e dei porti, dal Mare Adriatico fino a Levante) erano entrambi necessari per proteggere l'assetto territoriale e il potere della Repubblica di Venezia.
SISTEMI BASTIONATI
Durante il Rinascimento, il vasto e strategico territorio della Serenissima fu lo spazio ideale per sostenere la nascita dei sistemi bastionati o 'alla moderna'.
Gli elementi di eccezionale valore universale sono molteplici: dalle colossali operazioni di scavo per i percorsi ipogei alle realizzazione di complessi manufatti che riflettono i nuovi requisiti costruttivi messi a punto tra XVI e XVII dai tecnici della Repubblica. Al valore del sito contribuisce poi sensibilmente il contesto paesaggistico in cui si inseriscono le sei componenti, ciascuna in grado di offrire notevoli suggestioni visive all'interno del proprio contesto.
Ibis

Intervento - PD Lombardia: «Ulteriori tagli ferroviari dei collegamenti festivi? Un tavolo coinvolga tutte le regioni del Nord»

INTERVENTO - Indire un Tavolo, promosso dal governo, per discutere sul sistema ferroviario regionale che coinvolga tutte le regioni del Nord Italia. E’ la richiesta che i due consiglieri regionali lombardi del Pd, Jacopo Scandella e Gian Antonio Girelli, e Matteo Mauri, deputato e membro della Commissione Trasporti alla Camera, lanciano per fare il punto della situazione sui collegamenti ferroviari tra la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, la Liguria e l’ Emilia Romagna per «evitare che si verifichino episodi analoghi a quello che vede coinvolte le Regioni Lombardia e Veneto». 
«La riunione tecnica convocata a Verona ieri pomeriggio tra le delegazioni delle Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia non ha sortito gli effetti sperati ma al contrario, ad oggi, sui giornali si ventilano ulteriori tagli dei collegamenti festivi sulla linea Milano – Venezia e il treno festivo Lecco – Bergamo – Brescia – Venezia - spiegano in una nota i tre esponenti del Pd -. Sarebbe troppo facile attaccare la maggioranza sui risultati fallimentari della macroregione, noi vorremmo andare oltre lanciando una proposta che, soprattutto in ottica Expo, superari gli steccati politici. Bisogna lavorare in maniera coordinata e programmata per migliorare il sistema ferroviario del Nord Italia, riteniamo che adesso tocchi alla politica trovare la via d’uscita e andare oltre i campanilismi tra Regioni per giunta dello stesso colore politico. Su questi presupposti il Tavolo diventa uno strumento indispensabile per compensare la mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti che per studio, lavoro o svago si spostano da una regione all’altra. L’Expo parte anche da questo».
Gruppo consiliare PD Lombardia