Edizione n. 19 di mercoledì 12 giugno 2019

Emilia-Romagna

Nel fiume Po ritornano gli storioni

Nel Piacentino avanza il corridoio ittico sostenuto da Lombardia, Emilia e Unione Europea – Il progetto replicabile nell'area della diga di Salionze, sul fiume Mincio, dove potrebbe permettere alle anguille la risalita nel lago di Garda

Cinquant'anni fa, la diga della centrale idroelettrica di Isola Serafini, nel Piacentino, bloccò la risalita dei pesci verso la sorgente. All'inizio del 2017 dovrebbe essere consegnato il corridoio realizzato adiacente alla diga, che dovrebbe consentire a undici specie protette, tra cui lo storione, di superare la centrale e completare il loro ciclo riproduttivo.
Il Progetto Life-Conflupo - costo di 4.800.000 euro sostenuto da Lombardia ed Emilia Romagna, e cofinanziato dall'Unione europea che nel 2012 lo ha selezionato tra le candidature presentate da tutti i 27 paesi comunitari - avanza. Al sopralluogo dei lavori del 23 maggio hanno partecipato gli assessori all’agricoltura di Lombardia, Gianni Fava, ed Emilia-Romagna, Simona Caselli.
DALLO STORIONE ALLE ANGUILLE
Il passaggio punta a ripristinare definitivamente le rotte migratorie degli storioni e di altre 10 specie ittiche protette dalla direttiva europea Habitat. Oltre il ripopolamento del fiume Po, dovrebbe anche consentire il monitoraggio di alcune specie ittiche a scopi di studio o anche di turismo, grazie a una speciale vetrata per l'osservazione dei pesci lungo la scala di risalita.
Secondo Fava, «il corridoio di risalita potrebbe essere replicato anche nell'area della diga di Salionze, sul fiume Mincio. In questo caso avremmo la possibilità di permettere la risalita nel Lago di Garda alle anguille».
INVESTIMENTO
Il corridoio dell’Isola Serafini è, come ha dichiarato l’assessora Caselli, «il più importante intervento di questo tipo in Italia e uno dei principali a livello europeo, che va a completare l'opera di ripristino della continuità fluviale, che si sta realizzando anche attraverso la conca di navigazione».
Capofila del progetto è la Regione Lombardia. Sono partner: Regione Emilia-Romagna, Agenzia Interregionale per il fiume Po, Autorità di Bacino del fiume Po, Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, Provincia di Piacenza e Provincia di Rovigo, Graia srl-Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque. Enel Green Power spa, concessionario della diga, è cofinanziatore dell'iniziativa.
L'investimento complessivo è di 7,5 milioni di euro, di cui 3,5 pagati dall'Ue, e altri 3 dal capofila e dai partner e 500.000 euro cofinanziati da Enel Green Power. 

Lotta allo smog senza confini, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto unite contro l'inquinamento atmosferico

Firmato a Bologna accordo col Ministero dell'Ambiente – Interessati oltre 23 milioni di cittadini, il 40% della popolazione italiana
Bologna Università

Investimenti pubblici e interventi comuni per liberare la Pianura padana dallo smog. A Bologna, nella sede della Regione, il ministero dell’Ambiente e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno firmato il 9 giugno il ‘Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano’. In esso si ribadisce innanzitutto la centralità di una lotta condivisa contro l’inquinamento atmosferico, fenomeno particolarmente intenso nel Nord Italia.
L’intesa punta a misure strutturali da attuare con modalità comuni nelle quattro regioni. Ciò significa sviluppare regole omogenee di accesso alle Ztl (zone a traffico limitato), car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione per poter dare risposte concrete a un’area di oltre 23 milioni di residenti (il 40% della popolazione italiana). Ad esse si aggiunge lo stanziamento di 16 milioni di euro complessivi da parte del ministero: 8 milioni per gli eco-bonus delle Regioni, gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti; 8 milioni per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche.
Sono inoltre allo studio misure sulle tasse automobilistiche e altre di carattere legislativo per accelerare la diffusione di veicoli a basse o nulle emissioni, in sostituzione delle tecnologie tradizionali come i diesel. Condivisa anche la gestione delle situazioni di emergenza legate al superamento dei limiti di inquinamento da PM10, con divieti temporanei, pure questi comuni e omogenei nelle quattro regioni.
L’accordo è stato firmato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, dai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Piemonte, Sergio Chiamparino, dagli assessori all’Ambiente della Lombardia, Claudia Terzi, e del Veneto, Gianpaolo Bottacin. Presenti gli assessori regionali all’Ambiente dell’Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, e del Piemonte, Alberto Valmaggia.
La firma, ritenuta dai partecipanti «una svolta» e anche un superamento dei colori politici,  ha chiuso la due giorni su Government policies on air quality and climate change, dedicata alle politiche sulla qualità dell’aria e sul cambiamento climatico attuate a livello europeo, nazionale e nei territori del bacino padano, nell’ambito del Progetto comunitario Prepair.
«E’ un accordo importante. Per la prima volta le regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato azioni omogenee ed integrate», commenta il ministro. «Le Regioni hanno approvato Piani sulla qualità dell’aria che si parlano tra loro e qui a Bologna hanno preso impegni a portare avanti ulteriori azioni comuni per migliorare la qualità dell’aria e della vita delle persone». 

Da Venezia a Torino, avanza la pista ciclabile lungo il Po

Costituito il Tavolo tecnico per la realizzazione della ciclovia attraverso Veneto, Emilia, Lombardia e Piemonte

Ci sono i soldi nella Legge di Stabilità 2016 (91 milioni di euro per tutte le ciclovie nazionali). C’è il Protocollo di intesa del 27 luglio 2016 tra Governo (Mit e Mibact) e regioni. Ora a Cremona, il 10 febbraio 2017, ha preso il via il Tavolo tecnico per la realizzazione del progetto, composto da un referente per ogni Regione, per il Politecnico di Milano e per Infrastrutture Lombarde spa, incaricata di eseguire il progetto di fattibilità tecnico-economica.
La ciclovia 'VenTo', la pista ciclabile che, con i suoi 679 chilometri, collega Venezia a Torino lungo il corso del Po attraverso Veneto, Emilia, Lombardia e Piemonte, 12 province, 121 comuni e 20 aree protette, ha fatto un’altra tappa. Il Tavolo tecnico ha raccolto proposte di modifica e aggiornato lo stato di fatto del tracciato. Le indicazioni saranno vagliate e, se migliorative e più vantaggiose, accolte.

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