Edizione n.24 di mercoledì 17 luglio 2019

Lombardia

Voldomino, rilancio dell'eliporto

Verso la riapertura un impianto inaugurato 27 anni fa

(gi) Nuova vita per l'eliporto di Voldomino, voluto e inaugurato l'11 luglio 1992 dall'allora commissario straordinario dell'Ussl 1 Luino Lorenzo Durante con il sostegno di molte imprese e privati e – allora - unico nell'alto Varesotto a funzionare notte e giorno. Il 10 luglio 2019 il direttore responsabile di Areu Guido Garzena ha concertato la sua riapertura, sottolineando che «da oggi medici e piloti possono atterrare ancora in una bellissima piazzola come quella della frazione luinese. Qui siamo in un sito protetto».
«L’eliporto entrerà in funzione h24 ed è stato predisposto anche per l'atterraggio notturno» ha precisato il vicesindaco Alessandro Casali, che ha ricordato l’impegno costante di Regione Lombardia e di Areu in merito alla gestione del pronto intervento. «Ce l'abbiamo fatta – ha aggiunto - grazie al sostegno del direttore generale di Asst dei Sette Laghi, che allora era Callisto Bravi, con i dottori Garzena e Lucas Maria Gutierrez e dell'attuale direttore generale Gianni Bonelli».
Presenti, tra gli altri, all'incontro il nuovo primario di chirurgia del nosocomio luinese Stefano Carini, l'infermiere automedica 118 e sindaco di Tronzano Antonio Palmieri, rappresentanze di carabinieri, polizia locale, Areu e Sos Tre Valli.
Nel Varesotto il pronto intervento con elicottero è coordinato dall’équipe di soccorso ordinaria Hems (Helicopter emergency medical service), formata dal personale di condotta (pilota e tecnico del verricello) e dal personale sanitario (medico e infermiere). Si aggiunge il personale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.

Incendi boschivi, tutela uniforme per tutto il personale

Assunti direttamente a carico di Regione Lombardia gli oneri assicurativi, finora frammentati tra gli enti di appartenenza – Costi calati da oltre 160.000 a 7.000 euro annui

D'ora in avanti in Lombardia tutto il personale addetto alla prevenzione e lotta agli incendi boschivi potrà contare su tutele migliori e uniformi e anche, per le casse pubbliche, notevolmente più economiche. Alla copertura assicurativa non provvederanno più Province, Città Metropolitana, Comunità Montane e Parchi regionali, ma direttamente Regione Lombardia. I costi assicurativi caleranno da oltre 160.000 a 7.000 euro annui.
Il 9 luglio 2019 la giunta regionale, su proposta dell'assessore Pietro Foroni, ha esteso al personale AIB (antincendio boschivo) la polizza assicurativa della Compagnia Generali Italia, già titolare del contratto assicurativo con Regione Lombardia. Il provvedimento intende aumentare la sicurezza e offrire una maggiore uniformità delle tutele agli 86 direttori operazioni di spegnimento (Dos) e ai 4585 capisquadra AIB e ai volontari, attualmente assicurati dagli enti di appartenenza con contributi regionali e condizioni e polizze difformi per tipologia di coperture e costi.

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Bracconaggio nel Po, individuate le basi potenziali della pesca illegale

Sono 166 punti di imbarco e sosta degli automezzi lungo tutto il fiume

Sono state individuate lungo tutta l'asta del fiume Po centosessantasei potenziali punti di imbarco e sosta degli automezzi utilizzati nell'attività di bracconaggio. Entro la fine di agosto 2019 sarà elaborata una mappa interattiva, che sarà messa a disposizione delle prefetture per il monitoraggio dei siti.
Sono questi i primi frutti del protocollo d'intesa triennale per il controllo della pesca illegale nel grande fiume, siglato nel 2018 tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, le prefetture di Milano, Torino, Venezia e Bologna e l'Autorità di bacino del fiume Po. Il piano operativo prevede un potenziamento delle forze di Polizia provinciale e locale anche con adeguamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione. 

I punti di imbarco pesca, sbarco e sosta degli automezzi di appoggio utili ed utilizzati nell'attività di bracconaggio, previsti per ogni provincia, sonootto a Ferrara, quattordici a Parma, sedici a Piacenza, undici a Reggio Emilia, quarantasei a Lodi, tredici a Mantova, sette a Cremona, quarantadue a Pavia, nove a Rovigo.
I contraccolpi della pesca illegale si fanno sempre più sentire. Hanno contribuito a indebolire la biodiversità nel Po e a diminuire il numero di esemplari di specie autoctone, come lo storione e l'anguilla. «Per questo vogliamo intervenire con decisione e in maniera coordinata affinché vengano tutelatate la fauna e le attività di pesca legale. Ora faremo una verifica su questi centosessantasei punti di attracco per capire quali siano già utilizzati e concentrare meglio le energie» hanno dichiarato gli assessori regionali alla Pesca di Lombardia ed Emilia-Romagna, Fabio Rolfi e Simona Caselli, durante il tavolo interregionale del 10 luglio 2019 a Palazzo Lombardia.
«Uno strumento innovativo consentirà alle forze dell'ordine di intervenire in modo mirato ed efficace» ha aggiunto il segretario generale dell'Autorità di Bacino Meuccio Berselli. «Stiamo ultimando una rilevante attività di analisi nel dettaglio delle necessità e questo diventerà a breve un mezzo prezioso per intervenire. Chi avrà il compito di vigilare per scongiurare il grave fenomeno del bracconaggio sul Po, potrà contare su conoscenze approfondite del territorio e tecnologie digitali avanzate». 

Energia pulita, 8 milioni di euro per impianti di produzione in agricoltura

Domande fino al 5 settembre 2019

Bando regionale della Lombardia di 8 milioni di euro per impianti di produzione di energia pulita in agricoltura. La domanda di aiuto può essere presentata a partire dal 10 luglio fino al 5 settembre 2019. «L'obiettivo - ha detto l'assessore Fabio Rolfi - è stimolare la competitività del settore agricolo e garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali».
Sono ammissibili interventi per sistemi di recupero di biogas e per la realizzazione di nuovi impianti di: recupero e/o produzione di energia termica; impianti per la produzione e l'utilizzo di biogas; impianti termici o di cogenerazione ad alto rendimento; impianti fotovoltaici appartenenti alla tipologia ad integrazione architettonica; impianti per la produzione di energia idroelettrica che utilizzino acque già derivate e scorrenti in canali esistenti o in acquedotti di montagna; impianti per la produzione di biometano.

Laghi lombardi, 4,7 milioni per trentun nuovi interventi

Nel triennio 2019-21 saranno potenziate infrastrutture, portualità e navigazione turistica e di linea
ANGERA imbarcadero

Nel triennio 2019-2021 in Lombardia verranno realizzate cinque nuove opere sul lago Maggiore, cinque sul lago d'Iseo, quattro sul lago di Garda, tredici sul Lario e quattro sul lago Ceresio, oltre a quelle già in corso di realizzazione e precedentemente finanziate. Il 15 luglio 2019 la giunta regionale, su proposta dell'assessora Claudia Maria Terzi, ha assegnato alle Autorità di bacino lacuale (Laghi di Garda, Iseo, Maggiore, Lario e Ceresio) 4,7 milioni di euro per potenziare infrastrutture, portualità e navigazione turistica e di linea.
Le opere vanno dalla riqualificazione e consolidamento delle sponde in stato di dissesto alla realizzazione di porti e pontili, dalla valorizzazione di passeggiate a lago all'ammodernamento delle strutture per la navigazione di linea e da diporto. Di seguito la programmazione, i costi, i contributi a carico di Regione Lombardia per gli anni 2019 e 2020 e gli interventi dei laghi in territorio di Varese e di Como.

LAGHI VARESE, OLTRE 1 MILIONE PER 9 INTERVENTI
Per i laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese il costo totale delle cinque opere in altrettanti comuni della provincia di Varese sarà di 1.015.000 euro, 507.500 dei quali a carico di Regione Lombardia:
-ANGERA, risanamento sponde dell'isolino Partegora e riqualificazione della passeggiata a lago tra campo da calcio e area a lago. Costo compressivo 270.000 euro. Regione Lombardia contribuisce con 135.000 euro per gli anni 2019 e 2020;
-AUTORITÀ DI BACINO PORTO CERESIO, opere di bonifica dei dissesti del tratto lungolago di piazza Sant'Ambrogio. Il costo dell'opera è di 330.000 euro, il contributo regionale è di 198.000 euro;
-AUTORITÀ DI BACINO PORTO CERESIO, opere di riqualificazione pontile della navigazione. Il costo complessivo dell'opera è di 70.000 euro, il finanziamento di Regione Lombardia è di 50.000.
-BREZZO DI BEDERO, formazione scivolo di alaggio e consolidamento arenile con manutenzione pontile a lago. Costo complessivo 60.000 euro, di cui 30.000 messi da Regione Lombardia;
-COMABBIO, realizzazione nuovo pontile a servizio della navigazione. Costo totale 70.727 euro, 29.700 dei quali da Regione Lombardia.
-LAGHI CERESIO, PIANO E GHIRLA - Per i laghi Ceresio, Piano e Ghirla il costo totale delle quattro opere è di 1.172.000 euro, di cui 520.000 messe a disposizione da Regione Lombardia:
-LAVENA PONTE TRESA, riqualificazione collegamento pedonale area portuale Du lac-ex Lido Chiosco. Il costo dell'opera è di 330.000 euro, 165.000 dei quali finanziati da Regione Lombardia.
-LEGGIUNO, manutenzione straordinaria del molo del porto di Reno. Costo totale di 310.000 euro. Regione Lombardia partecipa con 155.000 euro suddivisi, come tutti gli interventi, negli anni 2019 e 2020.
-MACCAGNO, per il comune di Maccagno con Pino e Veddasca è prevista la realizzazione del pontile di approdo a servizio della caserma della Guardia di finanza e la riqualificazione spondale per una spesa complessiva di 120.000 euro di cui 60.000 da Regione Lombardia;
-PORTO CERESIO, riqualificazione parco comunale di via Roma-lungolago Vanni. Il costo totale è di 442.464 euro, il contributo della Regione Lombardia è di 107.000 euro;
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LAGHI LARIO E MINORI, OLTRE 1 MILIONE PER 13 INTERVENTI
Per i Laghi Lario e i laghi minori il costo totale delle tredici opere nei comuni delle province di Como e Lecco è di 2.105.000 euro, 1.090.000 dei quali a carico di Regione Lombardia:
-AUTORITÀ DI BACINO, dragaggi strutturali dei porti regionali (Menaggio, Vercurago, San Siro, Bellano). Il costo complessivo è di 200.000 euro. Il contributo della Regione Lombardia ammonta a 120.000 euro;
-BOSISIO PARINI, riqualificazione delle rive del Lago di Pusiano - località Precampell. Il costo dell'opera è di 180.000 euro, il finanziamento della Regione Lombardia è di 65.000 euro;
-COLICO, manutenzione straordinaria mantellata del porto regionale. Il costo dell'opera ammonta a 100.000 euro, il contributo di Regione Lombardia a 60.000 euro;
-COLONNO, riqualificazione e messa in servizio dell'ex pontile della navigazione pubblica da adibire a navigazione da diporto con possibilità scalo. Il costo dell'opera è di 100.000 euro. Il contributo di Regione Lombardia è di 60.000 euro;
-DERVIO, manutenzione straordinaria delle rampe di alaggio pubblico in prossimità del Porto Santa Cecilia. Il costo totale è di 80.000 euro. Il contributo di Regione Lombardia è di 48.000 euro;
-EUPILIO, riqualificazione area arrivo con posizionamento strutture galleggianti e torretta. Il costo dell'opera ammonta a 120.000 euro, il finanziamento della Regione Lombardia a 60.000;
-GARLATE, sostituzione del pontile di attracco pubblico per carico e scarico. Il costo totale è di 30.000 euro, 15.000 dei quali messi a disposizione da Regione Lombardia;
-GERA LARIO, intervento urgente per contenimento cedimento banchina porto regionale. Il costo complessivo è di 65.000 euro. L'importo a carico di Regione Lombardia è di 39.000 euro;
-GERA LARIO, riqualificazione del tratto del lungolago adiacente al porto regionale. Il costo complessivo è di 250.000 euro, il contributo di Regione Lombardia è di 125.000;
-GRIANTE, riqualificazione e ampliamento del pontile di attracco pubblico di carico e scarico. Il costo complessivo è di 40.000 euro, il finanziamento di Regione Lombardia di 20.000 euro;
-MALGRATE, completamento passeggiata a lago, lotto VI. Costo totale di 800.000 euro. Regione Lombardia mette a disposizione 400.000 euro;
-MENAGGIO, intervento urgente per contenimento cedimento scala di accesso a lago. Il costo totale è di 60.000 euro. Regione Lombardia contribuisce con 30.000 euro;
-TORNO, messa in sicurezza e consolidamento statico muro nord porto regionale. Il costo totale è di 80.000 euro, il contributo regionale di 48.000 euro.

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Defibrillatori, il salvavita entra negli impianti sportivi

In Lombardia ogni anno si registrano 1.400 arresti cardiaci

Ogni anno in Lombardia si registrano 1.400 arresti cardiaci, di cui circa la metà dovuta a patologie traumatiche o avvenute nelle strutture sanitarie. Questo dato del 118 basta da solo ad avvalorare la campagna regionale per la prevenzione degli arresti cardiaci avviata con il progetto “A prova di cuore”.
Gli obiettivi vanno dalla diffusione sempre più capillare dei dispositivi di rianimazione alla formazione di farmacisti e operatori fino alla sensibilizzazione dei giovani mediante spot e video anche su Youtube e Twitter. A regime, saranno circa 300 i defibrillatori semi-automatici sistemati sui mezzi di trasporto sanitario e circa 70 DAE quelli in prossimità di farmacie rurali.
Questi dati sono emersi il 22 maggio in Consiglio regionale dalla risposta dell'assessore Luciano Bresciani a un’interrogazione del consigliere Roberto Alboni (PdL). Attualmente sono complessivamente 461 i defibrillatori presenti in Lombardia, di cui 361 fissi e 50 mobili. Oltre 300 i defibrillatori installati su mezzi di trasporto e 70 presenti nelle farmacie. Inoltre 81 sono collocati in impianti sportivi, così ripartiti per provincia: Bergamo 6; Brescia 4; Como 11; Cremona 2; Lecco 1; Lodi 4; Mantova 0; Milano 29; Monza 11; Pavia 10; Sondrio 0; Varese 3. 

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