Edizione n.6 di mercoledì 20 febbraio 2019

Varese

Varese, avanza la ”caratterizzazione” delle terapie

All'Ospedale di Circolo in corso promettente studio clinico dell'Ematologia diretta dal prof. Francesco Passamonti
prof. Francesco Passamonti

“Caratterizzarla”, capire cioè come la malattia agisce sui geni che appaiono “malati” e così combatterla. È l'obiettivo di uno studio clinico sulla leucemia mieloide acuta, condotto dall'Ematologia dell'Ospedale di Circolo di Varese diretta dal professor Francesco Passamonti.
La struttura, nata nel 2010, ha alle spalle un'attività di ricerca puntata sulla massima personalizzazione delle terapie. Grazie alla sinergia Ospedale-Università, ha finora prodotto 64 studi clinici con programmi terapeutici avanzati, di cui ha potuto beneficiare l'attività di assistenza.
Attualmente la sua attenzione è indirizzata sui pazienti affetti da leucemia mieloide acuta in ricaduta con la mutazione del gene IDH2. «La leucemia mieloide acuta è un tumore maligno ematologico della cellula staminale, la cellula da cui provengono globuli bianchi, rossi e piastrine» spiega il prof. Passamonti. «Il paziente si presenta con anemia, piastrinopenia e leucopenia, esponendosi così al rischio di eventi infettivi ed emorragici. Per combattere questa malattia, è importante 'caratterizzarla', individuarne cioè le caratteristiche a livello genetico. In altre parole, cerchiamo di capire come questa malattia agisce sui geni, che appaiono 'malati'. Questi geni possono diventare target di terapie specifiche, come nel caso del gene IDH2, su cui si sta concentrando lo studio in corso».
La funzione normale del gene IDH è quella di "aiutare le cellule a produrre energia". «L’IDH – aggiunge Passamonti - è un enzima necessario per il ciclo dell'acido citrico. Se mutato, tuttavia, l’enzima provoca l'accumulo di una sostanza che potrebbe causare variazioni epigenetiche nelle cellule, tali da creare un blocco e impedire la differenziazione dei globuli bianchi immaturi in globuli bianchi adulti».
Quali le sue prime valutazioni? «Testare la mutazione – conclude - è utile per valutare la fattibilità e il potenziale arruolamento nello studio. I dati preliminari di efficacia e sicurezza provenienti dal primo studio di Fase 1 sono promettenti: circa metà dei pazienti rispondono».
Nella foto, il prof. Francesco Passamonti 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, un anno all'insegna del Risorgimento

Incontri, convegni e concerti dell'Associazione Mazziniana Italiana

Tracciato dalla Sezione “Giovanni Bertolé Viale” dell'Associazione Mazziniana Italiana di Varese il percorso 2019 di incontri, convegni e concerti dedicati a figure ed episodi del Risorgimento italiano. Il programma, iniziato l'8 e 9 febbraio con una conferenza su “Giuseppe Mazzini e la figura dell'intellettuale nella ricezione popolare” e la commemorazione di Francesco Daverio e la Repubblica Romana, si svilupperà in appuntamenti scanditi dalla primavera a tutto l'autunno. Questo il calendario:
*Mercoledì 5 marzo (ore 17,45), presentazione del libro “Due donne una bandiera” di Annalina Molteni e Gianna Parri. In collaborazione con Biblioteca Bruna Brambilla e Universauser Varese. All’Istituto Anna Frank, via Carnia 155, Varese.
*Giovedì 7 marzo (ore 17,30), conferenza di Antonio Orecchia su “Centralismo italiano e federalismo europeo: i progetti per la nuova Europa dopo la Seconda guerra mondiale". In collaborazione con Universauser Varese e MFE Varese. Allo Spazio Coop di Casbeno, via F. Daverio 44, Varese .
*Martedì 9 aprile (ore 17,30), conferenza di Fabio Minazzi su “Carlo Cattaneo e il Politecnico”. In collaborazione con Universauser Varese e MFE Varese. Allo Spazio Coop di Casbeno, via F. Daverio 44, Varese.
*Mercoledì 22 maggio (ore 17,30), presentazione di Francesca Ricardi su “La Repubblica Romana del 1849 nelle immagini”. Alla Galleria Ghiggini, via Albuzzi 17, Varese .
*Lunedì 3 giugno (ore 9,30). concerto di una band formata dagli alunni dell’Isis Newton con proiezione del film "Emilio Morosini, uno di noi" sulla figura del giovanissimo patriota caduto a Roma nella difesa della Repubblica romana del 1849, girato dagli alunni con l'ausilio dei docenti. Salone di Villa Recalcati, piazza Libertà 1, Varese.
*Venerdì 20 settembre (ore 15), concerto per flauto e pianoforte degli allievi del Liceo Musicale Statale A. Manzoni di Varese diretti da Fiorenzo Filippini. Nell’aula Magna del Liceo Musicale Statale Alessandro Manzoni di Varese, via Morselli 10, Varese.
*Venerdì 11 ottobre (ore 17,30), conferenza di Margherita Giromini su “Felicita Morandi, una educatrice varesina negli anni del Risorgimento”. Allo Spazio Coop di Casbeno, via F. Daverio 44, Varese.
*Venerdì 25 ottobre (ore 17,30), conferenza di Leonardo Tomassoni su “Gli di studenti e docenti dell’Istituto Daverio-Casula e una classe dell’Istituto tecnico Newton. Scacchi nel Risorgimento”. Alla Galleria Ghiggini, via Albuzzi 17, Varese.
*Sabato 16 novembre (dalle 9 alle 12,30 nel Salone Estense di via Sacco 5 a Varese), convegno sulle Società Operaia di Mutuo Soccorso in provincia di Varese. Interverranno: Robertino Ghiringhelli, storico; Dario Sanarico, presidente Soms di Viggiù; Piermaria Morresi. presidente Soms di Varese; Maurizio Ampollini, presidente Fondazione del Varesotto. Coordina: Michele Mancino.
Info: AMI Varese (via Rainoldi 19; email: mazziniana.varese@libero.it ).                      

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Varese, al Del Ponte Isola neonatale donata dagli Alpini

La postazione è frutto di una iniziativa natalizia
Isola neonatale, Gruppo Alpini

Un lettino con sponde dotato di tutte le tecnologie e gli strumenti per monitorare e riscaldare il bambino. È l’Isola neonatale donata ufficialmente l'8 febbraio 2019 dal Gruppo Alpini all'ospedale Filippo Del Ponte di Varese.
Le Penne Nere hanno accolto una richiesta avanzata dalla presidente della Fondazione Il Ponte del Sorriso, Emanuela Crivellaro, e devoluto una parte del ricavato di una loro classica iniziativa natalizia, il Panettone degli Alpini. «Gli Alpini di Varese, anima buona e solidale della città, non hanno esitato un attimo a condividere il nostro progetto» ha commentato Crivellaro.
L'isola neonatale sarà utilizzata in Terapia intensiva neonatale, come spiega il direttore della Pediatria di Varese e del dipartimento Donna e bambino dell’Asst Massimo Agosti. «Dotata di base sollevabile, luce di ispezione orientabile, pannello sonde con termosensore, bilancia elettronica integrata, cassetto portalastre» - spiega il professor Agosti - «è indicata per la cura dei neonati ricoverati in Neonatologia e in T.I.N..  Le configurazioni di cui è dotata, infatti, sono particolarmente indicate per i neonati più fragili, che possono quindi essere curati direttamente in culla, senza che il personale sanitario interferisca con i loro movimenti». 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, nuove assunzioni in Confartigianato

Quattro esperti in amministrazione del personale, un consulente del lavoro, un medico del lavoro, un ingegnere della sicurezza. Sono le sette figure professionali cercate da Confartigianato Varese Artser per la sua AreaLavoro,
Per presentare la candidatura, è necessario accedere al sito www.asarva.org e inserire il c.v. alla voce corrispondente al proprio profilo professionale nella sezione “Entra nel nostro team”. Le nuove assunzioni andranno ad aggiungersi ad altre 29 professionalità (età media 39 anni) entrate nel solo 2018 in associazione, nella società di servizi Artser e nelle altre società del sistema. 

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Ipotermia, «uno stato subdolo e spesso sottovalutato»

A Varese attivo da quattro anni un Centro regionale di riferimento per il trattamento del paziente ipotermico accidentale
master internazionale in Mountain Medicine

Sopravviene con temperatura corporea sotto i 35 gradi e possono favorirla vari fattori, dalle condizioni ambientali a un inadeguato abbigliamento, dal vento alla denutrizione e alla malattia, dall'umidità all’assunzione di alcool o droghe. È la ipotermia, un abbassamento generalizzato della temperatura corporea, diversa dal congelamento, che si localizza invece su ben definite parti del corpo umano, mani, piedi, viso.
«L’ipotermia - spiega il dottor Luigi Festi dell'Ospedale di Circolo di Varese - è spesso sottovalutata: basti pensare che può presentarsi in alcune condizioni, di notte o, in presenza di eventi meteorologici estremi, anche nel periodo estivo. Per valutare l’entità dell’ipotermia, si ricorre alla tabella stilata venti anni fa dallo svizzero Bruno Durrer, che individua quattro stadi di ipotermia».
L’Ospedale di Circolo di Varese è, da quattro anni, uno dei Centri regionali di riferimento per il trattamento del paziente ipotermico accidentale e direttore del Centro è Luigi Festi in collaborazione con il direttore della Cardio-chirurgia Cesare Beghi. Festi è un chirurgo che negli anni si è specializzato in Medicina di montagna e può contare sulla collaborazione con i maggiori esperti al mondo in questo campo. In virtù proprio di queste competenze, è anche ideatore e direttore didattico del master internazionale in Mountain Medicine dell’Università dell’Insubria e presidente della Commissione medica centrale del Club Alpino Italiano.

Come prevenire l’ipotermia
Primo presidio per evitare la comparsa di ipotermia, che al grado 3 e 4 della classificazione può essere mortale, è quello di affrontare l’ambiente freddo in buone condizioni di salute e adeguatamente equipaggiati.
«Ormai i moderni materiali che caratterizzano l’abbigliamento dedicato alla montagna - precisa Festi - consentono una vestizione cosiddetta a cipolla, quindi composta da più strati: sono necessari pochi strati traspiranti durante l’attività fisica, così che il sudore non ristagni sulla pelle, aumentando il pericolo di ipotermia quando ci si ferma. Servono invece più strati quando ci si ferma e durante il riposo, dal momento che la presenza di aria tra strato e strato agisce come isolante, aiutando a mantenere la fisiologica temperatura corporea».
Ma non è tutto. «E’ importante poi – aggiunge Festi - evitare per quanto possibile l’esposizione al vento e all’acqua e l’assunzione di alcol e droghe che provocano vasodilatazione periferica, aumentano la dispersione del calore. È invece utile muoversi per produrre calore, massaggiare le parti a rischio, mani e piedi, se possibile nutrirsi con alimenti ipercalorici, assumere liquidi caldi».
Soprattutto, però, bisogna evitare di farsi sorprendere senza un equipaggiamento adeguato dal repentino cambiamento delle condizioni ambientali. «Per evitare l’ipotermia – prosegue Festi - è fondamentale pensarci. Sì, perché l’ipotermia è uno stato subdolo, che si insinua lentamente e di cui spesso non si ha la consapevolezza. I sintomi sono infatti piuttosto comuni, dai brividi ad uno stato di incoscienza sempre più accentuato. Anzi, con il peggiorare della situazione l’ipotermia comporta uno stato di euforia e semi-incoscienza».
Varie le procedure che possono essere intraprese negli stadi più precoci e sono alla portata di tutti. Quando, però, la temperatura interna scende sotto i 32 gradi, è necessaria la presenza di personale sanitario. «Il ruolo del cardio-chirurgo e del perfusionista – conclude Festi - diventa quindi essenziale, e il trattamento terapeutico viene concordato insieme tra responsabile del Centro e cardio-chirurgo, escludendo a priori i pazienti gravemente traumatizzati o in asfissia, situazioni che controindicano la rianimazione e il riscaldamento».
Nella foto: soccorso in montagna (foto scattata all'Alpe D'Huez, in Francia, in occasione dell'edizione 2018 del master internazionale in Mountain Medicine dell’Università dell’Insubria in collaborazione con il corso di Mountain Emergency Medicine dell'Università di Grenoble). 

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

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