Edizione n.13 di mercoledì 17 aprile 2019

Varese

Lago Varese, firmato accordo per risanamento

Stanziati circa 6 milioni di euro distribuiti su tre anni
Capolago, foto Comune Varese

Imboccata per il lago di Varese la via del risanamento. Il 12 aprile 2019 in Regione Lombardia è stato sottoscritto l'Accordo quadro di sviluppo territoriale per la 'Salvaguardia e il risanamento del lago di Varese' , che fa seguito alle riunioni della segreteria tecnica e all'approvazione della delibera con il contenuto dello schema di accordo e allo stanziamento di 5.85 milioni di euro distribuiti su tre anni. «Il lavoro da realizzare è complesso» - è stato dichiarato - e per questo non è stata fissata una data. Ma quel che è certo – è stato aggiunto – è che l'obiettivo sarà raggiunto e le acque torneranno, finalmente, ad essere limpide».
Primo passo sarà la firma entro maggio 2019 dei necessari accordi di collaborazione. Così comincerà il monitoraggio del lago con la posa delle boe, che consentiranno di fare un'analisi dei dati già nel corso dell'estate.
Sarà anche monitorato il sistema fognario e, man mano che i comuni segnaleranno le situazioni di criticità, cominceranno anche gli interventi (verosimilmente già entro la fine dell'anno). Successivamente si procederà con la comunicazione e una valutazione sull'implementazione del servizio di navigazione elettrica. Il progetto di prelievo ipolimnico sarà 'sdoganato' dalla Provincia di Varese entro la fine di quest'anno per essere poi attivato entro il 2021.

Varese, cioccolato in piazza

Da venerdì 12 a domenica 14 aprile in piazza Monte Grappa
Locandina

Fine settimana all'insegna del cioccolato artigianale italiano in piazza Monte Grappa a Varese. Dalla mattina del 12 alla tarda serata del 14 aprile 2019 si potrà degustare e acquistare un prodotto tipico di varie località del Bel Paese alla Festa del Cioccolato, organizzata dall'Associazione nazionale cioccolatieri Choco Amore e da Karisma Eventi con il supporto di Confesercenti.
Ci saranno servizi fotografici, spiegazioni, documentazioni e percorsi tattili. Per i più piccoli saranno organizzati speciali laboratori didattici di maestri cioccolatieri.

Prelievo di organi e tessuti destinati al trapianto, tecniche d’avanguardia a Varese

L'Ospedale di Circolo tra i primi in Italia a dotarsi di dispositivi di perfusione di nuova generazione facilmente trasportabili
Varese, trapianto

Riguarda donatori colpiti da arresto cardiaco irreversibile, i cui organi però possono essere altrettanto preziosi per chi sia in attesa di un trapianto, purché trattati nel modo adeguato. È la donazione a cuore fermo, che differisce da quella classica, praticata a cuore battente su un donatore per il quale sia stata constatata la morte cerebrale.
Proprio nella donazione a cuore fermo e perfusione durante il trasporto l'Ospedale di Circolo di Varese vanta eccellenza nelle tecniche per il prelievo di organi e tessuti destinati al trapianto. La conferma è avvenuta nei giorni scorsi, quando i reni, i polmoni (uno dei pochi casi in Italia) e i tessuti sono stati prelevati da un donatore a cuore fermo, deceduto cioè in seguito ad un arresto cardiaco.
RUOLI
L'operazione, come è facile immaginare, è particolarmente delicata e complessa. Gli organi prelevati a cuore fermo subiscono necessariamente un periodo d’ischemia, a cui tuttavia si può porre rimedio con una metodica ormai consolidata, la perfusione normotermica regionale, che richiede però accorgimenti particolari.
Fondamentale ruolo rivestono pertanto il rianimatore e l'equipe della Terapia Intensiva. «Compito di noi rianimatori - sottolinea la coordinatrice provinciale dei Prelievi di organi e tessuti, dottoressa Daniela Maretti - è quello di accompagnare il paziente verso la donazione, preparandolo affinché il suo gesto generoso risulti efficace». Prima del prelievo, intervengono il cardiochirurgo, il cardioanestesista e i tecnici perfusionisti che posizionano l’Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation o ossigenazione extracorporea a membrana) compartimentale, cioè un sistema di circolazione extracorporea mirato a preservare e mantenere idonei al trapianto gli organi addominali.
NOVITÀ DURANTE IL TRASPORTO
A Varese, in particolare, i reni, dopo il prelievo, sono stati perfusi, cioè irrorati di sangue e quindi mantenuti vitali, durante il trasporto in due diversi ospedali in cui sono stati trapiantati con successo.
Proprio la perfusione durante il trasporto degli organi rappresenta una novità. I reni vengono prelevati dai chirurghi dell'équipe del prof. Giulio Carcano, direttore della Chirurgia generale d’urgenza e dei trapianti. A quel punto vengono collegati alla macchina di perfusione, che li mantiene vitali fino alla sede del trapianto, indicata di volta in volta dal Nord Italia Transplant.
Il Centro trapianti dell'Ospedale di Varese è stato tra i primi in Italia a dotarsi di dispositivi di perfusione di nuova generazione facilmente trasportabili. E’ stato così possibile garantire una perfusione ipotermica degli organi prelevati non solo immediata ma anche durante il loro trasporto, pratica già diffusa in Spagna e Stati Uniti al posto della metodica classica ‘in ghiaccio’.
ATTIVITÀ COMPLESSA
Queste tecniche sempre più all’avanguardia permettono di ridurre il divario tra organi a disposizione e pazienti che ne hanno estremo bisogno, perché favoriscono la donazione a cuore fermo, che rappresenta la nuova frontiera per aumentare la disponibilità di organi.
«Il processo di donazione d’organi – tiene a sottolineare il prof. Carcano - è un’attività particolarmente complessa che coinvolge decine di operatori, i quali devono lavorare in modo coordinato e perfettamente integrato in una rete nella quale ogni singola realtà locale deve dare il proprio contributo ad un sistema ben più ampio: interaziendale, regionale e nazionale. Solo così il valore della donazione raggiunge la massima compiutezza ed il massimo risultato possibile. È proprio in tale ottica che si è adoperata, ancora una volta, la nostra squadra, in una delle tante notti di lavoro per una donazione d’organi». 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, la Cardiochirurgia fa bis

Per il secondo anno consecutivo l'Osservatorio epidemiologico regionale ha confermato all'Ospedale di Circolo il livello qualitativo massimo delle prestazioni
prof.Cesare Beghi

Qualità al top all'Ospedale di Circolo di Varese per bypass aortocoronarico e valvuloplastica o sostituzione di valvole cardiache. Parola dell'Osservatorio epidemiologico regionale, che ha per il secondo anno confermato il livello massimo.
«Ogni anno eseguiamo oltre cinquecento operazioni, circa due al giorno, senza contare le urgenze» spiega il prof. Cesare Beghi, direttore della Cardiochirurgia. «Praticamente eseguiamo tutti i tipi di interventi di cardiochirurgia ad eccezione dei trapianti di cuore, compresi i più complessi, quelli che si rendono necessari in seguito alla dissezione dell'aorta o all'aneurisma dell'aorta, in cui dobbiamo procedere in emergenza alla ricostruzione di un tratto intero di questa fondamentale arteria».

SQUADRA E INTERVENTI PIÙ FREQUENTI
In campo, come precisa Beghi, «una squadra affiatata e molto preparata», composta da sei cardiochirurghi a cui si affiancano gli specializzandi dell'Università dell'Insubria.
La chirurgia valvolare, aortica e mitralica, sia sostitutiva sia riparativa, e il bypass aorto-coronarico sono le tipologie di intervento più frequenti, a cui si affiancano quelli della chirurgia della fibrillazione atriale e dell'aorta toracica e la chirurgia dello scompenso cardiaco. La malattia coronarica e la patologia valvolare, del resto, in particolare la stenosi aortica e mitralica, sono le patologie più frequenti tra i pazienti cardiochirurgici, mentre gli infartuati, che una volta dovevano passare tutti dalla cardiochirurgia, ora, per fortuna, sono trattati in numero sempre maggiore con l'angioplastica.
COMPLESSITÀ E PERCORSI
La Cardiochirurgia è una delle alte specialità e una delle chirurgie più complesse dell'Ospedale di Circolo. La complessità è maggiore quando l'intervento si svolge in emergenza, con un paziente cioè in stato di assoluta instabilità. Altri fattori di complessità sono le condizioni psicofisiche generali del paziente, mentre l'età è ormai un fattore secondario: «Oggi in Cardiochirurgia operiamo spesso anche i grandi anziani, ottantenni, persino novantenni. Le tecniche mininvasive aiutano in questo, anche se non è possibile praticarle in tutti i casi».
Il percorso dei pazienti cardiochirurgici è sempre piuttosto simile: pochi giorni di degenza preoperatoria e intervento chirurgico, che mediamente dura quattro ore, dall'anestesia all'uscita dalla sala operatoria. Poi il paziente viene ricoverato nella Terapia intensiva cardiochirurgica e risvegliato gradualmente. Lì resta normalmente un paio di giorni e poi torna nel reparto di Cardiochirurgia, per circa una settimana.
«I nostri pazienti – nota il prof. Beghi - vanno sempre in terapia intensiva dopo l'intervento perché sono molto delicati, hanno particolarmente bisogno di tranquillità, per evitare stress e picchi ipertensivi. Poi tornano da noi in reparto, per non più di una settimana. Ma è abbastanza per instaurare un rapporto che poi dura negli anni: i nostri pazienti diventano un po' nostri parenti, ogni tanto tornano a trovarci e anche se nel tempo è il cardiologo il loro specialista di riferimento, di noi non si dimenticano mai».
Nella foto, il prof. Cesare Beghi 

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Varese, primavera di concerti nella hall dell'ospedale

Cartellone dei pomeriggi musicali Mi Fa Sol Bene fino a giugno
dalla locandina

A Varese la hall dell'Ospedale di Circolo ha accolto, domenica 31 marzo 2019, il primo dei concerti che fino a giugno la Fondazione Il Circolo della Bontà offrirà a pazienti e visitatori. Al pianoforte messo dalla Fondazione a disposizione di tutti i cittadini di talento Marco Devoli ha accompagnato il mezzosoprano Mirea Marchetto Mollica.
Questo il calendario dei pomeriggi musicali MiFaSolBene nella music hall. L’ingresso sarà sempre libero e gratuito.
*domenica 14 aprile, ore 16, Liceo Musicale Statale A. Manzoni di Varese, Marco Autelli pianoforte, Tommaso Losito violoncello.
*sabato 27 aprile, ore 15.30, Liceo Musicale Statale A. Manzoni di Varese, Marina Adamoli pianoforte, Dafne Colombo canto e violino.
*domenica 28 aprile, ore 16, Girasole Olandese (Michela Lelli) cantautrice, voce e chitarra.
*sabato 11 maggio, ore 15.30, "Il silenzio tra le note”: musica francese d’inizio Novecento. Greta Ferrario clarinetto, Luca Fiorattini flauto, Duo Omonóos: Silvia Gatti e Gabriele Salemi pianoforte.
*domenica 12 maggio, ore 16, Liceo Musicale Statale A. Manzoni di Varese, Gaia Asta, Ilenia Galmarini, Juan Diego Guazzi pianoforte, Giacomo Minazzi clarinetto, Fabrizio Buzzi contrabbasso.
*martedì 21 maggio, ore 16, Flavio Premoli della PFM Premiata Forneria Marconi.
*sabato 8 giugno ore 15.30, Conservatorio Cantelli Novara, Alessia Binda, Benedetta Ballardini, Sara Ansaldi flauti, Sonia Candallone pianoforte.
*domenica 9 giugno, ore 16, Liceo Musicale Statale A. Manzoni di Varese, Fabio De Bortoli pianoforte, Giulio Piazzoli clarinetto basso.
*sabato 22 giugno, ore 15.30, Conservatorio Cantelli Novara, Paola D’Alessandro voce e pianoforte.

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

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