Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Varese

Varese, lago a secco ma niente smog (per ora)

Polveri sottili sotto i limiti nonostante il 96,3% di pioggia in meno
lago di Vareswe, Bodio

Cielo terso, sole splendente, temperature miti e caloriferi ancora spenti. Naturalmente, però, polveri sottili alle stelle nell’aria e niente piogge. Questo il profilo meteo della Lombardia, ma non tutta.
A Varese il lago è sceso 30 centimetri sotto lo zero idrometrico, ma la qualità dell’aria si mantiene, a giudizio della Coldiretti provinciale sulla scorta di dati Arpa, buona. Domenica 15 ottobre nel capoluogo i livelli di polveri sottili sono arrivati a 39 microgrammi contro un limite di 50 microgrammi. «La situazione degli inquinanti nell’aria — spiega Coldiretti Varese — è sotto controllo nonostante l’assenza di piogge che, nella prima decade di ottobre, ha fatto registrare il 96,3% in meno di precipitazioni rispetto alla media climatica, ossia 1,7 millimetri contro i 47,1 millimetri della media, in attesa delle precipitazioni annunciate per il fine settimana che potrebbero aiutare ad abbattere gli inquinanti e a riempire il lago».
Nella fascia prealpina, secondo l’associazione degli agricoltori, la situazione degli inquinanti nell’aria è migliore rispetto a quella di altre province lombarde, dove il record delle polveri sottili PM10 è toccato a Lodi con 111 microgrammi contro un limite previsto di 50 e un crollo di quasi il 97% delle precipitazioni nella prima decade di ottobre.
«Persino Milano ha fatto "meglio” con 82 microgrammi» aggiunge la Coldiretti. L’aria più pulita si respira a Sondrio con 18 microgrammi, ma se si scende verso la pianura le condizioni peggiorano in modo verticale: Mantova con 98 microgrammi, Cremona con 91 e Pavia con 90. «A fronte di questa situazione – conclude – è necessario un progetto strategico sulla diffusione e la gestione del verde urbano, con misure anche a livello nazionale per la defiscalizzazione degli interventi di inserimento di alberi e fiori». 

Varese, una giovane eccellenza chiamata Ematologia

Nato nel 2010, il reparto dell’Ospedale di Circolo ha una capacità attrattiva anche fuori provincia – Ulteriore salto di qualità con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo

Settemila procedure ematologiche tra gennaio e luglio 2017, con un incremento superiore al 40% rispetto a solo due anni prima. E in costante crescita anche le prestazioni erogate verso pazienti provenienti da altre province e altre regioni. Sono solo alcuni dati del bilancio del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Varese a quindici mesi dall’avvio dell’attività di trapianto.
L'Ematologia di Varese, diretta dal professor Francesco Passamonti, è nata il 1° novembre del 2010 e in pochi anni, come ha affermato il direttore generale dell'Asst dei Sette Laghi, Callisto Bravi, «si è affermata come uno dei reparti di eccellenza del nostro Ospedale e come un centro di riferimento in grado di esercitare già una capacità attrattiva anche al di fuori dei confini provinciali».

SALTO DI QUALITÀ
Nel 2017, per la sola attività di degenza, i pazienti provenienti da territori esterni a quelli dell’ATS dell’Insubria sono stati il 16%, di cui l’8% provenienti da fuori Lombardia. E l’incidenza dei pazienti provenienti da altre province e regioni è analoga anche se si considera l’attività ambulatoriale piuttosto che quella di day hospital.
«Certo, i numeri sono inferiori rispetto a quelli dei grandi ospedali metropolitani – spiega Passamonti – ma, considerato che ogni anno registrano un aumento e indicano una capacità attrattiva per fuori Provincia e fuori Regione, sono molto significativi».
TRAPIANTO DEL MIDOLLO
Il salto di qualità decisivo è avvenuto quindici mesi fa con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo. Trentuno i trapianti già eseguiti con risultati perfettamente in linea con i dati nazionali e internazionali, considerando che la degenza media, in questi casi, si attesta a ventotto giorni.
Decisiva a questo proposito è stata la realizzazione di due camere sterili a completa disposizione del reparto, consegnate nella primavera del 2016, e la grande competenza del personale in servizio, sia medico, sia infermieristico. L'esperienza già acquisita e la capacità di apprendere rapidamente, infatti, hanno avuto un ruolo determinante nel consentire un'attività così complessa. 
RUOLO TERZO SETTORE
A fare la differenza non sono tuttavia solo i trapianti. «Grazie alla sinergia Ospedale–Università, osserva il direttore Bravi, la nostra Ematologia ha condotto in questi anni ben sessantaquattro studi clinici con programmi terapeutici avanzati, garantendo così la massima personalizzazione delle terapie a fronte di un notevole risparmio economico».
Un altro indicatore di qualità da non sottovalutare sono i progetti di ricerca vinti dalla struttura varesina che valgono quasi un milione di euro.
«Se l'Ematologia dell'Ospedale di Circolo ha potuto conseguire questi risultati, fondamentale è stato il ruolo del terzo settore – aggiunge Bravi - AIL Varese onlus, la Fondazione Rusconi di Varese e la Fondazione Matarelli di Milano hanno sostenuto e continuano a sostenere la struttura non solo finanziariamente, ma instaurando un rapporto con l'Azienda e il direttore del reparto caratterizzato da un profondo spirito di collaborazione». 

Arcisate e Varese, due appuntamenti a favore di Emergency

Emergency, centro pediatrico

Doppio appuntamento, tra sabato 21 e domenica 22 ottobre 2017, del gruppo Emergency di Varese in occasione della Giornata nazionale per il tesseramento.
Ad Arcisate, sabato 21 ottobre (ore 20), cena di solidarietà nell’agriturismo Nuova Fattoria di Brenno; costo euro 22, di cui 6 devoluti ad Emergency (prenotazione necessaria:  334.7780766; 0332.850112). Scopo, raccogliere fondi per sostenere il Centro pediatrico Emergency di Bangui in Repubblica Centrafricana e adesioni al tesseramento 2018 all’associazione.
Seguirà, domenica 22 ottobre (dalle 14 alle 17), a Varese (angolo piazza Monte Grappa) un banchetto Emergency per tesseramento e donazione periodica tramite bonifico bancario per dare continuità al lavoro dell’associazione. Per informazioni: varese@volontari.emergency.it 

Stalking, compagni e condomini i più accaniti

A Varese avviato il servizio di assistenza

Anche nell'apparentemente placida Terra dei Laghi si squarcia sempre di più il velo sullo stalking, la violenza psicologica e non solo che si abbatte su una persona (solitamente una donna) e la sua cerchia di familiari e amici a colpi di comportamenti molesti e insistiti, persecuzioni, appostamenti, pedinamenti, intrusioni, minacce... Per arginare il fenomeno, a Varese la Provincia ha lo scorso marzo avviato il servizio Antistalking, riprendendo azioni già svolte dal 2010 insieme con Comune di Varese e Associazione Psicologia e Legalità onlus.
In piena discrezione e totale anonimato professionisti volontari, psicologi, avvocati e medici offrono gratuita consulenza in locali riservati della Provincia. L’équipe, che è coordinata dalla psicologa specialista Maria Rosaria Infante e aggiornata dalla pedagogista e formatrice Marina Consolaro, ha in cinque mesi assistito 16 donne e 7 uomini tra vittime dirette (18) e secondarie (5). È emerso che nel meccanismo persecutorio sono stati coinvolti anche loro familiari (6 anziani, 2 ragazze sotto ventidue anni e 3 bambini). Le violenze denunciate sono maturate prevalentemente in un ambiente sentimentale/affettivo (un uomo e otto donne) e condominiale (quattro uomini e una donna).
Lo sportello è accessibile solo telefonicamente tramite il numero 334.1433233. La vittima viene dapprima sostenuta e informata sulla possibilità di un piano di sicurezza e quindi invitata a fissare un appuntamento di consulenza integrata legale-psicologica. I tempi sono rapidi: la data cade nella stessa settimana e, perlopiù, entro tre giorni; in casi di grave urgenza, anche il giorno o entro quello successivo alla chiamata. L’aiuto spazia dall’accoglienza alla consulenza psicologica, dall’assistenza legale a quella medica e sociale fino al supporto riabilitativo.
Tutte le vittime di stalking, che – va ricordato – sono sempre l’intera famiglia e non soltanto il singolo componente, subiscono minacce di violenza (100 per cento). In più sono assalite da ulteriori comportamenti persecutori di sei diverse tipologie.
Il persecutore, quasi sempre (90 per cento dei casi accolti allo sportello varesino), ricorre anche a telefonate sgradevoli, coinvolgimento di terzi, pettegolezzi e bugie, appostamenti al lavoro e/a casa, pedinamenti per strada, accuse false. Inoltre non si trattiene da violenze né dal raccogliere informazioni con l’inganno (70 per cento). Molto frequenti sono i danneggiamenti della proprietà (60 per cento), gli imbrattamenti dell’abitazione e l’invio di posta sgradita (50 per cento), lo stalking telematico e le visite sgradite (40 per cento). Una sesta specie di persecuzione è l’ordinare beni per conto delle vittime (finora a Varese nessun caso).
Ibis

Violenza sulle donne, Varese rafforza il contrasto

Nuovi progetti sperimentali di formazione di tutti gli ambiti coinvolti

In provincia di Varese si consolida il contrasto alla violenza sulle donne, che vede già attive due reti territoriali e sei centri antiviolenza. L’11 ottobre 2017 Regione Lombardia e Procura di Varese hanno aperto la strada a una nuova fase di collaborazione circa la formazione integrata dei principali referenti dell'autorità giudiziaria organizzata dalla Procura. La collaborazione regionale con forze dell'ordine, servizi sociali, ospedali e consulenti permetterà di affrontare in maniera più completa e professionale le varie fasi del procedimento penale, assicurando alla vittima una protezione a 360 gradi.
Con il piano quadriennale 2015-18, la Lombardia ha avviato tra il 2014, il 2015 e il 2016 la formazione di 566 avvocati, oltre milla addetti del sistema socio-sanitario e circa 780 operatori. Inoltre sono state attivate diciotto reti territoriali interistituzionali antiviolenza coordinate da Comuni capofila e sostenute dal 2013 al 2017 con lo stanziamento di 3.890.000 euro. Il programma regionale 2017-2019 è stato rifinanziato con ulteriori 3.693.786 milioni di euro di risorse regionali e nazionali. 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Varese, in un anno quasi raddoppiate auto elettriche o ibride

In costante crescita l’interesse verso questa tipologia di alimentazione
sullo sfondo, Camera commercio

In territorio varesino la circolazione di vetture elettriche o ibride è quasi raddoppiata nel giro di un anno. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio, tra il 2015 e il 2016, nell’arco di dodici mesi, sono salite da 2.500 a quasi 3.500, con un incremento del 40%.
La quota è ancora molto bassa, eppure è tra le più alte in Italia. «Con lo 0,6% del parco auto ad alimentazione elettrica o ibrida – osserva l’ente camerale - Varese si colloca all’ottavo posto tra le province italiane quanto a mobilità sostenibile, almeno in relazione a questo particolare aspetto».
In cima alla classifica nazionale delle province con più auto elettriche o ibride ci sono Roma con 16.724 vetture di questo tipo (pari allo 0,62% sul totale) e Milano con 16.690 auto (0,94%). Al terzo posto Trento con 6.220 (1,25%), poi Bologna con 5.922 (0,99%), Firenze con 4.253 (0,6%), Torino con 4.247 (0,29%), Bergamo con 3.519 (0,53%) e, quindi, Varese all’ottavo posto con 3.447.
Dai dati varesini l’analisi della Camera di commercio rileva una attenzione in costante aumento verso questa tipologia di alimentazione nel triennio 2013-16. «Il numero delle auto elettriche e ibride in circolazione sulle nostre strade è più che raddoppiato, passando dalle 1.251 del 2013 alle 3.477 dello scorso anno».
L’andamento positivo viene convalidato anche a livello regionale (da 15.115 a 37.536) e nazionale. In Italia la crescita delle autovetture ibride ed elettriche è stata esponenziale, salendo dalle 45.404 del 2013 alle 89.932 del 2015 per poi impennarsi nel 2016, raggiungendo quota 126.508.

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

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