Edizione n.2 di mercoledì 22 gennaio 2020

Varese

Smog, un antidoto dalle "superpiante"

Utile in parchi e giardini la presenza di tigli, ontani, aceri e betulle – Per Coldiretti «necessari interventi strutturali»»
Foto Coldiretti, Varese, Top-ten-piante-antismog

Dall'inizio di stagione, l'inverno stenta a decollare sull’area prealpina e una cappa di smog soffoca ampie porzioni di territorio. «L’ultimo mese di dicembre è risultato in Italia il secondo più caldo dal 1800» ha affermato Coldiretti Varese sulla base dei dati Isac Cnr. La temperatura è stata superiore addirittura di 1,9 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010. Sconvolti i normali cicli stagionali. Al nord viole sbocciate nei prati e noccioli già in fiore.
Piogge, neve e venti freddi si sono affacciati su vaste aree della Penisola, ma non hanno scosso il dominio del bel tempo sul Nordovest e soprattutto sul Varesotto. Nelle città è scattato l'allarme smog contro le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. A Milano si è ricorso non solo al blocco della circolazione dei veicoli inquinanti, ma persino al divieto di fumare all'aperto.
«Non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato» ha dichiarato il presidente provinciale di Coldiretti Varese, Fernando Fiori. «Secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente, anidride carbonica e polveri sottili causano ogni anno in Italia circa 80.000 morti premature».

PALADINI NATURALI
Un aiuto contro l'inquinamento – non è una novità - può venire dal verde favorendo anche la piantumazione di nuovi fusti nei centri urbani. Celebre un vecchio progetto di Renzo Piano per Milano e famosa la richiesta del cachet verde avanzata nel 2009 dal maestro Claudio Abbado, che, per un suo ritorno alla Scala, chiese il “pagamento in natura” di 90mila alberi in città.
«Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa venti chili di polveri e smog in un anno» ha precisato Fiori, che ha indicato la top ten delle varietà dalle proprietà antismog maggiormente efficaci. Si va dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo.
Anche nel proprio giardino è possibile ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti.
I GRANDI “DEPURATORI”
Al primo posto tra le piante mangiasmog – spiega la Coldiretti – c’è l’Acero Riccio, in grado di assorbire fino a 3800 chili di CO2 in vent’anni. A pari merito, con 3100 chili di CO2 aspirati dall’aria, ci sono poi la Betulla verrucosa, in grado di crescere sui terreni più difficili e considerata albero sacro presso i Celti e le tribù germaniche, e il Cerro, che può arrivare fino a 35 metri di altezza.
Il Ginkgo Biloba è un albero dalle origini risalenti a duecentocinquanta milioni di anni fa. Assorbe 2800 chili di CO2, vanta un’alta capacità di barriera contro gas, polveri e afa e ha una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Altri alberi antismog sono il Tiglio, il Bagolaro e l’Olmo campestre. «Il Frassino comune – aggiunge Coldiretti Como Lecco– è un altro gigante verde che può arrivare a  quaranta metri, mentre l’Ontano nero è il piccolino del gruppo con un’altezza media di dieci metri ma che nonostante le dimensioni ridotte riesce a bloccare fino a 2600 chili di CO2 e a garantire un forte assorbimento di inquinanti gassosi». 

AgriMercati, arrivano le specialità della stagione fredda

A Varese e Induno Olona riaperti i farmer’s market di Campagna Amica

Con la fine delle lunghe feste natalizie, in provincia di Varese tornano a pieno regime gli appuntamenti con i Mercati di Campagna Amica. Dai kiwi a biete e spinaci, a cotechini e sanguinacci, sui banchi dei farmer’s market arrivano le specialità della stagione fredda.
A Varese i mercatini settimanali sono due: uno nella centralissima piazza Giovine Italia, ogni giovedì mattina (a gennaio 2020 appuntamenti il 16, 23 e 30 gennaio); il secondo nel piazzale dello stadio di Masnago, ogni venerdì mattina (a gennaio il 17, 24 e 31). A Induno Olona l’AgriMercato si svolge ogni primo, terzo, quarto e quinto sabato del mese nel rione San Cassano (appuntamenti il 18 e 25 gennaio).
La gamma dei prodotti invernali spazia da kiwi, mele, pere, aglio, biete a spinaci, broccoli, cavolo, da carote, patate e cipolle a cavoli, finocchi, radicchio e ravanelli. Non solo. Sempre presenti sono yogurt e formaggi e le specialità d’alpeggio. L’inizio di gennaio segnava, dai tempi più remoti, il momento in cui si uccideva il maiale, destinato a nutrire per l’intero anno la famiglia rurale.
Ai giorni nostri la tradizione norcina vede un successo di salami, sanguinacci e cotechini da servire a tavola caldi, magari sul carrello dei bolliti lombardi. «La rete di Campagna Amica - commenta Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese - garantisce una filiera agricola controllata e certificata. Gli stessi agricoltori ci mettono la faccia e creano un rapporto di fiducia con la loro clientela rispettando regole fondamentali come la presenza di produzione propria e la disponibilità a fornire al consumatore tutte le informazioni utili su ciò che mettono in vendita». 

Malattie rare, due scoperte a Varese

Sono il frutto di una rete sulle malattie genetiche tra l'Ospedale di Circolo, il Bambino Gesù di Roma e l'associazione La Gemma Rara
gruppo Malattie rare

In due fratellini era un gene finora mai collegato a una malattia, il gene Fsd1, la causa delle loro gravissime malformazioni multiple. Invece all'origine dei problemi di linguaggio e difficoltà motorie in una bambina c'era l'alterazione, non ereditata, di un altro gene, il gene Asxl3, che accende una sindrome molto rara chiamata di Bainbridge-Ropers.
Sono, queste, le due rarissime malattie genetiche scoperte dagli specialisti dei Laboratori di genetica dell’Ospedale di Circolo di Varese, di cui è responsabile il dottor Rosario Casalone, e dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, diretto dal dottor Antonio Novelli, con il contributo dell'associazione La Gemma Rara di Varese, che fa capo al presidente Giulio Broggini. La loro collaborazione ha consentito di offrire alle famiglie di Varese un processo diagnostico di elevata specializzazione e permesso di ultimare, recentemente, i percorsi diagnostici di due patologie rimaste per molto tempo senza una spiegazione.
LE DUE SCOPERTE
Per la patologia dei due fratellini, il servizio di Genetica di Varese ha seguito per anni i piccoli pazienti e il mese scorso è riuscito a identificare, grazie alla collaborazione con i genetisti dell’Ospedale Bambino Gesù e alla loro tecnologia, il gene responsabile della malattia. «Si tratta – ha spiegato il dottor Casalone - del gene Fsd1l, finora mai collegato a una malattia. Sono note soltanto altre tre famiglie nel mondo con mutazioni in questo gene. La scoperta ha consentito di offrire alla famiglia non solo una spiegazione di ciò che è successo nel Dna dei loro figli, ma anche alla sorella sana e ad altri parenti un test genetico di prevenzione affinché possano controllare i rischi di ripetizione della malattia».
Ancora più fresca la individuazione dei problemi della bambina. «Pochi giorni fa – ha raccontato Casalone - abbiamo scoperto che, all'origine, c'è un'alterazione, non ereditata, nel gene Asxl3, che causa una sindrome molto rara chiamata di Bainbridge-Ropers. Ne sono finora stati descritti diciassette casi, ma sono note circa centottanta famiglie al mondo in cui questa alterazione si è presentata, anche se è probabile che ce ne siano molte di più non identificate. Anche in questo caso per i genitori abbiamo potuto escludere rischi per gli altri loro figli e familiari e offrire una diagnosi preventiva in occasione di future gravidanze».
ACCESSO AL SERVIZIO
Al servizio diagnostico si accede tramite l’ambulatorio di Genetica Medica dell'Ospedale di Varese, che accoglie, previo appuntamento telefonico (0332-393060), i pazienti con sospetta malattia genetica e li inquadra clinicamente. Il percorso prosegue poi nel Laboratorio di Genetica dello stesso ospedale, che effettua i test specialistici, quali l'indagine array Cgh.
«Qualora fosse necessario – precisa l'Asst Settelaghi - ci si rivolge al Laboratorio di Genetica dell’Ospedale Bambino Gesù, che collabora con il centro varesino effettuando lo "studio dell’Esoma": si tratta di un'indagine genetica che coinvolge tutti i 20.000 geni importanti del nostro patrimonio genetico, che però non è ancora effettuabile tramite il Servizio Sanitario Nazionale e che, negli ultimi casi, è stata possibile grazie al finanziamento da parte de La Gemma Rara».
RICERCHE E SOSTEGNO
I successi diagnostici – va sottolineato - sono frutto non solo dell'affiatamento tra le due equipe di genetisti di Varese e di Roma, entrambe impegnate nell’aiuto ai malati con patologie rare e spesso sconosciute, ma anche del ruolo svolto dal terzo settore.
Da oltre dieci anni l'Associazione La Gemma rara di Varese sostiene l'attività di diagnostica e di ricerca dello SMEL di Citogenetica dell'Ospedale di Circolo. «Mi auguro - ha dichiarato Casalone - di poter aiutare molte altre famiglie di Varese, offrendo loro, grazie al sostegno della onlus La Gemma Rara, la possibilità di conoscere la causa ancora sconosciuta delle malattie che colpiscono i loro bambini». 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, ‘capitale’ nazionale della nautica d’epoca

Sabato 25 gennaio 2020 torna il convegno “Tra Legno e Acqua” dedicato al recupero e alla valorizzazione delle imbarcazioni d’epoca e storiche
La nave scuola Amerigo Vespucci_Foto Maccione
Il Piroscafo Concordia o_Foto Maccione

Restauri di scafi storici e un ampio ventaglio di relazioni. Banchi di libri di mare, quadri di marina e vele di Nave Vespucci. Costruzione dal vivo di una polena. Visita del piroscafo Concordia. Questi alcuni ingredienti del settimo convegno annuale “Tra legno e acqua”, dedicato al recupero e alla valorizzazione delle imbarcazioni d’epoca e storiche e organizzato sabato 25 gennaio 2020 (dalle 9 alle 18) al Palace Grand Hotel dall’Associazione Vele d’Epoca Verbano (Avev) con il contributo della Regione Lombardia.
La partecipazione è aperta a tutti, ma i posti sono limitati ed è richiesta l’iscrizione online (https://www.veledepocaverbano.com/tra-legno-ed-acqua-2020/). Ogni partecipante riceverà un kit congressuale, la colazione a buffet, il coffee break e il pranzo al tavolo nel ristorante.
Nel corso della giornata si potrà assistere a dieci relazioni, acquistare libri di mare, ma anche vedere il giovane scultore valtellinese Davide Holzknecht intagliare in diretta quella che sarà la nuova polena in legno di tiglio della goletta Pandora, un veliero lungo quasi 30 metri navigante nel Mar Tirreno. Tra colpi di mazzuolo e scalpello, i partecipanti potranno ammirare le opere pittoriche di marine-painter professionisti, come la genovese Emanuela Tenti e il milanese Sandro Feruglio, o prenotarsi per una visita gratuita e guidata a bordo del piroscafo Concordia domenica mattina 26 gennaio a Tavernola, località del lago di Como.
LE VELE DELL’AMERIGO VESPUCCI
Ed ecco, nel riepilogo degli organizzatori, alcune curiosità che verranno descritte e raccontate in occasione del convegno.
Per realizzare i 2.650 metri quadrati delle ventiquattro vele della nave scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare, del peso di oltre 5.000 chilogrammi, sono stati necessari 6.624 metri di tessuto di lino e quasi 80.000 metri di filo cerato per le cuciture a mano. Per stabilire, invece, la datazione di un vecchio scafo in legno, è possibile avvalersi di un esame cosiddetto ‘dendrocronologico’.
Un piccolo scafo costruito centotrenta anni fa ha coperto in sessanta giorni le 1700 miglia del periplo dell’Italia da Sanremo a Trieste, sostando in cinquantatré porti diversi. Un altro natante, il piroscafo Concordia, lungo 53 metri, da oltre novant'anni continua a svolgere l’attività di trasporto passeggeri sul lago di Como, dove è stato costruito. Proprio a bordo del “Concordia” i partecipanti al convegno potranno ritrovarsi domenica 26 gennaio per una visita. 

Immagini, credit: Paolo Maccione

Polo Sud, sede dell'Università dell'Insubria per ricerca e didattica

L’ateneo di Varese-Como sarà indirizzato alla formazione di studenti e dottorandi e alla ricerca sul cambiamento climatico globale
Foto Antartide, Università dell'Insubria

In Antartide nei prossimi tre anni sarà realizzata la prima sede universitaria al mondo per la ricerca e la didattica. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha nel dicembre 2019 selezionato il progetto Antar dell’ateneo di Varese e Como per la costruzione di due unità prefabbricate. Investimento, 480mila euro, di cui 90mila erogati dal Miur e il resto dall’ateneo con alcuni partner.
La località scelta è l’estremità nord-est della western Antarctic Peninsula, dove è attiva dal 1948 la base cilena di O’Higgins (Lat. 63°19’S, Long. 57°54’W). Il polo dell’Insubria si insedierà in questo contesto in collaborazione con il Programma Antartico Cileno (Inach) in un’ottica di sostenibilità e ottimizzazione dei costi e sarà indirizzato alla formazione di studenti e dottorandi, oltre che alla ricerca scientifica sul cambiamento climatico globale.
Delle due unità prefabbricate, l'una sarà attrezzata a laboratorio per lo studio dei cambiamenti climatici ed ambientali, l’altra ad uso abitativo. La connessione satellitare garantirà la possibilità di svolgere seminari e lezioni in teleconferenza, ma anche di sperimentare metodi di intelligenza artificiale per la trasmissione di dati di monitoraggio ambientale.

BASE OPERATIVA E ATTIVITÀ
La base di O’Higgins, dove si alternano ricercatori di diversi atenei del Cile coordinati da Angelica Casanova-Katny dell’Università di Temuco, è operativa tutto l’anno e può ospitare fino a sessanta persone: in genere sono in quarantacinque d’estate e diciotto in inverno. L’Insubria accederà ai servizi della stazione esistente sia per il supporto aereo e navale, sia per la fornitura di energia elettrica, acqua, connessione telefonica e satellitare.
Le attività di ricerca scientifica in Antartide dell’Università dell’Insubria sono condotte da diversi docenti, impegnati da vent’anni sulle tematiche del cambiamento climatico nelle regioni fredde di alta latitudine (Polo Sud, Polo Nord) e di alta quota, in particolare da Mauro Guglielmin e Giuseppe Crosa del dipartimento di Scienze teoriche e applicate, Nicoletta Cannone di Scienze e alta tecnologia, Flavia Marinelli di Biotecnologie e scienze della vita.
Questo importante risultato segna un grande passo avanti dell’Università dell’Insubria nel campo dell’internazionalizzazione, settore guidato da Giorgio Zamperetti, che punta alla creazione di un International Branch Campus (Ibc) con l’istituzione di sedi all’estero. Una strada già intrapresa da importanti atenei come Bologna (a Buenos Aires), Bocconi (in India), Milano Bicocca (alle Maldive) e Politecnico di Torino (in Uzbekistan).
Spiega Giorgio Zamperetti, delegato del rettore Angelo Tagliabue: «L’Insubria vanta una consolidata tradizione negli studi sull’Antartide, con la presenza di colleghi di fama internazionale, la partecipazione a importanti progetti di ricerca e la produzione di cinquantacinque pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali impact factor; la ricerca scientifica in Antartide si caratterizza del resto per l’elevato livello di eccellenza e di internazionalizzazione, al quale questo progetto porterà un valore aggiunto dato dall’aspetto didattico».
STUDENTI E RICERCATORI
L’Insubria sta lavorando anche all’istituzione di un proprio Centro per lo studio dei cambiamenti climatici e sta revisionando il corso di laurea magistrale in Scienze ambientali, per preparare all’esperienza in Antartide attraverso quattro indirizzi, di cui due in lingua inglese: Climate and global change, Natural risks, Rischio chimico, Gestione e conservazione della biodiversità.
Nella sede antartica gli studenti, dell’Insubria o di altri atenei, potranno anche svolgere tesi di laurea o di dottorato e realizzare ulteriori attività di ricerca con un team internazionale. Una annualità di borsa del dottorato in Scienze polari sarà inoltre cofinanziata con Cà Foscari di Venezia.
NELLA FOTO: la base cilena di O’Higgins in Antartide, dove sorgerà anche la sede dell’Insubria; sopra, la stella rossa sulla mappa indica la posizione precisa della base al Polo Sud.

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Varese, più accogliente la ginecologia all'ospedale Del Ponte

Al reparto donati 27 televisori dalla Fondazione Il Ponte del Sorriso
ginecologia, donati tv

Conta trentanove posti letto, distribuiti in quindici stanze singole e dodici doppie, e nel 2019 ha registrato 2.500 ricoveri, duecentocinquanta dei quali sono stati interventi oncologici. È il reparto di Ginecologia dell'Ospedale Del Ponte di Varese, diretto dal professor Fabio Ghezzi.
Dallo scorso dicembre una donazione ha ulteriormente elevato il tasso di accoglienza e attenzione verso il paziente. La FondazioneIl Ponte del Sorriso ha donato ventisette televisori per le stanze di degenza e uno più grande per la sala d'attesa. «E' un reparto nel quale spesso le donne devono rimanere a letto e il tempo non passa mai» ha spiegato la presidente Emanuela Crivellaro. «Un po' di distrazione, come quella che può offrire un televisore, migliora il clima nel quale si è costretti a trascorrere ore che, nella preoccupazione, diventano infinite».
Anche il professor Ghezzi ha riconosciuto nella donazione «un ulteriore passo avanti del reparto dal punto di vista dell'accoglienza e dell'attenzione ai pazienti. «Ringrazio – ha aggiunto - la Fondazione Il Ponte del Sorriso e tutti i benefattori che, per loro tramite, hanno permesso questo dono che è davvero molto gradito».
Nella foto: Emanuela Crivellaro e il personale della struttura diretta dal prof. Fabio Ghezzi.

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

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