Edizione n.12 di mercoledì 1 aprile 2020

Varese

Varese, sei robot per pazienti Covid-19

Aiutano medici e infermieri nell'assistenza
un robot tra il prof. Dentali e l'ing. Poggialini, foto Asst Settelaghi
tre robot, foto Asst Settelaghi

Entrano nelle camere e permettono il monitoraggio a distanza di malati affetti da Covid-19. Sono i sei robot che, dal 27 marzo 2020, nel reparto di medicina ad alta intensità dell'Ospedale di Circolo di Varese aiutano il personale sanitario nell'assistenza a dodici ricoverati, uno ogni due pazienti. La squadra, chiamata ad assistere oltre 83 degenti, conta una ventina di medici in parte neossunti, in parte 'prestati' grazie alla collaborazione degli altri reparti.
I robottini, dimensioni e viso di un bambino, sono dotati di telecamera e anche di un'umanità riflessa. Il personale vede il paziente e il vicino monitor senza accedere fisicamente alla stanza, riducendo così il consumo di dispositivi di protezione e risparmiando tempo, compreso quello per la vestizione e la svestizione. Non solo. Per loro tramite, medici e infermieri possono anche parlare al paziente e, se non è in Cpap (Continuous positive airway pressure, ventilazione meccanica a pressione positiva continua), lui può rispondere.
«Ovviamente - spiega il direttore del reparto Francesco Dentali - questi robot non eliminano il contatto umano con il paziente, ma riducono gli accessi. Anzi, facendoci risparmiare il tempo della vestizione e svestizione, che ha un impatto notevole sulla nostra attività, a migliorare sarà anche la qualità del tempo che dedicheremo ai nostri pazienti».
Nella foto di Asst Settelaghi: il prof. Dentali e l'ing. Giovanni Poggialini, responsabile dell'ufficio tecnico che si è occupato dell'acquisto e tre robot.

Ospedali dei Sette Laghi, «rivoluzione organizzativa»

Variazioni di posti letto, modifica di aree, redistribuzione di infermieri tra Varese, Cuasso, Angera,Tradate, Cittiglio e Luino

Concentrazione all'Ospedale di Circolo di Varese di tutti i pazienti colpiti dall'infezione da nuovo coronavirus, invece Covid-free gli altri ospedali. Sono queste le coordinate della «rivoluzione organizzativa» messe a punto dall'Azienda sociosanitaria dei Sette Laghi per affrontare l'emergenza da coronavirus. «Per far fronte all'emergenza in corso – precisa l'azienda - tutte le strutture aziendali sono state coinvolte in uno sforzo corale che ha permesso questo assetto, comunque aperto a nuove evoluzioni e modifiche».
Innanzitutto, in tutti i Pronto Soccorso, sono stati predisposti dei punti di pretriage e dei percorsi separati per i pazienti con sospetta infezione da coronavirus.

VARESE
All'Ospedale di Circolo di Varese i posti letto sono stati aumentati da 605 a 705. Di questi, 351 sono dedicati ai pazienti positivi al Sars-Covid 2, 68 sono di terapia intensiva, gli altri distribuiti tra malattie infettive, pneumologia, medicina ad alta intensità e altre degenze internistiche. Inoltre, sono state istituite due nuove aree di degenza destinate all'osservazione per i casi sospetti di Covid-19: una adiacente al Pronto Soccorso e una al terzo piano del Monoblocco. E' stato istituito un nucleo di infermieri per l'esecuzione dei tamponi per la ricerca del nuovo Coronavirus. Da martedì 17 marzo, il Laboratorio di Microbiologia è stato autorizzato ad analizzare i tamponi.
Sono stati ridotti invece i posti letto dell’area chirurgica, destinata alle sole urgenze, sia al secondo sia al quarto piano del Monoblocco, ed è stato liberato il quinto piano: l'Oncologia è scesa al terzo, in prossimità dell'Ematologia, per creare un'area Covid-free ben delimitata e proteggere così i pazienti potenzialmente immunocompromessi e pertanto più esposti al rischio di infezioni. Per ragioni analoghe, la Geriatria, dal quinto piano è stata trasferita all’Ospedale di Angera, a massima tutela della popolazione più anziana. «Si è così potuto istituire – spiega una nota aziendale - la Medicina ad Alta Intensità con 55 posti letto al quinto piano e altri in fase di attivazione al quarto piano, liberato dall'accorpamento delle chirurgie».
Nei prossimi giorni, grazie ad altri trasferimenti interni al Monoblocco, il sesto piano accoglierà un'altra cinquantina di posti letto di Medicina ad Alta intensità. La degenza di Malattie infettive, totalmente destinata a pazienti Covid19, è passata da 17 a 30 posti letto, la Pneumologia è stata ampliata a 53 posti letto: 24 letto per pazienti Covid19 e 29 per pazienti No-Covid.
Completamente modificata è stata tutta l'area delle Terapie intensive: la Terapia intensiva generale, la Terapia intensiva trapianti, la Terapia intensiva cardiochirurgica e la Terapia intensiva neurochirurgica sono destinati alla rianimazione per pazienti Covid19.
La Terapia subintensiva e parte dell'UCIC (Unità coronarica) sono destinate invece alla rianimazione dei pazienti No-Covid. Altri posti letto di terapia intensiva sono in fase di attivazione nelle sale operatorie: a regime saranno 27.

CUASSO
All’Ospedale di Cuasso non sono più attivi i posti letto di riabilitazione. Sono stati attivati una parte dei 140 posti letto dedicati a pazienti clinicamente guariti ma non ancora negativi e che non possono usufruire di quarantena domiciliare o comunque pazienti in condizioni stabili, assenza di febbre da almeno tre giorni e con limitata necessità di ossigenoterapia.

ANGERA
Ad Angera sono stati ridotti i posti letto attivi dedicati alla Chirurgia generale, ma l'Ospedale ha aumentato la propria capacità ricettiva. «Vi è stata trasferita – puntualizza l'azienda - la Geriatria dell'Ospedale di Circolo e, proprio in questi giorni, è in corso il trasferimento da Varese ad Angera anche del reparto di Cure subacute».

TRADATE, CITTIGLIO E LUINO
Negli ospedali di Tradate, Cittiglio e Luino, invece, la riduzione dei posti letto dell’area chirurgica «ha permesso di liberare – annota sempre l'azienda - personale, soprattutto infermieristico, ma non solo, per supportare l'Ospedale di Circolo, con uno sforzo davvero molto importante». A Tradate, inoltre, è stata potenziata la Terapia intensiva. 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Varese, sonata alla speranza

Nella hall dell'Ospedale “fuori programma” di un medico durante la pausa di riposo
la pagina Facebook asst settelaghi

Sul profilo Facebook dell'Asst dei Sette Laghi da alcuni giorni c'è un'immagine che ha fatto il giro di media e reti, quella di un giovane uomo che suona un pianoforte. Si clicca sulla foto, partono il video e musiche dei Queen. “Don't stop me now” in primis, “Non fermiamoci”.
Che c'è di tanto speciale?
Il giovane uomo è un medico della Medicina ad Alta densità del nosocomio varesino, Christian Mongiardi. Come tutto il personale sanitario italiano, si trova al centro della tempesta coronavirus e alla fine del suo turno è sceso nella hall per un panino. Non lo ha trovato, ma c'era il pianoforte. Lì collocato dal marzo 2019 e nato dall'iniziativa “Mi-Fa-Sol Bene” di Fondazione Il Circolo della Bontà Onlus, è «a disposizione di chiunque, avendo talento, desideri donarlo ai pazienti e a loro familiari», come scrivevamo su questo giornale a suo tempo. Esattamente così, «donato il talento». Il medico, che con la musica ha un intenso legame (ben lo sa il Luinese, dove Mongiardi ha curato la propria formazione artistica), si è seduto al piano e, senza accorgersi di venir filmato da un infermiere, ha cosparso di note la grande sala come un giardiniere che sparga semi di conforto e di speranza. (In foto, la pagina Facebook di Asst Settelaghi).

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, teleriscaldamento a energia solare

È il primo impianto costruito nel sud Europa
Prima ST
Dopo ST

A Varese il gruppo A2A, la più grande multiutility italiana, costruirà - attraverso la società Varese Risorse - il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa. Produrrà un’energia termica pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti (450 MWh), evitando la combustione di 43 tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 108 tonnellate di anidride carbonica nell’aria. L’investimento previsto è di 400 mila euro.
L’impianto, realizzato dalla SDH Energy srl di Verona, sarà composto di 73 collettori solari termici (ciascuno della superficie di 13,57 metri quadri) e sostituirà gli altri impianti “storici” del teleriscaldamento. La sua integrazione con la rete cittadina consentirà lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 metri cubi.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca. Alcuni esempi si possono trovare anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
La struttura sorgerà in via Rossi, nell’area antistante alla sede della centrale di Varese Risorse. L’Amministrazione comunale ha deliberato il progetto unitario per la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico e l’Università dell’Insubria ha controfirmato i progetti.
Nelle foto: impianto prima e dopo la costruzione

Varese e Arcisate, specialisti a disposizione di medici di famiglia e pediatri di libera scelta

Smart working non da casa, ma dalle due sedi ambulatoriali

Otorinolaringoiatri, dermatologi, ortopedici, neurologi, oculisti e odontoiatri. Sono gli specialisti ambulatoriali in servizio nelle sedi dell'Asst dei Sette Laghi a Varese (via Monte Rosa) e ad Arcisate che, dal 23 marzo 2020, sono a disposizione esclusivamente dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per consigli e approfondimenti telefonici.
Una sorta di smart working svolto non da casa, ma dalle due sedi ambulatoriali citate secondo le modalità di seguito specificate e pubblicate sul sito www.asst-settelaghi.it.

*AMBULATORIO MONTE ROSA VARESE
Medici specialisti disponibili (ore 9-12; tel. 0332.828435):
Otorinolaringoiatria: mercoledì e venerdì;
Oculistica: da lunedì a venerdì;
Ortopedia: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì;
Neurologia: lunedì e martedì;
Dermatologia: martedì, mercoledì e venerdì,
*AMBULATORIO DI ARCISATE
Medici specialisti disponibili (ore 9-12; tel. 0332.479522):
Odontoiatria: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì;
Otorinolaringoiatria: lunedì, martedì, giovedì e venerdì;
Oculistica: martedì e mercoledì;
Neurologia: venerdì;
Ortopedia: giovedì. 

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