Edizione n.22 di mercoledì 13 giugno 2018

Varese

Varese, giocattoli del Comando Nato alla Pediatria Del Ponte

Pediatria
Pediatria

E dopo l'apparecchiatura medicale da parte di mogli o partner, ecco arrivati alla Pediatria dell'Ospedale Filippo Del Ponte di Varese giocattoli donati da rappresentanti del Comando della caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona.
Lunedì 26 marzo 2018 una delegazione della sede del Comando del corpo d’armata di reazione rapida della Nato in Italia ha consegnato giocattoli per i piccoli degenti del reparto. Ad accoglierla c'erano il direttore della Pediatria, Alessandro Salvatoni, e la referente per la direzione medica, Anna Iadini.
Il gesto generoso si aggiunge alla donazione di una strumentazione medicale in favore dell’associazione Tincontro e del Reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale fatta recentemente dall'associazione benefica International Women’s Club, animata dalle mogli o partner del personale in servizio al Nrdc-Ita di Solbiate Olona. 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Varese, «un aiuto pratico» alla gestione della patologia mammaria

È il trattato "Senologia-Diagnosi, terapia e gestione ", coordinato dalla professoressa Francesca Rovera dell'Ospedale di Circolo
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Un riferimento di alto profilo per coloro che se ne prendono cura e un punto della situazione - aggiornato e innovativo - sulla gestione spesso complessa della patologia mammaria. È il trattato Senologia-Diagnosi, terapia e gestione (EDRA, marzo 2018), coordinato dalla responsabile della SSD Senologia dell'Ospedale di Circolo di Varese, professoressa Francesca Rovera, insieme a Adriana Bonifacino, Pietro Panizza, Fedro Peccatori.
Il progetto dell'opera (368 pagine, euro 119,90) ha coinvolto diversi specialisti, sia locali sia nazionali, ed è nato dalla necessità di «integrare le informazioni cliniche con le conoscenze fisiopatologiche al fine di essere un aiuto pratico, immediato e aggiornato dando indicazioni precise da applicare nel lavoro quotidiano a contatto con la paziente».
La rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche oncologiche e plastiche ricostruttive, così come dei trattamenti radio-chemioterapici, impone agli specialisti coinvolti nella gestione del tumore della mammella continui aggiornamenti così da offrire alle pazienti percorsi terapeutici sempre più personalizzati al fine di ottenere i migliori risultati in termini prognostici e di qualità di vita. «La gestione multidisciplinare, spesso complessa, del carcinoma mammario richiede oggi giorno - è stato spiegato - l’attiva collaborazione e interazione tra figure professionali diverse che, ognuna per le proprie competenze, sappiano farsi carico di una problematica che non riguarda solo l’aspetto oncologico della donna, ma anche quello psicologico». 

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, teleriscaldamento a energia solare

È il primo impianto costruito nel sud Europa
Prima ST
Dopo ST

A Varese il gruppo A2A, la più grande multiutility italiana, costruirà - attraverso la società Varese Risorse - il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa. Produrrà un’energia termica pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti (450 MWh), evitando la combustione di 43 tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 108 tonnellate di anidride carbonica nell’aria. L’investimento previsto è di 400 mila euro.
L’impianto, realizzato dalla SDH Energy srl di Verona, sarà composto di 73 collettori solari termici (ciascuno della superficie di 13,57 metri quadri) e sostituirà gli altri impianti “storici” del teleriscaldamento. La sua integrazione con la rete cittadina consentirà lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 metri cubi.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca. Alcuni esempi si possono trovare anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
La struttura sorgerà in via Rossi, nell’area antistante alla sede della centrale di Varese Risorse. L’Amministrazione comunale ha deliberato il progetto unitario per la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico e l’Università dell’Insubria ha controfirmato i progetti.
Nelle foto: impianto prima e dopo la costruzione

Dazi, al via inchiesta Ue contro invasione riso

Coldiretti: «In Italia triplicato nell’ultimo anno l'import dalla Birmania e dalla Cambogia con 22,5 milioni di chili»

Partita la procedura comunitaria per fermare le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi asiatici EBA (“Tutto tranne le armi”) che nell’ultimo anno hanno dimezzato le quotazioni riconosciute agli agricoltori italiani su livelli insostenibili. La procedura prevede una inchiesta, aperta alle osservazioni di tutte le parti interessate, dalla durata massima di dodici mesi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stata pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 100/30 del 16 marzo l’avviso di apertura di una inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania, da dove nell’ultimo anno sono arrivati 22,5 milioni di chili in Italia.
Al termine della procedura, se saranno provate le «gravi difficoltà» con il «deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie» in termini di occupazione o redditi, la Commissione potrà proporre un atto di esecuzione che, dopo l’accordo degli Stati membri, dovrà avere anche il via libera di Parlamento e Consiglio. Le misure di salvaguardia non possono durare più di tre anni anche se è possibile un proroga.
RISO STRANIERO IN UN PACCO DI RISO SU QUATTRO
La procedura, sollecitata dalla Coldiretti, segue l’invio il 24 novembre 2017 a Bruxelles di un dossier integrato da parte dei Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico.
«Dalla Cambogia e dalla Birmania – spiega il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - sono triplicate nell’ultimo anno le importazioni in Italia di riso greggio, raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. Un pacco di riso su quattro venduto in Italia contiene prodotto straniero con la produzione asiatica che rappresenta circa la metà del riso importato in Italia».
Nell’ultimo anno i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal -58 % per l’Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano. «In Europa l’Italia – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione UE con una gamma varietale del tutto unica». 

Varese e Como, master formatori interculturali di lingua italiana per stranieri

Iscrizioni all’Università dell’Insubria entro il 23 ottobre

Fino al 23 ottobre 2017 è possibile iscriversi al Master Formatori interculturali di lingua italiana per stranieri (Filis). Si tratta di un corso post lauream di primo livello, nato all’Università degli Studi dell’Insubria per rispondere alle richieste dettate dalla condizione di multiculturalità che caratterizza la società contemporanea.
Il master Filis, riconosciuto dal Miur come titolo di specializzazione in Italiano Lingua 2, è rivolto a tutte le persone che già lavorino o che desiderino lavorare nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera. Inoltre, il diploma è valido per concorsi a cattedra classe A-23 e in Italia e all’estero può essere utilizzato per l’inserimento nel settore dell’insegnamento della lingua italiana in centri linguistici, istituti di cultura, enti di formazione, enti locali, associazioni e cooperative, imprese pubbliche e private.
SCHEDA MASTER
Tipologia Master: Master di Primo Livello. Sito web: http://www4.uninsubria.it/on-line/home/articolo14053.html.
Posti disponibili: 60. Durata del corso: annuale. Periodo di svolgimento: novembre 2017-giugno 2018. Modalità didattica: lezioni videoregistrate, consegna elaborati, valutazioni settimanali. Lingua: italiana. Frequenza: nessuna; la presenza è richiesta solo all’esame finale e alla discussione della tesi.
Scadenza presentazione domande di ammissione: ore 12 del 23 ottobre 2017. Modalità di selezione: voto di laurea. Quota di partecipazione: euro 1.490. Agevolazioni/borse di studio: no. Per informazioni: filis@uninsubria.it. 

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