Edizione n.36 di mercoledì 17 ottobre 2018

Varese

Varese, incontro con Mario Botta e convegno su Ludovico Geymonat

I due eventi – aperti alla cittadinanza – sono organizzati dall’Università degli studi dell’Insubria
INSUBRIA Rettorato via Ravasi – Varese

Una lectio magistralis dell’architetto e fondatore dell’Accademia di architettura di Mendrisio Mario Botta e un convegno dedicato alla memoria del “padre” della Filosofia della scienza in Italia, Ludovico Geymonat (1908-1991), sul tema del rapporto tra storia e filosofia della scienza. Questi i due eventi aperti alla cittadinanza e organizzati a Varese dall'Università dell'Insubria nell’ambito del Progetto Giovani Pensatori, promosso dal Centro Internazionale Insubrico.

INCONTRO CON MARIO BOTTA
Nell’Aula magna di via Ravasi, venerdì 19 ottobre 2018 (ore 18.30), Mario Botta parlerà sul tema “Cina. Un nuovo campo universitario a Shenyang”.
Mario Botta, architetto di fama mondiale, è nato nel 1943 in Svizzera a Mendrisio, nel Canton Ticino. A partire dal 1970, al lavoro di progettazione affianca un’intensa attività d’insegnamento e di ricerca, tenendo conferenze, seminari e corsi di architettura in varie scuole europee, asiatiche e americane. Nel 1976 è nominato professore invitato presso il Politecnico di Losanna e nel 1987 presso la Yale School of Architecture a New Haven; dal 1982 al 1987 è membro della Commissione Federale Svizzera delle Belle Arti; dal 1983 è professore titolare della Scuola Politecnica Federale di Losanna in Svizzera.
Nel corso degli ultimi anni l’architetto svizzero si è impegnato come ideatore e fondatore della nuova Accademia di Architettura di Mendrisio, dove attualmente è professore ordinario e dove ha svolto l’incarico di direttore per l’anno accademico 2002/03. Numerosi sono i riconoscimenti internazionali che hanno premiato la sua vasta e varia attività.
CONVEGNO SU GEYMONAT
Il convegno dedicato alla memoria di Geymonat si terrà, giovedì 25 e venerdì 26 ottobre (dalle 9 alle 18), nell’Aula Magna del Collegio Cattaneo (via Dunant 7). Studiosi provenienti dalle varie sedi universitarie nazionali ed estere, quali il prof. Evandro Agazzi (Università Panamericana di Città del Messico), insignito dall’Università dell’Insubria con laurea ad honorem, affronteranno il problematico rapporto tra storia e filosofia della scienza.
In apertura della seconda giornata verrà trasmesso un film Sulla vita e l’opera di Ludovico Geymonat, cui seguiranno alcune testimonianze sul suo pensiero unitamente alla presentazione di due nuovi libri promossi dal Centro Internazionale Insubrico: la traduzione italiana de L’oggettività scientifica e i suoi contesti (Bompiani 2018) di Evandro Agazzi e la nuova edizione, emendata ed arricchita, del libro di Giulio Preti, Retorica e logica (Bompiani 2018), originariamente apparso mezzo secolo fa.
«Il simposio internazionale - ha dichiarato il professor Fabio Minazzi, direttore scientifico del Centro che ha promosso queste due iniziative - affronta un problema decisivo concernente sia l’organizzazione degli studi, sia anche la comprensione del ruolo della storicità all’interno della stessa conoscenza. Nella cultura contemporanea è infatti diffusa un’immagine che contrappone le cosiddette “due culture”, facendo perdere di vista come l’unione tra di esse sia di lungo periodo, mentre la loro separazione risale unicamente agli ultimi tre secoli. Prendendo consapevolezza di questo problema è allora possibile ripensare al rapporto tra le “due culture” ponendo in evidenza il ruolo che la storicità svolge all’interno della stessa costruzione del sapere umano». 

Ottobre Rosa a Varese

Visite senologiche gratuite nella Breast Unit dell’Ospedale di Circolo
convegno Asst Sette Laghi
Lilt

Alla campagna Nastro Rosa della Lega Italiana Lotta contro i Tumori  ha aderito anche la Breast Unit dell'Ospedale di Circolo di Varese. Grazie alla disponibilità degli specialisti senologi guidati dalla professoressa Francesca Rovera e degli specialisti oncologi della struttura della dottoressa Graziella Pinotti, sono state organizzate due giornate di visite senologiche gratuite. Sono in programma per mercoledì 17 e per mercoledì 31 ottobre, dalle 14.30 alle 16.45 nel Centro di Senologia Ospedale di Circolo di Varese.
Per partecipare è necessario prenotare telefonando al numero 366 9354656, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.

L’iniziativa nasce per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore alla mammella, malattia in costante crescita. In Italia, ogni anno, si ammalano più di 50 mila donne, in provincia di Varese più di mille all’anno, alcune anche molto giovani.
«E’ importante tuttavia anche sottolineare – ricorda in un suo intervento la LILT - che la mortalità per cancro al seno è in costante diminuzione. Questo grazie alle nuove tecnologie diagnostiche, sempre più precise e sofisticate, che consentono di individuare precocemente la malattia e di inalzare la probabilità di guarigione a oltre il 90%».
Nella Breast Unit di Varese, nel 2017, sono stati 440 gli interventi chirurgici per neoplasia mammaria, 150 quelli per patologia mammaria benigna, circa 10mila le prestazioni senologiche ambulatoriali.
Sul tema del tumore alla mammella, l’ASST dei Sette Laghi, nell'ambito del Dipartimento oncologico aziendale diretto dalla dottoressa Pinotti, ha inoltre organizzato per venerdì 26 ottobre il convegno Varese Update sul carcinoma mammario

Varese, modelli tattili dell'Isolino Virginia

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, è stato realizzato dall’Associazione Controluce Onlus
inaugurazione, foto Fondazione Comunitaria del Varesotto
inaugurazione, foto Fondazione Comunitaria del Varesotto

Sempre più il Museo Tattile Varese è, come ha rilevato il presidente dell’Unione Italiana Ciechi, Gaetano Marchetto, una «realtà che davvero permette un accesso diverso e trasversale al mondo della cultura, dell’arte e dell’archeologia». Il 12 ottobre 2018 sono stati inaugurati due nuovi modelli tattili dell’Isolino Virginia, lo straordinario ma spesso – come è stato osservato - «trascurato» sito Unesco del lago varesino, realizzati da Giorgio Caporale per conto del museo.
All'inaugurazione sono intervenuti anche il segretario generale di Fondazione Comunitaria del Varesotto, sostenitrice del progetto, Carlo Massironi, l’archeologo subacqueo Paolo Baretti e gli architetti Alberto Bertolini e Alessandra Galli, che hanno raccontato il loro progetto architettonico integrato “NeoVirginia” finalizzato a concedere nuova vita all’intero Isolino Virginia, in un’ottica di bellissima commistione tra natura, archeologia, didattica e divertimento. Il progetto “#unaprovinciadatoccare” porta la firma dell’Associazione Controluce Onlus.
Foto: Fondazione Comunitaria del Varesotto 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese e Como, nasce l'Osservatorio del frontalierato

Avrà sede in Provincia e sarà composto anche da rappresentanti di sindacati, Camera di Commercio, sindaci e amministratori dei Comuni di frontiera

Per gli oltre 64.000 italiani che ogni giorno vanno a lavorare oltre frontiera sta per nascere un punto di riferimento trasversale e coordinato. A Varese, l'8 ottobre 2018, la Provincia ha deciso di costituire, con sindacati, Camera di Commercio e Associazione Italiana Comuni di Frontiera (Acif), un Osservatorio permanente sul fenomeno del lavoro transfrontaliero con la Confederazione Svizzera. Analoga iniziativa prenderà anche la Provincia di Como.
A Varese l'Osservatorio avrà sede a Villa Recalcati e sarà composto da un massimo di 15 rappresentanti di: Provincia (1); Camera di commercio (1); sindacati Cgil Varese, Cisl Dei Laghi e Uil Varese (3); presidente e due vicepresidenti del Csir Ticino Piemonte e Lombardia; presidente Acif; Varese città, Comunità Montana Valli del Verbano, Comunità Montana del Piambello, Comuni beneficiari dei ristorni in territorio non montano. Avrà durata triennale (rinnovabile) e la presidenza spetterà alla Provincia di Varese e la vicepresidenza al Csir Ticino Lombardia e Piemonte.
L'Osservatorio si propone, in particolare, di:
- monitorare i flussi dei lavoratori frontalieri (tipologie professionali, mobilità e viabilità);
- divulgare le corrette informazioni circa gli Accordi Bilaterali Svizzera Unione Europea e loro applicazione a partire dai ristorni;
- valutare e analizzare i problemi, recepire le istanze dei lavoratori frontalieri, «al fine di farsi parte attiva a livello politico nei confronti di tutti quegli Enti, pubblici o privati, che a vario titolo ne sono coinvolti e possono fornire adeguate e ragionevoli risposte alle medesime istanze; nella fattispecie: norme in materia di ingressi di cittadini di paesi terzi, benefici sociali e fiscali, servizi sanitari, formazione, ricollocamento». 

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Invasione cinghiali nel Varesotto durante la stagione del mais

Coldiretti chiede interventi urgenti di salvaguardia per le imprese
Mais danni cinghiali Alto Varesotto, foto Coldiretti Varese

La foto è esplicita e di dubbi sui disastri che i cinghiali causano all'agricoltura non ne restano. I danni che questi ungulati provocano si contano in migliaia di euro e interessano tutto il comprensorio. Il bollettino si aggiorna quotidianamente, in un momento tra i più delicati della stagione, quello che coincide con la raccolta del mais. Proprio questa coltura subisce le maggiori conseguenze. Dove gli ungulati entrano nel campo, c’è poco da fare, piante rase al suolo e pannocchie inservibili. Lo stesso per i prati a fieno, rivoltati più di quanto farebbe un aratro meccanico. 
Il fenomeno comprende tutte le province del settentrione lombardo e non solo. I cinghiali, insieme agli altri selvatici, mettono a rischio un'ampia varietà di colture, dai vivai ai frutteti, dagli impianti di piccoli frutti alle vigne, dalle leguminose alle ortive, eccetera. Si sono addirittura verificate distruzioni di alveari.

IL NODO DEI RISARCIMENTI E I RISCHI PER I CITTADINI
Inoltre, «Combattiamo contro le difficoltà della burocrazia e la lentezza dei rimborsi, ma anche contro i limiti di una legislazione profondamente ingiusta: alcuni danni non rientrano nemmeno tra quelli risarcibili e, oltretutto, c’è il problema del “de minimis”, che considera il ristorno dato agli agricoltori colpiti come aiuto di Stato - commenta il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori -. Ma in ogni caso, il principio chiave per i produttori agricoli è il diritto a raccogliere quanto seminato, il diritto a lavorare e avere prospettive di impresa. Spetta alle istituzioni preposte creare le condizioni perché a ogni territorio sia assegnato un piano di abbattimento o prelievo efficace e che ne sia poi controllata l’effettiva ed efficace operatività».
L'altro serio aspetto legato alla diffusione di cinghiali è il rischio per le auto lungo le strade della provincia. Molte vie costeggiano la boscaglia in cui gli ungulati trovano casa e la possibilità di un impatto non è remoto. «Si tratta quindi – insiste Fiori - di trovare al più presto misure idonee per mettere in sicurezza i guidatori e preservare dallo spopolamento le aree svantaggiate, dove il lavoro degli imprenditori agricoli è fondamentale per il presidio dei territori: più d’un’impresa è a rischio per l’insostenibilità dei danni e l’impossibilità di proseguire, in questa situazione, il proprio lavoro». 

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

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