Edizione n. 3 di mercoledì 17 gennaio 2018

Varese

Varese, Befana in pediatria sulla scala dei pompieri

Befana 2018
Befana 2018

Una visita che porta allegria e festa. Ancora una volta, nel giorno dell'Epifania, la Befana ha raggiunto in mattinata con gli attrezzi del mestiere, prima tra tutti una robusta scopa, i bambini in ospedale. Da anni ha appuntamento con i Vigili del fuoco che la aiutano a raggiungere la Pediatria dell’Ospedale Del Ponte che è in alto alla struttura. I pompieri una volta di più si sono fatti carico di issarla, un pò infreddolita e bagnata, sulla loro lunga scala e l’hanno fatta salire fino al quinto piano del nuovo padiglione Michelangelo. Una bella impresa!
I bambini erano in sala giochi con i loro genitori e i volontari della fondazione Il Ponte del Sorriso e per tutti l'avventura è stato momento di gioia.
Il reparto era colmo di bambini. Molti non hanno avuto la possibilità di uscire dalla stanza ma la Befana, sempre accompagnata dai suoi beniamini, i Vigili del fuoco, ha fatto visita a ognuno di loro portando una grande calza, dolci e cioccolati. Non ha mancato di passare dal punto di primo intervento, dove diversi piccoli attendevano di essere curati.
«La Befana – ricordano i volontari - è una tradizione nel polo materno infantile, possibile grazie all’impegno del Comando dell’Associazione nazionale Vigili del Fuoco di Varese. Un sorriso di speranza che rende un po’ più serena la giornata in ospedale».

“Carmen” a Varese, ponte tra teatro e opera

Carmen

Dopo il lungo tour europeo in Italia, Svizzera, Germania, Francia, Austria, Slovenia, domenica 14 gennaio torna a Varese Carmen, nella versione di Silvia Priori, anche interprete, e la produzione di Teatro Blu. La regia è di Kuniaki Ida. Partecipano la ballerina di flamenco Maria Rosaria Mottola e il mezzosoprano Caterina Piva.
Al Teatro di Varese di piazza Repubblica verrà portata una formulazione in chiave teatrale dell’opera lirica di Bizet ispirata a Carmen di Mérimée insieme all'impeto di un personaggio fuori dagli schemi sociali, rivoluzionario, coerente fino alla morte nella propria scelta di libertà.
«È un percorso artistico dedicato alle grandi protagoniste femminili dell'opera lirica mondiale - spiega Priori -, un progetto dedicato all'amore visto dal punto di vista femminile e vissuto in contesti diversi. Iniziato nel 2015 con Butterfly, è proseguito nel 2016 con Carmen e nel 2017 con Traviata. Abbiamo studiato un modo innovativo per creare un ponte fra teatro e opera lirica, un modo per avvicinare all'opera chi all' opera non va, un modo per portare a teatro gli appassionati della lirica...
... Siamo andati alla ricerca dei canovacci da cui i compositori hanno tratto ispirazione. Abbiamo messo a confronto le novelle con la traduzione lirica realizzata successivamente e ne abbiamo ricreato una drammaturgia che fosse in grado di rispettarne la trama e i contenuti cercando soprattutto di esaltare quei tratti e quei significati profondi che potessero avere un chiaro aggancio con la nostra realtà».
Alle 16,30, nell'ambito dei Pomeriggi teatrali. 

Fiat 600, tour da Varese al Centro Italia e ritorno

Fiat 600 a Cassino

Parte mercoledì 27 giugno da Villa Recalcati a Varese e vi ritornerà domenica 1° luglio dopo aver percorso circa 960 chilometri per il nord e centro Italia. È la prima “600 Miglia” organizzata dal 1° Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo (Varese), un giro turistico non competitivo a bordo di Fiat 600 d'epoca.
Il sodalizio besozzese, guidato da Salvatore Torre, ha lanciato la nuova sfida dopo gli innumerevoli raduni organizzati su tutto il territorio nazionale e solitamente limitati a una giornata. Questa volta il tour durerà ben cinque giorni e una quindicina di equipaggi sfileranno lungo i centri storici e le piazze caratteristiche italiani.
Il 1°Club Nazionale Fiat 600 di Besozzo, fondato nel 1990 ad Angera, vanta attualmente circa 1500 soci, tutti possessori e appassionati di auto o moto d'epoca, ovvero che abbiano raggiunto almeno i 20 anni di immatricolazione. Itinerario: Lodi e poi Brescello (Reggio Emilia); Marzabotto (Bologna) e Montecatini Terme; Passo dell'Abetone e Castelvetro (Modena); Grazzano Visconti (Pc) e Varese.
Nell'immagine tratta dal sito del club www.clubnazionalefiat600.it  un momento del raduno di Cassino del 27 maggio 2012.

Varese - Castello di Masnago retrospettiva su Piero Cicoli

Piero Cicoli, Il melograno spezzato

La figura di Piero Cicoli (1939-2016), pittore, incisore, ceramista, docente, è protagoniste fino al 7 gennaio 2018 di una retrospettiva allestita al Civico Museo d’Arte Moderna del Castello di Masnago di Varese. L’esposizione, inaugurata il 17 novembre, è realizzata dal Comune di Varese in collaborazione con la famiglia dell’artista e la partnership del Liceo artistico “A. Frattini”, dove Cicoli fu a lungo punto di riferimento per colleghi e studenti. Il progetto ha il sostegno dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese, voluta da Silvio Zanella e oggi presieduta da Marcello Morandini, cui Cicoli partecipò come socio fondatore e che festeggia il 40° anniversario. L’esposizione è patrocinata dalla Provincia di Varese e dal Comune di Urbania (Pesaro Urbani), luogo di nascita dell’artista.
La curatrice Chiara Gatti, con il contributo di Matteo Cicoli, ha selezionato sessantasette opere tra le più significative. Sono cinquantaquattro dipinti e tredici maioliche che raccontano sessant'anni anni di attività. Il percorso cronologico parte dalla metà degli anni cinquanta, ovvero dal naturalismo di piccoli paesaggi dal tratto istintivo, e approda, nel decennio successivo, a uno studio delle forme dai caratteri più astratti e geometrici, sintomo di una esigenza di pura analisi della visione. La stagione degli anni Settanta si concentra sull'impegno sociale e politico, la denuncia di un'inquietudine che, sullo sfondo degli anni di piombo, delinea figure dai profili taglienti, colori cupi, ombre lugubri. Più intimo è l'omaggio al mondo dei diseredati e degli afflitti, un'umanità segnata dalla fatica di vivere che si allinea, nei modi, alla stagione del realismo esistenziale milanese. Una scelta di nature morte che svelano l'interesse dell'artista per una realtà dai riflessi inconsci precede il grande ritorno a una natura che esplode nei colori della terra e del vento, fra ricordi marchigiani e soggiorni sardi. Una sezione è riservata alle maioliche monumentali, piatti e ciotole, frutto di una esperienza tecnica e di una sfida alla materia che, giocando con patine e smalti, esalta il talento nell'orchestrare segni e campiture. Coordinamento generale a cura di Chiara Gatti, Matteo Cicoli, Cristina Pesaro.
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In via Cola di Rienzo, 42 (parcheggio via Monguelfo). Orario, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.

Varese, Ampollini nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto

Maurizio Ampollini

È Maurizio Ampollini, di Malnate, il nuovo presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus. A Varese il consiglio di amministrazione lo ha eletto nella riunione del 13 luglio 2017.
Ampollini succede all’ex vicesindaco di Castellanza Luca Galli, dimessosi il 4 luglio dopo dieci anni di mandato. Attivo nel volontariato da più di trent’anni, professionalmente dirige il Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese (Cesvov). 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Incendio al Campo dei Fiori. Che cosa è successo, quale il futuro

Incontro aperto ad Uninsubria su influenza degli incendi nell’ecosistema e strategie di restauro ambientale
Parco Campo dei Fiori, opere di spegnimento, Foto di Vincenzo Di Michele

Terribile l'incendio che a fine ottobre/inizio novembre 2017 ha aggredito il Parco regionale Campo dei Fiori e intensa l'emozione che ne è scaturita nella popolazione. Numerosi anche gli interrogativi che ciascuno si è posto riguardo a che cosa è successo e che succederà al territorio.
Per dare risposte e spiegare la situazione, Parco Campo dei Fiori e Università degli studi dell'Insubria  hanno organizzato a Varese, venerdì 12 gennaio alle 20.30 un incontro aperto al pubblico. Titolo, “Fuoco doloso, territorio dolente. Quali priorità da affrontare e quali percorsi intraprendere dopo l'incendio al Parco Campo dei Fiori?”.
Specialisti spiegheranno l'impatto degli incendi nelle aree prealpine, che cosa accade ai boschi, alla riserva di biodiversità che il Parco, con il massiccio del Campo dei Fiori, rappresenta e anche che accade là dove l'occhio non vede (sottosuolo, aree carsiche, acque).
Aprirà la serata Marco Moretti, ricercatore al Wsl Svizzera (Istituto Federale di Ricerca per le Foreste, la Neve e il Paesaggio), che per cinque anni ha studiato le influenze degli incendi sugli ecosistemi.
Da una visione di confronto con altre esperienze, ci si addentrerà poi nelle specificità del territorio varesino grazie agli interventi di esperti che hanno realizzato e realizzeranno monitoraggio e raccolta di dati. La situazione del sottosuolo verrà illustrata da Vincenzo Maffei (ArpaLombardia) e da Alessandro Uggeri (Gruppo Speleo Cai Varese) con l'analisi degli impatti nelle aree carsiche e qualla delle potenziali alterazioni delle acque sotterranee. Enrico Zini presenterà il programma del  monitoraggio satellitare e rilievi da drone per la valutazione di bosco e aree critiche. Alessandro Nicoloso, estensore del Piano di indirizzo forestale (Pif) e di progetti di consolidamento di aree con dissesto aggravato da incendi, fornirà una panoramica degli impatti e degli scenari futuri in relazione ai primi rilievi effettuati. Bruno Cerabolini, docente dell'Università dell'Insubria, sintetizzerà le attività che da primavera saranno sviluppate in vista di restauro ambientale e ripristino degli ecosistemi.
Modereratore, Adriano Martinoli, docente Università dell'Insubria. Apriranno la serata il rettore Alberto Coen Porisini e il presidente del Parco Campo dei Fiori, Giuseppe Barra.
In aula magna Uninsubria, in via Ravasi 2. Ingresso libero.

--- Parco Campo dei Fiori, opere di spegnimento, Foto di Vincenzo Di Michele

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, teleriscaldamento a energia solare

È il primo impianto costruito nel sud Europa
Prima ST
Dopo ST

A Varese il gruppo A2A, la più grande multiutility italiana, costruirà - attraverso la società Varese Risorse - il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa. Produrrà un’energia termica pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti (450 MWh), evitando la combustione di 43 tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 108 tonnellate di anidride carbonica nell’aria. L’investimento previsto è di 400 mila euro.
L’impianto, realizzato dalla SDH Energy srl di Verona, sarà composto di 73 collettori solari termici (ciascuno della superficie di 13,57 metri quadri) e sostituirà gli altri impianti “storici” del teleriscaldamento. La sua integrazione con la rete cittadina consentirà lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 metri cubi.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca. Alcuni esempi si possono trovare anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
La struttura sorgerà in via Rossi, nell’area antistante alla sede della centrale di Varese Risorse. L’Amministrazione comunale ha deliberato il progetto unitario per la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico e l’Università dell’Insubria ha controfirmato i progetti.
Nelle foto: impianto prima e dopo la costruzione

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