Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Italia

Unione Europea, 100 milioni per la cooperazione alla frontiera italo-svizzera

La Commissione europea ha adottato il programma Interreg 2014-2020 per l'Italia e la Svizzera del valore di circa 118 milioni di euro - Più di 100 milioni di euro provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale
Bruxelles

Da Bruxelles, il 24 novembre, è partito un Babbo Natale diretto alla frontiera tra Italia e Svizzera. La slitta è diretta, in Italia, verso le province di Vercelli, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Valle d’Aosta, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Provincia autonoma di Bolzano (livello NUTS 3) e, in Svizzera, verso i cantoni Vallese, Grigioni, Ticino.
Nel sacco il Babbo Natale comunitario porta un contributo totale di 100.221.466 euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) su un bilancio complessivo di 117.907.611 del programma di cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi.
Il programma è imperniato sull'incentivazione dell'economia locale nelle regioni frontaliere, sul miglioramento della connettività attraverso investimenti nel trasporto verde e la promozione dell'inclusione sociale. Inoltre, sosterrà l'attuazione della strategia dell'UE per la Regione alpina (Eusalp), che verrà avviata ufficialmente nel gennaio 2016.
PRIORITÀ
Il programma è articolato nelle seguenti cinque priorità
1. Competitività economica. Il programma mira a migliorare la cooperazione transfrontaliera tra le imprese.
2. Promozione del patrimonio naturale e culturale. Sarà incoraggiato l'uso e lo sviluppo integrati delle risorse naturali e culturali e si cercherà un modo sostenibile per valorizzare la ricchezza dello spazio alpino.
3. Mobilità integrata e sostenibile. Il programma intende identificare soluzioni di trasporto nuove e più efficienti, nonché reti multimodali per migliorare la qualità della connettività transfrontaliera.
4. Inclusione sociale. Miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione e dei servizi sociali.
5. Rafforzamento della governance transfrontaliera. 

Fisco, papaveri e paperi del Varesotto

Nel 2012 è stato di 14 miliardi il reddito complessivo dei 613mila contribuenti - In cima alla classifica Luvinate, in fondo dieci comuni del Profondo Nord della provincia

In media 22.161 euro contro 19.750 a livello nazionale. È il reddito dei 613mila contribuenti della provincia di Varese, che nel 2012 hanno dichiarato, complessivamente, 13 miliardi e 587 milioni di euro. La cifra netta, è vero, si riduce a 16.835 euro, equivalenti a 1.403 euro al mese; tuttavia, raffrontata alla media nazionale, rimane sempre sostanziosa.
I dati figurano sul portale statistico www.osserva-varese.it della Camera di Commercio di Varese e sono stati elaborati dall’Ufficio Studi sulla base delle informazioni rese note dal Dipartimento delle Finanze.
PICCHI NAZIONALI E CONTRASTI TERRITORIALI
Dall'analisi dell'ente camerale emergono ancora sorprese. Per reddito medio netto nazionale, Varese si classifica all’ottavo posto su 110 province italiane, preceduta da altre tre lombarde: Milano, che guida la classifica nazionale, Monza Brianza e Lecco.
Ancor più interessante il confronto tra i comuni del territorio varesotto (141 fino al dicembre 2013, quando c'è stata la fusione tra Maccano, Veddasca e Pino Lago Maggiore). Al primo posto in provincia (e al decimo in Italia) troviamo con 23.015 euro Luvinate, seguita a ruota da Galliate Lombardo, Comerio, Bodio Lomnago, Barasso e Casciago. A grande distanza, troviamo al 114° posto Maccagno (reddito medio annuo di 13.659 euro per i suoi 1.245 contribuenti), al 115° Luino (13.515 euro annui; 8.945 contribuenti) e al 116° posto Germignaga (13.442 euro annui; 2.371 contribuenti).
PROFONDO NORD
In fondo alla classifica si piazzano - con circa 10mila euro di reddito medio - dieci comuni, tutti del Profondo Nord provinciale. Si va da Duno (132°posto con 10.951 euro l'anno per ognuno dei 100 contribuenti), a Curiglia con Monteviasco (133° posto con 10.949 euro e 106 contribuenti), Cugliate Fabiasco (134° con 10.789 euro e 1458 contribuenti), Clivio (135° posto con 10.496 euro e 990 contribuenti), Cadegliano Viconago (136° posto con 10.267 euro e 963 contribuenti), Lavena Ponte Tresa (137° posto con 10.069 euro e 2.780 contribuenti), Veddasca (138° posto con 9.215 euro e 208 contribuenti), Tronzano Lago Maggiore (139° posto con 8.912 euro e 113 contribuenti), Pino Lago Maggiore (140° posto con 8.422 euro e 117 contribuenti), Cremenaga (141° posto con 8.040 euro e 358 contribuenti).
Nella valutazione c'è forse da considerare anche un fattore molto incisivo, il frontalierato. I pendolari dell'occupazione sono tassati in Svizzera e sono pertanto esentati dalla dichiarazione del reddito in Italia.
DISLIVELLI SOCIALI
Altro elemento particolare è la distribuzione dei redditi. I contribuenti varesini che guadagnano oltre 55mila euro l’anno sono solo 30mila - 5 su 100 del totale - ma assommano il 21% del reddito complessivo. Al polo opposto, invece, sono 38 su 100 coloro che dichiarano meno di 15mila euro l’anno. In media, 8mila euro.
Interessante, infine, anche il profilo sociale del contribuente prealpino. I lavoratori autonomi sono quelli che dichiarano il reddito medio più elevato con 40.934 euro; i dipendenti ricevono in media 23.172 euro, mentre i pensionati si attestano a 16.604 euro. Precisa la responsabile dell’Ufficio Studi e Statistica Elena Provenzano: «I dati da dichiarazione Irpef ricomprendono redditi diversi: da fabbricati, da lavoro dipendente, da quello autonomo, da pensione, da partecipazione e da spettanze a imprenditori. Non appena il Ministero renderà disponibili i dati relativi a Iva, Irap e Ires, li analizzeremo in relazione a Varese e il suo territorio». 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Ritardi ferroviari, rimborsi obbligatori anche per “cause di forza maggiore”

L'obbligo è indicato dalla Corte di Giustizia Europea - In Lombardia il Consiglio regionale chiede, all'unanimità, a Trenord di garantire i rimborsi
Ritardi ferroviari, rimborsi obbligatori anche per “cause di forza maggiore”

La Corte di Giustizia Europea ha reso obbligatorio il rimborso per il ritardo del treno, anche se dovuto alle cosiddette cause di forza maggiore. Pertanto, ogni impresa ferroviaria non può essere esonerata dall’obbligo di indennizzo del prezzo del biglietto. L’indennizzo deve corrispondere al 25% del prezzo pagato in caso di ritardo compreso tra i 60 e i 119 minuti e sale al 50% qualora il ritardo sia superiore alle due ore.
In Italia le società ferroviarie Trenitalia e NTV-Italo si sono adeguate, ma in Lombardia Trenord non ancora e, allo stato attuale, non rimborsa ritardi dovuti a cause di forza maggiore. Da qui, il 1° aprile, la presa di posizione del Consiglio regionale della Lombardia, che, all'unanimità, ha approvato una mozione presentata da esponenti del Movimento 5 Stelle.
L'assemblea ha chiesto alla giunta di intervenire presso Trenord, per provvedere all’“immediato adeguamento delle condizioni generali di contratto di trasporto secondo quanto previsto dalla Corte di Giustizia Europea in materia di rimborsi e indennità per i disservizi dovuti a cause di forza maggiore. La giunta regionale dovrà anche, come proposto dal Partito Democratico, verificare l’eventuale necessità di apportare modifiche al contratto con Trenord. In più, secondo un'integrazione della Lega Nord, dovrà adoperarsi affinché nel contratto con Trenord sia prevista espressamente la possibilità di usufruire dei rimborsi anche per i titolari della tessera “io viaggio”.

Referendum svizzero sull'immigrazione, lo schiaffo ticinese a lombardi e piemontesi

(gi) In Svizzera è - sempre - bene accolta l'immigrazione clandestina di capitali (mondiali), non - altrettanto - quella legale di lavoratori (europei). In Italia si alzano barricate contro gli extracomunitari, ma poi si chiede agli altri Paesi - Svizzera in testa - di accettare e tutelare i nostri frontalieri. Così va il mondo alle latitudini dei paladini di campanili e botteghe.
Domenica 9 febbraio la Confederazione ha respinto per poco (50,3% dei sì) uno dei cardini degli accordi con l'Unione Europea, la libera circolazione di uomini e merci. Il referendum, sostenuto dall'Udc e suoi alleati, ha toccato nel Canton Ticino addirittura il picco del 68,17 per cento dei consensi. Il messaggio ai "confratelli" di Piemonte e Lombardia non poteva, ancora una volta, essere più chiaro.
Al di qua del confine, fa meraviglia la meraviglia dei sostenitori dell'"Ognuno padrone in casa sua" davanti al responso delle urne elvetiche.
Fin quando si tratta di difendere il sacro suolo regionale e la purezza delle sorgenti del Monviso dall'inquinamento di lingua e costumi di altre regioni italiote, tutti pronti a impugnare il brando. Se invece sono i Ticinesi a lanciare una campagna contro i "ratti italiani", inclusi cioè piemontesi e lombardi, come accaduto anche ora oltre frontiera, allora si invoca rispetto e rivendica dignità.
«L'immigrazione clandestina va assolutamente bloccata e impedita, ma la libera circolazione tra persone è un principio di civiltà acquisito e da cui non si può tornare indietro» è stato il commento del governatore della Lombardia Roberto Maroni (Lega).
«Occorre rispetto, anche perché si sta parlando di onesti e regolari lavoratori. Insieme al governatore Maroni chiederemo al più presto un incontro sul tema col presidente Letta». Così gli ha fatto eco il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota (Lega). «A fronte dell’attuale imposizione fiscale, fare impresa da noi è diventato praticamente impossibile. Una soluzione immediata potrebbe essere l’istituzione di una "zona franca" che comprenda i territori di confine».

Pesca tonno rosso, l'Europa rafforza i controlli

Prosegue l'intervento comunitario a favore della gestione sostenibile dello stock di tonno rosso nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale.
Dal 26 maggio al 24 giugno, durante la stagione principale di pesca 2013, sono autorizzati i pescherecci a circuizione e le grandi imbarcazioni di Spagna, Francia, Italia, Grecia, Portogallo, Malta e Cipro. Contando anche le trappole, le quote corrispondono all’83 per cento della quota complessiva UE, che, per il 2013, è pari a 7.548,1 tonnellate.
La pesca del tonno rosso è regolata dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (Iccat), di cui l’UE è parte contraente insieme ai suoi stati membri. Nel novembre 2012 l’Iccat ha adottato un piano pluriennale rafforzato e introdotto una serie di nuove misure di controllo.
Innanzi tutto è schierato un numero importante di ispettori, navi e aeromobili di sorveglianza coordinati dall’Agenzia europea di controllo della pesca (Efca) e dagli Stati membri interessati. La Commissione europea inoltre monitora le catture e analizza regolarmente i dati forniti dal sistema di controllo dei pescherecci (un sistema di controllo satellitare), al fine di garantire che tutte le regole, soprattutto le quote delle singole navi, siano pienamente rispettate.
In stretta collaborazione con Efca, stati membri e altre parti contraenti dell’Iccat, sono in corso di adozione tutte le misure necessarie a garantire il pieno rispetto delle nuove disposizioni e, in definitiva, il successo del piano di ricostituzione e la sostenibilità a lungo termine dello stock. 

Carceri, a Varese "struttura inadeguata", a Busto Arsizio manca il personale sanitario per il reparto disabili

Da settembre oltre 1200 posti letto in più tra Pavia, Voghera, Cremona e San Vittore - Irrisolto il problema di madri con bambini

Nelle carceri lombarde sono rinchiuse 9390 persone: 8813 uomini e 577 donne. Il 26% sono tossicodipendenti e quasi il 45% stranieri. Circa 7000 le misura alternative in atto: 3707 detenzioni domiciliari, 3882 affidamenti e 126 in semilibertà.
Sono alcuni dati emersi il 30 maggio a Milano dall’incontro tra la Commissione speciale carceri dell'assemblea regionale e il provveditore regionale del dipartimento di Amministrazione penitenziaria Aldo Fabozzi, che ha fatto una fotografia dell’attuale situazione degli istituti penitenziari.
Da settembre saranno oltre 700 i posti in più nelle carceri di Pavia, Voghera e Cremona e circa 500 a San Vittore. Rimane il problema del sovraffollamento per Milano (1687 detenuti contro 1100 circa di tollerabilità) e Busto Arsizio (408 carcerati contro un limite di tollerabilità di 297 presenze). La percentuale di stranieri è maggiore a Milano (circa 65%) seguita da Busto Arsizio (55,64) e Cremona (53%). Il carcere di Bergamo, invece, è quello che ospita il numero maggiore di tossicodipendenti (55,89%).
Tra i progetti più importanti, la nuova cucina nel carcere di San Vittore e l’ampliamento di spazi verdi (nell’istituto di Vigevano) per favorire incontri tra i detenuti prossimi al reinserimento e le rispettive famiglie in un ambiente diverso da quello solamente carcerario.
Situazione di Varese e Busto Arsizio
Fabozzi si è soffermato sul carcere di Varese «struttura inadeguata che è anche oggetto di un decreto nazionale di chiusura che è rimasto lettera morta. E’ una struttura totalmente in contrasto con le norme che disciplinano la vita dei detenuti, dove non sono pensabili interventi massicci anche di ampliamento vista la posizione nel centro cittadino». 
Un altro problema, oltre al reperimento di risorse per fronteggiare le spese correnti, riguarda gli educatori (mancherebbe all’appello il 50% del personale necessario) e gli operatori sanitari necessari ad avviare l’attività del reparto di riabilitazione per disabili a Busto Arsizio. Fabozzi ha ricordato, infatti, che questa sezione esiste dal 2007 ma a tutt’oggi resta inattiva per mancanza del personale medico, che l'Asl dovrebbe fornire.
Madri in carcere
Durante l’incontro si è parlato anche dell’Icam di Milano, ossia l’istituto di custodia attenuata per madri con figli a carico. Si tratta di una casa carceraria senza sbarre, dove i bambini fino a tre anni possono vivere con le proprie mamme. Fabozzi ha spiegato che, a seguito della legge 62/2011 (possibilità per queste case di ospitare ragazzi fino a 10 anni), l’istituto cosi come pensato non è adeguato al dettato della legge e quindi si imporranno trasformazioni e modifiche strutturali. E poi, oltre «le modifiche strutturali» e gli adeguamenti alle norme e ai richiami, dovrà pur venire il tempo anche in Italia in cui tutta la società capirà che le carceri non sono la caverna dove  murare chi ci fa paura ma il possibile punto di partenza per recuperare, là dove possibile. E anche quando nulla è piò possibile le "umane condizioni di vita" non si possono negare. 

Neolaureati, mille euro al mese quando va bene

Secondo una nuova ricerca, solo per pochi il lavoro è qualificato e lo stipendio adeguato

Il primo stipendio di un giovane neolaureato, posto che trovi subito lavoro, è di circa 1.000 euro al mese, nei casi più fortunati. Più spesso i neodottori sono chiamati a svolgere mansioni sottoqualificate e la retribuzione è inferiore.
Parla chiaro l'indagine sul profilo dei laureati 2012 presentata a Milano il 29 maggio al convegno "Scelte, processi, esiti nell'istruzione universitaria", organizzato dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea. Il documento analizza il percorso di 225.000 laureati in 63 università italiane (due in più rispetto alla precedente edizione) e risulta decisivo per l'orientamento dei giovani delle scuole secondarie di secondo grado.
Monitoraggio In provincia di Varese
In Lombardia Almadiploma e AlmaOrièntati sono presenti in maniera significativa nelle scuole superiori della provincia di Varese. L'Ufficio scolastico territoriale di Varese ha dotato le scuole di una strumentazione scientifica in grado di leggere la situazione non solo quantitativa, ma anche e soprattutto qualitativa, che è possibile confrontare nel corso degli anni e in rapporto ai diversi corsi di studio. 

Fiume Olona, entro luglio mappa aggiornata degli scarichi

Forse la svolta necessaria per il recupero del fiume Olona. Nelle prime settimane di giugno partirà una nuova, aggiornata e dettagliata mappa di fognature, punti di malfunzionamento e scarichi industriali. Terminerà entro luglio. L'annuncio è venuto il 30 maggio a Varese durante un incontro dell'assessore regionale Claudia Terzi con Arpa, Protezione civile, Provincia di Varese e Ufficio d'ambito.
Mappati anche rogge e ruscelli
I funzionari regionali consegneranno ai comuni del bacino gli elenchi degli scarichi autorizzati dalla Provincia o rilevati con attività di censimento o sopralluogo finanziata da Regione Lombardia (così da consentire l'individuazione degli scarichi non autorizzati), le schede descrittive degli sfioratori, degli impianti e del reticolo fognario e depurativo realizzate da Ufficio d'ambito per la ricognizione delle opere e del loro stato di conservazione e i verbali di controllo scarichi effettuati dall'Arpa. Ai comuni sarà chiesto di mappare anche tutti i casi di tombinatura di rogge e ruscelli, in molti casi trasformati in fogna e allacciati al collettore. La mappatura consentirà di prevedere la realizzazione di condotti fognari e di lasciare l'acqua al suo corso.
Scarichi industriali
Ai gestori di impianti di depurazione e comuni con gestioni in economia sarà poi richiesto di comunicare all'Ufficio d'ambito gli scarichi industriali allacciati alla fognatura, al fine di regolarli, controllarli e implementare di conseguenza gli impianti. Al termine di questo lavoro si dovrebbero avere informazioni di dettaglio precise, così da rendere possibile la definizione dei fabbisogni di intervento e integrare la pianificazione d'ambito, da un lato, e la pianificazione urbanistica, dall'altro.

Da Genova a Castelveccana, il robottino "Pluto" in cerca del sub scomparso

All'operazione nel lago Maggiore partecipa la squadra dei carabinieri che è stata impegnata nel disastro del porto ligure
CC-sub

A Castelveccana (Varese), nelle acque del lago Maggiore antistanti la località Cinque Arcate, un sommozzatore è scomparso nella mattinata di domenica 12 maggio. I carabinieri subacquei hanno scandagliato il fondale del lago per tutta la giornata di lunedì 13, ma la profondità delle acque ha reso necessario l’impiego del "Pluto", un apparecchio di ricerca in dotazione al Nucleo Subacquei di Genova.
La speciale squadra dell'Arma è stata impegnata nei giorni scorsi nel porto della "Lanterna" nelle operazioni di soccorso ai feriti e nella ricerca delle otto vittime della torre di controllo abbattuta da una nave container. Mercoledì 15 maggio scandaglierà i fondali del lago Maggiore con l’ausilio della motovedetta CC271 della Compagnia carabinieri di Luino e dei militari di Castelveccana.
"Pluto" è un robottino sottomarino a comando remoto, particolarmente idoneo a operare in fondali profondi, ove la pressione dell'acqua non consenta l’impiego di sommozzatori dotati di normale equipaggiamento. Viene spesso utilizzato per monitorare profondità lacuali e marine ed è dotato di telecamere e bracci meccanici. A differenza, però, di un veicolo sottomarino autonomo, il suo uso richiede un collegamento, generalmente via cavo, con un operatore.
Lo strumento è stato realizzato con tecnologie molto avanzate. Il materiale in lega speciale, normalmente titanio, lo rende molto resistente alle sollecitazioni meccaniche e alla corrosione. Abbastanza complessi sono pure gli impianti elettrici ed elettronici. I sistemi non solo consentono svariate funzioni, ma, ben protetti come sono dall'acqua, consentono anche di operare in profondità. (Altre foto cliccando la sezione Prima Pagina).

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