Edizione n. 44 di mercoledì 12 dicembre 2018

turismo

Impianti a fune, niente più “vita tecnica”

Via libera al decreto attuativo che cancella la scadenza temporale introdotta quasi trent’anni fa
monti

In via di abolizione la vita tecnica degli impianti a fune italiani, introdotta quasi trent’anni fa. Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha predisposto la sua eliminazione con un decreto attuativo di una norma del 2014. Il vincolo prevedeva un termine massimo dai 30 ai 60 anni, in base al tipo di impianto, oltre il quale era necessario sostituirli.
Il concetto di “vita tecnica” era stato introdotto dalla normativa italiana 30 anni fa (D.M. del 2 gennaio 1985). Nel 2000 l’Unione Europea aveva varato una direttiva per definire i requisiti di sicurezza obbligatori negli impianti a fune che trasportano persone. L’Italia aveva recepito la direttiva nel 2003 (decreto legislativo n. 210), eliminando la scadenza per gli impianti costruiti dopo tale data e dotati di marchio CE, ma mantenendolo per tutti quelli precedenti.
«Finalmente sarà garantita la sicurezza senza penalizzare le nostre montagne» spiegano l’eurodeputato Alberto Cirio e il vice ministro Enrico Costa. «Il concetto di vita tecnica non esiste in Europa. Dopo il parere dell’Ue eravamo riusciti ad ottenerne la cancellazione anche nel nostro Paese con un emendamento al Decreto “Sblocca Italia”, approvato il 6 novembre 2014. Senza questo decreto attuativo, però, la modifica alla legge rischiava di restare solo sulla carta e di non diventare operativa a tutti gli effetti».
OLTRE 400 IMPIANTI
Gli impianti a fune in Italia sono più di 400. Il giro d’affari sfiora un miliardo di euro, circa il 10% del valore dell’intero “sistema neve italiano”, che nella passata stagione è salito a 10,1 miliardi di euro in crescita del+3,3% (Dati stagione 2014/2015 - Osservatorio Skipass Panorama Turismo/JFC tourism&management).
«In pratica - proseguono Cirio e Costa - l’Italia aveva mantenuto un vincolo introdotto quasi 30 anni fa, aggiungendo per il nostro Paese un ulteriore obbligo a quelli richiesti dall’Europa. Con questo decreto, finalmente, è stata riequilibrata la situazione: viene garantita la sicurezza, ma senza penalizzare la competitività delle nostre imprese con aggravi burocratici e costi non necessari. Ora è importante che si proceda rapidamente agli ulteriori passaggi ed alla pubblicazione del decreto, perché alcuni impianti sono già in scadenza a fine anno». 

Valmalenco, attrazioni d’autunno

Pista ciclabile sul torrente Lanterna a Lanzada

In Valmalenco, nel primo pomeriggio di sabato 7 ottobre, visita guidata alla Miniera della Bagnada di Lanzada (prenotazione obbligatoria al Consorzio Turistico). Seguirà, domenica 8 ottobre, tra Lanzada, Chiesa in Valmalenco e Caspoggio, con qualsiasi condizione meteo, la gara amatoriale Scarponata Alpina. Previsti due percorsi a scelta di 6,5 km e 12 km lungo il sentiero di fondovalle e la pista ciclabile che collega i tre paesi.
Infine sabato 14 ottobre a Castione Andevenno festa transfrontaliera “Lo Pan Ner, i pani della Alpi”. Dalle ore 14 alle ore 18, al Mulin de la Rusina, mulino ad acqua risalente al 1700, si potrà gustare il pane nero di tradizione appena sfornato e partecipare a vari intrattenimenti.

Collegamento sull'acqua Ascona-Isole di Brissago, dibattito a “Modem”

Dibattito pubblico giovedì 13 dicembre al Collegio Papio di Ascona

Il magazine radiofonico RSI Modem Evento organizza per giovedì 13 dicembre, alle 20.15, al Collegio Papio di Ascona, un dibattito di particolare attualità. Sarà dedicato al progetto di passerella turistica sul lago Maggiore, al centro di un animato confronto fra favorevoli e no.
La passerella galleggiante (lungo 3,2 chilometri, larga 14 metri, composta di 220 mila cubi di polietilene ad alta densità) sarebbe collegamento pedonale fra Ascona e le Isole di Brissago. L’idea richiama alla mente l’installazione dell’artista Christo, che un paio di anni fa fu grande attrattiva verso il lago di Iseo. Il progetto proposto dalla WoW (Walk on Water) sta assumendo contorni più concreti dopo il via libera del Consiglio di Stato ticinese alla modifica del Piano cantonale dei sentieri escursionistici. Per i contrari alla passerella il progetto solleva dubbi su impatto ambientale e sicurezza; ci sono potenzialità turistiche e di ritorno economico, dicono i promotori e i comuni coinvolti, che sottolineano come obiettivo sia attirare 20mila visitatori al giorno, generare un indotto globale di almeno mezzo miliardo di franchi, creare decine di posti di lavoro.
Per offrire una occasione di approfondimento, “Modem” andrà direttamente sul territorio e in una serata pubblica darà spazio alle varie opinioni. Interverranno Benedetto Antonini, vicepresidente STAN, la Società ticinese per l’arte e la natura; Moreno Celio, responsabile del dossier per il Dipartimento del Territorio; Benjamin Frizzi, promotore del progetto; Paolo Tremante, sezione Partito socialista di Locarno.
Il dibattito sarà aperto a tutti gli interessati. La prima parte dell'inconto sarà diffusa venerdì 14 dicembre, alle 8.20 su Rete Uno; la versione integrale potrà essere riascoltata e scaricata all’indirizzo rsi.ch/modem  

Condividi contenuti