Edizione n.32 di mercoledì 7 ottobre 2026
turismo
Impianti a fune, niente più “vita tecnica”
In via di abolizione la vita tecnica degli impianti a fune italiani, introdotta quasi trent’anni fa. Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha predisposto la sua eliminazione con un decreto attuativo di una norma del 2014. Il vincolo prevedeva un termine massimo dai 30 ai 60 anni, in base al tipo di impianto, oltre il quale era necessario sostituirli.
Il concetto di “vita tecnica” era stato introdotto dalla normativa italiana 30 anni fa (D.M. del 2 gennaio 1985). Nel 2000 l’Unione Europea aveva varato una direttiva per definire i requisiti di sicurezza obbligatori negli impianti a fune che trasportano persone. L’Italia aveva recepito la direttiva nel 2003 (decreto legislativo n. 210), eliminando la scadenza per gli impianti costruiti dopo tale data e dotati di marchio CE, ma mantenendolo per tutti quelli precedenti.
«Finalmente sarà garantita la sicurezza senza penalizzare le nostre montagne» spiegano l’eurodeputato Alberto Cirio e il vice ministro Enrico Costa. «Il concetto di vita tecnica non esiste in Europa. Dopo il parere dell’Ue eravamo riusciti ad ottenerne la cancellazione anche nel nostro Paese con un emendamento al Decreto “Sblocca Italia”, approvato il 6 novembre 2014. Senza questo decreto attuativo, però, la modifica alla legge rischiava di restare solo sulla carta e di non diventare operativa a tutti gli effetti».
OLTRE 400 IMPIANTI
Gli impianti a fune in Italia sono più di 400. Il giro d’affari sfiora un miliardo di euro, circa il 10% del valore dell’intero “sistema neve italiano”, che nella passata stagione è salito a 10,1 miliardi di euro in crescita del+3,3% (Dati stagione 2014/2015 - Osservatorio Skipass Panorama Turismo/JFC tourism&management).
«In pratica - proseguono Cirio e Costa - l’Italia aveva mantenuto un vincolo introdotto quasi 30 anni fa, aggiungendo per il nostro Paese un ulteriore obbligo a quelli richiesti dall’Europa. Con questo decreto, finalmente, è stata riequilibrata la situazione: viene garantita la sicurezza, ma senza penalizzare la competitività delle nostre imprese con aggravi burocratici e costi non necessari. Ora è importante che si proceda rapidamente agli ulteriori passaggi ed alla pubblicazione del decreto, perché alcuni impianti sono già in scadenza a fine anno».
Valmalenco, attrazioni d’autunno
In Valmalenco, nel primo pomeriggio di sabato 7 ottobre, visita guidata alla Miniera della Bagnada di Lanzada (prenotazione obbligatoria al Consorzio Turistico). Seguirà, domenica 8 ottobre, tra Lanzada, Chiesa in Valmalenco e Caspoggio, con qualsiasi condizione meteo, la gara amatoriale Scarponata Alpina. Previsti due percorsi a scelta di 6,5 km e 12 km lungo il sentiero di fondovalle e la pista ciclabile che collega i tre paesi.
Infine sabato 14 ottobre a Castione Andevenno festa transfrontaliera “Lo Pan Ner, i pani della Alpi”. Dalle ore 14 alle ore 18, al Mulin de la Rusina, mulino ad acqua risalente al 1700, si potrà gustare il pane nero di tradizione appena sfornato e partecipare a vari intrattenimenti.
Lago Ceresio, un'oasi di bellezza tra laghi e frontiere
È un incantevole specchio d'acqua incorniciato da non meno splendidi laghi, come il Maggiore e quello di Como, e spesso si riesce a scoprirlo solo navigando. È il Lago Ceresio o di Lugano, che vanta insenature naturali uniche al mondo e borghi riqualificati nel corso degli anni.
Dalla Valsolda, gioiello in terra comasca, alla Valganna e Valmarchirolo, ponte tra la Terra dei Sette laghi del Varesotto e il Canton Ticino, il paesaggio del Lago Ceresio è un regno di piste ciclabili, trekking, sport d’acqua e turismo culturale, ora prima destinazione certificata Fossil Free 2002 dal WWF della Svizzera italiana.
Il “Lago Ceresio–Un mondo tutto da scoprire” è il brand o marca di una nuova campagna di marketing, che fa della mobilità sostenibile la protagonista nella proposta turistica del territorio sostenuta dall’autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla. «Ci piace presentare l’offerta turistica – ha spiegato il vicepresidente Giovanni Bernasconi - come un itinerario da scoprire giorno dopo giorno con grande calma. È inoltre un territorio adatto anche a chi ama una vacanza on the road da fare in moto, ma anche con un veicolo elettrico o una mountain bike».
ARRIVI IN CRESCITA
La forza del territorio trova conferma anche nei numeri diffusi dalla Camera di Commercio di Varese. «A fine 2021 – ricorda Bernasconi - gli arrivi sul Ceresio hanno superato le 8mila presenze, pari a un incremento del 13,6% rispetto al 2020, e i pernottamenti hanno superato le 26mila giornate, con un +27,1% rispetto al 2019. Negli ultimi due anni la presenza media è passata dal 2 a 3 giorni».
L'itinerario culturale spazia dalla chiesa di San Martino, la “Piccola Cappella Sistina” a Castello Valsolda, alla galleria d’arte a cielo aperto di Claino con Osteno, dal “Piccolo Mondo Antico” di Villa Fogazzaro Roi al santuario della Caravina a Cressogno, meta di pellegrinaggi fin dal ‘600, ai borghi riqualificati nel corso degli anni del suo territorio.
TURISMO GREEN
Dalla Foresta demaniale di Valsolda (Como) alle piste ciclabili della Valganna e Valmarchirolo (Varese) e di Porlezza Menaggio, che collega i laghi Lario e di Lugano, Il turismo green offre ai cultori del benessere un’opportunità da vivere con relax e voglia di rigenerarsi attraverso immersioni a stretto contatto con la natura, scenari affascinanti, spazi aperti.
PISTA CICLABILE PORLEZZA-MENAGGIO
Con i suoi 13,5 chilometri la ciclabile che collega il Lago Ceresio con il Lago di Como è un itinerario green tra i più frequentati dagli escursionisti su due ruote. Si snoda lungo la ex ferrovia che univa Porlezza con Menaggio, inaugurata nel 1884. Da una tratta sterrata che attraversa e costeggia il lago di Piano, la ciclabile unisce i paesi di Porlezza, Carlazzo e Bene Lario, dove si trova la stazione di Bene-Grona, un’area verde e incontaminata. La tratta può essere percorsa anche a piedi.
LAVENA PONTE TRESA
Da qui parte la pista ciclabile della Valganna e Valmarchirolo, un percorso piuttosto facile che conduce alla scoperta di un’area di particolare rilevanza ambientale, punteggiata di interessanti monumenti storici.
Chi ama i cammini, da Lavena Ponte Tresa si snoda quello della Via Francisca del Lucomagno, un’antica via romana longobarda che da Costanza, nel centro Europa, porta a Pavia passando dalla Svizzera. Il tracciato è ben segnalato e in sicurezza. La Via può essere percorsa tutto l’anno, a piedi o in bicicletta. Alla meta, a Pavia, la Francisca prosegue verso Roma con la Via Francigena. Lungo il tragitto è possibile visitare beni Unesco, parchi naturali, beni artistici e storici.
LAGO DI PIANO
Il Lago di Piano è parzialmente costeggiato dalla pista ciclabile che collega Porlezza a Bene Lario, per proseguire fino a Menaggio e al Lago di Como. Di notevole interesse naturalistico, la Riserva rientra nei confini comunali dei paesi di Carlazzo e di Bene Lario. Si estende intorno al Lago di Piano (a metà strada tra Menaggio e Porlezza, vicino al Lago di Lugano) e, se pur di modeste dimensioni, è ricco di numerosi habitat naturali e offre paesaggi di incantevole bellezza. Nell’oasi sono presenti uccelli, anche di pregio, come il picchio, l’upupa, la civetta, il falco di palude, ma anche scoiattoli, lepri, volpi, tassi, martore, donnole, faine, cervi e caprioli.
Nelle foto (fonte:Autorità di Bacino del Ceresio): panorami e scorci del Lago Ceresio.







