Edizione n.22 di mercoledì 13 giugno 2018

Ambiente

L'Europa al Giro d'Italia 2018 nell'Anno europeo del patrimonio culturale

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Camper UE

Quest'anno il Giro d'Italia si tingerà d'Europa. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea parteciperà infatti all'edizione 2018 del Giro, «per valorizzare l'Europa presente sui nostri territori e le azioni UE nel campo dello sport, della salute, dell'ambiente e della mobilità sostenibile».
Lungo le tappe italiane del Giro, che si snoderanno dall'8 al 27 maggio su tutta la Penisola, sono localizzati decine di siti naturali o artistici restaurati,  valorizzati o ricostruiti dall'UE in Italia. Si va dalla Reggia di Venaria Reale alla Multimedia Valley di Giffoni, dal Parco archeologico di Pompei al museo delle ceramiche di Faenza, dalla basilica di San Benedetto a Norcia alle trincee della Grande guerra in Friuli Venezia Giulia. Ogni giorno la Commissione europea metterà in evidenza questi ed altri siti, senza dimenticare i progetti di ricerca e innovazione, i prodotti Dop italiani e il sostegno alle piccole e medie imprese dello Stivale.
Inoltre, in tutto il percorso italiano, un camper con i colori della bandiera UE si unirà al serpentone della carovana, per informare e sensibilizzare i cittadini e gli appassionati di sport sulle politiche europee dedicate all'ambiente, allo sport, alla salute, alla mobilità sostenibile e alla sicurezza alimentare.
«Mettere insieme lo sport e la cultura – ricorda il commissario europeo Tibor Navracsics, responsabile per la cultura, lo sport, l'istruzione e la gioventù - è un'occasione unica per sottolineare il potere di entrambi di riunire le persone e costruire un'identità europea più forte, pienamente nello spirito dell'Anno europeo del patrimonio culturale che celebriamo nel 2018».

Intervento - Petizione ‘Salvailsuolo’, oltre 82.000 le firme consegnate al presidente del Senato

Le associazioni della coalizione italiana: «Varare subito la legge nazionale contro il consumo di suolo e tolleranza zero all’abusivismo»

INTERVENTO Oltre 82.000 cittadini italiani hanno chiesto di tutelare il suolo libero e sano, una risorsa essenziale alla produzione agricola ma che è anche il più efficace sistema di difesa da alluvioni e altri eventi catastrofici. Le recenti tragedie ci ricordano che quando non si rispetta il suolo, le pur doverose opere di difesa sono sempre insufficienti a garantire la protezione di cittadini, abitazioni e città. Ora spetta al Parlamento rispettare la volontà dei cittadini e sbloccare la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole.
Un contributo importante, quello dei firmatari italiani, che pesa sulle oltre 212.000 firme raccolte a livello europeo ed eccede largamente il quorum fissato per il nostro Paese dalla Commissione Europea (54.750 firme): si tratta di un dato significativo che testimonia la sensibilità presente nel nostro Paese riguardo ai troppi fenomeni di degrado a carico del suolo, ed in particolare la cementificazione che ricopre ampie parti di territorio. Secondo gli ultimi dati ISPRA, in Italia al 2016 risultano cementificati oltre 23 mila km2 (pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale. Il consumo di suolo procede a un ritmo di 3 metri quadri al secondo, senza risparmiare aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, o di estrema vulnerabilità a rischi ambientali, come alluvioni, frane e terremoti. Il tutto in mancanza di una norma efficace che regoli la demolizione degli edifici abusivi.
Martedì 10 a Palazzo Madama le associazioni della coalizione italiana #salvailsuolo (formata da ACLI, Coldiretti, FAI - Fondo Ambiente Italiano, INU - Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food, WWF) hanno incontrato e consegnato simbolicamente le firme al presidente del Senato Pietro Grasso, chiedendo di varare entro la legislatura la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato. Un provvedimento i cui obiettivi sono fermare il consumo di suolo e incentivare da subito la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità.
«Se il nostro Paese appare più fragile di altri agli eventi catastrofici, le colpe non sono solo del cambiamento climatico, ma di come abbiamo trattato il territorio negli ultimi decenni – dichiara Damiano Di Simine, portavoce della coalizione italiana #Salvailsuolo – Con le firme raccolte in Italia sproniamo il Parlamento a varare entro la legislatura il disegno di legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole, e a bloccare il ddl Falanga in approvazione, che rischia di vanificare tutti gli sforzi messi in atto per contrastare l'abusivismo edilizio».
Le associazioni chiedono anche rigore e vigilanza per evitare che nella discussione della legge di stabilità non ci siano colpi di mano rispetto agli impegni assunti con la finanziaria dell’anno scorso: ovvero che sia del tutto ripristinato, dal 1° gennaio 2018, il vincolo alla destinazione delle risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Ciò è indispensabile da un lato per sostenere gli interventi di rigenerazione urbana, e dall’altro per evitare che nei comuni sopravviva un meccanismo perverso di incentivazione di consumi di suolo in cambio di entrate fiscali impiegabili con ampia discrezionalità per ripianare i bilanci.
Consegnate le firme, le principali associazioni ambientaliste italiane restano in attesa di una risposta da parte del Parlamento e del Governo, ma allo stesso tempo evidenziano la necessità di agire anche a livello europeo: fermare il degrado del suolo è un preciso target sottoscritto con l’adesione all’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile a cui la UE ha aderito con convinzione, ma ad oggi il suolo e la sua tutela continuano ad essere temi sconosciuti per il diritto europeo. La petizione, oltre che in Italia, ha raccolto oltre 212.000 firme negli altri Paesi dell’Unione Europea, e i promotori sono determinati a far pesare questo primo risultato che testimonia di una crescente consapevolezza dei cittadini verso l’esigenza di tutelare una risorsa naturale da cui tutti dipendiamo per la produzione di cibo e benessere.
Slow Food Italia 

Laveno Mombello, quattro viaggi (e libri) nella natura

Dal 4 maggio al 1° giugno quattro appuntamenti di Biblioteca comunale e Cai
il Liceo di Laveno

A Laveno Mombello la Biblioteca comunale "Antonia Pozzi" organizza insieme al Club Alpino Italiano quattro appuntamenti dedicati, tra maggio e giugno, agli appassionati della natura e non solo. Si tratta della nuova edizione della rassegna “Un libro nello zaino”, inserita nel solco della manifestazione nazionale “Maggio dei libri/Leggere per crescere 2018”, indetta dal Centro per il libro e la lettura.
*Primo appuntamento, venerdì 4 maggio 2018 (ore 21), nella sede del CAI (via alla Torre 1 Laveno M.). Lo scrittore, disegnatore e giornalista Luca Novelli presenterà il suo libro “Il ponte di Adamo”, di imminente uscita da Brioschi Editore.
*Sabato 5 maggio (alle 10.30), sempre al CAI, sarà la volta di una “lettura interattiva per famiglie” del libro “Nella luce delle Dolomiti” di Marina Daverio (Macchione Editore). Al termine della mattinata – meteo permettendo - i più piccoli potranno cimentarsi in un’arrampicata sulla palestra di roccia della sede Cai, sotto la vigilanza di esperti.
*A Villa Frua, dal 12 (inaugurazione ore 11) al 30 maggio, mostra sulla Spedizione Grotta Marelli, organizzata nell’estate del 1977 nel ventre del Campo dei Fiori, nella Grotta Marelli, a 300 metri di profondità. Immagini, diari e ricordi ripercorreranno il campo sotterraneo di otto speleologi varesini collegati alla superficie soltanto da un lungo cavo telefonico steso appositamente. Per cinque giorni si prodigarono in tentativi esplorativi e vennero monitorati sotto il profilo medico; alla fine tornarono alla luce dietro il Grande Albergo del Campo dei fiori.
*Ultimo appuntamento, venerdì 1 giugno (alle 21), nella sede Cai. La biologa e operatrice sezionale Tutela dell’ambiente montano (Tam) del CAI, Eleonora Franzetti, illustrerà “Il ritorno dell’orso sulle Alpi”. I tre grandi carnivori – lupo, lince e orso – si erano estinti (o quasi) sull’arco alpino, ma vi stanno silenziosamente facendo ritorno.
Info: Biblioteca comunale “Antonia Pozzi”, tel. 0332.667403.

“Corridoi Insubrici”, progetto rete per tutelare il patrimonio ecologico della provincia di Varese

Interessati anche Val Veddasca, canneti del Lago Maggiore di Angera, Palude Brabbia
Corridoi Insubrici

Il recupero di prati e pascoli in alta quota, la tutela e il miglioramento dei boschi di fondovalle, la creazione e il ripristino di aree umide, la rivalorizzazione di selve castanili (boschi di castagno), il mantenimento di fondamentali corridoi ecologici anche attraverso la realizzazione delle  opere necessarie là dove la continuità è stata compromessa.
Sono ventuno gli interventi del progetto “Corridoi Insubrici” - la rete a tutela del capitale
naturale insubrico – che sta prendendo avvio in questi giorni e che avrà una durata di quranta mesi (sino ad aprile 2021). A tenere le fila un partenariato composto dagli enti istituzionali territorialmente competenti e da associazioni ambientaliste, con sostegno di Fondazione Cariplo, Provincia e Comune di Varese, Comunità Montana Valli del Verbano, Università degli Studi dell’Insubria, Istituto Oikos, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia. Coordina Parco Campo dei Fiori partecipano alcuni comuni, aziende agricole e società private.
«Gli interventi che caratterizzeranno il progetto saranno oggetto di attenta progettazione – spiega l'ente provinciale - e verranno costantemente monitorati per verificare le ricadute per la fauna e per la flora, interesserà un’area molto vasta, a nord sino al confine svizzero con la Val Veddasca e a sud sino ai canneti del Lago Maggiore di Angera, comprendendo il Lago di Varese e la Palude Brabbia. Saranno coinvolti in vario modo, oltre al Parco del Campo dei Fiori, dieci siti della Rete Natura 2000 (la più vasta rete delle aree protette europee) e due PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), la Valle della Bevera e la Cintura Verde di Varese».
L'iniziativa è frutto del desiderio di dare continuità e completezza agli interventi di miglioramento degli ecosistemi e del patrimonio naturali, pianificati e realizzati negli anni sul territorio della provincia di Varese anche da precedenti esperienze quali il Life TIB, la rete ecologica della Comunità Montana, i due Parchi di Varese, i progetti sviluppati lungo il Fiume Olona.
Per seguire le fasi saranno predisposti pannelli divulgativi, videoclip, un libro sulla natura prealpina, eventi di sensibilizzazione, educazione ambientale per le scuole e un sito che raccoglierà le informazioni utili. Inoltre, prevista sperimentazione sui servizi ecosistemici, per comprendere nel dettaglio i benefici derivanti da un consapevole utilizzo delle risorse naturali, chi deve governare tali processi e infine valutare i criteri per attribuire a questi giacimenti di servizi naturali un valore economico, consolidando ulteriormente la necessità di una loro attenta tutela.
Il progetto ha un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro.
«Corridoi Insubrici – ricorda Giuseppe Barra, presidente del Parco Campo dei Fiori - ha dunque l’ambizione di proporsi come un primo tassello attuativo nell’ambito di un quadro progettuale su scala pluriennale condiviso dai principali attori in campo ambientale del territorio provinciale». 

Scoperto scoiattolo made in Sud

Esclusiva di Basilicata e Calabria una nuova specie di mammifero individuata da un team di ricercatori italiani coordinato dall'Università degli Studi dell'Insubria -
scoiattolo (sciurus meridionalis), CREDITS: Photograph by Antonio Mancuso

L'Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità
Gli scoiattoli presenti in Calabria e Basilicata appartengono a tutti gli effetti a una nuova specie di scoiattolo. Parola di un team di ricercatori italiani coordinato dall'Università degli Studi dell'Insubria.
Lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis) è “parente stretto” dello scoiattolo comune europeo, detto anche scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), che è presente in tutto il resto d'Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Sua caratteristica è una colorazione nera con il ventre bianco, a differenza dello scoiattolo comune europeo che ha una colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro. Le sue peculiarità erano state riconosciute già dal 1900 e ora hanno avuto una conferma scientifica.
GRUPPO DI RICERCA
Il gruppo di lavoro, che ha individuando la nuova specie di scoiattolo, è costituito, oltre che dall'Università dell'Insubria, da Università di Milano Bicocca, Università di Firenze, Museo La Specola, Università della Calabria, Museo di Storia Naturale della Calabria ed Orto Botanico, CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi e dalla Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello”.
«La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici» raccontano Adriano Martinoli, Damiano Preatoni e Lucas Wauters, che operano nell'Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università degli Studi dell'Insubria. «I ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare sono così giunti alla pubblicazione del lavoro sulla rivista scientifica Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, che è la quarta al mondo per importanza tra tutte le riviste che si occupano di zoologia».
SPECIE A RISCHIO
La Penisola italiana ospita più di 58.000 specie animali note, tra cui circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell'Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani. Un patrimonio unico di biodiversità che dovremmo diventare capaci sempre più di percepire e valorizzare.
«Purtroppo - spiega il professor Martinoli - la scoperta della nuova specie che risulta essere un endemismo dell'Italia, ovvero una specie presente soltanto nel nostro Paese, una “esclusiva tutta italiana”, ci spinge anche a evidenziare che la specie potrebbe già risultare a rischio di estinzione, sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall'uomo, come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall'uomo». 

Lombardia, gli agricoltori abilitati potranno abbattere cinghiali tutto l'anno

La Regione Lombardia ha approvato l'11 giugno, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, una delibera che non passerà inosservata. Con essa si dà possibilità agli agricoltori provvisti di regolare licenza di abbattere tutto l'anno i cinghiali. La decisione, spiega l'assessore «vuole essere una risposta concreta alla situazione di esasperazione che molti agricoltori sono costretti a vivere. Si tratta di un ampliamento dell'attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori».
CONTRASTARE INCREMENTO INCRONTROLLATO «Vogliamo – ha continuato l'assessore - contrastare l'incremento incontrollato di una specie che danneggia colture e che rappresenta un pericolo anche per la sicurezza delle persone. La Regione Lombardia ha già chiesto a Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) anche una maggiore elasticità, soprattutto nella possibilità di utilizzo della tecnica della braccata per permettere una attività di contenimento più incisiva. Puntiamo anche a una classificazione del territorio in zone vocate e non vocate affinchè si possano concentrare gli interventi laddove necessario».
DANNI PER 1,7 MILIONI DI EURO Secondo stime regionali, nel quinquennio 2013/2017, sul territorio lombardo, il cinghiale ha arrecato danni alle colture agricole per 1.669.989 euro di indennizzi erogati dalla Regione, corrispondenti a 2.807 eventi di danno denunciati e ha provocato 384 sinistri stradali denunciati, con erogazione di risarcimenti 606.664 euro complessivi.

Scoiattolo rosso europeo stressato dal grigio americano. Calano riproduttività e resistenza, a rischio la sopravvivenza

Gli esiti di una nuova ricerca del team degli zoologi dell’Università dell'Insubria pubblicati su "Journal of Animal Ecology"
scoiattolo rosso, foto Uninsubria

Come sta lo scoiattolo comune europeo, in altre parole lo scoiattolo rosso? Potrebbe andargli meglio. È stressato dalla presenza dello scoiattolo americano (scoiattolo grigio). Ai profani potrebbe sembrare strano, eppure è così.
A spiegarlo è il professor Adriano Martinoli, zoologo ed esperto di gestione e conservazione della fauna. «Che lo scoiattolo comune europeo, detto anche scoiattolo rosso, sia fortemente minacciato di estinzione a causa dello  scoiattolo grigio introdotto artificialmente dall’uomo in Europa è ormai cosa nota. Ma che il meccanismo di competizione sia anche a carico di una forma di stress fisiologico indotta dalla specie  americana, questo risulta proprio una novità!».
Grazie a una recente ricerca dell’Unità di analisi e gestione delle Risorse ambientali - Guido Tosi Research Group - del Dipartimento di Scienze teoriche e applicate dell’Università dell’Insubria pubblicata il 23 maggio 2018 sulla rivista Journal of Animal Ecology appare evidente come lo scoiattolo comune europeo (nativa in Italia e Europa), in presenza di quello grigio americano presenti livelli di stress fisiologico più elevati rispetto a individui della stessa specie che non vivano la competizione da specie invasiva.

La sopravvivenza degli unici roditori arboricoli autoctoni in Italia e in Europa, ossia  scoiattolo comune europeo  e scoiattolo meridionale (descritto come nuova specie lo scorso anno sempre dal gruppo di ricerca Insubre) è messa in pericolo dall’introduzione anche in Italia del grigio, una specie molto simile di origine americana.
Dallo studio dei ricercatori di Uninsubria congiuntamente all’Università del Michigan (USA) e in collaborazione con l'Università degli studi di Milano (Dipartimento di Medicina veterinaria) e l’Università di Medicina veterinaria di Vienna, è stato portato in primo piano questo nuovo effetto negativo. «Abbiamo portato a termine uno studio sulla specie nativa in aree con o senza la presenza dello scoiattolo grigio nordamericano», raccontano Lucas Wauters, uno dei maggiori esperti di Sciuridi a livello internazionale, di origine belga, in attività all’Università dell’Insubria dal 2006, e Francesca Santicchia, neodottorata dell’ateneo insubre con una tesi proprio su questi temi,  «andando a misurare i livelli di stress fisiologico di scoiattolo rosso, determinando le concentrazioni degli ormoni dello stress (glucocorticoidi)».
Lo scoiattolo autoctono, in aree di compresenza con lo scoiattolo introdotto dall’uomo, mostra livelli di stress fisiologico tre volte più elevati. La fisiologia della conservazione, negli ultimi anni, si sta diffondendo e affermando sempre più come nuova branca della scienza per valutare possibili effetti negativi sulle specie native. In alcuni casi, elevati livelli di stress fisiologico possono influenzare negativamente la sopravvivenza e riproduzione di tali specie, contribuendo complessivamente a incrementare gli impatti sulla biodiversità delle specie alloctone, una nuova e assai pericolosa forma di inquinamento ambientale. Le introduzioni infatti, fenomeno dalla portata globale, stanno modificando drasticamente gli ecosistemi e sono una delle maggiori minacce alla biodiversità.
La prevenzione delle introduzioni e il rimedio attraverso la rimozione delle specie invasive è prerogativa del Regolamento (UE) 1143/2014, recentemente recepito dalla normativa italiana con il decreto legislativo n.230 del 15/12/2017, entrato in vigore il 14/02/2018, per la prevenzione e gestione dell’introduzione di specie esotiche invasive.
Lo stress va ad aggiungersi all’impatto già noto dello scoiattolo grigio su quello comune europeo. «Lo scoiattolo grigio è stato introdotto dall’uomo in Gran Bretagna, Irlanda e Italia» ricorda Wauters. «In Gran Bretagna questa specie introdotta ha colonizzato gran parte dell’Inghilterra e del Galles e si sta diffondendo in Scozia; contemporaneamente lo scoiattolo rosso si è estinto in gran parte delle aree di presenza del grigio». «La competizione tra le due specie era nota sinora soprattutto come interazione di tipo alimentare. Gli scoiattoli grigi americani mangiano infatti ghiande in quantità decisamente maggiore rispetto agli scoiattoli rossi che riescono meno efficacemente a digerire i tannini (molecole complesse presenti in abbondanza proprio nelle ghiande) e riescono a trovare e consumare parte delle riserve di semi (fino al 50%) che gli scoiattoli rossi si preparano per l’inverno – ancora chiariscono Martinoli e Wauters - . La sottrazione di risorse alimentari da parte dello scoiattolo grigio fa sì che il rosso si riproduca con maggiore difficoltà, che i giovani crescano meno e abbiano più probabilità di morire nel primo anno di vita: tutto questo determina in pochi anni il declino della popolazione e l’estinzione locale».

Sicurezza e salvaguardia, nasce il Gruppo sentieri del CAI Luino

Nuove direttive del CAI nazionale sull’importanza della rete sentieristica in Italia e attenzione sempre più intensa al turismo eco-sostenibile. Lungo questi parametri il CAI Luino ha costituito un settore specifico con il Gruppo sentieri. Per illustrarne i compiti e lo spirito, giovedì 10 maggio, alle 21, in sede di via Luini 16, si terrà una serata specifica.
L’impegno per coloro che volessero aderire al gruppo di lavoro sono essenzialmente tre: la realizzazione della segnaletica orizzontale (il classico segno bianco/rosso con vernice o fascette adesive) da collocare lungo gli itinerari, il rilievo del grado di deperibilità del fondo calpestabile tramite uso GPS, percorrere gli itinerari e segnalare eventuali anomalie. «Non verranno utilizzati strumenti da taglio (motoseghe, decespugliatori), soffiatori e altri attrezzi», sottolinea il Cai, e questo aspetto è ulteriore rassicurazione.
Nell'iniziativa Gruppo sentieri è prevista anche l’opzione Adotta un sentiero, un modo simpatico oltre che utile per monitorare un itinerario magari vicino a casa o in zona che si frequenta spesso.
Nella stessa serata verranno spiegate le finalità della legge regionale 27 febbraio 2017 n.5 che istituisce la Rete escursionistica della Lombardia (REL) e il relativo catasto regionale della rete escursionistica. Ingresso libero. (Altre del Cai Luino in Sezione Sport e non solo).

Piemonte, a piedi con il Gran Tour del decennale tra storia, arte, natura

Baceno, san Gaudenzio
sponda destra del Po_Castello Brusasco

"Gran Tour" compie dieci anni e per celebrare la ricorrenza propone fino al 22 luglio 2018 quasi sessanta itinerari a piedi tra Torino e il Piemonte che ripercorrono il meglio dei percorsi effettuati in tutte le precedenti edizioni.
Il progetto dell’Associazione Abbonamento Musei.it, che in questi anni ha coinvolto oltre 67 mila partecipanti in milleduecento itinerari, ha contribuito a far scoprire le bellezze della regione, affrontando temi e chiavi di lettura sempre diversi e originali. Nelle centinaia di percorsi, Gran Tour ha raccontato i siti del Piemonte riconosciuti “Patrimonio dell’Unesco” o gli straordinari parchi e giardini pubblici e privati; ha svelato le molteplici forme del design e le eccellenze del territorio, l’architettura e le trasformazioni urbane; ha fatto conoscere al pubblico le correnti artistiche dall’età romana all’arte contemporanea, passando per Medioevo e Barocco.
Quest’anno "Gran Tour" mette in campo il meglio degli itinerari, con cinquantotto nuovi percorsi a piedi. Obiettivo, offrire una panoramica ancora più completa sulle eccellenze piemontesi e fare il punto sulle proposte che più sono state apprezzate dal pubblico: quelle più originali, quelle diventate un classico del progetto o quelle che sono state attuate poche volte ma hanno riscosso grande successo e sono sempre richieste.
Due itinerari del programma in particolare sono dedicati alla letteratura. Uno ruota intorno allo scrittore e giornalista Davide Lajolo, tra Nizza Monferrato e Vinchio. Il secondo, in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte, guiderà invece sui luoghi di Torino teatro delle riprese della fiction televisiva Provaci ancora prof! tratto dai libri di Margherita Oggero.
Tra i percorsi speciali, “Storie di vita risicola: dal bosco della Partecipanza al sistema della Grange”, un’escursione verso una foresta di seicento ettari galleggiante sulle risaie del basso Vercellese, rifugio di molte specie animali, e “Viaggio ne I Promessi Sposi televisivi” alla scoperta dei luoghi del basso Piemonte dove sono state ambientate fiction televisive sul romanzo di Manzoni, dalla versione storica di Sandro Bolchi a quella satirica del Trio Lopez-Marchesini-Solenghi.
“I Tesori del basso Piemonte” svela le bellezze di Voltaggio, paese dell’Appennino Piemontese. Tra essi, la straordinaria Quadreria dei Frati Cappuccini, con oltre duecento opere e un nucleo della scuola genovese del '600 e ‘700 ligure. Poco distante il prezioso Complesso cinquecentesco di Santa Croce conserva uno dei maggiori cicli di pittura di Giorgio Vasari.

Gran Tour fa parte di Bocuse d’Or Europe OFF 2018, la stagione di eventi culturali rivolti al grande pubblico, a Torino dall’8 al 16 giugno, con anticipazioni in tutto il Piemonte a partire da fine marzo, per festeggiare il prestigioso concorso di alta cucina Bocuse d’Or Europe, per la prima volta in Italia, a Torino, l’11 e 12 giugno.
Nato dall’idea che la cucina è cultura, è espressione di contemporaneità e delle identità di un territorio, in continuo dialogo con altre arti e discipline, Bocuse d’Or Europe OFF 2018 vede la partecipazione di musei e istituti culturali, protagonisti del mondo dell'enogastronomia, partner pubblici e privati. Mostre, talk, incontri, spettacoli, laboratori, attività per famiglie e feste nei luoghi più belli e significativi del territorio omaggeranno la tradizione enogastronomica italiana e internazionale. Programma completo su www.bocusedoreuropeoff2018.it In maggio e giugno, alcune visite guidate abbineranno proprio percorsi tra storia, arte, natura e prodotti tipici. 
Come sempre i possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte hanno il 20% di sconto su passeggiate e percorsi, oltre ad accedere gratuitamente ai musei aderenti visitati negli itinerari. Le prenotazioni si chiudono due giorni prima della data dell’itinerario, mentre  la conferma della prenotazione avviene entro dieci giorni dopo l’avvenuto pagamento della quota (online è possibile pagare al momento della prenotazione con carta di credito). Gli itinerari e i percorsi sono gratuiti per tutti i bambini sotto i 6 anni; gratuite le passeggiate per disabili e gli accompagnatori. Per gli itinerari in bus è possibile partecipare con mezzi propri, comunicandolo in fase di prenotazione.
Per dettagli, aggiornamenti el calendario degli itinerari www.abbonamentomusei.it - Numero Verde 800329329.

Passo dello Stelvio, un futuro targato Lombardia e Provincia di Bolzano

Nuovo passo nella collaborazione su viabilità, impatto ambientale, patrimonio architettonico-culturale
Livigno (SO) Località Mottolino - Tramonto, foto Daniele Cazzaniga

Alcuni progressi sono già una realtà, altri ora si profilano all’orizzonte. L’area dello Stelvio sarà valutata a 360° gradi e riguarderà non solo la viabilità, ma anche l'impatto ambientale, la strategia eco-sostenibile, la valorizzazione del patrimonio architettonico-culturale e la previsione dei costi. Alla sua promozione e al suo sviluppo socio-economico lavorerà una nuova 'Struttura istituzionale e paritetica”
È quanto prevede una dichiarazione di intenti tra Lombardia e Provincia Autonoma di Bolzano firmata il 24 luglio 2017 al Passo dello Stelvio (Sondrio). L’accordo è un Atto aggiuntivo al Protocollo per la valorizzazione dell'area dello Stelvio, sottoscritto il27 luglio 2015 tra Regione Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano.
GIOCO DI SQUADRA - Negli ultimi due anni un gioco di squadra - come ha dichiarato il sottosegretario di Regione Lombardia Ugo Parolo - tra territori, comuni, realtà agricole e turistiche, organizzazioni economiche e ambientali ha consentito «una nuova gestione dei fondi per i Comuni di questo territorio, che prevede che due terzi delle risorse a disposizione vadano a progetti sovraccomunali». Vari interventi sono già stati finanziati, come la valorizzazione della strada per salire al Passo (circa 5 milioni di euro da Anas) e il piano del Parco nazionale dello Stelvio (altri 5 milioni).
PROSSIMI PASSI – Prossimo obiettivo sarà, secondo Parolo, «un piano del Parco nazionale dello Stelvio elaborato d’intesa con il territorio interessato». Inoltre, per rendere operativo dai primi mesi del 2018 il nuovo strumento giuridico adottato, un masterplan definirà i compiti e le funzioni. In autunno, infine, sarà ufficialmente firmato il protocollo di collaborazione tra Regione Lombardia e Anas Spa.

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