Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026
Sicurezza
Dumenza, un nuovo impulso alla Valle Smeraldo
Dalle opere pubbliche alla dimensione sociale, dalla manutenzione di aree verdi e viabilità forestale alla regimazione delle acque, dalla installazione di pannelli solari alla prevenzione del dissesto idrogeologico, dalla gestione degli spazi pubblici alla progettazione di un museo, a Dumenza, nell’alto Varesotto, supera il milione e mezzo di euro il programma degli investimenti comunali in ambiente, sicurezza e comunità nel 2026.
Una popolazione di quasi millecinquecento anime distribuita nelle frazioni di Runo, Due Cossani, Stivigliano, Trezzino, Vignone, Torbera e altre località delle Prealpi varesine. Molte aree boschive e circa cinquanta chilometri di strade comunali al confine con la Svizzera. Una valle a quota 411 metri sul Lago Maggiore chiamata anche Valle Smeraldo per i suoi colori verdeggianti.
Ecco la mappa di un piano di interventi, che – dichiara il sindaco Corrado Nazario Moro – «nasce da una visione complessiva di un territorio di oltre diciannove chilometri quadrati».
VIABILITÀ E BONIFICA FALDA
Oltre l’asfaltatura e la manutenzione delle strade comunali, sarà messa in sicurezza la strada che collega la frazione Vignone con la strada della Torretta. Ai tracciati da Pradecolo verso l’Alpe Fontana e l’Alpe Dumenza, già percorribili dai mezzi autorizzati e dai veicoli di soccorso, si aggiungeranno due ulteriori opere. Sono la strada che dalla località Cappella dei Morti conduce alla località Fraccia e quella che dalla strada comunale per Pradecolo raggiunge il rifugio comunale dell’Alpe Bovis.
Al rifugio comunale dell’Alpe Bovis saranno installati pannelli solari. In località Fraccia una bonifica permetterà di riqualificare l’area naturalistica e scongiurare rischi di inquinamento della falda freatica, che preleva acqua attraverso i pozzi nella piana di Palone e interessa anche Luino e i comuni svizzeri limitrofi.
SPAZI PER GIOVANI E MUSEO
Non potevano mancare interventi sugli edifici pubblici e sugli spazi dedicati ai più giovani, dal rifacimento della pavimentazione e del rivestimento della palestra delle scuole alla messa a norma dei parchi gioco del Carà, di Due Cossani e della scuola materna.
Ma in evidenza va posto anche l’intento comunale di procedere all’acquisizione di un terreno in località Croce Campagna, nei pressi dell’ex torcitura Valdumentina. L’area, già utilizzata come parcheggio in occasione degli eventi più partecipati, potrà rappresentare in futuro «una risorsa strategica per nuove progettualità di interesse pubblico e per una migliore gestione degli spazi».
Non minor rilievo merita la progettazione del museo nell’ex casa Pedrotti a Sassello, considerato «edificio storico che rappresenta già di per sé una testimonianza significativa della memoria e dell’identità locale».
DIMENSIONE SOCIALE
Accanto alle opere pubbliche viene confermata un’attenzione particolare alla dimensione sociale, che – con circa 350.000 euro - rappresenta una voce rilevante del bilancio comunale. Nonostante una prevista riduzione di oltre 100.000 euro dei ristorni dei frontalieri rispetto agli anni precedenti, l’amministrazione vuole accantonare risorse da destinare a eventuali misure di sostegno per famiglie e persone fragili.
Rimane consistente l’impegno nel settore sociale a sostegno di minori in comunità, persone con disabilità e anziani ricoverati. Attenzione viene confermata anche per scuola e diritto allo studio, dai servizi scolastici alle attività educative, alle maestre di sostegno, ai pasti per le famiglie in difficoltà e quelli destinati agli insegnanti.
A ciò si aggiungono i nuovi appalti per la manutenzione, la pulizia delle strade, la cura del verde e la mensa scolastica, servizi essenziali per il buon funzionamento della vita quotidiana della comunità.
Nelle foto (Comune Dumenza): La Valle Smeraldo e la chiesa di San Giorgio.
Impianti a fune, niente più “vita tecnica”
In via di abolizione la vita tecnica degli impianti a fune italiani, introdotta quasi trent’anni fa. Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha predisposto la sua eliminazione con un decreto attuativo di una norma del 2014. Il vincolo prevedeva un termine massimo dai 30 ai 60 anni, in base al tipo di impianto, oltre il quale era necessario sostituirli.
Il concetto di “vita tecnica” era stato introdotto dalla normativa italiana 30 anni fa (D.M. del 2 gennaio 1985). Nel 2000 l’Unione Europea aveva varato una direttiva per definire i requisiti di sicurezza obbligatori negli impianti a fune che trasportano persone. L’Italia aveva recepito la direttiva nel 2003 (decreto legislativo n. 210), eliminando la scadenza per gli impianti costruiti dopo tale data e dotati di marchio CE, ma mantenendolo per tutti quelli precedenti.
«Finalmente sarà garantita la sicurezza senza penalizzare le nostre montagne» spiegano l’eurodeputato Alberto Cirio e il vice ministro Enrico Costa. «Il concetto di vita tecnica non esiste in Europa. Dopo il parere dell’Ue eravamo riusciti ad ottenerne la cancellazione anche nel nostro Paese con un emendamento al Decreto “Sblocca Italia”, approvato il 6 novembre 2014. Senza questo decreto attuativo, però, la modifica alla legge rischiava di restare solo sulla carta e di non diventare operativa a tutti gli effetti».
OLTRE 400 IMPIANTI
Gli impianti a fune in Italia sono più di 400. Il giro d’affari sfiora un miliardo di euro, circa il 10% del valore dell’intero “sistema neve italiano”, che nella passata stagione è salito a 10,1 miliardi di euro in crescita del+3,3% (Dati stagione 2014/2015 - Osservatorio Skipass Panorama Turismo/JFC tourism&management).
«In pratica - proseguono Cirio e Costa - l’Italia aveva mantenuto un vincolo introdotto quasi 30 anni fa, aggiungendo per il nostro Paese un ulteriore obbligo a quelli richiesti dall’Europa. Con questo decreto, finalmente, è stata riequilibrata la situazione: viene garantita la sicurezza, ma senza penalizzare la competitività delle nostre imprese con aggravi burocratici e costi non necessari. Ora è importante che si proceda rapidamente agli ulteriori passaggi ed alla pubblicazione del decreto, perché alcuni impianti sono già in scadenza a fine anno».
Droni, nel 2016 in Europa oltre 1200 casi rischiosi
A Bruxelles il 29 settembre 2017 la Commissione dell’UE ha sollecitato al Parlamento e al Consiglio l’approvazione della sua proposta di dicembre 2015 per creare un quadro normativo per i droni. In attesa dell’adozione, l’Impresa comune per la ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (Sesar), istituita dalla Commissione, metterà a disposizione mezzo milione di euro a sostegno della dimostrazione di servizi di “geo-fencing”, un sistema che può impedire automaticamente ai droni di volare in zone soggette a restrizioni, ad esempio vicino agli aeroporti.
Un quadro normativo moderno e flessibile è urgente.
Nel 2016 in Europa sono stati segnalati oltre 1200 eventi rilevanti per la sicurezza, incluse collisioni mancate tra droni e velivoli.
La commissaria per i Trasporti Violeta Bulc ha dichiarato: '«I droni offrono grandi opportunità per nuovi servizi e imprese; ecco perché vogliamo che l’Europa diventi un leader globale. Sono certa che il nostro quadro normativo moderno e flessibile porterà alla nascita di nuovi campioni europei in questo settore. Ma la sicurezza deve sempre essere al primo posto: se non prendiamo provvedimenti in fretta, le collisioni mancate tra droni e velivoli un giorno potrebbero avere conseguenze disastrose. Pertanto chiedo al Parlamento europeo e al Consiglio di trovare rapidamente un accordo sulla nostra proposta di dicembre 2015».
Galleria del San Gottardo, in funzione i rilevatori di deragliamento
Nella galleria di base del San Gottardo la rottura di una ruota causò, nell’agosto 2023, il deragliamento di un treno merci. Per prevenire eventi di questo tipo e ridurre l’impatto in caso di incidente, le Ferrovie Federali Svizzere hanno avviato una serie di misure per incrementare la sicurezza del traffico merci internazionale su rotaia.
RILEVATORI AI PORTALI
In una decina di punti della linea che conduce alla galleria di base del San Gottardo, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2026, le Ffs hanno messo in servizio rilevatori di deragliamento, installati su una sezione particolarmente sensibile, in particolare prima del cambio di binario ai portali della galleria di base del San Gottardo. Su questa tratta, infatti, sia i treni viaggiatori sia i treni merci circolano a velocità elevata e, per cambiare binario, devono percorrere i cosiddetti scambi ad alta velocità.
Questi rilevatori sono l’unica tecnologia infrastrutturale comprovata per rilevare un deragliamento. Nel caso, ritenuto improbabile, di un nuovo incidente, il loro obiettivo è evitare la collisione tra due treni.
I rilevatori non sono tuttavia in grado di evitare i deragliamenti. Indispensabile è pertanto una migliore manutenzione dei carri merci e un adeguamento delle norme in materia di responsabilità civile per il traffico merci su rotaia.
MANUTENZIONE CARRI MERCI
Cuore del problema è un miglioramento drastico della manutenzione dei carri merci.
Oggi, in caso di incidente per un difetto del carro, la responsabilità ricade sull’impresa di trasporto ferroviario e non sul detentore del carro, che conseguentemente rimane poco incentivato a investire più del minimo indispensabile nella sicurezza.
Senza la modifica del diritto in materia di responsabilità civile anche la più avanzata tecnologia non basta. Per le Ffs le disposizioni emanate dall’Ufficio federale dei trasporti vanno nella giusta direzione e concorrono a un’equa ripartizione dei rischi nel traffico merci su rotaia.
Nella foto (Ffs): Galleria Gottardo, rilevatori di deragliamento.
Case di riposo e strutture per disabili, la Lombardia apre alla videosorveglianza
In Lombardia le case di riposo e le strutture per disabili potranno avere contributi per l’installazione di telecamere di videosorveglianza. A disposizione 1 milione e 400mila euro, assegnati alle singole Aziende per la tutela della salute (Ats): 126.757 euro a quella della Brianza, 408.057 euro alla Città metropolitana, 72.547 euro all’Ats della Montagna, 175.807 alla Val Padana, 211.187 all’Insubria, 131.738 per Bergamo, 148.110 per Brescia e 125.797 per Pavia.
I contributi sono previsti da un regolamento accolto il 1° agosto 2017 con parere favorevole della maggioranza dalla Commissione Sanità dell’assemblea regionale. Critici i gruppi di minoranza. A loro avviso, per installare le telecamere non serviva una legge specifica, ma sarebbe stato più che sufficiente un semplice bando della Giunta regionale.
INSTALLAZIONE
L’installazione delle telecamere non è obbligatoria e può essere fatta solo nelle cosiddette aree comuni (esterno, corridoi, sale d’attesa, eccetera). In caso di mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali, sarà comunque possibile installare le telecamere se in possesso di autorizzazione concessa dalle sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria in caso di avviso e notizia di reato. L’elenco delle Residenze sanitarie assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato con evidenza sul sito della Giunta regionale.
STRUTTURE E RICOVERATI
In Lombardia attualmente sono presenti 678 residenze sanitarie assistenziali (Rsa) per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta). Il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle Rsa della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza.
L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle Rsa lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.
CONTRIBUTI E DOMANDE
Le domande potranno essere presentate all’ATS territorialmente competente dalle Residenze sanitarie assistenziali e dalle Strutture residenziali e semiresidenziali per disabili pubbliche, e da quelle private accreditate al 31 dicembre 2016. Le singole ATS dovranno poi fornire regolare rendicontazione delle spese sostenute.
L’importo massimo erogabile per ciascuna struttura indicato dalla Commissione è di 15mila euro (la Giunta aveva proposto 10mila euro) e comunque non potrà superare il 70% della spesa complessiva: l’entità del contributo sarà parametrata al numero di posti letto presenti nella struttura richiedente. Sono previste premialità per quei progetti che prevedano la presenza delle telecamere nelle aree comuni e nelle zone adiacenti la camere di degenza degli ospiti.






