Edizione n. 19 di mercoledì 12 giugno 2019

Bologna

Supercalcolo, a Bologna uno degli otto centri europei

Entro il 2020 supercomputer di prim'ordine aiuteranno mondo accademico, industria e settore pubblico nello sviluppo di applicazioni per progettazione di farmaci e materiali, bioingegneria, cambiamenti climatici

Anche in Italia i ricercatori avranno presto accesso a supercomputer di prim'ordine, una risorsa strategica per il futuro dell'industria europea. A Bologna sorgerà uno degli otto centri di supercalcolo dell'Unione Europea selezionati dall'Impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC). Sosterranno lo sviluppo di applicazioni importanti in ambiti quali la medicina personalizzata, la progettazione di farmaci e materiali, la bioingegneria, le previsioni meteorologiche e i cambiamenti climatici.
Gli altri siti saranno ubicati a Sofia (Bulgaria), Ostrava (Cechia), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna) e ospiteranno le nuove macchine per l'elaborazione automatica dell'informazione ad alte prestazioni. In totale, diciannove dei ventotto Paesi partecipanti all'impresa comune faranno parte dei consorzi che gestiranno i centri e il bilancio complessivo, con i fondi dell'UE, sarà pari a 840 milioni di euro.

RETE PANEUROPEA AD ALTA VELOCITÀ
L'impresa comune EuroHPC è stata istituita dal Consiglio dell'UE nel novembre 2018 allo scopo di dotare l'UE di un'infrastruttura di supercalcolo di prim'ordine entro la fine del 2020. Insieme ai siti ospitanti selezionati, prevede di acquisire otto supercomputer: tre precursori di macchine a esascala (in grado di eseguire oltre 150 petaflop, ovvero 150 milioni di miliardi di calcoli al secondo), che saranno tra i cinque migliori al mondo, e cinque macchine a petascala (in grado di eseguire almeno 4 petaflop, ovvero 4 milioni di miliardi di operazioni al secondo).
I nuovi supercomputer saranno collegati alla rete paneuropea ad alta velocità Geant, come i supercomputer esistenti che fanno parte di Prace, e dovrebbero diventare operativi nella seconda metà del 2020 per gli utenti europei provenienti dal mondo accademico, dall'industria e dal settore pubblico.
Il supercalcolo è una priorità fondamentale del programma Europa digitale dell'UE proposto dalla Commissione nel maggio 2018 e può contare per il periodo 2021-2027 su un finanziamento di 2,7 miliardi di euro. Il bilancio consentirà all'impresa comune di sostenere l'acquisizione di supercomputer a esascala (in grado di eseguire 1018 calcoli al secondo, ovvero mille petaflop) entro il 2023 e di sviluppare applicazioni di punta destinate a questi supercomputer e le competenze necessarie per il loro uso. 

Lotta allo smog senza confini, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto unite contro l'inquinamento atmosferico

Firmato a Bologna accordo col Ministero dell'Ambiente – Interessati oltre 23 milioni di cittadini, il 40% della popolazione italiana
Bologna Università

Investimenti pubblici e interventi comuni per liberare la Pianura padana dallo smog. A Bologna, nella sede della Regione, il ministero dell’Ambiente e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno firmato il 9 giugno il ‘Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano’. In esso si ribadisce innanzitutto la centralità di una lotta condivisa contro l’inquinamento atmosferico, fenomeno particolarmente intenso nel Nord Italia.
L’intesa punta a misure strutturali da attuare con modalità comuni nelle quattro regioni. Ciò significa sviluppare regole omogenee di accesso alle Ztl (zone a traffico limitato), car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione per poter dare risposte concrete a un’area di oltre 23 milioni di residenti (il 40% della popolazione italiana). Ad esse si aggiunge lo stanziamento di 16 milioni di euro complessivi da parte del ministero: 8 milioni per gli eco-bonus delle Regioni, gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti; 8 milioni per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche.
Sono inoltre allo studio misure sulle tasse automobilistiche e altre di carattere legislativo per accelerare la diffusione di veicoli a basse o nulle emissioni, in sostituzione delle tecnologie tradizionali come i diesel. Condivisa anche la gestione delle situazioni di emergenza legate al superamento dei limiti di inquinamento da PM10, con divieti temporanei, pure questi comuni e omogenei nelle quattro regioni.
L’accordo è stato firmato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, dai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Piemonte, Sergio Chiamparino, dagli assessori all’Ambiente della Lombardia, Claudia Terzi, e del Veneto, Gianpaolo Bottacin. Presenti gli assessori regionali all’Ambiente dell’Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, e del Piemonte, Alberto Valmaggia.
La firma, ritenuta dai partecipanti «una svolta» e anche un superamento dei colori politici,  ha chiuso la due giorni su Government policies on air quality and climate change, dedicata alle politiche sulla qualità dell’aria e sul cambiamento climatico attuate a livello europeo, nazionale e nei territori del bacino padano, nell’ambito del Progetto comunitario Prepair.
«E’ un accordo importante. Per la prima volta le regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato azioni omogenee ed integrate», commenta il ministro. «Le Regioni hanno approvato Piani sulla qualità dell’aria che si parlano tra loro e qui a Bologna hanno preso impegni a portare avanti ulteriori azioni comuni per migliorare la qualità dell’aria e della vita delle persone». 

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