Edizione n.18 di mercoledì 27 maggio 2026
Riccardo Muti, la quotidianità della bellezza
Il Teatro Sociale Fo-Rame di Luino ha vissuto una storica giornata con la consegna a Riccardo Muti, tra i più celebri e amati direttori d'orchestra di ogni epoca, del Premio Chiara alla carriera. Il riconoscimento, promosso dall’Associazione Amici di Piero Chiara, viene conferito dal 1997 a una personalità di prima grandezza del mondo della cultura italiana e internazionale.
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Ci sono situazioni in cui una semplicissima percezione aggancia: Ecco, qui oggi sarebbe stato il giorno perfetto per riempire la sala di ragazzi, di bambini, lasciandoli assaporare un momento unico. Quello in cui conoscere, ascoltare, raccogliere il significato di una parola luminosa ma raggiungibile, netta, che li calerà nello spazio del potersi ossigenare, crescere con fiducia.
Riccardo Muti ha permesso alle tante sfaccettature della sua personalità e ai suoi diversificati talenti di rivelarsi in pienezza, con generosità. Domenica 24 maggio 2026 era in Teatro Sociale Fo-Rame di Luino per ricevere il Premio Chiara alla carriera assegnatogli dall'Assiciazione Amici di Piero Chiara. In un discorrere a un tempo affettuoso/rigoroso/esuberante col pubblico, tra risvolti anche inattesi, sorprendenti, che coabitano con scelte limpide, fondate sul rispetto per sè e per gli altri, si sono stemperate mirabile cultura, vastità di arti (al plurale) ed esperienza.
Una bellezza ascoltare attraverso la "traduzione" offerta dal Maestro i riferimenti a Beethoven, Mozart, Sant'Agostino, Dante, Eduardo e accedere insieme al varco del quotidiano, dei sentimenti familiari, del reale con i suoi contemporanei accadimenti belli e no.
I passi più intensi del dialogo sul valore educativo dell’arte hanno espresso un cammino individuale e artistico che è poetica: «Il nostro lavoro – ha ricordato Muti - non è una professione, è una missione. Noi siamo sul palco per mandare messaggi culturali e spirituali di arricchimento per il pubblico»; «Il ruolo della musica, sinfonia, dal greco suonare insieme, è l'unirsi degli uni con gli altri, non il combattere: io completo te, tu completi me». Unione, come con il viaggio nella coralità, ideato e diretto dal Maestro, “Cantare Amantis est”, che vede giungere a Ravenna da ogni regione d'Italia cori popolari in nome della musica (ben tremilacinquecento persone che si muovono a proprie spese) o il progetto “Vie dell'Amicizia”, che ha portato concerti a Sarajevo, in Medio Oriente, Paesi Arabi, luoghi feriti dalle guerre.
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A intervistare il Maestro Muti Andrea Kerbaker, scrittore, critico letterario, docente di Istituzioni e politiche culturali all’Università Cattolica di Milano. Ha introdotto il pomeriggio l'attrice Claudia Donadoni, dedicando un pensiero speciale a Bambi Lazzati, storica direttrice del Premio Chiara mancata nel dicembre 2025.
Al termine della cerimonia è stata letta la motivazione ufficiale del premio che dice: «Per aver saputo, con talento straordinario e impegno instancabile, col valore aggiunto della simpatia, elevare la musica a linguaggio universale, ispirando generazioni e lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale».
Sul palco, per il conferimento, con il Maestro Muti c'erano il vicepresidente dell’associazione Amici di Piero Chiara Salvatore Consolo, i consiglieri Cesare Chiericati e Valentino Piccinelli e il viceprefetto di Varese Michele Giacomino.
Nelle immagini: Luino, conferimento del Premio Chiara alla carriera 2026 a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina); Premio Chiara alla carriera - L'intervista di Andrea Kerbaker a Riccardo Muti (foto Giulia Bonina).



