Edizione n.40 di mercoledì 18 ottobre 2017

Prima pagina

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Campagna svizzera contro i frontalieri, Roma assicura

Il viceministro Staffan de Mistura ha risposto a un'interrogazione del parlamentare Enrico Borghi
Valico di Zenna

«Il governo continuerà a seguire le vicende degli Italiani in Svizzera con la massima attenzione». Così il vice ministro degli Affari Esteri del governo Letta, Staffan de Mistura, ha risposto in forma scritta all'interrogazione avanzata nei giorni scorsi dal deputato Enrico Borghi (Pd) che, all'indomani della campagna mediatica contro i lavoratori italiani in Canton Ticino, si era rivolto alla Farnesina chiedendo un intervento.
Per Borghi, la risposta del viceministro conferma «l'esigenza di mantenere una grande attenzione sulla vicenda, da un lato, e di riprendere un'iniziativa diplomatica nei confronti della Confederazione Elvetica, dall'altro». Bisogna, a suo avviso, «assicurare che nei negoziati attualmente in corso tra Svizzera e UE si segnino passi in avanti e non regressioni. L'attenzione mostrata dalla Farnesina è sicuramente un segnale positivo in tal senso».
Ecco di seguito la risposta integrale fornita dal rappresentante del Governo italiano al parlamentare democratico.

UN POSTO DI LAVORO SU QUATTRO
«Con riferimento alle iniziative del Governo tese a interrompere una retorica discriminatoria ed offensiva nei confronti dei lavoratori italiani occupati in Canton Ticino, si premette che la questione investirebbe, secondo dati del 2012 dell'Ufficio Federale di statistica svizzero, 55.554 connazionali (ovvero un posto di lavoro su quattro in Ticino). Ai frontalieri, poi, si aggiungono gli artigiani che in virtù degli accordi bilaterali di libera circolazione varcano la frontiera e lavorano a fattura insieme ai propri dipendenti a costi più competitivi di quelli presenti sul mercato ticinese.

CAMPAGNE ELETTORALI
La campagna contro i frontalieri è da inquadrare nel contesto pre-elettorale delle elezioni comunali del 14 aprile a Lugano, Mendrisio e Terre di Pedemonte. L'Unione Democratica di Centro del Ticino, che ha posto il tema dell'afflusso in Ticino di lavoratori frontalieri provenienti dall'Italia al centro della propria campagna politica, ha inteso cavalcare sia il disagio percepito dalla popolazione ticinese per il numero crescente di questa categoria di lavoratori (in aumento nel 2012 del 5,9% rispetto al 2011) e per i loro presunti effetti distorsivi sui salari e sull'economia locale, sia l'ondata di cordoglio provocata dalla recente scomparsa, il 7 marzo 2013., di Giuliano Bignasca, leader e fondatore della Lega dei Ticinesi. Un'analoga campagna, aggressiva e discriminatoria, se possibile di livello ancora più aspro, era stata condotta nel 2010-2011.
Nell'informare che non sono giunte né all'Ambasciata d'Italia a Berna, né al Consolato Generale d'Italia a Lugano - che da sempre mantengono un'elevata vigilanza sulla questione - comunicazioni da parte della collettività residente o da associazioni o patronati, giova sottolineare che il tema si riallaccia a una questione più ampia che riguarda tutti i cittadini della UE.

CONTINGENTAMENTO PERMESSI
Lo scorso 1° maggio, il Consiglio Federale ha infatti reintrodotto il contingentamento dei permessi di soggiorno nei confronti dei cittadini di otto Stati della UE (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria), ricorrendo alla "clausola di salvaguardia" prevista dall'Accordo CE-Svizzera sulla libera circolazione di persone. Stando a una recente intervista rilasciata dallo stesso Consigliere Federale Svizzero Burkhalter, è attualmente in corso di valutazione l'ipotesi di estendere la "clausola di salvaguardia", fino al limite massimo del 31 maggio 2014, ai cittadini di tutti i Paesi della UE, per far cadere le rimostranze mosse da Bruxelles circa la discriminazione tra i Paesi membri.

REFERENDUM CONTRO IMMIGRAZIONE
Nel giugno 2014 sarà inoltre sottoposta a referendum l'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa", promossa dall'UDC, che punta ad un ritorno sic et simpliciter al contingentamento dei permessi di soggiorno. Un anno più tardi, l'elettorato svizzero sarà chiamato alle urne per decidere dell'estensione della libera circolazione delle persone, alla Croazia, prossimo membro della UE. Tali temi sono al centro di negoziati attualmente in corso tra la Confederazione Svizzera e l'Unione Europea.
Il Ministero degli Affari Esteri continuerà a seguire, tramite l'Autorità diplomatica e consolare in Svizzera, le suddette questioni con la massima attenzione. Nel quadro della sua complessiva azione volta a tutelare, anche nel più ampio contesto europeo, i diritti e le aspirazioni dei lavoratori frontalieri e degli altri cittadini italiani residenti in Svizzera, la Farnesina manterrà uno stretto contatto con le Autorità svizzere, acquisendo ogni ulteriore utile informazione. Parallelamente, sarà anche cura delle nostre Autorità diplomatiche e consolari continuare a mantenere al corrente le competenti istanze italiane.
Staffan de Mistura - Vice Ministro degli Affari Esteri »

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Varese, una giovane eccellenza chiamata Ematologia

Nato nel 2010, il reparto dell’Ospedale di Circolo ha una capacità attrattiva anche fuori provincia – Ulteriore salto di qualità con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo

Settemila procedure ematologiche tra gennaio e luglio 2017, con un incremento superiore al 40% rispetto a solo due anni prima. E in costante crescita anche le prestazioni erogate verso pazienti provenienti da altre province e altre regioni. Sono solo alcuni dati del bilancio del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Varese a quindici mesi dall’avvio dell’attività di trapianto.
L'Ematologia di Varese, diretta dal professor Francesco Passamonti, è nata il 1° novembre del 2010 e in pochi anni, come ha affermato il direttore generale dell'Asst dei Sette Laghi, Callisto Bravi, «si è affermata come uno dei reparti di eccellenza del nostro Ospedale e come un centro di riferimento in grado di esercitare già una capacità attrattiva anche al di fuori dei confini provinciali».

SALTO DI QUALITÀ
Nel 2017, per la sola attività di degenza, i pazienti provenienti da territori esterni a quelli dell’ATS dell’Insubria sono stati il 16%, di cui l’8% provenienti da fuori Lombardia. E l’incidenza dei pazienti provenienti da altre province e regioni è analoga anche se si considera l’attività ambulatoriale piuttosto che quella di day hospital.
«Certo, i numeri sono inferiori rispetto a quelli dei grandi ospedali metropolitani – spiega Passamonti – ma, considerato che ogni anno registrano un aumento e indicano una capacità attrattiva per fuori Provincia e fuori Regione, sono molto significativi».
TRAPIANTO DEL MIDOLLO
Il salto di qualità decisivo è avvenuto quindici mesi fa con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo. Trentuno i trapianti già eseguiti con risultati perfettamente in linea con i dati nazionali e internazionali, considerando che la degenza media, in questi casi, si attesta a ventotto giorni.
Decisiva a questo proposito è stata la realizzazione di due camere sterili a completa disposizione del reparto, consegnate nella primavera del 2016, e la grande competenza del personale in servizio, sia medico, sia infermieristico. L'esperienza già acquisita e la capacità di apprendere rapidamente, infatti, hanno avuto un ruolo determinante nel consentire un'attività così complessa. 
RUOLO TERZO SETTORE
A fare la differenza non sono tuttavia solo i trapianti. «Grazie alla sinergia Ospedale–Università, osserva il direttore Bravi, la nostra Ematologia ha condotto in questi anni ben sessantaquattro studi clinici con programmi terapeutici avanzati, garantendo così la massima personalizzazione delle terapie a fronte di un notevole risparmio economico».
Un altro indicatore di qualità da non sottovalutare sono i progetti di ricerca vinti dalla struttura varesina che valgono quasi un milione di euro.
«Se l'Ematologia dell'Ospedale di Circolo ha potuto conseguire questi risultati, fondamentale è stato il ruolo del terzo settore – aggiunge Bravi - AIL Varese onlus, la Fondazione Rusconi di Varese e la Fondazione Matarelli di Milano hanno sostenuto e continuano a sostenere la struttura non solo finanziariamente, ma instaurando un rapporto con l'Azienda e il direttore del reparto caratterizzato da un profondo spirito di collaborazione». 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Torino, salvano dall’incenerimento i libri abbandonati

Questa ogni sabato la sfida di Ecomori, associazioni e volontari
vivilibron

A Torino, ogni sabato, salvano dall’inceneritore centinaia di libri e cercano di migliorare l’integrazione con la cultura e la raccolta differenziata. Sono gli Ecomori, le Sentinelle dei Rifiuti e le associazioni Vivibalôn e Eco dalle Città con il supporto di Crt. I libri abbandonati vengono trasformati in una libreria gratuita libera e itinerante, che dal mercato di libero scambio del Balôn si sposta all’interno del Cortile del Maglio.
Gli Ecomori sono un gruppo di ragazzi richiedenti asilo, che tutti i sabato (dalle ore 15) recuperano i libri invenduti o abbandonati e li espongono su di un banchetto, dove nuovi e voraci lettori possono impedire che finiscano in discarica. In più, a fine mercato, i libri rimasti vengono con l’aiuto del pubblico sottoposti a cernita e collocati nella libreria appositamente realizzata con materiali di recupero all’interno del Cortile del Maglio.
La libreria è una sorta di bookcrossing con libri gratis e accessibili a tutti. Per gli altri volumi recuperati dagli Ecomori, invece, si aprono le porte della raccolta differenziata. Un’opera meritoria, anche quella della Cooperativa Arcobaleno, per il suo contributo al servizio urbano della differenziata. 

Casciago, 200 alunni adottano la "Ghiacciaia" della scuola

Alla storia delle "nevere" saranno dedicati studi e ricerche durante tutto l'anno scolastico

A Casciago (Varese), il 20 novembre, i 200 alunni delle scuole S. Agostino e Villa Valerio hanno adottato la “Ghiacciaia” che si trova nel loro edificio e scoperto una targa a memoria dell’impegno assunto. A rimuovere il drappo, per conto di tutti i giovani studenti, sono stati l’alunna più piccola della scuola elementare, Laura, e l’alunno più grande delle medie, Alexander. Erano presenti anche il sindaco di Casciago Beniamino Maroni e il dirigente scolastico Antonio Antonellis.
La cerimonia ha concluso due giorni - il 19 e il 20 - dedicati dall’intera scuola alle lezioni didattiche tenute da Lucina Caramella, presidente del comitato promotore Club Unesco di Biandronno nel Seprio, sul tema: “Non solo ghiaccio... natura, ambiente e architettura: le ghiacciaie”. La speciale adozione è stata promossa nell'ambito della Settimana Unesco di Educazione allo sviluppo sostenibile (18-24 novembre 2013), sostenuta dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco e dedicata, quest’anno, al tema “I paesaggi della bellezza: dalla valorizzazione alla creatività”.
Le “ghiacciaie” o “nevere” sono particolari manufatti assegnabili alle forme dell’architettura spontanea e destinate, prima dell’avvento dei moderni frigoriferi, alla conservazione annuale di ghiaccio e neve sia per conservare gli alimenti sia per scopi terapeutici. Nel territorio varesino se ne contano ancora in buon numero e il loro patrimonio di “cosa” e “come” si faceva una volta merita di essere salvaguardato e riutilizzato nel rispetto delle loro peculiarità.
Il tema delle ghiacciaie è stato proposto e curato dal Club Unesco di Biandronno nel Seprio e sarà sviluppato nel corso dell’anno scolastico sotto la guida dei 20 docenti. Alla sua realizzazione parteciperanno l’Archivio di Stato di Varese, il Club Foto Click di Carbonate e le associazioni dei genitori delle due scuole con il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus e del Centro di studi preistorici e archeologici di Varese.

Stalking, compagni e condomini i più accaniti

A Varese avviato il servizio di assistenza

Anche nell'apparentemente placida Terra dei Laghi si squarcia sempre di più il velo sullo stalking, la violenza psicologica e non solo che si abbatte su una persona (solitamente una donna) e la sua cerchia di familiari e amici a colpi di comportamenti molesti e insistiti, persecuzioni, appostamenti, pedinamenti, intrusioni, minacce... Per arginare il fenomeno, a Varese la Provincia ha lo scorso marzo avviato il servizio Antistalking, riprendendo azioni già svolte dal 2010 insieme con Comune di Varese e Associazione Psicologia e Legalità onlus.
In piena discrezione e totale anonimato professionisti volontari, psicologi, avvocati e medici offrono gratuita consulenza in locali riservati della Provincia. L’équipe, che è coordinata dalla psicologa specialista Maria Rosaria Infante e aggiornata dalla pedagogista e formatrice Marina Consolaro, ha in cinque mesi assistito 16 donne e 7 uomini tra vittime dirette (18) e secondarie (5). È emerso che nel meccanismo persecutorio sono stati coinvolti anche loro familiari (6 anziani, 2 ragazze sotto ventidue anni e 3 bambini). Le violenze denunciate sono maturate prevalentemente in un ambiente sentimentale/affettivo (un uomo e otto donne) e condominiale (quattro uomini e una donna).
Lo sportello è accessibile solo telefonicamente tramite il numero 334.1433233. La vittima viene dapprima sostenuta e informata sulla possibilità di un piano di sicurezza e quindi invitata a fissare un appuntamento di consulenza integrata legale-psicologica. I tempi sono rapidi: la data cade nella stessa settimana e, perlopiù, entro tre giorni; in casi di grave urgenza, anche il giorno o entro quello successivo alla chiamata. L’aiuto spazia dall’accoglienza alla consulenza psicologica, dall’assistenza legale a quella medica e sociale fino al supporto riabilitativo.
Tutte le vittime di stalking, che – va ricordato – sono sempre l’intera famiglia e non soltanto il singolo componente, subiscono minacce di violenza (100 per cento). In più sono assalite da ulteriori comportamenti persecutori di sei diverse tipologie.
Il persecutore, quasi sempre (90 per cento dei casi accolti allo sportello varesino), ricorre anche a telefonate sgradevoli, coinvolgimento di terzi, pettegolezzi e bugie, appostamenti al lavoro e/a casa, pedinamenti per strada, accuse false. Inoltre non si trattiene da violenze né dal raccogliere informazioni con l’inganno (70 per cento). Molto frequenti sono i danneggiamenti della proprietà (60 per cento), gli imbrattamenti dell’abitazione e l’invio di posta sgradita (50 per cento), lo stalking telematico e le visite sgradite (40 per cento). Una sesta specie di persecuzione è l’ordinare beni per conto delle vittime (finora a Varese nessun caso).
Ibis

Lugano, la stazione si prepara ad accogliere il traffico del Monte Ceneri

I lavori sono cominciati il 15 ottobre 2017 e si concluderanno il 16 luglio 2018
LUGANO stazione FFS

Il 16 dicembre 2016 la nuova galleria del Gottardo, nel 2020 apertura della Galleria di Base del Monte Ceneri e subito la stazione ferroviaria di Lugano si attrezza per adeguarsi alla circolazione.
A Lugano il 15 ottobre 2017 sono iniziati i lavori preparatori per l’adattamento dell'infrastruttura e il prolungamento del marciapiede 1 all’apertura del Monte Ceneri nel 2020. Il 6 novembre 2017 partiranno i lavori principali e il 16 luglio 2018 i nuovi impianti entreranno in esercizio. Così le Ferrovie Federali Svizzere informano l’utenza e preannunciano gli inevitabili disagi.
La Stazione FFS di Lugano, con la Galleria di Base del Monte Ceneri, rivestirà un ruolo di primo piano nel traffico ferroviario nazionale e internazionale. Inoltre nel traffico regionale i tempi di percorrenza tra i centri di Lugano, Locarno e Bellinzona si dimezzeranno, trasformando questo triangolo in una nuova realtà urbana.
In vista dell’orario in vigore da dicembre 2020 in poi, saranno rifatti gli impianti binari a nord e sud della stazione e sarà prolungato il marciapiede 1, per consentire l’entrata contemporanea dei treni sul binario 1 e 2.
I lavori saranno svolti, oltre che durante la giornata, anche nei periodi notturni, per permettere lo svolgimento regolare del traffico ferroviario diurno.

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