Edizione n.39 di mercoledì 1 dicembre 2021

Prima pagina

Urss 1991, crollo di un impero multietnico

A Como convegno di Uninsubria in modalità mista
Confine Estonia-Federazione Russa (Foto UNINSUBRIA)

In Occidente era per partiti e intellettuali filocomunisti il paradiso della giustizia sociale e della libertà anche dopo l'invasione dell'Ungheria (23 ottobre-11 novembre 1956), il romanzo Il dottor Zivago di Pasternak (1957), la repressione della Primavera di Praga (20-21 agosto 1968) e la pubblicazione del libro Arcipelago Gulag di Solženicyn (1973). Solo quando l’8 dicembre 1991 la Cortina di Ferro implose e a Berlino fu abbattuto il Muro della vergogna, l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche perse la maschera e la grande illusione di certa '“intellighenzia” fu infranta.
A trent'anni dalla sua dissoluzione, l'ex pianeta sovietico ritorna come oggetto di un convegno internazionale, organizzato dal Centro di ricerca sulle minoranze (Cerm) dell’Università dell’Insubria nei giorni 1, 2 e 3 dicembre 2021 in modalità mista (dalle 9 alle 17: in presenza, nella sede di Sant’Abbondio a Como, e online in collegamento webinar). Oltre trenta relatori e moderatori italiani e stranieri si confronteranno sul tema «Le minoranze nello spazio post-sovietico a trent’anni dalla dissoluzione dell’Urss».
«L’Unione Sovietica – spiega la direttrice del Cerm Paola Bocale, organizzatrice del convegno con Daniele Brigadoi Cologna e Lino Panzeri - era una federazione multilingue, multietnica e multireligiosa che contava un centinaio di comunità minoritarie, ognuna rappresentante di un diverso patrimonio di lingua, cultura e tradizioni. A trent’anni esatti dalla dissoluzione dell’Urss, avvenuta l’8 dicembre 1991, il Cerm ha voluto organizzare un grande convegno internazionale dal carattere interdisciplinare che, da un lato, esplorasse il modo in cui questo processo influì sullo status e le tutele giuridiche delle minoranze e, dall’altro, documentasse le loro condizioni attuali nella vasta regione geopolitica post-sovietica».
Vasto il repertorio dei relatori e moderatori, provenienti, oltre che da Insubria, da atenei e istituti di ricerca italiani ed europei. La loro geografia spazia dall'Accademia Russa delle Scienze all'Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca, dalla Belarusian State University alla Leiden University e alla Shota Rustaveli State University, dalla Sapienza Università di Roma alle Università di Napoli L’Orientale, Università di Cagliari, Università di Palermo, Università di Verona, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università di Torino, Università di Milano, Università di Udine.
La partecipazione è aperta e libera. Sarà sufficiente cliccare, nei giorni e orari del convegno, sul link www.uninsubria.it/cerm-minorities-post-soviet-space
Nella foto Uninsubria: confine tra Estonia-Federazione Russa

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Ferrovie federali svizzere, treni supplementari da Basilea a Milano

Dal 12 dicembre collegamenti più numerosi e rapidi sia in Svizzera sia verso l’Europa

Con il prossimo cambiamento d’orario, le Ferrovie Federali Svizzere introdurranno dal 12 dicembre 2021 ulteriori collegamenti per i viaggiatori del tempo libero e i pendolari. I viaggi internazionali in treno saranno più veloci e comodi grazie ai treni notturni per Amsterdam e ai treni supplementari da Basilea a Milano.
Novità, in particolare, sono previste nei collegamenti tra Svizzera e Italia.
CANTON TICINO E LOMBARDIA
In Ticino ci saranno novità anche per quanto riguarda il traffico regionale TiLo (Ticino-Lombardia). La linea TiLo RE80 (Locarno‒Lugano‒Chiasso‒Milano) potrà contare su un’ulteriore coincidenza serale da Milano in direzione del Ticino. Inoltre vi sarà un collegamento supplementare tra Bellinzona–Giubiasco e Milano Centrale al mattino: il collegamento TiLo S10 partirà in anticipo per permettere la coincidenza a Lugano.
Sulla linea TiLo S10 (Biasca–Bellinzona–Lugano–Chiasso–Como) dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, è previsto un nuovo collegamento nell’orario di punta serale in partenza da Lugano in direzione sud. Altra novità, riguardante la linea TiLo S90 (Giubiasco–Lugano–Mendrisio), è il prolungamento di alcuni collegamenti nelle fasce orarie di punta da/fino a Bellinzona, che permetteranno un collegamento diretto da/per la Valle del Vedeggio.
Le Ferrovie Federali Svizzere annunciano che in Ticino dal 16 giugno 2022 al 28 agosto 2022 entrerà in vigore un «orario dei cantieri estivi», un orario ridotto dovuto a cantieri sulle principali tratte regionali. Inoltre rendono noto che, sulle loro linee, dal prossimo cambiamento d’orario, saranno introdotti orari personalizzati al posto degli orari tascabili in versione cartacea. «Negli ultimi anni – spiega l'azienda elvetica- la domanda di orari tascabili cartacei è calata sensibilmente. I cantieri, inoltre, possono imporre piani sostitutivi con breve preavviso, che non sono riportati negli orari stampati». 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Orizzonte Europa, “100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030"

"100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030". È l'invito divulgato dalla Commissione europea perché le città che desiderano partecipare al piano strategico Orizzonte Europa manifestino la propria disponibilità. Per loro in vista un ruolo fondamentale: fungeranno da poli di sperimentazione e innovazione per consentire che tutte le città europee raggiungano gli stessi obiettivi entro il 2050.
L’invito è stato pubblicato dalla Commissione il 25 novembre e chiede alle città intenzionate a progredire nella transizione verde di fornire informazioni sulle attuali circostanze e attività e sui futuri piani di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Le selezionate saranno in prima linea nella transizione verso la neutralità climatica, secondo gli obiettivi del Green Deal europeo, e apporteranno alle loro comunità molteplici vantaggi in termini di riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, meno traffico e stili di vita più sani.
«Le città che avranno manifestato il loro interesse verranno valutate da esperti indipendenti e i risultati della selezione saranno annunciati ad aprile 2022. Non appena il processo di selezione sarà completato, le città potranno iniziare a lavorare per raggiungere i loro obiettivi con l'aiuto di una "piattaforma di missione", informa la Commissione.
Il clima, l'ambiente, la crisi che li investe sono sotto gli occhi di tutti, anche degli scettici. Il mondo scientifico è chiarissimo: il tempo per cercare di arginare lo sconvolgimento ormai avviato e evitare condizioni climatiche, dunque anche sociali ed economiche, drammatiche e irreversibili sta per scadere. 

Chiasso, treni e locomotive tra Futuristi, manifesti, medaglie

AL Centro Culturale m.a.x. museo mostra sui mezzi di trasporto attraverso l’arte, la grafica e il design
Chiasso Stazione, 1925, Ultima locomotiva a vapore della linea del San Gottardo; Hyperloop (m.a.x. museo e Spazio Officina).

I mezzi di trasporto attraverso l’arte, la grafica e il design sono il tema della mostra “Sui binari della moda. Progetti di concorso per il nuovo Centro professionale tecnico del settore tessile di Chiasso”, che dal 10 ottobre è in corso fino al 24 aprile 2022 al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Lugano.
L'esposizione, curata da Oreste Orvitti e Nicoletta Ossanna Cavadini, è nata in collaborazione e come progetto integrato con il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Napoli-Portici) e vanta prestiti da collezionisti privati e soprattuto istituzioni pubbliche come, Ffs Historic di Windisch, Museum für Gestaltung di Zurigo, Verkehrshaus di Lucerna, Swiss Railpark di Biasca, Masi di Lugano, Istituto Svizzero di Roma, Galleria Baumgartner di Mendrisio.
Molti artisti – in particolar modo i Futuristi – furono affascinati da treni e locomotive. Nella mostra sono esposte opere di Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero e altri. Sono inoltre esposti manifesti storici originali, cartoline, dépliant, orari, menù, calendari, almanacchi, fotografie vintage, medaglie commemorative e oggetti di design creati per il treno. Una sezione specifica è dedicata a cartoline vintage e fotografie storiche di Chiasso, ai treni e alla ferrovia.
L'attuale rassegna crea, come precisano gli organizzatori, «una continuità di indagine e riflessione sul tema dei trasporti, con particolare riferimento alla messa in esercizio della galleria di base del Ceneri e al progetto cantonale “Cultura in movimento”. Chiasso, città di confine». In tale cornice rientrano anche gli eventi, a cura di Spazio Officina (Chiasso), che si sono succeduti dal 24 al 26 novembre, dalla visita guidata dell'architetto Mirko Bonetti, la conferenza «Dal “Frecciarossa” ai treni verticali. Visioni futuribili» del design director Mike Robinson e il convegno internazionale su “La ferrovia: modernità di un sistema trasportistico”.
Periodo espositivo: dal 10 ottobre 2021 al 24 aprile 2022. Orari: martedì–domenica ore 10–12 e 14–18; lunedì chiuso.
Nella foto: Chiasso Stazione, 1925, Ultima locomotiva a vapore della linea del San Gottardo; Hyperloop (m.a.x. museo e Spazio Officina). 

Campagna anticovid, Asst Sette Laghi accelera

Sopralluogo in località Fontanelle, tra Malnate e Varese, per un nuovo hub
foto Asst Sette Laghi, un momento del sopralluogo in località Fontanelle

Asst Sette Laghi stringe i tempi, produce un robusto sforzo organizzativo, e dal 2 dicembre porta a venticinque le linee vaccinali anticovid. Saranno distribuite nelle sedi dell'Ospedale di Circolo di Varese, di Rancio Valcuvia, dell'Ospedale di Tradate e dell'Ospedale di Angera.
La sede vaccinale attiva al piano terra del padiglione centrale dell'Ospedale di Circolo di Varese (aule formazione) continuerà a funzionare sette giorni su sette, dalle 8 alle 20, con otto linee vaccinali. L'hub di Rancio Valcuvia salirà a nove linee vaccinali attive tutti i giorni dalle 8 alle 20. Ad aumentare la loro attività saranno anche le sedi vaccinali di Angera, che sale a cinque linee vaccinali, e di Tradate, con tre (entrambe in funzione sette giorni su sette, dalle 8 alle 20).
Grazie a questo potenziamento, ogni settimana Asst Sette Laghi potrà somministrare oltre millecento vaccinazioni in più rispetto all'attuale portata. Complessivamente, nelle tre settimane comprese tra il 2 e il 23 dicembre sono in programma più di 76mila vaccinazioni, con una media di 3660 vaccinazioni al giorno.
Ma il rafforzamento della campagna vaccinale dell'Asst Sette Laghi vede altri sviluppi. La mattina di martedì 30 novembre, in un primo incontro della Provincia di Varese con Esercito e Protezione Civile, in località Fontanelle, al confine tra Malnate e Varese, si sono valutate le operazioni necessarie all'attivazione di un nuovo hub vaccinale in quella sede. 
In foto Asst Sette Laghi un momento del sopralluogo in località Fontanelle.

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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