Edizione n. 28 di mercoledì 5 agosto 2020

Prima pagina

Varesotto e Molise, sulle orme del covid in due aree diverse

Indagine di Università dell’Insubria, Asst Sette Laghi Varese e Irccs Neuromed di Pozzilli su tremila persone
Uninsubria,Licia Iacoviello
prof. Marco Ferrario

Capire a fondo la diffusione e l’impatto del Covid-19 sulla popolazione e sugli operatori sanitari e operare - dopo la fase della emergenza e in attesa di un vaccino efficace - scelte di intervento e prevenzione basate su una attenta conoscenza del fenomeno. A questo obiettivo mira il progetto «Impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 in popolazioni con alto o basso rischio di infezione», elaborato dall’Università dell’Insubria, dall’Asst Sette Laghi a Varese e dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e finanziato congiuntamente da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi.
Lo studio focalizzerà la diffusione del virus tra la popolazione di due aree geografiche molto diverse: provincia di Varese e regione Molise.
«Ora possiamo condurre con precisione un’indagine impossibile nella fase di emergenza» spiega Licia Iacoviello, professore ordinario di Sanità pubblica all’Università dell’Insubria e direttore del Dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed. «Inoltre dobbiamo capire le ragioni per le quali l’infezione ha avuto un impatto così diverso in differenti aree del nostro Paese e perché le persone colpite hanno avuto manifestazioni cliniche estremamente varie, dagli asintomatici a quelli che hanno perso la vita. Infine il personale sanitario, un gruppo ad alto rischio del quale non solo vogliamo conoscere il livello di esposizione all’infezione, ma anche l’impatto che questa epidemia ha avuto in termini di stress subìto, e delle relative conseguenze a lungo termine sulla loro vita».

TEST SU TREMILA PERSONE
Un’indagine sierologica su un campione di tremila persone appartenenti alle due aree disegnerà l’effettiva diffusione del Sars-CoV-2, le diverse manifestazioni della malattia e l’eventuale presenza di fattori di rischio o protezione che potrebbero aver influito sulla maggiore o minore gravità clinica. Un prelievo di sangue permetterà di testare rapidamente la presenza di anticorpi contro il Sars-CoV-2, sia IgM (segno di un’infezione recente) sia IgG (compaiono più tardi), mentre una parte dei campioni sarà conservata in biobanche per essere sottoposta a ulteriori analisi future.
Mediante un'apposita app per smartphone i partecipanti compileranno anche dei questionari relativi al loro stato di salute e alle loro abitudini di vita. Le successive indagini statistiche punteranno a evidenziare i fattori in gioco nel determinare la suscettibilità alla patologia e gli eventuali fattori di rischio che potrebbero causare le diverse manifestazioni cliniche.
PILASTRO PERSONALE SANITARIO
Diverso, ma non meno importante, il discorso sul personale sanitario. «Non solo medici e infermieri – chiarisce Marco Ferrario, professore ordinario di Medicina del lavoro e direttore della struttura complessa di Medicina del lavoro, preventiva e tossicologia dell’Asst Sette Laghi – sono soggetti particolarmente a rischio di contrarre l’infezione, ma rappresentano forse la categoria sulla quale il virus ha maggiormente colpito in termini di stress e di impatto emotivo. Eppure saranno i pilastri che sorreggeranno il sistema nel caso di una seconda ondata. Per questo motivo una parte importante del progetto sarà focalizzata proprio su di loro. Testeremo e seguiremo tutto il personale sanitario della Asst Sette Laghi e dell’Irccs Neuromed».
Nelle foto: Licia Iacoviello e Marco Ferrario. 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Diritto doganale, alta formazione all’Università dell’Insubria

Corso online per trenta spedizionieri doganali, avvocati, commercialisti

A settembre all’Università dell’Insubria di Varese e Como ripartirà - quest'anno online - il corso di alta formazione in “Diritto doganale e iva nei rapporti con l’estero”, proposto dal Dipartimento di Diritto economia e culture in collaborazione con il Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali.
Le lezioni si svolgeranno indicativamente tra settembre e dicembre 2020 sulla piattaforma Microsoft Teams, il sabato dalle 9 alle 13 e il venerdì dalle 14 alle 18, per un totale di novantadue ore. La quota di iscrizione è di 1116 euro e la domanda di ammissione potrà essere presentata con le modalità indicate al link: www.uninsubria.it/la-didattica/corsi-di-aggiornamento.
I partecipanti ammessi saranno trenta e dovranno essere iscritti all’albo degli spedizionieri doganali o degli avvocati o dei commercialisti, oppure avere una esperienza lavorativa nell’ambito dell’import/export, o avere una laurea di primo livello in materie giuridiche o economiche, o titolo equipollente per studenti stranieri. Sono ammessi anche i praticanti avvocati o commercialisti e i lavoratori dipendenti del settore privato o pubblico con comprovata esperienza nel settore.
«Questo corso – spiega il direttore Fabrizio Vismara, ordinario di Diritto internazionale – si propone di fornire agli operatori del commercio internazionale una conoscenza specialistica focalizzata sulle operazioni doganali, fiscali e contrattuali dello scambio di beni e servizi a livello transnazionale; delle operazioni di import/export e delle connesse attività doganali, anche attraverso lo studio di casi pratici».
Tra le materie di studio: il Codice doganale; la dichiarazione in dogana; l’origine e la classificazione delle merci; le garanzie e i controlli in dogana; l’esportazione dei beni a duplice uso; la tutela della proprietà intellettuale in dogana; le operazioni intracomunitarie e l’iva; import ed export dei prodotti alimentari.

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Valle Intrasca, cattura e trasloco di tre vipere

Erano esemplari di Vipera aspis individuate tra i ruderi di Corte Bavarone
trasloco vipere (foto Parco Val Grande)

Color mattone, tutte femmine e due gravide e prossime al parto (le vipere sono ovovivipare). Così si presentavano i tre esemplari di Vipera aspis, che una volta catturati sono stati poi liberati in luogo adatto alla loro ecologia e lontano dai percorsi frequentati da escursionisti.
I rettili avevano preso casa tra i ruderi del "curt" o alpeggio di Bavarone, ai piedi del Monte Zeda, in comune di Aurano (provincia Verbania) e venerdì 31 luglio 2020 l'erpetologo Lorenzo Laddaga, ricercatore già coinvolto in studi nel parco nazionale Val Grande, ha provveduto alla loro cattura.

In questi mesi e sino all'estate del 2021 i ruderi e l'intera vallata del Rio Bavarone sono oggetto dei lavori previsti dal progetto "Ritornare", avviato dal comune di Aurano e dal Parco Nazionale Val grande. Il progetto prevede la valorizzazione nel settore zootecnico, caseario, energetico e ricettivo per il ritorno delle attività agro-pastorali in alta Valle Intrasca.
Nella zona del cantiere era stata rilevata negli ultimi giorni la presenza dei rettili e il direttore dei lavori Renato Locarni aveva interrotto le attività dell'impresa valsesiana MBG. Poi, in intesa con il personale del parco e l’esperto dei rettili, ha coordinato il "trasloco" degli esemplari. L'erpetologo ha fornito le istruzioni necessarie alla prosecuzione dei lavori in sicurezza e nel rispetto anche di questi abitanti delle montagne piemontesi. All'occorrenza, il direttore dei lavori seguirà un preciso protocollo di cattura e "trasloco" di eventuali altri esemplari.

Malghe e alpeggi pubblici, cessione gratuita ai comuni

In Lombardia trasferimento possibile con vincolo di inalienabilità

Sono 870 e occupano una superficie totale di 225.771 ettari, pari al 9 per cento del territorio regionale e a circa il 25 per cento di quello montano. Sono gli alpeggi/malghe della Lombardia, che ora possono essere trasferiti - con vincolo di inalienabilità e a titolo gratuito - agli enti locali che ne faranno richiesta.
La nuova norma è stata inserita il 31 luglio nell'assestamento al Bilancio regionale 2020 e punta a valorizzare l'agricoltura di montagna e legare la gestione di malghe e alpeggi agli agricoltori di montagna.  
Nel 2019 la giunta regionale ha dato priorità alla gente di montagna nell'assegnazione delle malghe per bloccare le speculazioni. Una rivisitazione aggiornata delle modalità di concessione in affitto delle malghe ha infatti attribuito maggiore importanza alla proposta gestionale rispetto all'offerta economica e corretto distorsioni nei meccanismi applicativi della politica agricola comune (Pac) che hanno generato tensioni nell'aggiudicazione di malghe pubbliche.
Ora la cessione gratuita vuole rafforzare la responsabilizzazione diretta delle comunità locali, garantendo al territorio la possibilità di intervenire direttamente per utilizzare al meglio queste risorse economiche, culturali e ambientali. A settembre 2020 inoltre è previsto l'inserimento del tavolo regionale per il monitoraggio delle malghe per l'attuazione e la verifica delle linee guida alla presenza di tutte le associazioni agricole e degli enti locali. 

Affitti in Lombardia, altri 1,7 milioni per famiglie in difficoltà

Individuati 117 comuni ad alta tensione abitativa – Nel varesotto beneficiari Luino e altri nove centri

Aggiunti in Lombardia 1,7 milioni di euro agli oltre 43 milioni messi a disposizione a marzo e giugno per sostenere le famiglie che, a causa dell'epidemia Covid e delle sue conseguenze economiche, si trovano in difficoltà nel pagare l'affitto sul libero mercato. I fondi sono previsti da una delibera regionale del 28 luglio 2020 e – entro il 31 dicembre 2021 - potranno essere utilizzati dagli inquilini morosi incolpevoli che risiedano in alloggi a libero mercato in comuni ad alta tensione abitativa, abbiano un indicatore Isee non superiore a 26.000 euro e abbiano in corso la procedura di sfratto.
Il provvedimento regionale ha individuato 117 comuni tra i quali ripartire i fondi disponibili. In provincia di Varese i comuni beneficiari sono dieci e comprendono anche Luino. Questo l'elenco dei 117 comuni suddivisi per provincia:
*PROVINCIA DI BERGAMO: Azzano San Paolo, Bergamo, Curno, Dalmine, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Seriate, Torre Boldone, Treviglio, Verdellino.
Provincia di Brescia: Brescia, Calcinato, Castenedolo, Chiari, Coccaglio, Concesio, Lonato del Garda, Desenzano del Garda, Gavardo, Gussago, Iseo, Manerbio, Montichiari, Orzinuovi, Ospitaletto, Palazzolo sull'Oglio, Paratico, Prevalle, Rezzato, Roncadelle, Rovato, San Zeno Naviglio, Travagliato, Vobarno.
*PROVINCIA DI COMO: Cantù, Erba.
*PROVINCIA DI CREMONA: Cremona.
*PROVINCIA DI LECCO: Lecco
*PROVINCIA DI LODI: Lodi, Sant'Angelo Lodigiano.
*PROVINCIA DI MANTOVA: Borgo Virgilio, Castiglione delle Stiviere, Mantova, Porto Mantovano, Suzzara.
*CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO: Abbiategrasso, Arese, Binasco, Bollate, Bresso, Buccinasco, Busto Garolfo, Cassano d'Adda, Cassina de' Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Cerro Maggiore, Cesano Boscone, Cusano Milanino, Cinisello Balsamo, Cormano, Corsico, Garbagnate Milanese, Legnano, Gorgonzola, Melzo, Milano, Novate Milanese, Opera, Paderno Dugnano, Pantigliate, Parabiago, Peschiera Borromeo, Pieve Emanuele, Rescaldina, Rho, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Segrate, Senago, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Trezzo sull'Adda, Vimodrone.
*PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA: Agrate Brianza, Bovisio Masciago, Carate Brianza, Concorezzo, Cesano Maderno, Desio, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Lissone, Meda, Monza, Seveso, Varedo.
*PROVINCIA DI PAVIA: Casorate Primo, Pavia, Siziano, Stradella, Vigevano, Voghera.
*PROVINCIA DI SONDRIO: Sondrio.
*PROVINCIA DI VARESE: Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Castellanza, Fagnano Olona, Gallarate, Luino, Malnate, Saronno, Tradate, Varese.

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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