Edizione n.19 di mercoledì 2 giugno 2020

Prima pagina

INTERVENTO - Piccoli ospedali, Corte dei Conti: «No allo smantellamento»

Uncem: «Finalmente il monito che aspettavamo. Da dieci anni ci opponiamo alla riduzione dei servizi e alle concentrazioni urbane»

Una sanità efficiente e a misura di paziente non passa per il taglio di personale medico e posti letto né per lo smantellamento degli ospedali, come, lustri fa, si ventilò nel Varesotto con la chiusura dell'ospedale di Cuasso al Monte o con l'ipotesi di un nuovo nosocomio a Cassano Valcuvia al posto di quelli di Luino e Cittiglio. «C’è poco da stupirsi se la Corte dei Conti dice che negli ultimi otto anni oltre 9.000 medici italiani sono andati a lavorare all’estero. Certamente questo è dovuto ai tagli nella sanità pubblica ma anche al fatto che il privato non offre contratti di lavoro stabili ai nostri medici» ha commentato il capogruppo M5S Lombardia Marco Fumagalli.
Primo baluardo della salute è «una adeguata rete di assistenza sanitaria sul territorio». È questa la parola della Corte dei Conti nell'ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, che l'Uncem nazionale (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) commenta in una sua nota del 30 maggio 2020 di seguito integralmente riportata.

«PRIMO FRONTE DISARMATO»

«Una adeguata rete di assistenza sanitaria sul territorio non è solo una questione di civiltà a fronte delle difficoltà del singolo e delle persone con disabilità e cronicità, ma rappresenta l'unico strumento di difesa per affrontare e contenere con rapidità fenomeni come quello che stiamo combattendo». Lo scrive la Corte dei Conti in un approfondimento sulla sanità contenuto nell'ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica. Ed è quello che Uncem ripete da almeno dieci anni - evidenzia il presidente nazionale dell'Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, Marco Bussone, accogliendo positivamente quanto scritto nel report -. Viene data ragione a centinaia di Amministratori che si sono opposti alle chiusure di ospedali e alla riduzione dei servizi nelle valli alpine e appenniniche. Ricordiamo bene quanto il past president Enrico Borghi ha evidenziato in molte occasioni, provando con la Strategia nazionale Aree interne a modificare parametri non adeguati, previsti per standard ospedalieri e di altri servizi. La montagna ha bisogno di numeri peculiari, riconosciuti e riconoscibili. Lo abbiamo sempre detto che nelle valli occorre dare risposte alle esigenze delle comunità con ospedali efficienti, soccorso in emergenza efficace, piani delle cronicità che facciano leva su una fitta rete di medici di base, oggi troppo carente.
L'insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia e che si è trovato esso stesso coinvolto nelle difficoltà della popolazione, pagando un prezzo in termini di vite molto alto. Una attenzione a questi temi - scrive ancora la Corte dei Conti - si è vista nell'ultima legge di bilancio con la previsione di fondi per l'acquisto di attrezzature per gli ambulatori di medicina generale, ma dovrà essere comunque implementata superata la crisi, così come risorse saranno necessarie per gli investimenti diretti a riportare le strutture sanitarie ad efficienza.
«CONCENTRAZIONE E IMPOVERIMENTO»
Quello della Corte è un monito che è fondamentale anche per attuare il Decreto Calabria ove afferma che si possono dare incentivi ai medici di base che restano con i loro studi sui territori - aggiunge Marco Bussone - Perché, sempre citando la Corte, la concentrazione delle cure nei grandi ospedali verificatasi negli ultimi anni e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, divenuto sempre meno efficace, ha lasciato la popolazione italiana senza protezioni adeguate di fronte all'emergenza Covid.
Uncem e i Sindaci avevano, hanno ragione. Ora lavoriamo con le Istituzioni, come detto qualche giorno fa con il Ministro Boccia, per rivedere i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie alla luce di covid e definire percorsi che facciano sentire tutti sicuri, con le adeguate cure, all'interno di opportuni piani regionali coordinati con il Ministero della Salute. Servono le reti. Perché la crisi, spiega la Corte, ha messo in luce anche, e soprattutto, i rischi insiti nel ritardo con cui ci si è mossi per rafforzare le strutture territoriali, a fronte del forte sforzo operato per il recupero di più elevati livelli di efficienza e di appropriatezza nell'utilizzo delle strutture di ricovero.
UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Varese, raccolta e bancaggio del plasma iperimmune

All’Ospedale di Circolo le donazioni dei pazienti guariti avviate alla produzione di farmaci anti-Sars-Cov-2
Plasma Varese,équipe dottoressa Rosa Chianese

All’Ospedale di Circolo di Varese, il 22 maggio 2020, sono stati avviati la raccolta e il bancaggio del plasma iperimmune per la produzione di farmaci anti-Sars-Cov-2. Le prime donazioni sono state effettuate da pazienti guariti dall’infezione del virus della malattia covid-19 (completamente negativi alla ricerca del virus), che hanno sviluppato un alto titolo di anticorpi neutralizzanti e perciò si sono resi disponibili alla donazione. Prima di effettuare la donazione, il Servizio di immunologia e medicina trasfusionale (Simt), diretto dalla dottoressa Rosa Chianese, ha accertato che i convalescenti-donatori avessero anche le caratteristiche di idoneità per la donazione di plasma secondo la normativa trasfusionale vigente.
Così anche nell’Asst dei Sette Laghi ha preso avvio il programma di donazione del plasma iperimmune, che si inserisce nella progettualità di Regione Lombardia e verrà avviato in tutto il Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale ed ematologia. Il dipartimento, che ha sede nell'Ospedale di Circolo, coordina tutti i servizi trasfusionali che operano nel territorio dell’Insubria (Asst dei Sette Laghi-capofila, Asst di Valle Olona, Asst Lariana, Ospedale Valduce di Como e Ospedale Fatebenefratelli di Erba).

Le unità di plasma verranno bancate nel Centro di lavorazione e validazione del Servizio trasfusionale di Varese e poi affidato all'industria farmaceutica per la lavorazione. L'obiettivo è ottenere - dal plasma iperimmune contro il covid-19 - prodotti farmaceutici altamente standardizzati anti-Sars-Cov-2, contenenti appunto gli anticorpi neutralizzanti specifici, da utilizzare nelle terapie per ampliare l’accesso alle cure dei pazienti e potenzialmente anche dei soggetti non ammalati, ma esposti al contagio. «Il vantaggio - spiega la dottoressa Chianese - è quello di ottenere dei veri e propri farmaci, cioè dei prodotti per la cura dell'infezione da Sars Cov-2 che hanno le caratteristiche di qualità, sicurezza e standardizzazione proprie del prodotto farmaceutico, con potenziale utilizzo su larga scala per tutti coloro che dovessero averne bisogno».
Nella foto: l'équipe della dottoressa Rosa Chianese del Servizio di immunologia e medicina trasfusionale dell'Ospedale di Varese

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Varese, torna "Aggiungi un pasto a tavola"

Dove è possibile prenotare il dolce solidale

Anche a Varese l'emergenza sanitaria ha generato una acuta emergenza sociale e la solidarietà non manca di mobilitarsi. Alle mense ricorrono sempre più persone e occorre estendere la rete di aiuti. La crisi pandemica ha fatto saltare la consueta "Cena solidale" in piazza S. Vittore e l'associazione Varesèsolidale ha organizzato la produzione e vendita a domicilio delle “torte di pane di S. Antonio” in favore delle persone bisognose.
Agli organizzatori di questo progetto socialmente prezioso si affianca anche Gemma Rara e così torna l'iniziativa “Aggiungi un Pasto a Tavola”, promossa da Varesésolidale, con la collaborazione delle associazioni Farsi Prossimo, Alpini–Gruppo di Varese, Monelli della Motta e il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto e di numerose associazioni del territorio. Quest'anno sarà possibile sostenerla scegliendo la Torta Pane di Sant’Antonio a fronte di una donazione minima di 15 euro.
Inoltre, sul sito For Funding di Intesa Sanpaolo è stata creata una piattaforma ad hoc dove chiunque può contribuire con una donazione, indipendentemente dalla prenotazione della torta solidale. Il ricavato andrà, come ogni anno, a sostenere le realtà cittadine che distribuiscono cibo a chi ha fame. 
Per maggiori informazioni www.fondazionevaresotto.it.
Indirizzo associazione “La Gemma Rara” (codice fiscale 95060900123): sede legale in
via Dandolo 5, 21100 Varese; sede operativa: SMeL Genetica
ASST Sette Laghi, Varese, tel. 0332.393007, segreteria@lagemmarara.org, www.lagemmarara.org.  

Varese, riparte l'attività ambulatoriale

Dal 3 giugno nell'Asst dei Sette Laghi accoglienza dei pazienti con visite ed esami già prenotati

Da mercoledì 3 giugno 2020, gli ambulatori dell'Asst dei Sette Laghi di Varese torneranno ad accogliere i pazienti che hanno appuntamenti già prenotati, sia visite, sia esami, nel rispetto delle regole per il contenimento del contagio. Riparte così l'attività ambulatoriale che, durante i tre mesi di emergenza covid, è stata limitata all'erogazione delle prestazioni con maggiore priorità. «Progressivamente – spiega una nota aziendale - si procederà a rimodulare l'organizzazione dei singoli ambulatori, così da recuperare gradualmente le prestazioni sospese nella fase 1: saranno i rispettivi reparti o le sedi ambulatoriali a contattare i pazienti coinvolti per riprogrammare l'appuntamento che, in alcuni casi, potrà svolgersi tramite teleconsulenza».

Parallelamente, sarà di nuovo possibile prenotare. Al riguardo, l'Asst Sette Laghi invita i cittadini a rivolgersi preferibilmente ai canali di prenotazione tramite telefono (Call Center Regionale 800.638.638 da rete fissa, 02.999599 da cellulare) o online collegandosi al sito https://prenotasalute.regione.lombardia.it/sito/.
Gli accessi a cup, punti prelievo e, in generale, a tutti gli ambulatori aziendali dovranno avvenire nel pieno rispetto delle regole per la limitazione della diffusione del contagio.

ORGANIZZAZIONE E CIVISMO
La prevenzione del rischio contagio comporta necessariamente una riduzione delle prestazioni erogabili rispetto alla situazione pre-covid. «Ogni direttore di struttura – precisa l'azienda - ha dovuto stimare il numero di prestazioni che si possono offrire, distribuendole su un orario più ampio. Sarà quindi inevitabile che i tempi di attesa si dilatino e sarà probabile che alcuni appuntamenti già fissati debbano essere riprogrammati per evitare assembramenti nelle sale d'attesa».
Non poco potranno giovare il civismo e la collaborazione dei cittadini. Sarà importante non solo ridurre al minimo indispensabile gli accessi nelle strutture, in particolare per le prenotazioni, ma anche avvisare preventivamente il reparto o la sede ambulatoriale se non ci si presenterà all'appuntamento, consentendo così alla struttura di utilizzare quel posto in agenda per chiamare un altro paziente.
NUOVE SOLUZIONI ORGANIZZATIVE
L'Asst Sette Laghi rende noto che sta lavorando a nuove soluzioni tecnologiche e organizzative che permetteranno gradualmente di potenziare l'attività ambulatoriale, garantendo al contempo il pieno rispetto delle norme sulla sicurezza per operatori e utenti. In particolare, a breve sarà attivato un call center aziendale per ampliare la possibilità di prenotare per via telefonica.
«Nel medio periodo – rende noto l'azienda - verrà introdotta la possibilità per il cittadino di prenotare autonomamente le prestazioni con canali digitali (Internet, totem, app). Stiamo inoltre lavorando per rendere prenotabili i prelievi e i posti in coda al cup per limitare gli assembramenti e rendere più veloce e agevole l'accesso ai servizi». 

Varese, consulenza per donne e coppie sulla nascita del bimbo

È il "Percorso Nascita on line" ideato dalla Rete integrata materno-infantile dell'Asst dei Sette Laghi

«La gravidanza deve sempre e comunque rimanere un momento di gioia che va preservato da tutto: se le gravide non possono venire ai nostri incontri, portiamo noi il Percorso Nascita nelle loro case!». È questa la bandiera del "Percorso Nascita on line" (https://www.asst-settelaghi.it/percorso-nascita), una nuova iniziativa ideata dalla Rete integrata materno-infantile dell'Asst dei Sette Laghi, diretta dal professor Fabio Ghezzi, per aiutare mamme e papà ad affrontare la nascita del proprio bimbo in sicurezza e serenità.
Questo lavoro in rete, frutto di collaborazione costante tra i professionisti nelle diverse sedi territoriali e ospedaliere, offre alle donne e alle coppie informazioni specifiche sulla procreazione, dalla consulenza preconcezionale ai primi mesi di vita del bambino.
Nella sezione Videogallery sono presenti video, realizzati dal personale dell’Asst Sette Laghi a tema, con l’obiettivo di rispondere alle più frequenti domande delle mamme in gravidanza come ad esempio quando andare in ospedale, cosa succede durante il travaglio, il parto, l'importanza dell'allattamento materno e il corpo che cambia in gravidanza e in ultimo il ritorno a casa col nuovo nato.  

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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