Edizione n.30 di mercoledì 22 settembre 2021

Prima pagina

In cammino l'identità digitale europea

Affidabile e sicura, porterà benefici a persone e imprese

Fare in qualsiasi Stato dell'UE, in modo sicuro e trasparente, quello che facciamo nel nostro Paese, senza costi aggiuntivi e con minori ostacoli, magari per affittare un appartamento o aprire un conto bancario all'estero, o presentare una dichiarazione dei redditi, iscriversi a un'università europea che richieda un'identificazione ufficiale, noleggiare una macchina. Queste e altre opportunità diventaranno realtà grazie all'identità digitale europea, proposta a inizio giugno dalla Commissione, e che sarà disponibile per cittadini e residenti ma anche per le imprese UE.
La nuova risorsa permetterà di dimostrare la propria identità e condividere documenti elettronici dai portafogli europei di identità digitale semplicemente premendo un tasto sul telefono. Si potrà accedere ai servizi online con l'identificazione digitale nazionale, che sarà riconosciuta in tutta Europa. Le piattaforme molto grandi saranno tenute ad accettare l'utilizzo dei portafogli europei di identità digitale su richiesta dell'utente, ad esempio per dimostrarne l'età. L'utilizzo del portafoglio europeo di identità digitale sarà sempre a discrezione dell'utente e sarà lui a decidere quante informazioni desidera condividere di sé stesso, con chi e per quale finalità.
Perché la proposta della Commissione si realizzi in tempi veloci, gli Stati membri dovranno predisporre un pacchetto di strumenti comuni (architettura tecnica, norme e orientamenti sulle migliori pratiche) entro settembre 2022 e avviare i necessari  lavori preparatori.
La bussola per il digitale 2030 della Commissione europea stabilisce una serie di obiettivi e tappe che l'identità digitale europea contribuirà a conseguire. Ad esempio, entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l'80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l'identificazione digitale (eID). 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Turismo culturale, i quattro siti Unesco varesini a WTE '21 di Padova

Mosè, Sacro Monte di Varese

Padova, città dalla storia millenaria, famosa nel mondo per il vastissimo patrimonio artistico e culturale, dalla Cappella degli Scrovegni con il ciclo di affreschi di Giotto alle sculture di Donatello, dalla Basilica di Sant' Antonio e piazza del Santo a Palazzo della Ragione, sede di una della più antiche città universitarie del mondo, accoglierà da giovedì 23 a sabato 25 settembre World Tourism Event 2021, Salone mondiale del turismo dedicato ai siti Unesco.
Tra i protagonisti della manifestazione anche Varese con i suoi “Patrimoni dell’umanità”: il Sacro Monte, l’Isolino Virginia, Monte Sangiorgio, Castelseprio con Torba.
«Il nostro territorio – scrive la Camera di Commercio che ha sostenuto la partecipazione varesina - potrà così proporsi al meglio in quella che è ormai riconosciuta come la più importante iniziativa sui beni Unesco quali elementi d’attrattività turistica. Anche quest’anno, World Tourism Event affianca a un’area espositiva, dove il pubblico può cogliere le proposte turistiche e ricettive legate al mondo culturale, momenti in cui operatori e agenzie incontrano l’offerta dei siti Unesco di un’Italia che, con gli ultimi ingressi a fine luglio, ha recuperato il primato di Paese col maggior numero di Patrimoni dell’umanità: ora, sono cinquantotto rispetto ai cinquantasei della Cina».

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

"Nati con la cultura" in Valtellina, Palazzo Besta museo a misura di famiglia

Sabato 25 settembre, a Teglio (Sondrio) le presentazione del progetto
presentazione

Palazzo Besta di Teglio (Sondrio) aprirà le porte sabato 25 settembre a “Nati con la cultura”, progetto cui ha aderito la direzione regionale Musei Lombardia in occasione delle Giornate europee del patrimonio. Museo nazionale, il palazzo è una delle più significative dimore rinascimentali della Lombardia e proprio la poliedricità museale sarà il filo conduttore della giornata di presentazione. Obiettivo di “Nati con la cultura” è far in modo che i musei siano percepiti non come qualcosa di affascinante ma lontano, bensì come luoghi viventi, in cui tornare più volte per sviluppare legami, cogliere occasioni di crescita, luoghi “Family & kids friendly” in cui la capacità di ascolto delle esigenze delle famiglie con bambini, compresi i molto piccoli, crei un legame duraturo. Grazie al 'passaporto culturale' i genitori di bambini nati nel territorio valtellinese, ad esempio, potranno entrare gratuitamente al museo con i loro bimbi per tutto il primo anno di vita.
L’intero pomeriggio del 25 sarà dedicato alle famiglie con bambini e alla presentazione delle attività specifiche che Palazzo Besta organizzerà il prossimo anno in collaborazione con comune e biblioteca di Teglio. Quella che potrebbe essere La prima visita al Museo sarà festeggiata attraverso il dono di un “Ritratto di famiglia” realizzato da un fotografo professionista nelle suggestive sale del museo. La collaborazione con l’Azienda socio sanitaria territoriale Valtellina e Alto Lario farà sì che il passaporto culturale sia consegnato a tutti i nuovi nati negli ospedali di Sondrio e Sondalo. Già all’interno dell’ospedale troverà spazio la comunicazione e promozione del progetto e delle iniziative rivolte alle famiglie.
 
Nati con la cultura
Il progetto, spiega l'organizzazione, «avviato nel 2014 da Fondazione medicina a Misura di Donna in collaborazione con l’Ospedale sant’Anna a Torino, nasce dalla ferma convinzione che l'arte può trasformarsi in una potente risorsa di benessere, rigenerazione e potenziamento creativo per tutti gli esseri umani, già dai primi anni di vita. Per questo nasce il 'passaporto culturale': un documento che l’ospedale consegna alla famiglia dopo la nascita e che consente la partecipazione libera del nucleo familiare nel primo anno di vita del bambino presso i musei aderenti.
«In questi anni, in collaborazione con Fondazione Medicina a Misura di Donna, la direzione regionale ha lavorato per sviluppare il progetto nei musei statali della Lombardia. “Non solo Palazzo Besta, dunque. A breve il progetto sarà attivo anche in Valle Camonica: nel Museo della Preistoria della Valle Camonica, a Capo di Ponte, e nel Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica a Cividate Camuno. E nei prossimi anni vogliamo espanderlo ancora” dice Emanuela Daffra, direttrice regionale Musei della Lombardia. “Non si tratta solo di un atto simbolico, sia pure molto forte, ma è una dichiarazione di intenti e delinea azioni concrete: la cultura è un diritto necessario e va proposta secondo modi, tempi, spazi e azioni adeguati alle diverse fasi della vita. Per questo si stringono alleanze, si organizzano attività, si arredano spazi”».   

Donazione midollo osseo, nuova campagna nazionale “Match it Now”

Aderisce anche AsstSette Laghi - All'Ospedale di Circolo il Centro donatori
Locandina Match it Now

Anche quest'anno giunge sui territori la campagna nazionale “Match it Now” per reclutare nuovi donatori di cellule staminali ematopoietiche. A promuoverla, il Registro nazionale donatori di midollo osseo (Ibmdr) in occasione della Settimana nazionale per la Donazione del midollo osseo del 18-25 settembre. Al progetto, cui collabora Admo Varese, ha aderito AsstSette Laghi presso il cui reparto di Immunoematologia e Medicina trasfusionale all'Ospedale di Circolo si trova un Centro donatori accreditato.
«Anche quest'anno - spiega la dottoressa Rosa Chianese, direttrice del reparto - l'emergenza Covid19 ci ha costretto a cancellare sia le iniziative in presenza all'interno dell'ospedale sia quelle solitamente gestite da Admo in città. Nell'anno della pandemia è salito il numero di trapianti ma sono diminuite in modo significativo le nuove iscrizioni al registro dei donatori. Invitiamo dunque i giovani tra i 18 e i 35 anni a iscriversi compiendo così un gesto di grande valore sociale». 
Per diventare nuovi donatori basta compilare un questionario. È scaricabile dal link https://donatori.galliera.it/preiscrizione/. Sul modulo occorre indicare quale Centro donazione quello di Varese Borri. È identificato con la sigla, già scritta (c'è solo da 'spuntarla') CDVA02.
Se la persona risulterà compatibile con le peculiarità del donatore tipo verrà convocata per un colloquio e un normale prelievo di sangue al Centro donatori delll'Ospedale di Circolo (Pad 6, piano II, ingresso viale Borri) tra il 20 e il 25 settembre 2021 (al mattino dopo le 10.30).
«Il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE) – scrive AsstSette Laghi - si è affermato come una delle strategie terapeutiche più utili nella cura di emopatie maligne (esempio, leucemie acute o croniche, mieloidi o linfoidi) o ereditarie (Thalassemia Major) per le quali le terapie convenzionali non offrono possibilità di guarigione. Fino a trent'anni fa l'infusione di cellule era effettuata solo tra fratelli HLA-identici (ovvero con antigeni leucocitari identici) ma ciò sopperisce solo al 30% circa delle necessità. Vi è un'estrema difficoltà a trovare un donatore compatibile (le probabilità sono 1 su 100.000) e il fatto che il prelievo possa essere effettuato di norma una sola volta in vita aumenta la scarsità di materiale biologico a disposizione dei malati. Si è deciso allora di costituire una banca dati nazionale dei donatori (riconosciuta per legge dello stato nel 2001) collegata ad analoghe strutture in tutto il mondo e le possibilità di matching ovvero di incontro tra il malato e il donatore compatibile sono aumentate di molto». 

Attualmente gli iscritti al registro nazionale sono 465.000 e sono aumentati di 15.000 unità rispetto all'anno scorso. Negli anni precedenti Covid la media era di 30.000 nuovi iscritti l'anno. Quanto agli interventi di trapianto da donatore estraneo, nel 2020 in Italia sono stati 875 (+ 2% rispetto al 2019). Il numero viene ritenuto «confortante, ma ancora insufficiente rispetto al numero di pazienti in attesa di trapianto che sono circa 1800». Accrescere la quantità di potenziali donatori è evidentemente fondamentale. 
Ma chi può candidarsi? Le persone tra i 18 e i 35 anni, sane e con peso corporeo non inferiore a 50 chili. Il prelievo (in forma anonima e gratuita) potrà avvenire fino al compimento del 55esimo anno di età. Un aspetto da considerare è che tra l'inserimento in registro e il prelievo (avviene in presenza di abbinamento con un richiedente compatibile) possono passare anni.  

Il Varesotto immerso nell'ultimo maltempo conta i danni

Nel fine settimana trombe d’aria e precipitazioni hanno bersagliato tutta Lombardia

Ancora una volta si contano i danni. Le campagne del Varesotto sono state investite nel fine settimana da un'ondata di maltempo in cui non sono mancate neanche le trombe d'aria. Si chiude così un’estate dal clima sbilanciato, che ha alterato il normale evolvere della stagione agricola. Le precipitazioni hanno interessato l’intera provincia, causando disagi alla circolazione con strade inagibili, campi allagati, smottamenti. Purtroppo molte ortive sono rimaste sommerse e distrutte.
Il fenomeno ha investito l’intera Lombardia e è stato particolarmente intenso nelle province di Pavia, Lodi, Cremona e Brescia, anche qui con un grave bilancio di danni. I primi rilievi hanno mostrato stalle, cascine e strutture scoperchiate, coltivazioni vanificate e il mais, non ancora raccolto, letteralmente spianato.
Coldiretti Varese calcola che l’effetto dei cambiamenti climatici abbia fatto perdere quasi 2 miliardi di euro all’agricoltura italiana nel 2021. Ora tutto ciò è un'altra volta da affrontare, ma perché si possano raggiungere stabili risultati – rileva Coldiretti - «servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia». 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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