Edizione n.9 di mercoledì 20 marzo 2019

Prima pagina

Cibi stranieri, cade il segreto di Stato

ll Consiglio di Stato ha aperto le porte sui flussi di importazione del latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca - Coldiretti: «Magistratura interviene dopo anni di assenza politica»

Ora è possibile - per motivate ragioni - chiedere al ministero della Salute da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca. Il Consiglio di Stato ha cancellato il segreto di Stato sull’accesso ai dati dei flussi commerciali di latte e prodotti lattiero-caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal Ministero della Salute.
Lo storico pronunciamento dell’autorità giudiziaria è stato sollecitato da Coldiretti. «La magistratura interviene dopo anni di assenza politica» è stato il commento del presidente di Coldiretti Ettore Prandini. «La sentenza deve valere anche per la provenienza della frutta in succhi e marmellate o della carne impiegata nei salumi».
LUNGA BATTAGLIA
Il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato da Coldiretti contro l’opposizione del ministero della Salute alla richiesta di accesso civico dei dati riguardanti l’importazione di latte prodotti lattiero-caseari tra Paesi Ue ed extra Ue. Il 6 marzo 2019 il Consiglio di Stato ha chiarito che Coldiretti è legittimata a proporre la domanda di accesso e di acquisire i dati per promuovere un controllo diffuso sull’operato degli enti pubblici, per assicurare ai cittadini una partecipazione consapevole alle decisioni pubbliche e, infine, per garantire una completa trasparenza.
«Al Ministero della Salute – ha dichiarato Coldiretti - non resta che dare corso alla domanda di accesso civico che non potrà essere più negato per ragioni di riservatezza dei contro interessati. Qualora dovessero persistere resistenze, la Coldiretti dichiara che chiederà l’esecuzione della sentenza anche mediante un giudizio di ottemperanza».
NORMATIVA DOGANALE
Finora una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle importazioni, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza.
Secondo Coldiretti, circa un terzo (33 per cento) della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio made in Italy contiene materie prime straniere, all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. «Una mancanza di trasparenza che ha favorito anche il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del made in Italy ma anche aumentato i rischi di frodi con le notizie di reato nel settore agroalimentare che hanno fatto registrare un balzo del 59% sulla base di una analisi Coldiretti dei risultati operativi degli oltre 54mila controlli effettuati dal Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) nel 2018».
Nel 2018 in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).
«Sicuramente, da oggi, sia i consumatori sia gli imprenditori agricoli hanno una tutela in più» ha aggiunto il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori. «Il pronunciamento del Consiglio di Stato, di fatto, fa cadere il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero». 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Trasporto merci su ferro, patto tra Lombardia, Piemonte e Liguria

Tavoli permanenti su normative, dogane e aeroporti – Accordo anche con Mit, Rfi e Ferrovienord per integrazione trasporto merci e pendolari

Rendere più coerente un sistema ferroviario che non può essere ristretto nei confini amministrativi. È l'obiettivo di Lombardia, Liguria e Piemonte, messo nero su bianco in due protocolli sottoscritti il 15 marzo 2019 a Milano durante gli Stati generali della Logistica. Protagonisti, gli assessori Claudia Maria Terzi (Infrastrutture, Lombardia), Francesco Balocco (Infrastrutture, Piemonte) e Andrea Benveduti (Sviluppo Economico, Liguria) insieme al viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, all'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile e al presidente di Ferrovienord Paolo Nozza.
In un documento le tre Regioni hanno concordato di instaurare Tavoli permanenti per intervenire sulle necessità del comparto logistico (normative, dogane, interventi sugli aeroporti). In un altro protocollo Lombardia, Piemonte e Liguria hanno convenuto, insieme con Ministero infrastrutture e trasporto, Rete ferroviaria italiana e Ferrovienord, di rendere il sistema ferroviario sempre più percorribile dalle merci, senza che si creino conflitti con il trasporto dei pendolari.
INTERMODALITÅ A SEGRATE E SACCONAGO
«I due testi - ha dichiarato Claudia MariaTerzi (Lombardia) - sintetizzano le istanze di un settore particolarmente importante per i nostri territori. Penso in particolare all'intermodalità, cioè ai nodi di interscambio fra ferro e gomma. In Lombardia, tra gli interventi previsti dal protocollo, ci sono quelli relativi a Milano-Segrate e a Sacconago (Busto Arsizio), nei pressi di Malpensa, per agevolare gli scambi con i cargo».
Sulla rete lombarda ci saranno migliorie di tipo tecnologico così che potranno circolare treni più lunghi (fino a 750 metri) di quelli attualmente in servizio, il tutto in maniera più sicura e più veloce. Questo dovrebbe rendere il sistema ferroviario più appetibile anche per quanto riguarda il trasporto delle merci che diventerebbero quindi più competitive anche sui mercati internazionali.
CAMMINO INIZIATO NEL 2015
«Il Tavolo - ha aggiunto Balocco (Piemonte) - suggella un cammino iniziato nel 2015 e oggi diventa un sistema strutturato. Ritengo estremamente importante che tre regioni amministrate da giunte di diverso colore politico condividano non solo un metodo, ma anche comuni obiettivi di programmazione guardando a una crescita globale del Paese».
COMPLETARE OPERE
Per Benveduti (Liguria), «la logistica è un settore di fondamentale e quindi è ancora più importante un momento di confronto come quello di oggi con tutti gli attori in campo. La Liguria, in particolare, come ha dimostrato la tragedia del ponte Morandi, è un territorio 'fragile'. Le opere pianificate devono quindi essere portate a termine per non interrompere canali fondamentali a livello europeo».
COMPARTO LOGISTICO
La logistica vale circa 10 miliardi di euro (pari al 25/30% del fatturato di logistica nazionale) e genera il 30% del traffico nazionale, in gran parte verso destinazioni internazionali.• Le imprese attive sono 18.000 e danno lavoro direttamente o indirettamente a circa 90.000 addetti tra corrieri, spedizionieri, operatori logistici dotati di magazzino, imprese di trasporto combinato che gestiscono una quindicina di terminali.
Annualmente sono trasportate 400 milioni di tonnellate di merci, pari al 27% di quelle nazionali, di cui 24 milioni su ferro. I veicoli per il trasporto merci sono 60 per chilometro di rete stradale, mentre sono 22.900 le tonnellate di merci per chilometro di rete stradale, pari al triplo della media italiana. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Busto Arsizio, Mario Luzi e la letteratura latino-americana

Mostra alla Galleria Boragno fino al 24 marzo

Fu il primo a commentare «Cent’anni di solitudine» di Gabriel Garcia Marquez, fu estimatore di Jorge Luis Borges e di Varga Llosa e contribuì alla diffusione della letteratura latinoamericana in Italia. A Busto Arsizio (Varese) la Galleria Boragno ospita, dal 19 al 24 marzo 2019, la mostra «Mario Luzi e la letteratura latinoamericana», curata da Rosanna Pozzi, docente di Letteratura Italiana all’Università dell’Insubria con il patrocinio dell’Università Cattolica e dell’Istituto italiano di cultura di Lima e dell’International research center for local histories and cultural diversities dell'Insubria.
il grande poeta del Novecento italiano fu precocissimo lettore e recensore della letteratura latinoamericana sulle pagine del «Corriere della Sera» con tanti articoli che saranno esposti a Busto. «La mostra – ha affermato Rosanna Pozzi - da un punto di vista letterario permette di conoscere un aspetto meno noto della poliedrica produzione in prosa del poeta Mario Luzi, da un punto di vista culturale valorizza il dialogo interculturale tra popoli e tradizioni diverse, a partire dall’interesse e dalla conoscenza di un mondo e di una letteratura altra rispetto a quella di appartenenza».
Orari della mostra: Galleria Boragno (via Milano 4, Busto Arsizio ): lunedì ore 15-19.30; da martedì a sabato 9.30-19.30; domenica 9.30-12.30 e 15-19.30.

Galleria di base del San Gottardo, superata quota 100mila

Sono i treni – merci e viaggiatori – passati nel tunnel dopo l'apertura nel 2016
Gottardo, foto FFS

È stato un merci di SBB Cargo International, del cliente Hupac, il centomillesimo treno che, il 5 marzo 2019, ha attraversato la galleria di base del San Gottardo inaugurata il 31 maggio 2016. Nei giorni feriali percorrono il tunnel tra 130 e 160 convogli di traffico nazionale e internazionale, di cui circa due terzi treni merci e un terzo treni viaggiatori. Sono alcuni dati del consuntivo tracciato dalle Ferrovie Federali Svizzere.
Tranne poche eccezioni, i treni sono sempre circolati regolarmente. Qualche volta si sono verificati malfunzionamenti ai veicoli o agli impianti della galleria, per cui è stata necessaria la deviazione dei treni lungo la linea panoramica. «Soltanto in singoli casi – precisano le Ffs - è stato necessario trainare i treni fuori dalla galleria e soltanto in un caso si è trattato di un treno viaggiatori. La sicurezza dei passeggeri è stata garantita in ogni momento e i processi operativi e di intervento hanno funzionato in modo affidabile e secondo i piani».

CHIUSURA LINEA LUINO E RASTATT
Nel 2018 il 59% dei treni circolati attraverso GBT erano merci, con punte di 120 treni merci al giorno. FFS Cargo e SBB Cargo International rappresentano poco meno dell'83% dei treni merci transitanti. Dopo la chiusura di sei mesi della linea su Luino, dovuta ai lavori di ampliamento previsti, e all'interruzione dei servizi a Rastatt (Germania), dal 2018 il traffico merci ha registrato una notevole ripresa e un aumento della domanda.
«Nei prossimi anni – rendono noto le Ffs - verranno raggiunti diversi obiettivi, con la messa in esercizio della galleria di base del Monte Ceneri e gli ulteriori miglioramenti delle operazioni di frontiera».
PIÙ MACCHINISTI TRA BELLINZONA E BASILEA
Anche i carichi ferroviari massimi previsti per la nuova linea GBT (fino a 1700 tonnellate da nord a sud con una sola locomotiva a quattro assi e fino a 1400 tonnellate da sud a nord) sono garantiti e prodotti in modo stabile. Con l’eliminazione del loro transito sulla linea panoramica, i treni merci possono ora viaggiare con un minor numero di locomotive e così con maggiore efficienza lungo l'asse del San Gottardo.
Con la riduzione dei tempi di percorrenza dei treni merci attraverso il GBT, possono ora venire impiegati regolarmente più macchinisti tra Bellinzona e Basilea. A fine 2020 la messa in servizio della galleria di base del Monte Ceneri e così del “Corridoio di 4 metri” tra Basilea e Chiasso permetterà di raggiungere un ulteriore aumento di efficienza nel traffico merci. 

A Como e Varese, prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne

Percorso dell'Università dell'Insubria rivolto agli studenti ma aperto anche al pubblico
Università Insubria/antiviolenza

A Como è già partito e a Varese prenderà il via il 15 aprile 2019 un progetto dell’Università dell’Insubria su «prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, tra diritto e cultura». Il Dipartimento di diritto, economia e culture (Didec) ha lanciato, nell’ambito di un accordo di collaborazione con Regione Lombardia, un nuovo approfondimento rivolto agli studenti ma aperto anche al pubblico, come ogni lezione universitaria (nei limiti di capienza delle aule).
Il progetto è in linea con le iniziative della Cattedra Unesco, conferita nel 2018 a Barbara Pozzo, direttore del Didec, per il suo programma su «Uguaglianza di genere e diritti delle donne nella società multiculturale». Responsabile scientifico è Valentina Jacometti. Il percorso è rivolto agli studenti di Giurisprudenza, Scienze della mediazione e Lingue moderne per la comunicazione ed è diviso in numerosi moduli, che prevedono crediti formativi e possono essere frequentati singolarmente anche da studenti di altri corsi di laurea.
A Como gli incontri sono già partiti, accompagnati da una rassegna cinematografica su «Donne nella società multiculturale». A Varese invece il via sarà il 15 aprile con il modulo dedicato al tema «Costituzione e parità di genere», a cui seguiranno un approfondimento su «Il contrasto penale alla violenza maschile contro le donne», una serie di incontri su «Parità di genere e diritti delle donne in prospettiva comparatistica» e infine una sezione storica.

IN CAMPO DOCENTI, AVVOCATI STRANIERI E OPERATORI DI CENTRI ANTIVIOLENZA
Lungo l’elenco dei docenti. Oltre a Barbara Pozzo e Valentina Jacometti, in cattedra ci saranno Elisa Bianco, Paola Biavaschi, Letizia Casertano, Cristina Danusso, Dominique Feola, Alessandro Ferrari, Gabriella Mangione, Grazia Mannozzi, Stefano Marcolini, Lino Panzeri, Chiara Perini, Gilda Ripamonti, Francesca Ruggieri, Giulia Tiberi.
I moduli formativi prevedono inoltre il coinvolgimento di operatori di centri antiviolenza e anche di docenti e avvocati stranieri esperti in materia: Vince Mercer (Aim Project, Gran Bretagna), Esther Susin (Spagna), Maria Gancheva (Bulgaria), Simona Attolino (Lum Jean Monnet), Tanya Hernandez (Fordham University Law School), Martin Löhnig (Universität Regensburg), Francesca Cunteri (vicepresidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano), Silvia Belloni (già consigliere dell'Ordine degli avvocati di Milano), María del Mar Martín Aragón (Università di Cadice, Spagna). 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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