Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

Prima pagina

Tour di studiosi nell'Insubria geologica

Tappe tra Varese, Como e Somma Lombardo - Al convegno organizzato dall'Università partecipano 80 ricercatori provenienti da 17 paesi di Europa, Americhe, Asia, Oceania e Africa
Cava scisti bituminosi (XIX secolo - Besano), foto Uninsubria
Ezio Vaccari

È stato inaugurato lunedì 2 nel Salone Estense di Varese e si chiuderà giovedì 12 settembre 2019 nel Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo il convegno internazionale di scienze geologiche, tornato in Italia dopo quindici anni dall’edizione del 2004 a Firenze. Promotore, il professor Ezio Vaccari dell’Università dell’Insubria, direttore del Centro di ricerca sulla storia della montagna del Dipartimento di Scienze teoriche e applicate dell’ateneo, ma anche vicepresidente dell’Inhigeo per l’Europa e presidente della Società italiana di storia della scienza.
Il simposio dell’Inhigeo - Commissione internazionale per la storia delle scienze geologiche composta da oltre 300 studiosi e ricercatori provenienti da cinquatasette nazioni – ha richiamato ottanta partecipanti di diciassette Paesi tra Europa, Americhe, Asia, Oceania e Africa e, oltre a interessare le sedi dell’Università dell’Insubria a Varese e Como, coinvolge e valorizza diverse località del territorio insubrico.
Al centro dell’attenzione (e in alcuni casi meta di visite guidate) sono in particolare: il Monte San Giorgio (Patrimonio Unesco), il percorso geo-paleontologico e cave di «scisti bituminosi» di Besano, il porfido rosso (granofiro) della Valceresio, le cave di Saltrio e Viggiù, il parco minerario di Cortabbio di Primaluna e Pian dei Resinelli (Valsassina, Lecco), l’itinerario geostorico della Settima Riunione della Società italiana di scienze naturali in Valceresio (svoltasi a fine Ottocento), le antiche cave Moschini di Ornavasso (Verbania) e il Castello Visconti di San Vito, la base geodetica storica di Somma Lombardo, il travertino e le Grotte di Valganna a Induno Olona.
«Il simposio - spiega Ezio Vaccari (nella foto) - è un evento internazionale, il cui obiettivo è promuovere lo studio e la ricerca nella storia delle Scienze della Terra per la conservazione, tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio geologico e naturalistico. Si tratta di un evento di grande importanza per le ricadute territoriali nella promozione del patrimonio geo-naturalistico e storico-culturale del Paese ospitante. La regione insubrica non è stata scelta a caso: individua un’area geografica di grande interesse e valore scientifico che, per le rispettive particolarità geologiche e naturalistiche, studiate fin dal Settecento, rappresenta una realtà unica tanto in Italia quanto in Europa».

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Varese, la “luce” e il gusto borghese nel collezionismo varesino tra '800 e '900

Chiude con altri due appuntamenti la mostra su dipinti, piccole sculture, fotografie, suppellettili quotidiane e vasi a firma di noti artisti e designer di un secolo fa
Miss Cavel (1915 ca.)
presentazione mostra

A Varese si possono ammirare ancora, fino all’8 settembre 2019, opere occultate ai più per oltre cinquant’anni perché parti della vita di casa dei collezionisti, con pezzi pregevoli e unici, e opere attribuite da riconfermare. Alcuni dei nomi sono quelli di Fattori, Lega, De Nittis, Boldini, Zandomeneghi, Albertini, Tommasi, Miti Zanetti, Maggi, Pellini, Sironi, Funi, Lilloni, Spilimbergo, Ligabue, Casarotti, Pellini, De Chirico, Crippa, Melotti, Fontana, che si completano con le opere di tre artisti contemporanei quali Samuele Arcangoli, Vittorio D’Ambros, Stella Ranza, e di due fotografi d’arte come Roberto Molinari e Raffaella Grandi.
Dopo quasi due mesi di apertura la mostra “Come la luce-dai Macchiaioli allo Spazialismo collezionando a Varese”, curata da Debora Ferrari con Luca Traini, è sempre visitabile al Castello di Masnago (dal martedì alla domenica, ore 10-18; biglietto cumulativo per la mostra di Guttuso a Villa Mirabello) e nella sede di Banca Generali Private in Piazzetta San Lorenzo 1/a (orario di ufficio, ingresso libero). L'accompagna un catalogo edito da Trarari TIPI edizioni con contributi anche di Stefania Barile del Centro Internazionale di Studi di Filosofia e di Tiziana Zanetti, esperta di diritto dell’arte.
Per due anni Debora Ferrari e Luca Traini hanno catalogato da collezioni private varesine opere che comprendono, oltre a dipinti e piccole sculture, eleganti suppellettili quotidiane come servizi di porcellana e vasi a firma di noti artisti e designer di un secolo fa. Trait d’union, l’evoluzione della materia luce nelle opere pittoriche e il gusto borghese per la piccola scultura a cavallo fra Otto e Novecento.

«Collezionare arte – annota Tiziana Zanetti - è un’operazione complessa e affascinante sotto il profilo culturale, intellettuale, sociale e non meno giuridico: il bene in questione non è un bene qualunque pertanto le regole che lo disciplinano sono peculiari e specifiche. In un delicato equilibrio tra pubblico e privato si propongono, in chiave divulgativa, alcuni spunti di riflessione sulla vita nascosta delle opere, spesso travagliata, a volte silenziosa, che va a definire l’elemento fondamentale della loro identità: la provenienza. Il giurista dell’arte non può non entrare nel merito della questione poiché il diritto dell’arte non è il diritto “applicato” all’arte ma molto (molto) di più».
In particolare, nella sede della Banca Generali Private, sono ospitati quadri, sculture e fotografie con un focus su Eugenio Pellini, presentando due importanti sculture come la Ragazza con le trecce, inedita, e il Garibaldi della Notte di Caprera in versione bronzo (ai Musei di Villa Mirabello è in marmo), un focus su Riccardo Crippa e Lucio Fontana e fotografie di Roberto Molinari dell’Atelier Pellini di Milano.
Per gli appassionati d’arte sicuramente ingolosiscono altri due appuntamenti. Sabato 7 settembre apertura della casa-atelier di Lucio Fontana a Comabbio, insieme ai nipoti, per visitare il luogo di lavoro e vita degli ultimi anni del fondatore dello Spazialismo (visite a numero chiuso, su prenotazione gratuita a culturalbrokers@gmail.com). Domenica 8, invece, conferenza su collezionismo, mecenatismo e diritto dell’arte, con Tiziana Zanetti, i curatori, Stefania Barile e Stefano Vittorini. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Varese e Tradate, nei Pronto soccorso anche medici di famiglia

Insieme con medici di Continuità assistenziale collaboreranno negli ambulatori Codici minori dei due ospedali

A Varese e Tradate parte la collaborazione dei medici di Medicina generale e di Continuità assistenziale negli ambulatori Codici Minori presenti nei Pronto soccorso dei due ospedali. Il 2 settembre 2019 i direttori generali di Agenzia di tutela della salute dell'Insubria, Lucas Maria Gutierrez, e di Azienda socio sanitaria territoriale dei Sette Laghi, Gianni Bonelli, hanno sottoscritto una convenzione di durata annuale, entrata in vigore dal 1° settembre.
Nel giro di poche settimane entreranno in servizio i medici che hanno manifestato la propria disponibilità a coprire a turno la fascia oraria di apertura dei due ambulatori, tutti i giorni dalle 8 alle 20. «Si tratta di una collaborazione molto importante - ha sottolineato il direttore del Pronto soccorso di Varese Walter Ageno - perché la gestione dei codici minori è di grande aiuto per i medici del Pronto soccorso».

FUNZIONI
Il medico in servizio nell'ambulatorio Codici Minori sarà affiancato da un infermiere e svolgerà le seguenti funzioni:
- visita medica dei pazienti;
- compilazione di un verbale di pronto soccorso per il medico di medicina generale del paziente;
- eventuale prescrizione di farmaci o prestazioni ambulatoriali per completare l’iter diagnostico terapeutico;
- compilazione e invio di certificati di malattia;
- attribuzione del codice bianco di dimissione;
- eventuale indirizzamento del paziente ad un altro ambulatorio di pronto soccorso, qualora risultasse necessario ricorrere a indagini strumentali o a esami di laboratorio.
ISTITUITO NEL 2012
L’Ambulatorio per i Codici minori è stato istituito nel 2012 per dividere i flussi delle persone che si rivolgono al pronto soccorso individuando e separando chi ha bisogno di una prestazione sanitaria urgente o comunque non ottenibile altrove da coloro che possono beneficiare di altri percorsi sanitari.
Nel dettaglio – spiega una nota dell'Asst Sette Laghi - «l'Ambulatorio Codici Minori attivo nei due Pronto soccorso di Varese e di Tradate offre un percorso dedicato a coloro a cui viene assegnato un codice bianco al triage, cioè a coloro che si sono rivolti al Pronto soccorso per prestazioni ambulatoriali normalmente di competenza proprio dei medici di assistenza primaria. In questo modo si di migliora la funzionalità del Pronto soccorso a favore dei casi urgenti e si riducono i tempi di attesa. Al di fuori della fascia oraria 8-20, anche il paziente in codice bianco sarà visitato negli stessi ambulatori di tutti gli altri pazienti con diverso codice colore». 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Longobardi in Italia, 1450 anni dal loro arrivo

Piano triennale di ricerca di Università Cattolica e Regione Lombardia

Ricerca e diffusione della conoscenza della civiltà dei Longobardi a 1450 anni dal loro arrivo in Italia (568-569). È questo l'obiettivo di una rinnovata collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Regione Lombardia.
Un piano pluriennale dell'ateneo milanese prevede per il triennio 2019-2021 la realizzazione di ricerche e convegni, pubblicazioni, iniziative ed eventi a fronte di una spesa complessiva di 300mila euro, che sarà paritariamente suddivisa tra le parti. «Il piano – ha commentato l'assessore regionale Stefano Bruno Galli - è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio e alla promozione dei siti regionali legati ai longobardi e inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco».

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