Edizione n.39 di mercoledì 20 novembre 2019

Prima pagina

Lombardia, screening genomico per bebè

Sviluppare le capacità di prevenire malattie - Questo l'obiettivo di uno stanziamento regionale di 1,3 milioni per progetti di 'sequenziamento genoma umano' su neonati

I costi sono caduti e diventa possibile ampliare l'offerta del Sistema sanitario nazionale per sfruttare nuove conoscenze su difetti genetici e reazioni individuali. In tale contesto s'inquadra una delibera della giunta regionale della Lombardia, approvata il 18 novembre 2019 su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala di concerto con l'assessore al Welfare Giulio Gallera.
Il provvedimento stanzia 1.350.000 euro per programmi di ricerca sul sequenziamento del genoma umano (WGS, whole genome sequencing), per verificare la sostenibilità dell'impiego di queste tecniche nelle politiche pubbliche regionali. «Oggi - spiega il vicepresidente Sala - i bebè vengono testati gratuitamente per un numero limitato di malattie, come fenilchetonuria e ipotiroidismo, con una piccola puntura sul tallone. Ora vogliamo sviluppare la capacità di prevenire malattie e di prolungare al massimo il periodo sano della vita dei nostri cittadini, individuando strategie mirate alla prevenzione di possibili patologie future con il sequenziamento del genoma umano dei nuovi nati sul territorio lombardo».
La lettura e la determinazione dell'esatta struttura primaria del Dna dei neonati sono uno dei prossimi traguardi della medicina genomica e la Regione Lombardia non vuole giungere impreparata a questo importante appuntamento con il futuro. «Il finanziamento - aggiunge Sala - andrà a progetti di ricerca proposti da soggetti giuridici pubblici e privati, enti di ricerca, strutture sanitarie, imprese, che si impegneranno ad analizzare, oltre gli aspetti connessi alla pratica clinica, tutte le questioni etico-sociali-giuridiche che il sequenziamento solleva: da quelle connesse alla privacy e alla sicurezza dei dati fino alle modalità più' corrette per raccogliere e gestire i dati genetici».
La valutazione dei progetti sarà condotta dalla Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb) e coinvolgerà un Foro di 10 esperti internazionali, specializzati proprio nel rapporto tra scienza, tecnologia e società. «Quando entrano in gioco dati sensibili come quelli genetici - commenta l'assessore Gallera - le persone devono essere coinvolte e convinte, protagoniste del proprio percorso di prevenzione e cura. I progetti che finanziamo devono portare ad un'analisi che verifica la sostenibilità dell'utilizzo dello screening genomico nell'ambito delle politiche sanitarie pubbliche regionali».

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Milano, "Leonardo e la Madonna Litta" al Museo Poldi Pezzoli 

Si è aperta al pubblico il 7 novembre la mostra che il Museo Poldi Pezzoli di Milano dedica a Leonardo Da Vinci nel 500° anniversario dalla morte e che porta nel capoluogo lombardo un capolavoro italiano conservato all'Ermitage di San Pietroburgo, la Madonna Litta. Esposto inoltre un selezionatissimo nucleo di opere composto da una ventina tra dipinti e disegni. Provengono da collezioni pubbliche e private dal mondo e sono stati eseguiti da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Boltraffio a Marco d'Oggiono, dall'ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando Leonardo viveva ed era attivo a Milano, alla la corte di Ludovico il Moro. 
La mostra è visitabile dal mercoledì al lunedì, dalle 10 alle 18, fino al 10 febbraio 2020. Da sabato 16 novembre il museo rimane aperto fino alle 21. Ultimo ingresso ore 20.30. Dettagli/variazioni: info@museopoldipezzoli.org; tel. 02 794889 - 02 796334.

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Edifici e aree abbandonati, stop al degrado urbano

La Lombardia apre alla rigenerazione di 3.393 aree dismesse e alla bonifica di 914 siti

Favorire il recupero di immobili abbandonati e prevenire il degrado urbano. È il traguardo della nuova legge sulla rigenerazione di aree ed edifici dismessi e abbandonati, varata il 12 novembre 2019 dal Consiglio regionale della Lombardia dopo il passaggio con emendamento nella commissione territorio del 31 ottobre (vedi su queste colonne articolo “Recupero cascine, meno burocrazia per 30.000 edifici dismessi” del 6 novembre 2019).
Hanno votato a favore i gruppi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Energie per la Lombardia e gli esponenti del Gruppo Misto Viviana Beccalossi e Paolo Franco. Non ha partecipato al voto il Movimento 5Stelle; astenuti i Lombardi Civici Europeisti e la rappresentante di Italia Viva nel Gruppo Misto Patrizia Baffi; contrario il Partito Democratico.

AREE DISMESSE
Il provvedimento, basato su dati del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano aggiornati alla data del 29 ottobre 2019, interessa 3.393 aree dismesse e 914 siti da bonificare.
Le 3.393 aree dismesse occupano una superficie di 4.984 ettari e sono distribuite in 650 Comuni. 
Il 33% della superficie “dismessa” è localizzata a Milano e provincia con 988 aree coinvolte; segue Brescia con il 14% e 276 aree, quindi Mantova con il 10% e 201 aree. Troviamo poi con il 9% Pavia (299 aree) e Varese (246 aree).
L’8% della superficie dismessa è localizzata a Bergamo e coinvolge 237 aree, il 5% a Monza e Brianza con 489 aree prevalentemente di piccole dimensioni, il 4% a Lecco (289 aree) e a Cremona (95 aree), il 2% a Como con 153 aree. Infine solo l’1% della superficie regionale dismessa interessa rispettivamente i territori di Sondrio (88 aree) e Lodi (32 aree).
SITI DA BONIFICARE
I 914 siti da bonificare sono, quasi la metà (425), localizzati nella Città metropolitana di Milano, a cui si aggiungono i 188 del capoluogo milanese. A seguire Varese con 86 siti da bonificare, Bergamo con 85, Brescia con 76, Monza e Brianza con 49, Pavia con 46, Mantova con 42, Como con 36, Lodi con 34, Lecco con 24, Cremona con 8 e Sondrio con 3.
RUOLI DI PRIVATI E COMUNI
La Regione assumerà il ruolo di “regista” e coordinerà le operazioni, lasciando il potere di dare il via all’iniziativa ai privati proprietari e ai Comuni. I primi potranno segnalare situazioni di particolare criticità (edifici fatiscenti e non abitati da almeno cinque anni), mentre i secondi potranno vagliare le istanze e inserire il progetto di recupero negli appositi piani annuali.
Il privato che non dovesse procedere nei tempi dati a fronte di un progetto di rigenerazione che risolva problemi di sicurezza o di degrado, potrà essere destinatario di penali, fino all’esproprio nei casi più gravi.

INCENTIVI
Tra gli incentivi, previsti uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di tutta una serie di prescrizioni che comporteranno, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza.
Altro obiettivo che la legge si prefigge di raggiungere è la lotta alla burocrazia per garantire agli investitori tempi certi per la realizzazione degli interventi, una volta dichiarato lo stato di degrado di un immobile attraverso perizia giurata e asseverata.
La norma finanziaria prevede un primo stanziamento iniziale di due milioni di euro, che serviranno per promuovere soprattutto i censimenti comunali. Poi si procederà con piani annuali cui concorreranno le risorse statali e regionali per somme da definire in base alle necessità. 

Villa Bozzolo, Monastero di Torba, Villa Panza, verso Natale nei Beni Fai a Varese e provincia

Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA)_Foto Gabriele Basilico_2017_(C) FAI - Fondo Ambiente Italiano.jpg

Da fine novembre si avviano in provincia di Varese gli appuntamenti che il Fondo per l'Ambiente Italiano organizza nei suoi Beni in attesa del Natale. Come ogni anno a caratterizzarli una fitta serie di proposte tra mostre mercato, degustazioni, laboratori per adulti e bambini, presepi, allestimenti. Si comincerà sabato 23 e domenica 24 novembre con la mostra mercato “Artigianalmente” in Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (ore 10 – 18).
Negli spazi di questa splendida dimora cinquecentesca, nell'occasione resi ancora più suggestivi da decorazioni di design, luci e da un presepe napoletano tradizionale, un'accurata selezione di espositori da tutta Italia presenterà il meglio dell’eccellenza artigianale e dell’enogastronomia. In vendita prodotti esclusivi e ricercati, tra cui molte delizie della tavola: dai vini alle collezioni di spezie; dai panettoni ai dolci siciliani; dai tè all'erboristeria del Trentino a oli pregiati, specialità territoriali e cioccolata. Tra le idee-regalo anche manufatti con accessori moda, tessuti, gioielli realizzati con resine, raku, oggetti in ceramica, vetro soffiato, feltro e legno. Gli amanti del giardinaggio potranno ammirare e acquistare piante della stagione invernale e ornamenti da esterni. In entrambe le giornate vari i laboratori (su prenotazione scrivendo a faibozzolo@fondoambiente.it o telefonando al numero 0332 624136) per imparare a creare addobbi natalizi e biglietti d’auguri, preparare un’impeccabile cena di Natale e dolci delle festività e cimentarsi nel cake design. Programma completo sul sito www.villabozzolo.it.
Biglietti: intero 10 euro; ridotto (6-18 anni) 5; iscritti FAI 4; famiglia (2 adulti + 2 bambini dai 6 ai 18 anni, a partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito) 25; residenti Comune di Casalzuigno 5. Possibilità di gustare un menu natalizio al ristorante I Rustici – 334.5630121 - prenotazioni@irustici.it

Nei tre weekend dal 23 novembre all’8 dicembre, il Monastero di Torba di Gornate Olona accoglierà grandi e piccoli sia sabato sia domenica dalle 10 alle 17. Le proposte ricreative, diverse per ciascuna delle sei giornate, si alterneranno a visite guidate al sito di proprietà del FAI e ad altre bellezze del territorio. In programma, degustazioni di Dolce Varese, panettone, vin brulè, grappe e miele a chilometro 0, frutto dell’instancabile lavoro delle colonie di api ospitate a Torba nel solco del progetto “Api nei Beni del FAI”. Inoltre workshop per imparare a fare confezioni regalo con ritagli di tessuto ispirandosi all’arte giapponese del Furoshiki o per creare una trottola origami, perfettamente funzionante, laboratori per preparare biglietti d’auguri hand made, lezioni per abbellire con gusto la casa e la tavola. I bambini verranno invitati a preparare carte da regalo artigianali attraverso piccoli giochi, colori, a comporre un loro personalissimo presepe con foglie, ghiande, bacche, rametti e materiali di riciclo, ad ascoltare il racconto di storie senza tempo legate al Natale. Nei giorni di manifestazione sarà inoltre possibile acquistare prodotti alimentari FAI e eccellenze enogastronomiche del territorio. Programma completo sul sito www.monasteroditorba.it.
Biglietti: intero 10 euro; ridotto (6-18 anni) 5; iscritti FAI e residenti Comune di Gornate Olona 4; famiglia (2 adulti + 2 bambini dai 6 ai 18 anni, a partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito) 25. Laboratori a pagamento e con prenotazione obbligatoria a faitorba@fondoambiente.it o tel. 0331 820301.
Servizio bar e pranzo in loco presso il ristorante La Cucina del Sole: info@lacucinadelsole.it; 348.8687196.

A Varese Villa Panza proporrà il ciclo di laboratori “Ricicl-Art di Natale”. Due appuntamenti per bambini dai 4 ai 12 anni saranno occasione per sensibilizzare su sostenibilità e riciclo. Il primo, “Un calendario dell’Avvento davvero speciale!”, è in programma domenica 24 novembre dalle 15 alle 17 . I partecipanti creeranno un calendario artistico con materiali di recupero e naturali raccolti nel parco della villa. Domenica 8 dicembre sarà invece la volta di “Natale a strisce”, pomeriggio durante il quale i bambini potranno cimentarsi nella creazione di decorazioni natalizie a strisce, ispirate alle opere di Sean Scully, artista americano cui è dedicata la mostra Long Light ospitata a Villa Panza fino al 6 gennaio 2020. Per maggiori informazioni consultare il sito www.villapanza.it.
I laboratori sono a prenotazione obbligatoria: faibiumo@fondoambiente.it o tel. 0332 283960.
Biglietti: Bambini partecipanti al laboratorio 10 euro; bambini partecipanti al laboratorio iscritti FAI 5; adulti accompagnatori 5 ; adulti accompagnatori iscritti FAI gratuito.

Infine, il 30 novembre, l’1, il 7 e l’8 dicembre dalle 10 alle 17 a Villa Bozzolo i più piccoli potranno partecipare ai laboratori “La Bottega di Babbo Natale”, con letture animate e attività creative, e “Mani in Pasta”, dedicato al cake design. In più visite guidate alle sale della Villa e alle sue atmosfere natalizie. Programma completo sul sito www.villabozzolo.it.
I laboratori sono a prenotazione obbligatoria: faibozzolo@fondoambiente.it o tel. 0332 624136.
Biglietti: Bambini partecipanti al laboratorio 10 euro; bambini partecipanti al laboratorio iscritti FAI 5; adulti accompagnatori 5; adulti accompagnatori iscritti FAI gratuito. 

In foto: Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA)_Foto Gabriele Basilico_2017_(C) FAI - Fondo Ambiente Italiano

Emodialisi, trattamento domiciliare assistito

Avviata anche a Varese sperimentazione in corso in altre quattro Asst della Lombardia
Emodialisi domiciliare

«Non è più il paziente che si adatta alle esigenze del centro, ma, entro certi limiti, è il servizio che si modella sulle esigenze del paziente». Ecco, nella sintesi del dottor Ivan Mazzoleni, direttore socio-sanitario dell'Asst Sette Laghi, la sperimentazione dell'emodialisi domiciliare assistita avviata a Varese.
Il progetto, presentato il 12 novembre 2019, affianca e anticipa una analoga esperienza che, oltre l'Asst Sette Laghi, coinvolge in Lombardia altre quattro Asst: Rhodense e Ovest Milano nel Milanese, Papa Giovanni XXIII nella Bergamasca, Lodi. Nella prima fase si prevede di arruolare un solo paziente l’anno e di affidarlo all’assistenza di un infermiere professionale esperto di dialisi, che, oltre a essere compiutamente formato all’uso del macchinario domiciliare, entri in un rapporto di fiducia con l'emodializzato.
Il trattamento a domicilio inizia una volta adeguato l’impianto idraulico ed elettrico di casa e dopo le prove microbiologiche e di qualità dell’acqua e il collaudo di tutto l’impianto. E’ sempre e comunque garantito il supporto dello specialista nefrologo.
TRATTAMENTI EMODIALISI
Per una persona affetta da insufficienza renale cronica c'è l'alternativa tra trapianto di rene, se esistono le condizioni, e trattamento dialitico. L’emodialisi può essere effettuata in ospedale di norma tre volte a settimana con giorni e orario decisi dalla struttura; la scarsa disponibilità di vettori per il trasporto assistito, unita alle distanze tra ospedale e domicilio, può limitare la riabilitazione e una vita sociale dei pazienti.
A fianco della modalità ospedaliera esiste anche la possibilità di domiciliare il trattamento, utilizzando soprattutto la dialisi peritoneale. «La complessità del trattamento e il rischio di problematiche insite nello stesso – precisa il dottor Giuseppe Rombolà, direttore della S.C. Nefrologia e dialisi della Asst dei Sette Laghi – obbligano ad avere l’assistenza di un partner per tutta la durata del trattamento». L’addestramento del partner generalmente richiede mesi per poter garantire la correttezza e l’efficacia del trattamento al domicilio.
DOMICILIAZIONE ASSISTITA
«E’ accertato – continua il dottor Rombolà - che la domiciliazione garantisce al paziente un miglioramento della qualità della vita e, probabilmente, anche una sopravvivenza più lunga». In questa direzione s'inserisce la sperimentazione dell'emodialisi domiciliare assistita. «Il progetto - conclude Rombolà - nasce come sperimentazione gestionale per un anno; al termine di questo periodo verrà stilato un bilancio ed effettueremo le necessarie valutazioni. Se verranno raggiunti gli obiettivi assistenziali e riabilitativi e verrà confermata la sostenibilità, ci sarà la possibilità concreta di proporre l’emodialisi domiciliare come opzione long term per un numero maggiore di pazienti e magari esportare la nostra esperienza ad altre realtà aziendali».
L’obiettivo del progetto, come sottolinea Mazzoleni, «è anche quello di migliorare l’adesione del paziente a tutta la terapia dell’insufficienza renale cronica (dieta, farmaci, corretta assunzione della terapia stessa, abitudini di vita) e costruire un’alleanza terapeutica tra paziente, famiglia e operatori per ottenere una migliore riabilitazione e un reinserimento nella vita sociale di relazione e, dove possibile, anche lavorativa». 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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