Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

Prima pagina

Verbania, in mostra i progetti della Biennale del Paesaggio di Barcellona

Saranno esposti dal 17 novembre 2018 al 6 gennaio 2019 al Museo del Paesaggio

A Verbania, sul lago Maggiore, una mostra multimediale raccoglierà al Museo del Paesaggio, dal 17 novembre 2018 al 6 gennaio 2019, tutti i progetti presentati in concorso alla Biennale Internazionale del Paesaggio di Barcellona, riconosciuta negli anni come un punto di riferimento essenziale nel campo dell’architettura del paesaggio.
Per la prima volta, il pubblico avrà occasione di avvicinarsi non solo ai progetti dei dieci finalisti della decima edizione, ma anche a una selezione di installazioni e progetti di respiro internazionale.
Un percorso di sei tappe porta alla scoperta di 223 opere selezionate in quattro diversi ambiti espositivi - articolazione, transazione, rigenerazione e intersezione -, oltre alla raccolta dei progetti inviati dagli studenti di sessantotto università internazionali. Inoltre sono in programma anche tre serate nel Museo di Casa Ceretti (Via Roma 42, Verbania Intra) con diversi ospiti protagonisti in vari modi della Biennale.

A Barcellona il symposium della Biennale ha radunato, dal 26 al 29 settembre, un pubblico di architetti, professionisti, accademici e studenti. Dibattiti, tavole rotonde e mostre hanno tracciato l’evoluzione contemporanea della disciplina a livello globale, grazie anche all’internazionalizzazione del Premio Rosa Barba, che raccoglie le candidature di progetti paesaggistici realizzati in tutto il mondo.
«A vent’anni dal suo debutto – annotano gli organizzatori della mostra - il filo conduttore della riflessione rimane sensibile ai temi della contemporaneità con “Performative Nature”. La progettazione del paesaggio diventa chiave di lettura e strumento di azione per le sfide della società. I paesaggi di domani saranno il luogo dell’apertura, della partecipazione, della bellezza e della sostenibilità come si era immaginato potessero essere? Il cambiamento climatico, la proliferazione dell’intolleranza e la vulnerabilità delle persone attaccate in luoghi pubblici spingerebbero a fortificare le città nel nome della sicurezza, progettando paesaggi difensivi in nome di politiche difensive. Questo non deve essere però il momento della paralisi: il tema della Biennale invita ognuno ad agire, ad attivarsi per plasmare gli habitat futuri, chiamati a impersonare simultaneamente ruoli sociali, ecologici e politici. Nel rivolgersi a queste sfide come designers, è necessario ripensare alla bellezza, per costruire emozionalmente delle nuove performative natures».
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*Museo del Paesaggio, Palazzi Viani Dugnani, via Ruga 44, Verbania (tel. 0323-557116). Orari: venerdì pomeriggio 14/17, sabato e domenica 11/17 (orario continuato). Costi: 5 euro intero, 3 euro ridotto. Il biglietto di ingresso comprende la visita alla Gipsoteca Troubetzkoy, alla Pinacoteca e alla Collezione Martini.

DIDASCALIE IMMAGINI
n.8. LANDSCAPES OF COHABITATION
DOXIADIS+
from Greece
Photo: Clive Nichols

n.14. HALLE PAJOL, ROSA LUXEMBURG GARDEN
IN SITU-PAYSAGES ET URBANISME (LANDSCAPE AND URBAN PLANNING)
from France
Photo: Karolina Samborska

n.16. SACCA SESSOLA ISLAND OPEN SPACES AND HISTORICAL PARK PROJECT
CZ STUDIO ASSOCIATI
from Italy

n.23. TEL AVIV'S CENTRAL PROMENADE RENEWAL
MAYSLITS KASSIF ARCHITECTS
from Israel 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Emergenza maltempo, livello del Verbano cresciuto di quasi 280 centimetri

2018_11_07_Panperduto, piena Ticino, foto Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi

Nel cielo di Lombardia, da martedì 13 novembre 2018, è tornato il sereno e sembra scongiurato il pericolo di nuove devastanti perturbazioni, ma gli strascichi del precedente maltempo fanno tenere ancora alta l'allerta.
Nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, dalla crisi idrica di fine ottobre, conseguente alle intense piogge, si è passati alla piena del fiume Ticino. In pochi giorni, come informa il Consorzio di Bonifica nella sua newsletter del 9 novembre, l'afflusso al lago di oltre 1250 milioni di metri cubi d'acqua ha incrementato il livello del Verbano di quasi 280 centimetri. Dal 28 ottobre a Inzago, nel nord-est milanese, la vasca di laminazione della roggia Trobbia si è attivata per quattro volte, arrivando ben due volte a pieno riempimento. «Tale frequenza – è il commento del Consorzio ETV - risulta particolarmente indicativa dei mutamenti climatici in atto, che fanno sì che in pochi giorni possa cadere l’equivalente della pioggia di alcuni mesi».
A Carnate (Monza Brianza) i violenti fenomeni atmosferici hanno ingrossato le acque del torrente Molgora e causato la caduta di diverse piante presso il ponte della ferrovia. Dietro segnalazione dell’Amministrazione locale, il Consorzio ha prontamente rimosso la vegetazione secondo la convenzione sottoscritta con Regione Lombardia circa le attività da svolgersi su tratti del reticolo idrico principale e per la fruizione delle vie navigabili del sistema dei Navigli milanesi.
Tempestivo è stato anche l'intervento nel Basso Pavese per la piena del fiume Po. Martedì 30 ottobre sono state chiuse le paratoie della Chiavica del Reale e le pompe hanno iniziato subito a funzionare. «Nonostante i continui piovaschi e il livello del Po, che ha raggiunto già tre volte picchi fino a quota 6 metri sullo zero idrometrico, le attività di bonifica hanno consentito di mantenere in sicurezza le aree servite» ha precisato il Consorzio di Bonifica. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Treni, in Svizzera oltre 46 milioni di franchi per sola pulizia esterna

Continuano gli investimenti negli impianti di lavaggio – Inasprita la lotta contro gli atti di vandalismo
immagine, foto FFS

Investire nella pulizia esterna e potenziare la lotta al vandalismo sui treni. Sono due delle direttrici gestionali delle Ferrovie Federali Svizzere, che hanno stanziato più di 46 milioni di franchi per gli impianti di pulizia, che, perlopiù, sono completamente automatizzati, impiegano meno prodotti chimici e riciclano l’acqua di lavaggio. Un nuovo e moderno capannone è entrato in funzione il 6 novembre 2018 a Briga.
In Svizzera, tutti i giorni, ogni quindici minuti, un veicolo entra in uno dei dieci impianti di lavaggio di Basilea, Zurigo, Lucerna, Ginevra, Oberwinterthur, Rorschach, Bellinzona, Briga o Bienne. In questi impianti, lunghi da 90 a 130 metri, vengono ogni anno ripulite esternamente 277.000 casse dei veicoli.
Di solito un treno viene lavato una volta la settimana. Negli ultimi otto anni, in tutta la Confederazione, le Ffs hanno investito 35 milioni di franchi negli impianti di lavaggio e, con ulteriori 11 milioni, entro il 2023 ammoderneranno e renderanno più efficienti gli impianti di Zurigo Herdern e Ginevra.
PIÙ ACQUA RISPARMIATA
Il nuovo impianto di Briga, costato alle Ffs 10 milioni di franchi, assicura la pulizia dei treni del traffico a lunga percorrenza e di RegionAlps. Il capannone, lungo 90 metri, è completamente automatizzato e permette di lavare composizioni a un piano e due piani lunghe fino a 300 metri e di ripulire circa 3600 treni o 25.000 casse dei veicoli ogni anno.
La nuova tecnica di lavaggio, oltre a rendere i treni più puliti, consente di riutilizzare un terzo dell’acqua di lavaggio. In un anno si recuperano circa 12.500.000 litri d’acqua, pari a cinque piscine olimpiche da 50 metri.
LOTTA CONTRO IL VANDALISMO
I danni causati dal vandalismo sui veicoli costano annualmente alle Ffs oltre 5 milioni di franchi e la cifra è destinata ad aumentare. Danni e graffiti implicano una spesa a carico della collettività nonché, per i clienti, il ritiro dalla circolazione del treno entro 24 ore con conseguente riduzione dei posti a sedere.
Per continuare a prevenire i danneggiamenti e mantenere elevato lo standard di pulizia, le Ffs inaspriscono ulteriormente la sorveglianza delle composizioni ricoverate nella zona dei binari e, in ogni caso, denunciano tutti i danni da vandalismo. 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

Università dell'Insubria, Isabella Barbiero premiata a Londra per studi su disordine neurologico neonati

I risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati negli ultimi due anni in riviste internazionali
Isabella Barbiero

A Londra, il 22 ottobre 2018, alla ricercatrice dell’Università degli Studi dell’Insubria, Isabella Barbiero, di Carnago (Varese), è stato assegnato il Junior Fellowship di 10.000 dollari per il suo contributo alle conoscenze circa il disordine neurologico dei neonati. Il premio è stato consegnato durante il CDKL5 Forum dal presidente e fondatore della Loulou foundation, Majid Jafar, che finanzia la ricerca sul disordine del gene CDKL5.
Laureata in Biologia applicata alla ricerca biomedica all’Università dell’Insubria, la dottoressa Barbiero ha frequentato - durante gli studi universitari - il Laboratorio di neurobiologia molecolare del Dipartimento di biologia e scienze della vita diretto dalla professoressa Charlotte Kilstrup-Nielsen a Villa Mana di Busto Arsizio, dove ha svolto anche il dottorato in neurobiologia.
PATOLOGIA NEUROLOGICA RARA E GRAVE
«Mutazioni nel gene CDKL5 - spiega la professoressa Kilstrup-Nielsen - determinano l’insorgenza di una patologia neurologica gravissima e molto rara, conosciuta come CDKL5-disorder, caratterizzata da crisi epilettiche che si manifestano principalmente nelle femmine entro i primi tre mesi di vita e che spesso sono resistenti ai farmaci. Inoltre, i pazienti hanno un severo ritardo mentale, riduzione delle abilità motorie, tratti autistici. L'obiettivo principale del mio laboratorio è quello di caratterizzare i difetti molecolari legati alla perdita di CDKL5, utilizzando queste informazioni per la progettazione di nuove strategie terapeutiche». 

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