Edizione n.4 di mercoledì 1 febbraio 2023

Prima pagina

Mendrisio, Como e Varese, i nuovi orizzonti del turismo lento e sostenibile

Progetto transfrontaliero Interreg Italia-Svizzera per la valorizzazione di tre parchi italiani e due svizzeri

Vivere vere esperienze all'aperto in uno spazio di cinque parchi - tre italiani e due svizzeri -, centoventicinque chilometri quadrati di itinerari e centoventuno punti da scoprire seguendo sei itinerari tematici tra le province di Como e di Varese e il Canton Ticino. Avvicinarsi in questa vasta area anche a propensioni sportive come il trekking, l'arrampicata, l'escursionismo, la mountain bike, l’orienteering o le passeggiate immersive alla scoperta della storia e della cultura. Un itinerario per ritrovare la voglia di rigenerarsi a contatto con la natura e per riconnettersi a una maggiore attenzione di sostenibilità.
Questa la scheda del progetto transfrontaliero Insubriparks, che mette a sistema cultura, storia e bellezze naturali a cavallo tra Lombardia e Canton Ticino ed è stato presentato il 25 gennaio 2023 a Palazzo Pirelli a Milano. Inserito nel programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020, è frutto di un cofinanziamento di circa due milioni di euro complessivi (euro 1.579.000 e 440.000 franchi svizzeri) assicurato da Unione Europea, Fondo europeo di sviluppo regionale, Repubblica italiana, Confederazione elvetica e Cantoni.
Alla sua nascita hanno collaborato il Politecnico di Milano e l’Associazione Pro Valmulini per la parte italiana e, per la Svizzera e Mendrisiotto Turismo, la Supsi - Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana, Ente capofila. I parchi coinvolti sono: Parco Regionale Campo dei Fiori, Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, Parco delle Gole della Breggia e Parco del Penz. A coordinare le attività l’Ente Parco Regionale Spina Verde, presieduto da Giorgio Casati.

ITINERARI TEMATICI
Le sei aree tematiche individuate hanno peculiarità differenti in grado di catalizzare l’interesse di qualsiasi tipologia di visitatore.
Abitare nella storia. Si possono trovare, a cavallo tra Italia e Svizzera, varie testimonianze di come l’umanità abbia costruito le proprie forme abitative (case, monasteri, ville Liberty o servizi di ospitalità).
Fortificazioni e segni di confine. Nel perimetro si trovano dogane e barriere di Stato, un tempo si sono alternate linee di frontiera diverse secondo i periodi. Su queste linee sono state combattute guerre, si è praticato il contrabbando, lasciando in eredità torri, rocche, castelli, fortini e trincee. Ma questo confine è anche il luogo della natura che non si cura delle infrastrutture umane con le sue vette e i suoi punti panoramici.
Biodiversità un tesoro multiforme. I parchi sono dei musei a cielo aperto che hanno per obiettivo quello di conservare e valorizzare un patrimonio naturale unico, vario e di grande bellezza, un tesoro multiforme.
Genio umano. È tutto ciò che testimonia la capacità artigiana, imprenditoriale e innovativa del territorio insubrico nel corso degli anni. All’interno di questo percorso sono presenti piccoli musei che raccontano l’innovazione dell’industria manifatturiera locale, dell’artigianato, della scienza e del saper fare. Un viaggio nell’ingegno umano e nella sua relazione con il territorio e il desiderio di portare avanti le tradizioni e la cultura.
Strati di terra e di cielo. Il territorio degli Insubriparks è ricco di grotte, antiche cave, gole e monumenti naturali di grande interesse geologico. Gli osservatori e i planetari, con le loro attività di divulgazione, offrono ai visitatori una visione alternativa del cielo. Il percorso propone un viaggio alla scoperta del sottosuolo, ma anche lungo i torrenti che scavano rocce millenarie fino ad ammirare lo spettacolo della macchina celeste.
Mulini. Sono 12 i vecchi mulini che accomunano la memoria storica tra Italia e Svizzera e che, ancora oggi, sono visibili. I mulini di Insubriparks sono legati alla forza dell’acqua, alla macinatura dei cereali e alla natura che li circonda e fanno parte di un processo di valorizzazione del territorio grazie alla conservazione di testimonianze del passato e della fruizione di ciò che è presente. 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Varese, capitale invernale delle barche d’epoca

Ritornato il convegno nazionale sul recupero e la valorizzazione delle imbarcazioni storiche
Nababbo IV in costruzione_Foto Maccione

Dopo due anni di stop causati dalla pandemia, Varese è tornata per un giorno, sabato 28 gennaio 2023, capitale invernale delle barche d’epoca con l’ottava edizione di “Tra Legno e Acqua”, il convegno nazionale sul recupero e la valorizzazione delle imbarcazioni d’epoca e storiche organizzato da Avev, l'associazione vele d’epoca verbano presieduta dal piacentino Paolo Sivelli.
Il sodalizio è nato nel 2013 con lo scopo di promuovere e tutelare le imbarcazioni storiche che navigano sul lago Maggiore ed è inoltre soggetto promotore della Fondazione Officine dell’Acqua.
Numerose le sue iniziative organizzate fino ad oggi, dalla Verbano Classic Regatta al progetto di un museo-raccolta delle barche tradizionali del lago Maggiore, dalla rinascita della Coppa dei Laghi, storico trofeo velico risalente al 1887, alla navigazione itinerante denominata Vagabondi del Lago.
IL “FUORI” CONVEGNO
L’evento è stato preceduto nella giornata di venerdì 27 gennaio da un incontro dei rappresentanti delle associazioni italiani aderenti alla FIBaS per discutere, tra l’altro, dei criteri da adottare per la certificazione delle imbarcazioni e dell’organizzazione del catalogo online delle barche di interesse storico.
Domenica 29 gennaio si è, invece, svolta sul lago Maggiore la visita guidata alle Officine dell’Acqua di Laveno Mombello, gli ex magazzini ferroviari ottocenteschi riqualificati da Avev in un museo di barche storiche e centro di aggregazione e scuola di restauro barche.
DA NABABBO IV AL PRIMO CLASSIC BOAT SHOW
Nel corso della giornata congressuale si sono contati circa centoquaranta partecipanti giunti da tutta Italia e si sono avvicendate quattordici relazioni, Presente ai lavori anche una delegazione della Marina militare, composta dal capitano di corvetta Alessandro Carpitella e dai sottufficiali Michele Renna e Adriano Gandino, quest’ultimo nostromo dell’Amerigo Vespucci. In platea anche sei maestri d’ascia, i presidenti di varie associazioni di barche, vele e scafi storici, oltre a velisti, armatori di scafi d’epoca, progettisti navali, storici di marineria.
Il maestro d’ascia e progettista navale triestino Federico Lenardon ha descritto la nascita di Nababbo IV, nuovo cutter in legno di mogano di linee classiche in costruzione nel cantiere AA Custom di Monfalcone.
Lo specialista in archeologia ed etnografia marittima dell’Università di Bologna, Stefano Medas, ha parlato in videoconferenza del rilievo fotogrammetrico di imbarcazioni per le quali non sussistano più le condizioni per il recupero funzionale o per la musealizzazione.
Il ceo di Marina Genova Aeroporto, Giuseppe Pappalardo, ha annunciato la nascita del Classic boat show, il primo salone dedicato alla nautica tradizionale in programma nel capoluogo ligure dal 19 al 21 maggio 2023 in concomitanza con la quindicesima edizione di Yacht & Garden.
DAGLI IDROTTERI AL COMPENSATO MARINO
Adriano Lodi, della famiglia fondatrice della storica azienda di legnami per la nautica Marine Plywood, ha raccontato nascita, sviluppo e impiego del compensato marino nella costruzione delle imbarcazioni da oltre mezzo secolo. A Cesare Cardani, docente di Scienze e tecnologie aerospaziali, è toccato di fare un salto nel passato illustrando gli idrotteri, antenati degli aliscafi. Il primo risale addirittura al 1905 e cinque anni più tardi al raid Laveno-Locarno raggiunse la velocità media di 70 Km/h.
Non un vero manuale, bensì un quaderno di appunti scritto a fine Ottocento, è invece quello raccontato dal giornalista spezzino Corrado Ricci, fondatore del Cantiere della Memoria, nel quale il maestro d’ascia Giuseppe Rosa delle Grazie di Porto Venere, classe 1851, annotava i segreti del mestiere tramandatigli dal padre. Una copia anastatica, realizzata a cura della Fondazione Officine dell’Acqua, sarà presto acquistabile online.
GONDOLA, LUNE DEL LEGNO E VELE DEL TUIGA
Saverio Pastor, maestro d’arte e presidente della veneziana El Felze, l’associazione degli artigiani legati alla realizzazione del “sistema gondola”, si è soffermato sul patrimonio culturale immateriale costituito dalle antiche tecniche connesse alla cantieristica tradizionale.
Il taglio del legno in base alle fasi lunari è stato invece l’argomento descritto dal basco Mikel Leyun Perez, carpentiere del legno, che ha raccontato quali condizioni determinino la decisione di segare un tronco tenendo conto del calendario e delle stagioni.
Il velaio sanremese Beppe Zaoli ha, in oltre quarant'anni anni di attività, “invelato” centinaia di barche storiche e a Varese ha descritto geometria, materiali, progettazione forma, confezionamento e collaudo attraverso i quali sono nate le vele di Tuiga, la barca d’epoca del 1909 del principe Alberto di Monaco.
Il saggista Francesco Soletti ha ripercorso nel libro “1771-2021 Cantiere Ernesto Riva. Laglio-Lago di Como” i due secoli e mezzo di storia di una delle più attive realtà della cantieristica tradizionale, oggi guidata da Daniele Riva. Il libro, stampato in un numero limitato di copie, può essere acquistato su www.zeledizioni.it .
PROPULSIONE ELETTRICA, PALISCHERMI DEL VESPUCCI, INGLESINA E RINASCITA DI ELDA
Un salto nel futuro della propulsione elettrica è stato compiuto dall’ingegnere navale Gennaro Matteo Giliberti, che in videoconferenza ha affrontato il tema dell’installazione a bordo di moderni sistemi motore/inverter all’insegna di ecosostenibilità, pulizia e semplicità.
Il giovane maestro d’ascia Cesare Cortale ha descritto la ricostruzione eseguita dalla ditta spezzina Moroni dei due nuovi palischermi, lance lunghe oltre otto metri, impiegate per l’addestramento alla voga e alla vela degli allievi ufficiali dell’Accademia navale, destinati alla nave scuola della Marina militare Amerigo Vespucci. Le due barche, costruite in fasciame in mogano su ordinate di quercia e acacia, faranno bella mostra di sé in occasione del previsto giro del mondo del veliero più bello del mondo.
Durante i lavori è stato anche discusso il progetto “Il ritorno dell’Inglesina”, volto al salvataggio degli ultimi scafi rappresentativi della tradizione del lago Maggiore attraverso il restauro, la costruzione e l’utilizzo a fini sociali e turistici. Il progetto è stato accettato e cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus, che ha anche avviato una raccolta fondi. Infine Michele Schiesaro, lo yacht designer autore del progetto di recupero di Elda, un vittorioso VI classe Ior costruito in legno nel 1971 dal Cantiere nautico Bettini di Desenzano del Garda, ritrovato in un capannone nel delta del Po e ora sottoposto a restauro.
Nelle foto: Il Tuiga 1909, il Nababbo IV in costruzione e Marina Militare (Foto Maccione). 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Poste italiane, il futuro bussa anche ai piccoli comuni

Gli uffici stanno per diventare una Casa dei servizi digitali – In provincia di Varese il progetto Polis è già partito a Gavirate e presto coinvolgerà anche Luino e Ispra
Progetto Polis

Per i piccoli comuni il vento che nell'intero Stivale ha negli ultimi decenni tagliato scuole, banche, poste e presidi sanitari comincia forse a cambiare, almeno in parte, direzione. Ora in 7.000 comuni al di sotto dei 15.000 abitanti gli uffici postali stanno per diventare una Casa dei servizi digitali, cioè uno sportello unico che dovrebbe rendere semplice e veloce l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione.
A Roma, il 30 gennaio 2023, alla presenza del presidente della repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina, e l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, hanno illustrato il progetto Polis, che in Lombardia coinvolgerà 1290 comuni “mignon”. All'evento erano presenti anche 60 dei 121 comuni del Varesotto invitati.
Polis è il progetto ideato da Poste Italiane per fare degli uffici postali una Casa dei servizi digitali, uno sportello unico per rendere semplice e veloce l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione in 7.000 comuni al di sotto dei 15.000 abitanti.
PROGETTO POLIS
Grazie a Polis, approvato con il Dl 59/2021 e finanziato con 800 milioni di euro di fondi nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnnr, Poste Italiane dà un nuovo volto ai 7.000 uffici postali dei piccoli centri per renderli più accoglienti e trasformarli in Sportello Unico digitale di prossimità attivo 24 ore su 24.
I cittadini potranno richiedere certificati anagrafici e di stato civile, la carta d’identità elettronica, il passaporto, il codice fiscale per i neonati, certificati previdenziali e giudiziari, e numerosi altri servizi che si aggiungono a quelli postali, finanziari, logistici, assicurativi e di telecomunicazione.
I lavori di ristrutturazione e di adeguamento tecnologico degli uffici postali sono partiti subito dopo il via libera della Commissione Europea, arrivato a fine ottobre 2022, e completati in pochi mesi: ad oggi sono già pronti 40 uffici postali e 230 i cantieri aperti. Entro l’anno saranno avviati i lavori di ristrutturazione in 1.500 nuovi uffici Polis.
PROVINCIA DI VARESE
In Lombardia, su un totale di 1504 comuni, 1391 hanno meno di 15.000 abitanti e gli uffici postali sono 1872, dei quali 176 operano in provincia di Varese.
La provincia di Varese conta 136 comuni complessivi, dei quali 126 (89%) hanno meno di quindicimila abitanti, e il progetto riguarderà 121 di questi 126 comuni (96%). I lavori sono già partiti a Gavirate, dove è aperto anche uno spazio di co-working, e nel 2023 la prima tranche comincerà anche a Luino e Ispra.
Sul territorio provinciale l'azienda ha 15 Centri di distribuzione e offre anche 120 servizi di ATM Postamat e 11 di ATM Postamat Stand Alone (senza ufficio postale), oltre a 65 “gestori attese” per prenotazioni appuntamenti da remoto. Ai suoi uffici la clientela ha affidato oltre 344mila libretti postali, circa 745mila buoni fruttiferi e più dI 180mila carta per i pagamenti digitali. 

Varese, Collegio Sant’Ambrogio da sede storica dell’ateneo a museo d’arte

Punto di partenza del progetto un libro sulla storia dell’Università dell’Insubria
Varese, presentazione libro a presidente Mattarella (foto Uninsubria)

A Varese l’università, sin dalla fondazione, ha sede principale nell’antico Collegio Sant’Ambrogio, un edificio razionalista arricchito dall’annessa basilica con gli affreschi del pittore lombardo del XX secolo, Vanni Rossi. Negli ultimi venticinque anni, alle pitture murali permanenti, cominciando da Valentino Vago, si sono aggiunti i dipinti, le sculture e le fotografie di una collezione permanente di arte contemporanea.
Questo patrimonio di cultura e arte è stato raccolto e studiato nel volume «Il Rettorato dell’Università degli Studi dell’Insubria. Storia, architettura e arte», che, venerdì 3 febbraio 2023, sarà presentato nell’aula magna di via Ravasi a opera del Centro di ricerca di storia dell’arte contemporanea con il rettore Angelo Tagliabue e il professor Andrea Spiriti.
La prima copia del libro era stata donata al presidente della repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico, il 15 novembre 2022. Il volume, nel venticinquesimo anno di vita dell’Insubria, intende rappresentare il punto di partenza per un progetto ambizioso: trasformare la sede storica dell’ateneo insubre in un vero e proprio museo d’arte.
Dopo un discorso introduttivo del rettore Tagliabue e un intervento del direttore generale dell’ateneo Marco Cavallotti, si entrerà nel merito del lavoro con il professor Andrea Spiriti, che illustrerà "I beni culturali d’ateneo: il volume e le prospettive". Poi Laura Facchin racconterà "Il rettorato: storia di un edificio" e Massimiliano Ferrario analizzerà il percorso possibile del progetto che porta "Dalle collezioni al museo".
«Il volume sul rettorato – spiega Spiriti – costituisce la nascita ufficiale del progetto di restauro della basilica allo scopo di collocarvi sia le collezioni permanenti sia le esposizioni temporanee, che già in questi anni hanno animato l’area del rettorato, dedicate a maestri d’arte del varesino nell’ottica di una serrata dialettica (terza missione) dell’Università con il suo territorio di pertinenza. L’incontro avrà dunque una doppia finalità: da un lato rendere conto del volume e delle attività sottese; dall’altro abbozzare le iniziative future in uno spirito forte di servizio e stretti legami con la comunità civile».
•Nella fotografia (Uninsubria): il presidente della repubblica Sergio Mattarella, tra il rettore Angelo Tagliabue e il direttore generale Marco Cavallotti, sfoglia il volume sul rettorato prima dell’inaugurazione dell’anno accademico del 15 novembre 2022.

2023, UE finanzierà Progetti sulla Memoria europea, istruzione e ricerca sull'Olocausto, lotta al negazionismo

Nel 2005, con la risoluzione 60/7, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite designò Giornata internazionale di commemorazione delle vittime della Shoah il 27 gennaio, data in cui nel 1945 le forze alleate liberarono il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau. La risoluzione esorta ogni Paese membro delle Nazioni Unite a onorare la memoria delle vittime della Shoah e a incoraggiare lo sviluppo di programmi educativi per prevenire futuri genocidi; chiede inoltre di preservare attivamente i siti in cui lo sterminio si attuò: campi nazisti di sterminio, di concentramento e di lavoro forzato e prigioni naziste.
Nel gennaio 2022 le Nazioni Unite hanno adottato un'altra risoluzione che condanna la negazione e la rappresentazione distorta della Shoah e esorta i membri delle Nazioni Unite e le imprese dei social media ad adottare misure efficaci di contrasto all'antisemitismo e alla negazione o rappresentazione distorta di quegli eventi. Da parte loro, la Commissione europea e gli Stati membri dell'UE si sono impegnati a combattere l'antinegazionismo nell'ambito del quadro strategico dell'UE per i Rom e della raccomandazione del Consiglio sui Rom.
Nei giorni recenti, il 9 gennaio 2023, è stata adottata la prima Relazione di valutazione dei quadri strategici nazionali degli Stati membri per i Rom. In questo anno, nell'ambito del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV), la Commissione europea erogherà più di 10 milioni di euro di finanziamenti UE a sostegno di progetti sulla Memoria europea, privilegiando come particolarmente prioritari quelli volti a consolidare la memoria, ad ampliare l'istruzione e la ricerca sulla Shoah o a combattere le sue rappresentazioni distorte e il negazionismo. Per maggiori informazioni, sito ufficiale dell'UE: Attività dell'UE in materia di lotta contro l'antisemitismo 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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