Edizione n.24 di mercoledì 8 luglio 2026

Prima pagina

Arco alpino piemontese, la Festa delle Alpi

Incontri e progetti tra Piemonte, Valle d’Aosta e Savoia e Hautes-Alpes
Pontechianale © Ph. R. Croci - Archivio ATL del Cuneese

Un altro tassello si aggiunge al rafforzamento delle relazioni tra i territori dell’arco alpino piemontese e il confinante Dipartimento francese della Savoia. Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, la Festa delle Alpi-Fête des Alpes quest’anno approda ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un'area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.
Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale, nel cuore della Valle Varaita in provincia di Cuneo, celebrerà lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes con una nuova vetrina sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al confronto tra amministratori, cittadini e territori su idee, esperienze e progetti si intrecceranno appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.
Il dibattito ruoterà su fondi strutturali europei e programmi di cooperazione con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.
Informazioni e programma aggiornato sul link:https://www.visitpiemonte.com/festa-delle-alpi-fête-des-alpes-2026.
Nella foto: Pontechianale (© Ph. R. Croci - Archivio ATL del Cuneese).

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Principati Romeni e Stati preunitari italiani nella cartografia del ‘600 e ‘700

Mostra dall’8 luglio al 13 settembre 2026 all’Istituto Centrale per la Grafica a Roma
I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento (foto ICG)

Un viaggio tra carte geografiche originali, incisioni su rame e le grandi scuole cartografiche olandese, italiana, francese, tedesca e austriaca è il particolare percorso, promosso dall’Istituto centrale per la grafica e dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con l’Istituto culturale romeno, l’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania in Roma.
A Roma, dall’8 luglio al 13 settembre 2026, la mostra “I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento” mette in dialogo i Principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania e gli antichi Stati preunitari italiani attraverso la cartografia europea del XVII e XVIII secolo.
Accanto alle mappe dei Principati Romeni e dell’Italia sono esposte opere significative come la Veduta di Roma tratta dal Liber Chronicarum del 1493, la Guida d’Italia di Franz Schott, il Mercurio Geografico dei De Rossi e il Nuovo Atlante Geografico Universale di Giovanni Maria Cassini.
Le carte geografiche esposte «sono una straordinaria forma di racconto visivo della storia europea» dichiara Fabio De Chirico, direttore dell’Istituto centrale per la grafica. Non documentano soltanto territori, confini, fiumi, città e rotte. Restituiscono anche il modo in cui l’Europa moderna guardava sé stessa, le sue aree di frontiera, i suoi equilibri politici, le sue relazioni diplomatiche e culturali. I Principati Romeni, crocevia tra Impero Ottomano, mondo asburgico, area danubiana ed Europa occidentale, emergono così come spazi strategici e culturali pienamente inseriti nella storia europea.
Informazioni: apertura dall’8 luglio al 13 settembre 2026. Sede: Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, via Poli, 54 - Roma. Ingresso: euro 6, ridotto euro 2.
Nella foto (Icg): locandina mostra. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Ogni anno 160 miliardi nelle ‘macchinette', 140 nel Fondo Sanitario Nazionale

Numeri allarmanti e profonda trasformazione della ludopatia a livello nazionale e regionale
ludopatia

In Italia la ludopatia è un fenomeno in trasformazione e in crescita, Allarmanti i numeri. Nelle ‘macchinette' dei giochi pubblici ogni anno si spendono 160 miliardi di euro, una cifra enorme, che supera addirittura i circa 140 miliardi destinati al Fondo Sanitario Nazionale.
Il gioco d’azzardo non solo esplode, negli ultimi anni si è catapultato anche verso le piattaforme digitali. A livello nazionale, nel 2025 la raccolta di gioco online e scommesse ha toccato 109,3 miliardi di euro (+20,9% nel triennio), trainata da 17,1 milioni di conti attivi, concentrati soprattutto tra i giovani adulti (25-34 anni).
SCOMMESSE ONLINE
Questi dati sono emersi il 6 luglio 2026 a Palazzo Lombardia di Milano nella conferenza 'Tutti in gioco’, in attuazione della legge regionale del 2013 sulla prevenzione delle dipendenze da gioco.Il confronto tra l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e il direttore generale Mario Melazzini, da una parte, e le istituzioni, gli esperti sanitari e i rappresentanti del terzo settore, dall'altra, ha fotografato un fenomeno, che, negli ultimi anni, sul web si è spostato massicciamente e alla metamorfosi ha visto accompagnarsi il boom delle scommesse online.
SCENARIO
Notevoli - nei termini e nei fatti - i cambiamenti della rete telematica. Alle slot machine tradizionali sono subentrate le Video Lottery Terminal (Vlt), gli apparecchi da intrattenimento e svago automatici, semiautomatici ed elettronici con vincita in denaro. Sono, a differenza delle Amusement With Prices (Awp), veri e propri terminali connessi ad un sistema di gioco centrale e privi di "scheda di gioco" al loro interno.
La Lombardia si attesta come la seconda regione in Italia per conti online aperti (oltre 2,2 milioni, il 13% del totale nazionale), pur mantenendo, insieme a Campania, Lazio, Piemonte e Puglia, il primato per concentrazione di sale Vlt fisiche. Al contrario, il gioco sui territori tramite i tradizionali apparecchi nei locali pubblici (Awp) registra, a livello nazionale, una contrazione del 35% rispetto al 2019.
«I numeri confermano una crescita immensa di questa attività, che, se non controllata, rischia di creare problemi alla persona, alla famiglia e alla società» ha ribadito Bertolaso. «È necessario - ha aggiunto - un grande lavoro di prevenzione e informazione, facendo gioco di squadra tra scuole, welfare e strutture di sicurezza».
PREVENZIONE E CURE
In risposta all’evoluzione del fenomeno, è stato potenziato il piano d’azione, già aggiornato nel 2024. Attraverso le otto Ats (agenzia di tutela della salute) del territorio si mira a prevenzione, verifica e cure d’avanguardia lungo quattro direttrici fondamentali: Controlli e legalità; Prevenzione e informazione; Prossimità della cura; Modelli terapeutici innovativi.

Piante e frutta Extra Ue, il turismo pericoloso

Aumenta d’estate il rischio di importare organismi nocivi
Turismo

Migrano forzatamente e, in più, sono alieni da qualsiasi integrazione. Piante, semi, fiori, frutta o verdura acquistati durante i viaggi in Paesi extraeuropei possono trasportare organismi nocivi e malattie in grado di mettere a repentaglio il patrimonio agricolo, forestale e ambientale di un territorio.
Sotto il bel cielo italiano gli effetti delle specie aliene invasive sono, purtroppo, noti. La Xylella fastidiosa ha provocato la distruzione di milioni di ulivi nel Mezzogiorno e insetti come la Popillia japonica, la cimice asiatica e la mosca orientale della frutta hanno creato robusti danni a numerose colture agricole.
Con l’estate e l’aumento delle partenze verso destinazioni extraeuropee aumenta il rischio di introdurre inconsapevolmente parassiti o malattie devastanti con un semplice frutto, una pianta ornamentale, un piccolo seme trasportato nel bagagli.
PREVENZIONE
Decisiva, secondo Coldiretti Varese, rimane la prevenzione, specialmente in territori come la provincia di Varese, crocevia di mobilità internazionale, turismo, frontalierato e scambi con l’estero.
«Vivai, frutteti, coltivazioni orticole, produzioni florovivaistiche, castagneti, prati stabili, boschi e aree agricole, che contribuiscono all’identità del paesaggio prealpino, sono un patrimonio agricolo e ambientale fragile e prezioso» afferma Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «Il rischio - aggiunge- non riguarda soltanto le grandi colture: semi, talee, bulbi, piante ornamentali, fiori recisi, frutta e verdura fresca possono diventare vettori inconsapevoli di organismi nocivi».
Di qui il suo invito a chi rientra da Paesi extra UE a controllare accuratamente valigie e bagagli, evitando di introdurre piante vive, semi, talee, bulbi, fiori recisi, frutta o verdura fresca. Un gesto semplice che contribuisce in concreto a salvaguardare l’agricoltura, gli ecosistemi e il patrimonio naturale della provincia.

Alleanza europea per l'edilizia abitativa, l'Ue vuole semplificare le norme

Città europee, foto Ibis

La Commissione europea ha avviato in questi primi giorni di luglio 2026 una nuova raccolta di contributi tra gli Stati membri. Obiettivo acquisire pareri sulle norme che incidono su offerta e accessibilità economica degli alloggi. Il materiale confluirà nella predisposizione di un pacchetto che semplifichi il settore dell'edilizia abitativa. L'invito è stato rivolto alle autorità nazionali, regionali e locali, ma anche alle molteplici parti interessate che direttamente conoscono i problemi, compresi gli ambiti dell'edilizia abitativa, delle costruzioni, della finanza e della società civile in genere. Insomma, ciascuno può avere buone valutazioni e aiuto alle soluzioni.
Tutta l'Unione europea, per motivi plurimi, sta affrontando una crisi dell'accessibilità economica degli alloggi e il quadro normativo frammentato negli Stati membri trascina complessità. Questo elemento aumenta inutilmente gli oneri amministrativi, i costi e anche i ritardi.
«La Commissione - spiega una nota - ha fatto della semplificazione una priorità del proprio operato e ha già proposto oltre dodici ampi pacchetti di semplificazione, che consentiranno risparmi sui costi amministrativi pari a circa 18 miliardi di euro all'anno. Il futuro pacchetto di semplificazione per l'edilizia abitativa rientra in questo impegno. Prevista per il 2027 nell'ambito del piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, l'iniziativa esaminerà in che modo la legislazione dell'UE influisce sull'offerta di alloggi e sulla loro accessibilità economica, con l'obiettivo di contribuire alla realizzazione di abitazioni più accessibili e sostenibili».
Chi desideri presentare dei contributi ha tempo fino al 30 settembre 2026. Si dovrà indicare come le norme dell'Unione incidano sull'offerta di alloggi, proporre suggerimenti pratici di semplificazione e portare esempi di “buone pratiche”. Richiesto inoltre di distinguere, per quanto possibile, tra gli effetti derivanti dalla legislazione dell'UE e quelli dovuti all'attuazione o alla regolamentazione a livello nazionale. Questo esercizio – viene specificato – sarà utile all'UE per individuare, valutare e affrontare le cause della complessità normativa, dei ritardi e degli elevati costi. Fine ultimo, migliorare l'offerta di alloggi.
Nell'ambito del processo di consultazione, la Commissione organizzerà workshop e incontri con gli Stati membri e le autorità locali, valorizzando il potenziale della nuova "Alleanza europea per l'edilizia abitativa".

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

Pedemontana piemontese, al via la costruzione della tratta Masserano-Ghemme

Completamento previsto in quasi cinque anni

Partita la costruzione del nuovo tracciato della Pedemontana Piemontese tra Masserano, in provincia di Biella, e Ghemme, in provincia di Novara. Sarà lungo circa 15 chilometri e collegherà la statale 758 a Masserano e l’Autostrada A26 a Ghemme. I lavori, per un investimento complessivo di circa 384,5 milioni di euro, saranno eseguiti dall’impresa Webuild con la controllata Cossi Costruzioni.
La cerimonia si è svolta al campo base allestito a Ghislarengo, in provincia di Vercelli, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei ministri dei trasporti Matteo Salvini e dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, oltre l’assessore regionale Infrastrutture del Piemonte Enrico Bussalino e l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme.
L’arteria stradale attraverserà i territori delle province di Biella, Vercelli e Novara, interessando sette comuni: Masserano, Brusnengo, Roasio, Lozzolo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme. Il nuovo tracciato presenterà una sezione composta da due carreggiate separate dallo spartitraffico centrale, ciascuna con due corsie per senso di marcia per una larghezza complessiva di ventidue metri.
La tratta Masserano-Ghemme si inserisce nel progetto più ampio di collegamento stradale tra la A4 Torino-Milano a Santhià e la A26 Genova–Gravellona Toce a Ghemme.Sono previsti quattro svincoli per il collegamento della viabilità con le località Masserano, Roasio, Gattinara e con la A26 nel comune di Ghemme e la realizzazione di sei cavalcavia di scavalco della viabilità esistente, sei sottopassi e sei viadotti sui corsi d’acqua, uno dei quali, sul fiume Sesia, lungo 820 metri. Gli interventi cominceranno dal ponte sul fiume Sesia e il loro completamento è fissato in quattro anni e sei mesi di lavoro.

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