Edizione n.1 di mercoledì 20 gennaio 2021

Prima pagina

Varese, la pandemia non ferma la mobilitazione del volontariato

Acquisite strumentazioni di avanguardia con due raccolte fondi
Tamponi covid 19, Varese, donazioni ospedale, Circolo della bontà_raccolta fondi coronavirus
Ponte del Sorriso Rubina

A Varese la seconda ondata del covid non solo non ha fermato, ma ha addirittura stimolato ulteriormente l'attività del volontariato a sostegno della sanità pubblica. Alla vigilia delle feste natalizie le fondazioni Il Circolo della Bontà e Il Ponte del Sorriso hanno potenziato la qualità del servizio di alcuni reparti degli ospedali cittadini con due strumentazioni di avanguardia.

“FERRARI DEI TAMPONI” ALLA MICROBIOLOGIA
Donata all’Asst dei Sette Laghi dal Circolo della Bontà

A metà dicembre 2020 nel laboratorio di microbiologia dell'Asst dei Sette Laghi di Varese è entrata in attività la “Ferrari dei tamponi”, che consente il raddoppio della capacità diagnostica e il miglioramento nella gestione e refertazione automatica dei test. L’imponente macchina (valore patrimoniale 80mila euro) è stata donata dalla Fondazione Circolo della Bontà Onlus con i fondi raccolti in due mesi alle prime avvisaglie di una rilevante ripresa dei contagi.
La macchina è stata installata nel reparto di Microbiologia, diretto dal professor Fabrizio Maggi, e aggiunge ulteriore valore al patrimonio tecnologico degli ospedali di Asst dei Sette Laghi. «Di fronte alla severità della seconda ondata, alla necessità di moltiplicare il volume dei tamponi giornalieri - ha dichiarato il presidente della fondazione Gianni Spartà - abbiamo risposto a una richiesta prospettataci dal direttore generale e lo abbiamo fatto seguendo gli insegnamenti di Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione civile italiana e nostro “garante” fino alla sua scomparsa: “Non solo fare presto, possibilmente fare prima”».

TELECAMERA PER CHIRURGIA LAPAROSCOPICA ALLA GINECOLOGIA
Strumentazione di ultima generazione il regalo natalizio della Fondazione Il Ponte del Sorriso all'Ospedale Filippo Del Ponte

È invece una telecamera per la chirurgia laparoscopica di ultima generazione il dono natalizio fatto dalla Fondazione Il Ponte del Sorriso alla Ginecologia dell'Ospedale Filippo Del Ponte, diretta dal professor Fabio Ghezzi. «La telecamera – ha dichiarato Ghezzi - rappresenta la punta di diamante delle già sofisticate tecnologie che quotidianamente abbiamo a disposizione nelle nostre sale operatorie. Il nuovo strumento si integra con la tecnologia attualmente in uso, anch'essa donata nel 2015 dal Ponte del Sorriso».
Lo strumento (valore di 49.000 euro) unisce le tecnologie 3D e 4K con l'imaging in fluorescenza, permettendo al chirurgo di lavorare basandosi su informazioni di altissimo livello qualitativo. In pratica, viene iniettata direttamente nel tumore o per via endovenosa una sostanza fluorescente (verde di indocianina) che permette di identificare le vie di diffusione del tumore, visualizzandole in tempo reale come immagini in fluorescenza sovrapposte ad immagini anatomiche in luce bianca ad alta risoluzione.
Inoltre, la medesima tecnologia consente di verificare la vascolarizzazione residua degli organi che sono stati operati. Questo permette una maggior precisione nella dissezione anatomica dei linfonodi e delle rispettive vie linfatiche durante gli interventi di chirurgia endoscopica mini-invasiva e consente di valutare la corretta vascolarizzazione in caso di asportazione di tratti di intestino o di uretere.
MEMORIAL DI PALLAVOLO
«Questa donazione - ha sottolineato la presidente della fondazione Emanuela Crivellaro - è dedicata a Martina, una bellissima donna tre anni fa volata in cielo, a 23 anni, per un tumore. Il papà Francesco ha dato vita al Memorial Martina Carà, un torneo di pallavolo, sport che Martina praticava, che si tiene ogni anno, in coincidenza del compleanno di Martina, con l'intento di devolvere il ricavato a Il Ponte del Sorriso». Tutti i soldi vengono destinati a progetti concreti come questa telecamera che, sia per i tumori ginecologici sia in ambito chirurgico pediatrico, consentirà cure più efficaci a mamme, donne e bambini, raggiungendo grandi risultati per la loro salute.
Al Del Ponte nel 2020 sono stati eseguiti nel reparto di ginecologia e ostetricia oltre mille interventi maggiori e di questi duecentosei sono stati effettuati dall'inizio di ottobre 2020, quando Varese è stata investita dalla seconda ondata della pandemia da coronavirus.  

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Imposizione fiscale frontalieri, nuovo trattato tra Svizzera e Italia

Cgil, Cisl e Uil: «Aperta una nuova stagione»

Il 23 dicembre 2020 gli Stati italiano e svizzero hanno raggiunto l'accordo sull’imposizione fiscale dei lavoratori italiani frontalieri che prestano la propria attività quotidiana in Svizzera, superando tanto gli accordi del 3 ottobre 1974, quanto l’accordo parafato del 22 dicembre 2015. Nella stessa mattinata Cgil, Cisl, Uil, il Governo italiano e le associazione dei Comuni di confine, con il sostegno delle organizzazioni sindacali svizzere Unia, Ocst e Syna, hanno sottoscritto «un’intesa che migliora ed integra il trattato internazionale».
Questo il commento unitario diffuso il 23 dicembre a Roma dalle rappresentanze sindacali nazionali.

«UN PUNTO DI EQUILIBRIO»

Il negoziato di questi mesi ha consentito alle parti di giungere ad un punto di equilibrio che, passando anche sulla frontiera elvetica dalla tassazione esclusiva alla tassazione concorrente (come già previsto nella maggior parte dei confini italiani) e prevenendo il rischio della doppia imposizione, ha introdotto una clausola di salvaguardia per i frontalieri a partire dal 31 dicembre 2018 e fino alla conclusione dell’iter di recepimento con l’entrata in vigore del nuovo accordo (nell’anno successivo all’approvazione dei due Parlamenti). Tale condizione, che determina un requisito soggettivo per tutta la vita lavorativa, estende il mantenimento dei trattamenti attuali anche a coloro che stipuleranno un nuovo rapporto nei prossimi anni fino all’applicazione delle nuove condizioni, superando la previsione dell’accordo del 2015 che, al contrario, lo limitava ai lavoratori in forza al 31/12/2020.

Il negoziato ha inoltre permesso che il nuovo trattamento, che andrà a regime successivamente all’entrata in vigore del trattato, possa ridurre sensibilmente le differenze tra i lavoratori e consentire una maggior difesa dei salari medio/bassi, attraverso gli impegni assunti per: l’innalzamento della franchigia a 10.000 euro (credito d’imposta incrementato per tutti i lavoratori frontalieri italiani nei paesi confinanti o limitrofi), la non imponibilità degli assegni familiari, la deducibilità dei contributi obbligatori per i prepensionamenti.
Il contesto di una crisi economica conseguenza della pandemia ha richiesto che il negoziato rafforzasse tanto gli strumenti di tutela per i lavoratori frontalieri in caso di disoccupazione attraverso l’innalzamento della Naspi in relazione alla retribuzione effettivamente percepita, quanto che il Governo si assumesse l’impegno sul riconoscimento delle pari condizioni per l’uso sempre più diffuso del lavoro agile.
Il negoziato ha portato alla definizione di un tavolo interministeriale per la definizione dello Statuto dei Lavoratori frontalieri, che avvierà i propri lavori entro aprile del 2021, al fine di individuare per gli oltre 105.000 lavoratori frontalieri, in uscita e in ingresso dall’Italia, una normativa omogenea in materia di sicurezza sociale, mercato del lavoro, dialogo sociale e cooperazione internazionale.
A fianco dei Comuni di frontiera, delle cui comunità locali i frontalieri sono parte rilevantissima, il negoziato ha consentito il mantenimento dei ristorni nella fascia dei 20 km dal confine svizzero fino al 2033 e, successivamente, la garanzia strutturale di risorse finanziarie in termini di trasferimenti dallo Stato fino al 50% di parte corrente, in misura costante e pari a quanto determinato per l’anno 2019 (87.661.383 euro o 94.837.042 franchi svizzeri).
Il negoziato ha inoltre stabilito il principio secondo cui, al netto del finanziamento dei trasferimenti a compensazione dei ristorni e delle misure fiscali e previdenziali di cui al presente accordo, l’eventuale extragettito sarà reinvestito in progetti di sviluppo economico e sociale dei Comuni di frontiera.
CGIL - CISL - UIL - UNIA - USS Ticino e Moesa - OCST - SYNA Sindacati 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Busto Arsizio, terreni comunali tornano all’agricoltura

Accordo tra amministrazione comunale e Coldiretti sulla tutela di 50 ettari

Anche nella quarta provincia italiana a maggior consumo di superfici verdi si apre un nuovo orizzonte sul consumo del suolo. A Busto Arsizio, la città più popolosa della provincia di Varese, tornano all’agricoltura più 50 ettari di terreno.
La giunta comunale con il sindaco Emanuele Antonelli ha il 16 dicembre 2020 approvato un accordo con Coldiretti Varese, a guida del presidente Fernando Fiori, per valorizzare terre di propria disponibilità, che di fatto risultano incolte o non più in conduzione, libere da contratti e non destinate nel breve periodo ad altri usi.
CONTRATTO
Il contratto, a titolo oneroso, avrà durata di cinque annate agrarie consecutive, con la possibilità per la parte conduttrice di ottenere in locazione le aree registrate su oltre cento mappali comprendenti anche Borsano e Sacconago per un ulteriore periodo di cinque anni, a seguito di richiesta scritta, per un periodo complessivo massimo di quindici anni a partire dalla data di stipula del primo contratto. Inoltre, per favorire l’insediamento dei giovani agricoltori, a parità di richieste e di condizioni, verranno favoriti gli under 35.
La provincia di Varese, con quasi il 21% del territorio sottratto dal cemento all’attività agricola e boschiva, è terza in Lombardia per consumo di suolo (dopo i territori di Monza-Brianza e dell’area metropolitana milanese) e quarta a livello italiano, meglio solo di Napoli. Secondo le elaborazioni di Coldiretti Varese su dati Ispra, tra 2012 e 2019 in Lombardia il consumo di suolo si è di fatto mangiato 43 milioni di chili di seminativi, 20 milioni di chili di foraggere. Nel Varesotto la cementificazione colpisce soprattutto le aree di pianura sull’asse Busto Arsizio-Gallarate-Cassano Magnago, dove le percentuali di consumo del suolo raddoppiano decisamente (e con ampio scarto) il dato provinciale.
Per il presidente di Coldiretti Varese, è auspicabile che questo primo atto possa essere seguito anche dagli altri comuni della provincia. «Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, è necessario seguire l’esempio di Busto Arsizio e agire per un cambio di rotta che punti a difendere il patrimonio agricolo provinciale e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola, sostenendo il lavoro e l’orientamento delle giovani imprese che decidono di fare agricoltura». 

Mendrisio, terminato il rinnovo della stazione

Il raccordo delle linee Lugano-Varese-Como adeguato al traffico della galleria di base del Monte Ceneri
Foto di Nicola Demaldi-Stazione Mendrisio l'accesso al sottopasso centrale da via Catenazzi
Foto Nicola Demaldi - Stazione Mendrisio i nuovi SID al marciapiede 1.jpg

A Mendrisio (Canton Ticino) la stazione è, da inizio dicembre 2020, a tutti gli effetti priva di barriere architettoniche. Il rinnovo dell'infrastruttura, iniziato negli ultimi anni, è stato completato e la clientela può ora entrare e uscire senza ostacoli dai treni a pianale ribassato come i treni Flirt TiLo.
Da fine ottobre 2019 a fine novembre 2020 il binario e il marciapiede 1 sono stati oggetto di un risanamento totale. Il marciapiede 1, come precisa una nota delle Ferrovie Federali Svizzere, era l’ultimo marciapiede della stazione che, fino a fine 2019, presentasse un dislivello per accedere ai treni TiLo. Il marciapiede centrale era stato risanato alcuni anni fa, quando venne rifatto anche il sottopasso centrale, mentre il marciapiede 3 - realizzato per l’apertura della linea ferroviaria Mendrisio-Varese – era stato realizzato già conforme alle moderne direttive.
Tutti e tre i marciapiedi sono inoltre lunghi 220 metri, consentendo ai treni Flirt TiLo di fermarsi in doppia composizione. Si è anche lavorato al binario 1, dove la posa di nuovi scambi consente ora ai convogli entrare e uscire ad una velocità maggiore. «La stazione di Mendrisio – rilevano le Ffs - è una delle prime stazioni in Svizzera ad essere dotata di nuovi schermi interattivi che visualizzano in modo immediato le informazioni di viaggio rilevanti, come l’orario e le perturbazioni sulla rete ferroviaria. Tre apparecchi di nuova generazione Smart information display sono stati installati nella zona del nuovo terminal bus e nell’accesso al sottopasso».
Nel frattempo proseguono i lavori di rinnovo e risanamento totale dello stabile viaggiatori. Iniziati con un leggero ritardo e fermati in parte durante la prima ondata di coronavirus della primavera 2020, dovrebbero terminare tra un anno circa, a fine 2021. In questo periodo il centro viaggiatori continua ad accogliere i clienti nella struttura provvisoria, di fronte alla stazione. 

*La stazione nelle foto di Nicola Demaldi

Varese, resistono i voli della cicogna

Nel 2020 i nati nell’Asst dei Sette Laghi sono stati 3831, in linea con il dato 2019
La nascita nel tempo del Covid, foto Asst Sette Laghi

Tra Varese, Tradate e Cittiglio nel 2020 il covid non ha interrotto i voli della cicogna. Nell’Asst dei Sette Laghi i nati sono stati 3831, in linea con il dato 2019. L’ultimo arrivo dell'anno è stato annunziato alle 23.53 del 31 dicembre dal vagito di un bambino di origine pakistana all’ospedale Filippo Del Ponte di Varese, mentre il 2021 è cominciato alle ore 0.13 con il primo sorriso di una neonata di Valganna.
Se a Cittiglio non si sono registrati parti, a Tradate il 2020 si è concluso con la nascita di un piccolo di origine tunisina, che ha visto la luce alle 12,23 del 31 dicembre, mentre il primo nato è arrivato a Capodanno alle ore 6.43 per abbracciare la famiglia residente a Gallarate.
In totale, nel 2020, i nati nei tre punti nascita della Asst dei Sette Laghi sono stati 3831, sole 84 unità in meno delle 3915 del 2019 rispetto ad una media nazionale in calo del 3% secondo le proiezioni Istat e una diminuzione delle nascite in Lombardia ancora più pronunciata. La percentuale dei nuovi nati da entrambi genitori di origine straniera si mantiene stabile intorno al 20%. 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

Condividi contenuti