Edizione n.24 di mercoledì 17 luglio 2019

Prima pagina

Sbarco sulla luna, profumo di storia anche per una azienda bustocca

Gli stemmi ricamati sulle tute spaziali degli astronauti protagonisti dell’allunaggio del 1969 furono realizzati con macchine della Comerio Ercole
Comerio Ercole,Targa Astronauti.jpg
Comerio Ercole_Macchinario

Sarà una giornata, quella di sabato 20 luglio 2019, un po' importante anche per la Comerio Ercole Spa l'anniversario del primo sbarco dell'uomo sulla luna. Fu infatti l’azienda bustocca a fornire le macchine con cui sarebbero stati realizzati gli stemmi ricamati sulle tute spaziali dei protagonisti dell’allunaggio del 1969.
Il 16 luglio 1969 dal Kennedy Space Center di Cap Canaveral viene lanciato il razzo vettore Saturno V e il 20 luglio il modulo lunare tocca il satellite con i tre astronauti Neil Armostrong, Edwing “Buzz” Aldrin e Michael Collins. «È significativo - commenta l'amministratore delegato Riccardo Comerio – ricordare oggi, dopo cinquant'anni, quell’evento così importante per l’umanità ed anche per lo sviluppo tecnologico di una azienda come la Comerio Ercole Spa, che non ha mai smesso di innovare, sperimentare e progettare, essendo ancora oggi un riconosciuto costruttore di macchine ed impianti “100% Made in Italy” a livello mondiale, con un team composto da circa duecentocinquanta collaboratori, per la lavorazione delle materie plastiche, della gomma e dei tessuti non tessuti con realizzazioni in ogni parte del mondo».
La Comerio Ercole era leader mondiale nella costruzione di macchine da ricamo su tessuti a navetta, un settore particolare e tuttora molto attivo in provincia di Varese, e vendette e installò due macchine automatiche da ricamo nella ditta statunitense Bernhard Conrad AB Emblem di Weaverville, nel Nord Carolina. L’azienda americana era da poco divenuta esclusivista mondiale della Nasa per la produzione degli stemmi delle missioni nello spazio.
Due aziende lontane geograficamente ma quasi coetanee nelle origini. La Comerio Ercole nasce nel 1885 a Busto Arsizio, mentre la Bernhard Conrad viene fondata negli Stati Uniti nel 1892. Tra le due imprese inizia un rapporto di lunga collaborazione, corroborata da stima e amicizia tra i due fratelli Rinaldo ed Emilio Comerio con i loro due omologhi americani Kurt ed Enry Conrad.

STEMMI
Gli stemmi ricamati sulle tute sono vere e proprie opere d’arte per la ricchezza dei disegni e dei differenti filati utilizzati e sono poi divenuti la caratterizzazione più visibile sugli equipaggiamenti degli astronauti. La macchina da ricamo è una sorta di telaio a navetta, molto complesso per la sua costruzione meccanica, lungo circa quindici metri e con oltre mille aghi che lavoravano contemporaneamente con differenti filati di diversa colorazione.
La Comerio Ercole conserva nell’Archivio Museale una targa ricordo con la firma autografa degli astronauti.  

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Varese, inaugurata la nuova sede della Guardia di finanza

Tutti i reparti riuniti nell'ex Collegio Convitto Civico
Nuova caserma Gdf Varese
Aniceto Verdecchia

Inaugurata il 13 luglio 2019 a Varese la nuova caserma della guardia di finanza, sede del comando provinciale, del nucleo di polizia economico-finanziaria, del gruppo e della compagnia. Alla cerimonia erano presenti il comandante generale delle fiamme gialle, generale di corpo d’armata Giuseppe Zafarana, il sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, il ministro del Miur Marco Bussetti, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il presidente della Provincia di Varese Emanuele Antonelli.
Il comandante provinciale di Varese, generale di brigata Marco Lainati, ha accolto anche il comandante in seconda, generale di corpo d’armata Edoardo Valente, e l’intera linea gerarchica territoriale con il comandante interregionale dell’Italia Nord occidentale, generale di corpo d'armata Giuseppe Vicanolo, e il comandante regionale Lombardia, generale divisione Piero Burla.
Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, ha donato alla caserma il tricolore, consegnandolo nelle mani del comandante generale. Dopo la benedizione della struttura, a cura del vicario generale della diocesi di Milano, monsignor Francesco Agnesi, è avvenuto il taglio del nastro e la scopertura della targa di intitolazione della caserma da parte della madrina della cerimonia, Maria Teresa Verdecchia, sorella del militare decorato. 

L’immobile si trova in via Pasubio n. 6 e, nato come Collegio Convitto Civico, è stato nel tempo sede di uffici pubblici. L'intitolazione è dedicata alla memoria del finanziere Aniceto Verdecchia, decorato di medaglia d’argento al valor militare, originario di Guarcino (Frosinone) e caduto nella notte del 29 giugno 1968 durante un’operazione di servizio anticontrabbando.
Avvistati dei contrabbandieri nel fiume Tresa, il giovane militare tentò di fermarne uno che, incurante dell'intimazione di alt, aveva cercato di riguadagnare la sponda elvetica spingendo lungo il fiume un canotto carico di merce. Un commilitone lo seguì, ma, non sapendo nuotare, rischiava di essere travolto dalla corrente. Il finanziere, pur abile nuotatore e in grado di cavarsela, non pensò a sé, ma rimase avvinto al canotto per rincuorare e soccorrere il collega. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Bracconaggio nel Po, individuate le basi potenziali della pesca illegale

Sono 166 punti di imbarco e sosta degli automezzi lungo tutto il fiume

Sono state individuate lungo tutta l'asta del fiume Po centosessantasei potenziali punti di imbarco e sosta degli automezzi utilizzati nell'attività di bracconaggio. Entro la fine di agosto 2019 sarà elaborata una mappa interattiva, che sarà messa a disposizione delle prefetture per il monitoraggio dei siti.
Sono questi i primi frutti del protocollo d'intesa triennale per il controllo della pesca illegale nel grande fiume, siglato nel 2018 tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, le prefetture di Milano, Torino, Venezia e Bologna e l'Autorità di bacino del fiume Po. Il piano operativo prevede un potenziamento delle forze di Polizia provinciale e locale anche con adeguamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione. 

I punti di imbarco pesca, sbarco e sosta degli automezzi di appoggio utili ed utilizzati nell'attività di bracconaggio, previsti per ogni provincia, sonootto a Ferrara, quattordici a Parma, sedici a Piacenza, undici a Reggio Emilia, quarantasei a Lodi, tredici a Mantova, sette a Cremona, quarantadue a Pavia, nove a Rovigo.
I contraccolpi della pesca illegale si fanno sempre più sentire. Hanno contribuito a indebolire la biodiversità nel Po e a diminuire il numero di esemplari di specie autoctone, come lo storione e l'anguilla. «Per questo vogliamo intervenire con decisione e in maniera coordinata affinché vengano tutelatate la fauna e le attività di pesca legale. Ora faremo una verifica su questi centosessantasei punti di attracco per capire quali siano già utilizzati e concentrare meglio le energie» hanno dichiarato gli assessori regionali alla Pesca di Lombardia ed Emilia-Romagna, Fabio Rolfi e Simona Caselli, durante il tavolo interregionale del 10 luglio 2019 a Palazzo Lombardia.
«Uno strumento innovativo consentirà alle forze dell'ordine di intervenire in modo mirato ed efficace» ha aggiunto il segretario generale dell'Autorità di Bacino Meuccio Berselli. «Stiamo ultimando una rilevante attività di analisi nel dettaglio delle necessità e questo diventerà a breve un mezzo prezioso per intervenire. Chi avrà il compito di vigilare per scongiurare il grave fenomeno del bracconaggio sul Po, potrà contare su conoscenze approfondite del territorio e tecnologie digitali avanzate». 

Laghi lombardi, 4,7 milioni per trentun nuovi interventi

Nel triennio 2019-21 saranno potenziate infrastrutture, portualità e navigazione turistica e di linea
ANGERA imbarcadero

Nel triennio 2019-2021 in Lombardia verranno realizzate cinque nuove opere sul lago Maggiore, cinque sul lago d'Iseo, quattro sul lago di Garda, tredici sul Lario e quattro sul lago Ceresio, oltre a quelle già in corso di realizzazione e precedentemente finanziate. Il 15 luglio 2019 la giunta regionale, su proposta dell'assessora Claudia Maria Terzi, ha assegnato alle Autorità di bacino lacuale (Laghi di Garda, Iseo, Maggiore, Lario e Ceresio) 4,7 milioni di euro per potenziare infrastrutture, portualità e navigazione turistica e di linea.
Le opere vanno dalla riqualificazione e consolidamento delle sponde in stato di dissesto alla realizzazione di porti e pontili, dalla valorizzazione di passeggiate a lago all'ammodernamento delle strutture per la navigazione di linea e da diporto. Di seguito la programmazione, i costi, i contributi a carico di Regione Lombardia per gli anni 2019 e 2020 e gli interventi dei laghi in territorio di Varese e di Como.

LAGHI VARESE, OLTRE 1 MILIONE PER 9 INTERVENTI
Per i laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese il costo totale delle cinque opere in altrettanti comuni della provincia di Varese sarà di 1.015.000 euro, 507.500 dei quali a carico di Regione Lombardia:
-ANGERA, risanamento sponde dell'isolino Partegora e riqualificazione della passeggiata a lago tra campo da calcio e area a lago. Costo compressivo 270.000 euro. Regione Lombardia contribuisce con 135.000 euro per gli anni 2019 e 2020;
-AUTORITÀ DI BACINO PORTO CERESIO, opere di bonifica dei dissesti del tratto lungolago di piazza Sant'Ambrogio. Il costo dell'opera è di 330.000 euro, il contributo regionale è di 198.000 euro;
-AUTORITÀ DI BACINO PORTO CERESIO, opere di riqualificazione pontile della navigazione. Il costo complessivo dell'opera è di 70.000 euro, il finanziamento di Regione Lombardia è di 50.000.
-BREZZO DI BEDERO, formazione scivolo di alaggio e consolidamento arenile con manutenzione pontile a lago. Costo complessivo 60.000 euro, di cui 30.000 messi da Regione Lombardia;
-COMABBIO, realizzazione nuovo pontile a servizio della navigazione. Costo totale 70.727 euro, 29.700 dei quali da Regione Lombardia.
-LAGHI CERESIO, PIANO E GHIRLA - Per i laghi Ceresio, Piano e Ghirla il costo totale delle quattro opere è di 1.172.000 euro, di cui 520.000 messe a disposizione da Regione Lombardia:
-LAVENA PONTE TRESA, riqualificazione collegamento pedonale area portuale Du lac-ex Lido Chiosco. Il costo dell'opera è di 330.000 euro, 165.000 dei quali finanziati da Regione Lombardia.
-LEGGIUNO, manutenzione straordinaria del molo del porto di Reno. Costo totale di 310.000 euro. Regione Lombardia partecipa con 155.000 euro suddivisi, come tutti gli interventi, negli anni 2019 e 2020.
-MACCAGNO, per il comune di Maccagno con Pino e Veddasca è prevista la realizzazione del pontile di approdo a servizio della caserma della Guardia di finanza e la riqualificazione spondale per una spesa complessiva di 120.000 euro di cui 60.000 da Regione Lombardia;
-PORTO CERESIO, riqualificazione parco comunale di via Roma-lungolago Vanni. Il costo totale è di 442.464 euro, il contributo della Regione Lombardia è di 107.000 euro;
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LAGHI LARIO E MINORI, OLTRE 1 MILIONE PER 13 INTERVENTI
Per i Laghi Lario e i laghi minori il costo totale delle tredici opere nei comuni delle province di Como e Lecco è di 2.105.000 euro, 1.090.000 dei quali a carico di Regione Lombardia:
-AUTORITÀ DI BACINO, dragaggi strutturali dei porti regionali (Menaggio, Vercurago, San Siro, Bellano). Il costo complessivo è di 200.000 euro. Il contributo della Regione Lombardia ammonta a 120.000 euro;
-BOSISIO PARINI, riqualificazione delle rive del Lago di Pusiano - località Precampell. Il costo dell'opera è di 180.000 euro, il finanziamento della Regione Lombardia è di 65.000 euro;
-COLICO, manutenzione straordinaria mantellata del porto regionale. Il costo dell'opera ammonta a 100.000 euro, il contributo di Regione Lombardia a 60.000 euro;
-COLONNO, riqualificazione e messa in servizio dell'ex pontile della navigazione pubblica da adibire a navigazione da diporto con possibilità scalo. Il costo dell'opera è di 100.000 euro. Il contributo di Regione Lombardia è di 60.000 euro;
-DERVIO, manutenzione straordinaria delle rampe di alaggio pubblico in prossimità del Porto Santa Cecilia. Il costo totale è di 80.000 euro. Il contributo di Regione Lombardia è di 48.000 euro;
-EUPILIO, riqualificazione area arrivo con posizionamento strutture galleggianti e torretta. Il costo dell'opera ammonta a 120.000 euro, il finanziamento della Regione Lombardia a 60.000;
-GARLATE, sostituzione del pontile di attracco pubblico per carico e scarico. Il costo totale è di 30.000 euro, 15.000 dei quali messi a disposizione da Regione Lombardia;
-GERA LARIO, intervento urgente per contenimento cedimento banchina porto regionale. Il costo complessivo è di 65.000 euro. L'importo a carico di Regione Lombardia è di 39.000 euro;
-GERA LARIO, riqualificazione del tratto del lungolago adiacente al porto regionale. Il costo complessivo è di 250.000 euro, il contributo di Regione Lombardia è di 125.000;
-GRIANTE, riqualificazione e ampliamento del pontile di attracco pubblico di carico e scarico. Il costo complessivo è di 40.000 euro, il finanziamento di Regione Lombardia di 20.000 euro;
-MALGRATE, completamento passeggiata a lago, lotto VI. Costo totale di 800.000 euro. Regione Lombardia mette a disposizione 400.000 euro;
-MENAGGIO, intervento urgente per contenimento cedimento scala di accesso a lago. Il costo totale è di 60.000 euro. Regione Lombardia contribuisce con 30.000 euro;
-TORNO, messa in sicurezza e consolidamento statico muro nord porto regionale. Il costo totale è di 80.000 euro, il contributo regionale di 48.000 euro.

Varese, all'Ospedale Del Ponte diagnosi avanzata in ogni ambito ginecologico

Da aprile aperto un Centro di diagnostica ecografica pelvica ginecologica
diagnostica pelvica Del Ponte

Diagnostica avanzata in ogni campo della ginecologia, dall’infertilità alla stadiazione dell'endometriosi, alla definizione delle masse pelviche e all’oncologia. È il campo operativo del Centro di Diagnostica Ecografica Pelvica, istituito dall’aprile 2019 all’Ospedale Filippo Del Ponte di Varese.
L’ecografia pelvica è oggi talmente diffusa, da essere utilizzata abitualmente dal ginecologo come complemento alla semplice visita. Tuttavia, negli anni, gli avanzamenti tecnologici e culturali hanno fatto sì che alcuni specialisti si siano particolarmente dedicati allo studio e all’impiego di questa tecnica, consentendo, in mani esperte, il raggiungimento di livelli di accuratezza diagnostica cosi alti da essere impensabili anche solo qualche anno fa
Il ginecologo, se nel corso di un’ecografia di routine o della valutazione clinica ha un dubbio diagnostico o riscontra una patologia dell’apparato genitale, può richiedere al Centro un esame più avanzato. Una seconda valutazione presso un centro dedicato permette di definire la diagnosi (ad esempio fornendo una caratterizzazione ecografica dei tumori ovarici e uterini), di fornire al chirurgo informazioni dettagliate finalizzate a scegliere l'iter terapeutico più appropriato per la paziente o, viceversa, di programmare un percorso di follow up che mira a evitare un’aggressività chirurgica non appropriata e potenzialmente foriera di complicanze.
Inoltre con apparecchiature sofisticate e moderne, come la sonda vaginale 3D, spesso l’ecografia è in grado di fornire diagnosi accurate quanto la risonanza magnetica, riducendo tempi di attesa e costi. In casi selezionati, infine, l’ausilio di mezzi di contrasto consente un approccio moderno, dinamico e altamente accurato alla patologia ginecologica.
Il Centro si avvale della collaborazione con la Radiologia dell’Ospedale di Circolo e del Del Ponte per le eventuali integrazioni mediante tomografia computerizzata (Tac) e risonanza magnetica (Rm). Sono in corso diversi studi clinici che consentiranno un ulteriore sviluppo delle tecniche e delle conoscenze attuali.
Info e contatti: appuntamento con impegnativa tramite agenda interna Ambulatori dell'Ospedale. Numeri utili: +39-0332-299453 (lunedì-venerdì ore 10.30-15)
Nella foto: il team dedicato al Centro di Diagnostica Ecografica Pelvica ginecologica.

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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