Edizione n. 12 di mercoledì 14 aprile 2021

Prima pagina

Bellinzona, Locarno e Lugano, iniziata la rivoluzione del trasporto pubblico

Dal 5 aprile 2021 i tre centri del Canton Ticino raggiungibili in tempi di percorrenza notevolmente ridotti

A Locarno, l'atmosfera internazionale del Festival del Film di Locarno evocata dallo scintillio della struttura. A Lugano, una vista idilliaca sul lago Ceresio offerta da una costruzione in corda colorata. A Bellinzona, l'entrata in una nuova era all’insegna della mobilità sostenibile simboleggiata da una meridiana.
Sono le installazioni artistiche create nell'ambito del progetto delle Ferrovie Federali Svizzere "Ceneri 2020" e dal 7 aprile 2021 presenti nelle stazioni delle tre città per festeggiare la rivoluzione del trasporto pubblico in Canton Ticino. Simboleggiano l’avvicinamento tra i tre principali poli ferroviari, che dal 5 aprile 2021 sono raggiungibili in tempi di percorrenza notevolmente ridotti. La loro particolarità è rappresentata dalla storia narrata al loro interno. Tramite smartphone, è possibile scansionare un codice QR, grazie al quale si può vivere in prima persona queste affascinanti esperienze virtuali. 

ALCUNE NOVITÀ 2021 IN TICINO

In Ticino il 5 aprile 2021 è entrato in vigore l’orario definitivo 2021. Con il completamento della galleria di base del Monte Ceneri e del cantiere sulla tratta Contone-Tenero e con il conseguente completamento dei lavori di costruzione della Nfta (la nuova ferrovia transalpina, comunemente chiamata Alptransit), i collegamenti tra i principali poli del Cantone sono più rapidi e frequenti.
La nuova tratta RE80 è stata potenziata con la nuova linea S90, mentre la linea RE10 non è più in servizio. Inoltre, è entrato in servizio il collegamento diretto via tratta panoramica del San Gottardo Locarno-Zurigo/Basilea, in collaborazione con Schweizerische Südostbahn (SOB), che nell’orario intermedio si fermava a Bellinzona.
•NUOVA LINEA LOCARNO–LUGANO–CHIASSO–MILANO CENTRALE VIA GALLERIA DI BASE DEL MONTE CENERI (TILO RE80)
Con l’entrata in servizio dell’orario definitivo, la nuova linea RE80 è prolungata fino a Milano Centrale. I collegamenti RE80 circoleranno ogni 30 minuti fra Chiasso–Lugano–Locarno, ogni 60 minuti fra Milano Centrale–Chiasso–Lugano–Locarno.
La linea RE10 non sarà più in servizio, verrà sostituita dalla nuova linea RE80 tra Milano Centrale-Lugano e dalla linea S10/S50 tra Lugano–Bellinzona–Biasca.
•COLLEGAMENTO TRAMITE LA GALLERIA DI BASE DEL MONTE CENERI (Linea TILO S10/S5).
La linea S10/S50 ridurrà di circa 15 minuti la percorrenza tra Sottoceneri e Bellinzona, transitando via galleria di base del Monte Ceneri. La linea S10/S50 non servirà più le fermate della tratta di montagna del Monte Ceneri (Rivera-Bironico, Mezzovico, Taverne-Torricella, Lamone-Cadempino). Quest’ultime saranno servite dalla nuova linea S90.
I collegamenti circoleranno ogni 30 minuti tra Como S. Giovanni–Chiasso–Lugano–Bellinzona-Biasca. Tra Biasca e Lugano ci sarà così un treno diretto ogni 30 invece che ogni 60 minuti, come finora con la linea RE10.
•NUOVA LINEA TILO S90.
La nuova linea S90 circolerà tra Lugano e Giubiasco via tratta di montagna del Monte Ceneri. I collegamenti S90 circoleranno ogni 30 minuti fra Lugano e Giubiasco, con fermata in tutte le stazioni del traffico regionale. Ogni 60 minuti la S90 proseguirà fino e ripartirà da Mendrisio.
Per quanto riguarda il traffico a lunga percorrenza, già entrato in vigore nella sua interezza il 13 dicembre 2020, le uniche novità riguardano i nuovi orari di partenza dei collegamenti Intercity con pt. Lugano (xx.02 / xx.30) e pt. Bellinzona (xx.18 / xx.47) e il collegamento IR a cadenza oraria sulla tratta panoramica del San Gottardo da Zurigo/Basilea a Locarno grazie alla collaborazione con SOB.
SOB reintroduce il collegamento diretto dalla Svizzera tedesca a Locarno: con questa concessione integrale a lunga percorrenza, data dalle FFS, SOB percorrerà ogni ora la tratta panoramica del San Gottardo da Zurigo/Basilea–Arth-Goldau fino a Locarno. Su questa linea sarà utilizzato il nuovo moderno materiale rotabile del tipo “Traverso”. Tra Bellinzona e Locarno questo collegamento servirà le fermate di Giubiasco, Tenero e Cadenazzo.  

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Vaccino Reithera, anche due varesini nella sperimentazione

Sono stati selezionati tra le decine di volontari che avevano dato la loro disponibilità a sottoporsi al nuovo prodotto italiano

Ci sono anche due varesini tra i volontari selezionati per la sperimentazione del Reithera. Sono un uomo di Azzate e uno di Varese, che venerdì 2 aprile 2021 nell'Ospedale di Circolo di Varese si sono sottoposti alla somministrazione del vaccino italiano entrato nella fase 2.
L'operazione è stata eseguita dal personale del reparto infettivi sotto la supervisione della dottoressa Augusta Diani, direttrice del reparto vaccinazioni di Asst Sette Laghi e principal investigator della fase 2 varesina di Reithera. I due volontari riceveranno la seconda dose tra 21 giorni e saranno costantemente monitorati nei prossimi due anni. In particolare verranno sottoposti regolarmente a test sierologici per valutare il loro titolo anticorpale e ad esami ematochimici per verificarne la sicurezza.
«Se tutto andrà bene come nella fase 1 – ha dichiarato il direttore del reparto infettivologia e docente all'Università dell'Insubria Paolo Grossi - potremmo passare alla fase 3 già con il prossimo 15 giugno e chiedere la certificazione Ema e Aifa in autunno entrando subito in produzione. In fase 3 il panel sarà allargato a migliaia di residenti non solo in Italia ma anche all'estero. Disporre di un prodotto nazionale, sicuro, efficace e comodo - il prodotto potrebbe essere monodose ed è conservabile in un normale frigo - rappresenterà un valido aiuto alla campagna vaccinale di massa, specialmente a quelle che seguiranno negli anni futuri».
Nella stessa giornata del 2 aprile il Data Safety Monitoring Board, di cui cui fa parte il professor Grossi, ha comunicato di aver completato il panel di 750 volontari under 65. Resta da individuare una parte dei centocinquanta volontari over 65 per arrivare al numero totale di novecento persone della fase 2. A un terzo di esse viene somministrato placebo, a un terzo una dose piena e una successiva dose di placebo, a un terzo la stessa dose ma in due somministrazioni distanziate di tre settimane una dall'altra. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Linea Milano-Roma, treni 'covid tested'

Sperimentazione dal 15 aprile fino al 30 giugno 2021
Milano stazione centrale

Sulla linea Milano-Roma dal 15 aprile fino al 30 giugno 2021 circoleranno, in forma sperimentale, treni 'covid tested'. Stazioni di partenza saranno Milano Centrale e/o Rogoredo. Lo prevede un'ordinanza firmata il 9 aprile dal governatore della Lombardia Attilio Fontana.
A bordo potranno viaggiare solo passeggeri risultati negativi al tampone molecolare o antigenico effettuato entro le 48 ore precedenti allo spostamento oppure che faranno il test (gratuito) prima di salire sul treno. Esentati solo i bambini fino ai sei anni. L'ordinanza precisa che «i passeggeri già prenotati sulle corse individuate come 'covid-tested', qualora decidano di non sottoporsi ai test antigenici rapidi per la salita a bordo o siano esentati in ragione della presentazione di un certificato medico relativo alle condizioni di salute, non possono viaggiare sulla corsa prenotata, ma sono trasferiti gratuitamente su uno degli altri collegamenti attivi sulla medesima tratta Milano-Roma della stessa impresa ferroviaria, a seguito di richiesta in tal senso presentata all'impresa ferroviaria». 

Vaccinazione persone fragili e distanti, arriva il Microcentro Mobile

Il 9 e 10 aprile ha fatto tappa a Pino, Tronzano, Armio, Dumenza e Agra
Microcentro Mobile

A Pino e Armio, frazioni di Maccagno con Pino e Veddasca, e a Tronzano (Varese) il 9 aprile 2021 ha fatto tappa il Microcentro mobile messo a disposizione da Anci Lombardia per la campagna vaccinale anticovid delle persone più anziane e fragili residenti in luoghi distanti rispetto al centro vaccinale massivo di riferimento. Il giorno seguente ha raggiunto Dumenza e Agra.
La zona conta circa cinquecento persone fragili bisognose di sostegno per effettuare la vaccinazione ed è stata individuata dal progetto dell’Agenzia regionale emergenza urgenza con Ats Insubria e Anci Lombardia grazie alle segnalazioni ricevute dai medici.
«Il Microcentro Mobile – ha dichiarato il segretario generale di Anci Lombardia Rinaldo Mario Redaelli – è pienamente operativo e al servizio di anziani e persone impossibilitate a muoversi dal proprio domicilio per motivi di salute residenti in aree urbane ed extraurbane o distanti dai grandi centri vaccinali con mezzi pubblici o con tempo di percorrenza con mezzi privati superiori ai trenta minuti e popolazione inferiore ai 13000 abitanti».
Il posto è bello ma svantaggiato perché lontano dalle principali vie di comunicazione. Da queste zone si impiega più di un'ora per raggiungere il centro vaccinale massivo di Rancio Valcuvia e in questo modo la sanità viene portata a casa delle persone. «Con la nostra presenza diamo un segnale importante che le istituzioni ci sono e che siamo una comunità che si prende cura dei suoi anziani» è stato il commento del sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera.
Il progetto, oltre a dare supporto ai medici di medicina generale impegnati già in un programma specifico per le persone più fragili, punta a coinvolgere tutti coloro che abitano lontano dai centri vaccinali operativi. «Lo stiamo facendo con tanti strumenti, uno tra questi il micro centro mobile» ha spiegato Guido Garzena, medico di Ats Insubria Cure primarie e Protezione Civile. «Andremo anche nel comasco e in altre valli. Il progetto servirà per valutare un suo eventuale uso anche nei centri abitati urbani, come punto di rifornimento di vaccini per i medici». 

Varese, Bollini rosa all’ospedale Del Ponte

Prestazioni gratuite dedicate ad alcune patologie frequenti nel pubblico femminile
Varese, Bollini rosa all’ospedale Del Ponte

A Varese, in occasione dell’Open Week sulla salute della donna promossa dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda), l'Asst Sette Laghi organizza una serie di prestazioni gratuite dedicate ad alcune patologie frequenti nel mondo femminile. Gli specialisti del Centro endometriosi dell’ospedale Filippo Del Ponte offrono visite e colloqui telefonici gratuiti alle pazienti con endometriosi sospetta o accertata.
Le visite gratuite nel contesto del progetto Onda si terranno il 22 e 23 aprile 2021 negli ambulatori collocati nel Padiglione Ottagono. L’accesso è dedicato alle pazienti con dolore pelvico e altri sintomi sospetti che non abbiano ancora effettuato una visita specialistica nel Centro Endometriosi di Varese.
E’ necessaria la prenotazione che può essere effettuata chiamando il numero 0332-299453 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 15. Inoltre è prevista la possibilità di contatto diretto con lo specialista attraverso colloquio telefonico. Il numero telefonico è 380-8981144, giorno lunedì 19 aprile 2021 dalle 15 alle 19.
CENTRO ENDOMETRIOSI
Il Centro Endometriosi dell’ospedale Del Ponte, coordinato dal professor Fabio Ghezzi con la collaborazione dei dottori Giulia Bordi, Jvan Casarin, Baldo Gisone, Antonio Laganà e Davide Sturla, si dedica da anni alla cura delle donne con endometriosi ed è diventato nel tempo un riferimento a livello nazionale, Un gruppo di specialisti lavora congiuntamente a cure personalizzate e di eccellenza. Nel team multidisciplinare ginecologi specializzati nel trattamento chirurgico mininvasivo sono affiancati da specialisti di diverse branche della medicina (radiologi, urologi, chirurghi generali e gastroenterologi specializzati in endometriosi).
Il Centro Endometriosi si avvale inoltre della collaborazione diretta con il centro di Procreazione Medicalmente Assistita della stessa Unità operativa e offre la possibilità di eseguire consulenze nutrizionali da parte di dietologhe e di ricevere un supporto psicologico con valutazione specialistica qualora necessario. Da più di un anno è stata attivata la “Help-line Endometriosi” per un contatto diretto con gli specialisti del Centro (numero 380-8981144 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18). 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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