Edizione n.7 di mercoledì 14 febbraio 2018

Prima pagina

Chiamate al 112, in UE funziona la localizzazione avanzata di emergenza

Al servizio, già introdotto in sette Paesi, non ha ancora aderito l'Italia
Londra 2017, foto Daniele Cazzaniga

L'Unione Europea ha festeggiato, domenica 11 febbraio, il numero unico di emergenza europeo, il 112. Grazie alla normativa UE adottata nel 1991, le chiamate sono gratuite in tutti gli Stati membri e, come annunciato nel 2017, sono sempre più efficaci grazie all'introduzione del servizio di localizzazione avanzata di emergenza (AML).
Ogni anno circa 300 mila persone che chiamano i servizi di emergenza non riescono a descrivere la loro posizione, perché non sanno dove si trovano oppure perché sono troppo giovani o gravemente ferite. In questi casi conoscere la localizzazione esatta del richiedente aiuto può aiutare i servizi di emergenza a reagire rapidamente e a salvare vite.
Nei Paesi che supportano il servizio di AML le chiamate da cellulare dovrebbero inviare al servizio di emergenza dati più accurati sulla posizione. L'AML traccia infatti la chiamata entro un perimetro inferiore ai cento metri; un grado di precisione che potrà contribuire a migliorare l'efficienza e i tempi di risposta dei centri di emergenza. Sono sette i Paesi ad avere introdotto questo servizio: Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania e Regno Unito.

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Solbiate Olona, dalla Caserma Ugo Mara apparecchiatura medicale all'Ospedale Del Ponte di Varese

È stata donata alla Neonatologia dall'associazione delle mogli dei soldati
ospedale Del Ponte

A Varese, grazie ancora a una donazione, il reparto di Neonatologia e terapia intensiva dell’ospedale Filippo del Ponte potrà, d’ora in avanti, beneficiare di un nuovo strumento medico moderno ed efficace. È l’IntelliVue TcG10, realizzato da Philips healtcare, che fornisce una misurazione dell’ossigeno e dell’anidride carbonica nel sangue attraverso la pelle, evitando il tradizionale prelievo di sangue.
La consegna dell'apparecchiatura medicale a favore del reparto e dell’associazione senza scopo di lucro Tincontro (attiva dal 2009 in supporto dei genitori dei piccoli pazienti) ha avuto luogo il 7 febbraio 2018 a Solbiate Olona nella caserma “Ugo Mara”, sede del Comando del corpo d’armata di reazione rapida della Nato in Italia.
Protagonista il Niwic, l'associazione benefica e di mutuo supporto animato dalle mogli o partner del personale in servizio al Nrdc-Ita. È intervenuta la presidente Lucy Smyth-Osbourne, che ha organizzato l’annuale Christmas’ Bazaar e la fruttuosa raccolta benefica ad esso collegata insieme all’agenzia Moral and Welfare del Comando. Presenti alla cerimonia il generale Roberto Perretti, comandante del Nrdc-Ita, e il direttore del dipartimento materno-infantile dell'Asst dei Sette Laghi e della Neonatologia e terapia intensiva neonatale Massimo Agosti. 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

Studi dopo la maturità, percorso dell'Università dell'Insubria per una scelta consapevole

Coinvolti nel progetto “Scienza e tecnologia a tutto tondo” circa 120 studenti dei licei scientifici di Tradate, Varese, Bisuschio e Gallarate
Varese, Università

Che cosa lega un gruppo di scienziati, di economisti e di esperti di scienze della comunicazione, specializzati in diversi ambiti di studio e di ricerca? Come si collega un esperimento sulla dispersione del calore o sulla respirazione con un progetto industriale in ambito scientifico? Perché un consulente ambientale deve avere competenze economico-aziendali? Un progetto-pilota in ambito biotecnologico può diventare una start-up di successo?
A Varese l’Università dell’Insubria ha lanciato un percorso formativo trasversale e multidisciplinare per una scelta consapevole degli studi dopo la maturità nell’anno accademico 2017/18. Il progetto “Scienza e tecnologia a tutto tondo” propone a circa centoventi studenti di quattro classi di scuole superiori della provincia di Varese ambiti di studio, ricerca e lavoro molto diversi tra loro ma che possono essere legati da un filo conduttore, così da favorire una valutazione a 360° delle opportunità di studio a livello universitario.

L’iniziativa è stata strutturata su quattro moduli settimanali, di venticinque ore circa, uno ciascuno per le quattro scuole coinvolte.
Il primo modulo si è svolto tra il 15 e il 19 gennaio 2018 e ha visto la partecipazione di una classe III del liceo scientifico “Curie” di Tradate. Il secondo modulo (22-26 gennaio) è stato organizzato per una classe V del liceo scientifico “Ferraris” di Varese. Gli ultimi due moduli si terranno a giugno (4-8 giugno, classe III liceo scientifico-Isis “Valceresio” di Bisuschio; 11-15 giugno, classe IV liceo scientifico “Da Vinci” di Gallarate).
Il percorso didattico di ogni modulo si articola in lezioni teoriche, momenti interattivi e di lavoro di gruppo, esperimenti in laboratorio e visite in azienda. Il progetto si inserisce nei percorsi di alternanza scuola/lavoro e piano nazionale lauree scientifiche (Pnls), che da diverso tempo vedono coinvolti i Dipartimenti dell’ateneo varesino come sede ospitante di gruppi di studenti e classi delle scuole superiori. 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Varese, l'Italia dalla Repubblica Romana alla Repubblica Italiana sulle orme di Mazzini

Fatti e personaggi al centro di manifestazioni organizzate dall’Associazione “Giovanni Bertolé Viale”
VARESE, il Bernascone

A Varese decolla in settimana il nuovo volo della Sezione “Giovanni Bertolé Viale” dell’Associazione Mazziniana Italiana su aspetti, personaggi e fatti legati al Risorgimento, alle idee e all’opera di Giuseppe Mazzini che hanno toccato il territorio di Varese e del Varesotto. Il programma, reso noto dal presidente Carlo Manzoni, si aprirà, venerdì 9 febbraio, con la commemorazione del 169° anniversario della nascita della Repubblica Romana del 1849.
In mattinata (ore 10,30), nell'Istituto Daverio-Casula di Varese, sarà reso omaggio con una corona a Francesco Daverio e parlerà Maria Pellegatta. Alla cerimonia saranno presenti studenti e docenti dell’istituto, una classe della scuola media Dante e l’assessora comunale ai servizi educativi Rossella Dimaggio.
Nel pomeriggio (ore 17,30), allo Spazio Coop di Casbeno (via F. Daverio 44), seguirà la conferenza “I salotti liberali e mazziniani nella Varese dal 1830 al 1861” di Ivana Pederzani sulle figure di Felicita Morandi e Lucia Prinetti Adamoli.

DA ANITA GARIBALDI AI FRATELLI CAIROLI
Altra figura femminile risorgimentale al centro delle celebrazioni sarà Anita Garibaldi. Giovedì 1 marzo (ore 17,30), alla scuola elementare Anna Frank, Silvia Cavicchioli (Università di Torino) presenterà il suo libro “Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi” (Einaudi Editore). La manifestazione è organizzata con la collaborazione del gruppo di lettura Universauer.
Da Varese, sabato 24 marzo, il panorama delle manifestazioni si sposterà a Groppello Cairoli e a Pavia.
A Groppello Cairoli l'associazione varesina e una delegazione di studenti del Liceo classico Cairoli di Varese visiteranno la Casa Museo Cairoli e altre testimonianze su Ernesto Cairoli e la sua famiglia. Successivamente la delegazione si sposterà a Pavia per visitare il Museo del Risorgimento.
Ernesto Cairoli, pavese, morì a Varese a 26 anni, combattendo con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi nella battaglia di Biumo del 1859. Oltre lui, altri tre dei cinque fratelli Cairoli morirono durante il Risorgimento.
GIUSEPPE FERRARI E L'ITALIA POSTUNITARIA
In aprile lo scenario di fatti e personaggi ricordati si sposterà dal Risorgimento all'Unità d'Italia. A Varese, venerdì 20 aprile (ore 17,30), allo Spazio Coop di Casbeno, conferenza del professor Robertino Ghiringhelli sulle figure politiche del territorio varesino nei primi parlamenti dopo l’unità d’Italia. Tema, “Il primo parlamentare repubblicano del Varesotto: Giuseppe Ferrari”. A queste manifestazioni seguiranno altre in corso di definizione.
Per la seconda metà dell’anno l'associazione sta lavorando a incontri sulle Società Operaie di Mutuo Soccorso di ispirazione mazziniana del Varesotto nate nella seconda metà del 1800 e sui legami tra la Costituzione della Repubblica Romana del 1849 e la Costituzione Italiana del 1948 (professor Giorgio Grasso).
Altro filone di approfondimento saranno lo sviluppo e l’influenza del pensiero mazziniano sui movimenti che promossero la Resistenza contro il Fascismo e la nascita della Repubblica Italiana e dell’idea di Europa. A parlarne sarà il professor Robertino Ghiringhelli con una conferenza sul tema “Da Mazzini a Ventotene”. 

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