Edizione n.33 di mercoledì 14 ottobre 2020

Prima pagina

Cremona, la lunga frontiera della liuteria tra mercato, traffici, tutela

Convegno venerdì 16 ottobre 2020 all'Academia Cremonensis - Interverrà anche la “squadra varesina” composta dalla studiosa Tiziana Zanetti, dal giudice penale Annalisa Palomba e dall'avvocato Leonardo Salvemini
Cremona, convegno Diritto & Liuteria

Si rivolge innanzitutto a liutai, musicisti, commercianti e collezionisti, ma anche a musei, conservatori, scuole di musica, fondazioni musicali, teatri. È il convegno dedicato al Diritto e alla liuteria, in programma venerdì 16 ottobre 2020 a Cremona, patria della liuteria con il Museo del Violino, e patrocinato dall'Academia Cremonensis e dall’Ordine degli avvocati di Cremona.
Al tavolo dei relatori, moderato da Fabio Perrone, motore dell'evento e musicologo che insegue preziosissimi violini in giro per l'Europa, ci sarà anche una "squadra" varesina, invitata a trattare il suo carissimo tema della circolazione internazionale delle opere d'arte e delle azioni di restituzione di beni contrabbandati o comunque trafugati. Sono: Tiziana Zanetti, studiosa del Diritto dei beni culturali e ricercatrice dell'Istituto di Antropologia per la cultura della persona e della famiglia di Milano; il giudice penale Annalisa Palomba (ex sostituto procuratore presso la Procura di Varese); Leonardo Salvemini, avvocato amministrativista e docente universitario.

DIRITTO E LIUTERIA
Molteplici i punti di contatto tra diritto e liuteria, che l'incontro affronterà da un'angolazione giudiziale e stragiudiziale nell’ambito nazionale e internazionale.
«Il mercato degli strumenti musicali – spiegano gli organizzatori - non è mai stato così ampio come in questi ultimi anni, in termini sia di valori economici assoluti sia di confini geografici». In questo contesto «le norme e le leggi che ineriscono il comparto, oggi più che in passato, coinvolgono direttamente tutti gli enti e istituzioni culturali - pubbliche e private – che a vario titolo acquistano, utilizzano o conservano strumenti musicali».
Solo nell’ultimo mese, a Cremona, sono stati almeno tre gli eventi evidenziati dalla cronaca che hanno interessato il diritto e la liuteria.
Il primo è una sentenza del tribunale di Madrid che ha riguardato un “falso violino made in Cremona” e ha visto impegnato il perito del tribunale cremonese Fabio Perrone. Un altro episodio è stato la perizia effettuata dal liutaio cremonese Simeone Morassi presso la Procura di Parma su un violino Amati risultato rubato alcuni anni fa in Giappone. Il terzo fatto è la restituzione del violino Hellier (Stradivari, 1679) alla Collezione Axelrod a causa della scadenza del permesso temporaneo decennale di importazione.
Per prenotazione (ingressi limitati in ottemperanza alle normative Covid vigenti): a.cremonensis@gmail.com
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Convegno “Diritto&Liuteria”, venerdì 16 ottobre 2020 (ore 14.30), Academia Cremonensis, Palazzo Mina Bolzesi, via Platina, 66, Cremona
PROGRAMMA
*Diritto e Liuteria, nota introduttiva, Cesare Gualazzini, avvocato e liutaio;
*La falsificazione degli strumenti musicali: profili di responsabilità e analisi della normativa italiana e comunitaria, Massimo Pintus, costituzionalista;
*Il ruolo della magistratura e gli strumenti investigativi per la restituzione dei beni cultuali, Annalisa Palomba, magistrato;
*Il sistema dei Conservatori di Musica e la gestione pubblica del patrimonio culturale, Leonardo Salvemini, avvocato;
*Il patrimonio musicale nel panorama del d.lgs. 42/2004. Questioni di confine, Tiziana Zanetti, giurista esperta di beni culturali;
*La responsabilità del certificatore di strumenti musicali, Roberto Calvo, avvocato e professore ordinario di diritto privato presso l’Università della Valle d’Aosta;
*La tutela degli strumenti musicali di nuova costruzione tra marchi e brevetti, Paola Marciò, avvocato.
*Modera Fabio Perrone, perito di strumenti musicali e CTU presso il tribunale di Cremona. 

Milano, il Salone del mobile veicolo per il futuro e la rinascita

Renzi in visita a Milano, «Restituire dignità e valore al lavoro»
Salone mobile, ingresso

Il tempo bello, in alcune giornate addirittura estivo, con sole e brezza insieme, non è mancato sui padiglioni allestiti in Fiera Milano Rho per il Salone internazionale del mobile, andato in scena dall'8 al 14 aprile. Ne ha beneficiato l'impatto generale nell'accedere alla città e il caso ha mostrato a chi magari venendo dall'altra parte del mondo abbia in sé l'idea di una pianura lombarda scialba, sempre in mezzaluce e nebbiosa, inattesi, fruttuosi, aspetti. La città è stata benedetta anche da alcune prestigiose esposizioni in palazzo Reale (“Klimt. Alle origini di un mito”; “Piero Manzoni. 1933-1963”) e soprattutto da quella affascinante dedicata a un gigante dell'arte lombarda rinascimentale dal titolo "Bernardino Luini e i suoi figli” (vedere in 'Articoli in evidenza' in basso a questa pagina). Questa, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata insieme alla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologicidi Milano, al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano, è prodotta insieme a 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Cosmit e Ford. Allestimento, progetto dell’architetto Piero Lissoni.
L'edizione 2014 del Salone è apparsa fin dall'avvio corposa, abbondante di quantità, e idiomi ovviamente. Migliaia i visitatori-turisti che si sono affiancati ai visitatori di categoria (artigiani, designer, artisti, professionisti, manager, giornalisti, grafici, tecnici, industriali...), un “Fuorisalone” o “Design Week” che è l'evento più importante al mondo sul tema del design, 984 appuntamenti legati al comparto hanno reso tangibile come non di sola crisi, o rimandi, o attese, debba vivere la nazione ma siano pronti e custoditi energia, estro, coraggio, slancio.
Fiducia anche, come indica la presenza di giovani e formazione. Un esempio. Giovedì 10 aprile, allo stand FederlegnoArredo, sono stati illustrati i percorsi formativi del settore al sottosegretario dell'Istruzione. In particolare è stata presentata la Fondazione ITS per lo sviluppo del Sistema Casa nel Made In Italy "Rosario Messina", Istituto tecnico superiore che erogherà il percorso post-diploma del Polo formativo del Legno Arredo di Lentate sul Seveso (MB). Al termine, chi frequenterà i corsi con successo avrà acquisito il titolo di "tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing dell'arredamento". Presso lo stand erano i ragazzi che studiano la filiera legno-arredo. Al Salone hanno seguito lezioni teoriche e pratiche, visitato alcune aziende focalizzandosi sulla parte espositiva e commerciale, per poi tornare allo stand della fondazione, fornito di tavoli da falegname e attrezzi, per creare oggettistica e gadget in tempo reale.
Spunti significativi quindi. Che ha colto anche l'applauditissimo presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto l'11 aprile a Milano per visita a Salone e incontri istituzionali su Expo. Le sue non sono sembrate parole di circostanza: «Qui vedo l'Italia viva», ha detto, «L'Italia ce la deve fare», «Dobbiamo restituire dignità e valore al lavoro».
L'impressione che molti hanno ricavato, dentro e fuori l'ambito specifico di questa manifestazione che dal 1961 dà impulso alle esportazioni italiane di mobili e affini e ne ha pubblicizzato ovunque la qualità, è quella della propensione a propulsione e ri-partenza. Basta venir messi in condizione di lavorare, sviluppare creatività, cultura, saperi e quelle talentuosità spesso inimitabili che fanno del Made in Italy un marchio e dell'attrazione verso la Penisola una risorsa.
Le cifre divulgate dal Cosmit circa l'edizione 2013 (i dati 2014 sono a venire, ma già nel primo giorno si è avuto il 20% in più) parlano di oltre 285.000 visitatori di cui 193.000 esteri, 6.578 operatori della comunicazione; di altre 38.000 presenze di pubblico nel weekend. Numeri enormi quindi. E i numeri, la facilità di movimento con mezzi privati e pubblici, le fruibilità per chiunque – cittadino o espositore – favoriscono, sono un incentivo economico, un richiamo, un volano, una commessa a portata di mano. Speriamo che nel futuro, quando nel 2015 Expo chiamerà a sé milioni di persone, Milano sia meglio pronta (pulita, per esempio, senza cartacce - ma certo non può essere lasciata sola a smaltirsi tutto, deve essere affiancata, al di là di cortine politiche, dalle componenti istituzionali regionali e nazionali -), le metropolitane abbiano sufficienti scale mobili in salita e in discesa, le persone con difficoltà di movimento non si sentano allo sbaraglio e schiacciate dentro i propri problemi, che gli affittacamere non vogliano guadagnare con la pigione di una settimana le pigioni mancate di un anno, che le ferrovie predispongano treni rinnovati, sufficienti, in orario, ben indicati. A proposito. Domenica 14, giorno finale del Salone del mobile, sui cartelloni delle stazioni fatale un messaggio: «cancellato», «cancellato», «cancellato». Dalle sera prima, sciopero. Disagi vari, e anche per il Malpensa Express da Milano all'aeroporto di Malpensa.
Ibis

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

AlpTransit si avvicina e i terminal aumentano

A Lugano accordo tra Hupac, Cemat e Fs

(gi) L'AlpTransit bussa alle porte e, dopo il 2017, un'ondata di traffico merci si profila per le ferrovie italiane. Il nuovo tunnel scaricherà un vortice di convogli sempre più lunghi e pesanti su una rete non sempre in grado di sostenerne l'impatto. Problemi spinosi sono l'adeguamento delle gallerie e il dimensionamento delle rotaie a serpentoni di 750 metri e 2000 tonnellate.
Se le Fs ancora non hanno definito come e dove faranno confluire la valanga, le aziende trasporti invece sanno bene quel che vogliono e si attrezzano ai tempi. Prova è il Forum di Trasporti "AlpTransit, opportunità per l'economia" organizzato da Hupac l'11 maggio a Lugano in occasione della propria 45ª assemblea generale.
Mobilità intermodale
La multinazionale elvetica spinge per la linea Bellinzona-Luino-Novara, impareggiabile valvola di sfogo del traffico del Gottardo, e la Lombardia è impegnata nello sviluppo della mobilità intermodale e nella movimentazione sostenibile delle merci.
I terminal intermodali rappresentano il futuro del traffico merci. Come ha osservato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, attualmente in Lombardia transitano su rotaia solo 24 dei 400 milioni di tonnellate movimentate. Troppo poco per un territorio che nel comparto della logistica vanta una ricchezza di oltre 10 miliardi di euro prodotta da 18.000 imprese e oltre 90.000 addetti. Un passo avanti notevole è pertanto l'intesa siglata tra Hupac, Cemat (azienda intermodale del Gruppo Fs) e Fs (era presente l'ad Mauro Moretti) per creare nuovi terminali.
Valanga merci
Con l'apertura della nuova galleria AlptTansit si prospetta l'aumento di traffico merci su ferrovia da Sud. Per Cattaneo, «nel 2019 dovremo essere in grado di assorbire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato in aggiunta alle 900.000 dell'anno precrisi 2008».
La Lombardia manca di interporti, ma è la regione italiana dalla fitta rete di terminal. A Busto/Gallarate (Va) l'impianto Hupac è passato da circa 3 milioni di tonnellate annue a 6. A Segrate (Mi) il terminal intermodale ha superato i 2 milioni di tonnellate/anno. La realizzazione dei due nuovi impianti di Mortara (Pv) e Sacconago di Busto Arsizio (Va) ha permesso di sopportare una capacità operativa di altri 3 milioni di tonnellate.
In Lombardia un gruppo regionale dovrà individuare interventi utili alla mobilità delle merci a partire dallo sviluppo di una rete infrastrutturale dedicata. Uno di questi dovrà consentire il trasporto su ferro delle merci cosiddette "ad altezza 4 metri" sulla Milano-Mortara-Novara, oggi bloccate da alcuni impedimenti lungo il percorso. Interventi che daranno nuova linfa al polo di Mortara.
La Bellinzona-Luino-Novara continuerà a veder crescere il traffico merci. I contraccolpi - in primo luogo l'inquinamento acustico - per il territorio non saranno lievi. Sul versante ticinese le popolazioni hanno già ottenuto barriere antirumore e sono in stato di allerta contro l'intensificazione dei convogli. E da noi? Per ora, tutto tace. 

Educazione ambientale e paesaggio, Luino premia i paladini

Palazzo Verbania ha ospitato incontri e cerimonia del Earth Prize 2020
Foto Earth Prize 2019
Foto Earth Prize 2019

Sono l'architetto Stefano Boeri, il climatologo Luca Mercalli, la direttrice scientifica di Earth Day Italia Roberta Cafarotti e lo scrittore statunitense David Quammen i vincitori della terza edizione del premio per l'educazione ambientale e il paesaggio Earth Prize 2020, organizzato da WEEC Network e Comune di Luino e realizzato con il contributo della Regione Lombardia in occasione della Giornata Mondiale dell'Educazione Ambientale. Gli incontri di riflessione e approfondimento si sono svolti, sabato 10 e domenica 11 ottobre 2020, a Palazzo Verbania, ma il formato, causa coronavirus, è stato quest'anno ibrido, parte in presenza e parte a distanza. Luino – va ricordato - appartiene alla Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano, nell'ambito del Programma MAB Unesco
Luca Mercalli ha ricevuto il premio Earth Prize Italia per la sua carriera dedicata alla divulgazione scientifica e per il suo esempio costante e instancabile capace di convincere ed educare a tutti i livelli.
L'architetto Stefano Boeri ha vinto nella categoria Paesaggio per la ricetta di soluzioni innovative e sostenibili in ambito urbano, dall'ideazione del Bosco Verticale, primo prototipo di edificio residenziale sostenibile con facciate ricoperte di alberi e piante, modello di riforestazione metropolitana che concepisce la vegetazione come elemento essenziale dell'architettura, all'Urban Forestry, campagna mondiale volta alla forestazione urbana, fino alla Radura della Memoria, progetto dedicato alle quarantatré vittime della tragedia del crollo del Ponte Morandi di Genova.
Sempre nella categoria Paesaggio, un premio speciale è andato a Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fondo Ambientale Italiano, per il suo impegno nel creare attorno a sé un movimento forte, appassionato, rispettoso della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Roberta Cafarotti è stata premiata per l'impegno nella promozione di una cultura della sostenibilità anche in tempi di Covid-19, collegando migliaia di italiani direttamente dalle loro abitazioni. Il 22 aprile 2020 ha organizzato una maratona multimediale in occasione del 50° anniversario dell'Earth Day, che riunisce oltre 75.000 partner di centonovanta nazionali.
Al divulgatore scientifico David Quammen è andato il premio nella categoria Internazionale per la sua attività di divulgazione sul legame esistente tra la nascita di nuove malattie zoonotiche e le attività umane nei confronti dell'ambiente.
L'altro premio Internazionale è andato alle giovani attiviste ambientali di Bali Melati e Isabel Wijse. Con la loro campagna Bye Bye Plastic Bags sono riuscite a ottenere la messa al bando dei sacchetti di plastica e del polistirolo sull'isola e, recentemente, hanno dato vita a Youthtopia, un movimento globale che mira a formare una generazione di changemaker e fornire loro gli strumenti per fare la differenza.
Una menzione speciale è stata riconosciuta alla North American Association for Environmental Education, per gli strumenti messi a disposizione degli educatori ambientali durante il lockdown, e al professore australiano Phil Smith, creatore della competizione Speaking4theplanet.
Tra i premi speciali va segnalato il riconoscimento Blue Prize per chi si è distinto nella tutela dell'ambiente legato all'acqua in tutte le sue forme. È stato assegnato al giornalista e fotografo Franco Borgogno per aver portato avanti con impegno e dedizione la ricerca e il monitoraggio dello stato di salute del mare e per aver spinto la divulgazione ambientale un po' più lontano.
Una novità assoluta dell'edizione 2020 è stato il nuovo premio dell'Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile per la "Giusta Transizione" (ASviS), assegnato a Enel Foundation per il suo progetto Open Africa Power. La Fondazione Centro Studi Enel è un'organizzazione no profit indipendente fondata dal gruppo Enel, che si occupa di iniziative a supporto della transizione energetica globale, verso un futuro sempre più sostenibile. Due menzioni speciali sono andate a Rosa Tiziana Bruno e a Novamont.
Foto Earth Prize 2019  

Castelseprio, all'occhiello il blasone Unesco

Foto FAI Monastero Torba

Il sito di Castelseprio-Torba (Varese) si è messo all'occhiello il blasone Unesco. Martedì 5 giugno l'assessore regionale Luciana Ruffinelli ha consegnato la targa attestante l'avvenuta iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
L'area archeologica di Castelseprio-Torba comprende il Castrum, la Chiesa di Santa Maria foris portas e la Torre di Torba e dal 25 giugno 2011 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco all'interno del sito "I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d.C)". 

Varese, all'ospedale Del Ponte in recupero gli accessi dei piccoli pazienti

Al Day Center Oncoematologico Pediatrico superata la flessione per emergenza covid
Day center Ascoli

È nato nel 2009 grazie alla Fondazione Giacomo Ascoli e da oltre un anno è attivo nei nuovi e moderni spazi al quinto piano del Padiglione Leonardo dell'Ospedale Filippo Del Ponte di Varese. È il Day Center Oncoematologico Pediatrico, che, sotto la supervisione del Dipartimento della Donna e del Bambino di Asst Sette Laghi diretto dal professor Massimo Agosti, ha ripreso il lavoro con intensità dopo una flessione degli accessi di circa il 25%, registrata tra febbraio e maggio 2020 per l'emergenza covid.
Entro la fine dell'anno si prevede l'intero recupero del pregresso, allineandosi ai risultati del primo anno di attività che ha registrato 3700 prestazioni ambulatoriali oltre le 784 complesse, le cosiddette Mac. I pazienti sottoposti a chemioterapia endovenosa sono stati 25, i pazienti ematologici e immunologici in terapia sono stati 24, mentre i pazienti in follow up ematologico e immunologico 200. I nuovi piccoli pazienti accolti per una prima visita sono stati 215, mentre le visite di controllo su pazienti con problematiche oncologiche, ematologiche e immunologiche sono state circa 1350.
TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA
Dal cancro si può guarire e un'ulteriore conferma, se ce ne fosse bisogno, arriva dalla lettera-testimonianza della mamma di Elena - allora una bambina di sei anni, oggi una felice studentessa di liceo - che per sette anni ha attraversato il tunnel della malattia. «Un lungo calvario di sofferenze – ricorda la mamma - che tuttavia, grazie al Day Center Giacomo Ascoli, i nostri "angeli custodi", abbiamo trascorso anche con svago, gioco, allegria, risate e ottima compagnia».
Dai medici al personale infermieristico e ai volontari, il Day Center è, come ha scritto la mamma di Elena, «una seconda casa e una seconda famiglia, che ci ha supportato con tanto ottimismo e con tutte le cure amorevoli di cui avevamo bisogno. Sono stati anni duri, ma avevamo la consapevolezza che essere curati nel vostro day center, sarebbe stato come essere curati a casa. Vi sarò grata per sempre».
NUOVI TRAGUARDI
Per Marco Ascoli, presidente della Fondazione Giacomo Ascoli, «lettere di questo tenore ripagano di tanti sacrifici e di tanto tempo sottratto alle normali attività e dedicato a questi piccoli pazienti. Penso che diano a tutti noi la motivazione più forte per andare avanti e cercare di offrire sempre più servizi. Presto saranno realizzate presso l’Ospedale Del Ponte tre camere sterili per la degenza protetta dei pazienti onco-ematologici pediatrici e non solo. Un altro traguardo importante per migliorare la qualità di vita di queste famiglie e dei loro piccoli guerrieri».

Luino e Angera, focolai coronavirus negli ospedali

A Luino sospesa la programmazione chirurgica
13-ottobre-riepilogo

Risale in Lombardia la curva epidemiologica del Covid-19. A differenza di quanto accaduto a inizio pandemia, ora la fascia di età più suscettibile al contagio è quella che va dai 20 ai 29 anni (a marzo 2020 era dai 70 ai 79) e le occasioni di diffusione sono le attività legate al tempo libero. A Luino il virus, già manifestatosi in primavera in alcuni episodi, è ricomparso il 7 ottobre in forze e ha fatto capolino anche ad Angera con alcuni casi di positivi tra gli operatori degli ospedali.
A Luino – come precisato da una nota dell'Asst Settelaghi - un dipendente in servizio nel blocco operatorio dell'ospedale ha manifestato una sintomatologia compatibile con un'infezione da nuovo coronavirus. Sottoposto a tampone, è risultato positivo. «Uno screening attivato secondo la procedura aziendale di sorveglianza sanitaria ha portato, nel giro di un giorno, all'identificazione di 15 operatori positivi al SarsCov2, tutti asintomatici e tutti in servizio nel blocco operatorio, In via prudenziale, è stata avviata l'esecuzione dei tamponi su tutto il personale e sui degenti, che si è conclusa in pochi giorni. Contestualmente, è stata sospesa l'attività chirurgica programmata, mantenendo la sola attività in urgenza».
Il numero sarebbe successivamente aumentato. Il 9 ottobre 2020, nella prima seduta del nuovo consiglio comunale, il consigliere comunale – e dottore attivo nel pronto soccorso luinese - Franco Compagnoni non solo ha confermato «quanto stiamo sentendo sull’emergenza covid in ospedale», ma ha aggiunto che «la situazione è anche più grave perché le persone coinvolte nel focolaio erano 15 stamattina, ma ora sono 22 e potrebbero crescere. Ci sono cinque medici e gli altri sono personale infermieristico».
Un piccolo focolaio è stato identificato anche all'Ospedale di Angera. Ad essere qui coinvolti sono stati 5 operatori della Radiologia e 3 degenti, questi ultimi immediatamente trasferiti nell'Hub Covid dell'Ospedale di Circolo a Varese. Anche ad Angera è stato immediatamente attivato lo screening previsto per la sorveglianza sanitaria. Dei tamponi effettuati il 7 ottobre sugli operatori in servizio in Radiologia, ad eccezione dei 5 casi menzionati, tutti gli altri sono risultati negativi.
Altri episodi positivi sono stati registrati all'ospedale di Gallarate. «I casi- afferma il consigliere regionale del Pd, Samuele Astuti- sono un chiaro sintomo di una vulnerabilità delle strutture che, dopo i tanti mesi di emergenza, speravamo fosse scongiurata. Senz’altro positivo che i casi siano stati individuati in breve tempo, ma ora la necessità è quella di tenere alta la soglia dell’attenzione. Bisogna evitare che si ripeta quanto accaduto nei mesi scorsi, ossia che gli ospedali divengano un veicolo potente del virus e che si sia costretti a fermare l’attività ordinaria di cura, per molti pazienti, dopo i mesi di blocco, non più rinviabile». 

Stazioni Ferrovienord, telecamere antiassembramento a Cadorna e Varese

Contro coronavirus monitoraggio continuo nei venti scali più importanti della rete

Per contrastare la diffusione del coronavirus, in Lombardia una nuova soluzione tecnologica rafforzerà le misure di protezione e sicurezza dei viaggiatori già in vigore in tutte le stazioni di Ferrovienord. Entro fine ottobre 2020 un software antiassembramento, collegato alle centocinquanta telecamere già presenti nelle stazioni, rileverà e segnalerà in automatico - sette giorni su sette, durante tutte le ore di servizio viaggiatori - gli affollamenti nei venti scali più importanti della rete di Ferrovienord.
Il sistema è dotato di algoritmi di videoanalisi delle immagini dalle telecamere delle stazioni per rilevare in tempo reale il formarsi di assembramenti di viaggiatori ed è già funzionante a Milano Cadorna e Varese Nord. Il software fornisce, in modo automatico, agli operatori del Posto Centrale di Movimento di Saronno una rappresentazione grafica dei livelli di affollamento delle aree di tutte le stazioni monitorate.
SISTEMA E STAZIONI
In caso di criticità, gli operatori possono visionare direttamente le immagini delle telecamere per verificare l’assembramento e invitare da remoto i viaggiatori, attraverso gli altoparlanti, a disporsi lungo tutta la banchina o a spostarsi dall’atrio della stazione alla banchina. Il sistema è predisposto per comunicare le informazioni raccolte ai gestori del servizio che, a loro volta, potrebbero utilizzarle per comunicare gli aggiornamenti ai loro utenti tramite i canali di cui dispongono (ad esempio via app).
Le venti stazioni più frequentate della rete di Ferrovienord sono: Milano Cadorna, Milano Bovisa Politecnico, Saronno, Milano Domodossola, Milano Affori, Cesano Maderno, Busto Arsizio Nord, Varese Nord, Seveso, Bollate Centro, Novate Milanese, Garbagnate Milanese, Milano Quarto Oggiaro, Cormano-Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Palazzolo Milanese, Como Borghi, Tradate, Como Lago, Varedo.
Controllata al 100% dal Gruppo Fnm, la società Ferrovienord gestisce in Lombardia 331 chilometri di rete e centoventiquattro stazioni dislocate su cinque linee nelle province di Milano, Brescia, Como, Monza e Brianza, Novara e Varese. Sulla rete Ferrovienord circolano novecento treni e viaggiano duecentomila passeggeri al giorno. 

San Gottardo, gran festa per la Galleria di base

In corso di adeguamento i collegamenti in Italia sulle linee Chiasso-Milano, Lago Maggiore e Arcisate-Stabio
FFS/Gottardo

Centomila visitatori e 240 treni speciali, compresi i 100 shuttle Gottardo e le trasferte in autobus tra i quattro angoli della festa. Sono alcuni numeri dell’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo tra sabato 4 e domenica 5 giugno.
I visitatori, giunti da ogni angolo della Svizzera e dalle limitrofe zone di confine, hanno affollato le aree di Erstfeld e Rynächt (nord) e di Pollegio e Biasca (sud). Momenti clou della festa le corse con lo shuttle Gottardo. In 35'000 circa hanno attraversato la galleria e hanno apprezzato, in particolare, la buona copertura del segnale di telefonia mobile nel più lungo tunnel ferroviario al mondo.
Ampio il programma d’intrattenimento con informazioni, eventi culturali e gastronomici e iniziative su misura per i bambini. Ai visitatori sono state presentate anche le esclusive prospettive di mobilità per il futuro.
Mancano ancora 189 giorni fino alla messa in servizio della galleria secondo l'orario dell'11 dicembre. Dall'estate i primi treni commerciali circoleranno attraverso la galleria di base nel quadro della fase di prova. L'obiettivo è quello testare e ottimizzare i processi nell'ambito di esercizio, manutenzione e sicurezza.
SCHEDA DELLA GALLERIA
La Galleria di base del San Gottardo collega Ersfeld nel Canton dell'Uri a Bodio in Canton Ticino, permettendo di risparmiare mezz'ora nella tratta Zurigo-Lugano. Con l'inaugurazione della Galleria Ceneri (Canton Ticino) nel 2019, il tempo di percorrenza sarà dimezzato di altri 30 minuti.
Con 57,1 chilometri, il tunnel del San Gottardo è la galleria ferroviaria più lunga del mondo (supera di 3,2 chilometri quella di Seikan in Giappone). La sua realizzazione è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni.
Per scavare il tunnel, sono state utilizzate quattro talpe meccaniche con un diametro di 9,5 metri e lunghe 450 metri. In tutto sono stati scavati 152 chilometri per i due binari unici e i cunicoli di areazione. Il materiale di terre e rocce da scavo è stato di 28,2 milioni di tonnellate, al 90 per cento riutilizzato per il calcestruzzo che riveste il tunnel.
Il San Gottardo è anche la galleria ferroviaria più profonda del mondo: raggiunge, nel suo punto massimo, oltre 2.300 metri. Il progetto sarà ancora più funzionale nel 2019 quando si completeranno in Svizzera, a sud del tunnel principale, i lavori di potenziamento del traforo del Ceneri e della linea Lugano-Chiasso.
A quell’appuntamento si sta preparando anche l’Italia. Sono già in corso le opere di potenziamento dei collegamenti sia sulla linea principale da Chiasso a Milano, sia sulla linea del lago Maggiore, oltre alla linea ferroviaria Arcisate-Stabio.  

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