Edizione n.6 di mercoledì 19 febbraio 2020

Luino

Donne Nobel per la Pace, mostra a Luino

Dal 22 febbraio al 4 marzo 2020 nella Chiesa Evangelica Metodista

Nella Chiesa Evangelica Metodista di Luino, in via Del Carmine 30, sarà visitabile, tutti i giorni dal 22 febbraio al 4 marzo 2020 (dalle 16 alle 18), una mostra del Coordinamento delle donne della Val Pellice dedicata alle diciassette donne che, dal 1905 ad oggi, sono state insignite del Nobel per la Pace.
«Lottare per la pace e contro ogni forma di sfruttamento – spiegano gli organizzatori - è stato l’impegno che ha caratterizzato la vita delle donne che sono state insignite del premio Nobel per la pace. Donne di continenti diversi e condizioni sociali diverse che, esponendosi in prima persona, hanno avuto il coraggio e la determinazione di denunciare le ingiustizie, gli stermini e le morti che ogni forma di sopraffazione e violenza porta in sé. E’ affascinante ed utile conoscerle, perché conoscendo loro, possiamo anche meglio conoscere noi stessi e la vocazione a cui tutti dovremmo essere chiamati».
La mostra, domenica 1 marzo, sarà aperta dalle 8,30 alle 10 durante la tappa della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza.

Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa

(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.  

Documentario RSI sui mercati del lago Maggiore

Giovedi 27 febbraio 2020 Palazzo Verbania aprirà le sue sale per la proiezione di Liberi come gli uccelli, documentario di RSI – Televisione Svizzera sui mercati del Lago Maggiore. Il pubblico potrà assistere ad un filmato di cinquantaquattro minuti del regista Ruben Rossello in cui vengono approfonditi vita e aspetti del lavoro degli ambulanti, eredi di una tradizione che per Luino risale addirittura al 1541. Attorno alle rive del Verbano, favorevole anche il contesto paesaggistico e sociale, i mercati continuano ad attrarre sia chi ci abita sia i turisti, che in estate si contano a migliaia. Alle ore 21.

Tempesta di vento sul Verbano

Alberi a terra, rami divelti, tetti scoperchiati. La preannunciata tempesta di vento è arrivata anche nell'alto Varesotto e lungo le coste del Verbano nella mattinata di martedì 11 febbraio. I vigili del fuoco sono intervenuti in più località e frazioni del Luinese per mettere in sicurezza le zone, Brezzo compresa, dove in un bosco si è sviluppato un incendio.

Basket, pagina da voltare

Pallacanestro Castronno – Verbano Luino 75 - 54

(Mon) Venerdì 6 ottobre la Pallacanestro Verbano Luino è costretta a tornare velocemente con i piedi per terra dopo la convincente vittoria nel turno inaugurale contro Daverio. I ragazzi di Castronno si confermano avversari di ottimo calibro e per la squadra guidata in panchina da Andrea Manetta può ben parlarsi di una serata tutta da dimenticare.
I padroni di casa, forti della giovane età dei cestisti, partono a tutta velocità e a poco serve la buona difesa ospite. Insufficiente la precisione al tiro, nonostante una buona circolazione della palla in attacco. Finalmente la difesa a zona comincia a dare i suoi frutti, consentendo ai luinesi di avvicinare i locali. Il primo quarto si chiude con un punteggio basso, sul 16 a 13.
All’inizio dei secondo periodo di gioco i luinesi siglano il sorpasso con Gardini. Ora la partita si fonda su un sostanziale equilibrio, anche se Castronno si fa preferire per continuità e caparbietà. Sul finire del tempo i lacuali sono ancora capaci di reagire e accorciare le distanze, anche se l’inerzia della gara sembra a favore dei padroni di casa, che vanno a riposo in vantaggio per 37 a 31.
Al rientro in campo dopo il riposo lungo gli ospiti sembrano trasformati. Veloci contropiede, buona difesa e felici soluzioni al tiro. Sembra sia iniziata una nuova gara, tanto che a tre minuti dal termine del tempo il risultato è molto vicino alla parità (43 a 41). Castronno mette in campo un atteggiamento determinato, che intimidisce Luino, portandolo nuovamente a dieci lunghezze di distanza. Non va meglio nei residui scampoli, con i locali che volano a dodici punti di vantaggio chiudendo sul 53 a 41.
L’ultimo quarto di gioco è poco più che una passerella. La PVL prova il tutto per tutto, ma nulla sembra andare per il verso giusto. Per Castronno è fin troppo facile controllare l’esito dell’incontro, finendo per allungare ulteriormente. La partita si chiude sul punteggio di 75 a 54. 
Il prossimo appuntamento di campionato é per venerdì 13 ottobre alle 21.15 a Luino Palabetulle. Ospite la squadra di Aba Legnano, per un confronto subito importante per girare pagina e dimostrare che quella di Castronno è stata solo una serata storta. Fondamentale l’apporto del pubblico di casa per ritrovare la strada della vittoria.
Formazione Verbano Luino: Cavallini, Vitella A., Vitella L. 7, Gardini 12, Pehar 17, Cagliani, Gubitta, Cipolletta 2, Biason (capitano) 4, Colombo 2, Spertini 10, Palazzi. Allenatore Andrea Manetta. 

Canottieri Luino, campionato interscolastico e regata internazionale

canottaggio Luino, indoor

Appuntamento speciale della Canottieri Luino, sabato 15 febbraio 2020, per i ragazzi degli istituti del progetto Remare a Scuola "B. Luini" di Luino, "L.Da Vinci" di Maccagno, "G. Bonomi" di Dumenza, "A.Manzoni" di Lavena Ponte Tresa, Educandato Maria SS Bambina di Roggiano, "D.Zuretti" di Mesenzana e “Giovanni XXIII” di Marchirolo. Nella palestra dell’istituto comprensivo statale “B. Luini” di Luino circa duecento studenti nati tra il 2005 e il 2009 animeranno il secondo campionato interscolastico di indoor rowing con sfide sulle distanza di 250 metri nelle specialità del singolo e del doppio ambientata su dodici remoergometri collegati in rete.
Il pubblico potrà dalle tribune assistere all’evento sportivo proiettato su uno schermo. Gli alunni tesserati alla Fic che abbiano già disputato almeno una regata di canottaggio si confronteranno nella categoria “esperti”, tutti gli altri nella categoria “esordienti”.

Regata D’Inverno sul Po
Intanto la Canottieri Luino ritorna con lusinghieri risultati dalla regata internazionale D’Inverno sul Po, disputata a Torino.
Nel 4 di coppia Allieve C è arrivato un brillante secondo posto da Arianna ed Emma Tosi, Giorgia Melis, insieme a Matilda Cancian della Canottieri Varese. Elisa Piazza, nel 4 di coppia Cadette, è stata decima con le compagne della Canottieri Gavirate. Sedicesime Elisa Caria e Martina Bonalumi nel 4 di coppia insieme a Giulia Grandi e Eva Angela Ossola dell'Arolo, e ventitreesimo Matteo Monico nel 4 di coppia con la Canottieri Varese 

Cai Luino, tra pascoli, laghi e fauna dell’Alta Val Antrona

Andolla rifugio foto Cai Luino
Barolo foto Cai Luino

Domenica 8 ottobre escursione del CAI Luino (gratuita con condivisione spese auto) tra alpeggi, laghetti e fauna selvatica dell’Alta Val Antrona. Inizio dell'escursione alla diga lago Alpe Cavalli (1490 metri con ampio parcheggio). Meta il rifugio Andolla (2061 metri; dislivello 570 metri; tempo oltre due ore); si attraversa il torrente Loranco, l'alpe Ronchelli e si continua fino al rifugio. Per chi vorrà continuare, si proseguirà verso il passo Andolla (2417 metri; 926 metri; tempo circa quattro ore) con vista di montagne svizzere come la Zwischbergental e le cime del Veglia e della Val Divedro.
Ritrovo (ore 6.50) al Porto lido di Luino e partenza con mezzi propri per Laveno. Traghetto da Laveno per Intra (ore 7.30). Itinerario stradale da Gravellona Toce per Cheggio fino alla diga Edison. Pranzo al sacco o un primo in rifugio.

NEI VIGNETI DEL BAROLO
Domenica 22 ottobre il CAI Luino propone una escursione con guida nelle Langhe del Barolo, diversificata per escursionisti e turisti. In caso di meteo avverso, per tutti visita ad Alba con il castello, il museo del vino, l’enoteca regionale del Barolo e alcune enoteche con degustazione.
Ritrovo al Porto Nuovo di Luino (ore 6.50) e partenza in bus per Barolo. A fine escursione (ore 12) trasferimento all’agriturismo Ca’ Brusà e pranzo con piatti tipici della cucina piemontese (disponibilità di menù vegetariano solo con prenotazione entro giovedì 12 ottobre). Partenza per Luino ore 15.15. Quota (viaggio in bus, pranzo, assistenza guida, euro 55); prenotazione alla gita euro 35 (fino ad esaurimento posti disponibili); saldo entro giovedì 12 ottobre da versare presso la segreteria del CAI Luino.

CAMMINO PER LA PACE NEL MALCANTONE E NEL VARESOTTO
Anche quest’anno il CAI Luino parteciperà alla camminata nel Malcantone e nel Varesotto “In cammino per la pace”, organizzata sabato 7 ottobre dall’Associazione Culture Ticino Network con il patrocinio di numerose amministrazioni Italiane e svizzere.
Ritrovo (ore 9) nel posteggio del tribunale a Voldomino inferiore e partenza con mezzi propri per Lavena Ponte Tresa; qui (ore 9.45) raduno nel parcheggio del Parco Acquatico di via Zanzi 25 e partenza in direzione di piazza San Giorgio a Ponte Tresa, dove ci sarà una partita di calcetto tra una squadra svizzera e una italiana. Poi i gruppi si dirigeranno verso il ponte doganale di Ponte Tresa. Seguirà cerimonia delle autorità comunali e quindi “maccheronata di solidarietà” (10 franchi) nella sala comunale di Ponte Tresa.
I fondi raccolti saranno devoluti a due progetti dell’associazione: un centro multifunzionale nelle Filippine; il programma culturale “Petali di pace” per i bambini delle scuole elementari ticinesi. Partecipazione libera e gratuita.
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Per informazioni: CAI LUINO, via B.Luini 16, Luino (il giovedì dalle 21 alle 23; tel. 0332-511101; e-mail cailuino@cailuino.it); INFORMAZIONI TURISTICHE, Luino (via della Vittoria 1; tel. 0332-530019). 

Giovanni Reale e il suo Platone postumo

A due anni dalla scomparsa l’illustre studioso sarà ricordato da Roberto Radice e Giorgio Ferri con la presentazione del suo “ultimo grande lavoro” - Incontro sabato 15 ottobre (ore 21) nell’ex Colonia elioterapica di Germignaga

A Germignaga, sabato 15 ottobre (ore 21), Giovanni Reale sarà ricordato nel secondo anniversario della morte (Candia Lomellina 15 aprile 1931-Luino 15 ottobre 2014).
Nell’ex Colonia elioterapica il suo “allievo” e docente alla Cattolica Roberto Radice e il cognato Giorgio Ferri presenteranno “l’ultimo grande lavoro” di Reale, undici Dialoghi di Platone sulle virtù, pubblicati postumi. «Questi libri, spiega Ferri, sono stati pubblicati da Bompiani e sono in vendita dalla fine del 2015, ma non sono mai stati presentati in pubblico per le note vicende della casa editrice».  

Castelli di Cannero, passato e futuro a Palazzo Verbania

Storia e progetto di recupero presentati domenica 16 febbraio
Castelli di Cannero

Sono stati covo di contrabbandieri, rifugio di pescatori, sede di una zecca clandestina, agrumeto e conigliera. Hanno ispirato scultori, pittori e poeti e dato rifugio a Garibaldi nel 1848 durante la sua fuga verso la villa dell’amica Laura Solera Mantegazza. Sono i Castelli di Cannero, baluardo avanzato del Patrimonio Borromeo, situati a trecento metri circa dalla sponda piemontese del lago Maggiore, tra i comuni di Cannero e Cannobio.
Dopo un lungo sonno di decadenza, stanno per rinascere a nuova vita nell’ambito di un imponente progetto di recupero che intende restituirli alla collettività entro i prossimi tre anni. Gli autori Lorena Barale, archivista Borromeo, Marco Carminati, giornalista de Il Sole 24 Ore ed esperto di arte medievale, Francesca Garanzini, Soprintendenza archeologica del Piemonte, Paolo Lampugnani, archeologo, e Salvatore Simonetti, architetto e autore del progetto di recupero, hanno dato vita a un testo articolato che ricompone le diverse anime degli studi in un quadro completo del passato e del futuro dei Castelli di Cannero.
Il volume “I Castelli di Cannero, la rinascita della Vitaliana” (Scalpendi Editore) sarà presentato domenica 16 febbraio 2020 (ore 18) a Palazzo Verbania di Luino.

PROGETTO
I Castelli di Cannero saranno uno spazio in cui sarà possibile – anche a persone con disabilità - rivivere la vita del Cinquecento, ricordare le battaglie, conoscere i personaggi illustri che vi sono passati. Il percorso di visita riguarderà la corte Malpaga e la corte Vitaliana e comprenderà un percorso a cielo aperto, recuperando il sistema degli antichi percorsi di ronda.
All’interno della Corte Vitaliana sarà visitabile l’antica cappella con pareti e volta a crociera dipinti a fresco, databile al 1526. Sarà inoltre previsto il recupero funzionale dell’antica limonaia e attraverso una scala sarà possibile salire in sommità alla torre per godere di un punto di vista impareggiabile sul lago e il territorio. Dentro la torre sarà allestita la seconda parte museale che intende far conoscere i protagonisti delle vicende costruttive, politiche e sociali mediante apparati multimediali di immediata fruizione.
VICENDE, RICERCHE, RECUPERO
Nel primo capitolo “Per una storia dei Castelli di Cannero”, Marco Carminati ripercorre le intricate vicende della fortezza. Dalla morte nel 1402 di Gian Galeazzo Visconti all’incertezza politica del ducato che consentì ai briganti Mazzarditi di invadere Cannero e gli scogli non lontani dalla riva, dove edificarono una piccola rocca, la Malpaga, che il 6 ottobre del 1519 lasciò il posto alla Rocca Vitaliana. È l’insediamento di Lodovico Borromeo e l’inizio della storia dei Castelli di Cannero sotto lo stemma della Casata milanese.
Facile bersaglio in caso di attacco e indebolitasi a causa di una cattiva amministrazione, la Vitaliana fu nei secoli abbandonata e divenne asilo di contrabbandieri, rifugio di pescatori, sede di una zecca clandestina e poi attorno al 1645 agrumeto e conigliera della casata. Nella seconda metà dell’Ottocento i Castelli si avviarono a divenire un romantico rudere fonte d’ispirazione per pittori, scultori e poeti. Tuttavia, nel tempo non persero il loro fascino: la principessa di Galles, nel 1815, li avrebbe voluti trasformare in residenza estiva; Garibaldi nel 1848 vi trovò rifugio durante la sua fuga verso la villa dell’amica Laura.
Nel secondo capitolo “I Castelli di Cannero” vengono esaminati da Paolo Lampugnani attraverso gli studi approfonditi di tutte le strutture e dei loro cambiamenti - il mastio, gli alzati, i loggiati, le mura, le corti e le torri – perché solo «il riconoscimento di queste trasformazioni e la loro corretta interpretazione si pongono alla base della conoscenza delle vicende di ogni edificio».
Un’approfondita indagine archeologica e una scrupolosa ricerca d’archivio proseguono nei capitoli redatti da Francesca Garanzini, Paolo Lampugnani e Lorena Barale da cui è stato possibile risalire alla prima acquisizione del castello e i successivi cambi di proprietà, la custodia, le fasi altalenanti di degrado, l'occupazione garibaldina, fascista, la legislazione novecentesca e i primi tentativi di rinascita e reimpiego.
Con l’ultimo capitolo, scritto dall’architetto Salvatore Simonetti “Il tempo della Vitaliana”, si introduce l’ambizioso e imponente progetto di recupero, fortemente voluto e promosso dalle ultime tre generazioni della famiglia Borromeo. Un progetto che è salvaguardia di una rovina e garanzia «dell’immortalità della materia», senza processi di ricostruzione «che negherebbero la sua dimensione storica». 

Luino, omaggio ai dodici patrioti dell’Italia libera

Domenica 2 ottobre l’Anpi ricorda il sacrificio dei Caduti della Gera
la lapide alla Gera

A Luino l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e l’Amministrazione comunale rinnovano per il settantaduesimo anniversario la cerimonia commemorativa dei dodici giovani patrioti della Formazione Lazzarini trucidati dai fascisti il 7 ottobre 1944.
Ecco il programma: ore 9,45, raduno di autorità e associazioni combattentistiche e d’arma presso il Comune di Luino; ore 10,15, corteo, con accompagnamento della Musica Cittadina, da piazza Crivelli Serbelloni a piazza Risorgimento e deposizione corone al monumento a Garibaldi e al monumento ai Caduti. Segue orazione ufficiale della storica Francesca Boldrini; ore 11,15, posa corona alla cappella votiva ai caduti della Gera di Voldomino e celebrazione messa.
Questa, per conoscenza storica, una breve ricostruzione dell’eccidio della Gera a cura di Giovanni Petrotta, docente nella scuola media e consigliere comunale di Luino.
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TORTURATI, TRUCIDATI E ABBANDONATI SOTTO LA PIOGGIA

All’alba del 7 di ottobre del 1944, alla Gera di Voldomino, presso il fienile del casolare della famiglia Garibaldi Baggiolini, in seguito ad indagini fasciste ed a gravi delazioni, buona parte della formazione partigiana Lazzarini che operava nell’Alto Verbano venne sorpresa nel sonno ed arrestata da un centinaio di militari fascisti provenienti da Varese.
UN MARTIRIO DA LUINO…
Saccheggiato e depredato il casolare della famiglia Garibaldi-Baggiolini. Quattro partigiani: Giacomo Albertoli, studente da Castelveccana; Alfredo Carignani, impiegato alle ferrovie di Lucca; Pietro Stalivieri, operaio da Bosco Montegrino; Carlo Tapella, carrettiere da Samarate, dopo esser stati picchiati a sangue, vennero fucilati in loco. Il resto del gruppo, malamente vestito, scalzo e insanguinato per le botte prese, fu sui camion fascisti trasportato ed esibito, come monito, per le vie del centro di Luino, sotto un’incessante pioggia.
…A BRISSAGO…
Verso mezzogiorno i prigionieri furono trasportati a Brissago. In questo paese, cinque partigiani accusati della morte del podestà Bonfiglio furono fucilati al muro del cimitero. I loro nomi sono: Gianpiero Albertoli alpino da Castelveccana; Flavio Fornara, operaio di Omegna ma stabilito a Luino; Dante Girani da Montegrino; Sergio Lozzio e Luigi Perazzoli provenienti da Milano. Il resto della formazione fu trasportato in carcere a Varese.
…E VARESE
Il pomeriggio dello stesso giorno, dopo interrogatori, torture, confronti per riconoscimenti e inviti a tradimenti, i fascisti decisero di fucilare alle Bettole di Varese altri tre partigiani. Questi i nominativi: Elvio Copelli di Voldomino, Luigi Ghiringhelli di Luino ed Evaristo Trentini di Clivio. I loro corpi, sempre per selvaggio monito, rimasero sul prato per ore sotto la pioggia prima di essere cristianamente sepolti.

VITTORIO PASTORE, DA GIOVANE PARTIGIANO A MISSIONARIO

L’Anpi di Luino coglie l’occasione di questa comunicazione per ricordare la figura di Vittorio Pastore, nome di battaglia “Vittorione”, giovane partigiano della Formazione Lazzarini nel ‘44, diventato poi nel dopoguerra “don Vittorio“, missionario in Africa e fondatore di Africa Mission-Cooperazione e sviluppo.
Il 2 settembre 2016, il Comune di Varese ha dedicato al missionario la piazza antistante alla chiesa nella frazione Rasa, luogo in cui Vittorio Pastori era nato e ove risiedeva. I giornali della provincia, anche quelli on line, nel riportare la notizia e nel delineare il suo “ritratto”, hanno riferito del suo ristorante, nel dopoguerra, al centro di Varese, del suo impegno in Africa negli anni sessanta, della sua ordinazione sacerdotale nel 1984 e niente dell’attività svolta durante la Resistenza. Solo un suo generico impegno nello scautismo durante la seconda guerra mondiale (La Prealpina, sabato 3 settembre 2016).
Va subito rilevato che, durante il fascismo, lo scautismo era fuorilegge e che Vittorio Pastori insieme con altri cattolici antifascisti varesini, guidati da don Natale Motta, faceva parte dell’organizzazione clandestina milanese OSCAR (Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati), che aiutò a raggiungere la libera Svizzera centinaia di ex prigionieri alleati, antifascisti, tra i quali Indro Montanelli, e intere famiglie ebree.
Nel Luinese l’Oscar, sino al febbraio del ’44, usò per questa coraggiosa e rischiosa opera di carità la rete di don Folli e dei suoi amici contrabbandieri. Poi, in seguito all’arresto del parroco di Voldomino, si appoggiò alla Formazione Lazzarini che operava nel territorio.
Da Varese Vittorio Pastori, su indicazione di don Natale Motta, accompagnava alla Gera di Voldomino antifascisti e famiglie ebree in fuga, portava viveri e indumenti ai partigiani e anche copie del periodico cattolico clandestino “Ribelli per amore”, fondato da Teresio Olivelli, partigiano cattolico proposto all’inizio di quest’anno Beato da Papa Francesco.
Al primo di agosto del 1944, in seguito ad una vasta retata dei fascisti, Vittorio Pastori, insieme con una decina di partigiani e ricercati antifascisti, dovette anche lui trovare rifugio in Svizzera, ove, internato nei campi di lavoro, rimase sino alla fine della guerra.
Tutto ciò è documentato in molte pubblicazioni storiche varesine, in particolare nel libro di don Natale Motta, “Ribelli per amore” a cura di D.D.T., Varese, 1994, e da una scheda – testimonianza di Vittorio Pastori nell’archivio del CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, il principale istituto di ricerca per la storia degli ebrei in Italia.
Giovanni Petrotta 

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