Edizione n.21 di mercoledì 17 giugno 2026
Lago Maggiore
Porto Vecchio, l’ex impianto Shell da distributore a infopoint turistico
(gi) Da distributore di carburanti a “centro di promozione dei percorsi e dei prodotti delle aree rurali del Luinese”. Sarà questa la nuova destinazione dell’ex impianto Shell davanti al Porto Vecchio a Luino, costruito nel 1953 su progetto redatto direttamente da Cispetroli e con pratica edilizia fatta eseguire dal geometra Lanella.
Nel giro di 15 mesi il fabbricato, di proprietà comunale, riaprirà e cambierà vita grazie a un restyling curato dallo studio di architettura Patrizia Buzzi e Cristina Lucchina di Varese. Previo recupero architettonico, l’edificio sarà trasformato in infopoint, dove il turista potrà essere accolto e indirizzato verso la varia offerta di percorsi naturalistici, alimentari ed enogastronomici di tutta la zona.
Il progetto prevede una spesa di 160mila euro e ha ottenuto il finanziamento di 132.894 euro dal Gal (Gruppo di azione locale) Valli del Luinese. «È una delle prime assegnazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio che mi sta particolarmente a cuore» ha dichiarato il presidente Alessandro Casali, che è peraltro anche presidente del consiglio comunale di Luino.
A lanciare l’idea del recupero e indicare, però, anche una finalità di alto profilo e la salvaguardia della struttura è stato nel 2011 Francesco Salvi, che verso la sua Luino conserva un amore ereditato dal padre Trento e purtroppo non sempre compreso e bene accolto dalle amministrazioni civiche. «Il primo a parlarmi del valore architettonico di questo manufatto è stato Francesco Salvi - riconosce l’attuale sindaco Andrea Pellicini - che non è soltanto un comico o un bravo attore, ma è anche un architetto particolarmente attento a tutto quello che riguarda il nostro territorio».
Luino, guasto irreparabile, salta l’impianto di raffrescamento
Un guasto improvviso del gruppo frigorifero che alimenta l'impianto di raffrescamento e il benessere dei residenti nella Rsa ex Casa Albergo della Fondazione Mons. Comi ETS di Luino è compromesso. Autonomo e pienamente funzionante, invece, quello in Struttura protetta.
Senza alternativa, dunque, la soluzione. A giudizio del tecnici, solo la sostituzione completa dell’impianto può garantire adeguate condizioni di comfort e sicurezza agli ospiti della struttura, soprattutto in vista della stagione estiva.
L'intervento comporterà una spesa complessiva di circa 68.000 euro. L’imprevisto costo rischia di compromettere parte dei progetti della Fondazione già in corso per migliorare i servizi, gli ambienti e la qualità dell'assistenza offerta ai residenti.
La Fondazione fa appello alla generosità della comunità territoriale, delle imprese, delle associazioni, dei cittadini e di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della storica istituzione luinese che è la Fondazione Mons. Comi. «Ogni contributo, anche di piccola entità, potrà aiutare concretamente a sostenere questa spesa straordinaria e consentirci di affrontare con maggiore serenità un intervento indispensabile per il benessere delle persone più fragili affidate alle nostre cure».
Per sostenere il progetto si può effettuare una donazione tramite bonifico bancario: BPER BANCA- filiale di Luino - IT41B0538750401000042639965. Causale: "Erogazione liberale per donazione gruppo frigorifero Fondazione Comi”. Sarà poi possibile rilasciare relativa ricevuta che potrà essere utilizzata dal donatore per l’eventuale richiesta delle detrazioni o deduzioni fiscali previste dalla normativa vigente.
Nella foto della Fondazione: Fondazione Comi, ingresso Rsa.
Cinghiale visita il centro
Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.
Candoglia (Vco), i marmi del Duomo di Milano
Si concluderà venerdì 22 settembre il ciclo la “Pietra racconta” con la visita alla Cava Madre, riserva del marmo rosa di Candoglia, e al suo storico impiego per il Duomo di Milano. Occasione, il doppio compleanno per il decimo anniversario dell’Ecomuseo del Granito e il tredicesimo del Civico Museo Archeologico di Mergozzo. Ritrovo alle 9 a Candoglia per l’escursione guidata da un geologo e guida ambientale escursionistica (prenotazione
obbligatoria: 0324 87540, info@parcovalgrande.it). La gita prevede la visita alla segheria della Veneranda Fabbrica, luogo ancor oggi riservato alla riquadratura dei grossi blocchi provenienti dalla Cava Madre, visita alla Cava e al laboratorio di restauro in cui abilissimi artigiani riproducono fedelmente le parti del Duomo danneggiate dal tempo e dall'inquinamento. A conclusione della giornata, verso le 15, visita al Museo civico archeologico di Mergozzo. Per informazioni cell.0324/87540.
Cannobio, Lo specchio del lago con Baj
Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”, figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.
Verbania, a lezione sull’Antico Egitto
Nel quadrimestre autunnale 2026 il Centro Italiano di Egittologia “Giuseppe Botti”, fondato a Domodossola nel settembre 2020, inaugura il programma avanzato di studi sulla civiltà dell’Egitto Antico, un percorso di formazione specialistica dedicato all’Egitto antico, alla sua documentazione scritta e materiale, alla sua lunga eredità nel mondo greco-romano, tardo-antico e moderno.
Il percorso si articola in quattro grandi aree formative: Area Egittologica, Area Papirologica, Area Storico-Culturale, Area Moderna. I corsi si terranno dal 7 settembre al 18 dicembre 2026 e potranno essere frequentati secondo diverse modalità: come percorso completo, come pacchetti tematici oppure come singoli insegnamenti.
Il coordinamento didattico è affidato alla presidente del CIEB, Gerta Lipari, mentre la responsabilità scientifica è di Nicola Reggiani, docente di Papirologia all’Università di Parma. Le lezioni si svolgeranno principalmente presso il Museo del Paesaggio di Verbania, in Via Ruga 44; alcune attività potranno inoltre essere ospitate presso il Centro Eventi Multifunzionale “Il Maggiore”, in Via San Bernardino 49.
La frequenza alle lezioni dà diritto ad attestazioni di partecipazione, gli studenti universitari potranno utilizzarle per richiedere il riconoscimento di crediti formativi universitari.
Per informazioni, calendario, costi e modalità di iscrizione sito dedicato: https://sites.google.com/view/cieb-pasce.
Nella foto: locandina del programma di Egittologia.
Angera, festa medievale alla Rocca
Accampamenti, sbandieratori, menestrelli e cantastorie, domenica 1° ottobre 2017, alla festa della Rocca di Angera, l’antico maniero dei Borromeo affacciato sulla sponda lombarda del lago Maggiore. Per l'intera giornata i visitatori potranno partecipare a giochi e tornei, misurarsi con il tiro con l’arco, assaggiare l’antica bevanda dell'idromele, ascoltare le indicazioni dell'erborista o le divinazioni della cartomante. Le botteghe degli artigiani, dal falegname al pellaio e alla sarta mostreranno le loro produzioni di spade di legno, elmi, scudi, archi e coroncine di fiori.
La festa sarà un’occasione per scoprire o rivedere gli sviluppi del Giardino Medievale creato nel 2007. Piante, percorsi, fiori e prospettive fanno rivivere ciò che era il giardino nel medioevo. Nel museo all'aria aperta si potranno trovare dalle erbe medicinali a quelle tintore, da quelle a uso alimentare a quelle che si riteneva scacciassero il malocchio, ai fiori che, con i loro simboli, servivano a trasmettere segreti messaggi. Un verde senza forzature, che fa riscoprire la pianta “originaria", quella presente in natura spontaneamente, che non conosce l’intervento umano né le contaminazioni culturali tipiche dei secoli seguenti.
La Rocca aprirà le sue sale interne, prima tra tutte la Sala della Giustizia, dove un ignoto ma abilissimo artista creò un capolavoro d’arte e di racconto storico, descrivendo, a fresco, le vicende dell'arcivescovo Ottone Visconti, vincitore della battaglia di Desio del 1227. Negli eleganti saloni del Buon Romano, della Mitologia, delle Cerimonie, di San Carlo, dei fasti Borromeo immense tele, ritratti, arredi ricordano i grandi personaggi che qui passarono, non ultimo san Carlo Borromeo.
Un incontro con la storia offre anche il Museo della bambola e del giocattolo, il più grande d’Europa, che accoglie migliaia di poupées, giocattoli, automi, case in miniatura di ogni epoca e di molti Paesi. In caso di brutto tempo la manifestazione verrà annullata.
Valle Anzasca (Verbania), al via due nuove linee elettriche interrate e sei nuove cabine
In Valle Anzasca (Verbania) sono iniziati i lavori di potenziamento e rinnovo del sistema elettrico dell’area. Il piano del Gruppo Enel prevede la realizzazione di due nuove linee elettriche di media tensione che si estenderanno per oltre 40 chilometri, nel tratto che collega i comuni di Castiglione Calasca, Bannio Anzino, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo e Macugnaga.
CAVO IN ALLUMINIO
La posa di un moderno cavo in alluminio completamente interrato consentirà di eliminare i conduttori aerei. Sarà così azzerato l’impatto estetico e ambientale della linea elettrica e verranno anche realizzate sei nuove cabine di trasformazione MT (media tensione)/BT (bassa tensione) dotate di apparecchiature di ultima generazione per il telecontrollo della rete. In programma anche la posa di oltre undici chilometri di cavo in fibra ottica e lo smantellamento del tratto di linea elettrica aerea in funzione fino ad oggi, oggetto dell’operazione di restyling.
Nelle zone di Verbania e Novara la società del Gruppo Enel gestisce 3.398 chilometri di linee di media tensione, 8.688 chilometri di linee di bassa tensione e 5.040 cabine di trasformazione per un totale di circa 355.000 clienti serviti.
TELECOMANDO
I nuovi impianti si aggiungono a quelli già in servizio e conciliano un monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto.
Le nuove tecnologie consentiranno di isolare il tratto di rete danneggiato attraverso manovre in telecomando e restituire immediatamente elettricità al resto delle utenze, riducendo drasticamente i tempi di rialimentazione della clientela soprattutto in caso di eventi atmosferici di forte intensità. Inoltre sarà possibile ripartire in maniera più efficiente i carichi energetici, rendendo disponibile una maggiore quantità di energia e consentendo di allacciare nuove forniture e aumentare la potenza di quelle esistenti.
Nelle foto: tecnici Enel al lavoro; una delle 6 nuove cabine elettriche realizzate in Valle Anzasca
Castelli di Cannero, restauro e valorizzazione studiati da oltre cinquanta architetti
È stato un tuffo tra ricerca storica e innovazione tecnologica la visita guidata di oltre cinquanta architetti di tutta Italia ai Castelli di Cannero, condotta il 28 maggio 2026 dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti paesaggisti pianificatori e conservatori (Appc) di Novara e Vco in collaborazione con Terre Borromeo e Kaleon spa.
Sia il complesso oggetto di intervento, sia l’innovativo museo multimediale hanno fatto toccare con mano quanto illustrato il 10 ottobre 2025 a Verbania durante il convegno “La rinascita dei Castelli di Cannero: restauro e valorizzazione”, organizzato in collaborazione con il Museo del paesaggio e la soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.
Professionisti autori del restauro, operatori e consulenti guidati dallo studio torinese “Simonetti Architettura” hanno accompagnato un percorso di visita immaginato come una struttura temporanea costruita in tempo di assedio e con un’architettura completamente reversibile.
Nella foto (Ordine Appc Novara/Vco): Lago Maggiore, i Castelli di Cannero.
Distretto idrografico del Po, passata (per ora) è la siccità
Il grande caldo di fine primavera è passato e le piogge di fine giugno hanno incrementato le disponibilità idriche. I laghi lombardi si sono ricaricati, arrivando quasi tutti al massimo volume d’invaso, ad iniziare dal Lago Maggiore.
Il quadro è emerso il 4 luglio 2017 dai resoconti di Arpa Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna durante una riunione dell’Osservatorio Permanente per gli utilizzi idrici in atto nel Distretto Idrografico del fiume Po. Erano presenti funzionari regionali e rappresentanze dei principali utilizzatori delle acque a fini civili, irrigui ed elettrici oltre ai Consorzi di bonifica e agli enti regolatori dei grandi laghi.
Per ANBI (Associazione nazionale Consorzi di tutela e gestione acque irrigue) Lombardia sono intervenuti il presidente Alessandro Folli e il direttore Giorgio Negri. All’incontro ha preso parte anche Stefano Roverato, responsabile del progetto Isil (Indagine sui sistemi irrigui della Lombardia), presentato nei suoi esiti il 3 luglio a Palazzo Lombardia nel corso del convegno “Conoscere l’acqua”.
LIVELLI LAGO MAGGIORE
Sul lago Maggiore, proprio in questi giorni, si è riacceso il confronto tra territori rivieraschi e quelli del Ticino sublacuale rispetto ad una regolazione dei livelli idrici. I primi, in un documento unitario, hanno chiesto di rivederli al ribasso, con l’eccezione del Garda e di Idro, in situazione critica.
Per mitigare gli effetti delle crisi idriche in agricoltura, l’ANBI ha reclamato un impegno serio per la realizzazione di infrastrutture che permettano di conservare l’acqua d’inverno in previsione dei mesi estivi. Sulla stessa linea, agli inizi di luglio, in Regione Lombardia è stata presentata una proposta di legge che punta all’uso delle cave dismesse quali bacini utili per l’accumulo di acqua piovana.
Intervenendo il 12 luglio a Roma all'assemblea nazionale di Anbi, l'assessora regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha osservato che la Lombardia si trova quest'estate in una situazione meno grave rispetto ad altre regioni grazie al buon livello di riempimento dei grandi laghi, che dispongono quindi di adeguate riserve per far fronte ai bisogni dell'agricoltura. «L'eccezione – ha precisato – è rappresentata dal lago d'Idro e dal relativo bacino del Chiese. Proprio da questo territorio è nata l'idea di sperimentare l'uso delle cave per immagazzinare l'acqua che in inverno scorre verso l'Oglio e il Po».
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