Edizione n.34 di mercoledì 4 novembre 2026

Piemonte

Luna, anche l’Italia cerca casa

A Torino confronto multilaterale sul progetto internazionale sulle future infrastrutture lunari
multi-purpose_habitation_module_c_thales_alenia_space_briot (foto PiemonteInforma)

Entro il 2050 raggiungerà un valore cumulato di circa 127 miliardi di dollari e anche per l’Italia la colonizzazione della Luna rappresenta un passo non solo nella futura architettura dell’esplorazione del satellite, ma anche l’occasione di una riflessione sulle necessarie infrastrutture, tecnologie e competenze necessarie.
Una presenza umana stabile e una Lunar economy sono il cuore del progetto “Spazio Italia 2.0–Stati Generali della Space Economy”, un organismo plenario ideato dal presidente Andrea Mascaretti e promosso dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy (Ipse).
Organizzata da Inrete Relazioni Istituzionali e Comunicazione, questa assemblea ha fatto tappa, il 16 ottobre 2026, a Torino. Ai lavori hanno partecipato istituzioni, grandi e piccole medie imprese, startup, università e centri di ricerca, distretti e cluster, astronauti, investitori e potenziali utilizzatori delle future infrastrutture lunari.
Filo conduttore del dibattito è stato il Modulo abitativo multiuso (“MPH-Multi Purpose Habitation Module"), il primo vero asset abitativo dedicato alla superficie lunare nell’ambito degli accordi Artemis tra Asia e Nasa per una cooperazione bilaterale per la Luna, che sarà sviluppato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo.
Valutato 19 maggio 2026 positivamente dalla Nasa, il progetto rappresenta un elemento concreto della collocazione dell’Italia nella futura architettura dell’esplorazione lunare e, al tempo stesso, un punto di partenza per ragionare sulle competenze e sulle capacità industriali necessarie a sostenere una presenza umana continuativa oltre l’orbita terrestre.
La Lunar Economy si sviluppa attorno alle infrastrutture, alle tecnologie e ai servizi necessari a sostenere nel tempo le attività lunari e la presenza umana sulla Luna, valorizzando le competenze e le capacità industriali che possono accompagnare questo processo.
Nella foto (PiemonteInforma): progetto Multi Purpose Habitation Module (c_Thales Alenia Space Briot). 

Ferrovia Vigezzina-Centovalli, il Treno del Foliage

Fino al 16 novembre 2026 viaggio da Domodossola a Locarno tra paesaggi multicolori
Treno del Foliage - Ferrovia Vigezzina-Centovalli - ph-1. Marco Benedetto Cerini per visitossola

Sulla storica linea della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, che dal 1923, per 365 giorni l’anno, collega la piemontese Domodossola con Locarno, in Canton Ticino, dall'11 ottobre è ritornato il Treno del Foliage. Lungo cinquantadue chilometri di paesaggi multicolori sarà possibile, fino al 16 novembre 2026, ammirare gli scenari dello spettacolo autunnale, comodamente seduti nei convogli, alcuni dei quali di ultima generazione.
Fino alla quota massima di poco più di ottocento metri, i treni – dai modelli vintage agli ultimi nati entrati in funzione quest'anno – attraversano quadri naturali in una tavolozza di colori dal giallo all’arancione, rosso e marrone.
La tratta italiana, con partenza da Domodossola, sale fino alla valle dei pittori, la Valle Vigezzo, con il suo punto più alto nel borgo di Santa Maria Maggiore. A quella altitudine i treni proseguono fino al confine, toccando Re con il suo Santuario della Madonna del Sangue. Superato il valico, i binari iniziano a scendere lentamente attraverso le Centovalli fino a raggiungere Locarno e la sponda elvetica del Lago Maggiore.
Il viaggio della Ferrovia alpina, considerata tra le dieci linee più spettacolari d’Europa, può iniziare, a libera scelta, da uno dei due capolinea, la piemontese Domodossola o la ticinese Locarno.
Informazioni su: www.vigezzinacentovalli.com. Biglietteria di Domodossola: telefono: +39 0324242055; biglietteria di Locarno: telefono: +41 (0)91 7518731.
Nella foto (Marco Benedetto Cerini per visitossola): Treno del Foliage - Ferrovia Vigezzina-Centovalli

Piemonte, «Chilometro quadrato della Carità» candidato a patrimonio Unesco

In quell’area di Torino agirono dai santi Don Bosco e Cottolengo ai marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo
Piemonte, Progetto/firma  Chilometro quadrato carità (foto Piemonte informa)

Comprende la Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo,  il Santuario della Consolata, il Palazzo e il Distretto Sociale Barolo, il Collegio Artigianelli, la Basilica e il complesso salesiano di Maria Ausiliatrice. È Il “Chilometro quadrato della Carità”, un’area di Torino dove, nel corso del XIX secolo e nel primo quarto del Novecento, religiosi e laici operarono concretamente per aiutare coloro che erano in difficoltà economica, sociale, eccetera.
L’8 ottobre 2026 nel capoluogo piemontese Arcidiocesi di Torino, Regione Piemonte, Città di Torino, Città metropolitana di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT hanno assunto l’impegno di promuovere e accompagnare la candidatura di quell’area a Patrimonio Unesco.
Nel “Chilometro quadrato della Carità” agirono dai santi Giovanni Bosco, Giuseppe Cafasso, Giuseppe Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Giuseppe Allamano ai venerabili marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo. «La memoria di quanto realizzato, trasmessa di generazione in generazione, è un patrimonio universale - questa la motivazione - oggi vivo in tante opere e attività a Torino, in Italia e in diversi Paesi del mondo, e che ha contribuito a costruire la visione e la sensibilità dei moderni sistemi di welfare, arricchendoli di una profonda dimensione spirituale».
Nella foto (Piemonte Informa): firma protocollo Chilometro quadrato carità.

Da Locarno a Milano via acqua

Ad Arona interscambio tra battelli e motoscafi - Il progetto di recupero dell’Idrovia Locarno-Milano è stato presentato a Verbania

Riprende quota il progetto di recupero dell’Idrovia Locarno-Milano. Ad Arona sarà realizzato l’attracco che favorirà l’interscambio tra i battelli in navigazione sul lago Maggiore e le piccole imbarcazioni e i motoscafi per il trasporto passeggeri adatti alla via fluviale. Sorgerà al centro dell’area portuale, vicino al molo della Navigazione del Lago Maggiore.
Altro sogno nel cassetto? No, è un progetto a sostegno comunitario. È stato presentato a Verbania domenica 20 maggio al Lago Maggiore Boat Festival, prima fiera del Piemonte dedicata interamente alla nautica e baciata da grande successo di pubblico.
il progetto “Il recupero dell'Idrovia Locarno-Milano” traccia un percorso di circa 550 chilometri attraverso 2 nazioni, 4 regioni, 12 province e 171 comuni del Nord Italia. Suo punto di forza è l’ambito della “Priorità 2-Competitività-Misura 2.3” (Interreg Italia-Svizzera 2007/2013), che si propone di incentivare lo sviluppo di sistemi fondati sull’innovazione e sull’integrazione di risorse turistiche, reti e servizi di trasporto nelle aree transfrontaliere.
Tra i vari benefici, tutt'altro che marginale si profila la ricaduta dell'occupazione. La realizzazione dell’asse turistico fluviale connesso con lo scalo di Malpensa in vista dell’Expo 2015 mette in moto nuovi servizi per la nautica e per la valorizzazione paesaggistica e apre ulteriori sbocchi di sviluppo. Il percorso via-acqua attraverserà il parco del Ticino, l’area fluviale protetta più grande d'Europa, di notevole interesse ambientale e faunistico e con un forte richiamo turistico internazionale.
Anche dal punto di vista storico il progetto rappresenta un importante recupero. L’idrovia è stata una delle prime grandi vie di comunicazione d’Europa usata anche per il trasporto merci, ad esempio il marmo delle cave di Candoglia utilizzato per la Fabbrica del Duomo di Milano.
Il ripristino della via d’acqua si propone quale nuova realtà in grado di incentivare lo sviluppo delle aree attraversate, secondo una riscoperta modalità di trasporto efficace, efficiente e sostenibile. Un ulteriore impulso sarà dato anche al mercato turistico delle regioni coinvolte in grado di assicurare offerte di navigazione pari a quelle dei grandi fiumi europei: dal Tamigi, al Reno, al Danubio.
Ibis

Fuga di talenti, il Piemonte tenta il rimpatrio

Solo nel 2011 hanno lasciato l'Italia 27.600 giovani, dei quali 4800 lombardi e 2200 piemontesi - Un miliardo di euro il danno per il Pil nazionale

Il Piemonte ha stanziato circa un milione di euro a sostegno di 100-150 giovani in esperienze formative e di lavoro presso imprese o università estere. Unica condizione, il ritorno in patria. Inoltre aprirà uno sportello per agevolare il rimpatrio e il reinserimento di tutti gli altri giovani emigrati. Misure e servizi fanno parte del pacchetto “Iolavoro per i talenti” presentato il 29 giugno dall'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Claudia Porchietto.
Indagine web
Alla sperimentazione s'accompagna un'indagine web in collaborazione con la Cattolica di Milano. «A ottobre, ha annunciato il presidente Roberto Cota, saremo in grado di  raggiungere l’intera platea dei giovani emigrati all’estero che desiderino tornare a casa ed essere reinseriti nel nostro mercato del lavoro». Se la domanda supererà le attese, sono già pronte ulteriori risorse.
In Italia, dal 2001 al 2010, l’incidenza dei cittadini laureati sul totale degli espatri è raddoppiata dall’8,3 al 15,9 per cento. Nel 2011 sono stati 27.616 i giovani tra 20 e 40 anni, che hanno lasciato il nostro Paese, 2.200 solo in Piemonte. L'emigrazione ha fatto perdere al Pil nazionale circa 1 miliardo di euro in un anno.
Emorragia impressionante
Nel 2011 se ne sono andati 4.768 lombardi, 2.568 veneti, 2.418 siciliani, 2.197 piemontesi. Secondo il "Rapporto Italiani nel mondo 2012” della Fondazione Migrantes, quasi il 60 per cento degli italiani tra 18 e 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita fuori dalla penisola. A essere più sfiduciati sono i 25-34enni. Più le donne che gli uomini, più nel Nord e nel Centro che nel Sud e nelle isole.
La sfiducia aumenta quando il titolo di studio posseduto è più elevato. I principali serbatoi dei giovani talenti in fuga sono le regioni del Nord.
I 20-40enni in uscita dal Paese, la fascia di età più produttiva, rappresentano il 45,54 per cento sul totale degli espatriati. Si ipotizza un 70 per cento di laureati, con un incremento dei "dottori" pari al 40 per cento in sette anni. Al I trimestre 2012 sono 265mila i laureati e post-laureati disoccupati in Italia, di cui poco meno di 40mila quelli in discipline di ambito tecnico e scientifico. 

Montagna & dintorni, la sostenibilità al castello di Vogogna

Nel castello di Vogogna (Verbano Cusio Ossola), dal 5 all’8 ottobre, giunge alla dodicesima edizione l'appuntamento con la manifestazione "Montagna & Dintorni" . Il 2017 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite Anno internazionale del turismo sostenibile e sulla sostenibilità nei territori montani e negli ambiti meno frequentati dai grandi circuiti si accentrerà l'attenzione. Nei numerosi appuntamenti saranno analizzati vari temi, dallo sport alle produzioni agro-alimentari tipiche, dalle prospettive di sviluppo della green economy alla strategia nazionale delle green communities, alle nuove tecnologie sperimentabili nelle terre alte per renderle sempre più laboratorio avanzato di sviluppo per l’intero Paese.  

Piemonte, rafforzate le cure alla fibrosi cistica

Ad oggi sono 422 i malati assistiti in due Aziende ospedaliere universitarie

È considerata una delle malattie genetiche rare più diffuse. Colpisce soprattutto il sistema respiratorio e quello gastrointestinale e può essere particolarmente invalidante per il carico di sintomi e per le terapie da affrontare. È la fibrosi cistica, che in Italia interessa circa 6.000 persone curate dai centri specializzati e genera 200 nuovi casi l’anno.
In Piemonte lo screening neonatale diagnostica dai 12 ai 15 nuovi casi di fibrosi cistica l’anno e ora la Regione punta a migliorare la rete di protezione. I malati sono, ad oggi, 422 e sono assistiti in due Aziende ospedaliere universitarie: l’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino, che si occupa dei minori, e il San Luigi Gonzaga di Orbassano, che assiste i pazienti adulti.
Il 29 agosto 2017 la giunta subalpina ha, su proposta dell’assessore Antonio Saitta, rafforzato la rete delle cure, istituendo il coordinamento regionale per la prevenzione e cura della malattia. Il “Coordinamento regionale fibrosi cistica” sarà composto dai responsabili clinici delle due sedi, dal coordinatore del centro unico, da rappresentanti delle Aziende sanitarie e delle associazioni dei pazienti, con lo scopo di predisporre le raccomandazioni regionali sui percorsi di cura, dalla diagnosi fino al trapianto d’organo.
«Proprio dal Piemonte - ricorda l’assessore Saitta - è arrivato nei mesi scorsi un importante contributo alla ricerca per combattere questa malattia attraverso sperimentazioni effettuate anche da un laboratorio della Scuola di Medicina di Novara. Mentre prosegue la ricerca, la Regione Piemonte intende potenziare la rete delle cure, rispondendo in maniera sempre più efficace alle nuove esigenze dei pazienti, che proprio grazie al miglioramento delle terapie ora possono contare su un’aspettativa di vita più lunga rispetto al passato». 

Piemonte, salgono a 78 le piste di elisoccorso notturno

L’ultima area è stata inaugurata a Carmagnola
CARMAGNOLA area volo notturno

In Piemonte salgono a settantotto le aree attrezzate per il volo notturno. L’ultima è stata aperta il 31 luglio 2017 a Carmagnola, nel campo sportivo comunale “Giorgio Demichelis”.
A fine 2016 le piste erano circa una sessantina. Nei mesi scorsi sono state inaugurate a Canelli (At) e Riva Valdobbia (Vc) alla fine di maggio, Pray (Biella) e Carisio (Vercelli) a giugno.
Il servizio è, di fatto, una vera e propria rete di emergenza, costituita anche grazie alla collaborazione dei Comuni, che hanno messo a disposizione aree idonee, campi sportivi o analoghe superfici adeguate. Obiettivo regionale è raggiungere le 100 aree entro la fine del 2017. 

Verbania, “Mostra galeotta” a Villa Giulia con Artisti Dentro e il Tempesta

Villa GiuliaVerbania

Resterà aperta fino al 15 settembre a Villa Giulia di Verbania-Pallanza “Mostra galeotta, Artisti Dentro ”, a cura dell'associazione Artisti Dentro onlus di Milano. Esposti cartoline dipinte da detenuti e i quadri del pittore olandese Pieter Mulier il Giovane, detto “Il Tempesta” (1637-1701).
L'iniziativa, inaugurata il 22 luglio, ha il patrocinio della Città di Verbania e del Museo del Paesaggio. Due le sezioni.
Nella prima sono esposte cartoline dipinte da detenuti che utilizzano la pittura quale linguaggio universale, occasione di recupero e rinnovata comunicazione sociale; nella seconda si possono ammirare quattro quadri del pittore olandese Pieter Mulier il Giovane. Mulier nel 1679 fu condannato a vent'anni di prigione come mandante dell’omicidio della moglie.
Nesso stretto tra le sezioni è dunque l'esperienza della prigionia come anche il titolo scelto vuole evidenziare.

Le quattro tele con scenario naturale il Lago Maggiore sono state scoperte nel 2005 in una collezione privata italiana da Marcel Roethlisberger- Bianco, che le ha pubblicate nel 2008 indicandole come capolavorii della maturità del vedutista Mulier.
La qualità dei dipinti e la lettura di alcuni dettagli negli edifici e nel paesaggio fanno presupporre la conoscenza della pittura veneta e che i quadri ora a Villa Giulia siano stati realizzati nell’ultima fase creativa del pittore, tra 1685 e il 1701. Ormai libero, l'artista poteva viaggiare e lavorare tra Milano, il lago Maggiore, il Veneto e l’Emilia, ricercato da nobili committenti ed estimatori, compresi rappresentanti dei Borromeo.
Orari: martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 21 // venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 21.

Torino, metropolitana cardioprotetta

Dotate di defibrillatore le stazioni di Fermi, Porta Susa, Porta Nuova e Lingotto
TORINO palazzo Madama

Si estende in Piemonte il servizio di protezione delle persone colpite da improvviso malore. Dal 21 luglio la metropolitana di Torino, che trasporta ogni giorno più di 150.000 passeggeri e in un anno 38 milioni, è cardioprotetta.
Nelle stazioni di Fermi, Porta Susa, Porta Nuova e Lingotto sono stati installati quattro defibrillatori semiautomatici esterni. La consegna si è svolta nella stazione metropolitana di Torino Porta Susa alla presenza degli assessori della Regione Piemonte, Antonio Saitta, e di Torino, Stefano Gallo.
I defibrillatori sono stati acquistati grazie all’avanzo di gestione del IX Congresso Nazionale Società Italiana Sistema 118, svoltosi a Torino nel 2011, e con il contributo dell’azienda Progetti Srl. La loro donazione rappresenta un ulteriore impulso al potenziamento della rete cittadina per la defibrillazione precoce da parte di Regione, Comune, Anpas e Cri.
Il Piemonte ha varato, da alcuni anni, un progetto di diffusione di defibrillatori. Ne sono stati acquistati 280 e destinati a comuni, luoghi di interesse culturale, associazioni di volontariato, forze dell’ordine, ecc.) e migliaia di cittadini hanno partecipato alla necessaria formazione. In un anno l’Anpas, in qualità di Agenzia formativa regionale Aed (Automated external defibrillator), ha abilitato all’uso del defibrillatore 3.363 persone, fra volontari e personale di enti, aziende e società sportive, attraverso l’organizzazione di 134 corsi. 

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