Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

Piemonte

Turismo, la Russia alla scoperta del Piemonte

Primo viaggio di una rete televisiva russa tra le bellezze da Superga alle Isole Borromee - Nuove riprese in programma tra ottobre e dicembre
dal backstage delle riprese
dal backstage delle riprese

Laghi del Verbano-Cusio-Ossola, Torino e provincia, Novarese sono stati al centro nei giorni scorsi di numerose riprese condotte dal network internazionale Russian Broadcasting Network. RBN sta infatti realizzando una serie di ventidue episodi, della durata di venti minuti circa ciascuna, dedicati proprio al territorio regionale.
Le riprese sono state effettuate in particolare a Novara, Ghemme, Verbania, Stresa, ai Sacri Monti di Orta e Varallo, alle isole Borromee e all'isola di San Giulio, a Torino, Avigliana, Superga e alla Sacra di San Michele.
Nuove riprese saranno effettuate nei prossimi mesi, a ottobre e dicembre, con un programma in fase di definizione che coinvolgerà altri luoghi del Piemonte.
«Senza dubbio un’occasione privilegiata per far conoscere il nostro territorio a un pubblico amplissimo all’interno di un mercato, quello russo, sul quale siamo impegnati già da alcuni anni per promuovere le nostre eccellenze culturali, naturalistiche ed enogastronomiche – commenta Antonella Parigi, assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte –. Un modo per affiancare la promozione turistica tradizionale e quella, sempre più rilevante, offerta dalle produzioni audiovisive, come dimostra anche la collaborazione offerta dalle ATL (Agenzie di accoglienza e promozione turistica locale) del territorio e dalla nostra Film Commission».
Ad affiancare la troupe, in particolare per gli aspetti tecnici e logistici, è stata proprio Film Commission Torino Piemonte, con le Atl e realtà ed enti interessati dalle riprese.
Un territorio inedito, quello piemontese, per il network russo quanto per il suo pubblico internazionale, come ricorda Yan Volkov, direttore esecutivo di RBN. «Finora conoscevamo gli itinerari italiani più noti al pubblico russo: Roma, Firenze, Venezia, Milano. Adesso vogliamo mostrare un’Italia sconosciuta, presentando ai nostri spettatori luoghi di grande bellezza di cui non avevano mai sentito parlare prima. La nostra intenzione è quella di utilizzare questi filmati per programmi televisivi storici e di viaggio che saranno trasmessi a un pubblico di lingua russa in tutto il mondo, e sono sicuro che nessuno rimarrà indifferente».
Le trasmissioni andranno in onda dall’autunno 2018 sui canali televisivi del gruppo, in lingua russa, con diffusione in 186 Paesi.

Da Locarno a Milano via acqua

Ad Arona interscambio tra battelli e motoscafi - Il progetto di recupero dell’Idrovia Locarno-Milano è stato presentato a Verbania

Riprende quota il progetto di recupero dell’Idrovia Locarno-Milano. Ad Arona sarà realizzato l’attracco che favorirà l’interscambio tra i battelli in navigazione sul lago Maggiore e le piccole imbarcazioni e i motoscafi per il trasporto passeggeri adatti alla via fluviale. Sorgerà al centro dell’area portuale, vicino al molo della Navigazione del Lago Maggiore.
Altro sogno nel cassetto? No, è un progetto a sostegno comunitario. È stato presentato a Verbania domenica 20 maggio al Lago Maggiore Boat Festival, prima fiera del Piemonte dedicata interamente alla nautica e baciata da grande successo di pubblico.
il progetto “Il recupero dell'Idrovia Locarno-Milano” traccia un percorso di circa 550 chilometri attraverso 2 nazioni, 4 regioni, 12 province e 171 comuni del Nord Italia. Suo punto di forza è l’ambito della “Priorità 2-Competitività-Misura 2.3” (Interreg Italia-Svizzera 2007/2013), che si propone di incentivare lo sviluppo di sistemi fondati sull’innovazione e sull’integrazione di risorse turistiche, reti e servizi di trasporto nelle aree transfrontaliere.
Tra i vari benefici, tutt'altro che marginale si profila la ricaduta dell'occupazione. La realizzazione dell’asse turistico fluviale connesso con lo scalo di Malpensa in vista dell’Expo 2015 mette in moto nuovi servizi per la nautica e per la valorizzazione paesaggistica e apre ulteriori sbocchi di sviluppo. Il percorso via-acqua attraverserà il parco del Ticino, l’area fluviale protetta più grande d'Europa, di notevole interesse ambientale e faunistico e con un forte richiamo turistico internazionale.
Anche dal punto di vista storico il progetto rappresenta un importante recupero. L’idrovia è stata una delle prime grandi vie di comunicazione d’Europa usata anche per il trasporto merci, ad esempio il marmo delle cave di Candoglia utilizzato per la Fabbrica del Duomo di Milano.
Il ripristino della via d’acqua si propone quale nuova realtà in grado di incentivare lo sviluppo delle aree attraversate, secondo una riscoperta modalità di trasporto efficace, efficiente e sostenibile. Un ulteriore impulso sarà dato anche al mercato turistico delle regioni coinvolte in grado di assicurare offerte di navigazione pari a quelle dei grandi fiumi europei: dal Tamigi, al Reno, al Danubio.
Ibis

"Da bambino a bambino", un e-book per spiegare l'adozione

Illustrato e multilingue, la pubblicazione è pensata per i bambini in attesa di una famiglia - Disponibile gratuitamente online dal 30 maggio
Benedetta Frezzotti per Arai ed. Piuma

Come spiegare a un bambino che sarà adottato? Il compito è complesso e la preparazione è fondamentale per la buona riuscita del futuro.
«Abbiamo pensato di ricorrere alle parole di quei bambini che l’hanno già vissuta sulla propria pelle», affermano gli ideatori di Da bambino a bambino, e-book illustrato che attraverso animazioni, interattività e audio multilingue permette al bambino stesso di diventare parte attiva. La storia è stata costruita attorno a Moїse, in attesa di lasciare l'Africa e andare a vivere all’estero con una famiglia.
Da progetto per bambini in attesa, l'idea si è ampliata. «Presto è stato evidente che sarebbe stata utile anche per tutti quei bimbi già adottati che devono ricostruire i pezzi della propria storia. E per i genitori, gli insegnanti e professionisti che li accompagnano», spiega Anna Maria Colella, direttore dell’Agenzia Regionale Adozioni Internazionali, il servizio pubblico per le adozioni internazionali nato in Regione Piemonte e convenzionato anche con Valle d’Aosta, Liguria, Lazio e Calabria.
L’e-book è edito da Edizioni Piuma con testo e illustrazioni di Benedetta Frezzotti. Suddiviso in dieci capitoli, segue ogni fase del percorso adottivo, da quando Moїse scopre che verrà adottato a quando è ormai ben inserito nel nuovo contesto e prova nostalgia per il suo luogo di nascita. Nella storia trovano spazio gli eventi tipici di ogni passaggio e le emozioni e gli interrogativi del protagonista. Un bambino in attesa di adozione si pone tantissime domande, persino che cosa siano una mamma e un papà. Come dirgli che andrà a vivere altrove? Che molte cose nella sua vita cambieranno? Che serve aspettare e avere pazienza? «Oltre sapere che cosa sta per accadere, il bambino deve anche essere rassicurato rispetto a ciò che pensa e a ciò che prova», sottolineano Marta Casonato e Chiara Avataneo, che hanno coordinato il progetto.
Il progetto si è svolto in collaborazione con l’Università di Torino ed è stato finanziato dalla Fondazione CRT. Da bambino a bambino è pensato per essere utilizzato anche nei Paesi di origine e per questo è disponibile in francese e morè (un dialetto africano) ed è stato rivisto da mediatori culturali. La speranza dello staff e che lo si possa estendere anche a molti altri Paesi, aggiungendo nuove lingue.
Per saperne di più è visitabile il sito dell'Agenzia Regionale Adozioni Internazionali. 

Fuga di talenti, il Piemonte tenta il rimpatrio

Solo nel 2011 hanno lasciato l'Italia 27.600 giovani, dei quali 4800 lombardi e 2200 piemontesi - Un miliardo di euro il danno per il Pil nazionale

Il Piemonte ha stanziato circa un milione di euro a sostegno di 100-150 giovani in esperienze formative e di lavoro presso imprese o università estere. Unica condizione, il ritorno in patria. Inoltre aprirà uno sportello per agevolare il rimpatrio e il reinserimento di tutti gli altri giovani emigrati. Misure e servizi fanno parte del pacchetto “Iolavoro per i talenti” presentato il 29 giugno dall'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Claudia Porchietto.
Indagine web
Alla sperimentazione s'accompagna un'indagine web in collaborazione con la Cattolica di Milano. «A ottobre, ha annunciato il presidente Roberto Cota, saremo in grado di  raggiungere l’intera platea dei giovani emigrati all’estero che desiderino tornare a casa ed essere reinseriti nel nostro mercato del lavoro». Se la domanda supererà le attese, sono già pronte ulteriori risorse.
In Italia, dal 2001 al 2010, l’incidenza dei cittadini laureati sul totale degli espatri è raddoppiata dall’8,3 al 15,9 per cento. Nel 2011 sono stati 27.616 i giovani tra 20 e 40 anni, che hanno lasciato il nostro Paese, 2.200 solo in Piemonte. L'emigrazione ha fatto perdere al Pil nazionale circa 1 miliardo di euro in un anno.
Emorragia impressionante
Nel 2011 se ne sono andati 4.768 lombardi, 2.568 veneti, 2.418 siciliani, 2.197 piemontesi. Secondo il "Rapporto Italiani nel mondo 2012” della Fondazione Migrantes, quasi il 60 per cento degli italiani tra 18 e 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita fuori dalla penisola. A essere più sfiduciati sono i 25-34enni. Più le donne che gli uomini, più nel Nord e nel Centro che nel Sud e nelle isole.
La sfiducia aumenta quando il titolo di studio posseduto è più elevato. I principali serbatoi dei giovani talenti in fuga sono le regioni del Nord.
I 20-40enni in uscita dal Paese, la fascia di età più produttiva, rappresentano il 45,54 per cento sul totale degli espatriati. Si ipotizza un 70 per cento di laureati, con un incremento dei "dottori" pari al 40 per cento in sette anni. Al I trimestre 2012 sono 265mila i laureati e post-laureati disoccupati in Italia, di cui poco meno di 40mila quelli in discipline di ambito tecnico e scientifico. 

Montagna & dintorni, la sostenibilità al castello di Vogogna

Nel castello di Vogogna (Verbano Cusio Ossola), dal 5 all’8 ottobre, giunge alla dodicesima edizione l'appuntamento con la manifestazione "Montagna & Dintorni" . Il 2017 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite Anno internazionale del turismo sostenibile e sulla sostenibilità nei territori montani e negli ambiti meno frequentati dai grandi circuiti si accentrerà l'attenzione. Nei numerosi appuntamenti saranno analizzati vari temi, dallo sport alle produzioni agro-alimentari tipiche, dalle prospettive di sviluppo della green economy alla strategia nazionale delle green communities, alle nuove tecnologie sperimentabili nelle terre alte per renderle sempre più laboratorio avanzato di sviluppo per l’intero Paese.  

Piemonte, rafforzate le cure alla fibrosi cistica

Ad oggi sono 422 i malati assistiti in due Aziende ospedaliere universitarie

È considerata una delle malattie genetiche rare più diffuse. Colpisce soprattutto il sistema respiratorio e quello gastrointestinale e può essere particolarmente invalidante per il carico di sintomi e per le terapie da affrontare. È la fibrosi cistica, che in Italia interessa circa 6.000 persone curate dai centri specializzati e genera 200 nuovi casi l’anno.
In Piemonte lo screening neonatale diagnostica dai 12 ai 15 nuovi casi di fibrosi cistica l’anno e ora la Regione punta a migliorare la rete di protezione. I malati sono, ad oggi, 422 e sono assistiti in due Aziende ospedaliere universitarie: l’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino, che si occupa dei minori, e il San Luigi Gonzaga di Orbassano, che assiste i pazienti adulti.
Il 29 agosto 2017 la giunta subalpina ha, su proposta dell’assessore Antonio Saitta, rafforzato la rete delle cure, istituendo il coordinamento regionale per la prevenzione e cura della malattia. Il “Coordinamento regionale fibrosi cistica” sarà composto dai responsabili clinici delle due sedi, dal coordinatore del centro unico, da rappresentanti delle Aziende sanitarie e delle associazioni dei pazienti, con lo scopo di predisporre le raccomandazioni regionali sui percorsi di cura, dalla diagnosi fino al trapianto d’organo.
«Proprio dal Piemonte - ricorda l’assessore Saitta - è arrivato nei mesi scorsi un importante contributo alla ricerca per combattere questa malattia attraverso sperimentazioni effettuate anche da un laboratorio della Scuola di Medicina di Novara. Mentre prosegue la ricerca, la Regione Piemonte intende potenziare la rete delle cure, rispondendo in maniera sempre più efficace alle nuove esigenze dei pazienti, che proprio grazie al miglioramento delle terapie ora possono contare su un’aspettativa di vita più lunga rispetto al passato». 

Piemonte, salgono a 78 le piste di elisoccorso notturno

L’ultima area è stata inaugurata a Carmagnola
CARMAGNOLA area volo notturno

In Piemonte salgono a settantotto le aree attrezzate per il volo notturno. L’ultima è stata aperta il 31 luglio 2017 a Carmagnola, nel campo sportivo comunale “Giorgio Demichelis”.
A fine 2016 le piste erano circa una sessantina. Nei mesi scorsi sono state inaugurate a Canelli (At) e Riva Valdobbia (Vc) alla fine di maggio, Pray (Biella) e Carisio (Vercelli) a giugno.
Il servizio è, di fatto, una vera e propria rete di emergenza, costituita anche grazie alla collaborazione dei Comuni, che hanno messo a disposizione aree idonee, campi sportivi o analoghe superfici adeguate. Obiettivo regionale è raggiungere le 100 aree entro la fine del 2017. 

Verbania, “Mostra galeotta” a Villa Giulia con Artisti Dentro e il Tempesta

Villa GiuliaVerbania

Resterà aperta fino al 15 settembre a Villa Giulia di Verbania-Pallanza “Mostra galeotta, Artisti Dentro ”, a cura dell'associazione Artisti Dentro onlus di Milano. Esposti cartoline dipinte da detenuti e i quadri del pittore olandese Pieter Mulier il Giovane, detto “Il Tempesta” (1637-1701).
L'iniziativa, inaugurata il 22 luglio, ha il patrocinio della Città di Verbania e del Museo del Paesaggio. Due le sezioni.
Nella prima sono esposte cartoline dipinte da detenuti che utilizzano la pittura quale linguaggio universale, occasione di recupero e rinnovata comunicazione sociale; nella seconda si possono ammirare quattro quadri del pittore olandese Pieter Mulier il Giovane. Mulier nel 1679 fu condannato a vent'anni di prigione come mandante dell’omicidio della moglie.
Nesso stretto tra le sezioni è dunque l'esperienza della prigionia come anche il titolo scelto vuole evidenziare.

Le quattro tele con scenario naturale il Lago Maggiore sono state scoperte nel 2005 in una collezione privata italiana da Marcel Roethlisberger- Bianco, che le ha pubblicate nel 2008 indicandole come capolavorii della maturità del vedutista Mulier.
La qualità dei dipinti e la lettura di alcuni dettagli negli edifici e nel paesaggio fanno presupporre la conoscenza della pittura veneta e che i quadri ora a Villa Giulia siano stati realizzati nell’ultima fase creativa del pittore, tra 1685 e il 1701. Ormai libero, l'artista poteva viaggiare e lavorare tra Milano, il lago Maggiore, il Veneto e l’Emilia, ricercato da nobili committenti ed estimatori, compresi rappresentanti dei Borromeo.
Orari: martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 21 // venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 21.

Torino, metropolitana cardioprotetta

Dotate di defibrillatore le stazioni di Fermi, Porta Susa, Porta Nuova e Lingotto
TORINO palazzo Madama

Si estende in Piemonte il servizio di protezione delle persone colpite da improvviso malore. Dal 21 luglio la metropolitana di Torino, che trasporta ogni giorno più di 150.000 passeggeri e in un anno 38 milioni, è cardioprotetta.
Nelle stazioni di Fermi, Porta Susa, Porta Nuova e Lingotto sono stati installati quattro defibrillatori semiautomatici esterni. La consegna si è svolta nella stazione metropolitana di Torino Porta Susa alla presenza degli assessori della Regione Piemonte, Antonio Saitta, e di Torino, Stefano Gallo.
I defibrillatori sono stati acquistati grazie all’avanzo di gestione del IX Congresso Nazionale Società Italiana Sistema 118, svoltosi a Torino nel 2011, e con il contributo dell’azienda Progetti Srl. La loro donazione rappresenta un ulteriore impulso al potenziamento della rete cittadina per la defibrillazione precoce da parte di Regione, Comune, Anpas e Cri.
Il Piemonte ha varato, da alcuni anni, un progetto di diffusione di defibrillatori. Ne sono stati acquistati 280 e destinati a comuni, luoghi di interesse culturale, associazioni di volontariato, forze dell’ordine, ecc.) e migliaia di cittadini hanno partecipato alla necessaria formazione. In un anno l’Anpas, in qualità di Agenzia formativa regionale Aed (Automated external defibrillator), ha abilitato all’uso del defibrillatore 3.363 persone, fra volontari e personale di enti, aziende e società sportive, attraverso l’organizzazione di 134 corsi. 

“Armonie verdi: dalla Scapigliatura al Novecento” al Museo del Paesaggio di Verbania

Giovedì 31, presentazione della monografia di Elena Pontiggia “Mario Sironi. La grandezza dell’arte, la tragedia della storia”
Sironi, "Il lago", Museo del Paesaggio Verbania.jpg
copertina

Il Museo del Paesaggio di Verbania ospita questa primavera la mostra, Armonie verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al Novecento, nata dal progetto “Open” di Fondazione Cariplo con Fondazione Comunitaria del VCO. Inserita tra le iniziative dell’Anno europeo del Patrimonio culturale, è curata dalla storica dell’arte Elena Pontiggia e da Lucia Molino e riunisce le sezioni: Scapigliatura, Divisionismo, Naturalismo; Artisti del Novecento Italiano; Oltre il Novecento. Tra le opere, i dipinti di Daniele Ranzoni, Francesco Gnecchi, Lorenzo Gignous, Emilio Gola, Mosè Bianchi, Carlo Fornara, Ottone Rosai, Filippo De Pisis, Arturo Tosi, Umberto Lilloni, provenienti dalle Raccolte d’arte della Fondazione Cariplo, Museo del Paesaggio di Verbania, e da collezioni private. La panoramica rivela le variazioni dell’interpretazione dell'ambiente, dalla centralità ancora di origine romantica nella pittura di fine Ottocento all'interpretazione volumetrica degli anni Venti, in cui il paesaggio è costruito come un’architettura, fino al senso di precarietà espresso dagli anni Trenta.

Nell’ambito di Armonie verdi, in maggio si svolgeranno alcuni incontri sui beni artistici restaurati grazie al contributo delle Fondazioni e alcune serate dedicate al paesaggio e al tema della mostra, allestita a Palazzo Viani Dugnani fino al 30 settembre. Giovedì 31, alle 17.30, sarà il turno di Elena Pontiggia che presenterà il suo libro “Mario Sironi. La grandezza dell’arte, la tragedia della storia” e la recente acquisizione in deposito al Museo della famosa opera dell'artista “Il lago”.
Di Sironi, artista tra i maggiori del Ventesimo secolo, mancava una biografia che ricostruisse le drammatiche vicende esistenziali e quelle artistiche. Il volume di Pontiggia colma questa lacuna attraverso ricerche di archivio e documenti inediti.
Elena Pontiggia, storico dell’arte, è docente all’Accademia di Brera. Si occupa in particolare dell’arte internazionale fra le due guerre e del rapporto fra modernità e classicità. Collabora alla Stampa e a varie riviste. Tra i suoi ultimi volumi: "Hopper" (2004); "Modernità e classicità. Il Ritorno all’ordine in Europa" (2008, premio Carducci 2009); "Christian Schad" (in corso di stampa). Su Sironi ha curato numerose mostre e pubblicazioni. 

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