Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Cronaca di Luino

Creva, inaugurato il corridoio ittico tra i laghi Ceresio e Verbano

Il passaggio artificiale sul fiume Tresa permette ai pesci di superare lo sbarramento della diga idroelettrica
diga

(gi) A Luino, lunedì 5 maggio, sulla diga di Creva è stato inaugurato il passaggio artificiale per la rotta migratoria dei pesci più in alto d'Europa. Accolti dal sindaco Andrea Pellicini, alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Lombardia Roberto Maroni con l'assessore Gianni Fava e il consigliere Fabio Rizzi, il consigliere di Stato del Canton Ticino Tiziano Putelli, il commissario straordinario della Provincia di Varese Dario Galli, il direttore Enel Ambrogio Piatti, la referente della Fondazione Cariplo Sonia Cantoni.
È seguita a Palazzo Verbania una tavola rotonda sul tema "Dal Ceresio all'Oceano senza barriere" moderata da Alberto Lugoboni (Direzione generale agricoltura della Lombardia).
SETTE PARTNER
Il corridoio ittico, alto 23 metri, iniziato il 27 febbraio 2012 e concluso nel dicembre 2013, è operativo dal 13 marzo 2014. Costruito come sistema di risalita a bacini successivi, dovrebbe consentire la risalita e la discesa verso valle e ripristinare la naturale percorribilità del fiume Tresa, assicurando libero movimento, conservazione e riproduzione dei pesci migratori.
É composto da 71 bacini e si sviluppa per 210 metri con un pendenza media del 10 per cento. Il suo costo complessivo ammonta a 1,2 milioni di euro. Il progetto ha visto la collaborazione tecnica e finanziaria di sette operatori pubblici e privati: Fondazione Cariplo (37 per cento), Provincia di Varese (13 per cento), UE Fondo Europeo Pesca (13 per cento), Canton Ticino (12 per cento), Enel Produzione Spa (12 per cento), Stato (10 per cento), Regione Lombardia (3 per cento).
CORRIDOIO FLUVIALE TRA LAGO DI LUGANO E OCEANO ATLANTICO
La realizzazione del passaggio per la fauna ittica, oltre ad aprire un vitale corridoio tra il lago di Lugano e il lago Maggiore attraverso il fiume Tresa, si inserisce nel più ampio progetto Life.Con.Flu.Po, che riaprirà definitivamente il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino-Po-mare Adriatico-Oceano Atlantico. É dotato di una cabina di monitoraggio, fondamentale per verificare il successo dell'opera e ottenere dati da mettere in rete con quelli delle altre cabine poste sul corridoio ecologico (rispettivamente sul Tresa, sul Ticino e sul Po).
Il corridoio aveva subito una doppia interruzione negli anni '60 con la costruzione delle dighe di Creva in Italia e Ponte Tresa in Svizzera.
La sua riapertura consente la connessione del lago di Lugano con il lago Maggiore, il Ticino e il Po fino all'Isola Serafini (Piacenza). Qui sarà realizzato un passaggio per pesci adatto anche allo storione italiano in attuazione del progetto Life Con.Flu.Po (www.life-conflupo.eu), che riaprirà il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino-Po e mare Adriatico, ripristinando - questo almeno è l'obiettivo - la naturale percorribilità che per milioni di anni ha assicurato la presenza dei pesci nei fiumi e nei laghi.
Nella foto in alto: da sx: Andrea Pellicini, Roberto Maroni, Tiziano Putelli, Sonia Cantoni, Dario Galli, Fabio Rizzi e Ambrogio Piatti 

(Immagini della diga e del corridoio cliccando Sezione Prima pagina

Lido di Luino, Pellicini: «Basta discoteca, precedenza alle piscine»

Primi passi verso una riqualificazione compatibile con la realizzazione di un polo della vela e del canottaggio
Lido Luino, aprile 1997

A Luino anche per un'altra struttura comunale sta per cambiare vita. Dopo Palazzo Serbelloni, Palazzo Verbania, Imbarcadero e sede della Canottieri, l’abbandono sta per finire anche per il Lido, il complesso in riva al lago originariamente appartenente all'Azienda autonoma di soggiorno, che il 2 febbraio 1990 lo lasciò in eredità all’amministrazione civica.
Lunedì 31 luglio 2017 il consiglio comunale ha finanziato con una variazione di bilancio uno studio di fattibilità della riqualificazione del Lido. L'intervento entra nel Piano delle Opere Pubbliche 2018 e i lavori potranno finire nel 2019. «Riteniamo doveroso – ha dichiarato il sindaco Andrea Pellicini - intervenire direttamente sulla struttura limitrofa del Lido, recuperando le piscine e il grande locale destinato a ristorante e bar».
Il Lido, dotato di un immobile di ampie dimensioni e di due piscine, ha cessato ogni attività nel 2012. L’amministrazione comunale ha cercato di trovare degli investitori privati in cambio di un lungo contratto di locazione, ma i suoi appositi bandi non hanno avuto successo. «Sono state effettuate ben tre gare pubbliche – spiega Pellicini - ma, nonostante fossero stati presentati progetti di grande valore, è mancato il coraggio decisivo da parte degli investitori. Il periodo di stagnazione degli scorsi anni ha giocato certamente la sua parte».
Nel «percorso virtuoso di riportare all'antico splendore tutti gli immobili pubblici del lungolago, dal Palazzo Comunale all'Imbarcadero, da Palazzo Verbania alla Canottieri, ha aggiunto Pellicini, non potevamo dimenticarci del Lido di Luino, da sempre in grado di richiamare tantissimi utenti di tutte le età».
«Il Lido, negli ultimi anni, aveva lavorato forte come discoteca, ma aveva trascurato le piscine. Il nostro approccio – ha anticipato Pellicini - sarà esattamente il contrario: vogliamo privilegiare il servizio pubblico. Con gli introiti derivanti dalla locazione del ristorante-bar finanzieremo gran parte del progetto. Vogliamo infine studiare il completamento dell'area per realizzare anche in questa zona la nuova sede dell'Avav al fine di costruire un grande polo della vela e del canottaggio. Il recupero delle piscine è anche finalizzato a questo ambizioso progetto sportivo». 

Studenti sotto i cieli inglesi dopo Brexit

Viaggio della Generazione Erasmus Plus di Luino, Sesto Calende e Busto Arsizio
verso il Ponte di Londra

Il Regno Unito ha voltato le spalle all’Unione Europea, ma nelle sue città continua la libera circolazione di studenti europei. Almeno per ora. Entro un paio di anni si saprà fino a che punto il referendum Brexit del 23 giugno avrà tagliato i ponti dell’isola con il continente.
Effetti sicuramente non mancheranno. Si è visto qualche anno fa con la Svizzera. Il 9 febbraio 2014 la Confederazione rossocrociata ha posto limitazioni all'immigrazione e alla libera circolazione della Convenzione di Schengen e i contraccolpi negli ambienti universitari elvetici si sono fatti subito sentire. Vedremo, dunque.
La neopremier inglese Theresa May ha assicurato al nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi che i diritti dei residenti italiani (e non solo) in Inghilterra non saranno toccati e, intanto, i passaggi tra Inghilterra e Europa sembrano – salvo impennate alla dogana di Dover con la Francia – stabili. Nessuna nuvola nemmeno nel cielo degli scambi della Generazione Erasmus Plus. Buoni testimoni sono alcuni studenti e docenti del varesotto.
Dal 16 luglio al 5 agosto i neodiplomati rispettivamente nei corsi Informatica, AFM, Elettronica-Automazione, SIA Riccardo Coos, Carlos Santiago Giraldo Pedroza, Chiara Guagno, Daniel Giuseppe Meli, Matteo Valletti dell'Istituto Città di Luino-C. Volonté con Sara Balzarini e Valentina Menegon dell'istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa di Sesto Calende e Sofia Vezzaro dell'Istituto Enrico Tosi di Busto Arsizio hanno iniziato la loro esperienza Erasmus+ nel South Cheshire College a Crewe.
Accompagnati dalla professoressa Patrizia Poltronieri e sistemati in famiglie, sono stati successivamente affidati per la prima settimana alla professoressa Valeria Torraco, già in Inghilterra con un altro gruppo di studenti. «Dopo un corso full immersion di lingua inglese – riferiscono le referenti del progetto Maria Colombo e Marilina Comeglio, che sono in contatto whatsapp quotidiano con il gruppo - i ragazzi e le ragazze hanno iniziato la loro esperienza lavorativa nel college con giornate di attività intense ma soddisfacenti intercalate a visite alle città di Chester, Londra, Manchester, Llanfairwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogococh [Ndr: è questo il nome per noi impronunciabile della città] e attività sportive varie». 

INTERVENTO - Caritas Luino, da quasi vent’anni un angolo di solidarietà

Le attività si svolgono nei locali adiacenti alla Chiesa di San Pietro in Campagna – Raccordo con Opaar di Germignaga, San Vincenzo di Voldomino, Caritas del decanato
guardaroba

INTERVENTO - Da circa vent’anni è presente la Caritas a Luino che si occupa delle fragilità delle persone nei suoi molteplici aspetti intervenendo con le sue attività che qui andiamo ad elencare.
CENTRO ASCOLTO
Aperto il martedì e il venerdì dalle 9.30 alle 11, è luogo dove avviene il primo incontro tra l’operatore e chi manifesta le proprie difficoltà. Ogni caso è trattato con la massima cura e qui vengono raccolti i dati necessari a costruire la propria storia e successivamente iniziare un percorso rivolto all’autonomia e all’aiuto. Alla luce del cambiamento radicale dello scenario sociale degli ultimi anni, anche e soprattutto per la situazione contingente economica poco favorevole, le richieste si fanno sempre più pressanti e far fronte in tempi più che reali alle situazioni è talvolta difficile se non impossibile.
MENSA
Con grande sforzo economico è stata attivata la mensa per persone sole, senza famiglia di riferimento, con reddito inesistente e alle spalle un vissuto triste e problematico. Iniziata nel giugno del 2013 con solo 5 utenti, ad oggi siamo arrivati a 15 pasti e 5 cene. I costi iniziali non erano indifferenti.
Oggi vengono consegnati gratuitamente e direttamente alla Caritas dalla Sodexho (un primo, un secondo, contorno frutta e dolce) grazie al rinnovo della procedura d’appalto della mensa scolastica comunale. I pasti gratuiti per la mensa sono 30. I bisognosi vengono comunque accolti e improvvise situazioni di gravità vengono risolte.
E’opportuno precisare che tutte le attività della Caritas si svolgono nei locali adiacenti alla Chiesa di San Pietro in Campagna, rispettando i ritmi diversi per non creare sovrapposizioni.
DORMITORIO
Dislocato vicino alla Chiesa del Carmine, ha ospitato in due anni una decina di persone, che ora sono 4. Si tratta di casi in situazioni di indigenza per diverse cause non prettamente economiche o lavorative. Talvolta gli ospiti sono provenienti da lontano.
PACCO ALIMENTARE
C’è anche la realtà del pacco alimentare per chi non utilizza la mensa. E i conti tornano! Per ogni nucleo famigliare c’è l’obbligo di redigere una scheda con stato famigliare e Isee (vedi ascolto) richiesta dalla Gea, ente distributore alimenti che certifica i requisiti idonei. Un controllo ci vuole, non siamo un supermercato. Vogliamo aiutare avendo un occhio vigile, perché i furbi sono sempre in agguato.
GUARDAROBA
Presso la Caritas, è possibile ritirare anche abbigliamento per la persona e per la casa.
FONDO FAMIGLIA LAVORO
A completamento del quadro generale dei servizi, si è istituito un apposito sportello in Casa Parrocchiale - aperto il primo sabato del mese - per il Fondo Famiglia che sostiene economicamente il nucleo familiare in difficoltà e il Fondo sostegno al Microcredito per quanti vogliano intraprendere un’attività. Sono state accettate diverse pratiche e tale erogazione arriva dalla Diocesi.
Come si può evincere, la Caritas agisce con molte realtà quale interfaccia anche con la Opaar di Germignaga, la San Vincenzo di Voldomino, le Caritas del decanato, proprio per evitare che si attinga da più parti.
Fa specie che oggi si chiedano incontri proprio da parte di chi non si è mai presentato(tutto riscontrato). Con questo si sta facendo riferimento alle 120 famiglie che assistiamo e che ci sono state contestate per discrepanze rispetto ad un altro ente, ma questo numero per così dire elevato, oltre all’attività svolta per anni, è dato dal fatto che a monte c’è un ascolto iniziale ed in corso d’opera uno studio delle varie situazioni che non si limitano alla ricezione passiva di ordini.
Ci sorprende che vengano dette cose poco edificanti, soprattutto verso un ente che non ha scopo di lucro né cariche elettive e che non ha gerarchie, né soci, né presidente, eccezion fatta per la figura del Prevosto don Piergiorgio Solbiati, che tanto ha fatto per la realizzazione e il funzionamento dei servizi della Caritas luinese. Soprattutto è disdicevole che solo ora si tirino in ballo persone che quotidianamente versano il proprio “obolo” in termini di volontariato.
Le volontarie della Caritas 

Ufficio turistico, da Palazzo Serbelloni nell’ex distributore Shell

La nuova sede è stata aperta il 26 luglio e sarà inaugurata giovedì 31
ex distributore Shell

Il trasloco è cosa fatta da sabato 26 luglio e, da giovedì 31 (ore 11,30), la nuova sede dell’Ufficio turistico luinese sarà anche ufficialmente inaugurata. In via Della Vittoria il sindaco Andrea Pellicini taglierà il nastro del restaurato e ristrutturato ex distributore Shell, dove lo sportello IAT (Informazioni accoglienza turistica) svolgerà, d’ora innanzi, il servizio.
Il recupero dell’ex pompa di benzina (classe 1953), segnalato e sostenuto da Francesco Salvi, è stato curato dall'architetto Cristina Lucchina di Varese. La spesa (160mila euro) è stata finanziata dal Gruppo Azione Locale della comunità montana Valli del Verbano (133mila euro) e dal Comune di Luino (27mila euro).
«Il nuovo ufficio turistico» - ha commentato Pellicini – «costituisce un ulteriore esempio di opera pubblica elegante in vetro, nello stile che siamo riusciti a dare a Luino in questi ultimi anni e che viene apprezzato da cittadini e turisti. Sono centinaia, ad esempio, le persone che nell’ultimo mese mi hanno fermato per complimentarsi, non solo per il nuovo tratto di lungolago, ma per la riqualificazione generale di tutta l’area limitrofa al Palazzo Comunale».

Cinghiale visita il centro

Stupore ma anche timore, il giorno dell'Immacolata, per alcune persone che verso le 8,45 si trovavano in piazza Giovanni XXIII. Mentre transitavano nei pressi della prepositurale hanno visto provenire dal tratto che costeggia l'ex salone Pellegrini non un cane, o un gatto, o magari un coniglietto domestico, ma un robusto cinghiale.
L'animale, lungo circa un metro e mezzo e alto sui 70/80 centimetri, appariva disorientato e andava abbastanza di corsa su e giù tra le vie che circondano la piazza. Forse attratto da alcune luci accese e pensando di trovare sbocchi, ha anche più volte preso a testate alcune vetrine. Andato avanti e indietro più volte alla fine si è infilato per la discesa scomparendo.
Facile supporre che il freddo abbia portato questo selvatico dalle colline in città, così come può accadere per le volpi, alcune apparse ai bordi delle strade già all'inizio dell'autunno.

Creva, le immagini del corridoio ittico tra i laghi Ceresio e Verbano

Alcuni scatti fotografici sulla diga di Creva dove lunedì 5 maggio è stato inaugurato il passaggio artificiale per la rotta migratoria dei pesci più in alto d'Europa.  La realizzazione del passaggio per la fauna ittica, oltre ad aprire un vitale corridoio tra il lago di Lugano e il lago Maggiore attraverso il fiume Tresa, si inserisce nel progetto Life.Con.Flu.Po, che riaprirà il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino-Po-mare Adriatico-Oceano Atlantico. Articolo e dettagli cliccando in Sezione Cronaca di Luino.

Lungolago naturalista a Luino

«Un giardino spondale ispirato al grande paesaggista olandese Oudolf»
piante lungolago
Miglio al premio “Il Verde Editoriale"

A Padova, lo scorso 11 settembre, la riqualificazione del lungolago luinese tra Palazzo Verbania e imbarcadero ha ottenuto il premio de “Il Verde Editoriale" alla quindicesima edizione del premio "La Città per il Verde”. A ritirare il riconoscimento c’era l’assessora al territorio, verde pubblico e arredo urbano Alessandra Miglio, che illustra per i lettori de ilcorrieredelverbano.it  la valenza naturalista del progetto.
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Il giardino spondale si ispira all'opera del grande maestro paesaggista olandese Piet Oudolf, che per definire il suo inconfondibile stile si è rifatto direttamente a madre natura, ai suoi prati e praterie.
Le essenze scelte vogliono appunto proporre una spontaneità di cui abbiamo nostalgia. Le graminacee si mischiano a piante perenni, che produrranno fiori per molti anni. La lonicera deve invece dare struttura.  Nel tempo i cespugli verranno scolpiti dai giardinieri, ottenendo un serpentone di onde. Questa siepe sarà importante in inverno,  quando le piante erbacee scompariranno per tutta la stagione fredda, per poi rinascere a primavera con tessiture e colori diversi ogni settimana e la sua linea verde sarà ancora presente.
Se la stagione lo permetterà, alcune erbe secche saranno lasciate sul posto, tagliandole solo in primavera. Questo tipo di manutenzione valorizza la forma architettonica degli steli e dei semi, che restano ormai privi di colore ma hanno comunque un effetto estetico particolare.
Oltre alle gaure, che sono quei fiorellini rosa su steli alti 80 centimetri, ci sono delle kniphofie, fiori arancioni un po'... giurassici, foglie a nastro sempreverdi. In questo momento sono fioriti gli astri settembrini, e l'Erigeron karviskianus, che è sempre della famiglia delle asteracee, ma molto più basso, stupendo anche quando cresce sui muri della città, margheritine instancabili nelle sfumature del bianco e del rosa.
La bellezza di questa composizione deriva più dall'emozione che induce che da una perfezione estetica, e questo rende difficile la manutenzione, poiché chi mette mano all'aiuola deve essere dotato della sensibilità necessaria, per togliere quello che si sviluppa in eccesso e riempire dove le piante si sviluppano meno.
Per esempio quest'estate la Eragrostis (quell'erba che sembra un'altissima gramigna) si è sviluppata troppo, va sfoltita e ripiantata in parte verso il Verbania, dove il vento dà più filo da torcere alla crescita dei fiori.
A me piace anche l'Echinacea, che produce fiori rosa o bianchi simili a delle robustissime margherite con petali ricadenti, nota anche per le sue qualità farmacologiche, protettiva dai malanni dell'inverno. Simpatica la Stipa tenuissima, un'erba luminosa bellissima anche in inverno, con steli flessuosi e ordinata nel portamento, più bassa delle altre graminacee e meno invadente, la mia preferita, anche se la generosità del Pennisetum alopecuroides con i suoi pennacchi simili a dei pennelli è pari solo alla bellezza dei riflessi che produce al tramonto.
Qualcuno sta chiedendo all'amministrazione di posizionare dei cartellini con la nomenclatura delle essenze. Potrebbe essere un'idea. O forse un cartello con foto e nomi posizionato vicino ad un ingresso della passeggiata sarebbe meno invasivo.
Alessandra Miglio
Assessore al Territorio, verde pubblico e arredo urbano

Alptransit, i pro e contro sulla tratta Cadenazzo-Luino-Gallarate

I futuri scenari del traffico merci discussi a Magadino dai sindaci di Gambarogno, Laveno, Maccagno e Luino
sindaci a Gambarogno

Dal 16 dicembre 2016 i treni cominceranno a circolare sulla nuova trasversale ferroviaria attraverso le Alpi e anche sulla linea Cadenazzo-Luino-Gallarate-Milano i contraccolpi si faranno sentire. Man mano, come da progetto sottoscritto tra Svizzera e Italia, l’infrastruttura sarà potenziata, le corse aumenteranno, il tonnellaggio di merci raddoppierà, i convogli saranno più lunghi e pesanti. E il maggior traffico renderà più acuto il tema del rumore e delle vibrazioni e, non ultimo, quello della sicurezza.
Di fronte a questo scenario, comprensibile appare la preoccupazione degli amministratori del territorio dalle due parti del confine.
A Magadino, comune svizzero a ridosso del valico di Zenna, martedì 16 giugno si sono riuniti i sindaci Ercole Ielmini di Laveno Mombello, Fabio Passera di Maccagno con Pino e Veddasca, Andrea Pellicini (insieme con l’assessora al territorio Alessandra Miglio) di Luino e Tiziano Ponti di Gambarogno (nella foto da sx). Obiettivo, definire «una strategia di gestione delle sfide date da Alptransit».
TRAFFICO MERCI…
A destare i maggiori timori delle popolazioni è, oltre a quello del rumore e delle vibrazioni, il tema della sicurezza. Sulla linea transitano principalmente convogli con merci pericolose e i sindaci ne vogliono un monitoraggio approfondito  mediante ogni mezzo tecnico e organizzativo oggi disponibile.
In territorio elvetico i sistemi di controllo sulla sicurezza dei treni nella nuova galleria di base già esistono e permettono di rilevare anomalie al materiale rotabile, come pure fughe di sostanze pericolose. Ma – si sono chiesti i sindaci - quali sono i controlli in Italia? Al riguardo, hanno espresso comune intenzione di conoscere i piani d’intervento in caso di gravi calamità e hanno sostenuto la richiesta del comune di Luino per un incontro con il prefetto.
…E TRAFFICO VIAGGIATORI
In cambio della buccia del previsto traffico merci, i sindaci hanno chiesto almeno il frutto di un migliore servizio viaggiatori tra il Canton Ticino e Malpensa. «Solo disponendo di un servizio efficace e attrattivo – hanno dichiarato - si potranno cogliere nella regione i potenziali dati dalla prossima apertura dalla nuova trasversale alpina. L’aumento della richiesta di trasporto merci, messo in relazione con le capacità limitate della linea, potrebbe addirittura entrare in concorrenza con il servizio di trasporto passeggeri, riducendone la capacità e trasformando la linea ferroviaria litoranea in un corridoio per il solo transito merci».
Una simile prospettiva è stata unanimemente scartata. I quattro comuni si batteranno per «trovare delle strategie che permettano di rendere più attrattivo e rafforzare il trasporto passeggeri» e chiederanno a breve un incontro con Roberto Tulipani, ceo della società ferroviaria mista TiLo. Ma non saranno i quattro moschettieri contro tutti. Per aumentare il peso politico dell’azione, solleciteranno la partecipazione anche degli altri sindaci della linea ferroviaria. 

Cassano Valcuvia, Cattaneo: «Defiscalizzare il lavoro straordinario»

L’ha dichiarato il presidente dell’assemblea regionale durante la visita all’azienda Ratti Luino
visita in Ratti
visita in Ratti

Un piano di defiscalizzazione mirata per il lavoro straordinario, migliorare il sistema di alternanza scuola-lavoro, maggiori misure per l'inserimento di persone con disabilità attraverso un sistema di contratti agevolati. Questi, giovedì 15 giugno 2017, i temi emersi a Cassano Valcuvia (Varese) durante una visita del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, all'azienda Ratti Luino, dove è stato accolto dai proprietari Giovanni, Stefano e Andrea Locatelli.
All'incontro, promosso da Confartigianato Imprese Varese e ultima tappa di una serie di confronti sul territorio, hanno partecipato anche il presidente Davide Galli con la responsabile della sede territoriale di Luino e Laghi, Lorenza Costantini. Ventisette dipendenti e un'esperienza consolidata nel settore del meccanotessile, Ratti Luino è stata salvata nel marzo del 2010 dal fallimento grazie alla determinazione degli attuali titolari, che hanno scelto di investire e scommettere su un marchio storico del territorio, seppur in un momento di piena crisi economica.
«Il problema più urgente emerso dal confronto di oggi è quello della eccessiva tassazione del lavoro dei dipendenti» ha detto Cattaneo. «Si tratta di in problema comune a molte imprese e, nel momento in cui si sta ragionando sulla questione degli accordi fiscali, credo sia utile ripensare la tassazione sul lavoro straordinario attraverso una defiscalizzazione mirata. L'area del luinese in tema di occupazione e mercato del lavoro risente fortemente della competizione con la Svizzera ed è necessaria una maggiore attenzione a questo territorio, così come per le altre zone di confine della Lombardia. La realtà di Ratti Luino è particolarmente significativa: la loro è una storia imprenditoriale molto interessante. Portano valore al territorio e hanno saputo investire in un momento particolarmente difficile creando occupazione». 

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