Edizione n. 44 di mercoledì 12 dicembre 2018

Mostra

Laveno, omaggio di cinque artiste ad Antonia Pozzi

Danila Denti, Anny Ferrario, Anna Genzi, H.H.Stillriver e Francesca Fornerone presentano le xilografie dedicate a cinque poesie della poeta
Antonia Pozzi, foto Biblioteca di Laveno Mombello.jpg

Una cartella a tiratura limitata di cinque xilografie di Danila Denti, Anny Ferrario, Anna Genzi, H.H.Stillriver e Francesca Fornerone dedicate ad altrettante poesie di Antonia Pozzi. La raccolta sarà presentata giovedì 13 dicembre 2018 (alle 18) nella Biblioteca comunale di Laveno Mombello (Varese) e sarà accompagnata dalla mostra “Io vengo da mari lontani. Omaggio ad Antonia Pozzi” con fotografie di Giancarlo Geddo.
Le xilografie sono state promosse dall’Atelier Capricorno in collaborazione con l’Università dell’Insubria e sono state tirate nel febbraio 2018 da Giancarlo Sardella, stampatore in Ca’ Angelino (Urbino). Nel corso della serata Marita Viola leggerà le cinque poesie e il testo introduttivo alla raccolta - curato da Maria Giulia Baiocchi - dialogando con Danila Denti.

Travedona Monate, omaggio a Enrico Somaré

Mostra e concerto dedicati al poeta e critico d’arte
locandina

A Travedona Monate (Varese), sabato 23 settembre 2017 (ore 18), l’amministrazione comunale intitolerà a Enrico Somaré, critico d’arte, traduttore e poeta nato a Travedona Monate nel 1889 e morto a Milano nel 1953, la Palazzina Culturale di via Verdi e inaugurerà la mostra “Enrico Somaré, la vita e le opere”. Nei giorni 23 e 24 settembre e 1,7 e 8 ottobre (ore 11-13/15-18) il pubblico potrà visitare una esclusiva esposizione di libri, opere e fotografie forniti dalla famiglia Somaré e curata da Marco Tamborini
Nella serata (ore 21) di sabato 23 settembre a Monate la Sala Don Luigi Ponti (via Binda 2) ospiterà il concerto per pianoforte e fischio melodico “Il fischio magico” con la nipote di Enrico Somaré, fotografa, artista e filmmaker Elena Somarè e Gianluca Massetti. Eseguiranno la musica amata dai Somaré: canzoni napoletane e jazz anni ‘40. Ingresso libero.

Chi era Enrico Somarè
Enrico Somaré nasce a Travedona Monate il 19 ottobre 1889 da Francesco e Luisa Tomasina, di origine contadina. Frequenta le scuole tecniche e poi va a Milano alla ricerca dell’indipendenza economica, lavorando come fattorino.
Coltiva la lettura di poesia e lo studio di saggi d’arte, che gli forniscono una cultura autodidatta di buon livello. La prima raccolta di poesia è del 1911, seguono durante la guerra altre pubblicazioni, soprattutto traduzioni.
Nel 1919 si sposa con Teresa Tallone, figlia del pittore e docente a Brera Cesare Tallone. Nel 1922 fonda a Milano L’Esame-rivista mensile di coltura e arte, che ha eco per la pubblicazione di testi di Baudelaire, Proust, Mann e anche saggi dello stesso Somaré sull’arte di Masaccio e di altri pittori dell’Ottocento. Sua opera maggiore, “Storia dei pittori italiani dell’Ottocento”
Nel 1926 apre in via Chiesa Rossa 6 una libreria-galleria d’arte e continua a pubblicare L’Esame per tutti gli anni Trenta. Nel 1949 organizza una mostra al Metropolitan Museum di New York sui “Pittori Italiani dell’Ottocento”. Muore a Milano il 5 febbraio 1953. Viene sepolto nel cimitero di Travedona Monate. 

Rancate/Mendrisio, Nuova luce sul "Rinascimento nelle terre ticinesi"

La mostra, con allestimento di Mario Botta, resterà aperta fino a metà febbraio 2019 in Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
Pinacotca cantonale Giovanni Zü st Rancate, Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2, dalla locandina.

Nel 2010 la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio/Cantone Ticino) allestì la mostra Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, per la prima volta affrontando l’argomento. A distanza di anni tornano i temi di quella fortunata esposizione. La seconda puntata del progetto viene stavolta messo in scena da Mario Botta e nasce nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Coinvolti ventotto Stati in nome del motto, «il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro».
L'esposizione iniziata il 28 ottobre 2018 si intitola Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2. Dal territorio al museo  e proseguirà fino al 17 febbraio 2019. A cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, vede il coordinamento scientifico e organizzativo di Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla e l'allestimento di Mario Botta.

Nel 2017 il Cantone Ticino ha acquistato e destinato alla Pinacoteca Züst un dipinto di Francesco De Tatti, parte del Polittico già sull’altare maggiore della chiesa di Santo Stefano a Rancate. Da qui si avvia un approfondimento su De Tatti, il pittore ritenuto più significativo del Rinascimento nell’area di Varese.
Una sequenza di opere, finora mai riunite, permette di fare i conti con la sua cultura visiva: la luminosa tradizione che fa capo a Martino Spanzotti, uno dei grandi misconosciuti della pittura italiana del Quattrocento, riscoperto da Giovanni Testori, ma anche la Milano leonardesca di Bernardo Zenale e del Bramantino, fino a una precocissima conoscenza delle novità raffaellesche.
La mostra, nel rendere omaggio ai fondatori della Storia dell’arte in Svizzera, si interroga sulle forme di conservazione e di dispersione del patrimonio artistico ticinese di epoca e stile rinascimentale, con il temporaneo rientro di opere che hanno lasciato queste terre: dalla Pala di Bernardino Luini, oggi in una chiesa della campagna inglese, a un Trittico di Calisto Piazza diviso tra più proprietà e per la prima volta, dopo secoli, riunito. Entrambi si trovavano in Santa Maria degli Angeli a Lugano. Altre opere hanno invece lasciato le sedi per cui furono realizzate per trovare definitivo asilo nel Landesmuseum di Zurigo. 
Informazioni: Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, CH-6862 Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera, tel. +41 (0)91 816 47 91; decs-pinacoteca.zuest@ti.ch; www.ti.ch/zuest  
Orari, prezzi e servizi: da martedì a venerdì 9-12 / 14-18; sabato, domenica e festivi 10-12 / 14-18; chiuso il lunedì e 24, 25 e 31 dicembre; aperto:; 8, 26 dicembre e 1, 6 gennaio 2019. Biglietti: intero CHF/€ 10.- ridotto (pensionati, studenti, gruppi) CHF/€ 8.- Visite guidate su prenotazione anche fuori orario.
Immagine: Pinacotca cantonale Giovanni Züst Rancate, mostra "Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2".

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Oropa (Biella), immagini e documenti sui profughi della Grande Guerra

La mostra aperta al Santuario fino al 26 febbraio
Dalla mostra “Qui siete amati e prediletti”

A Oropa (Biella), domenica 8 gennaio, è stata inaugurata la mostra “Qui siete amati e prediletti”, dedicata ai profughi della Prima Guerra Mondiale ospitati nel locale santuario. Documenti e immagini ripercorrono l’arrivo, già dalla fine di giugno del 1915, di centinaia di profughi in fuga dalle zone di combattimento in Trentino Alto Adige, Gorizia, Veneto e Pola.
La ricerca è stata svolta dal curatore Danilo Craveia attraverso L’Eco del Santuario di Oropa e l’archivio storico. La mostra, come osservano gli organizzatori, é «un'occasione per riflettere sull'attualità e sul ruolo di "rifugio" svolto nei secoli dal Santuario di Oropa». Apertura tutti i giorni (dalle 10 alle 17) nelle sale della dottrina del Santuario fino al 26 febbraio.

Lugano, Antonio Pedretti alla vigilia del “Bianco Lombardo”

Sosta in riva al Ceresio in vista del tour di esposizioni italiane
Antonio Pedretti, Paludoso, 2018 tecnica mista su tela
Antonio Pedretti, Bianco lombardo, 2018 tecnica mista su cartone

Il Natale e lo scambio di auguri sono stati occasione, nel pomeriggio di giovedì 6 dicembre, a Lugano, per un incontro diretto con il pittore Antonio Pedretti e la sua opera. Ad aprire le proprie porte al mondo d'arte per una giornata speciale tra amici lo Studio dentistico ortodontico di Paola Merlo. È stato così possibile, oltre che ammirare magnetiche tele, apprendere dall'introduzione dello stesso Pedretti il colloquio interiore che ha perseguito lungo tutta una vita e che ha amalgamato idea e gesto con risultati evocativi ed estetici inconfondibili.
“Tutta una vita” non per modo di dire. Pedretti, già prima che terminino la Scuola di pittura del Castello Sforzesco e l'Accademia di Brera a Milano, esordisce in un'età ancora adolescenziale, sedici anni. Lo fa con una personale alla Galleria Ca' Vegia di Varese, in cui materia d'indagine sono – dipinti a spatola - stagni, paesaggi, campagna. Luoghi dell'anima, legati alla natia Gavirate.
La scelta non è consueta in un'età tanto precoce, denota determinazione, consapevolezza stilistica e di poetica. Acque e paludi, pur nell'innovarsi del linguaggio e nell'affacciarsi di fasi «tra figurazione e informale» (Angelo Crespi, catalogo “Ai margini del bianco”, mostra in Palazzo Ducale di Genova, 1-23 settembre 2018) saranno il filo conduttore degli anni a venire che, dopo la seconda personale del 1970 in Galleria Ghiggini a Varese, vedono susseguirsi collettive e personali, prestissimo oltre i confini nazionali. Fin da subito non passa inosservata l'impronta di Pedretti che piace al pubblico e richiama con continuità l'attenzione della critica (Renato Guttuso, Enzo Fabiani, Enrico Crispolti, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva...).
Tra le prossime mostre, come ricorda la galleria MAG di Como, c'è “Bianco Lombardo”, che, dopo l'inaugurazione del 13 dicembre alla sede istituzionale del Circolo degli Esteri di Roma (ore18.30, Lungotevere dell’Acqua Acetosa 42), percorrerà l'Italia. In questa serie l’attenzione del pubblico viene convogliata verso tre aspetti fondamentali: i margini, intesi come esterno a qualcosa ma che in realtà sono centrali alla vita; la tecnica; l’emozione della memoria. 

Foto: Antonio Pedretti, Paludoso, 2018 tecnica mista su tela 100x130; Antonio Pedretti, Bianco lombardo, 2018 tecnica mista su cartone 50x70.

Laveno Mombello, progetti per l’ex Società Ceramica Italiana

In mostra le proposte di 40 studenti del Politecnico di Milano

A Cerro di Laveno Mombello (Varese), dal 18 giugno al 2 luglio 2017, saranno esposte a Palazzo Perabò le proposte di riqualificazione dello stabilimento ex Società Ceramica Italiana di Laveno Mombello, che fu progettato dall’architetto Piero Portaluppi fra il 1924 e il 1926. Gli elaborati sono opera del Laboratorio di progettazione dell’Architettura degli interni corso di laurea in Progettazione dell’Architettura | Scuola AUIC | Politecnico di Milano.
La mostra “Un Landmark per Laveno Mombello. Progetti per l’ex Società Ceramica Italiana” è promossa da Comune di Laveno Mombello, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (Dastu) del Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (Auic) del Politecnico di Milano, Museo Internazionale Design Ceramico (MIDeC) di Cerro di Laveno Mombello, Interior Reuse Lab. Inaugurazione sabato 17 giugno alle ore 17.30.
PROPOSTE DI 40 STUDENTI
I progetti sono stati elaborati da quaranta studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura degli Interni “Interior Reuse Lab” (Scuola AUIC, Politecnico di Milano) diretto dalle professoresse Imma Forino e Francesca Rapisarda, con gli architetti Marcella Camponogara, Biagio Cofini, Jacopo Leveratto ed Eleonora Riccioni (Dastu).
Tre le ipotesi di recupero e riuso proposte per la palazzina uffici e gli edifici di ingresso e di servizio della fabbrica: 1) Creative Hub (per startup e coworking per giovani professionisti e fab lab per piccole produzioni ceramiche); 2) Cultural Basin (aperto a eventi culturali, congressuali ed espositivi); 3) Kid Learning Center (destinato al tempo libero e ad attività formative dei bambini nel doposcuola).
Spiega la Conservatrice del Midec, architetto Maria Grazia Spirito: «A partire da questi spunti e da quelli offerti dalla Municipalità, che da tempo prospetta un Museo del Sanitario, i giovani progettisti hanno sviluppato un programma funzionale per l’insieme portaluppiano, riprogettato gli interni degli edifici, gli arredi, i sistemi allestitivi, i servizi al pubblico e, al contempo, riqualificato l’area esterna nell’ottica di valorizzare un importante simbolo della città. Nel rispetto e nella valorizzazione delle strutture e delle decorazioni originari sono emersi nuovi habitat contemporanei, affinché lo straordinario complesso di Piero Portaluppi non sia abbandonato a una sorte fatale, ma ritorni a essere un espressivo landmark per Laveno Mombello».
APERTURA MOSTRA: 18 giugno-2 luglio 2017: martedì 10–12.30; da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30–17.30; sabato e domenica 10-12.30 e 15–18; chiuso il lunedì. INFO: 0332/625551. 

Ibis Cunardo, lo SpazioLuce di Emery

SpazioLuce

Alle Fornaci Ibis di Cunardo si inaugura sabato 23 giugno Amleto Emery - Spazio Luce. La mostra sarà presentata da Massimo Conconi alle 17.30. A seguire concerto con Barbara Kruger (violino) e Claudio Giacomazzi (violoncello). A cura di Associazione Amici delle Fornaci Ibis e Comitato culturale JRC Ispra.
Fino al 15 luglio dal mercoledì al sabato ( 9-12 e 15-18; domenica 15-18). Per appuntamenti 3287551267.

Monteviasco di Curiglia, mostra fotografica

dalla locandina

A Monteviasco di Curiglia (Varese) sabato 22 luglio è stata inaugurata nell'ex asilo del paese la mostra fotografica “Fotografando la natura” di Stefano Pedrazzi. La galleria di immagini di flora e fauna della zona sarà aperta in tutti i weekend fino al 30 settembre 2017 (dalle 10 alle 17).

Laveno Mombello, “La fauna umana” di Dietrich Bickler

Mostra personale dal 21 luglio al 24 settembre 2017 al Museo della ceramica di Cerro
Bickler, "In attesa"

Il genio ironico e il talento artistico naturale di Dietrich Bickler sono il leitmotiv della mostra personale “La fauna umana", aperta da venerdì 21 luglio a domenica 24 settembre 2017 a Palazzo Perabò di Cerro di Laveno Mombello (Varese).
Con i suoi ritratti a olio e disegni satirici in tecnica mista –annota Maria Grazia Spirito, conservatore del Museo Internazionale del Design Ceramico – «Bickler indaga la figura umana con sorridente partecipazione alle sventure comuni, alle miserie, alle grandezze e ai limiti di ciascuno». Nelle sue opere «non c’è denuncia, ma solo una divertita constatazione di una umanità che vive di verità frammentate e contraddittorie».
L’artista di origine tedesca vive in Italia dal 1948. A Milano ha frequentato i corsi serali all’Accademia di Brera con Gino Moro e nel 1971 ha allestito la sua prima mostra personale a Milano. Da allora ne sono seguite circa centotrenta in Italia, Germania, Svizzera. «In particolare – ha dichiarato Bickler - mi dedico al paesaggio mediterraneo, al ritratto e alla satira. Che campo straordinario è la fauna umana! Quant'è bello e brutto, simpatico e atroce, attraente e ripugnante, interessante e anche noiosissimo questo formicaio, dove ognuno è convinto di essere il centro dell'universo! Io ne faccio parte».
ORARIO: lunedì chiuso e 15 agosto chiuso; martedì 10-12.30, da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30-17.30, sabato e domenica 10-12.30 e 15-18. Biglietto: intero, euro 5; ridotto, euro 3; bambini fino a 14 anni, ingresso gratuito. INFO: 0332/625551.  

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