Edizione n.6 di mercoledì 20 febbraio 2019

Mostra

Milano, Mavi Ferrando con “Intemperanze e rigore” a Spaziotemporaneo

dalla locandina

Da martedì 12 febbraio (inaugurazione ore 18,30) sarà possibile conoscere il frutto della più recente indagine d'arte di Mavi Ferrando nella mostra “Intemperanze e rigore”. In Spaziotemporaneo a Milano, l'esposizione si svolge nell’ambito della rassegna Novecento Italiano, promossa da Comune di Milano – Centro di alti studi sulle Arti Visive (Casva), e del progetto Fantasmi del ‘900, a cura di Eleonora Fiorani.
Nella galleria di via Solferino 56 l'artista delinea la sua esplorazione, la riannoda e la rinnova attraverso una serie di sculture in legno: da appoggio, installate a parete, a tutto tondo. Una conferma questo approdo per chi abbia seguito il suo lungo cammino e insieme la scoperta di un dialogo che ha ancora molto da raccontare. «Le opere di Mavi Ferrando presenti nella mostra Intemperanze e rigore – scrive la curatrice - sono sculture totemiche e insieme liberty, lievi come le foglie di cui hanno la grazia e la poesia, e sculture-scritture, disegno e segno, che rammemorano quelle dei templi mediorientali, che vivono nell’estensibilità multidimensionale dello spazio mentre ci rimandano alla sacralità della scultura e insieme la decostruiscono. In esse lei parla il linguaggio del legno, di cui cerca la levigata leggerezza e la flessibilità, l’equilibrio e il movimento come se esso stesso fosse una creatura viva da cui si generano opere quasi senza spessore, che si ancorano nella bidimensionalità della superficie, e che anche colora, di nero, di bianco o mantiene e tratta come colore le sue calde tonalità marroni».
Fino al 9 marzo. Ingresso libero. Orari, da martedì a sabato, ore 16-19,30.
Info, 026598056 - www.galleriaspaziotemporaneo.it 

Travedona Monate, omaggio a Enrico Somaré

Mostra e concerto dedicati al poeta e critico d’arte
locandina

A Travedona Monate (Varese), sabato 23 settembre 2017 (ore 18), l’amministrazione comunale intitolerà a Enrico Somaré, critico d’arte, traduttore e poeta nato a Travedona Monate nel 1889 e morto a Milano nel 1953, la Palazzina Culturale di via Verdi e inaugurerà la mostra “Enrico Somaré, la vita e le opere”. Nei giorni 23 e 24 settembre e 1,7 e 8 ottobre (ore 11-13/15-18) il pubblico potrà visitare una esclusiva esposizione di libri, opere e fotografie forniti dalla famiglia Somaré e curata da Marco Tamborini
Nella serata (ore 21) di sabato 23 settembre a Monate la Sala Don Luigi Ponti (via Binda 2) ospiterà il concerto per pianoforte e fischio melodico “Il fischio magico” con la nipote di Enrico Somaré, fotografa, artista e filmmaker Elena Somarè e Gianluca Massetti. Eseguiranno la musica amata dai Somaré: canzoni napoletane e jazz anni ‘40. Ingresso libero.

Chi era Enrico Somarè
Enrico Somaré nasce a Travedona Monate il 19 ottobre 1889 da Francesco e Luisa Tomasina, di origine contadina. Frequenta le scuole tecniche e poi va a Milano alla ricerca dell’indipendenza economica, lavorando come fattorino.
Coltiva la lettura di poesia e lo studio di saggi d’arte, che gli forniscono una cultura autodidatta di buon livello. La prima raccolta di poesia è del 1911, seguono durante la guerra altre pubblicazioni, soprattutto traduzioni.
Nel 1919 si sposa con Teresa Tallone, figlia del pittore e docente a Brera Cesare Tallone. Nel 1922 fonda a Milano L’Esame-rivista mensile di coltura e arte, che ha eco per la pubblicazione di testi di Baudelaire, Proust, Mann e anche saggi dello stesso Somaré sull’arte di Masaccio e di altri pittori dell’Ottocento. Sua opera maggiore, “Storia dei pittori italiani dell’Ottocento”
Nel 1926 apre in via Chiesa Rossa 6 una libreria-galleria d’arte e continua a pubblicare L’Esame per tutti gli anni Trenta. Nel 1949 organizza una mostra al Metropolitan Museum di New York sui “Pittori Italiani dell’Ottocento”. Muore a Milano il 5 febbraio 1953. Viene sepolto nel cimitero di Travedona Monate. 

Verbania, la storia del teatro 'Il Maggiore' e i disegni di Salvador Arroyo

dalla locandina

Inaugurata il 19 gennaio, resta aperta fino al 10 marzo la mostra “Friendly Stones: la nascita di un’idea”, Il Maggiore di Verbania nei disegni visionari di Salvador Arroyo. Proposta dal Museo del Paesaggio, nell’ambito delle attività del Centro studi del paesaggio, è ospitata a Palazzo Viani Dugnani in via Ruga 44. L’esposizione nasce dal legame sviluppatosi tra Verbania e l’architetto Arroyo, il quale ha donato al Museo del Paesaggio tutti gli schizzi originali per la progettazione del teatro “Il Maggiore”.
La mostra è divisa in sezioni che raccontano l’evoluzione di un progetto, la nascita di un’idea e la sua evoluzione grazie all'impatto che il paesaggio crea. «L’importanza di vivere il territorio, entrarci e farsi raccontare da lui la storia del passato per interpretare al meglio il presente – scrivono gli organizzatori -, è alla base del rapporto che Arroyo ha avuto con Verbania nell’ideazione del progetto che gli è stato commissionato. Numerosi sono stati i sopralluoghi solitari e le ore che l’architetto ha passato in riva al lago ad osservare il panorama, a studiare le forme delle montagne che abbracciano la zona e a camminare nelle viuzze storiche alla ricerca della chiave di lettura per creare il giusto simbolo moderno di Verbania… e questa ispirazione è arrivata dalla pietra, questo materiale così ampiamente presente nel territorio verbanese da diventare quasi famigliare o amichevole per chiunque ci viva o ci passi… ed ecco il titolo della mostra… le pietre amichevoli sono proprio quelle che hanno ispirato la nascita del teatro, quelle pietre che, a ben guardarle, nascondono sempre un volto umano sorridente al loro interno.».
www.museodelpaesaggio.it/mostre/friendly-stones-la-nascita-unidea/  

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Oropa (Biella), immagini e documenti sui profughi della Grande Guerra

La mostra aperta al Santuario fino al 26 febbraio
Dalla mostra “Qui siete amati e prediletti”

A Oropa (Biella), domenica 8 gennaio, è stata inaugurata la mostra “Qui siete amati e prediletti”, dedicata ai profughi della Prima Guerra Mondiale ospitati nel locale santuario. Documenti e immagini ripercorrono l’arrivo, già dalla fine di giugno del 1915, di centinaia di profughi in fuga dalle zone di combattimento in Trentino Alto Adige, Gorizia, Veneto e Pola.
La ricerca è stata svolta dal curatore Danilo Craveia attraverso L’Eco del Santuario di Oropa e l’archivio storico. La mostra, come osservano gli organizzatori, é «un'occasione per riflettere sull'attualità e sul ruolo di "rifugio" svolto nei secoli dal Santuario di Oropa». Apertura tutti i giorni (dalle 10 alle 17) nelle sale della dottrina del Santuario fino al 26 febbraio.

Laveno Mombello, progetti per l’ex Società Ceramica Italiana

In mostra le proposte di 40 studenti del Politecnico di Milano

A Cerro di Laveno Mombello (Varese), dal 18 giugno al 2 luglio 2017, saranno esposte a Palazzo Perabò le proposte di riqualificazione dello stabilimento ex Società Ceramica Italiana di Laveno Mombello, che fu progettato dall’architetto Piero Portaluppi fra il 1924 e il 1926. Gli elaborati sono opera del Laboratorio di progettazione dell’Architettura degli interni corso di laurea in Progettazione dell’Architettura | Scuola AUIC | Politecnico di Milano.
La mostra “Un Landmark per Laveno Mombello. Progetti per l’ex Società Ceramica Italiana” è promossa da Comune di Laveno Mombello, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (Dastu) del Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (Auic) del Politecnico di Milano, Museo Internazionale Design Ceramico (MIDeC) di Cerro di Laveno Mombello, Interior Reuse Lab. Inaugurazione sabato 17 giugno alle ore 17.30.
PROPOSTE DI 40 STUDENTI
I progetti sono stati elaborati da quaranta studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura degli Interni “Interior Reuse Lab” (Scuola AUIC, Politecnico di Milano) diretto dalle professoresse Imma Forino e Francesca Rapisarda, con gli architetti Marcella Camponogara, Biagio Cofini, Jacopo Leveratto ed Eleonora Riccioni (Dastu).
Tre le ipotesi di recupero e riuso proposte per la palazzina uffici e gli edifici di ingresso e di servizio della fabbrica: 1) Creative Hub (per startup e coworking per giovani professionisti e fab lab per piccole produzioni ceramiche); 2) Cultural Basin (aperto a eventi culturali, congressuali ed espositivi); 3) Kid Learning Center (destinato al tempo libero e ad attività formative dei bambini nel doposcuola).
Spiega la Conservatrice del Midec, architetto Maria Grazia Spirito: «A partire da questi spunti e da quelli offerti dalla Municipalità, che da tempo prospetta un Museo del Sanitario, i giovani progettisti hanno sviluppato un programma funzionale per l’insieme portaluppiano, riprogettato gli interni degli edifici, gli arredi, i sistemi allestitivi, i servizi al pubblico e, al contempo, riqualificato l’area esterna nell’ottica di valorizzare un importante simbolo della città. Nel rispetto e nella valorizzazione delle strutture e delle decorazioni originari sono emersi nuovi habitat contemporanei, affinché lo straordinario complesso di Piero Portaluppi non sia abbandonato a una sorte fatale, ma ritorni a essere un espressivo landmark per Laveno Mombello».
APERTURA MOSTRA: 18 giugno-2 luglio 2017: martedì 10–12.30; da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30–17.30; sabato e domenica 10-12.30 e 15–18; chiuso il lunedì. INFO: 0332/625551. 

Ibis Cunardo, lo SpazioLuce di Emery

SpazioLuce

Alle Fornaci Ibis di Cunardo si inaugura sabato 23 giugno Amleto Emery - Spazio Luce. La mostra sarà presentata da Massimo Conconi alle 17.30. A seguire concerto con Barbara Kruger (violino) e Claudio Giacomazzi (violoncello). A cura di Associazione Amici delle Fornaci Ibis e Comitato culturale JRC Ispra.
Fino al 15 luglio dal mercoledì al sabato ( 9-12 e 15-18; domenica 15-18). Per appuntamenti 3287551267.

Monteviasco di Curiglia, mostra fotografica

dalla locandina

A Monteviasco di Curiglia (Varese) sabato 22 luglio è stata inaugurata nell'ex asilo del paese la mostra fotografica “Fotografando la natura” di Stefano Pedrazzi. La galleria di immagini di flora e fauna della zona sarà aperta in tutti i weekend fino al 30 settembre 2017 (dalle 10 alle 17).

Laveno Mombello, “La fauna umana” di Dietrich Bickler

Mostra personale dal 21 luglio al 24 settembre 2017 al Museo della ceramica di Cerro
Bickler, "In attesa"

Il genio ironico e il talento artistico naturale di Dietrich Bickler sono il leitmotiv della mostra personale “La fauna umana", aperta da venerdì 21 luglio a domenica 24 settembre 2017 a Palazzo Perabò di Cerro di Laveno Mombello (Varese).
Con i suoi ritratti a olio e disegni satirici in tecnica mista –annota Maria Grazia Spirito, conservatore del Museo Internazionale del Design Ceramico – «Bickler indaga la figura umana con sorridente partecipazione alle sventure comuni, alle miserie, alle grandezze e ai limiti di ciascuno». Nelle sue opere «non c’è denuncia, ma solo una divertita constatazione di una umanità che vive di verità frammentate e contraddittorie».
L’artista di origine tedesca vive in Italia dal 1948. A Milano ha frequentato i corsi serali all’Accademia di Brera con Gino Moro e nel 1971 ha allestito la sua prima mostra personale a Milano. Da allora ne sono seguite circa centotrenta in Italia, Germania, Svizzera. «In particolare – ha dichiarato Bickler - mi dedico al paesaggio mediterraneo, al ritratto e alla satira. Che campo straordinario è la fauna umana! Quant'è bello e brutto, simpatico e atroce, attraente e ripugnante, interessante e anche noiosissimo questo formicaio, dove ognuno è convinto di essere il centro dell'universo! Io ne faccio parte».
ORARIO: lunedì chiuso e 15 agosto chiuso; martedì 10-12.30, da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30-17.30, sabato e domenica 10-12.30 e 15-18. Biglietto: intero, euro 5; ridotto, euro 3; bambini fino a 14 anni, ingresso gratuito. INFO: 0332/625551.  

Maccagno con Pino e Veddasca, al Punto d’Incontro mostra di pittura e le parlate galloitaliche

Doppio appuntamento mensile con l’arte e la letteratura nel complesso Auditorium di Maccagno. Al Punto d'incontro, sabato 16 settembre (ore 18) sarà inaugurata la mostra di Eleonora Buonfino Franceschinelli che in trenta oli propone il proprio mondo fantastico e dialoga con un personaggio ricorrente nella sua produzione, Pinocchio. Apertura domenica 17, mercoledì 20, sabato 23 e domenica 24 settembre, dalle 17 alle 20.
Alla vernice si accompagnerà la conferenza di Fabio Doriali “I dialetti e le parlate galloitaliche”. Interessanti il suo approccio a un tema vasto e complesso come quello rappresentato dalla parola e lo sguardo sui gruppi linguistici dell’Italia settentrionale. Ingresso libero.
Alpini di Veddasca sul Sasso Corbaro
Sabato 16 settembre gli Alpini del Gruppo di Veddasca organizzano la tradizionale salita al Sasso Corbaro, il punto più alto (1.550 metri) della provincia di Varese. Appuntamento (ore 8) sul piazzale della Forcora e quindi a Monterecchio con fuoristrada messi a disposizione dall’organizzazione.
Sulla vetta celebrazione per l'inaugurazione del nuovo altare realizzato dagli alpini con legno di castagno. Seguirà pranzo a Monterecchio (in caso di maltempo queste ultime due fasi saranno rinviate a data da destinarsi).
Festa di Maccagno superiore
Appartengono al costume locale anche la festa di Maccagno superiore e la ricorrenza della Madonna Addolorata. La storia ha alle spalle tre secoli. Risale infatti al XVIII l’ultimazione della chiesa di san Materno, con l’altare di sinistra che accoglie un gruppo di statue lignee dello scultore varesino Bernardino Castelli. Le sculture nell'occasione vengono calate a terra (giovedì 14 alle 20,30), restandovi fino ad ottobre. La ricorrenza prosegue con funzioni venerdì 15 alle 20,30 e domenica 17 alle 11,15; in serata, alle 20 vesperi e processione.  

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