Edizione n.48 di mercoledì 13 dicembre 2017

salvaguardia

Intervento - Petizione ‘Salvailsuolo’, oltre 82.000 le firme consegnate al presidente del Senato

Le associazioni della coalizione italiana: «Varare subito la legge nazionale contro il consumo di suolo e tolleranza zero all’abusivismo»

INTERVENTO Oltre 82.000 cittadini italiani hanno chiesto di tutelare il suolo libero e sano, una risorsa essenziale alla produzione agricola ma che è anche il più efficace sistema di difesa da alluvioni e altri eventi catastrofici. Le recenti tragedie ci ricordano che quando non si rispetta il suolo, le pur doverose opere di difesa sono sempre insufficienti a garantire la protezione di cittadini, abitazioni e città. Ora spetta al Parlamento rispettare la volontà dei cittadini e sbloccare la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole.
Un contributo importante, quello dei firmatari italiani, che pesa sulle oltre 212.000 firme raccolte a livello europeo ed eccede largamente il quorum fissato per il nostro Paese dalla Commissione Europea (54.750 firme): si tratta di un dato significativo che testimonia la sensibilità presente nel nostro Paese riguardo ai troppi fenomeni di degrado a carico del suolo, ed in particolare la cementificazione che ricopre ampie parti di territorio. Secondo gli ultimi dati ISPRA, in Italia al 2016 risultano cementificati oltre 23 mila km2 (pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale. Il consumo di suolo procede a un ritmo di 3 metri quadri al secondo, senza risparmiare aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, o di estrema vulnerabilità a rischi ambientali, come alluvioni, frane e terremoti. Il tutto in mancanza di una norma efficace che regoli la demolizione degli edifici abusivi.
Martedì 10 a Palazzo Madama le associazioni della coalizione italiana #salvailsuolo (formata da ACLI, Coldiretti, FAI - Fondo Ambiente Italiano, INU - Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food, WWF) hanno incontrato e consegnato simbolicamente le firme al presidente del Senato Pietro Grasso, chiedendo di varare entro la legislatura la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato. Un provvedimento i cui obiettivi sono fermare il consumo di suolo e incentivare da subito la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità.
«Se il nostro Paese appare più fragile di altri agli eventi catastrofici, le colpe non sono solo del cambiamento climatico, ma di come abbiamo trattato il territorio negli ultimi decenni – dichiara Damiano Di Simine, portavoce della coalizione italiana #Salvailsuolo – Con le firme raccolte in Italia sproniamo il Parlamento a varare entro la legislatura il disegno di legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole, e a bloccare il ddl Falanga in approvazione, che rischia di vanificare tutti gli sforzi messi in atto per contrastare l'abusivismo edilizio».
Le associazioni chiedono anche rigore e vigilanza per evitare che nella discussione della legge di stabilità non ci siano colpi di mano rispetto agli impegni assunti con la finanziaria dell’anno scorso: ovvero che sia del tutto ripristinato, dal 1° gennaio 2018, il vincolo alla destinazione delle risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Ciò è indispensabile da un lato per sostenere gli interventi di rigenerazione urbana, e dall’altro per evitare che nei comuni sopravviva un meccanismo perverso di incentivazione di consumi di suolo in cambio di entrate fiscali impiegabili con ampia discrezionalità per ripianare i bilanci.
Consegnate le firme, le principali associazioni ambientaliste italiane restano in attesa di una risposta da parte del Parlamento e del Governo, ma allo stesso tempo evidenziano la necessità di agire anche a livello europeo: fermare il degrado del suolo è un preciso target sottoscritto con l’adesione all’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile a cui la UE ha aderito con convinzione, ma ad oggi il suolo e la sua tutela continuano ad essere temi sconosciuti per il diritto europeo. La petizione, oltre che in Italia, ha raccolto oltre 212.000 firme negli altri Paesi dell’Unione Europea, e i promotori sono determinati a far pesare questo primo risultato che testimonia di una crescente consapevolezza dei cittadini verso l’esigenza di tutelare una risorsa naturale da cui tutti dipendiamo per la produzione di cibo e benessere.
Slow Food Italia 

Valli del Verbano, raddoppiato il ricavato dalla vendita di materiale riciclabile

Più risorse e operai a disposizione dei vari enti della Comunità Montana

Assunzione a tempo determinato di operai agricolo-forestali stagionali e incremento del ricavato dalla vendita di materiale riciclabile. Queste le due “buone notizie” diffuse da un comunicato della Comunità Montana Vallli del Verbano.
Il 26 ottobre 2017 la giunta esecutiva ha approvato l’atto di indirizzo per la formazione di una graduatoria per l’assunzione a tempo determinato di operai agricolo-forestali stagionali. Un primo contingente verrà inserito nella squadra operai di Comunità Montana per la realizzazione in amministrazione diretta di opere e manutenzioni di carattere ambientale in aggiunta agli operai già in servizio.
Gli enti potranno creare nuove opportunità di lavoro, come già messo in atto dai comuni di Brezzo di Bedero, Brissago Valtravaglia, Castelveccana, Germignaga, Maccagno con Pino e Veddasca, Montegrino Valtravaglia. «Grazie a questa iniziativa – è stato precisato - tutti i Comuni appartenenti potranno contribuire attivamente, anche se parzialmente, ad attenuare gli effetti derivanti dalla grave crisi occupazionale in atto». 

GETTITO BALZATO DA 250.000 A 574.000 EURO
L'altra riguarda l’incremento del gettito Conai, ossia il ricavato dalla vendita di materiale riciclabile quale carta, vetro, plastica, ferro.
Nel 2017 era previsto un incasso annuo di 500.000 euro. Invece è stato realizzato un incremento per un totale di 574.000 euro «grazie alla razionalizzazione, alla differenziazione della raccolta, all’incremento ottenuto dalle trattative di vendita messe in atto» spiega l'ente montano. E non è una sorpresa, ma un ulteriore miglioramento. «Il ricavato Conai – aggiunge la nota – è passato da circa 250.000 euro annui del 2014 a oltre il doppio di ora. L'importo andrà ripartito e versato ai Comuni per 424.000 euro ai quali si aggiungerà la restituzione di Iva per 266.000 euro».
Nell’ultimo triennio sono stati erogati ai Comuni contributi per opere per 1.901.930 euro come nella tabella a corredo.

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