Edizione n.36 di mercoledì 17 ottobre 2018

Salute

Ottobre Rosa a Varese

Visite senologiche gratuite nella Breast Unit dell’Ospedale di Circolo
convegno Asst Sette Laghi
Lilt

Alla campagna Nastro Rosa della Lega Italiana Lotta contro i Tumori  ha aderito anche la Breast Unit dell'Ospedale di Circolo di Varese. Grazie alla disponibilità degli specialisti senologi guidati dalla professoressa Francesca Rovera e degli specialisti oncologi della struttura della dottoressa Graziella Pinotti, sono state organizzate due giornate di visite senologiche gratuite. Sono in programma per mercoledì 17 e per mercoledì 31 ottobre, dalle 14.30 alle 16.45 nel Centro di Senologia Ospedale di Circolo di Varese.
Per partecipare è necessario prenotare telefonando al numero 366 9354656, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.

L’iniziativa nasce per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore alla mammella, malattia in costante crescita. In Italia, ogni anno, si ammalano più di 50 mila donne, in provincia di Varese più di mille all’anno, alcune anche molto giovani.
«E’ importante tuttavia anche sottolineare – ricorda in un suo intervento la LILT - che la mortalità per cancro al seno è in costante diminuzione. Questo grazie alle nuove tecnologie diagnostiche, sempre più precise e sofisticate, che consentono di individuare precocemente la malattia e di inalzare la probabilità di guarigione a oltre il 90%».
Nella Breast Unit di Varese, nel 2017, sono stati 440 gli interventi chirurgici per neoplasia mammaria, 150 quelli per patologia mammaria benigna, circa 10mila le prestazioni senologiche ambulatoriali.
Sul tema del tumore alla mammella, l’ASST dei Sette Laghi, nell'ambito del Dipartimento oncologico aziendale diretto dalla dottoressa Pinotti, ha inoltre organizzato per venerdì 26 ottobre il convegno Varese Update sul carcinoma mammario

Defibrillatori, il salvavita entra negli impianti sportivi

In Lombardia ogni anno si registrano 1.400 arresti cardiaci

Ogni anno in Lombardia si registrano 1.400 arresti cardiaci, di cui circa la metà dovuta a patologie traumatiche o avvenute nelle strutture sanitarie. Questo dato del 118 basta da solo ad avvalorare la campagna regionale per la prevenzione degli arresti cardiaci avviata con il progetto “A prova di cuore”.
Gli obiettivi vanno dalla diffusione sempre più capillare dei dispositivi di rianimazione alla formazione di farmacisti e operatori fino alla sensibilizzazione dei giovani mediante spot e video anche su Youtube e Twitter. A regime, saranno circa 300 i defibrillatori semi-automatici sistemati sui mezzi di trasporto sanitario e circa 70 DAE quelli in prossimità di farmacie rurali.
Questi dati sono emersi il 22 maggio in Consiglio regionale dalla risposta dell'assessore Luciano Bresciani a un’interrogazione del consigliere Roberto Alboni (PdL). Attualmente sono complessivamente 461 i defibrillatori presenti in Lombardia, di cui 361 fissi e 50 mobili. Oltre 300 i defibrillatori installati su mezzi di trasporto e 70 presenti nelle farmacie. Inoltre 81 sono collocati in impianti sportivi, così ripartiti per provincia: Bergamo 6; Brescia 4; Como 11; Cremona 2; Lecco 1; Lodi 4; Mantova 0; Milano 29; Monza 11; Pavia 10; Sondrio 0; Varese 3. 

Lombardia, via a telecamere in case di riposo e strutture per disabili

Il provvedimento regionale incentiva l’installazione con uno stanziamento di 1 milione e 400mila euro nel 2017

Disco verde del Consiglio regionale della Lombardia, il 14 febbraio 2017, alle telecamere di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili per prevenire furti e maltrattamenti. Il provvedimento, prima firmataria Elisabetta Fatuzzo (Partito Pensionati), è stato approvato a maggioranza. Si sono astenuti i rappresentanti di M5Stelle, Partito Democratico e Patto Civico (perplessità sul ricorso a una legge specifica), contraria Chiara Cremonesi, SEL (precedenza ad altri aspetti, a partire dal riconoscimento vero delle competenze fino ai rischi professionali).
L’installazione delle telecamere non è obbligatoria. Le strutture che decideranno di farvi ricorso potranno contare, quest’anno, su uno stanziamento complessivo pari a 1milione e 400mila euro. Un emendamento del Partito Democratico, recepito dalla relatrice, prevede una compartecipazione della Regione pari almeno al 50% della spesa complessiva.
FURTI E MALTRATTAMENTI
In Lombardia attualmente sono presenti 678 residenze sanitarie assistenziali per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta). Il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle RSA della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza.
L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle RSA lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.
AREE E AUTORIZZAZIONE
Telecamere e circuiti di videosorveglianza potranno essere collocati solo in corridoi, sale d’attesa e altre aree comuni e per l’installazione sarà necessaria l’autorizzazione dei sindacati interni. A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
L’elenco delle residenze sanitarie assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato sul sito della giunta regionale. Non ci saranno incentivi premianti ai fini dell’accreditamento. 

Tradate, nuova tecnologia alla Rianimazione del Galmarini

In arrivo tre ventilatori polmonari di ultima generazione

Una notizia particolarmente interessante per i pazienti bisognosi di supporto vitale alla respirazione. All'ospedale Galmarini di Tradate (Varese) sono in arrivo tre ventilatori polmonari di ultima generazione (valore 60mila euro), che permetteranno di coprire i posti letto della Terapia intensiva.
«Più la tecnologia è avanzata, più la ventilazione è dolce» ha riassunto il primario Carlo Capra. «La nostra Terapia intensiva potrà lavorare meglio, assistendo in maniera più efficace e meno traumatica anche i pazienti più gravi».
I nuovi ventilatori agevolano le procedure di “svezzamento” dei pazienti, consentendo cioè un più rapido ripristino della respirazione autonoma. Inoltre, come rileva l'Asst, «offrono maggiori informazioni sull'attività polmonare del paziente grazie a un sofisticato sistema di monitoraggio integrato, e sopratutto, sfruttando metodiche di ventilazione avanzata, permettono di assistere il paziente in maniera più vicina alla normale funzionalità polmonare, e quindi in modo meno traumatico».
La nuova strumentazione - ha commentato il direttore generale dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi Callisto Bravi - «non va solo a beneficio del reparto di Rianimazione, ma si traduce in un vantaggio strategico per l'intero presidio. Una Rianimazione attrezzata è un presupposto imprescindibile per l'attività chirurgica maggiore, come quella che si sta sviluppando al Galmarini ad esempio nel settore della chirurgia bariatrica». 

Piemonte, rafforzate le cure alla fibrosi cistica

Ad oggi sono 422 i malati assistiti in due Aziende ospedaliere universitarie

È considerata una delle malattie genetiche rare più diffuse. Colpisce soprattutto il sistema respiratorio e quello gastrointestinale e può essere particolarmente invalidante per il carico di sintomi e per le terapie da affrontare. È la fibrosi cistica, che in Italia interessa circa 6.000 persone curate dai centri specializzati e genera 200 nuovi casi l’anno.
In Piemonte lo screening neonatale diagnostica dai 12 ai 15 nuovi casi di fibrosi cistica l’anno e ora la Regione punta a migliorare la rete di protezione. I malati sono, ad oggi, 422 e sono assistiti in due Aziende ospedaliere universitarie: l’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino, che si occupa dei minori, e il San Luigi Gonzaga di Orbassano, che assiste i pazienti adulti.
Il 29 agosto 2017 la giunta subalpina ha, su proposta dell’assessore Antonio Saitta, rafforzato la rete delle cure, istituendo il coordinamento regionale per la prevenzione e cura della malattia. Il “Coordinamento regionale fibrosi cistica” sarà composto dai responsabili clinici delle due sedi, dal coordinatore del centro unico, da rappresentanti delle Aziende sanitarie e delle associazioni dei pazienti, con lo scopo di predisporre le raccomandazioni regionali sui percorsi di cura, dalla diagnosi fino al trapianto d’organo.
«Proprio dal Piemonte - ricorda l’assessore Saitta - è arrivato nei mesi scorsi un importante contributo alla ricerca per combattere questa malattia attraverso sperimentazioni effettuate anche da un laboratorio della Scuola di Medicina di Novara. Mentre prosegue la ricerca, la Regione Piemonte intende potenziare la rete delle cure, rispondendo in maniera sempre più efficace alle nuove esigenze dei pazienti, che proprio grazie al miglioramento delle terapie ora possono contare su un’aspettativa di vita più lunga rispetto al passato». 

Origine del latte sulle etichette, storico via libera dell'Unione Europea

Indicazione obbligatoria forse già da gennaio 2017 – Tutelata l’attività anche degli allevatori del varesotto

«Provvedimento epocale, che riconosce ai consumatori e agli allevatori il diritto alla trasparenza sull’origine. Si apre una fase nuova». Così Fernando Fiori e Raffaello Betti, presidente e direttore di Coldiretti Varese, hanno commentato il via libera dell’Unione europea alla richiesta italiana di indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari.
Alle ore 24 del 13 ottobre scadevano i tre mesi dalla notifica previsti dal regolamento 1169/2011 quale termine per rispondere agli Stati membri che ritengono necessario adottare una nuova normativa in materia di informazioni sugli alimenti. Il termine è scaduto senza obiezioni e il provvedimento, sostenuto dalla Coldiretti e annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro delle politiche agricole Maurizio Martina nel maggio 2016 a Milano, è diventato definitivo.
L'entrata in vigore è fissata 60 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e quindi auspicabilmente dal 1° gennaio 2017, come è stato previsto per un testo analogo in Francia.
INDICAZIONI OBBLIGATORIE
Ora in etichetta dovrà essere riportata obbligatoriamente l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari. Queste le tre possibili diciture:
a) “paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”;
b) “paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato”;
c) “paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato”.
Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta - precisa la Coldiretti - con la dicitura: “origine del latte: nome del paese”.
Se invece le operazioni indicate avvengono nei territori di più paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere usate le seguenti diciture: “miscela di latte di Paesi UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento, “latte trasformato in Paesi UE” per l’operazione di trasformazione.
Infine, se le operazioni avvengono nel territorio di più paesi situati al di fuori dell’Unione Europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere utilizzate le seguenti diciture: “miscela di latte di Paesi non UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato in Paesi non UE” per l’operazione di condizionamento, “latte trasformato in Paesi non UE” per l’operazione di trasformazione.
ALLEVAMENTI E POSTI DI LAVORO
Oltre la qualità dei prodotti made in Italy e le scelte del consumatore, la norma protegge il lavoro anche di 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia – compresi 14.310 capi bovini della provincia di Varese (dati dell’Anagrafe Zootecnica Nazionale aggiornati al 30 settembre 2016).
La trasparenza, inoltre, salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali, 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 28 miliardi di euro. 

Milano, inaugurato Centro Tiflotecnico

Persone non vedenti e ipovedenti possono trovare informazioni e testare anche strumenti e programmi informatici specifici

Vi si possono trovare bastoni bianchi e orologi parlanti, tattili e sonori, ma anche strumenti elettromedicali come misuratori di pressione parlanti e materiale per uso scolastico (cartine geografiche in rilievo, figure geometriche, righelli con riferimenti tattili, piani gomma per disegnare) e naturalmente strumenti per la scrittura, giochi, videoingranditori elettronici manuali, display e stampanti Braille.
È il Centro Regionale Tiflotecnico (per non vedenti) nato a Milano dalla cooperazione tra Consiglio Regionale Lombardo e Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti onlus e inaugurato il 10 novembre dal nuovo assessore alla Famiglia Carolina Pellegrini.
É situato presso lo stesso Consiglio Regionale e mette a disposizione strumenti e programmi informatici specifici per non vedenti e ipovedenti. Personale qualificato fornisce informazioni su una vastissima gamma di strumenti di varie tipologie e di diverse marche ed è possibile testare gli strumenti e avere tutte le delucidazioni del caso prima di procedere ad un'eventuale fornitura. 

Varese, cure palliative, più vasta l'efficienza della rete

In aumento il numero dei pazienti presi in carico per conto del'ATS Insubria – A livello regionale gli stanziamenti sono passati da 7 milioni di euro nel 2013 a 20 milioni nel 2018

In cinque anni, dal 2013 al 2018, gli stanziamenti regionali per le cure palliative dei malati gravi sono passati da 7 a 20 milioni di euro e dappertutto è aumentata la capacità di risposta, anche in provincia di Varese. Qui, nell'ambito dell'Ats Insubria, il numero di pazienti presi in carico dagli erogatori del servizio è passato dai 187 del periodo tra ottobre 2016 e marzo 2017 ai 364 tra ottobre 2017 e marzo 2018. Quindi 177 in più (inclusa anche l'Asst Lariana), con un aumento del 94,7 per cento.
Sono, questi, alcuni dati emersi il 26 settembre 2018 a Milano dalla Commissione sanità e politiche sociali di Regione Lombardia, guidata dal presidente Emanuele Monti (Lega), con la presenza dell'assessore al Welfare Giulio Gallera. Tema in discussione, il sistema delle cure palliative. «I dati dell'Ats Insubria – ha dichiarato Monti – mostrano come sul nostro territorio la capacità di dialogo tra le strutture ospedaliere e gli enti territoriali stia portando ad una sempre maggiore capacità di fornire ai malati il supporto necessario ad affrontare la delicata situazione nella quale si trovano».
ASST VALLE OLONA E ASST SETTE LAGHI
L'aumento più sostanzioso di pazienti presi in carico si è avuto nella Asst della Valle Olona, dove si è passati da 76 s 153, più del doppio, con una crescita del 102,6 per cento. Sempre molto alto, nella Asst dei Sette Laghi, dove si è passati da 34 a 60 percorsi, con l'aumento del 76,5 per cento.
Il numero dei pazienti presi in carico domiciliare è stato di 279 nel 2017 e 223 nel solo primo semestre del 2018. La proiezione per dicembre 2018 è di arrivare a 446. Per quanto riguarda infine i decessi per i pazienti in hospice, si è passati dai 308 del 2016 ai 357 del 2018 nel bacino dell'Asst dei Sette Laghi. Dai 310 del 2016 ai 308 del 2017 nel bacino dell'Asst della Valle Olona.

Varese, alla scoperta di virus che possono causare diabete, malattie del cuore e altre patologie

Ricerca dell’Università dell’Insubria mette in luce la presenza di agenti infettivi mutati capaci di produrre infezioni croniche progressive

In casi di diabete, miocardiopatia cronica e sindrome post-poliomielite ci possono essere enterovirus mutati capaci di produrre infezioni croniche progressive. La loro presenza è stata messa in luce dai microbiologi dell’Università dell’Insubria di Varese.
Lo studio, pubblicato il 10 luglio 2017 sulla rivista inglese Scientific Reports, è stato condotto su casi clinici dei reparti di pediatria, cardiologia e neurologia dell’Ospedale di Circolo con la collaborazione di un virologo della Food and Drug Administration americana e di un diabetologo dell’Università di Miami. La ricerca prosegue a Varese con il sostegno del ministero della Salute italiano e con un finanziamento americano.
CHE COSA SONO GLI ENTEROVIRUS
Gli enterovirus sono tra gli agenti infettivi più diffusi in tutto il mondo, comprendono almeno 110 tipi diversi di virus e si trasmettono nella popolazione per via fecale-orale, ma anche per via respiratoria. Se si aggiunge che alla loro vastità s’abbina anche una notevole variabilità genetica, si capisce subito perché la loro identificazione sia particolarmente complessa.
Il virologo Konstantin Chumakov della Food and Drug Administration americana ha confermato i risultati ottenuti a Varese sequenziando i genomi virali con metodi sviluppati ad hoc ed ha anche effettuato un’analisi filogenetica utilizzando un database dei genomi degli enterovirus che lui stesso ha prodotto.
NUOVE PROCEDURE DIAGNOSTICHE
«Per questa ricerca - ha spiegato il professor Antonio Toniolo, ordinario di Microbiologia medica nell’ateneo varesino - sono state messe a punto nuove procedure diagnostiche che si basano sull’integrazione di metodi per isolare i virus in colture di cellule, per sequenziare i genomi virali, per evidenziare le proteine dei virus nei campioni biologici. Questo approccio particolare ha dimostrato che infezioni croniche da enterovirus possono rappresentare un’importante causa di disturbi endocrini, cardiaci e neurologici a lenta evoluzione» 
SOGGETTI COLPITI E PERSISTENZA
I risultati ottenuti a Varese sono stati confermati dal virologo Konstantin Chumakov della Food and Drug Administration americana. Oltre a sequenziare i genomi virali con metodi sviluppati ad hoc, ha anche effettuato un’analisi filogenetica, utilizzando un database dei genomi degli enterovirus che lui stesso ha prodotto.
Nel loro insieme i risultati indicano che i poliovirus (enterovirus della specie C) possono persistere per almeno 80 anni nei soggetti colpiti da poliomielite. Altri tipi di enterovirus (delle specie A e B) sono presenti in soggetti con diabete o con miocardiopatie croniche.
Lo studio segue recenti pubblicazioni dell’équipe del professor Toniolo riguardanti il ruolo eziologico delle infezioni virali nel diabete e in altre patologie croniche. Questi lavori sono apparsi su Pediatric Diabetes, Diabetologia, Scientific Reports e sul volume di Springer “Diabetes and Viruses”.
RISULTATI CLINICI E PROSPETTIVE ANTIVIRALI
I risultati mettono a disposizione dei clinici un nuovo metodo per identificare precocemente gli individui cronicamente infettati con tipi diversi di enterovirus. «Gli individui infetti – ha aggiunto il professor Toniolo - potranno essere tenuti in osservazione per diagnosticare eventuali forme di diabete, di miocardiopatie, di patologie neurologiche e curarle il più precocemente possibile. In secondo luogo, è oggi possibile pensare all’uso di farmaci antivirali per ridurre il danno conseguente alle infezioni virali già in atto. In terzo luogo - nell’ambito di collaborazioni internazionali che l’Università dell’Insubria mantiene da tempo – si potranno identificare tipi di enterovirus con tendenza particolare a produrre danni del pancreas endocrino, del miocardio, oppure dei motoneuroni. Questi studi potranno aprire una via per la formulazione di vaccini antivirali specifici». 

Piemonte, cresce l'elisoccorso notturno

Avviato nel novembre 2014, il servizio è stato organizzato già in 118 siti
elisoccorso notturno, foto Regione Piemonte

In Piemonte l'elisoccorso notturno del 118 è già stato, in quattro anni, allestito in 111 siti - soprattutto in zone disagiate o montane - che tra pochi giorni diventeranno 118. Le ultime validazioni hanno interessato Mezzana Mortigliengo (BI), Villastellone e Santena (TO), Villafranca d’Asti (AT), Faule (CN) e, nei prossimi giorni, toccheranno Scarmagno e Coassolo (TO), Castell’Alfero (AT) e Antrona Schieranco (VCO). Quest’anno sono state inaugurate 22 aree e i voli notturni sono finora stati 150 con un trend in salita: 105 nel 2015, 146 nel 2016 e 155 nel 2017.
La mappa dell'elisoccorso è stata ricordata il 21 settembre 2018 dal governatore subalpino Sergio Chiamparino e dall’assessore alla sanità Antonio Saitta sul campo volo di Torino (Aeroclub Edoardo Agnelli) durante l'incontro con i sindaci dei comuni, i volontari e lo staff elisoccorso del 118. Le aree suddivise per provincia ad oggi sono: Cuneo 35, Torino e Città metropolitana 33, Alessandria 12, Asti 11, Vercelli 9, Verbano-Cusio-Ossola 8, Biella 6, Novara 4. 

ELISOCCORSO NOTTURNO 118
I piloti del volo notturno dell’elisoccorso 118 sono, come spiegato da fonti regionali, due: un medico anestesista rianimatore e un infermiere di area critica. I tempi di volo s'aggirano, subordinatamente alle condizioni meteorologiche, mediamente sui venti minuti. I siti operativi HEMS inseriti nella rete regionale prevedono procedure per l’accesso e l’accensione delle luci.
Una volta individuato il sito di atterraggio più vicino, il nucleo gestione elicotteri della centrale operativa 118 di Torino avvia con i comuni l'invio di un’ambulanza nel campo sportivo. La procedura consente, a giudizio regionale, di raggiungere elevati standard di sicurezza e operatività. «Il personale volontario di ambulanza – viene specificato - offre il supporto con attività di presorveglianza del sito, prima dell’arrivo dell’elicottero, effettuando un controllo diretto sulla corretta accensione delle luci e sull’eventuale presenza di materiali/oggetti presenti sull’area di atterraggio che potrebbero compromettere la sicurezza delle operazioni». 

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