Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Salute

Varese, il latte materno e le sue straordinarie virtù

Sabato 3 dicembre all’Uninsubria convegno aperto anche alla cittadinanza
Uninsubria, rettorato

A Varese, sabato 3 dicembre (dalle 8,30 alle 13,30), l'aula magna dell'Università dell'Insubria (via Ravasi) ospiterà un convegno su "Il latte materno nutriente perfetto", organizzato dalla Azienda Socio Sanitaria Territoriale  dei Sette Laghi. Responsabile scientifico è il direttore del Dipartimento materno-infantile aziendale Massimo Agosti.
Oltre professionisti, medici specializzandi, infermieri, ostetriche, dietiste e studenti, la partecipazione è aperta anche alla cittadinanza. Basta iscriversi con una mail alla segreteria organizzativa (dettagli su www.asst-settelaghi.com), specificando nome, cognome e titolo iniziativa oppure telefonando allo 0332/278457, orari ufficio).

CIBO INIMITABILE
L’obiettivo del convegno è promuovere e sostenere l’allattamento materno come pratica naturale e di primaria importanza per la salute del bambino.
«Il latte materno - spiega il dottor Agosti - è universalmente considerato l'alimento più idoneo da offrire a un neonato e lattante in modo esclusivo per i primi 6 mesi di vita e da proseguire, insieme all’introduzione dei cibi complementari, anche nel secondo semestre e, se possibile, nel secondo anno di vita.
«E’ un cibo unico, inimitabile, comodo e vantaggioso da tutti i punti di vista. E’ l’alimento di cui si nutrono tutti i mammiferi fin dalle prime fasi della loro vita, ed è l’unico in grado di raddoppiare il peso di un cucciolo di tempi variabili ma specifici per ogni specie: 5 mesi per un neonato umano e 10 giorni per un cagnolino.
«Per le sue caratteristiche nutrizionali, fisiologiche, psicologiche ed emozionali, il latte materno è raccomandato dall’organizzazione Mondiale della sanità, dall’Unione Europea e dal nostro Ministero della salute». 

Cittiglio, all’ospedale 26 letti regolabili elettricamente

I gemelli Delfina e Giuseppe Felli hanno lasciato parte della loro eredità al reparto di Medicina
Cittiglio, ospedale

A Cittiglio (Varese) i gemelli Delfina e Giuseppe Felli hanno lasciato una buona parte della loro eredità a beneficio dell'Ospedale del Verbano. La donazione è stata ricordata nel reparto di Medicina con una targa scoperta, venerdì 2 ottobre, giornata dedicata agli Angeli custodi.
Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Callisto Bravi, un gruppo di ex dipendenti colleghi di Delfina Felli e i rappresentanti di altre associazioni ed enti del territorio beneficiati insieme all'ospedale di Cittiglio dall'eredità dei gemelli Felli.
Delfina lavorò all’ospedale dall’inizio degli anni sessanta fino al 1983 anche nel reparto di Medicina. Prima come inserviente, frequentò poi la scuola di infermieri generici e quella per infermieri professionali e iniziò a lavorare come infermiera nel reparto solventi e poi in Medicina. Proprio a questo reparto la donazione ha consentito di dotarsi di 26 nuovi letti per i degenti regolabili elettricamente, e quindi più comodi e maneggevoli sia per i pazienti sia per il personale.  

Lombardia, centri trasfusionali da 27 a 9

Riorganizzati i centri di validazione e lavorazione del sangue - Rimangono decentrate donazione e medicina trasfusionale

Completata in Lombardia la riorganizzazione delle attività trasfusionali decisa il 6 settembre 2013. Il 4 aprile la giunta regionale ha centralizzato i 27 centri trasfusionali in 9 strutture specializzate.
Preciso l'orientamento del cambiamento: «L'attività di validazione e lavorazione del sangue deve essere centralizzata mentre deve essere decentrata l'attività di donazione e medicina trasfusionale». Queste le nove strutture sanitarie pubbliche individuate quali centri di validazione e lavorazione del sangue:
BERGAMO, Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII; BRESCIA, AO Spedali Civili; CREMONA, AO Istituti Ospedalieri; GARBAGNATE MILANESE, AO G. Salvini; LECCO, AO Provincia; MILANO, AO Cà Granda Niguarda; MILANO, Fondazione Irccs Cà Granda-Policlinico; PAVIA, Fondazione Irccs policlinico San Matteo; VARESE, AO Circolo Fondazione Macchi. 

Api, l'Ue limita l'uso degli antiparassitari

La restrizione di tre pesticidi scatterà da dicembre 2013

Dal 1° dicembre 2013 niente più uso di tre pesticidi (clotianidin, imidacloprid e tiametoxam) nel trattamento delle piante e dei cereali che attirano le api e gli impollinatori. Sono dannosi per la popolazione delle api e la Commissione Ue il 24 maggio ha approvato una limitazione, che sarà riesaminata al più tardi entro due anni.
La restrizione riguarda il trattamento di sementi, applicazione al suolo (granuli) e trattamenti fogliari su piante e cereali (ad eccezione dei cereali vernini) che attraggono le api. I restanti usi autorizzati sono a disposizione dei soli professionisti. Le eccezioni saranno limitate alla possibilità di trattare coltivazioni che attraggono le api in serre e in campi all’aperto solo dopo la fine della fioritura.
Gli antiparassitari sono stati individuati come una delle probabili cause del calo del numero di api. Fra gli altri fattori vi sono parassiti, altri agenti patogeni, mancanza o eventuale uso improprio di medicinali veterinari, gestione dell'apicoltura e fattori ambientali quali mancanza di habitat e cibo e cambiamenti climatici.
Le api, oltre a produrre miele, assicurano - in modo naturale e gratuito - circa l'80% di tutta l'impollinazione e la loro protezione è fondamentale per la sicurezza alimentare. Ora spetta agli Stati membri revocare o modificare, entro il 30 settembre 2013, le autorizzazioni esistenti in modo da rispettare le restrizioni dell’UE e possono consentire l’uso delle scorte esistenti al più tardi fino al 30 novembre. Le autorità nazionali hanno la responsabilità di garantire che le restrizioni siano applicate correttamente. 

Dal giardino al balcone, l'orto che piace a Varese e nello Stivale

Boom di “hobby farmers” e di coltivazioni

A Varese l’amministrazione comunale ha varato il progetto “Orto anch’io”, dedicato agli anziani, con 120 orti. L'iniziativa ha riscosso successo e la forte richiesta ha già fatto mettere in programma altri spazi riservati a disoccupati e cassintegrati. A livello nazionale, la divisione di aree verdi pubbliche in piccoli appezzamenti e la loro destinazione alla coltivazione ad uso domestico, all’impianto di orti e al giardinaggio ricreativo ha raggiunto il record di 1,1 milioni di metri quadri di terreno.

ETÁ E SPAZI
I dati sono stati forniti il 4 maggio a Milano dalla Coldiretti sulla base del rapporto Istat sul Verde Urbano. Circa 21 milioni di italiani - un vero boom - sono diventati “hobby farmers” (coltivatori per hobby). Hanno frequentato vere lezioni pratiche e si sono dedicati, stabilmente o occasionalmente, alla coltivazione dell’orto o alla cura del giardino. Si tratta - precisa Coldiretti - di giovani e anziani, esperti e nuovi appassionati, che coltivano piccoli appezzamenti familiari, strisce di terra lungo ferrovie, parchi e campi di calcio, balconi e terrazzi arredati con vasi di diverse dimensioni o piccole aree con acqua e sgabuzzino per gli attrezzi messe a disposizioni dai comuni in cambio di affitti simbolici.

DAGLI ORTI DI GUERRA AL GUERRILLA GARDENING
Sembrano tornati i tempi di guerra, quando nelle città italiane, europee e oltre Atlantico si diffondevano gli orti per garantire approvvigionamenti alimentari. Allora a Roma il foro Romano e piazza Venezia furono trasformati in campi di grano e a Torino piazza Castello divenne luogo di mietitura. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito i “victory gardens” videro, nel 1945, coltivati 1.5 milioni di allotments (porzioni di terra), che sopperirono al 10% della richiesta di cibo.
Ora i tempi sono cambiati e ai motivi economici si sommano la riscoperta del sapore genuino e una crescente sensibilità ambientale. Secondo la Coldiretti, il gusto di cibo sano e il desiderio di contatto con la natura favoriscono anche un diverso uso del verde privato.
Giardini e balconi delle abitazioni ospitano orti per la produzione domestica di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci.
I tipi sono molto vari. Si va dall’orto portatile a quello verticale, dall’orto “riciclabile” a quello in terrazzo, da quello rialzato a quello didattico, ma anche l’orto urbano e le tecniche di “guerrilla gardening” (giardinaggio radicale) possono essere adottate da quanti non hanno spazi disponibili per piantare ortaggi e frutta nei terreni disponibili nei centri delle città.

DIFFUSIONE REGIONALE
Le coltivazioni degli orti urbani non hanno scopo di lucro, sono assegnati in comodato ai cittadini richiedenti e forniscono prodotti destinati al consumo familiare. Il beneficio è duplice. Rappresentano un aiuto per le famiglie in difficoltà e concorrono a preservare spesso zone verdi tra aree edificate per lo più incolte e destinate all’abbandono e al degrado.
Secondo il censimento dell’Istat, quasi la metà (38%) delle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia ha previsto orti urbani tra le modalità di gestire le aree del verde, ma la scelta varia notevolmente da regione a regione. Si passa dal 72% delle città del Nord-ovest a poco meno del 60% e al 41% rispettivamente nel Nord-est e nel Centro. Le maggiori concentrazioni geografiche si registrano in Emilia-Romagna e Toscana, ma anche in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nel Lazio.

TIPI DI ORTO
*Orto à porter (orto da passeggio): forse quello più bizzarro. É scelto da coloro i quali vogliono essere veramente alla moda. Si tratta di piccoli vasi o bicchieri, meglio se in bioplastica, con pianticelle da portare in giro e, a casa, adagiare su un substrato più comodo.
*Orto verticale: da preferire quando lo spazio scarseggia. Una soluzione può essere quella di creare pannelli di legno in varie dimensioni con un substrato fertile e tante tasche, anche di stoffa. Vi si possono piantare verdure o fiori con radici poco profonde.
*Orto riciclato: ideale per coloro che non vogliono sprecare plastica o vetro. Basta inventare un piccolo vaso, utilizzando vecchie bottiglie in plastica tagliate, tetrapak, scatole di alluminio, contenitori in polistirolo ecc.. Simpatiche piantine da orto vi possono crescere rispettando l’ambiente.
*Orto in terrazzo: sicuramente il più diffuso in Italia. Anche in poco spazio in terrazzo un bel vaso può ospitare piante officinali, spezie e qualche piccolo ortaggio. Occorre badare all’esposizione solare e alla quantità di acqua da somministrare alle piante.
*Orto rialzato: è scelto - riferisce la Coldiretti - da chi non dispone di un giardino o un lembo di terra, ma ha ampio spazio in cemento da poter sfruttare oppure non è nelle condizioni di potersi chinare per lavorare la terra. Allora si utilizzando dei vasconi, meglio se in legno di cedro, in cui poter piantare ortaggi, frutta e fiori.
*Orto didattico: diffuso nelle scuole e nelle aziende agrituristiche di Campagna Amica e Terranostra aperte ai bambini. Vi si apprendono la stagionalità, la cultura della campagna e i suoi valori storici, economici e sociali. I ragazzi capiscono l’importanza delle tradizioni contadine, lo stretto legame con la natura e l’importanza del rispetto dell’ambiente.  

Cusio Sud Ovest, nuova ambulanza per Pubblica Assistenza Anpas

Pubblica Assistenza Anpas Cusio Sud Ovest, domenica 3 marzo, a San Maurizio d’Opaglio, inaugurerà la nuova autoambulanza per il soccorso in emergenza 118. E' stata acquistata grazie al contributo della Fondazione Crt e alle raccolte fondi organizzate dai volontari.
Dopo la funzione religiosa delle 10.30 in chiesa parrocchiale di San Maurizio e la benedizione del mezzo, in piazzale Teatro degli Scalpellini, una grigliata e l’estrazione dei biglietti vincenti la sottoscrizione di carnevale proseguiranno la giornata. Il ricavato andrà a sostegno delle attività della Pubblica Assistenza e alla copertura delle spese sostenute per l’ambulanza.
Pubblica Assistenza Anpas Volontari del Soccorso Cusio Sud Ovest svolge annualmente oltre 10mila servizi divisi fra emergenza sanitaria 118, trasporto infermi, assistenza sanitaria ad eventi e manifestazioni, percorre circa 475mila chilometri. Duecentocinque i suoi volontari, di cui ottantatré donne, e otto dipendenti. Dotata di sette unità cinofile da soccorso, conta su un parco automezzi di cinque autoambulanze, quattro mezzi attrezzati per trasporto disabili e nove autoveicoli per servizi socio sanitari.
L'Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi ottantuno associazioni di volontariato con dieci sezioni distaccate. Tra autoambulanze (399), automezzi per il trasporto disabili (121), automezzi per il trasporto persone e di protezione civile (216), anche cinque imbarcazioni e diciassette unità cinofile. Annualmente sono 409.473 i servizi svolti con una percorrenza complessiva di oltre 13 milioni di chilometri. 

Lombardia, filetto di trota nelle mense scolastiche

Nelle scuole lombarde ci sarà anche filetto di trota nei menù della refezione, se andrà a buon fine la sperimentazione con i bambini di Milano. Il 23 gennaio Regione Lombardia, Associazione piscicoltori italiani (Api-Confagricoltura) e Milano Ristorazione hanno siglato un accordo per la somministrazione di pesci di acquacoltura nelle mense scolastiche.
Con una produzione annua superiore alle 4.000 tonnellate la trota è il pesce di lago più allevato in Lombardia. Le produzioni di acquacoltura sono sottoposte a severi controlli dal prelievo alla lavorazione e mantengono le proprietà nutrizionali e organolettiche. L'intesa, oltre a incoraggiare questa attività, vuole sostenere il consumo di un prodotto ricco di proteine.
Il pesce di acqua dolce è un alimento ricco in proteine a elevato valore biologico (15-20 per cento), è altamente digeribile ed è una buona fonte di grassi, di cui circa l'80 per cento è rappresentato da acidi grassi insaturi. Milano Ristorazione serve ogni giorno 80.000 pasti in 457 scuole e promuoverà la sperimentazione in accordo con il Comune di Milano e con la supervisione dell'Asl. 

Varese, sportello e incontri Antistalking

Avviato progetto di prevenzione dell'Associazione Psicologia e Legalità Onlus

Se ti conosci e se hai forza interiore, non farai male né agli altri né a te stesso. Perciò spunti di riflessione e consigli pratici potranno aiutarti a rafforzarti e gestire al meglio le emozioni.
È questa la chiave di volta di una campagna di prevenzione dello stalking avviata dall'Associazione Psicologia e Legalità Onlus, che fa capo alla presidente Maria Rosaria Infante e ha sede a Varese. Il progetto "Ginestra", patrocinato dalla Provincia, prevede una serie di incontri adatti a tutti, giovani e adulti, per gestire l’aggressività e la rabbia in modo costruttivo. Il primo si è tenuto il 28 gennaio a Somma Lombardo e ha affrontato il tema “Assertività e gestione della rabbia”.
L’associazione dal marzo del 2012 gestisce lo sportello provinciale Antistalking e contro la violenza psicologica, che prosegue nella scia di quanto già fatto nel 2011 e 2012 dall’assessorato alla Sicurezza e dal gruppo di volontari specializzati, psicologi e avvocati. Una squadra specializzata, coordinata dalla psicologa Maria Rosaria Infante, assicura gratuitamente alle vittime un servizio psicologico, legale e medico e fornisce le indicazioni più utili per denunciare il fatto alle autorità e difendersi e mettere la propria vita in sicurezza.
Lo Sportello Antistalking (Varese, Piazza della Repubblica 9) può essere contattato al numero 334.1432233 oppure mediante email (psicologiaelegalita@yahoo.it). 

Ospedale Del Ponte, nuova insegna donata da volontari

L'insegna

All’Ospedale Del Ponte di Varese una nuova insegna all’ingresso accoglie i visitatori. Nata da un’idea grafica dello Studio Seltz di Vedano Olona, poi sviluppata artisticamente dal team dell’Accademia di Brera, è stata donata dalla fondazione Il Ponte del Sorriso. È illuminata e costa alcune migliaia di euro.
Spiega la presidente Emanuela Crivellaro: «Le insegne ospedaliere sono, solitamente, molto lineari e realizzate con caratteristiche standard.  Il carattere scelto per la scritta, invece, è allegro e movimentato rispetto ai classici che normalmente vengono utilizzati, mentre lo sfondo sfuma in vari colori tenui».
Il disegno riproduce in modo artistico, alle estremità, dei ponti non chiusi, ma che si aprono al territorio. «Sono ponti che non terminano, affinché possano essere tanto lunghi quanto è necessario per raggiungere e creare un ponte con chiunque, abbracciando, quindi, simbolicamente tutti» aggiunge Crivellaro.

Varese, clic sul rapporto giovani e cibo

“Scatta come mangi!" è il tema del settimo concorso fotografico Informagiovani
Varese, clic sul rapporto giovani e cibo

Scadrà il 31 marzo 2014 il settimo concorso fotografico promosso dal Coordinamento provinciale InformaGiovani. Potranno partecipare giovani residenti o frequentanti una scuola o un'università della provincia di Varese.
Due le categorie previste: Junior (nati dal 1° gennaio 1995 al 31 dicembre 1999) e Senior (nati dal 1° gennaio 1987 al 31 dicembre 1994). Foto (massimo 5 per autore) e video (durata non superiore a 3 minuti) dovranno rappresentare il tema "Scatta come mangi! Gusto, identità, sapori e significati". In palio 12 premi in denaro (6 per ciascuna delle due categorie) per un valore, al lordo delle ritenute, che va da un massimo di 650 ad un minimo di 200 euro.
Le opere vanno spedite in busta chiusa alla Provincia di Varese o consegnate a uno dei punti della rete InformaGiovani. Regolamento e scheda di iscrizione sono disponibili sul sito www.provincia.va.it/concorsoig. Tramite il sito si potrà inoltre, anche quest'anno, votare una selezione delle foto presentate, contribuendo così all’assegnazione di un ulteriore premio. 

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