Edizione n.2 di mercoledì 22 gennaio 2020

Como

Smog, un antidoto dalle "superpiante"

Utile in parchi e giardini la presenza di tigli, ontani, aceri e betulle – Per Coldiretti «necessari interventi strutturali»»
Foto Coldiretti, Varese, Top-ten-piante-antismog

Dall'inizio di stagione, l'inverno stenta a decollare sull’area prealpina e una cappa di smog soffoca ampie porzioni di territorio. «L’ultimo mese di dicembre è risultato in Italia il secondo più caldo dal 1800» ha affermato Coldiretti Varese sulla base dei dati Isac Cnr. La temperatura è stata superiore addirittura di 1,9 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010. Sconvolti i normali cicli stagionali. Al nord viole sbocciate nei prati e noccioli già in fiore.
Piogge, neve e venti freddi si sono affacciati su vaste aree della Penisola, ma non hanno scosso il dominio del bel tempo sul Nordovest e soprattutto sul Varesotto. Nelle città è scattato l'allarme smog contro le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. A Milano si è ricorso non solo al blocco della circolazione dei veicoli inquinanti, ma persino al divieto di fumare all'aperto.
«Non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato» ha dichiarato il presidente provinciale di Coldiretti Varese, Fernando Fiori. «Secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente, anidride carbonica e polveri sottili causano ogni anno in Italia circa 80.000 morti premature».

PALADINI NATURALI
Un aiuto contro l'inquinamento – non è una novità - può venire dal verde favorendo anche la piantumazione di nuovi fusti nei centri urbani. Celebre un vecchio progetto di Renzo Piano per Milano e famosa la richiesta del cachet verde avanzata nel 2009 dal maestro Claudio Abbado, che, per un suo ritorno alla Scala, chiese il “pagamento in natura” di 90mila alberi in città.
«Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa venti chili di polveri e smog in un anno» ha precisato Fiori, che ha indicato la top ten delle varietà dalle proprietà antismog maggiormente efficaci. Si va dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo.
Anche nel proprio giardino è possibile ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti.
I GRANDI “DEPURATORI”
Al primo posto tra le piante mangiasmog – spiega la Coldiretti – c’è l’Acero Riccio, in grado di assorbire fino a 3800 chili di CO2 in vent’anni. A pari merito, con 3100 chili di CO2 aspirati dall’aria, ci sono poi la Betulla verrucosa, in grado di crescere sui terreni più difficili e considerata albero sacro presso i Celti e le tribù germaniche, e il Cerro, che può arrivare fino a 35 metri di altezza.
Il Ginkgo Biloba è un albero dalle origini risalenti a duecentocinquanta milioni di anni fa. Assorbe 2800 chili di CO2, vanta un’alta capacità di barriera contro gas, polveri e afa e ha una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Altri alberi antismog sono il Tiglio, il Bagolaro e l’Olmo campestre. «Il Frassino comune – aggiunge Coldiretti Como Lecco– è un altro gigante verde che può arrivare a  quaranta metri, mentre l’Ontano nero è il piccolino del gruppo con un’altezza media di dieci metri ma che nonostante le dimensioni ridotte riesce a bloccare fino a 2600 chili di CO2 e a garantire un forte assorbimento di inquinanti gassosi». 

Polo Sud, sede dell'Università dell'Insubria per ricerca e didattica

L’ateneo di Varese-Como sarà indirizzato alla formazione di studenti e dottorandi e alla ricerca sul cambiamento climatico globale
Foto Antartide, Università dell'Insubria

In Antartide nei prossimi tre anni sarà realizzata la prima sede universitaria al mondo per la ricerca e la didattica. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha nel dicembre 2019 selezionato il progetto Antar dell’ateneo di Varese e Como per la costruzione di due unità prefabbricate. Investimento, 480mila euro, di cui 90mila erogati dal Miur e il resto dall’ateneo con alcuni partner.
La località scelta è l’estremità nord-est della western Antarctic Peninsula, dove è attiva dal 1948 la base cilena di O’Higgins (Lat. 63°19’S, Long. 57°54’W). Il polo dell’Insubria si insedierà in questo contesto in collaborazione con il Programma Antartico Cileno (Inach) in un’ottica di sostenibilità e ottimizzazione dei costi e sarà indirizzato alla formazione di studenti e dottorandi, oltre che alla ricerca scientifica sul cambiamento climatico globale.
Delle due unità prefabbricate, l'una sarà attrezzata a laboratorio per lo studio dei cambiamenti climatici ed ambientali, l’altra ad uso abitativo. La connessione satellitare garantirà la possibilità di svolgere seminari e lezioni in teleconferenza, ma anche di sperimentare metodi di intelligenza artificiale per la trasmissione di dati di monitoraggio ambientale.

BASE OPERATIVA E ATTIVITÀ
La base di O’Higgins, dove si alternano ricercatori di diversi atenei del Cile coordinati da Angelica Casanova-Katny dell’Università di Temuco, è operativa tutto l’anno e può ospitare fino a sessanta persone: in genere sono in quarantacinque d’estate e diciotto in inverno. L’Insubria accederà ai servizi della stazione esistente sia per il supporto aereo e navale, sia per la fornitura di energia elettrica, acqua, connessione telefonica e satellitare.
Le attività di ricerca scientifica in Antartide dell’Università dell’Insubria sono condotte da diversi docenti, impegnati da vent’anni sulle tematiche del cambiamento climatico nelle regioni fredde di alta latitudine (Polo Sud, Polo Nord) e di alta quota, in particolare da Mauro Guglielmin e Giuseppe Crosa del dipartimento di Scienze teoriche e applicate, Nicoletta Cannone di Scienze e alta tecnologia, Flavia Marinelli di Biotecnologie e scienze della vita.
Questo importante risultato segna un grande passo avanti dell’Università dell’Insubria nel campo dell’internazionalizzazione, settore guidato da Giorgio Zamperetti, che punta alla creazione di un International Branch Campus (Ibc) con l’istituzione di sedi all’estero. Una strada già intrapresa da importanti atenei come Bologna (a Buenos Aires), Bocconi (in India), Milano Bicocca (alle Maldive) e Politecnico di Torino (in Uzbekistan).
Spiega Giorgio Zamperetti, delegato del rettore Angelo Tagliabue: «L’Insubria vanta una consolidata tradizione negli studi sull’Antartide, con la presenza di colleghi di fama internazionale, la partecipazione a importanti progetti di ricerca e la produzione di cinquantacinque pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali impact factor; la ricerca scientifica in Antartide si caratterizza del resto per l’elevato livello di eccellenza e di internazionalizzazione, al quale questo progetto porterà un valore aggiunto dato dall’aspetto didattico».
STUDENTI E RICERCATORI
L’Insubria sta lavorando anche all’istituzione di un proprio Centro per lo studio dei cambiamenti climatici e sta revisionando il corso di laurea magistrale in Scienze ambientali, per preparare all’esperienza in Antartide attraverso quattro indirizzi, di cui due in lingua inglese: Climate and global change, Natural risks, Rischio chimico, Gestione e conservazione della biodiversità.
Nella sede antartica gli studenti, dell’Insubria o di altri atenei, potranno anche svolgere tesi di laurea o di dottorato e realizzare ulteriori attività di ricerca con un team internazionale. Una annualità di borsa del dottorato in Scienze polari sarà inoltre cofinanziata con Cà Foscari di Venezia.
NELLA FOTO: la base cilena di O’Higgins in Antartide, dove sorgerà anche la sede dell’Insubria; sopra, la stella rossa sulla mappa indica la posizione precisa della base al Polo Sud.

Varese e Como, master formatori interculturali di lingua italiana per stranieri

Iscrizioni all’Università dell’Insubria entro il 23 ottobre

Fino al 23 ottobre 2017 è possibile iscriversi al Master Formatori interculturali di lingua italiana per stranieri (Filis). Si tratta di un corso post lauream di primo livello, nato all’Università degli Studi dell’Insubria per rispondere alle richieste dettate dalla condizione di multiculturalità che caratterizza la società contemporanea.
Il master Filis, riconosciuto dal Miur come titolo di specializzazione in Italiano Lingua 2, è rivolto a tutte le persone che già lavorino o che desiderino lavorare nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera. Inoltre, il diploma è valido per concorsi a cattedra classe A-23 e in Italia e all’estero può essere utilizzato per l’inserimento nel settore dell’insegnamento della lingua italiana in centri linguistici, istituti di cultura, enti di formazione, enti locali, associazioni e cooperative, imprese pubbliche e private.
SCHEDA MASTER
Tipologia Master: Master di Primo Livello. Sito web: http://www4.uninsubria.it/on-line/home/articolo14053.html.
Posti disponibili: 60. Durata del corso: annuale. Periodo di svolgimento: novembre 2017-giugno 2018. Modalità didattica: lezioni videoregistrate, consegna elaborati, valutazioni settimanali. Lingua: italiana. Frequenza: nessuna; la presenza è richiesta solo all’esame finale e alla discussione della tesi.
Scadenza presentazione domande di ammissione: ore 12 del 23 ottobre 2017. Modalità di selezione: voto di laurea. Quota di partecipazione: euro 1.490. Agevolazioni/borse di studio: no. Per informazioni: filis@uninsubria.it. 

Varese e Como, per studenti e neolaureati consulenza gratis sul mondo del lavoro

Il servizio sarà offerto da Uninsubria e Ordine dei consulenti del lavoro da settembre 2017
Varese, Stigliano e rettore
Como, Frigerio e rettore

A Varese e Como studenti e laureati da non oltre dodici mesi dell’Università dell’Insubria potranno avere consulenza gratis su contratti o proposte di lavoro o collaborazione. Il servizio sarà gratuito e sarà attivo a partire dal prossimo settembre.
Con due distinte convenzioni sottoscritte il 1° agosto 2017 Uninsubria, da una parte, e Ordini dei consulenti del lavoro di Varese e di Como, dall’altra, hanno dato il via allo Sportello contrattualistica. Studenti e neolaureati potranno prendere appuntamento con gli esperti via e-mail a un apposito indirizzo e chiarire clausole, mansioni, busta paga, diritti e doveri tra collaboratore e datore di lavoro.
L’ateneo, inoltre, ha anche rinnovato con l’Ordine dei consulenti del lavoro di Varese l’accordo che prevede - per i laureandi del corso di laurea triennale in Economia e Management e del corso di Laurea magistrale in Economia diritto e finanza d’impresa - la possibilità di svolgere dei mesi dei diciotto complessivi di praticantato durante il corso di studi, abbreviando così il periodo di tirocinio necessario per accedere all’Esame di stato.
Nelle due foto: 1) Per Varese: il rettore Alberto Coen Porisini e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese, Vera Stigliano; 2) Per Como: il rettore e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Como, Paolo Frigerio.

Elisoccorso, da luglio voli notturni da Como e anche Brescia

In Lombardia in funzione entro giugno 50 siti dove atterrare di notte

Da luglio in Lombardia volerà di notte un secondo elicottero del 118, oltre quello di Como. Al volo notturno sarà abilitato anche l'elicottero della base di Brescia. I due elicotteri consentiranno un servizio più puntuale, specialmente per le zone montane o disagiate.
All'abilitazione del secondo elicottero si affianca un’altra grande novità, i cosiddetti Siti Hems, i luoghi cioè non convenzionali - come i campi sportivi - per l'atterraggio dell'elicottero. In Lombardia ne sono stati individuati, e saranno in funzione entro giugno, 52 e oltre 50 sono in via di abilitazione.
ELISOCCORSO NOTTURNO - Con l'applicazione sul territorio nazionale, dal 28 ottobre 2014, del Regolamento Europeo 965/2012, l'elisoccorso notturno in Lombardia si apre ad una nuova prospettiva. La normativa lascia prevedere un impiego più razionale, ma anche più esteso, della risorsa elicottero in orario notturno. La possibilità di disporre di elisuperfici abilitate al volo notturno è oggi alla portata di pochi tra i comuni di medie-piccole dimensioni.
L'individuazione di Siti Hems in aree non convenzionali - come campi sportivi o altre con precise caratteristiche, collocate in punti ritenuti logisticamente strategici per l'elisoccorso - rappresenta un valore aggiunto soprattutto per i Comuni situati in zone disagiate per viabilità e orografia del territorio. 

Mendrisiotto (Svizzera), venti candeline per la Regio Insubrica

A Mezzana festeggiato l’anniversario dell’organismo transfrontaliero – È stato creato a Varese il 19 gennaio 1995 per consolidare la collaborazione fra il Canton Ticino e le confinanti province italiane di Como, Varese e Verbania
i relatori

A Mezzana, nel Mendrisiotto (Svizzera), il Centro professionale del verde ha ospitato, lunedì 19 gennaio, la cerimonia per il ventennale della Comunità di Lavoro Regio Insubrica, nata esattamente 20 anni fa, il 19 gennaio 1995, a Varese, per volere dei rappresentanti della Repubblica del Canton Ticino e delle Province di Como, Varese, Novara (per conto della costituenda Provincia di Verbano Cusio Ossola), ai quali poi si è aggiunta, nel 2007, la Provincia di Lecco.
Erano presenti il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, Manuele Bertoli, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, la responsabile affari esteri del Piemonte, Giulia Marcon, e il presidente della Comunità di lavoro (oltre a presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola), Stefano Costa, insieme con il segretario della Comunità di lavoro, il ticinese Giampiero Gianella.
Fiducia nel cammino della collaborazione hanno espresso i vertici delle tre regioni.
Secondo Costa, la programmazione Interreg 2014/2020 offrirà, a breve termine, importanti occasioni di crescita per i territori della Regio. Dal canto suo, Maroni ha auspicato che la Regio Insubrica possa essere protagonista anche nella futura Macro-regione alpina e ha dichiarato che la Lombardia subentrerà alle Province – colpite nelle loro risorse dalla riforma territoriale di livello nazionale – nell’assicurare il sostegno economico al progetto. Per il ticinese Bertoli, gli obiettivi originali della Comunità di lavoro restano di grande attualità e il rilancio delle relazioni transfrontaliere richiede che la Regio possa disporre di strumenti e risorse adeguati.
La giornata si è conclusa con il lancio di un doppio concorso legato alle celebrazioni dei vent’anni della Comunità di lavoro Regio Insubrica. Ai partecipanti sarà chiesto di immaginare un progetto di stage formativo in ambito economico – sul tema dell’accesso al credito per le imprese della zona insubrica – o di elaborare, in alternativa, una presentazione multimediale per le scuole medie superiori, dedicata al tema della cooperazione transfrontaliera. La premiazione avverrà entro la fine dell’anno. 

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