Edizione n.6 di mercoledì 19 febbraio 2020

Asst Sette Laghi

Agenti penitenziari, a Varese uno sportello di consulenza psicologica

All’Ospedale di Circolo decolla un progetto ideato da Asst Sette Laghi e Casa Circondariale

Si alza sempre più, anche per gli addetti tra le mura carcerarie, l'asticella della professionalità e della formazione. A Varese, per gli agenti penitenziari, è stato ideato un progetto di consulenza psicologica tra il Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’Asst Sette Laghi, diretto da Isidoro Cioffi, e la direttrice della Casa Circondariale, Carla Santandrea.
Nell’Ospedale di Circolo sarà aperto, negli stessi locali dell’Ambulatorio ansia e depressione (primo piano del padiglione 13), uno sportello, completamente gratuito, di consulenza psicologica per gli agenti penitenziari. «Iniziamo – ha sottolineato Cioffi – un percorso che speriamo possa essere un esempio per altre città lombarde. Per la categoria degli agenti di polizia penitenziaria gli stressors contestuali, psicologici ed affettivi raggiungono un livello molto elevato per quantità ed intensità, un livello tale da poter compromettere il benessere psicofisico degli operatori, configurando uno specifico profilo di rischio professionale anche di tipo psico-sociale, quale la sindrome da burnout».
Missione del progetto, sostenuto dalla direzione sociosanitaria della Sette Laghi guidata da Ivan Mazzoleni, è «la tutela di una categoria centrale nell’organizzazione penitenziaria come un obiettivo costante». Suoi pilastri sono gli psicologi dell'Asst, guidati dal responsabile Marco Bellani, e la Psichiatria Varese, diretta dalla professoressa Camilla Callegari.
«Le possibili, improvvise esplosioni di tensione e aggressività tra detenuti nelle varie sezioni – ha spiegato Giuliano Tinelli, psicologo dell’Ambulatorio per l’ansia e la depressione -, gli eventi critici relativi a detenuti particolarmente problematici, le aspettative ambivalenti degli stessi detenuti, le richieste forti delle altre aree operative o dello stesso sistema penitenziario, vissute spesso come delega o scarico di responsabilità, creano tensione, reazioni conflittuali e, alla fine, isolamento, con possibile comparsa di sentimenti di rancore, inadeguatezza, impotenza. Fino all’ansia strutturata, alla depressione, ad un sentimento di scacco esistenziale». 

Varese, convegno sul diabete in gravidanza

In programma il 13 ottobre 2017

Una gravidanza in paziente con diabete, in assenza di cure preventive adeguate, può rappresentare un rischio notevole sia per la madre sia il bambino. Oltre l'incremento di aborti e malformazioni congenite e di una maggiore incidenza di macrosomie, vi è una possibilità cinque volte maggiore rispetto alla norma di andare incontro a morte perinatale. Di fondamentale importanza risulta pertanto una consultazione prima del concepimento e un rigoroso controllo del diabete durante la gestazione. 
"Il diabete in gravidanza: dallo screening al follow up post partum" sarà il filo conduttore di un convegno in programma il 13 ottobre a Varese nell'aula magna dell'Università dell'Insubria in via Dunant 3. Sarà presieduto dal professor Luigi Bartalena e si svolgerà sotto la responsabilità scientifica della dottoressa Cristina Romano, rispettivamente direttore e dirigente medico dell'Uoc Endocrinologia dell'ASST dei Sette Laghi di Varese.
Moderatori e relatori saranno: Massimo Agosti, Luigi Bartalena, Barbara Lischetti, Patrizio Marnini, Giuliana Bianchi, Antonella Cromi, Eugenia Dozio, Edoardo Duratorre, Fabio Ghezzi, Ennio La Rocca, Roberto Puricelli e Cristina Romano (Varese); Alessandro Roberto Dodesini e Elena Ciriello (Bergamo); Ivano Franzetti (Gallarate); Alessandra Ciucci (Mariano Comense); Matteo Bonomo, Nadia Cerutti, Nicoletta Dozio, Basilio Pintaudi, Veronica Resi, Marina Scavini, Maria Teresa Castiglioni (Milano); Salvatore Mastrolia (Monza); Annunziata Lapolla (Padova); Elisabetta Lovati (Pavia); Stefano Balducci (Roma).

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