Edizione n. 28 di mercoledì 5 agosto 2020

Asst Sette Laghi

Varesotto e Molise, sulle orme del covid in due aree diverse

Indagine di Università dell’Insubria, Asst Sette Laghi Varese e Irccs Neuromed di Pozzilli su tremila persone
Uninsubria,Licia Iacoviello
prof. Marco Ferrario

Capire a fondo la diffusione e l’impatto del Covid-19 sulla popolazione e sugli operatori sanitari e operare - dopo la fase della emergenza e in attesa di un vaccino efficace - scelte di intervento e prevenzione basate su una attenta conoscenza del fenomeno. A questo obiettivo mira il progetto «Impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 in popolazioni con alto o basso rischio di infezione», elaborato dall’Università dell’Insubria, dall’Asst Sette Laghi a Varese e dall’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e finanziato congiuntamente da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Fondazione Umberto Veronesi.
Lo studio focalizzerà la diffusione del virus tra la popolazione di due aree geografiche molto diverse: provincia di Varese e regione Molise.
«Ora possiamo condurre con precisione un’indagine impossibile nella fase di emergenza» spiega Licia Iacoviello, professore ordinario di Sanità pubblica all’Università dell’Insubria e direttore del Dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed. «Inoltre dobbiamo capire le ragioni per le quali l’infezione ha avuto un impatto così diverso in differenti aree del nostro Paese e perché le persone colpite hanno avuto manifestazioni cliniche estremamente varie, dagli asintomatici a quelli che hanno perso la vita. Infine il personale sanitario, un gruppo ad alto rischio del quale non solo vogliamo conoscere il livello di esposizione all’infezione, ma anche l’impatto che questa epidemia ha avuto in termini di stress subìto, e delle relative conseguenze a lungo termine sulla loro vita».

TEST SU TREMILA PERSONE
Un’indagine sierologica su un campione di tremila persone appartenenti alle due aree disegnerà l’effettiva diffusione del Sars-CoV-2, le diverse manifestazioni della malattia e l’eventuale presenza di fattori di rischio o protezione che potrebbero aver influito sulla maggiore o minore gravità clinica. Un prelievo di sangue permetterà di testare rapidamente la presenza di anticorpi contro il Sars-CoV-2, sia IgM (segno di un’infezione recente) sia IgG (compaiono più tardi), mentre una parte dei campioni sarà conservata in biobanche per essere sottoposta a ulteriori analisi future.
Mediante un'apposita app per smartphone i partecipanti compileranno anche dei questionari relativi al loro stato di salute e alle loro abitudini di vita. Le successive indagini statistiche punteranno a evidenziare i fattori in gioco nel determinare la suscettibilità alla patologia e gli eventuali fattori di rischio che potrebbero causare le diverse manifestazioni cliniche.
PILASTRO PERSONALE SANITARIO
Diverso, ma non meno importante, il discorso sul personale sanitario. «Non solo medici e infermieri – chiarisce Marco Ferrario, professore ordinario di Medicina del lavoro e direttore della struttura complessa di Medicina del lavoro, preventiva e tossicologia dell’Asst Sette Laghi – sono soggetti particolarmente a rischio di contrarre l’infezione, ma rappresentano forse la categoria sulla quale il virus ha maggiormente colpito in termini di stress e di impatto emotivo. Eppure saranno i pilastri che sorreggeranno il sistema nel caso di una seconda ondata. Per questo motivo una parte importante del progetto sarà focalizzata proprio su di loro. Testeremo e seguiremo tutto il personale sanitario della Asst Sette Laghi e dell’Irccs Neuromed».
Nelle foto: Licia Iacoviello e Marco Ferrario. 

Varese, convegno sul diabete in gravidanza

In programma il 13 ottobre 2017

Una gravidanza in paziente con diabete, in assenza di cure preventive adeguate, può rappresentare un rischio notevole sia per la madre sia il bambino. Oltre l'incremento di aborti e malformazioni congenite e di una maggiore incidenza di macrosomie, vi è una possibilità cinque volte maggiore rispetto alla norma di andare incontro a morte perinatale. Di fondamentale importanza risulta pertanto una consultazione prima del concepimento e un rigoroso controllo del diabete durante la gestazione. 
"Il diabete in gravidanza: dallo screening al follow up post partum" sarà il filo conduttore di un convegno in programma il 13 ottobre a Varese nell'aula magna dell'Università dell'Insubria in via Dunant 3. Sarà presieduto dal professor Luigi Bartalena e si svolgerà sotto la responsabilità scientifica della dottoressa Cristina Romano, rispettivamente direttore e dirigente medico dell'Uoc Endocrinologia dell'ASST dei Sette Laghi di Varese.
Moderatori e relatori saranno: Massimo Agosti, Luigi Bartalena, Barbara Lischetti, Patrizio Marnini, Giuliana Bianchi, Antonella Cromi, Eugenia Dozio, Edoardo Duratorre, Fabio Ghezzi, Ennio La Rocca, Roberto Puricelli e Cristina Romano (Varese); Alessandro Roberto Dodesini e Elena Ciriello (Bergamo); Ivano Franzetti (Gallarate); Alessandra Ciucci (Mariano Comense); Matteo Bonomo, Nadia Cerutti, Nicoletta Dozio, Basilio Pintaudi, Veronica Resi, Marina Scavini, Maria Teresa Castiglioni (Milano); Salvatore Mastrolia (Monza); Annunziata Lapolla (Padova); Elisabetta Lovati (Pavia); Stefano Balducci (Roma).

Varese, ambulatorio di agopuntura per pazienti oncologici

Aperto al Day Hospital dell'Ospedale di Circolo
agopuntura

Ridurre gli effetti collaterali delle terapie e migliorare la qualità della vita di chi si deve sottoporre a questo complesso percorso terapeutico e umano. È l'obiettivo dell'ambulatorio di agopuntura, che dal 13 luglio 2020 è aperto al Day Hospital del reparto di Oncologia dell'Ospedale di Circolo (padiglione centrale III piano) di Varese.
«Si tratta di associare – spiega il dottor Claudio Chini, responsabile dell'Unità Operativa di Oncologia dell'Asst dei Sette Laghi – la medicina ufficiale con quella complementare, offrendo un supporto in più al malato oncologico nel suo difficile percorso. Evidenze sempre più solide dal punto di vista scientifico confermano l’efficacia dell’agopuntura nel trattamento di alcuni effetti collaterali delle terapie antitumorali, sia da sola, sia in aggiunta a terapie farmacologiche. Per questa ragione in molti centri oncologici statunitensi ed europei sono stati istituiti Dipartimenti di Oncologia Integrata nei quali si pratica agopuntura come si fa in Cina da molto tempo». 

RISORSE E TRATTAMENTI
Le associazioni di volontariato Lilt sezione Varesina, Caos, Città delle donne e Varese per l’Oncologia «hanno reperito - sottolinea Chini - le risorse per sostenere i costi del nuovo servizio e si adoperano sempre con sensibilità e passione fianco a fianco all'azienda sanitaria a supporto di questi pazienti così fragili».
I trattamenti, della durata media di un'ora, sono eseguiti dalla dottoressa Samuela Bozzoni, oncologa e agopuntore, e vi possono accedere - su prenotazione presso la segreteria dello stesso Day Hospital - i pazienti già seguiti dal reparto che manifestino disturbi collaterali, come ad esempio vampate di calore secondarie ad endocrinoterapia, neuropatie secondarie a chemioterapie, artralgie da inibitori dell’aromatasi e situazioni di nausea e vomito refrattarie ai consueti trattamenti farmacologici.
«Questo ambulatorio - spiega la dottoressa Linda Bascialla, oncologa e responsabile scientifico della nuova struttura - rappresenta una sfida per valorizzare l’impegno quotidiano a fianco dei malati di tumore offrendo loro la possibilità di esplorare nuove frontiere e progettare nuove soluzioni con l'obiettivo di cure sempre più personalizzate e del miglior benessere possibile del paziente durante le terapie». 

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