Edizione n.6 di mercoledì 21 febbraio 2024

Asst Sette Laghi

Terapia e benessere a colpi di remi

A Varese accordo tra Asst Sette Laghi, Associazione Caos, Varese per l’Oncologia, Canottieri Gavirate e Canottieri Luino per la realizzazione del progetto nazionale “Sport Terapia integrata”
Nella immagine (Asst Sette Laghi): foto di gruppo sul pontile

Testa, quella di Sport e salute spa (azienda fondata dal ministero dell’economia e delle finanze), Federsanità (confederazione di Aziende sanitarie locali, Ospedaliere e Irccs insieme ai rappresentanti dei Comuni associati alle Anci regionali) e Federazione italiana canottaggio.
Gambe, quelle di Asst Sette Laghi, Associazione Caos, Varese per l’Oncologia, Canottieri Gavirate e Canottieri Luino.
È il ritratto, versione prealpina, del progetto nazionale “Sport terapia integrata”, che a Varese sarà realizzato secondo una convenzione sottoscritta il 19 febbraio 2024 da Azienda socio sanitaria territoriale, organizzazioni di volontariato e associazioni sportive. Accanto ai rappresentanti dei due sodalizi sportivi erano presenti alla cerimonia il direttore sociosanitario, Giuseppe Calicchio, e la responsabile della Struttura semplice dipartimentale (Ssd) Breast Unit di Asst Sette Laghi, Francesca Rovera, e i presidenti di Varese per l’Oncologia, Carlo Lucchina, e dell'Associazione Caos, Adele Patrini.
Il progetto si propone di «avviare corsi di canottaggio come terapia integrata, che accolgono medici, volontari, persone con pregresse patologie (oncologiche e non solo) e semplici appassionati over 65, ma anche promuovere una nuova visione del canottaggio inteso non solo come attività sportiva, ma anche come disciplina volta alla promozione del benessere e della prevenzione delle malattie e come volano per favorire l’inclusione e l’integrazione sociale».
Nella immagine (Asst Sette Laghi): foto di gruppo sul pontile

Tradate (Varese), ambulatorio pubblico di Agopuntura

Inaugurato il 10 gennaio 2024 all’Ospedale Galmarini

Approda anche in una struttura pubblica del Varesotto la tecnica dell'Agopuntura, che integra i principi della medicina tradizionale cinese nella pratica clinica occidentale per amplificarne gli effetti e i benefici. Le due culture terapeutiche, secondo i recenti approcci sanitari, non si contrappongono, ma si integrano, potenziandosi a vicenda.
All’Ospedale Luigi Galmarini di Tradate il 10 gennaio 2024 è stato inaugurato un ambulatorio di Agopuntura, che prevede l'infissione di sottili aghi metallici sulla superficie cutanea, con effetti antalgici, decontratturanti, antinfiammatori, regolatori delle funzioni endocrine e modulatori dell'umore. «È un segnale – sottolinea l'Asst Sette Laghi in una nota - di apertura verso una nuova visione dei concetti di salute e malattia che si traduce inevitabilmente in nuovi ed illuminanti orizzonti terapeutici».
Il vantaggio di un ambulatorio pubblico convenzionato all'interno di una struttura ospedaliera è quello di consentire l'accesso a tutte le fasce della popolazione, altrimenti riservato solo a chi può sostenere le spese di un trattamento privato. Rappresenta non solo un modo per abbattere gli effetti collaterali e i costi connessi alle terapie farmacologiche, ma anche, in senso più ampio, una fusione di due mondi. In esso, le antiche medicine Occidentale e Orientale non si contrappongono, ma si integrano, potenziandosi a vicenda.
APPLICAZIONI
Il campo di applicazione di questa tecnica è molto ampio, estendendosi dalle sindromi dolorose di varia natura alle diverse malattie internistiche, come le patologie gastrointestinali, neurologiche, ostetrico-ginecologiche, urologiche, nonché otorino-laringoiatriche e cardiovascolari, fino alle turbe della psiche. Il corretto posizionamento dell'ago si accompagna a una sensazione di lieve scossa, peso e/o dolenzia locale.
L'agopuntura si applica efficacemente anche sulle pneumopatie, oltre che alle malattie allergiche e dermatologiche. È utile, inoltre, in oncologia, specialmente nel controllo degli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapici. Può essere inoltre eseguita in sicurezza sulle pazienti durante il periodo della gravidanza. Si è rivelata un valido supporto nella terapia di disturbi correlati all'infertilità e come affiancamento ai percorsi di procreazione medicalmente assistita 

Olfatto e gusto, a Varese un centro sulle patologie

All'ambulatorio, tra i primi italiani, ogni anno si rivolgono un centinaio di pazienti – Molto impegnato durante l'epidemia di Sars CoV-2, lavora sulla riabilitazione olfattiva postvirale e sulla realizzazione di un impianto a livello bulbare
Varese,équipe Olfattometria e Gustometria (foto Asst Settelaghi)

È stato molto impegnato sul disturbo della perdita dell'olfatto durante il picco dell'infezione da Sars CoV-2 e continua a lavorare sulla riabilitazione olfattiva post virale e sulla realizzazione di un impianto a livello bulbare per la ripresa della funzionalità olfattiva. A Varese l'ambulatorio di olfattometria e gustometria dell’Asst dei Sette Laghi studia, indaga e tratta, fin dai primi anni 2000, le patologie legate all’olfatto e al gusto ed è l'approdo di cento pazienti l'anno.
Il centro, come ricorda il direttore della struttura complessa di otorinolaringoiatria (S.C.Orl) Maurizio Bignami, «fa parte, tra l'altro, del Clinical Olfactory Working Group, che raggruppa i più importanti centri di studio sull’olfatto e gusto a livello mondiale», ed è affidato al dottor Alberto Macchi, specialista di otorinolaringoiatria, con la collaborazione della dottoressa Giulia Monti, otorinolaringoiatra in formazione facente parte dell'équipe.
Le persone che si rivolgono all'ambulatorio di olfattometria e gustometria sono, in particolare, sia coloro che non sono mai state in grado di cogliere gli odori, sia coloro che hanno gradualmente perso l'olfatto. Tra le procedure, emerge la riabilitazione tramite l’alimentazione, sperimentando pietanze e cibi che aiutano alla percezione olfattiva.
«Per aiutare i pazienti a ritrovare il piacere dell’olfatto - spiega il dottor Macchi -, è importante adottare un approccio multisensoriale al cibo e ciò avviene concentrandosi sulla stimolazione degli altri quattro sensi. La scelta di collaborare con un famoso chef varesino ci permette di creare delle ricette che possano essere replicate facilmente dai pazienti per migliorare la propria esperienza culinaria e per rendere il pasto davvero stimolante. Ma non abbiamo tralasciato la parte diagnostica. Nel nostro reparto eseguiamo tutti i principali test olfattivi per individuare in maniera accurata la patologia che disturba il paziente».
Nella foto (Asst Settelaghi): l'équipe di olfattometria e gustometria di Varese,

Cittiglio (Varese), due milioni per il Centro iperbarico pubblico

Sarà il secondo in tutta la Lombardia - Iniziata la formazione di quattro tecnici
Cittiglio, camera iperbarica (foto Asst 7Laghi)

Sarà al servizio di un'ampia area geografica per i casi sia in emergenza, sia da trattare in elezione e il suo progetto è sostenuto da un finanziamento regionale di due milioni di euro. A Cittiglio, nell'alto Varesotto, s'incammina verso la realizzazione il Centro iperbarico del Verbano, il secondo centro iperbarico pubblico in tutta la Lombardia.
La camera iperbarica è una struttura complessa, un ambiente protetto in cui sottoporre i pazienti ad ossigenoterapia iperbarica (Oti). La sua collocazione nell'ospedale di Cittiglio, dotato anche di elisuperficie, assicurerà un servizio a un'area più ampia del territorio di competenza dell'Asst Sette Laghi di Varese.
Il 10 gennaio 2024 è iniziata la formazione di quattro tecnici per condurre e manovrare in condizioni di sicurezza le camere e gli impianti iperbarici, controllarne il funzionamento e somministrare ai pazienti il trattamento iperbarico. Si tratta di professionisti in servizio all'ospedale di Cittiglio, accompagnati da Rosario Giuseppe Cacopardo, anestesista dell'équipe diretta da Alessandro Bacuzzi, individuato come riferimento aziendale in Medicina iperbarica e subacquea.
Nella camera iperbarica il paziente respira ossigeno puro in un ambiente portato a una pressione superiore a quella atmosferica. L'ossigenoterapia iperbarica va attuata il prima possibile - e quindi in emergenza - nelle malattie da decompressione e nelle embolie gassose arteriose, ad esempio in caso di incidente subacqueo, e nei casi di intossicazione da monossido di carbonio.
Ma questa tecnica terapeutica può essere molto efficace anche in elezione, ad esempio nella cura delle ipoacusie, delle ulcere cutanee nel paziente diabetico e nelle infezioni acute e croniche dei tessuti molli determinate da varie cause. Con l'Oti si interviene per risolvere quelle situazioni in cui c'è uno squilibrio, a livello di un tessuto, tra necessità di ossigeno e capacità delle cellule di quel tessuto di utilizzare l'ossigeno apportato dall'organismo. Per patologie come il piede diabetico, ad esempio, il ricorso tempestivo all'ossigenoterapia iperbarica comporta una notevole riduzione della morbilità e della mortalità.
Cittiglio, camera iperbarica (foto Asst 7Laghi) 

Pronto soccorso, si rinnova l'applicativo informatico

Negli ospedali di Varese, Tradate, Cittiglio, Luino e Angera impegnati oltre 60 "super utenti" tra medici e infermieri - Nella formazione coinvolte altre 700 persone
Ospedale Varese monoblocco

Nuovo programma informatico da oltre 650mila euro in tutti i Pronto soccorso dell'Azienda socio sanitaria territoriale Sette Laghi di Varese. Una piattaforma unica consentirà una totale digitalizzazione e una gestione centralizzata a livello aziendale.
Dal 18 gennaio 2024 al Pronto soccorso pediatrico dell'Ospedale Filippo Del Ponte e poi, in successione, al Circolo e Fondazione Macchi di Varese (31 gennaio), Luigi Galmarini di Tradate (14 febbraio), Causa Pia Luvini di Cittiglio (28 febbraio) e Luini Confalonieri di Luino (13 marzo) sarà avviato l'uso del nuovo programma informatico, articolato in piattaforma unica, digitalizzazione totale e codici numerici di priorità, che si concluderà il 20 marzo 2024 ad Angera.
Gli operatori potranno inserire i dati relativi ad ogni paziente con pc portatili, compilando la scheda anagrafica, così come inserendo le prescrizioni terapeutiche, evitando trascrizioni e aggiornamenti non tempestivi. Inoltre, accedendo da un'unica schermata, potranno avvalersi di un cruscotto che offrirà una visione completa e in tempo reale dei flussi che coinvolgono i Pronto soccorso, dal numero di accessi per ogni sede, alla suddivisione in codici di priorità, dai pazienti on boarding a quelli in carico in ogni sala di Pronto soccorso.
FORMAZIONE
La formazione per arrivare all'avvio del software è stata rivolta innanzitutto a oltre sessanta tra medici e infermieri identificati come "super utenti" e impegnati in otto ore di formazione in presenza. Saranno poi loro nelle prime fasi di avvio del programma ad accompagnare i colleghi.
Il percorso di formazione ha poi coinvolto altre settecento persone tramite sessioni di webinar da remoto, test e simulazioni di impiego quotidiano del programma.
TRIAGE CON CODICE NUMERICO
Per il triage (dal francese trier, «scegliere», «classificare») l'uso del software coinciderà con l'introduzione di un codice numerico al posto dei colori. In pratica, invece dei quattro o cinque colori, secondo i casi, previsti per indicare la priorità con cui prendere in carico i pazienti registrati in Pronto soccorso, ora saranno usati i numeri, come previsto dalle indicazioni regionali.

Questa la nuova classificazione
*codice 1 (ora codice rosso) per casi di emergenza (pazienti molto critici, in pericolo di vita);
*codice 2 (ora codice giallo/arancione) per urgenze indifferibili (pazienti in potenziale pericolo di vita con rischio di compromissione delle funzioni vitali);
*codice 3 (ora azzurro) per le urgenze differibili (pazienti con condizione stabile senza rischio evolutivo);
*codice 4 (ora verde) per le urgenze minori (pazienti con condizione stabile senza rischio evolutivo);
*codice 5 (ora bianco) per la non urgenza (pazienti con condizione stabile senza rischio evolutivo, non urgente o di minima rilevanza clinica). 

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