Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

Laveno Mombello

Leggiuno, presa di mira cappella cimiteriale

Sventato dai carabinieri furto di 50 chili di rame

A Leggiuno (Varese), in località Cellina, una cappella cimiteriale era già stata spogliata di tutti gli oggetti in rame e i carabinieri di Laveno sono riusciti a recuperare 50 chili dell'"oro rosso" strappato dalla copertura a spiovente del tetto, dalle grondaie e dalle canaline di scolo. L'operazione ha felicemente concluso i due giorni (27 e 28 maggio) dedicati, a livello europeo, alla prevenzione e contrasto del furto di metalli.
In provincia di Varese l'Action Day del progetto Europol è stato coordinato dalla prefettura e anche nel Luinese i controlli sono stati concentrati su obiettivi sensibili come depositi di rame, cimiteri, stazioni e linee ferroviarie. Durante il servizio, una pattuglia dei carabinieri di Laveno Mombello ha notato una catasta di ornamenti di rame in un area boschiva adiacente al cimitero di Leggiuno ed è riuscita a rintracciare il presumibile ladro. Le indagini continuano. 

Laveno, apre le persiane, cade dalla finestra

Precipita accidentalmente da una finestra del primo piano, un'ondulina attutisce la caduta e così evita conseguenze peggiori. A Laveno Mombello un 31enne marocchino, celibe, verso le 6.30 circa di domenica 26 maggio rientra nella casa al primo piano e si corica sul divano del soggiorno.
Disturbato dalla luce dagli infissi, decide di chiudere le persiane in legno. Si sporge per sganciare i fermagli, ma perde l'equilibrio e precipita al suolo da un'altezza di circa cinque metri. Fortunatamente sotto il davanzale della finestra c'è un'ondulina, che smorza la caduta. Sebbene malconcio e dolorante, l'uomo riesce a chiedere aiuto. Immediato il ricovero nell'ospedale di Cittiglio. 

Laveno Mombello, recital pianistico e romanzo di Marco Marcuzzi

Midec, Cerro

A Laveno Mombello (Varese), giovedì 28 luglio (ore 21), il Museo Internazionale Design Ceramico dedicherà una serata a Marco Marcuzzi in veste sia di compositore e pianista sia di scrittore. A palazzo Perabò di Cerro, Marcuzzi suonerà al piano musiche di Chopin, Clayderman, Lai, Joplin, Rachmaninoff, Liszt, Emerson, Marcuzzi e presenterà il suo nuovo romanzo “Thrillogy” (Macchione Editore) con letture dell’attrice Serena Nardi.
Ingresso all’intera serata gratuito. Il concerto e la presentazione del libro si terranno, in caso di bel tempo, nel chiosco del museo e, in caso di pioggia, al coperto nel giardino adiacente al palazzo. 

Alp Transit e ammodernamento della ferrovia Luino-Gallarate/Sesto Calende

Si rafforza il coordinamento tra le amministrazioni comunali della ferrovia Luino-Laveno-Gallarate/Sesto Calende sui contraccolpi dell’ammodernamento dell’impianto e le contropartite da chiedere a Rete Ferroviaria Italiana e Governo. A Laveno Mombello, venerdì 7 aprile 2017, i sindaci, accolti dal collega Ercole Ielmini, hanno concordato a porte chiuse una presa di posizione comune in vista dell’incontro di venerdì 21 aprile a Varese con il prefetto Giorgio Zanzi.

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ULTIMA CHIAMATA PRIMA DELL’INIZIO
DEI (SEI MESI DI) LAVORI

Sta per suonare la campanella di Alp Transit per la circolazione dei treni (merci e passeggeri) che sbucheranno dalle viscere del Gottardo a sostegno del Corridoio Rotterdam-(Luino)-Genova atteso dall’Europa e dalle economie di oltre Atlantico. Rete Ferroviaria Italiana ha deciso di chiudere l’intera linea di Luino da giugno a dicembre per mettere mano ai lavori necessari alla nuova imponente circolazione, usufruendo anche del sostanzioso prestito da parte della Svizzera.
Sindaci e comunità della zona, interessata dallo storico evento, si organizzano per esternare preoccupazioni ed ottenere garanzie in ordine a “controlli su merci pericolose, efficienza del materiale rotabile, procedure di valutazione di impatto ambientale e di compatibilità paesaggistica delle opere”. Nei cahiers de doléances sarà bene inserire anche precise richieste affinché le imposizioni di “sua maestà il treno merci” o l’entrata in funzione (finalmente) del tratto ferroviario fra Svizzera e Italia Stabio-Arcisate-Varese-Malpensa non si traducano in danno per il servizio locale passeggeri da Pino Tronzano fino a Gallarate-Milano.
LUOGHI COMUNI DA EVITARE…
La decisa istanza, inoltrata dal sindaco di Luino al ministro dei trasporti, ha indotto il prefetto di Varese a chiamare a rapporto per il prossimo 21 aprile primi cittadini, vigili del fuoco e (è lecito supporre) autorità regionali, enti economici e istituzionali, rappresentanti delle società interessate ai trasporti, ferrovie nazionali italiane e svizzere e aziende come Trenitalia, Tilo e Trenord in una sorta di conclave per mettere a fuoco proposte condivise, studiate e realizzabili alle quali si dovrà rispondere con altrettanta sincerità e favorevole accoglienza.
Parlare genericamente di tutto, riproposto nel solito ordine del giorno inviato Urbi et orbi lasciandosi sedurre dai soliti luoghi comuni, vorrebbe dire candidarsi ad un buco nell’acqua come dimostrato nei decenni che hanno preceduto l’avvio di Alp Transit.
Sarà, pertanto, utile pronunciarsi su necessità da far emergere con pragmatismo, consapevoli che la circolazione dei treni sia merci sia passeggeri si basa su norme severe alle quali tutti, operatori e responsabili delle infrastrutture, devono attenersi. Lo dicono Europa e disposizioni sottoscritte da tutti i continenti.
…E RICHIESTE DA PRESENTARE
Ci sia consentito accennarne alcune:
1) SICUREZZA: stabilito che lo stivaggio delle merci sui treni è altamente tutelato, RFI deve essere impegnata ad allestire nelle stazioni di Luino e/o Laveno e/o Gallarate appositi presìdi capaci di intervenire con tempestività nel malaugurato caso di inconvenienti in piena linea, che, essendo a binario unico, bloccherebbero per ore la circolazione a danno del servizio passeggeri dirottati su bus.
Sarebbe auspicabile una convenzione fra Ferrovie Svizzere e Ferrovie Italiane per l’uso del treno Spegnimento e Soccorso di stanza a Bellinzona, unità di altissima tecnologia in grado di viaggiare su rotaie a 120 km/H anche su tratti inaccessibili ai vigili del fuoco.
2) TRENI MERCI: utilizzare il più possibile la Bretella Ferroviaria di Sesto Calende nelle ore diurne per alleggerire sul tratto Laveno-Besozzo-Gallarate la circolazione dei treni regionali e da/per Malpensa.
3) IMPATTO AMBIENTALE: va ricordato a tutti che il treno inquina meno di auto ed aerei. Basti pensare che con l’inquinamento atmosferico nelle città si blocca la circolazione delle auto e non dei treni.
4) PANNELLI FONOASSORBENTI: sarebbe ora che vengano finalmente installati. Se ne parla da vent’anni.
5) PASSAGGI A LIVELLO E SOTTOPASSI: vigilare affinché RFI attui con tempestività quanto deciso.
6) STAZIONE DI LUINO: a cura di RFI deve essere dotata dell’occorrenza necessaria per fuoruscite di prodotti chimici, gassosi o infiammabili (esperienze del recente passato ne hanno messo in evidenza la totale carenza, fatta emergere senza successo da riunioni in prefettura).
7) MERCI PERICOLOSE: una richiesta che lascia il tempo che trova. Si circola con obblighi internazionali, pena la revoca delle licenze. Una domanda: i comuni sono pronti a intervenire motu proprio qualora mezzi su gomma incappassero in perdite di prodotti pericolosi che girano sulle vie cittadine?
8) TRENI PASSEGGERI: studio con Trenord, Trenitalia, Tilo e RFI per un palinsesto necessario a pendolari lavoratori, studenti e viaggiatori di fine settimana, guardando all’attivazione della Stabio-Arcisate-Varese-Malpensa che sicuramente la farà da padrona a danno della linea Luino-Gallarate-Malpensa, qualora sindaci e comitati (per ora inesistenti) si disinteressassero dell’argomento. Poiché Tilo non potrà sostenere il futuro doppione, sarebbe meglio attrezzarsi da subito per una equa distribuzione e per le opportune coincidenze a Gallarate.
9) TRASPORTO PUBBLICO: nel nord Verbano treni, bus di linea e battelli navigano a vista. Ognuno opera ignorando l’esistenza degli altri. Realtà che stride con l’immagine della Regione Lombardia. Una sinergia di quei settori produrrebbe vantaggi per aziende e utenza, scoraggiando l’uso dell’auto privata. Utile e possibile sarebbe il raccordo dei bus di linea della società Autolinee Varesine dirette a Varese, via Valganna, con i treni Trenord da/per Varese a Milano, consentendo un biglietto unico, non dimenticando che bus e treni godono di orari cadenzati.
Lo stand by di sei mesi sulla circolazione ferroviaria deve essere utilizzato guardando al futuro. Come dire: “Alp Transit, Ultima chiamata”.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com

Laveno, fuochi d’artificio a Ferragosto, no, sì

Laveno-attracco2

Pareva che quest’anno non ci fosse spazio per i fuochi d’artificio di Ferragosto a Laveno Mombello. Sono tempi duri per le casse comunali e per il neosindaco Ercole Ielmini (Pd), succeduto a Graziella Giacon (Lega). Così la scelta, come chiariva un comunicato stampa del 23 luglio, era inevitabile.
«Da più parti – spiegava Ielmini – provengono richieste finalizzate a conoscere il programma del Ferragosto Lavenese e, in particolare, se verrà effettuato lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Questa nuova amministrazione comunale, preso atto delle reali e precarie situazioni del bilancio comunale, portate a conoscenza dei cittadini durante l’assemblea pubblica del 16 luglio 2015, non si trova nelle condizioni di poter impegnare alcuna somma per l’appuntamento di Ferragosto. Di conseguenza, a meno di un totale intervento da parte di soggetti privati o associazioni di categoria, non sono previste iniziative particolari per il Ferragosto e tanto meno i fuochi di artificio».
Pochi giorni dopo arriva un aggiornamento. Un comunicato del sindaco l'8 agosto informa che è intervenuto «l'impegno finanziario e organizzativo di un gruppo di commercianti» e i fuochi ci saranno.
Tutti contenti insomma, forse meno volatili, fauna selvatica e abitanti a quattro zampe in genere.  

Laveno, al MiDec l'arte ceramica in provincia

Sabato 26 ottobre alle 11 a Cerro di Laveno il Museo Internazionale Design Ceramico inaugurerà l'esposizione "La Musa Terra. Arte ceramica in provincia di Varese". La mostra,in collaborazione con l’Atelier Capricorno che da anni si impegna per la promozione dell’arte sul territorio, raccoglie 41 ceramisti tra nomi collaudati e nuove significative presenze e nasce per testimoniare l'operosità degli artisti della ceramica oggi attivi nel Varesotto. La presentazione sarà a cura del critico Ettore Ceriani.
Espongono: Gabriella Barioni, Anna Bernasconi, Marialuisa Bossi, Eugenia Branca, Laura Branca, Rosa Breitner, Francesco Buda, Claudio Calzavacca, Ignazio Campagna, Isabel Canaves, Nadia Carlini, Giovanni Chinosi, Silvia Cibaldi, Piero Cicoli, Irene Cornacchia, Lena Costantini, Sara Dalla Costa, Anna Dubini, Massimo Fergnani, Anny Ferrario, Anna Genzi, Anneliese Gripp, Eva Hodinova, Franco Mancuso, Contegni Niccolo’Mandelli, Ruggero Marrani, Jean Marie Martin, Annalisa Mitrano, Simone Patarini, Antonio Piazza, Giorgio Piccaia, Antonio Pizzolante, Giorgio Presta, Antonio Quattrini, Stella Ranza, Chiara Ricardi, Sara Russo, Antje Schmuck, Mariuccia Secol, Simona Wachter, Marco Zanzottera.
INFO e ORARI: Tel.0332,625551; martedì 10,12.30, da merc a dom e festivi 10,12.30e14.30,17.30,ingresso a pagamento. 

Laveno, “Ti amo da morire!” con Betty Colombo

Betty Colombo

Da un racconto della scrittrice Dacia Maraini una riflessione sulla violenza contro le donne dell’attrice e autrice Betty Colombo. La sua lettura scenica si terrà sabato 8 aprile, alle 21, al Museo Casanova di via Leggiuno 32 a Laveno Mombello (Va). Accompagnamento musicale di Marlene Berger.

Lotta al tarocco, sequestrati oltre 60.000 articoli

Controlli a tappeto della Finanza in tutto il Varesotto – Denunciate in due mesi 9 persone per contraffazione e frode in commercio
operazione guardia di finanza

Paghi il marchio, ti ritrovi magari il tarocco. Può capitare nei negozi, nei mercati settimanali, nei mercatini rionali. In località turistiche e no. In tutto il territorio provinciale.
Tra giugno e luglio i finanzieri della provincia di Varese hanno sequestrato oltre 60.000 articoli contraffati o non a norma. Denunciate all’autorità giudiziaria 9 persone per contraffazione e frode in commercio. Appioppate 7 sanzioni amministrative ai responsabili delle attività commerciali.
MERCATI
Con il “Piano operativo” il comando provinciale delle Fiamme gialle ha impegnato decine di militari in controlli nei mercati settimanali e rionali delle varie località turistiche e no della provincia. Alla fine, il materiale sequestrato era enorme.
Si sono contati oltre 7.000 articoli contraffatti tra abbigliamento, occhiali, borse e profumi delle più note griffes della moda italiana e internazionale. Circa 40.000 articoli non erano sicuri per tipo di materiali o potenziale pericolosità. Oltre 10.000 articoli erano prodotti realizzati all’estero e alterati in origine e provenienza.
La lotta all’abusivismo commerciale e alla contraffazione non è solo una difesa del Made in Italy, degli operatori onesti e del consumatore, ma, come rilevano i finanzieri, anche un contrasto a reati che possono mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini.
A Laveno Mombello, durante i controlli sul mercato, i finanzieri della Compagnia di Luino hanno tratto in arresto una giovane ragazza di origine Bulgara. È stata sorpresa mentre sfilava un portafoglio dalla borsa di un’anziana signora, che aveva appena prelevato danaro da un bancomat.  

Cerro di Laveno, al Midec Luca Lischetti con “Buz Baz, il gioco della vita”

BUZ BAZ f.to Alberto Bortoluzzi

A trent’anni dalla mostra di pittura “Gli allegri funamboli”, organizzata nell’allora Civica Raccolta di Terraglia, sono tornati a Palazzo Perabò, ora sede del Museo Internazionale del Design Ceramico, Luca Lischetti e le sue opere nella mostra “Buz Baz, il gioco della vita”, a cura di Stefania Barile.
Elemento centrale è la metafora cara a Lischetti del burattino Buz Baz, rappresentante di un genere umano formato da burattini tanto vitali quanto inconsapevolmente privi di autonomia, manovrati dai non sempre invisibili fili e suggestioni della società contemporanea. A questo mondo sociale Lischetti risponde usando il libero e autonomo linguaggio della sua arte.
La mostra non è soltanto un’esposizione d’arte contemporanea, ma un’idea progettuale maturata nel tempo e realizzata negli spazi del MIDEC, che ancora una volta si distingue per l’attenzione con cui seleziona gli artisti. Lischetti accompagna qui in un percorso fatto di sculture in legno, dipinti elaborati in assemblages e immagini, ancora dipinte o scolpite o proiettate in videoistallazioni.
Fino al 21 maggio al MIDeC, Palazzo Perabò, via lungolago Perabò, 5, Cerro di Laveno Mombello (Varese). Info: 0332/625551, segreteria@midec.org  

Laveno Mombello, arriva dal lago la Madonna dei calciatori

Da mercoledì 11 a domenica 15 maggio si celebra il Csi Day 2016 - Sabato 14 maggio il quadro sarà consacrato dal vicario episcopale Franco Agnesi nella Chiesa Nuova

A Laveno Mombello il Centro Sportivo Italiano di Varese organizzerà, da mercoledì 11 a domenica 15 maggio, una serie di eventi sullo sport e in particolare del calcio.
Il programma inizierà mercoledì 11 (ore 21) con un dibattito nel Teatro Franciscum su “Calcio:…non solo tv e miliardi” condotto da Roberto Bof. Parteciperanno, tra i vari personaggi del mondo dello sport, l’ex calciatore/allenatore Emiliano Mondonico, il parroco di Ghiffa (oltre che insegnante al Cobianchi di Verbania, arbitro di calcio e responsabile del progetto a Gerusalemme Assist for Peace) don Angelo Nigro, il consulente ecclesiastico del CSI varesino don Giuseppe Bai, il giornalista della Gazzetta dello Sport Daniele Redaelli, il delegato provinciale del Coni Marco Caccianiga.
Seguirà, sabato 14 (ore 21), l’arrivo, dal lago, del quadro della “Madonna del Verbano-Protettrice dei Calciatori” sul pontile di piazza Caduti del Lavoro. L'icona sarà portata in processione alla Chiesa Nuova, dove sarà consacrata dal vicario episcopale di Varese monsignor Franco Agnesi.
Il programma si concluderà domenica 15 maggio (ore 11) nella Chiesa Nuova con una messa solenne, presieduta dal Segretario per l’Economato della Città del Vaticano, Luigi Mistò.
Sulla Chiesa di Sant’Ambrogio di Laveno e sul quadro della Madonna dei Calciatori riportiamo una sintesi della storia diffusa dal presidente provinciale del Csi Varese, Redento Colletto.
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CHIESA DI SANT'AMBROGIO IN LAVENO
Nell'anno 1932, tra le pareti del campanile della parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo (Chiesa Vecchia) venne posto un quadro raffigurante S. Teresa del Bambin Gesù. Il parroco don Alessandro Rossi annota che la santa “[…] sparge fiori sul terreno della futura Chiesa […]”. Non sappiamo di chi fosse opera quel quadro, ma la figura della santa sta proprio sul pendio che domina il lago, dove eleva i suoi volumi la chiesa di S. Ambrogio detta (ancor oggi) Chiesa Nuova. È di quegli anni l'idea di costruire un edificio sacro di maggiori dimensioni rispetto alla parrocchiale, perché Laveno conosce in quel periodo un importante incremento demografico grazie allo sviluppo dell'industria ceramica.
Nel marzo 1932 è ultimato il pagamento dell'area da parte del parroco don Alessandro Rossi “di suo”; la stessa verrà poi donata alla parrocchia.
I lavori iniziano il 2 ottobre 1933 su disegno dell'architetto milanese Paolo Mezzanotte. Nel 1934 il cardinale Schuster, che poi la consacrerà nel 1940, visita il cantiere e “[…] dava consigli […]” (Liber Chronicus, 26 giugno 1934). Nel gennaio 1937 muore a soli 67 anni per un attacco cardiaco don Alessandro Rossi, lasciando la chiesa incompiuta.
Il suo successore, don Roberto Alliata, dovette industriarsi non poco per reperire i fondi necessari a completare quell'opera monumentale. Il 6 giugno 1940 la chiesa, ancora priva di pavimento, viene consacrata. Viene pure messo in opera un ponticello sul torrente Riale per permettere l'accesso dall'abitato di Laveno.
Pochi giorni dopo l'Italia fascista entra in guerra e anche il sacro edificio ne sarà in qualche modo coinvolto. Il 28 giugno 1944 è dapprima occupata completamente e poi, dopo l'intervento della Curia solo nel sotterraneo, che fino ad allora era usato come salone per conferenze e rappresentazioni teatrali, da materiale della ditta Pirelli proveniente dagli stabilimenti di Milano costantemente sotto bombardamento alleato.
Due anni prima, era il 31 maggio 1942, accoglie la celebrazione della prima S. Messa di don Francesco Ottone inizio di un fecondo periodo di vocazioni per la comunità lavenese. Terminata la guerra la vita riprende e occorre mettere mano al completamento dell'immobile. A don Marelli è succeduto don Valtorta. Il 3 giugno 1962 viene completata la parte ornamentale affidata per i dipinti a Innocente Salvini e per la parte plastica allo scultore Egidio Casarotti, le cui opere furono eseguite in cotto con una tecnica di invenzione dell'artista.
Del pittore Salvini, a torto considerato un artista locale, possiamo dire che è oggi rivalutato e considerato una personalità di spicco nel panorama italiano. Alcune sue opere sono conservate ai Musei Vaticani (ve le portò nel 1966 mons. Pasquale Macchi che conosceva personalmente il pittore).
Continua questa chiesa ad essere un elemento preponderante nel paesaggio, giungendo a caratterizzarne lo spazio; continua ad essere potentemente presente nel cuore dei lavenesi come la chiesa delle grandi occasioni, delle celebrazioni più solenni

LA MADONNA DEL VERBANO: PATRONA DEI CALCIATORI
Dobbiamo ritornare con il ricordo alla tragedia di Superga (4 maggio 1949) per rintracciare le origini del quadro che raffigura, su tavola di legno, la Vergine Immacolata sullo sfondo del paesaggio del Lago Maggiore, con ai piedi un campo da calcio incorniciato dai colori delle venti squadre del campionato di Serie A. L'idea presentata da don Natale Motta, che nel maggio del 1950 aveva inaugurato a Laveno un collegio per orfani intitolato proprio al calciatore Franco Ossola (scomparso nella tragedia), fu realizzata dal professor Carlo Cocquio (1899-1983) pittore, disegnatore, affreschista, mosaicista, attivo in quegli anni in Varese, in Italia e anche all'estero soprattutto su commissioni religiose.
Il quadro, benedetto da Pio XII in Vaticano, dove fu presentato il 9 maggio 1951 da un'ampia delegazione di autorità e sportivi lavenesi, trovò una prima collocazione in una nicchia laterale della chiesa di Sant'Ambrogio (detta Chiesa Nuova). Successivamente fu spostato nella sacrestia della stessa. successivamente, grazie alla premurosa attenzione di alcuni parrocchiani è stata trasferita, per essere preservata dall'umidità, nei locali dell'Oratorio Paolo VI.
Il dipinto non appariva in buone condizioni, vistosamente danneggiato da un'estesa tarlatura. Ora, grazie all'interessamento e alla generosità della figlia del pittore, signora Maria Elvira “Meme” Cocquio, la Madonna dei calciatori è stata restaurata e troverà una decorosa collocazione nella Chiesa Nuova.

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