Edizione n.48 di mercoledì 13 dicembre 2017

Laveno Mombello

Cerro di Laveno, il volto nell’arte ceramica

A Palazzo Perabò mostra multimediale dall’8 ottobre al 12 novembre
Locandina

La testa rappresentata nell’ambito della scultura ceramica. È il tema della mostra “Il Volto che cambia” allestita dall’8 ottobre (inaugurazione ore 15,30) al 12 novembre 2017 nel Museo Internazionale Design Ceramico (Palazzo Perabò) di Cerro di Laveno Mombello (Varese) a cura di Fabio Carnaghi. Attraverso linguaggi diversi, che spaziano dalla scultura in ceramica alla videoarte, artisti internazionali ricontestualizzano la fisiognomica nella cultura odierna e continuano a «tramandare l’arcano desiderio dell’uomo di rappresentare se stesso nell’inafferrabile e sfuggente espressività del volto».
Gli artisti sono Angelo Biancini, Lorenza Boisi, T-yong Chung, Sabine Delafon, Saraï Delfendahl, Christian Gonzenbach, Debora Hirsch, Concetta Modica, Katja Noppes, Riccardo Rossi, Andrea Salvatori, Lucia Veronesi, Yusuké Yamamoto. Accanto alle opere contemporanee vengono presentati pezzi inediti provenienti dalla collezione della Civica Raccolta di Terraglia conservata al MIDeC e da una collezione privata.
«L’evento, spiegano gli organizzatori, si inserisce nell’ambito delle iniziative nazionali in occasione di F@MU 2017, Giornata nazionale delle famiglie al museo. Volendo puntare su valori quali integrazione, accoglienza, fratellanza, condivisione, il tema dell’edizione 2017 di F@Mu, a cui parteciperanno circa ottocento musei in tutta Italia, è "La cultura abbatte i muri".
Orari di apertura: martedì 10–12.30; merccoledì–domenica 10–12.30/14.30–17.30; lunedì chiuso Il Museo resterà chiuso nei giorni 21 e 22 ottobre 2017. 

Laveno Mombello, progetti per l’ex Società Ceramica Italiana

In mostra le proposte di 40 studenti del Politecnico di Milano

A Cerro di Laveno Mombello (Varese), dal 18 giugno al 2 luglio 2017, saranno esposte a Palazzo Perabò le proposte di riqualificazione dello stabilimento ex Società Ceramica Italiana di Laveno Mombello, che fu progettato dall’architetto Piero Portaluppi fra il 1924 e il 1926. Gli elaborati sono opera del Laboratorio di progettazione dell’Architettura degli interni corso di laurea in Progettazione dell’Architettura | Scuola AUIC | Politecnico di Milano.
La mostra “Un Landmark per Laveno Mombello. Progetti per l’ex Società Ceramica Italiana” è promossa da Comune di Laveno Mombello, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (Dastu) del Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (Auic) del Politecnico di Milano, Museo Internazionale Design Ceramico (MIDeC) di Cerro di Laveno Mombello, Interior Reuse Lab. Inaugurazione sabato 17 giugno alle ore 17.30.
PROPOSTE DI 40 STUDENTI
I progetti sono stati elaborati da quaranta studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura degli Interni “Interior Reuse Lab” (Scuola AUIC, Politecnico di Milano) diretto dalle professoresse Imma Forino e Francesca Rapisarda, con gli architetti Marcella Camponogara, Biagio Cofini, Jacopo Leveratto ed Eleonora Riccioni (Dastu).
Tre le ipotesi di recupero e riuso proposte per la palazzina uffici e gli edifici di ingresso e di servizio della fabbrica: 1) Creative Hub (per startup e coworking per giovani professionisti e fab lab per piccole produzioni ceramiche); 2) Cultural Basin (aperto a eventi culturali, congressuali ed espositivi); 3) Kid Learning Center (destinato al tempo libero e ad attività formative dei bambini nel doposcuola).
Spiega la Conservatrice del Midec, architetto Maria Grazia Spirito: «A partire da questi spunti e da quelli offerti dalla Municipalità, che da tempo prospetta un Museo del Sanitario, i giovani progettisti hanno sviluppato un programma funzionale per l’insieme portaluppiano, riprogettato gli interni degli edifici, gli arredi, i sistemi allestitivi, i servizi al pubblico e, al contempo, riqualificato l’area esterna nell’ottica di valorizzare un importante simbolo della città. Nel rispetto e nella valorizzazione delle strutture e delle decorazioni originari sono emersi nuovi habitat contemporanei, affinché lo straordinario complesso di Piero Portaluppi non sia abbandonato a una sorte fatale, ma ritorni a essere un espressivo landmark per Laveno Mombello».
APERTURA MOSTRA: 18 giugno-2 luglio 2017: martedì 10–12.30; da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30–17.30; sabato e domenica 10-12.30 e 15–18; chiuso il lunedì. INFO: 0332/625551. 

Laveno Mombello, dialoghi e mostre per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Dalla locandina

Laveno Mombello, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, sotto il titolo "Leggero come la luce" offre ampio spazio a iniziative e approfondimenti che coinvolgono numerosi ambiti.
Già dal 6 novembre è aperta in Biblioteca comunale di Villa Frua, in via Roma 16/A, la mostra “Il peso dell'ombra”, della fotografa Raffaella G. Fidanza. L'artista, attraverso la scelta stilistica del bianco e nero, rappresenta i molti tipi di violenza sulle donne senza la distrazione del colore: il bianco racconta la via di fuga, il nero la paura, la violenza e l’oppressione. L'esposizione chiuderà il 25 novembre con una visita guidata dei ragazzi delle scuole superiori e una comunicazione del sindaco di Laveno Mombello, Ercole Ielmini.
Il programma cittadino prosegue per l’intera settimana dal 21 al 25 novembre, con maratone di lettura alla libreria “Il Libro” di via Labiena 10. Nelle mattinate dal 21 al 24 saranno i ragazzi delle classi terze della scuola media ad avvicendarsi nella lettura di “Ragazze rubate”, “Storie della buonanotte per bambine ribelli” e “Le tue antenate”. Sabato 25 pomeriggio invece il Gruppo di lettura della Biblioteca comunale proporrà brani da “Nessuna più. Quaranta storie, quaranta scrittori contro il femminicidio”.
Uno spazio avranno anche le “Panchine rosse contro la violenza”, progetto nato dagli Stati generali delle donne e portato avanti nel territorio dall’associazione No Violenza donna. La prima panchina – nel giardino di villa Frua - sarà dipinta dal Gruppo di cucito della biblioteca giovedì 23 novembre; il 25 novembre saranno invece i ragazzi del liceo scientifico a dipingere una panchina del lungolago.
Il programma terminerà nel pomeriggio di sabato 25 all’Ostello Casa rossa, con una sessione di biodanza dal titolo “Il valore di essere donna”, a cura di Concetta Sciglitano.
Per tutto il periodo, nell’atrio della Biblioteca sono in vendita oggetti rossi del gruppo “Non solo ceramica” del MIDeC. Il ricavato sarà devoluto alla storica associazione EOS, punto di riferimento varesino per le donne oggetto di violenza. Verranno anche proposti libri a tema provenienti dalle biblioteche del Sistema bibliotecario dei Laghi e sarà in esposizione la Scarpa Rossa in ceramica di Sarah Dalla Costa, da un progetto dell’Associazione Italiana Città della Ceramica.

Laveno Mombello, “La fauna umana” di Dietrich Bickler

Mostra personale dal 21 luglio al 24 settembre 2017 al Museo della ceramica di Cerro
Bickler, "In attesa"

Il genio ironico e il talento artistico naturale di Dietrich Bickler sono il leitmotiv della mostra personale “La fauna umana", aperta da venerdì 21 luglio a domenica 24 settembre 2017 a Palazzo Perabò di Cerro di Laveno Mombello (Varese).
Con i suoi ritratti a olio e disegni satirici in tecnica mista –annota Maria Grazia Spirito, conservatore del Museo Internazionale del Design Ceramico – «Bickler indaga la figura umana con sorridente partecipazione alle sventure comuni, alle miserie, alle grandezze e ai limiti di ciascuno». Nelle sue opere «non c’è denuncia, ma solo una divertita constatazione di una umanità che vive di verità frammentate e contraddittorie».
L’artista di origine tedesca vive in Italia dal 1948. A Milano ha frequentato i corsi serali all’Accademia di Brera con Gino Moro e nel 1971 ha allestito la sua prima mostra personale a Milano. Da allora ne sono seguite circa centotrenta in Italia, Germania, Svizzera. «In particolare – ha dichiarato Bickler - mi dedico al paesaggio mediterraneo, al ritratto e alla satira. Che campo straordinario è la fauna umana! Quant'è bello e brutto, simpatico e atroce, attraente e ripugnante, interessante e anche noiosissimo questo formicaio, dove ognuno è convinto di essere il centro dell'universo! Io ne faccio parte».
ORARIO: lunedì chiuso e 15 agosto chiuso; martedì 10-12.30, da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30-17.30, sabato e domenica 10-12.30 e 15-18. Biglietto: intero, euro 5; ridotto, euro 3; bambini fino a 14 anni, ingresso gratuito. INFO: 0332/625551.  

Laveno Mombello, la seduzione di cappuccino e caffè prende forma

Al Midec mostra di quasi 200 tazzine di artisti di oltre 40 diversi Paesi
n 21 - Sandra Baruzzi - Coffee and Kiss - Espresso and Cappuccino Cups
Bertozzi & Casoni Cup - Tazzine 065

Un vero e proprio campionario di idee, di forme e di tecniche sul tema della Pausa Caffè. È la mostra Espresso and Cappuccino Cup, che, a cura di Rolando Giovannini, si potrà visitare dal 17 dicembre 2017 all'8 aprile 2018 al Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro di Laveno Mombello (Varese). Quasi duecento tazzine di artisti di oltre quaranta diversi Paesi danno forma a uno dei momenti più irresistibili e avvolgenti del quotidiano.
Nata due anni fa a Castellamonte (Torino) da un'idea proposta da Sandra Baruzzi, docente di Progettazione ceramica al Liceo Artistico, al professore di Tecniche della ceramica all’Accademia di Belle Arti di Verona Rolando Giovannini, l’esposizione sta bruciando le tappe del successo. Dai cinquantadue artisti (ventuno non Italiani) di Castellamonte approda a Laveno con centotrenta autori, che si sono andati raccogliendo durante le prestigiose edizioni di Gualdo Tadino, Faenza, Biella, Spezzano di Fiorano Modenese, Torino.
FORME...
A Palazzo Perabò l'Espresso e il Cappuccino prendono corpo in interpretazioni e forme differenti di due bevande oramai riconosciute nel mondo come patrimonio della cultura italiana. Alcune sono dipinte, altre hanno una fotoceramica, altre ancora proiettano la preziosità di smalti e cromatismi.
Alcuni artisti hanno prediletto una lettura originale della tazzina, piccola, con il manico e rotonda. Altri ne hanno dato una interpretazione personale, usando anche tutte le tecniche tipiche di tale arte, dalla porcellana alla terraglia, al grés, alla maiolica, al raku, anche cotte in forni a legna.
...E FIRME
Molti sono mastri affermati, come Bertozzi & Casoni, Luisa Bocchietto, Bros, Silvia Celeste Calcagno, Riccardo Dalisi, Annalisa Guerri, Alessandro Guerriero, Maria Christina Hamel, Ugo La Pietra, Muky, Ugo Nespolo, Franco Raggi.  Altri vengono dall’estero, come Naidee Changmoh (Tailandia), Ikake Sayuki (Giappone), Keke (Cina), Kim Yong Moon (Corea del Sud), Marc Leuthold (Usa), Shozo Michikawa (Giappone), Bai Ming (Cina), Michael Moore (Irlanda), Graciela Olio (Argentina), Tanaka Tatsuya (Giappone), Tan Teck Heng Alvin (Singapore), Ann Van Hoey (Belgio), Guangzhen Zhou (Usa-Cina).
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Cerro di Laveno Mombello (VA), Museo Internazionale del Design Ceramico, Via Lungolago Perabò 5. Orario: martedì 10-12.30, da mercoledì a domenica 10-12.30 e 14.30-17.30, lunedì chiuso. Ingresso a pagamento (comprensivo della visita alla collezione permanente): biglietto intero euro 5; ridotto euro 3; bambini fino a 14 anni ingresso gratuito. Info: 0332/625551. 

Quella Villa Clara dei Branca che ospitò la regina Vittoria

La ricerca di Federico Crimi nel 36esimo volume della rivista Verbanus, che sarà presentato a Laveno il 26 maggio

Ancora un tuffo nella piccola e grande storia del lago Maggiore e ancora una galleria di personaggi locali di conclamata rinomanza o sfumata notorietà nell’ultimo numero di “Verbanus”. Il nuovo numero della Rivista annuale della Società dei Verbanisti “rassegna per la cultura, l’arte, la storia del lago”, apparsa per la prima volta 36 anni orsono, sarà presentato a Laveno il 26 maggio (ore 18) nella Biblioteca comunale.
Tra gli argomenti delle 350 nuove pagine del volume primeggia, per novità e segnalazioni sconosciute, quello di Federico Crimi, che ha studiato Villa Clara di Baveno, oggi proprietà della famiglia Branca (quelli del famoso Fernet), ricostruendone la storia che per ora era nota soprattutto per aver ospitato nel 1879 la Regina Vittoria d’Inghilterra.

Vari e vasti gli studi e gli approfondimenti sulle sponde piemontese e lombarda e sulla parte svizzera. La carrellata di figure e avvenimenti spazia dall’estinta famiglia dei Crivelli al cardinale Cesare Monti, dagli intraprendenti emigrati gemoniesi in Etiopia all’astuto parroco di Cadero con Graglio che nel 1892 burlò i gendarmi svizzeri e naturalmente ad altri e numerosi scritti relativi all’area piemontese e rossocrociata.
Curiosità e nostalgia affiorano da vari argomenti riguardanti la sponda lombarda. Possono bastare titoli come “I fiammiferi di Porto, 1862-1863”, “Un <delitto d’onore>, tradimento e pistola” a Bosco Valtravaglia nel 1885, “I diritti di pesca Crivelli” a Luino tra il 1779 e il 1824, “La stazione internazionale” nel 1880 circa con una fotografia d’epoca, “L’Inferno al Teatro Sociale” sulla proiezione del film “L’Inferno” a Luino nel 1911 che ebbe tra i suoi registi anche il luinese A. Padovan, “Altre traversie per Vincenzo Peruggia” (vicenda del 1916 del celebre trafugatore della parigina Gioconda).
La Società dei Verbanisti è stata costituita nel 1981 dal libraio-editore Carlo Alberti e dagli studiosi Pierangelo Frigerio, Claudio Mariani, Pier Giacomo Pisoni, Franco Vercelotti. Sede: Il Chiostro, via Fratelli Cervi 14, Verbania (indirizzo mail: info@societaverbanisti.it).

Laveno Mombello, rievocata la battaglia garibaldina del 1859

L'amministrazione comunale ha organizzato mostra, sfilata e ricostruzione storica
Laveno-Castello-foto Comune Laveno

A Laveno Mombello il bel tempo ha incorniciato, domenica 26 maggio, la rievocazione storica dello scontro della notte tra il 30 e il 31 maggio del 1859 fra le truppe austriache di stanza nei forti di Laveno e i Cacciatori delle Alpi. Nella mattinata sono sfilati per le vie del centro gruppi in divisa accompagnati dalla Filarmonica "G.Verdi", mentre nel pomeriggio rappresentanti dei due eserciti hanno percorso il viale Fnm e, al termine, hanno dato luogo alla battaglia storica in piazza Matteotti.
La manifestazione è stata organizzata dall'amministrazione, guidata dal sindaco Graziella Giacon, in collaborazione con Ugo Francesco Fichtner di Besozzo, l'associazione storico-culturale “Cannoni e Moschetti” di Medole (Mn) e il Gruppo storico di Montichiari. La ricostruzione della vicenda è stata affidata a Giuseppe Armocida (Università dell'Insubria). Una mostra di documenti originali dell’epoca è stata allestita dal 20 al 24 maggio presso la Banca Popolare di Bergamo.

SCONTRO TRA GENERALE URBAN E CAMICIE ROSSE
Il 23 maggio 1859 Garibaldi sbarca a Sesto Calende e punta direttamente su Varese, momentaneamente abbandonata dagli austriaci. Da Gallarate il generale Urban parte con il suo corpo d'armata e fa sloggiare Garibaldi e i suoi uomini, occupando Varese. Garibaldi contrattacca e ordina a Bixio di distaccare alcune compagnie di Cacciatori delle Alpi per conquistare i forti di Laveno, principalmente il forte Castello. L'attacco doveva, da una parte, coprire il fianco sinistro dei Cacciatori delle Alpi dai circa 600 soldati austriaci delle varie armi stazionanti a Laveno e, dall'altra, assicurare un agevole rifornimento delle sue truppe attraverso il lago, controllato dalla flotta austriaca che a Laveno aveva una importante base navale.
Lo scontro avvenne nella notte tra il 30 e il 31, ma fallì per molteplici cause. Innanzi tutto, la chiesa di S. Maria, adiacente al cimitero, era stata adibita dagli austriaci a polveriera e le guardie, pur essendo sopraffatte, riuscirono a dare l'allarme. Sembra poi che la guida che doveva condurre i garibaldini al forte Castello abbia perso la strada o, peggio, li abbia fatti di proposito girare a vuoto cosicché, quando riuscirono ad arrivare all'entrata del forte, furono accolti da una nutrita scarica di fucileria e da colpi di cannone sparati a mitraglia. Morti e feriti si contarono numerosi da ambo le parti. I feriti dei Cacciatori delle Alpi furono ricoverati nell'ospedale di Cittiglio. Nella stessa notte Bixio cercò di attaccare Laveno dal lago con una eterogenea "flotta" di imbarcazioni, ma fu anch'egli respinto.
Il numero dei morti austriaci non si seppe mai. La persona che divenne proprietaria della collina e del forte dopo la cacciata degli austriaci, al fine di recuperare i resti dei caduti delle due parti che sembrava fossero stati sepolti là dove erano caduti, fece piantumare la collina, sino a quel momento brulla, con migliaia di pianticelle. I resti dei caduti ora giacciono sepolti all'interno del forte.  
Quale importanza ebbe l'opera di Garibaldi nello svolgimento della seconda guerra d'indipendenza? Tenendo impegnato il suo corpo d'armata, impedì a Urban di congiungersi con le truppe schierate sul Ticino nella zona di Buffalora e di Magenta. I francesi poterono così vincere a Magenta ed entrare a Milano, costringendo, di fatto, l'intero esercito austriaco a ritirarsi oltre il Mincio. 

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