Edizione n.7 di mercoledì 14 febbraio 2018

Lugano

Ferrovia Mendrisio-Varese, avvio sotto non felice stella

Domenica 7 gennaio apertura al traffico viaggiatori tra guasti e ritardi

«Sposa bagnata, sposa fortunata» è il conforto di un adagio popolare contro un cielo inclemente verso i fiori d'arancio. Speriamo che il pronostico valga anche per il futuro della Ferrovia Mendrisio-Varese, che domenica 7 gennaio 2018 è entrata a pieno regime sotto non proprio buona stella.
«La nuova Arcisate-Stabio, già all’esordio, ha mostrato la corda: 57 minuti di ritardo per il treno delle 7.07, in partenza da Albate-Camerlata, che si è guastato. Due treni successivi, attorno alle 9, sono stati, poi, cancellati, sia in partenza da Varese sia in arrivo da Albate-Camerlata».
La denuncia arriva da Alessandro Alfieri, segretario e consigliere regionale del Pd. «Questa linea – prosegue il politico lombardo - doveva far guadagnare tempo ai passeggeri, rispetto al servizio di trasporto pubblico su gomma, non farglielo perdere. Inoltre, il biglietto del treno, complice il fatto che si interseca con le politiche dei prezzi del Canton Ticino, costa 6,40-6,80 euro, secondo la fermata della città da cui si parte, mentre quello dell’autobus varia da 3,40 a 3,70 euro» specifica ancora Alfieri. «Sul fronte degli abbonamenti, si passa da un range di 107-113 euro a 79-86. È evidente che per i pendolari si tratta di differenze sostanziali. Forse Regione Lombardia deve rivedere qualcosa, perché in questo modo l’attesa novità dell’Arcisate-Stabio rischia di essere inutile».

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NEL TRIANGOLO LUGANO-VARESE-COMO
ORA SI PUÒ VIAGGIARE IN TRENO

La Ferrovia Mendrisio-Varese è stata aperta al pubblico domenica 7 gennaio 2018; la tratta da Mendrisio fino a Stabio era già entrata in funzione con il cambio orario di dicembre 2014. Per i turisti e soprattutto i pendolari si apre una annunciata alternativa alla viabilità transfrontaliera privata. I nuovi collegamenti prevedono di viaggiare da Varese a Lugano in soli 49 minuti.

COLLEGAMENTI DIRETTI TRA CANTON TICINO E LOMBARDIA
Con l’entrata in servizio della nuova tratta tra Stabio e Varese, le linee S50 (Varese-Mendrisio-Lugano-Bellinzona) e S40 (Varese-Mendrisio-Como-Albate Camerlata) sono prolungate da Stabio a Varese.
I collegamenti S50 circoleranno da lunedì a sabato a cadenza oraria tra Varese-Mendrisio-Lugano-Bellinzona dalle 5.30 alle 20.30. Tempo di percorrenza tra Varese e Lugano, 49 minuti.
I collegamenti S40 circoleranno giornalmente a cadenza oraria dalle 5 alle 24. Secondo gli orari, sarà possibile viaggiare da Varese a Como e viceversa in 41 minuti. Grazie alla combinazione delle due linee sarà possibile muoversi nel triangolo Lugano-Varese-Como da stazione a stazione ogni 30 minuti.
DA GIUGNO CON LINEA S40 A MALPENSA AEROPORTO
A partire da giugno 2018 la linea S40 verrà ulteriormente prolungata da Varese fino a Malpensa Aeroporto, servendo sia il Terminal 1 sia il Terminal 2. I collegamenti circoleranno ogni due ore e sostituiranno il servizio S30 sulla tratta Gallarate-Malpensa Aeroporto Terminal 2. L’Aeroporto di Milano Malpensa sarà in questo modo raggiungibile ogni due ore e senza cambi da Como/Chiasso/Mendrisio e con un solo cambio da Lugano/Bellinzona.
Con le linee S50 (Varese-Mendrisio-Lugano-Bellinzona) e S40 (Varese-Mendrisio-Como-Albate Camerlata) pienamente operative e l'integrazione della linea S10 (Albate Camerlata-Como-Chiasso-Lugano-Bellinzona) che consente il cambio a Mendrisio diventa possibile muoversi nel triangolo Lugano-Varese-Como da stazione a stazione ogni 30 minuti.
In Svizzera il comparto d’orario è stato armonizzato con il sistema bus del Mendrisiotto, creando una funzionale rete del trasporto pubblico.  

Nel 500° dei fatti di Marignano, docu-fiction della tv svizzera sulla battaglia persa dai Confederati a sud di Milano

Progetto svizzero italiano e produzione SRG SSR - Programmazione in settembre
ripresa tv

Al Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano (Lodi) si sono svolte nei primi giorni di marzo le riprese di una nuova docu-fiction televisiva. Occasione, il 500° della battaglia di Marignano.
Il lavoro è frutto di un progetto svizzero italiano di cui è autore e regista Ruben Rossello e è stato scelto nell’ambito di una produzione nazionale SRG SSR. Il programma, che vede nel cast Massimo Foschi (Gian Giacomo Trivulzio), Teco Celio (Rebucco), Susanna Marcomeni (la moglie di Trivulzio) e Aaron Hirz (Zwingli), verrà diffuso nel prossimo settembre da RSI, SRF e RTS.

La Battaglia di Marignano, persa dai Confederati nelle campagne a sud di Milano contro l’esercito di Francesco I re di Francia, costituisce un evento cruciale della storia svizzera e segna la fine dell’espansione a sud della Confederazione. Dopo essere stati padroni della Lombardia e di Milano nei tre anni precedenti, gli svizzeri si ritirarono verso nord. Il re di Francia concesse però alla Confederazione di mantenere il possesso di Locarno,
Lugano e Chiasso, da poco strappate al Ducato di Milano.
In Svizzera la Battaglia di Marignano è entrata nell’immaginario collettivo attraverso il grande affresco di Ferdinand Hodler La ritirata di Marignano. Il film della RSI proporrà invece la voce del vincitore di Marignano, il condottiere milanese Gian Giacomo Trivulzio, comandante dell’esercito francese, peraltro ben noto agli svizzeri, visto che era conte di Mesocco e signore della Mesolcina.
Tutta la materia è molto accattivante e l'approccio è stato reso possibile dal lavoro dello storico Marino Viganò che, nel 2013, ha pubblicato i diari di due testimoni – Giovan Antonio Rebucco e Giovan Giorgio Albriono - che accompagnarono Trivulzio durante i lunghi preparativi e nei due giorni della battaglia.
La fiction RSI rievocherà anche la vicenda di Huldrych Zwingli, il grande riformatore svizzero che partecipò alla battaglia di Marignano quale cappellano delle truppe glaronesi. Sceso in Lombardia quale patriota convinto, Zwingli rimase sconvolto per l’orrore dello scontro. Rientrato in Svizzera cominciò un processo di riflessione fino ad assumere posizioni molto critiche, venate di pacifismo, che coincisero con l’inizio del percorso che lo avrebbe portato alla Riforma.  

Maccagno con Pino e Veddasca, riprese le ricerche della torpediniera Locusta

É iniziata, venerdì 23 aprile, la ricerca del relitto della torpediniera della guardia di finanza “Locusta”, il battello incrociatore in acciaio di venti metri naufragato nel lago Maggiore circa 120 anni fa. Con dodici membri di equipaggio prestava servizio anticontrabbando sul confine lacustre tra Italia e Svizzera e l’8 gennaio 1896 fu sorpreso da una tempesta al largo di Punta Cavalla fra Maccagno e Zenna.
Finora senza esito tutti i tentativi di ricerca, l'ultimo dei quali effettuato nel 2006 in occasione del 110° anniversario del naufragio. Non sono mai stati ritrovati né la torpediniera, né i membri d'equipaggio.

Questa volta le speranze del ritrovamento appaiono molto più consistenti, grazie all’intervento dell'ingegner Guido Gay, di Lugano, conosciuto a livello mondiale nel campo dell'esplorazione marina. Le operazioni di scandaglio avvengono dal pelo dell'acqua, senza inabissarsi. Una tecnologia dell'ingegnere permette una più puntuale e precisa scansione del fondale e ha già permesso di individuare, nel 2012, il relitto della corazzata "Roma", affondata lungo le coste della Sardegna nel 1943. Una particolarità: Gay svolge il suo compito gratuitamente, salvo vitto e alloggio.
L’operazione, che riprende ancora mercoledì per due giorni, è stata decisa dal presidente dell’Autorità di Bacino Lacuale dei Laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese, Federico Caldesio. La guardia di finanza collaborerà con il Roa (reparto operativo aeronavale) di Como.
Nella foto: Un’immagine d’epoca della torpediniera Locusta. 

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