Edizione n.32 di mercoledì 7 ottobre 2026
Prima pagina
“Prati stabili” e paesaggio della pianura lombarda
Sono un contenitore di biodiversità fondamentale per la filiera agricola e una specificità del paesaggio della pianura lombarda. I “prati stabili” sono prati non dissodati per molto tempo, anche fino a un centinaio di anni, e rappresentano un ecosistema produttivo complesso tra Mantova e gli altri territori della Bassa, da Cremona a Lodi, Milano, Brescia e Bergamo.
Alla loro tutela e valorizzazione è dedicata una legge approvata a maggioranza il 25 luglio 2025 dall’assemblea regionale, che introduce anche una Consulta e una “Giornata” regionale e per il 2025 finanzia con centomila euro le attività di comunicazione e sensibilizzazione.
CARATTERISTICHE E RETE
Il “prato stabile” si caratterizza per la presenza di diverse specie erbacee, che, secondo la stagione di sfalcio, possono caratterizzare il fieno con sfumature in grado di conferire al formaggio sapori e aromi anche molto diversi tra loro. È lasciato a coltivazione spontanea, di norma senza diserbanti e senza antiparassitari ma con grande cura e attenzione affinché non si diffondano specie vegetali indesiderate danneggiando le sue caratteristiche.
Le pratiche agricole a cui è sottoposto sono lo sfalcio, l’irrigazione e la concimazione, che nella maggior parte dei casi, in presenza di stalle, è organica. Cuore di questo sistema di biodiversità di trentamila ettari complessivi è Mantova con settemila ettari. La rete dei prati stabili mantovani, la maggior parte ricompresi nel Parco del Mincio, costituisce un esempio unico in Lombardia per estensione, qualità e impatto sulla filiera lattiero-casearia.
Nella foto (LNews): “prati stabili" della Lombardia.
Apicoltura, ristoro ai danni delle gelate
Una buona notizia per il settore apistico nazionale. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro come ristoro dei danni derivati dalle gelate di aprile 2021 e nella sola Lombardia stimati in 15 milioni di euro. La notizia è stata data dal sottosegretario alle politiche agricole Gian Marco Centinaio.
I cambiamenti climatici e i prezzi dei prodotti esteri stanno danneggiando pesantemente l'apicoltura lombarda e italiana. In Lombardia gli apicoltori sono 7.443 e gli alveari 176.442. «Le gelate di aprile - ha reso noto l'assessore regionale Fabio Rolfi - hanno causato danni al settore per 15.359.273 euro e solo nella nostra regione importiamo miele per 15 milioni di euro l'anno. Il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione e senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore».
Di seguito il numero degli alveari e la stima dei danni per le gelate di aprile 2021 per singola provincia in Lombardia:
*VARESE 18.593; danni 2.983.416 euro;
*COMO 14.084; danni 2.083.550 euro;
*SONDRIO 13.437; danni 1.854.000 euro;
*MILANO 16.302; danni 1.379.779 euro;
*BERGAMO 22.625; danni 2.304.829 euro;
*BRESCIA 26.530; danni 2.233.090 euro;
*PAVIA 22.357;
*CREMONA 9.434; danni 123.322 euro;
*MANTOVA 10.871; danni 143.814 euro;
*LECCO 9.752; danni 1.712.975 euro;
*LODI 4.609;
*MONZA BRIANZA 7.848; danni 540.498 euro.
LOMBARDIA: alveari 176.442; danni. 15.359.273 euro.
Luino, rinnovato e ampliato il centro sportivo Le Betulle
Ampliato e completamente rinnovato, il Centro sportivo comunale Le Betulle di Luino è, dal 16 settembre 2026, aperto al pubblico nella sua interezza, al termine del piano di ristrutturazione iniziato a febbraio. Il rinnovamento ha riguardato sia la struttura dell’edificio sia gli impianti.
A luglio era già stata aperta al pubblico la nuova area fitness di 320 metri quadri con oltre cinquanta macchinari. Nei mesi precedenti invece erano stati ripristinati il calcestruzzo e l’intonaco del cavedio tecnico, i serramenti nella sala vasche e la copertura dell’edificio.
All’inaugurazione della nuova area sono intervenuti, per l’amministrazione comunale, il vicesindaco Alessandro Casali e, in rappresentanza del gruppo Forus, Gregorio Garcia con lo staff tecnico e gestionale.
Con oltre tremila dipendenti e più di duecentocinquantamila abbonati, Forus è un gruppo internazionale che, dal 2010 in Spagna e Portogallo e dal 2020 in Italia, opera nella gestione e nello sviluppo di progetti di impianti sportivi e ricreativi.
IMPIANTI E LAVORI
Due le linee del progetto di riqualificazione a Luino: l’efficientamento energetico e la ricostruzione di sale e impiantistica interna.
Vari gli interventi per l’efficientamento. Sono stati installati un regolatore di frequenza per le pompe di filtrazione e un sistema di recupero del calore per l’acqua di rinnovo delle vasche. I motori delle unità di trattamento aria sono stati sostituiti con modelli ad alta efficienza e gli impianti elettrici sono stati adeguati secondo le prescrizioni dei vigili del fuoco, mentre l’illuminazione è stata realizzata con un nuovo sistema a led.
Totalmente infine ricostruito il piano inferiore con una nuova sala corsi e una con bike Technogym di ultima generazione. Aggiornati gli spogliatoi, inclusi i bagni e gli arredi utenti e personale, e l'impiantistica interna.
Nelle foto (Forus): piscina e palestra Betulle Luino.
Valle Vigezzo, ritornano i “Fumisti”
Anche quest’anno, come dal 1983 in avanti, fumisti di tutto il mondo torneranno a incontrarsi nella loro patria d’origine in Valle Vigezzo, in Piemonte. A Santa Maria Maggiore, dal 5 all’8 settembre 2025, l’Associazione Nazionale Spazzacamini, con la collaborazione di comune e pro Loco, organizza il quarantaduesimo Raduno Internazionale dello Spazzacamino, che coinvolge anche Malesco e Toceno e, sulla sponda del lago Maggiore, Stresa.
Con le sue quasi milletrecento anime questo centro del Parco Nazionale della Valgrande ospita due importanti strutture museali, il Museo dello Spazzacamino, unico luogo in Italia della memoria di un mestiere segnato da tragiche e straordinarie vicende della storia della Valle, e la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, che lo fa "capitale" della Valle dei pittori.
PROGRAMMA RADUNO
*VENERDÌ 5 SETTEMBRE (ore 15): a Santa Maria Maggiore, proiezione del video "Ricordiamo i raduni passati" nel Parco di Villa Antonia.
*SABATO 6 SETTEMBRE: A Malesco (ore 10.30), omaggio floreale al Monumento allo spazzacamino; A Toceno, sfilata lungo le vie del centro storico (ore 15) e messa nella chiesa parrocchiale (ore 18); A Santa Maria Maggiore,“Serata in festa” nel Parco di Villa Antonia (ore 20).
*DOMENICA 7 SETTEMBRE: a Santa Maria Maggiore, Sfilata degli spazzacamini e rievocazione storica della pulitura dei camini sui tetti di piazza Risorgimento (ore 10); Concerto con i “Giovani Musicisti Ossolani” nel Parco di Villa Antonia (ore 16); Interviste, premiazioni e ricordi degli spazzacamini (ore 17).
*LUNEDÌ 8 SETTEMBRE: Gita a Stresa, Sfilata lungo le vie della città (ore 16).
Nella foto: locandina del Raduno.
Luino, sport e pronto soccorso
Capita nella vita quotidiana, può capitare anche nello sport e il monito trova conferma nella recente cronaca nazionale. «Per quanto preparati e attenti, può succedere di aver bisogno della medicina che si occupa di fornire prestazioni mediche di emergenza e urgenza».
Sempre a questo principio il Gruppo Ciclistico Avis di Luino ispira una sua iniziativa divulgativa nei luoghi di pratica sportiva.
Dopo le serate su prevenzione e controlli funzionali, il sodalizio luinese organizza a Germignaga, venerdì 19 aprile 2024 (ore 21), nella palestra di via Giuseppe Verdi 1 un incontro con operatori del pronto soccorso dell'ospedale luinese. La responsabile Mara Sist, la coordinatrice Sara Sansonetti e l'infermiera professionale Mariastella Cattaneo forniranno informazioni su eventuali comportamenti da tenere in caso di incidenti e anche sul funzionamento e i servizi del loro reparto.
Immagine, Gruppo Ciclistico Avis di Luino
Malattie cardiovascolari e fattori di rischio, cambiare la rotta si può e fa bene
Creare uno stile di vita sano, e più della metà di ictus e infarti si può evitare. A dimostrarlo un nuovo studio internazionale che evidenzia come si possa intervenire in modo efficace sui cinque fattori di rischio modificabili: sovrappeso, pressione alta, colesterolo alto, fumo e diabete mellito. Alla ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha partecipato il Centro Epimed dell’Università dell’Insubria, con i professori Licia Iacoviello, Marco Ferrario e Giovanni Veronesi. Obiettivo dello studio anche trarre misure preventive mirate.
I fattori di rischio sono responsabili di più della metà delle malattie cardiovascolari e di circa il 20 per cento della mortalità generale. Ma non bisogna rassegnarsi e lasciar perdere perché intervenire è possibile e anche in modo efficace, in particolare con gli stili di vita. La ricerca su questa delicata e onnicomprensiva realtà è stata condotta su scala mondiale. A condurla gli scienziati del Global Cardiovascular Risk Consortium, coordinati dall’Heart & Vascular del Medical Center Hamburg-Eppendorf (Uke) e dal Centro tedesco per la ricerca cardiovascolare (Dzhk), con il contribuito del Centro ricerche in Epidemiologia e medicina preventiva (Epimed) dell’Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento di Medicina e Chirurgia. I risultati sono stati pubblicati il 26 agosto sul New England Journal of Medicine e hanno raccolto i dati di 1.5 milioni di persone da 34 Paesi.
Le malattie cardiovascolari sono responsabili di circa un terzo dei decessi a livello mondiale, in Italia (circa 230.000 morti l’anno) sono la prima causa di morte. Da tempo obesità, pressione arteriosa, colesterolo, fumo e diabete siano stati identificati quali fattori di rischio ma prima di questo studio la proporzione di malattie cardiovascolari a loro attribuibili non era stato del tutto chiarito, sottolineano i ricercatori.
Licia Iacoviello, professore ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, direttrice del Centro Epimed e co-autrice dello studio, spiega: «Lo studio mostra chiaramente che più della metà degli infarti e degli ictus sono evitabili attraverso il controllo di questi cinque fattori di rischio modificabili. I risultati sono quindi di grande importanza per rafforzare la prevenzione in quest’area. Allo stesso tempo, il 45% circa degli eventi cardiovascolari ha cause diverse da queste, un gap che deve essere da stimolo per l’intera comunità scientifica ad intensificare gli sforzi di ricerca».
Il Global Cardiovascolar Risk Consortium ha valutato i dati individuali di 1.5 milioni di persone; centododici gli studi di coorte che provengono da Nord America, America Latina, Europa occidentale, Europa orientale e Russia, Nord Africa e Medio Oriente, Africa subsahariana, Asia e Australia e permettono tra l'altro di differenziare secondo le aree maggiori o minori incidenze.
«Il Centro Epimed contribuisce al Consorzio sia con i dati di diverse coorti di popolazione che con l’expertise dei suoi afferenti – aggiunge Giovanni Veronesi, professore associato di Statistica Medica e membro dello Statistical Working Group del Consorzio, oltre che co-autore del lavoro –. La recente aggiunta al Consorzio di uno studio di residenti anziani della città di Varese, di cui stiamo completando il follow-up per gli eventi cardiovascolari in collaborazione con alcuni colleghi clinici del Dipartimento, potrà rafforzare la posizione internazionale del Centro, e contribuire ad approfondire ulteriori aspetti messi in luce da questo lavoro, quali ad esempio il ruolo dei fattori di rischio alle diverse età».
Link all’articolo pubblicato da Nejm:
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2206916?query=featured_home
Link al sito del centro Epimed:
http://epimed.uninsubria.it
• Nella fotografia Uninsubria, da sinistra: i professori Giovanni Veronesi, Licia Iacoviello e Marco Ferrario del Centro Epimed dell’Università dell’Insubria
Varese, il viaggio di Dante in artisti del terzo millennio
Un finissage allargato con recital dantesco s'avvia a concludere nei tre giorni di mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 febbraio 2021 l'evento d'arte a cura di Fabrizia Buzio Negri “…e quindi uscimmo a riveder le stelle"- Dante nel presente tra Natura e Sociale -“A la futura gente” nel settecentesimo anniversario della morte del poeta, aperto nel Museo Veratti di Varese dal 5 al 28 febbraio (dalle 15 alle 17).
In tempo di coronavirus e chiusure di musei registrare più di duecento visitatori nei primi quindici giorni non è di poco conto. Oltre la mostra con le trenta opere degli artisti dell’Associazione Contemporary Arte&Ambiente, questa settimana sarà possibile vedere anche la registrazione del recital dantesco dell’attrice Gloria Dusi. A intercalare, musiche inedite di Marcello Franzoso.
In una trasversalità, anche generazionale, di stili e tecniche gli artisti hanno ripercorso, con la scelta di vari passaggi dalle tre cantiche, quel viaggio dell’anima compiuto da Dante sette secoli fa. In mostra: Angelo Ariti, Beppe Borghi, Lorella Bottegal, Fabrizia Buzio Negri, Pierangela Cattini, Franco Caspani, Aldo Cerri, Maria Enrica Ciceri, Gladys Colmenares, Roberta Colombo, Flora Fumei, Giorgio Gessi, Martina Goetze Vinci, Franco Mancuso, Raffaela Merlo, Sonia Naccache, Carlo Pezzana, Elisabetta Pieroni, Idillio Pozzi, Elio Rimoldi, Elena Rizzardi, Claudio Rubino, Massimo Sesia, Massimo Sgarlata, Donatella Stolz, 3RE TREzza/REgidore, Roberto Villa, Annamaria Vitale, Marina Von Lukas, Francesca Zichi.
L'esposizione, con il partenariato del Comune di Varese e il patrocinio oneroso della Fondazione Comunitaria del Varesotto, ha preso vita anche con il filmato di Guido Nicora su youtube (link: https://youtu.be/Tty6vUa2OM0 ). Vi si incontrano le immagini delle trenta opere degli artisti sui versi dalla Commedia di Dante, il reading di Gloria Dusi, i testi del curatore Fabrizia Buzio Negri dal catalogo.
Pensioni di aprile, in pagamento dal 26 marzo
Con l’obiettivo di contribuire a contrastare la diffusione del Covid-19, Poste Italiane rende noto che le pensioni del mese di aprile verranno accreditate il 26 marzo 2020 per i titolari di un Libretto di risparmio, di un Conto bancoposta o di una Postepay evolution. I titolari di Carta postamat, Carta libretto o di Postepay evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.
Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti nell’ufficio postale dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica dei cognomi prevista dal calendario:
*dalla A alla B, giovedì 26 marzo;
*dalla C alla D, venerdì 27 marzo;
*dalla E alla K, la mattina di sabato 28 marzo;
*dalla L alla O, lunedì 30 marzo;
*dalla P alla R, martedì 31 marzo;
*dalla S alla Z, mercoledì 1 aprile.
È bene badare ai nuovi giorni/orari di apertura di tutti gli uffici postali di Varese e provincia, molti dei quali osservano orari diversi da quelli consueti. Prima di recarsi in posta, verificare la situazione aggiornata, disponibile anche sul sito aziendale.
«Nell’attuale emergenza sanitaria – spiega PT Varese - le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. In questa fase, ciascuno è pertanto invitato ad entrare negli uffici postali esclusivamente per il compimento di operazioni essenziali e indifferibili, in ogni caso avendo cura, ove possibile, di indossare dispositivi di protezione personale; di entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti; tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici sia nelle sale aperte al pubblico».
Rifiutarono di collaborare con i nazifascisti
Anche a Varese è stato reso omaggio ai cittadini della provincia, che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica Sociale Italiana e furono deportati e internati nei lager nazisti.
A Villa Recalcati, il 20 settembre 2026, si è svolta la cerimonia provinciale dedicata alla Giornata degli Internati Militari Italiani, istituita con la legge 13 gennaio 2025 n. 6, ed è stata inaugurata la mostra itinerante “Voci sepolte nell'oblio della memoria”, promossa dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia (Anrp) e aperta fino al 25 settembre 2026.
Momento centrale della mattinata, la consegna - da parte del prefetto Salvatore Pasquariello - delle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica alla memoria di trenta militari e civili della provincia, deportati e internati nei lager nazisti in conseguenza del loro rifiuto di collaborare con i nazifascisti. Hanno partecipato, tra gli altri, circa trecento persone, i discendenti degli internati, e il delegato regionale Anrp, Paolo Vavassori,
La consegna delle medaglie ha coinvolto anche una coppia di gemelli, discendenti di due Internati militari.
Aprendo la cerimonia, il prefetto ha ricordato come «il gesto più semplice possa essere quello di servire», sottolineando il valore di una scelta pagata a caro prezzo da migliaia di militari italiani, «Su circa 650mila internati in tutta Italia — di cui ottomila dalla sola provincia di Varese — cinquantamila non fecero mai ritorno. Un sacrificio equiparabile a quello dei partigiani in armi, riconosciuto solo con la legge del 2006 e con l'istituzione della Giornata nazionale nel 2025».
I TRENTA DECORATI
Antonio Alborghetti (nato in provincia di Bergamo – famiglia di Cuveglio), Claudio Appennini (Seregno – Leggiuno), Natale Camillo Bianchi (Varese – Gavirate), Francesco Biassoni (Ferno), Salvatore Calabretta (Catania – Luino), Giovanni Canton (Padova – Ponte Tresa), Umberto Casarin (Padova – Fagnano Olona), Carlo Cattaneo (Venegono Superiore – Caronno Varesino), Giovanni Colombi (Bergamo – Induno Olona), Donato D'Arcangelo (Salerno – Oggiona Santo Stefano), Vincenzo De Rosa (Potenza – Somma Lombardo), Pietro Elia (Brindisi – Vedano Olona), Angelo Forlanelli (Bergamo – Castelseprio), Realdo Gilardi (Bobbiate – Varese), Gioacchino Lamantia (Agrigento – Dumenza), Virginio Mainoli (Brinzio – Cittiglio), Lucio Martinez (Novara – Saltrio), Gaetano Mauri (Busto Arsizio), Salvatore Meringolo (Cosenza – Castellanza), Giosué Micheli (Bergamo – Malnate), Agostino Montanari (Rimini – Gallarate), Giuseppe Parini (Montegrino), Luigia Giovanna Pessina (Caronno Pertusella – Sarono), Angelo Ponti (Induno Olona), Mario Radice (Busto Arsizio), Mario Realini (Saltrio), Alberto Realini (Saltrio), Luigi Tognoni (Gorla Minore), Augusto Valsecchi (Lavena Ponte Tresa – Luino), Giannino Zanetti (Morosolo – Gavirate).
Nella foto (Ibis): la prefettura di Varese.
Varano Borghi, un museo diffuso sulla storia e il passato cotoniero
Un museo diffuso di tredici pannelli, collocati sul territorio comunale nel 2022, racconta la storia e il passato cotoniero di Varano Borghi, uno dei più originali villaggi operai del territorio varesotto. Realizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con la studiosa di storia locale Laura Daverio, accompagna i visitatori a percorrere un periodo storico dall’’800 in avanti.
Da domenica 27 settembre 2026 riprendono le visite guidate gratuite alla scoperta di Varano Borghi. Durata, circa due ore; percorso agevole per tutti. Numero massimo di partecipanti, venti persone, che saranno munite di radioguide. In caso di maltempo, la visita viene annullata.
«Varano - come ricorda Laura Daverio - divenne un grande centro industriale cotoniero grazie alla famiglia Borghi che qui impiantò il suo opificio “Cotonificio Pasquale e Fratelli Borghi” nel 1819.
«Da quel momento e per tutto l’Ottocento, la storia di Varano si intreccia con quella dei Borghi e ne segue la fortuna diventando un centro tra i più ricchi e moderni del Varesotto. Lo testimoniano gli edifici risalenti a quell’epoca nei quali i Borghi hanno saputo unire funzionalità e gusto estetico affidando l’incarico per realizzare la chiesa, il cimitero e la villa padronale al noto Paolo Cesa Bianchi, ingegnere e architetto molto attivo anche a Milano, sua città d’origine».
Nella foto (Laura Daverio): Varano Borghi.









