Edizione n.26 di mercoledì 22 luglio 2026
Prima pagina
Castiglione Olona e le Città Ideali, la rete del Rinascimento italiano
È la prima Città ideale dell’Umanesimo e dal XV al XXI secolo è il simbolo di una singolare operazione culturale, urbanistico-architettonica e figurativa voluta dal cardinal Branda Castiglioni. È Castiglione Olona, per Gabriele D'Annunzio “l'Isola di Toscana in Lombardia”, al centro di un convegno internazionale in programma a Varese dal 28 al 30 settembre 2022 all’Università dell’Insubria, dove verrà anche presentata la rete interuniversitaria «Città ideali del Rinascimento italiano».
Ideato e presieduto dal professor Andrea Spiriti e aperto al pubblico, il congresso è organizzato con la segreteria scientifica di Laura Facchin e Massimiliano Ferrario e riunirà oltre venticinque relatori, provenienti da atenei e centri di ricerca italiani e stranieri, che dibatteranno su Castiglione Olona e due secoli di sviluppo del tema “Città ideali”. Seguirà, sabato 1° ottobre, una visita a Castiglione Olona riservata ai convegnisti.
La prima sessione, prevista mercoledì 28 settembre, è incentrata su «Filosofia e teologia della Città Ideale» con interventi di Enrico Dal Covolo, Erasmo Silvio Storace, Emmanuele Vimercati, Paolo Luca Bernardini. Giovedì 29 settembre si parlerà di «Castiglione Olona, il paradigma» con Mario Conetti, Andrea Spiriti, Massimiliano Caldera, Mirko Moizi, Beatrice Bolandrini e Laura Facchin; il pomeriggio invece si aprirà con «Confronti» con Cristina Galassi, Fabio Marcelli, Simone Fatuzzo, Silvia Beltramo, Luca Tomìo, Lorenzo Fusini.
Infine, venerdì 30 settembre, «La rete interuniversitaria Città Ideali del Rinascimento italiano» sarà il focus delle relazioni di Mario Bevilacqua, Elena Svalduz, Emanuela Ferretti, Andrea Spiriti e Francesco Ceccarelli. Poi, nel pomeriggio, Gianmarco Gaspari, Vito Isacchi, Fabio Zucca, Anna Vyazemtseva, Antonella Ranaldi, Massimiliano Ferrario affronteranno il tema «Città ideale e contemporanea» con conclusioni di Andrea Spiriti.
Ed ecco la Città Ideale del cardinal Branda Castiglioni nella ricostruzione dell'Università dell'Insubria.
Sei secoli di fascino
Rifondata nel 1421-1422 e ultimata verso il 1443, ma con riprese e modifiche fino al 1513, Castiglione è la grande operazione culturale, urbanistico-architettonica e figurativa voluta dal cardinal Branda Castiglioni. Il nucleo inferiore è epicentrato sul palazzo del cardinale, il palazzo dei familiari, il palazzo dei Poveri di Cristo, la Scuola (una delle prime d’età moderna) e, soprattutto, la chiesa del Corpo di Cristo, detta chiesa di Villa. Il nucleo superiore, antica rocca, comprende la Collegiata dei Santi Stefano e Lorenzo e il Battistero (in origine, cappella palatina).
La volontà del cardinale di realizzare un microcosmo europeo, basato sull’interazione di artisti lombardi, veneti, toscani, francesi, tedeschi, boemi, ungheresi porta a geniali accostamenti di stili fra tardogotico e umanesimo, alle chiese che uniscono con abilità i linguaggi architettonici, ai grandi cicli di affreschi, dovuti a Masolino da Panicale, Paolo Schiavo, il Vecchietta: la Veduta ideale e il ciclo della cappella di San Martino in Palazzo Branda; le Storie della Vergine e dei Santi Stefano e Lorenzo nella Collegiata; le Storie di San Giovanni Battista nel Battistero, con un forte messaggio antivisconteo.
La chiesa di Villa presenta un impianto umanistico fiorentino, alla Brunelleschi, arricchito dalla presenza di sculture lombarde, lombarde alla friulana, senesi; la Collegiata è una “chiesa a sala” d’impianto tedesco con portale alla francese, sculture lombarde e venete, lampadario alla boema, oreficerie lombarde (nel vicino Museo).
Un cenno particolare merita, poi, la precocissima Natura morta affrescata in Palazzo Branda; e la Veduta di Roma nel Battistero, derivazione di Masolino dal proprio celebre affresco romano, perduto, di Palazzo Orsini a Montegiordano, con la straordinaria anticipazione, nel 1435, del progetto di ricostruzione a pianta centrale cupolata di San Pietro in Vaticano.
Nelle foto (Uninsubria): «Veduta di Buda» di Masolino da Panicale (Castiglione Olona, palazzo Branda) e il professor Andrea Spiriti.
Campione d'Italia, salve le patenti nautiche dei residenti
I residenti nell'enclave di Campione d’Italia, muniti di patente nautica svizzera rilasciata prima del 31 dicembre 2019, sono abilitati alla conduzione in acque svizzere e in acque italiane per la conforme normativa. Per un centinaio di diportisti non c'è più il rischio di vedersi azzerare le patenti e di dover sostenere nuovamente l’esame per il rilascio. Il presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Massimo Mastromarino, ha raggiunto un accordo con il Cantone Ticino per confermare la validità delle patenti nautiche.
Sui laghi con acque internazionali, come il Ceresio e il Maggiore, il problema della navigazione è da sempre un grosso interrogativo. «Ogni Paese - spiega Mastromarino - dispone di proprie leggi e con le nuove disposizioni in materia era sempre più grande il rischio di vedersi azzerare le patenti per navigare sugli specchi d’acqua a cavallo tra due stati. Di qui la necessità di un intervento per agevolare non solo la navigazione, ma anche lo sviluppo del turismo perché è innegabile lo stretto legame in questi ambiti».
Oggetto del contendere erano le norme esistenti in materia di navigazione e, in particolare, quelle sulla nautica da diporto. L’Autorità di Bacino del Ceresio ha portato a termine con il Cantone «un’azione di fondamentale importanza» e, a seguito di trattative internazionali, l’obiettivo è stato raggiunto. «L’intesa con il Cantone – ha dichiarato Mastromarino – garantisce agli utenti una regolare navigazione del lago e ribadisce il ruolo centrale dell’Autorità di Bacino del Ceresio in ambito lacuale».
Il risultato è stato raggiunto di concerto con il Comune di Campione. «Abbiamo lavorato per ottenere la miglior soluzione nell’interesse dei cittadini» ha commentato il consigliere di maggioranza Sergio Aureli. «La possibilità di mantenere la patente nautica senza nessun aggravio è un importante e lusinghiero traguardo».
Arco alpino piemontese, la Festa delle Alpi
Un altro tassello si aggiunge al rafforzamento delle relazioni tra i territori dell’arco alpino piemontese e il confinante Dipartimento francese della Savoia. Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, la Festa delle Alpi-Fête des Alpes quest’anno approda ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un'area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.
Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale, nel cuore della Valle Varaita in provincia di Cuneo, celebrerà lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes con una nuova vetrina sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al confronto tra amministratori, cittadini e territori su idee, esperienze e progetti si intrecceranno appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.
Il dibattito ruoterà su fondi strutturali europei e programmi di cooperazione con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.
Informazioni e programma aggiornato sul link:https://www.visitpiemonte.com/festa-delle-alpi-fête-des-alpes-2026.
Nella foto: Pontechianale (© Ph. R. Croci - Archivio ATL del Cuneese).
Alleanza europea per l'edilizia abitativa, l'Ue vuole semplificare le norme
La Commissione europea ha avviato in questi primi giorni di luglio 2026 una nuova raccolta di contributi tra gli Stati membri. Obiettivo acquisire pareri sulle norme che incidono su offerta e accessibilità economica degli alloggi. Il materiale confluirà nella predisposizione di un pacchetto che semplifichi il settore dell'edilizia abitativa. L'invito è stato rivolto alle autorità nazionali, regionali e locali, ma anche alle molteplici parti interessate che direttamente conoscono i problemi, compresi gli ambiti dell'edilizia abitativa, delle costruzioni, della finanza e della società civile in genere. Insomma, ciascuno può avere buone valutazioni e aiuto alle soluzioni.
Tutta l'Unione europea, per motivi plurimi, sta affrontando una crisi dell'accessibilità economica degli alloggi e il quadro normativo frammentato negli Stati membri trascina complessità. Questo elemento aumenta inutilmente gli oneri amministrativi, i costi e anche i ritardi.
«La Commissione - spiega una nota - ha fatto della semplificazione una priorità del proprio operato e ha già proposto oltre dodici ampi pacchetti di semplificazione, che consentiranno risparmi sui costi amministrativi pari a circa 18 miliardi di euro all'anno. Il futuro pacchetto di semplificazione per l'edilizia abitativa rientra in questo impegno. Prevista per il 2027 nell'ambito del piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, l'iniziativa esaminerà in che modo la legislazione dell'UE influisce sull'offerta di alloggi e sulla loro accessibilità economica, con l'obiettivo di contribuire alla realizzazione di abitazioni più accessibili e sostenibili».
Chi desideri presentare dei contributi ha tempo fino al 30 settembre 2026. Si dovrà indicare come le norme dell'Unione incidano sull'offerta di alloggi, proporre suggerimenti pratici di semplificazione e portare esempi di “buone pratiche”. Richiesto inoltre di distinguere, per quanto possibile, tra gli effetti derivanti dalla legislazione dell'UE e quelli dovuti all'attuazione o alla regolamentazione a livello nazionale. Questo esercizio – viene specificato – sarà utile all'UE per individuare, valutare e affrontare le cause della complessità normativa, dei ritardi e degli elevati costi. Fine ultimo, migliorare l'offerta di alloggi.
Nell'ambito del processo di consultazione, la Commissione organizzerà workshop e incontri con gli Stati membri e le autorità locali, valorizzando il potenziale della nuova "Alleanza europea per l'edilizia abitativa".
Giardini storici, orti botanici e meteo
Scambio di conoscenze ed esperienze a Verbania, il 9 e 10 ottobre 2026, sulle principali sfide che oggi interessano la gestione dei giardini storici e degli orti botanici italiani. Tema del forum, “Le sfide dei cambiamenti globali”. Promotori: la Città di Verbania, la Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto, le Università di Pavia e del Piemonte Orientale, da Grandi Giardini Italiani Srl e Associazione Ars.Uni.Vco Ets.
I Giardini Botanici di Villa Taranto e Villa Giulia ospiteranno due giornate di confronto tecnico-scientifico tra direzioni, curatori e gestori dei principali patrimoni vegetali storici italiani sui rapporti tra giardini storici, orti botanici, conservazione, paesaggio, cambiamento climatico e turismo culturale. L’iniziativa si rivolge anche a enti proprietari e gestori, pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca, docenti, studenti universitari, operatori della formazione, della comunicazione, del turismo culturale e a tutti i soggetti interessati alla cura e alla valorizzazione dei patrimoni vegetali vivi.
La partecipazione è subordinata a iscrizione obbligatoria, fino a un massimo di settantacinque partecipanti secondo l’ordine di iscrizione. È possibile partecipare come uditori oppure proporre uno short talk nell’ambito della call for contribution.
Informazioni su iscrizioni, quote di partecipazione e modalità di presentazione: Segreteria organizzativa dell’associazione Ars.Uni.Vco Ets all’indirizzo formazione@arsunivco.eu
Nella foto (@Giardini Botanici di Villa Taranto): locandina Forum.
Canton Ticino, spostato blocco di calcestruzzo di quasi duemila tonnellate
A sud della stazione di Cadenazzo, in Canton Ticino, è stato realizzato un nuovo sottopasso stradale senza bloccare il traffico della linea merci internazionale verso Luino e di quella regionale verso Locarno. Tra Contone e il Ponte Ticino è stata impiegata una tecnica diversa per spostare un monolito di calcestruzzo armato di quasi duemila tonnellate.
Lungo la linea ferroviaria Bellinzona-Locarno è, in corso dall’autunno 2024, il raddoppio del binario tra Contone e il ponte sul fiume Ticino su una lunghezza di circa un chilometro e mezzo.
Nel progetto rientra la realizzazione del nuovo sottopasso stradale Monda a Contone, che dall’estate 2027 collegherà la Strada del Ponte con via alla Monda e via Isola Martella, sostituendo i due passaggi a livello che erano presenti prima dell’inizio dei lavori.
CANTIERE PARTICOLARE
Nel progetto è stata inserita anche questa importante opera viaria per la zona agricola del piano di Magadino, così da aumentare la sicurezza della tratta ferroviaria e rendere più fluido il traffico stradale. La particolarità di questo cantiere sta nella realizzazione del nuovo sottopasso stradale Monda, per la cui esecuzione è stato adottato - per la prima volta in Svizzera - il sistema Essen, che consente di operare mantenendo l'esercizio ferroviario in servizio, riducendo al minimo le interruzioni lungo la linea.
Accanto alla linea ferroviaria sono stati dapprima realizzati due scavi, quelli che in futuro costituiranno anche le rampe di accesso del sottopasso. Qui sono state costruite le due strutture portanti in calcestruzzo armato, una per la linea verso Luino e l’altra per la linea verso Locarno. In seguito, grazie al sistema Essen, con una perfetta coordinazione tra le singole fasi le due strutture sono state spinte con singole tappe d’avanzamento, sfruttando principalmente i normali intervalli di sbarramento della linea.
Ora lo scavo e la costruzione della struttura in calcestruzzo armato del sottopasso devono essere completati. L’apertura al traffico stradale della nuova opera è prevista tra un anno o poco più, durante l’estate 2027.
Nella foto (@Ffs): La linea verso Luino (destra) durante lo spostamento e la linea verso Locarno (sinistra) con il monolito del sottopasso ancora da spostare.
Ricerca e agricoltura, via libera alle biotecnologie
Via libera del Parlamento di Strasburgo all'impiego delle tecniche di evoluzione assistita (Tea), la nuova frontiera del miglioramento genetico delle piante. Anche in caso di eventi climatici estremi, queste innovazioni richiedono meno acqua, resistono meglio ai parassiti e alle fitopatie, consentono di ridurre l'uso di agrofarmaci e di rendere più stabili le produzioni.
A differenza degli Ogm (organismi geneticamente modificati) tradizionali, non introducono Dna proveniente da altre specie, ma intervengono sul patrimonio genetico della pianta stessa, accelerando modifiche che potrebbero avvenire anche spontaneamente in natura attraverso l'evoluzione o il tradizionale miglioramento delle varietà.
Nella foto (LNews): Tea, risaia valle del Po.
Tra Italia e Svizzera, meno auto ma più treni e autobus
Tra Lombardia e Canton Ticino più treni e autobus, integrazione tariffaria di biglietti e abbonamenti, promozione dell’intermodalità. Su questi punti il 16 giugno 2026 a Milano hanno concordato il governatore Attilio Fontana insieme all'assessore ai trasporti Franco Lucente, per la Regione Lombardia, e il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali insieme con il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, per la Confederazione Svizzera.
L’intesa consolida una collaborazione avviata da quindici anni e, oltre ad aggiornare un precedente documento del 29 aprile 2020, mira a rendere sempre più frequenti i collegamenti ferroviari e su gomma transfrontalieri.
L’elemento più innovativo è la possibilità di estendere la collaborazione nel settore del trasporto pubblico su gomma. Con tali prospettive diventano possibili un trasporto pubblico capillare su gomma e posteggi di interscambio, promuovendo un uso più razionale dell’automobile.
MILANO-LOCARNO OGNI MEZZA ORA
Per la Lombardia, l’obiettivo è potenziare il servizio, rinnovando la flotta e le infrastrutture tra la Svizzera e le provincie di Varese, Como, Lecco, Milano e Monza. In particolare, in collaborazione con tutti gli enti coinvolti, si vuole aumentare la frequenza del Regio Express RE80 Milano-Locarno con una corsa ogni trenta minuti.
Il trasporto ferroviario lombardo conta oltre 200 milioni di passeggeri l’anno sui treni e circa 800mila utenti quotidiani. Negli ultimi anni, in particolare, sono cresciute molto le linee Regio Express (collegamenti rapidi tra i capoluoghi di provincia, Milano, le regioni confinanti e il Canton Ticino) e quelle regionali, che da sole raccolgono oltre 350mila passeggeri al giorno.
Tra le due parti non c’è più il divieto di cabotaggio. Merci o passeggeri possono essere trasportati da un'azienda o un vettore registrato in un altro Stato. Queste basi giuridiche consentono una collaborazione ancora più efficiente sul potenziamento delle linee ferroviarie.
NUOVE INFRASTRUTTURE
Due al riguardo le direttrici dell’accordo. Una è il consolidamento delle linee ferroviarie transfrontaliere già attive; l’altra è lo sviluppo di nuovi collegamenti in cooperazione con gli interventi di potenziamento infrastrutturale in via di realizzazione. Tra questi ci sono l'apertura della nuova linea Malpensa T2-Gallarate (attivata a gennaio 2026), l'elettrificazione della linea Como-Lecco (da attivare in due fasi a partire da fine 2029) e il quadruplicamento Rho-Parabiago (atteso nel 2028).
L'intesa prevede anche l’introduzione di nuovi servizi: il prolungamento a Merone-Erba della S10 da Bellinzona; lo sdoppiamento della S50 nella nuova RE50 (maggior velocità tra Lugano e Varese/Malpensa); l'introduzione della S90 dalla Svizzera per Como e Molteno. Sono inoltre in fase di studio l'instradamento diretto della S50/RE50 da Gallarate a Malpensa sulla nuova linea e la sua prosecuzione fino a Novara.
Al potenziamento della rete si accompagneranno, oltre la bigliettazione integrata tra interoperabilità e tecnologia digitale, l’ampliamento della rete degli autobus transfrontalieri e la creazione di nuovi collegamenti tra le province di Como e Varese e il Canton Ticino con effetti sulla riduzione dell’uso dell’automobile.
Nella foto (LNews): vertice trasporti Lombardia-CantonTicino: Arnoldo Coduri, Claudio Zali, Attilio Fontana e Franco Lucente (da sinistra).
Collegamento ferroviario tra le due capitali europee e la Svizzera
Da luglio 2027 inizierà la sperimentazione di un nuovo collegamento ferroviario tra la Svizzera e due capitali europee. Le società svizzera (Ffs), francese (Sncf Voyageurs) e belga (Sncb) si sono associate per sperimentare l’estensione fino a Basilea dell’attuale collegamento francese Tgv Inoui tra Bruxelles e Strasburgo.
L’obiettivo è, come dichiarato da fonte elvetica, «offrire un collegamento ferroviario con andata e ritorno il venerdì, il sabato e la domenica, avvicinando i viaggiatori dei mercati di Svizzera, Francia e Belgio». Questa estensione permetterà inoltre ai viaggiatori svizzeri di raggiungere Londra con coincidenza a Lille oppure di proseguire il viaggio verso i Paesi Bassi via Bruxelles, offrendo valide alternative al trasporto aereo. Nel senso opposto, Londra–Svizzera, la coincidenza a Lille non è invece possibile con l’orario attuale.
Nella foto (by Ffs; credit Sabrina Schellenberg): Atomium di Bruxelles.
Varese, le “matricole” di piazza Monte Grappa
I prossimi studenti di Giurisprudenza a Varese saranno matricole di un modello che è già sperimentato in diversi atenei e prevede l’insediamento delle attività didattiche giuridiche, economiche e umanistiche nei centri urbani.
Il 30 marzo 2026 la rettrice dell’Università dell’Insubria Maria Pierro e il presidente della Camera di commercio Mauro Vitiello hanno firmato un accordo quadro, che destina per dieci anni all’ateneo una porzione dell’edificio camerale nel cuore della città.
La nuova sede sarà riservata agli iscritti al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, attualmente erogato al Campus di Bizzozero, che oggi conta circa trecentocinquanta studenti complessivi con oltre centotrenta matricole.
L’immobile verrà adeguato, a carico della Camera di commercio, alla realizzazione di due aule da novanta/cento posti ciascuna, spazi comuni per gli studenti – sale studio e aree ristoro –, uffici per i docenti e un ufficio di segreteria. In attesa del completamento dei lavori, una parte dell’immobile già ritenuta idonea all’uso universitario, tra cui la Sala Campiotti, verrà ceduta in concessione transitoria. Le attività didattiche prenderanno avvio già da settembre con l’inizio dell’anno accademico 2026-2027.
L’accordo tra Università e Camera di commercio non si limita a questo. È prevista anche una collaborazione articolata su più fronti: promozione di tirocini curriculari ed extracurriculari; innovazione e sviluppo territoriale attraverso progetti di ricerca condivisi in ambito giuridico ed economico e iniziative comuni; rigenerazione urbana e attrattività con eventi, attività culturali e scientifiche nel centro cittadino, orientamento per gli studenti e collaborazioni con le istituzioni locali.
Nella foto (Uninsubria): accordo tra Uninsubria e Camera di Commercio Varese.











