Edizione n.18 di mercoledì 27 maggio 2020

scienze

Varese, scoperta sui tumori da virus

Premio internazionale a una ricerca condotta dall’équipe del professor Roberto Accolla nell’Università dell’Insubria

L’argomento è molto tecnico, ma di portata, per tutti, immediatamente percepibile. Nel campo della lotta ai tumori la scienza progredisce a passi da gigante e una recente scoperta di studiosi varesini aggiunge un altro mattone alla costruzione di un futuro pieno di risultati. A Varese l’Università dell’Insubria ha effettuato una ricerca che a Tokio, il 10 marzo 2017, ha riscosso il riconoscimento del 18° Congresso mondiale della International Retrovirology Association per il professor Roberto Accolla, ordinario di Patologia generale.
Il gruppo diretto da Accolla - e in particolare il dottorando di Medicina sperimentale e traslazionale Marco Baratella e la ricercatrice del laboratorio di Patologia generale e Immunologia Greta Forlani - ha dimostrato che la proteina virale HBZ è espressa specificamente nel citoplasma delle cellule dei pazienti con Paraparesi Spastica Tropicale, mentre non è espressa o si localizza in altre sedi in tutti gli altri soggetti infettati dal virus, inclusi i pazienti leucemici.
SCOPERTA
<Il riconoscimento - spiega Accolla - è stato attribuito per la nostra recente scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLoS NTD, riguardante l’espressione differenziale e la localizzazione subcellulare della proteina oncogenica HBZ del virus HTLV-1 in pazienti infetti. Il virus HTLV-1, il primo retrovirus oncogeno umano scoperto agli inizi degli anni ’80, ha infettato attualmente più di 20 milioni di persone al mondo ed è l’agente causale, nel 5-7% dei soggetti infettati, di una leucemia delle cellule linfocitarie T umane nell’adulto allo stato ancora intrattabile da un punto di vista clinico e letale in pochi mesi>.
Secondo il professor Accolla, <gli effetti dell’infezione da parte del retrovirus HTLV-1 si fanno sentire anche sul sistema nervoso producendo nel 4-5% dei soggetti infettati una sindrome infiammatoria cronica altamente debilitante, anch’essa dall’esito infausto, che prende il nome di Paraparesi Spastica Tropicale o TSP perché molto diffusa nelle regioni tropicali e nella regione subsahariana>.
RILEVANZA
Quale la portata della ricerca? <La scoperta – ha precisato Accolla - rappresenta la prima dimostrazione dell’esistenza di un marcatore a localizzazione definita nella malattia neurologica e permette quindi di formulare la diagnosi di Paraparesi Spastica Tropicale indotta da virus in maniera precisa e specifica>.
Non è tutto. <Il fatto di avere a disposizione questo criterio diagnostico molecolare e cellulare - continua la spiegazione - ci permetterà di comprendere meglio la patogenesi della malattia e di definire molto più precocemente l’evoluzione dell’infezione verso la sindrome neurologica invalidante, dandoci quindi la possibilità di approntare in un futuro prossimo mezzi terapeutici più appropriati per interrompere o ritardare in maniera significativa la malattia stessa>.

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