Edizione n.18 di mercoledì 22 maggio 2024

Prima pagina

Vetrata artistica di Alessandro Grassi e Gian Calloni in dono al papa

Anche un po' di Maccagno per la visita del pontefice nel Milanese

Ci sarà anche un poco di Maccagno tra i regali che papa Benedetto XVI riceverà a Milano il 2 e 3 giugno, in occasione dell'Incontro mondiale delle famiglie. Al pontefice verrà donata una vetrata artistica firmata dal maestro vetraio Alessandro Grassi e dal pittore Gian Calloni. L'opera raffigura S. Ambrogio e la sua Basilica. Il titolo, “Omnia nobis est Christus” (Cristo è tutto per noi), deriva da una frase di Sant’Ambrogio.
Nato a Maccagno nel 1937, Alessandro è nipote d’arte. Proprio dal nonno, oltre che il nome di battesimo, derivò la passione per l’arte del vetro, poi continuata da suo padre Florindo, detto Lindo. Accompagnando il padre, noto per aver dipinto quasi tutte le chiese del paese, Alessandro capì fin da giovanissimo che quel talento di famiglia sarebbe continuato con lui.
Oggi, le vetrate artistiche di Alessandro Grassi sono note ovunque. Le sue opere spaziano nei quattro continenti. Fra le maggiori realizzazioni spiccano le vetrate del Duomo di Milano, del Duomo di Como, di otto cattedrali a Singapore, del Seminario arcivescovile a Cuba, di dodici chiese in Giappone, della Cattedrale di Abidjan in Costa d’Avorio. Grassi è stato anche insignito dell’attestato di benemerenza civica del Comune di Milano. Maccagno continua a essere luogo di riposo e vacanze, dove dimenticare di essere artista di fama mondiale per trasformarsi in uno dei tanti figli di questa terra che ha trovato fortuna lontano da qui.
Gian Calloni, pittore e incisore, opera da tempo nell’arte sacra. E’ autore del ciclo completo di vetrate nella Chiesa di San Leonardo da Porto Maurizio in Milano e di Santo Stefano in Novate di Merate, di bronzi e gruppi scultorei a Buscate, Castano Primo. Della sua creatività hanno beneficiato l'Eremo San Carlo sopra Arona e l'Oratorio San Martino di Bovisio Masciago, pale d’altare in Italia, Messico, Eritrea e anche illustrazioni a corredo di agiografie, copertine di riviste e libri di testo. Di lui Gabriel Mandel ha scritto : «Essenzialità e fermezza: le due parole che affiorano per prime dalla miriade di sensazioni che provocano le opere di questo pittore e incisore. Teso di continuo alla ricerca di una espressività non formale, Calloni ha fatto proprie le angosce del divenire, individuandovi i valori formativi per una coscienza dilatata oltre i confini usuali».

Ispra, sistema preallarme per tsunami nel Mediterraneo

Alla sua realizzazione lavoreranno per quattro anni il Centro Comune di Ricerca e il Dipartimento Protezione Civile

Incrementare la sicurezza e la sensibilizzazione delle popolazioni rispetto al fenomeno dello tsunami e alle sue conseguenze. Questo l'obiettivo di un sistema di pre-allertamento in caso di tsunami nel Mediterraneo che Italia e Commissione Europea realizzeranno a Ispra.
Il 16 maggio il capo del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), Franco Gabrielli, e il direttore dell’Istituto per la Protezione e Sicurezza dei Cittadini del Joint Research Centre, Stephan Lechner, hanno firmato un accordo di collaborazione della durata di quattro anni. Le parti si scambieranno non solo dati e conoscenze già disponibili ma anche quelli che deriveranno dai progressi di studio.
Condivisione dati
Il JRC metterà a disposizione i propri strumenti informatici per l’allerta e il monitoraggio in tempo reale degli tsunami. Vi sono inclusi il database globale, che nella zona del Mediterraneo contiene circa 8.000 scenari risultanti da calcoli in aree storicamente soggette a tale fenomeno, e il software di analisi degli tsunami per il calcolo del tempo di propagazione e dell’altezza dell’onda. Tali sistemi sperimentali possono fornire supporto agli operatori nel momento in cui si debbano prendere decisioni su un’eventuale evacuazione di alcune aree del Paese. Inoltre il JRC fornirà un dispositivo di allerta tsunami (Tsunami Alerting Device) che sarà collocato in prova dal Dipartimento della Protezione civile in una zona costiera potenzialmente esposta a tale fenomeno, in modo da verificarne il funzionamento e le sue potenzialità.
Dal canto suo, il DPC contribuirà alla definizione di ulteriori scenari potenziali e alla messa a disposizione di dati sismici e di livello del mare in tempo reale.
Scambio esperti e tecnologie
Per un migliore risultato sarà necessario rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra il Dipartimento della Protezione civile e la Commissione Europea, promuovendo anche lo scambio reciproco di esperti, informazioni, tecnologie e assicurando la formazione degli analisti e degli operatori che saranno chiamati a lavorare su uno scenario condiviso. Il DPC si raccorderà con la comunità scientifica italiana, in particolare con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), oltre che con le altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione civile. 

Moriva 64 anni fa Don Piero Folli, prete di frontiera nell’ultimo conflitto mondiale

Favorì l’esodo di ebrei e perseguitati politici in Svizzera e fu imprigionato a San Vittore
Don Folli

«Ho il dolore di comunicare a V. E. Rev.ma che ieri sera è stato colpito da congestione cerebrale il m. rev. sig. Parroco di Voldomino, D. Piero Folli. E’ rimasto paralizzato alla parte sinistra, parla a stento confusamente, mantiene discreta la conoscenza. Gli furono praticati due salassi, ma con poco esito. E’ difficile che possa riprendersi». Con questa lettera, datata 28 febbraio 1948, il prevosto di Luino, don Enrico Longoni, preannunciava al card. Schuster la fine imminente del sacerdote che, infatti, spirava pochi giorni dopo, l’8 marzo.
Negli anni intercorsi tra la sua liberazione dal carcere dove era stato imprigionato per aver favorito l’esodo degli Ebrei e dei perseguitati politici in Svizzera, don Folli fu sollecitato a fornire utili informazioni su quel tormentato periodo della nostra storia recente. In un documento, stilato di sua mano, custodito presso l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Fondo Giuseppe Bacciagaluppi), don Piero redasse un elenco dei nominativi di coloro che avevano operato per il C.L.N., premettendo comunque di non essere in grado di stendere una relazione esaustiva a causa della sua assenza da Voldomino dopo il 1943.
La collaborazione di uomini coraggiosi e intrepidi a Voldomino…
Vengono comunque citati i nomi di Zeffirino Mongodi, residente a Mesenzana, e di Alberto Badi fu Francesco, abitante a Voldomino. Uomini coraggiosi ed intrepidi che erano stati al suo fianco «per il passaggio di 200 inglesi» e forse «anche qualcuno in più». Avevano ricevuto, per suo tramite, per conto del C.L.N., £ 100 per ogni inglese accompagnato. Don Folli sottolineava però l’aiuto disinteressato di Mario Baggiolini, allora residente in Isvizzera, che aveva alloggiato e mantenuto i prigionieri sempre gratuitamente, salvo qualche sovvenzione saltuaria per i viveri. Tullio Berzi e il fratello Domenico inoltre lo avevano coadiuvato «nel passaggio di 13 prigionieri a £ 100 e di altri 9 gratuitamente».
Anche dopo il suo arresto e il trasferimento nel carcere di S. Vittore, Zeffirino Mongodi e Alberto Badi avevano continuato la loro attività. Quest’ultimo, per conto suo, ne aveva fatti passare gratis altri 53. Fortunatamente, dopo la razzia nella casa Baggiolini–Garibaldi, non erano stati trovati i biglietti attestanti l’avvenuto espatrio. «Credo di non errare – conclude don Folli – che fra Mongodi e Badi ne abbiano fatti passare in totale più di trecento».
…e a Novara
Facendo riferimento ad una sua registrazione personale, don Piero afferma di aver speso per espatri £ 22.000, delle quali £ 20.000 gli erano state versate dal dottor Calini direttore della Banca di Luino. Si dichiarava in ogni caso consapevole di non essere stato l’unico a spendersi per questa nobile causa: «So che altri hanno prestato la loro opera attraverso gli amici di Novara che portavano a Voldomino i prigionieri, ma non posso dare di ciò sicura relazione. Gli amici di Novara sapranno essi dare notizia». Un’organizzazione capillare dunque che aveva però come fulcro propulsore Voldomino ed il suo coraggioso parroco.
Don Folli, prete di frontiera in ogni senso, non si sottrasse mai all’imperativo evangelico di aiutare coloro che si trovassero nel bisogno e di salvare preziose vite umane, indipendentemente dal loro credo politico o religioso.
Emilio Rossi  

Garibaldini delle valli luinesi

E l’Eroe dei Due Mondi venne a Luino per salutare un vecchio compagno d’arme - Nella galleria delle Camicie Rosse figurano Giuseppe Pugni e Attilio Eusebio di Luino, Daniele Giovanelli e il cavalier Pecchio di Porto Valtravaglia, Guglielmo Clerici di Maccagno Superiore

Prima che si concludano le celebrazioni per il 150° dell’unità d’Italia, penso sia doveroso rendere omaggio alla memoria di quanti furono artefici di questa controversa avventura, per la quale comunque combatterono valorosamente, credendo negli ideali di patria che avevano destato in loro slanci di inopinata generosità. Anche questa nostra terra di frontiera, come la definiva Vittorio Sereni, seppe partecipare, e non da gregaria, alle imprese di quell’epica stagione.
Nel maggio 1884 era deceduto Daniele Giovanelli di Porto Valtravaglia, classe 1835 che, come scriveva Il Corriere del Verbano «alla sua patria, all’Italia, consacrò il cuore ed il braccio nel 1859 seguendo le schiere che, duce Garibaldi, si prefissero ed eroicamente conseguirono l’indipendenza della patria, cacciandone gli usurpatori stranieri ed i tiranni». Nel dicembre 1888, a soli 46 anni, era scomparso Attilio Eusebio di Luino. Nel 1859, a soli 19 anni, si era arruolato nelle file garibaldine e dal 1861 aveva prestato servizio per ben cinque anni nell’esercito regio. Unica nota dissonante in tanta mestizia, il rifiuto del parroco di far entrare in chiesa la bandiera italiana. «Se la va di questo passo», commentava polemicamente il cronista, «un giorno proibiranno a tutti gli italiani di entrare in chiesa».
Non possiamo peraltro dimenticare un singolare personaggio, morto a Cadero nel 1901. Si chiamava Giuseppe Pugni, ma era soprannominato Brascin, per aver perso un braccio dopo esser stato colpito da una palla di cannone. Aveva, infatti, combattuto nell’America del Sud nella leggendaria e prode legione italiana capitanata da Garibaldi. Per questo motivo, come testimonia il fondatore e direttore del Corriere del Verbano, Francesco Branca, che fu presente all’incontro, quando l’eroe nel 1862, venne a Luino, volle vedere il Pugni per significargli ancora una volta la sua amicizia e la sua incondizionata ammirazione.
Un altro garibaldino, il cavalier Pecchio di Porto Valtravaglia, si era spento nel febbraio del 1906. Era cugino del deputato locale, on. Lucchini.
Nel 1907, all’età di 63 anni, era morto inoltre Guglielmo Clerici di Maccagno Superiore. Provetto orefice, era entrato nel rinomato stabilimento Calderoni di Milano e successivamente aveva aperto un suo studio, assicurandosi una rispettabile posizione. Nel 1866, «abbandonato il bullino», si era arruolato tra le file garibaldine, nel 4° Battaglione Volontari, combattendo valorosamente a Bezzecca.
Eroi di secondo piano, ma non per questo meno importanti. La storia non è fatta solo di teste coronate, ma da donne e uomini senza nome spesso spazzati via da una folata di fosca caligine e avvolti in una coltre di un impenetrabile silenzio.
Ognuno di loro tuttavia, a diverso titolo, ha dato il proprio prezioso contributo. Figure evanescenti quelle ricordate che sarebbero state inghiottite per sempre dall’oblio se qualcuno non avesse deciso di farne memoria.
Emilio Rossi

Galleria di base del Gottardo, un’ora di viaggio in meno tra il Ticino e la Svizzera tedesca

Cambiamento d’orario del 10 dicembre 2023 fino a prima di Pasqua 2024
Zurigo centro, foto Ibis

In Svizzera, dal cambiamento d’orario del 10 dicembre 2023 fino a prima di Pasqua 2024, ogni weekend trentun treni veloci attraverseranno la galleria di base del San Gottardo con gli stessi tempi di percorrenza precedenti al deragliamento.
Il venerdì sera e il sabato mattina circoleranno da nord a sud un totale di diciassette treni, mentre da domenica pomeriggio ci saranno quattordici treni da sud a nord. Questi ultimi circoleranno anche nei giorni festivi. Inoltre, saranno aumentate le capacità per il traffico merci nei giorni feriali.
Con i suoi cinquantasette chilometri la galleria di base del San Gottardo non è solo il tunnel ferroviario più lungo del mondo, ma anche un importante collegamento tra nord e sud per la Svizzera e l’Europa, sia per il traffico merci sia per il traffico viaggiatori.
Nel trasporto merci le capacità necessarie per il traffico di transito e per quello interno sono garantite su entrambi gli assi (San Gottardo e Lötschberg). Dal lunedì al giovedì, tutte le tracce che attraversano la galleria di base del San Gottardo saranno a disposizione del traffico merci, mentre dal venerdì sera alla domenica sera circoleranno nella galleria sia i treni merci che quelli viaggiatori.
COLLEGAMENTI
Da nord a sud circolano sette treni il venerdì sera e dieci treni il sabato mattina. La maggior parte di questi parte da Zurigo, ma alcuni anche da Basilea/Lucerna. Tutti i treni arrivano a Lugano, mentre alcuni proseguono per l’Italia.
A partire da domenica pomeriggio e nei giorni festivi del 25 e 26 dicembre 2023 così come del 1° e 2 gennaio 2024, quattordici  treni viaggiano da sud a nord in partenza dall’Italia, da Chiasso o da Lugano verso Zurigo e Basilea/Lucerna. Inoltre, è nuovamente disponibile il treno diretto da Bellinzona (in partenza alle 19.20) a Losanna, particolarmente apprezzato dagli studenti. 

Zurigo, foto Ibis

Musei della Lombardia, "Trasmettere a tutti il patrimonio culturale"

Nell’anno di Bergamo Brescia Capitale italiana della cultura 2023 progetto per inclusione e accessibilità

«Chiunque, previa semplice registrazione, può fare richiesta delle schede gratuitamente a questo link»; e il link è https://tinyurl.com/4u4ztztn
Bella valida indicazione. Qualcosa di estensibile e suggerimento per tutti, anche se realizzato altrove. Lo ricorda Studio Esseci nel presentare “Mi leggo la storia”, progetto sviluppato nei territori di Bergamo e Brescia (Capitale italiana della cultura 2023) e dedicato a «trasmettere la complessità del patrimonio culturale alle persone con fragilità linguistiche e cognitive». L'iniziativa si deve alla direzione regionale Musei della Lombardia (ministero della Cultura) diretta da Emanuela Daffra, con la collaborazione scientifica dell’Associazione Storia Buffa ETS, il supporto del Lions club Le Mura di Bergamo e il patrocinio del Comune di Bergamo,

In “Mi leggo la storia” vengono proposti brevi racconti realizzati seguendo i principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). È questo un insieme di strategie, conoscenze e tecniche per potenziare il linguaggio verbale. Gli elaborati, sotto forma di schede pdf, sono gratuiti e promuovono la fruizione del patrimonio culturale dei territori di Bergamo (Campanone, Fontana Contarini, Mura, Porta San Giacomo, Pala di Lorenzo Lotto in San Bartolomeo, Meridiana, Monumento a Gaetano Donizetti di Francesco Jerace, Monumento al Partigiano di Giacomo Manzù) e Brescia (Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte, primo parco archeologico e sito italiano riconosciuto dall’Unesco nel 1979 patrimonio mondiale dell’umanità). Il progetto propone, nel linguaggio cosiddetto “facilitatore”, il racconto di otto luoghi. I testi sono messi a disposizione sul sito di Visit Bergamo, sul portale della Direzione regionale Musei Lombardia e sul sito dell’Associazione Storia Buffa ETS .

Tumore prostata, campagna di prevenzione

In Lombardia messe a disposizione da enti pubblici e privati oltre tremila visite gratuite
locandina

Fino al 3 dicembre 2023, in Lombardia i cittadini dai 50 ai 75 anni possono prenotare una visita urologica gratuita per la prevenzione del tumore della prostata. Basta chiamare il call center regionale 800.638.638 (rete fissa) e 02.999599 (rete mobile), attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 20. Non è necessaria la prescrizione medica.
Nel mese di novembre, dedicato alla prevenzione della salute maschile, l'iniziativa di Regione Lombardia mette a disposizione più di 3.000 visite ed è condivisa da enti pubblici e privati.
In Italia il tumore della prostata è quello più diffuso nella popolazione maschile. «Uno degli aspetti più preoccupanti del tumore della prostata – ha ricordato l'assessore e medico Guido Bertolaso - è che, nella maggior parte dei casi, durante le fasi iniziali dello sviluppo, i soggetti colpiti dalla malattia non avvertono alcun sintomo».
L'età è un fattore di rischio: le possibilità di ammalarsi aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e la frequenza della malattia aumenta con gli anni. Il rischio è inoltre maggiore per chi ha un parente di primo grado (padre, fratello, eccetera), che abbia avuto questo tumore. Per questo, in caso di familiarità, è importante sottoporsi a controlli già a partire dai 40-45 anni.

Bardello (Varese), bonifica dell'ex stabilimento Cronos

Finanziamento regionale per rimozione delle cisternette e messa in sicurezza dell'impianto di depurazione delle acque

Al comune di Bardello con Malgesso e Bregano, nel Varesotto, assegnati 50mila euro per interventi di carattere ambientale nell’ex stabilimento della Cronos srl.
La Cronos Srl effettuava trattamento di superficie di metalli e materie plastiche mediante processi elettrolitici o chimici. Attualmente l’area è inattiva, ma al suo interno sono presenti due manufatti contenenti sostanze chimiche pericolose e alcune cisternette depositate sotto tettoia contenenti altre sostanze chimiche pericolose.
Lo stato dei manufatti e la precarietà del sito, dovuta in particolare alla prossimità del fiume Bardello, hanno richiesto un’urgenza di intervento. «La cura dell'ambiente è un dovere che abbiamo nei confronti delle generazioni presenti e future» ha commentato il vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia Giacomo Cosentino.
Il finanziamento, deliberato il 20 novembre 2023 dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’ambiente e clima Giorgio Maione. consentirà di effettuare gli interventi più urgenti sul sito, relativi alla rimozione delle cisternette (contenenti circa tre tonnellate di materiale da rimuovere) e alla messa in sicurezza dell’impianto di depurazione delle acque.

Prodotti artigianali e industriali UE, armonica protezione e nuovo regolamento

Dal 16 novembre 2023 è in vigore un nuovo regolamento sulle indicazioni geografiche artigianali e industriali. Servirà ad armonizzare la protezione dei prodotti europei di grande valore, come la porcellana di Limoges, la coltelleria di Solingen, il marmo di Carrara o i ricami di Madera. 
Stati membri, Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, Commissione e parti interessate hanno due anni per prepararsi alla piena applicazione del sistema, prevista per dicembre 2025. Un anno dopo tale data le indicazioni geografiche nazionali cesseranno di esistere.
Il regolamento è ritenuto dagli organismi europei «una delle principali proposte del piano d'azione sulla proprietà intellettuale, presentato dalla Commissione europea nel novembre 2020. La proposta risponde agli appelli dei produttori, delle autorità regionali, del Parlamento europeo, del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni, che chiedevano alla Commissione di istituire un quadro normativo per la protezione dei prodotti artigianali e industriali». 

Lago Ceresio, un'oasi di bellezza tra laghi e frontiere

Turismo culturale, piste ciclabili, trekking, sport d’acqua da Valsolda a Lavena Ponte Tresa
Valganna, foto fonte Autorità di Bacino del Ceresio
Lavena Ponte Tresa, foto fonte Autorità di Bacino del Ceresio

È un incantevole specchio d'acqua incorniciato da non meno splendidi laghi, come il Maggiore e quello di Como, e spesso si riesce a scoprirlo solo navigando. È il Lago Ceresio o di Lugano, che vanta insenature naturali uniche al mondo e borghi riqualificati nel corso degli anni.
Dalla Valsolda, gioiello in terra comasca, alla Valganna e Valmarchirolo, ponte tra la Terra dei Sette laghi del Varesotto e il Canton Ticino, il paesaggio del Lago Ceresio è un regno di piste ciclabili, trekking, sport d’acqua e turismo culturale, ora prima destinazione certificata Fossil Free 2002 dal WWF della Svizzera italiana.
Il “Lago Ceresio–Un mondo tutto da scoprire” è il brand o marca di una nuova campagna di marketing, che fa della mobilità sostenibile la protagonista nella proposta turistica del territorio sostenuta dall’autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla. «Ci piace presentare l’offerta turistica – ha spiegato il vicepresidente Giovanni Bernasconi - come un itinerario da scoprire giorno dopo giorno con grande calma. È inoltre un territorio adatto anche a chi ama una vacanza on the road da fare in moto, ma anche con un veicolo elettrico o una mountain bike».
ARRIVI IN CRESCITA
La forza del territorio trova conferma anche nei numeri diffusi dalla Camera di Commercio di Varese. «A fine 2021 – ricorda Bernasconi - gli arrivi sul Ceresio hanno superato le 8mila presenze, pari a un incremento del 13,6% rispetto al 2020, e i pernottamenti hanno superato le 26mila giornate, con un +27,1% rispetto al 2019. Negli ultimi due anni la presenza media è passata dal 2 a 3 giorni».
L'itinerario culturale spazia dalla chiesa di San Martino, la “Piccola Cappella Sistina” a Castello Valsolda, alla galleria d’arte a cielo aperto di Claino con Osteno, dal “Piccolo Mondo Antico” di Villa Fogazzaro Roi al santuario della Caravina a Cressogno, meta di pellegrinaggi fin dal ‘600, ai borghi riqualificati nel corso degli anni del suo territorio.
TURISMO GREEN
Dalla Foresta demaniale di Valsolda (Como) alle piste ciclabili della Valganna e Valmarchirolo (Varese) e di Porlezza Menaggio, che collega i laghi Lario e di Lugano, Il turismo green offre ai cultori del benessere un’opportunità da vivere con relax e voglia di rigenerarsi attraverso immersioni a stretto contatto con la natura, scenari affascinanti, spazi aperti.
PISTA CICLABILE PORLEZZA-MENAGGIO
Con i suoi 13,5 chilometri la ciclabile che collega il Lago Ceresio con il Lago di Como è un itinerario green tra i più frequentati dagli escursionisti su due ruote. Si snoda lungo la ex ferrovia che univa Porlezza con Menaggio, inaugurata nel 1884. Da una tratta sterrata che attraversa e costeggia il lago di Piano, la ciclabile unisce i paesi di Porlezza, Carlazzo e Bene Lario, dove si trova la stazione di Bene-Grona, un’area verde e incontaminata. La tratta può essere percorsa anche a piedi.
LAVENA PONTE TRESA
Da qui parte la pista ciclabile della Valganna e Valmarchirolo, un percorso piuttosto facile che conduce alla scoperta di un’area di particolare rilevanza ambientale, punteggiata di interessanti monumenti storici.
Chi ama i cammini, da Lavena Ponte Tresa si snoda quello della Via Francisca del Lucomagno, un’antica via romana longobarda che da Costanza, nel centro Europa, porta a Pavia passando dalla Svizzera. Il tracciato è ben segnalato e in sicurezza. La Via può essere percorsa tutto l’anno, a piedi o in bicicletta. Alla meta, a Pavia, la Francisca prosegue verso Roma con la Via Francigena. Lungo il tragitto è possibile visitare beni Unesco, parchi naturali, beni artistici e storici.
LAGO DI PIANO
Il Lago di Piano è parzialmente costeggiato dalla pista ciclabile che collega Porlezza a Bene Lario, per proseguire fino a Menaggio e al Lago di Como. Di notevole interesse naturalistico, la Riserva rientra nei confini comunali dei paesi di Carlazzo e di Bene Lario. Si estende intorno al Lago di Piano (a metà strada tra Menaggio e Porlezza, vicino al Lago di Lugano) e, se pur di modeste dimensioni, è ricco di numerosi habitat naturali e offre paesaggi di incantevole bellezza. Nell’oasi sono presenti uccelli, anche di pregio, come il picchio, l’upupa, la civetta, il falco di palude, ma anche scoiattoli, lepri, volpi, tassi, martore, donnole, faine, cervi e caprioli.
Nelle foto (fonte:Autorità di Bacino del Ceresio): panorami e scorci del Lago Ceresio. 

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