Edizione n.36 di mercoledì 3 dicembre 2025
Scuola
Tutela salute, indagine su droga e alcol nelle scuole milanesi
Nelle scuole superiori di Milano il 40% degli studenti entrerebbe in contatto con sostanze stupefacenti e abusa di alcolici. Nelle scuole medie inferiori il dato si attesta attorno al 4%. Sono alcuni dati dell'Agenzia Tutela Salute Milano emersi il 4 luglio in assemblea regionale con un’interrogazione su test antidroga/alcool del capello su studenti di scuole medie superiori e inferiori.
Il gruppo Lista Maroni ha chiesto di realizzare un progetto sperimentale in collaborazione con ATS e Ufficio scolastico regionale e con la compartecipazione dei genitori. La sollecitazione è stata recapita dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera.
La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione del rischio e tra questi il progetto LifeSkills Training introdotto in Lombardia attualmente coinvolge oltre 200 istituti secondari di primo grado, circa 400 insegnanti e 40.000 studenti. Il test del capello permette di rilevare il consumo di droghe, alcool e medicine complementari anche a distanza di un anno.
Vittorio Sereni e i giovani, un percorso di lettura e scrittura
Prosegue la prima fase del corso-concorso dedicato a Vittorio Sereni, promosso per il secondo anno consecutivo dal comune di Luino in collaborazione con l’istituto comprensivo statale “Bernardino Luini”, il liceo scientifico “Vittorio Sereni” e l’Isis “Città di Luino–Carlo Volonté”.
Da ottobre è iniziato il percorso formativo “Leggere la poesia di Vittorio Sereni e…”, rivolto ai docenti di ogni ordine e grado del Varesotto, che si concluderà a dicembre 2025.
Ai docenti universitari Francesca D’Alessandro della Cattolica di Milano e Pierluigi Pellini dell’Università di Siena è stato affidato il compito di trattare gli aspetti più specificamente letterari, alla filologa e docente nel liceo luinese Barbara Colli di scoprire alcune delle carte del poeta e a Elisabetta Cornolò ed Eliana Frigerio, dell’Ics B. Luini di Luino, di trattare aspetti più legati alla didattica.
Le professoresse Alessandra Cussa e Alessandra Sala, collaboratrici dell’Università degli studi di Torino, sono state incaricate di occuparsi della scrittura/riscrittura di testi a partire da un testo poetico.
Terminato il percorso formativo dei docenti, inizierà la parte dedicata al concorso per alunne e agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado dei comuni di tutta la provincia. Novità di quest’anno, la possibilità di partecipare con diverse tipologie di elaborati. letterari. Barbara Colli, filologa e professoressa del liceo di Luino, farà scoprire alcune delle carte del poeta. Elisabetta Cornolò ed Eliana Frigerio, dell’Ics B. Luini di Luino, tratteranno aspetti più legati alla didattica.
Le professoresse Alessandra Cussa e Alessandra Sala, collaboratrici dell’Università degli studi di Torino, si occuperanno della scrittura/riscrittura di testi a partire da un testo poetico.
Seguirà la parte dedicata al concorso che quest’anno dà possibilità di partecipare con
più tipologie di elaborati.
Nella foto (Ibis): lo studio di Vittorio Sereni a Palazzo Verbania di Luino.
FATTI & OPINIONI - «Quattro studenti lombardi su dieci non conoscono bene matematica e italiano»
Come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È la domanda posta dal consigliere regionale del Pd Samuele Astuti alla luce del Rapporto Invalsi 2022, dal quale emerge un quadro poco gratificante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Queste le sue considerazioni in una nota del 22 settembre 2023.
«LA SCUOLA NON FUNGE PIÙ DA ASCENSORE SOCIALE»
Dal Rapporto Invalsi 2022 emerge un quadro preoccupante del livello di scolarizzazione degli studenti lombardi e delle differenze tra ceti sociali. Dall’analisi risulta che quattro ragazzi su dieci non hanno un adeguato livello di conoscenze in matematica e italiano, con le percentuali più preoccupanti tra gli studenti di istituti tecnici e professionali.
Oggi, la domanda che dobbiamo porci è: come forma i giovani il sistema scolastico in Lombardia? È sufficiente quello che offre? Regione può intervenire per gli istituti di sua competenza? E poi c’è l’altro grande aspetto, emerso solo dopo gli eventi degli ultimi tre anni: che incidenza ha avuto in tutto questo la pandemia da Covid? Basti pensare che i test non sono stati fatti per tutto il 2020, considerato che gli studenti erano in Dad.
Ma c’è un dato ancora più inaspettato che si evince da questo studio.
In base all’indicatore dello status sociale, economico e culturale delle famiglie gli studenti considerati eccellenti sono il 20,5 per cento tra coloro che provengono da famiglie con favore socio-economico, quindi di un certo livello di benessere, si scende all’8,4 per cento tra coloro che provengono da nuclei famigliari con svantaggio socio-economico. Percentuale del solo 2,7 per cento tra coloro di cui non si conosce il background di provenienza. Questo significa che la scuola non funge più da ascensore sociale. A questo punto torna la domanda: cosa si può fare e come possiamo aiutare studenti e studentesse?
Tra l’altro, si nota una ridotta presenza di studenti di istituti tecnici e professionali tra coloro considerati “eccellenti”, a fronte di larghissime quote di allievi che raggiungono risultati del tutto inadeguati rispetto ai traguardi attesi al termine del secondo ciclo d’istruzione. Nonostante le criticità presenti nel sistema lombardo, questa regione è in grado di sostenere le eccellenze; infatti vi è un cospicuo numero di studenti che raggiungono delle ottime performance. E le regioni con minore fragilità scolastica sono anche quelle con una maggiore capacità di sostenere le eccellenze, tra queste una delle più performanti è proprio la Lombardia.
PROPOSTE CONCRETE
Le scuole dovrebbero essere uno strumento capace di diminuire le diseguaglianze sociali e per questo serve un sostegno attivo alle famiglie che sono più in difficoltà e che può partire dalle risorse di Regione Lombardia.
Inoltre, bisogna ripensare la pausa estiva dei ragazzi, proponendo attività extrascolastiche a supporto del percorso educativo-sociale e culturale, una pausa estiva che troppo spesso per le famiglie diventa un malus comportando problematiche di organizzazione oltre che un’implicita perdita di competenze dello studente.
Infine, le scuole possono rimanere aperte anche al pomeriggio con attività che possano aiutare gli studenti, non solo quelli con fragilità.
Samuele Astuti
consigliere regionale Pd
Lago Maggiore, Giovani ricercatori crescono
Chi semina passione, raccoglie entusiasmo. Ma l'impresa - nobile sempre - raddoppia persino di caratura, se condotta in quell'orticello delle ricerche storiche poco - ahimè oggi -ammirato sotto l'italico cielo.
Il Magazzeno Storico Verbanese, frutto degli studi e dell'amore alle natie sponde dello studioso Carlo Alessandro Pisoni, partecipa nella Newsletter di febbraio ai suoi "followers" una notizia profumata per materia e per paternità.
Dieci studenti del Liceo Sereni di Luino (vedi ilcorrieredelverbano.It del 5 marzo 2014) si sono cimentati in ricerche d'archivio sotto la guida del "tutor" Pisoni. Il premio non è mancato. Le loro fatiche sono state rinfrancate, oltre al piacere della conoscenza, anche da una simpatica scoperta.
IL PROFUMO DI TABACCO…
Non è un mistero che una nobile casata come quella dei Borromeo vivesse, nel Settecento, in modo raffinato e attento ai dettami della moda. Le spese di rappresentanza, minuziosamente elencate nei libri di cassa, testimoniano di ori e gioielli, tessuti e abiti, quadri e altri oggetti d’arte, libri e carte geografiche, strumenti musicali, derrate alimentari (tra cui il cioccolato) e vini di particolare pregio, e molto altro. Non poteva mancare il tabacco; che veniva donato talvolta insieme a tabacchiere fatte confezionare appositamente presso rinomati gioiellieri milanesi. Ma il tabacco… quello sì che era una concia tutta particolare!
Perché il conte Carlo IV Borromeo Arese, a inizio Settecento, non poteva non lasciarsi tentare dal profumo degli agrumi prodotti all’Isola Madre e Isola Bella: e ordinava quindi al proprio agente isolano, Carlo Lamberti, di inviargli periodicamente a Milano alcuni di quei soavi e pregiati frutti, perché con quelli intendeva far profumare convenientemente le foglie di tabacco custodite nei depositi delle derrate di Palazzo Borromeo; cosa curiosa, il tabacco veniva probabilmente ben impacchettato nella carta prodotta a Intra dalla cartiera fatta costruire dal conte e gestita da un ramo della numerosa famiglia Pirinoli, da sempre impegnata nella produzione della carta tra Omegna e lago Maggiore; insomma, una produzione quasi completamente “self contained” (piacerebbe sospettare che pure il tabacco fosse raccolto nelle “dolci aure” isolane…) con evidenti segni di prodotto “doc” ante litteram: «Si è ricevuto la carta, e agrumi, e di questi mandatene tre, o quattro ogni settimana per mettere nel tabacco», così ordinava il conte al Lamberti.
Ma quel che ci fa doppiamente piacere, in questa segnalazione di curiosità magazzinesca, è constatare che essa giunge sul sito del MSV grazie all’impegno profuso da un gruppo di ragazzi della 3A del Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” di Luino (in ordine alfabetico per cognome: Giulia Dellea, Marco De Vita, Federica Fontana, Cristi Gjergji, Primiano Papa, Paolo Siano, Giorgia Sica, Alessandro Sommaruga, Edoardo Stefani, Davide Terraneo) nell’ambito di un’attività progettuale della durata di alcuni giorni, che mira a illustrare agli studenti bellezze e difficoltà del lavoro d’archivio, coinvolgendoli nell’uso dei metodi moderni di ricerca e pubblicazione di dati come quelli sviluppati nel nostro sito sociale.
I primi risultati sono già disponibili nelle pagine virtuali di www.verbanensia.org, ma quel che più importa è la soddisfazione per aver fatto comprendere a qualcuno tra i nostri giovani che gli archivi non sono luoghi polverosi per vecchi studiosi di altre epoche, ma sono un punto di osservazione privilegiato sul futuro di una Nazione.
Foto, Luino: il viale del Carmine, primo semplice lungolago, in una cartolina del 1910
“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”
Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi
DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI
Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.


