Edizione n.12 di mercoledì 10 aprile 2024

Ferrovia

Sempione, nuovo Trenino Verde delle Alpi

Inaugurati dalla BLS tre treni Mika sulla linea tra Domodossola e Berna

Punta non solo a rafforzare il traffico transfrontaliero, ma anche a dare impulso a un turismo regionale sostenibile l'inaugurazione del nuovissimo Trenino Verde delle Alpi, che collega il Piemonte al Canton Vallese sulla tratta da Domodossola a Berna.
Sull'ultracentenaria linea del Sempione il 4 aprile 2024 la società bernese Bern-Lötschberg-Simplon o BLS, nata nel 1906 e dal 2006 divenuta azienda pubblica, ha tenuto a battesimo tre treni Mika, gli elettrotreni più moderni della flotta. Alla cerimonia hanno partecipato il Consigliere di Stato del Canton Vallese Franz Ruppen, i sindaci di Briga Matthias Bellwald, di Varzo Bruno Stefanetti e di Domodossola Lucio Pizzi, oltre a numerosi esponenti piemontesi e svizzeri della politica e dell'economia.
I treni Mika sono in servizio sulla linea già da dicembre 2023 e in Italia, oltre a Varzo, fermano a Iselle di Trasquera e Preglia. Ai nuovi convogli la BLS ha dato i nomi di Briga, Varzo, Domodossola e Regione Piemonte, per evidenziare l’importanza della linea del Sempione per il turismo e l’economia regionale su entrambi i lati del confine.
In Piemonte la nuova iniziativa si aggiunge a una fase di sviluppo del trasporto ferroviario. Il servizio conosce treni nuovi e riaperture di linee chiuse da anni, come la Casale Mortara e la Asti Alba, che sono tornate operative a settembre 2023, o la Cuneo Savigliano, che riaprirà a gennaio 2025, e successivamente la Ceva Ormea, al termine dei lavori, nel 2028.
La BLS non è solo ferrovia ma anche autobus, trasporto veicoli, navigazione e traffico merci e figura tra le principali aziende di trasporto pubblico in Svizzera. Nel settore del traffico ferroviario gestisce linee per il trasporto di pendolari e turisti e una rete di 420 km di lunghezza. Sui suoi treni nel 2022 hanno viaggiato ogni giorno 160.000 persone.

Linea Zenna-Luino-Gallarate-Sesto Calende, gli scenari del prossimo traffico ferroviario

Vertice nella prefettura di Varese tra RFI, sindaci e Provincia sulla sicurezza

Le gallerie non saranno solo adeguate nella sagoma, ma verranno anche equipaggiate con infrastrutture di sicurezza, dai marciapiedi agli impianti antincendio, dall'illuminazione di emergenza alla messa a terra degli impianti elettrici.
Non inferiore nemmeno l’attenzione all'efficienza del materiale rotabile, già sottoposta ad avanzati sistemi di controllo. Verrà affinato il sistema RTB per verificare la temperatura delle boccole dei treni. Questo sistema, già presente a Luino e Parabiago, consente di fermare automaticamente i treni laddove la temperatura delle boccole sia più elevata dei limiti previsti. Sono queste alcune delle misure di sicurezza che verranno potenziate sulla linea Zenna-Gallarate-Sesto Calende.
Gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana sono stati illustrati dall'Ingegner Vincenzo Macello, presente a Varese all'incontro organizzato il 28 aprile 2017 dal prefetto Giorgio Zanzi su sollecitazione dei sindaci. Oltre a quasi tutti i sindaci della tratta ferroviaria, c’erano anche il vicepresidente della Provincia Marco Magrini e il comando provinciale dei vigili del fuoco. «È solo una tappa del percorso, ma è stata una giornata importante» è stato il commento del primo cittadino luinese Andrea Pellicini.
SISTEMI DI SICUREZZA A GALLARATE, LAVENO E LUINO
«Per la prima volta, grazie all'intervento del prefetto, RFI ha rappresentato in maniera organica gli interventi che andrà ad eseguire sulla linea e le misure di sicurezza che verranno potenziate» ha dichiarato Pellicini.
«Verrà inoltre messo in funzione in Luino entro l'anno l'impianto per la misurazione dei carichi verticali, una sorta di pesa complessa. Detto sistema sarà installato anche a Gallarate. Sarà inoltre inaugurato entro l'anno il nuovo sistema ETCS livello 1 tra Luino e il confine con la Svizzera, finalizzato ad implementare la sicurezza per il mantenimento della distanza tra i treni. Inoltre, RFI ha affermato che intende promuovere anche sulla linea di Luino la fornitura di un mezzo bimodale (in grado di procedere su strada e su gomma) per lo spegnimento degli incendi. A Laveno e Luino verrà anche installato un moderno e sofisticato sistema di movimentazione dei treni nel sedime delle stazioni. Il prefetto ha dato ulteriore dimostrazione di sensibilità, impegnandosi a correlare lo sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria con la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a Luino».
ESERCITAZIONI E INFORMAZIONE
C’è da aggiungere che RFI, dietro richiesta dell’assessora luinese Alessandra Miglio, si è anche impegnata a effettuare nella stazione di Luino entro il 2017 un'esercitazione su emergenza da incidente ferroviario.
«Nel prossimo futuro – ha aggiunto Pellicini - sono previsti ulteriori incontri sul territorio al fine di agevolare una migliore conoscenza di queste tematiche da parte delle popolazioni interessate. Ulteriori garanzie sono state afferite in ordine al contenimento del rischio idrogeologico».  

Svizzera, in cantiere il treno merci del futuro

I carri saranno meno rumorosi, più leggeri e più veloci di quelli attuali - Avviata dalla FFS Cargo una fase test di quattro anni
Ffs Cargo/

Meno rumorosi, più leggeri e più veloci di quelli attuali. Sono i primi quattro “carri merci del futuro” presentati per la prima volta dalla società svizzera FFS Cargo alla recente Fiera Transport Logistic di Monaco. Il treno merci innovativo o “treno 5L” è composto da un totale di 16 carri portacontainer dotati di numerose componenti innovative, come assi ad orientamento radiale sui carrelli, freni a disco, accoppiamenti automatici, sistemi telematici, silenziatori e sensori.
SENSORI SU CARRI E BINARI
L’abbreviazione “5L” designa in tedesco le caratteristiche di silenziosità, leggerezza, solidità di marcia, ottimizzazione per la logistica e orientamento ai costi del ciclo di vita.
La FFS Cargo non punta solo a ridurre rumore, usura e consumo energetico. La sua strategia di automazione include anche l’installazione sul carro o sul binario di diversi sensori per il monitoraggio del trasporto e l’equipaggiamento di circa 5000 carri con microchip RFID (Radio-frequency Identification) entro la fine del 2017 nonché l’accoppiamento automatico per la riduzione delle operazioni di manovra, l’ottimizzazione della formazione dei treni, la collaborazione con la logistica dell’ultimo miglio, l’introduzione di app mobili o la manutenzione predittiva.
CORRIDOIO NORD-SUD ROTTERDAM-GENOVA
Con la messa in servizio della galleria di base del San Gottardo, il cambiamento d’orario 2016 ha segnato un’altra tappa fondamentale per la ferrovia merci svizzera. Nel quadro del grande progetto Gateway Basel Nord, FFS Cargo sta lavorando con diversi partner per collegare la Svizzera nel modo migliore al Corridoio nord-sud Rotterdam–Genova.
Alla fiera di Monaco sono state presentate alcune simulazioni e un modello del terminal logistico. Il terminale trimodale dispone delle capacità necessarie per trasbordare il numero crescente di merci che, attraverso i porti del nord, giungono in Svizzera via nave o treno. In questo modo si garantisce che le merci possano essere trasportate su rotaia per il tratto più lungo possibile.
Finora in Svizzera mancava un hub adeguato con binari lunghi 750 metri, conformi agli standard internazionali. Insieme ai partner, FFS Cargo contribuisce così a incrementare il trasferimento del traffico merci su rotaia. Per il terminal è già stata presentata la richiesta di finanziamento ed è in corso la procedura di approvazione dei piani. Le relative decisioni sono attese entro la fine del 2017. La messa in servizio potrebbe avvenire già nel 2019. 

Torino-Lione, 50 milioni per opere di accompagnamento

Per biblioteche, scuole, palestre, strade, edifici nei Comuni coinvolti nella nuova ferrovia ad alta velocità

Nei Comuni coinvolti nei lavori della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sono in arrivo altri 50 milioni - in aggiunta ai 39 milioni della delibera Cipe - per fare biblioteche, scuole, palestre e ristrutturare strade ed edifici comunali. Interessati sono i Comuni di Chiomonte, Salbertrand, Susa, Bussoleno, Giaglione, Gravere, Torrazza Piemonte, Buttigliera Alta, Chianocco, Mattie e Meana di Susa.
È quanto prevede un protocollo di intesa sottoscritto dai presidenti dell’Osservatorio Tav Calogero Mauceri e della Regione Alberto Cirio alla presenza del ministro dei trasporti Matteo Salvini e di altri esponenti politici nazionali e regionali e del territorio. I 50 milioni di euro, inseriti nei 98,5 previsti dal progetto per la nuova linea internazionale, derivano dalla somma tra 39 milioni assegnati alla Regione dal Cipe, 7 milioni messi a disposizione di Rfi e 2,7 milioni per l’ospitalità delle maestranze impegnate al cantiere.

Questa la ripartizione resa nota dall'agenzia PiemonteInforma.
*CHIOMONTE, 5,9 milioni, di cui tre per la valorizzazione del sito archeologico della Maddalena e 1,9 per l’adeguamento degli immobili pubblici da adibire ad alloggi per il personale impegnato al cantiere;
*SALBERTRAND, 9,1 milioni per il riassetto del territorio (5,1 milioni) e per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio (4 milioni);
*SUSA, 10,8 milioni per il ponte pedonale sul torrente Cenischia (650mila euro), l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio (4 milioni), il Parco archeologico Re Cozio (500mila euro), la palestra di roccia (200mila euro), il polo formativo integrato (1 milione), Porta Savoia (250mila), piazza Savoia e percorso archeologico (1,6 milioni), parco ferroviario polifunzionale (1,9 milioni), Casa delle associazioni (1,8 milioni), uno studio geotermico per l’uso delle acque della galleria (100mila euro) e l’adeguamento degli immobili pubblici da adibire ad alloggi per il personale impegnato nel cantiere (838mila);
*BUSSOLENO, 5,6 milioni per la rigenerazione dell’ex cinema Narciso all’interno del Palamontagna (3,4 milioni) e per il recupero dell’edificio “a corte” in via Fontan (2,2 milioni);
*GIAGLIONE, 7,8 milioni, di cui 1,6 per un sistema irriguo a pressione, 600mila euro per il nuovo impianto a biomasse per il riscaldamento di edifici pubblici e scuole, 1,2 milioni per l’alpeggio comunale e il recupero delle baite, 3,5 milioni per la messa in sicurezza del salone polivalente, 800mila euro per la via ferrata della Gran Rotsa e 90mila euro per un nuovo parcheggio;
*GRAVERE, 1.445.000 euro per il completamento dell’ampliamento del bacino idrico (1,1 milioni) e l’impianto idroelettrico sul Rio Gelassa (345mila euro);
*TORRAZZA PIEMONTE, 3,5 milioni per la rigenerazione urbana e 535mila euro per la manutenzione straordinaria e energetica degli edifici comunali;
*BUTTIGLIERA ALTA, 1,5 milioni per la riorganizzazione della raccolta rifiuti e la riqualificazione delle isole ecologiche;
*CHIANOCCO, 1,7 milioni per la progettazione della rotatoria tra la sa. 25 del Moncenisio e la so. 203 di Bruzolo;
*MATTIE, 1 milione per la realizzazione di impianti idroelettrici in località Tuttoponte e Ciancioni;
*MEANA, 1 milione per un percorso d’arte e di eventi creativi.

STATO DEI LAVORI
La riunione dell’Osservatorio della Tav ha aggiornato sull'attività dei lavori sulla tratta sia internazionale sia nazionale.
Per la tratta nazionale proseguono come da cronoprogramma le attività progettuali ad opera di Rete Ferroviaria Italiana. Sulla linea storica sono all’esame la progettazione esecutiva del rinnovo delle stazioni di Sant’Ambrogio, Orgone e Bruzolo, lavori affidati tramite appalto integrato. Sulla tratta Avigliana-Orbassano è in fase conclusiva la progettazione definitiva, all’esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Nei prossimi mesi è previsto anche un confronto con il territorio anche in merito alla viabilità interferite dall’opera e interferenze con il reticolo idrico.
CANTIERI
Attualmente, secondo quanto comunicato dal promotore pubblico incaricato della tratta internazionale Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), sono attivi dieci cantieri tra Francia e Italia e sono stati scavati trentasei chilometri dei centosessantadue di gallerie rotali previste, di cui tredici chilometri del tunnel di base.
Sui cantieri sono impegnati duemilacinquecento addetti e duecento operatori economici (con oltre millecinquecento in lista bianca); sono state collaudate cinque frese (su un totale di sette) che scaveranno le due canne.
Il 100% dei lavori civili del tunnel è stato affidato e così anche il 100% degli appalti per la trasformazione dei materiali di scavo. Dopo aver realizzato lavori preparatori per 1,4 miliardi, al momento sono in corso oltre 3 miliardi di lavori civili e assegnato oltre 6,8 miliardi di appalti per i lavori definiti.

Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, già aggiudicato tutto il tunnel

Finora scavati 33 dei 162 km di gallerie - Nei prossimi anni altri 23 miliardi di infrastrutture
Torino-Lione. Incontro Confindustria Piemonte con Telt - 16 gennaio 2024

Al momento, dieci cantieri aperti e già aggiudicati 6 miliardi di euro. Finora realizzati lavori per 1,3 miliardi di euro e in corso altri per 3,3 miliardi. Al lavoro duemilacinquecento addetti e, a regime, tra Italia e Francia quattromila diretti e altrettanti indiretti, di cui due terzi saranno lavorati locali.
Sono alcuni dati forniti a Torino, il 16 gennaio 2024, da Maurizio Bufalini, direttore generale della Tunnel Euralpin Lyon Turin sas (Telt), il promotore pubblico italo-francese responsabile della realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della futura linea ferroviaria.
La nuova linea ferroviaria ad alta velocità/capacità Torino-Lione è stata il focus di una riunione con il presidente, Marco Gay, e la commissione logistica di Confindustria Piemonte, presieduta da Ascanio Borchi. «Per il Piemonte e il Nord Ovest – ha dichiarato Marco Gay - la Torino-Lione è imprescindibile e da parte delle imprese di Confindustria Piemonte c’è da oltre trenta anni pieno sostegno al progetto. Ci sono 23 miliardi di infrastrutture che dovranno essere ultimate nei prossimi anni».
CONCLUSIONE AL 2032
Nella sua relazione Bufalini ha illustrato i progressi attesi per il 2024 e per i prossimi anni e ha confermato la conclusione della tratta internazionale al 2032. «La Torino-Lione non è più un progetto ma un’opera, che vogliamo consegnare quanto prima ai cittadini di Italia, Francia ed Europa» ha puntualizzato. «Si lavora in Francia all’interconnessione con la linea storica, mentre già tutto il tunnel è stato aggiudicato. Abbiamo finora scavato 33 dei 162 km di gallerie necessari, di cui 13 km sono parte del tunnel di base».
Entro il 2026 saranno aggiudicati i lavori per realizzare il tratto dall’uscita del tunnel di base fino a San Didero per un importo di 400 milioni. A metà 2027 è poi prevista l’aggiudicazione di un bando da due miliardi di euro per gli impianti ferroviari e la sicurezza del tunnel di base, che include anche gli oneri legati a otto anni di manutenzione quando la linea sarà pronta. Su questo bando l’appalto è già stato pubblicato e sono state ricevute le richieste per le prequalifiche.
MATERIALE SCAVO
Quando poi inizierà lo scavo della parte italiana del tunnel di base, il materiale estratto andrà in un’area ex industriale a Salbertrand, dove sarà lavorato per realizzare i conci in calcestruzzo per il tunnel di base.
A San Didero è in costruzione il nuovo autoporto, che sostituirà quello attuale che si trova proprio nell’area destinata alla nuova stazione internazionale di Susa. Quest’opera intermodale e quella sul lato francese a Saint-Jean de Maurienne, saranno le ultime ad essere messe a gara. Il costo complessivo della tratta internazionale sarà finanziato al 40% dalla Unione Europea, al 35% dall’Italia e al 25% Francia.
Nella foto (Confindustria Piemonte): incontro con Telt. 

AlpTransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate/Novara, ora necessaria una task force anche per il traffico viaggiatori

Un ministro dei trasporti nel film Destinazione Piovarolo si rivolse al capostazione Totò affermando: «L’eccellenza della rete ferroviaria è il segno della civiltà di un paese». Eccellenza del trasporto merci, passeggeri o di entrambi?
Dopo aver seguito, negli ultimi mesi e con il dovuto interesse, la necessità del trasporto merci su rotaia, così come deriva dall’apertura dell’Alp Transit, ora altrettanto doveroso interesse ci pare debba essere dedicato al servizio pubblico passeggeri, ferroviario e no.
Lo spunto deriva da quello che Regione Lombardia mise in campo qualche anno fa, se è vero che le leggi discusse e approvate non debbano riempire gli scaffali rimanendo lettera morta.

LEGGE REGIONALE DEL 2012
Nel 2012 la Regione promulgò la legge 4 aprile n.6 “Disciplina del settore dei trasporti” commentata su questo giornale il 25 luglio di quell’anno. Questa la parte conclusiva dell’articolo a mia firma “Trasporto ferroviario e le ricette della crisi, Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese”:
"…Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i “colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro".

Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (
Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca”.

IMPEGNO POLITICO TERRITORIALE
La Lombardia proponeva un sistema di trasporto integrato “rispondente alle esigenze di mobilità delle persone e della sostenibilità ambientale… con particolare riferimento al trasporto pubblico regionale e locale…” (art. 1).
Così come riteniamo che nessuno, animato da buon senso, possa negare la necessità di dotare la economia nazionale ed europea del valido supporto del trasporto delle merci garantendo sicurezza e compatibilità ambientale, sottraendolo al dominio della strada e dirottandolo sulla rotaia, altrettanto impegno le autorità preposte alle amministrazioni territoriali e locali hanno il dovere per assicurare un servizio indispensabile alla vita di tutti i giorni, siano essi lavoratori, studenti e viaggiatori in genere, quello del trasporto.
Sindaci tutti, consiglieri comunali e regionali (presenti e futuri), istituzioni regionali e nazionali avranno la capacità di costituire una task force a sostegno delle istanze dei cittadini, ripetendo la medesima unione dimostrata per il traffico merci?

In particolare e fuori da ogni metafora è opportuno scendere sul dettaglio.
QUALE IL FUTURO DI TRENORD E TILO?
A partire dal gennaio 2018 (riapertura della linea ferroviaria da Bellinzona a Gallarate o Novara, passando da Luino), il traffico merci sarà il benvenuto e beneficerà di una infrastruttura rinnovata, sicura e più scorrevole, così come vuole il progetto Alp Transit. Ma il palinsesto dei treni passeggeri di Trenord e Tilo non deve diventare figlio di un dio minore e surclassato da sua maestà il Corridoio Rotterdam–(Luino)–Genova.
Il timore, non infondato, deriva dal maggiore appeal-ascolto delle forti economie (Europa, aziende multinazionali e governo) e dal pigolio di chi, costretto all’uso del treno e a un servizio pubblico in genere, si è visto spesso abbandonato. Vogliamo augurarci che quanto riportato dalla citata legge funga da guida alle autorità che hanno il dovere di abbandonare ogni fumosità di stampo elettorale e dare concreta attuazione ad un dispositivo democraticamente approvato.
Ci permettiamo (a rischio di apparire logorroici) di riportare quanto scritto nella legge regionale:
* “…affinchè risponda alle esigenze di mobilità delle persone e di sostenibilità ambientale e favorire, attraverso l'aumento e la razionalizzazione dell'offerta, l'ottimizzazione delle reti e degli orari, lo sviluppo dei centri di interscambio e l'integrazione tra le diverse tipologie di servizio, il trasferimento modale dal mezzo privato al mezzo pubblico”;
*“…migliorare la qualità del servizio in termini di regolarità, affidabilità, comfort, puntualità e accessibilità, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, la definizione di contratti di servizio che incentivino il raggiungimento di tali risultati e la realizzazione di un adeguato sistema di monitoraggio dei fattori di produzione e della qualità del servizio, basato anche sulle valutazioni dell'utenza”.

Come si vede, c’è impegno per tutti: comuni attraversati dalla ferrovia e quelli serviti da bus di linea e dalla navigazione. Tutti uniti da un comune compito nella realizzazione di un servizio di “mobilità pubblica” sotto la efficace egida della Regione Lombardia. Ne saranno capaci?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

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