Edizione n.37 di mercoledì 6 novembre 2019

Ferrovia

Linea Zenna-Luino-Gallarate-Sesto Calende, gli scenari del prossimo traffico ferroviario

Vertice nella prefettura di Varese tra RFI, sindaci e Provincia sulla sicurezza

Le gallerie non saranno solo adeguate nella sagoma, ma verranno anche equipaggiate con infrastrutture di sicurezza, dai marciapiedi agli impianti antincendio, dall'illuminazione di emergenza alla messa a terra degli impianti elettrici.
Non inferiore nemmeno l’attenzione all'efficienza del materiale rotabile, già sottoposta ad avanzati sistemi di controllo. Verrà affinato il sistema RTB per verificare la temperatura delle boccole dei treni. Questo sistema, già presente a Luino e Parabiago, consente di fermare automaticamente i treni laddove la temperatura delle boccole sia più elevata dei limiti previsti. Sono queste alcune delle misure di sicurezza che verranno potenziate sulla linea Zenna-Gallarate-Sesto Calende.
Gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana sono stati illustrati dall'Ingegner Vincenzo Macello, presente a Varese all'incontro organizzato il 28 aprile 2017 dal prefetto Giorgio Zanzi su sollecitazione dei sindaci. Oltre a quasi tutti i sindaci della tratta ferroviaria, c’erano anche il vicepresidente della Provincia Marco Magrini e il comando provinciale dei vigili del fuoco. «È solo una tappa del percorso, ma è stata una giornata importante» è stato il commento del primo cittadino luinese Andrea Pellicini.
SISTEMI DI SICUREZZA A GALLARATE, LAVENO E LUINO
«Per la prima volta, grazie all'intervento del prefetto, RFI ha rappresentato in maniera organica gli interventi che andrà ad eseguire sulla linea e le misure di sicurezza che verranno potenziate» ha dichiarato Pellicini.
«Verrà inoltre messo in funzione in Luino entro l'anno l'impianto per la misurazione dei carichi verticali, una sorta di pesa complessa. Detto sistema sarà installato anche a Gallarate. Sarà inoltre inaugurato entro l'anno il nuovo sistema ETCS livello 1 tra Luino e il confine con la Svizzera, finalizzato ad implementare la sicurezza per il mantenimento della distanza tra i treni. Inoltre, RFI ha affermato che intende promuovere anche sulla linea di Luino la fornitura di un mezzo bimodale (in grado di procedere su strada e su gomma) per lo spegnimento degli incendi. A Laveno e Luino verrà anche installato un moderno e sofisticato sistema di movimentazione dei treni nel sedime delle stazioni. Il prefetto ha dato ulteriore dimostrazione di sensibilità, impegnandosi a correlare lo sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria con la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a Luino».
ESERCITAZIONI E INFORMAZIONE
C’è da aggiungere che RFI, dietro richiesta dell’assessora luinese Alessandra Miglio, si è anche impegnata a effettuare nella stazione di Luino entro il 2017 un'esercitazione su emergenza da incidente ferroviario.
«Nel prossimo futuro – ha aggiunto Pellicini - sono previsti ulteriori incontri sul territorio al fine di agevolare una migliore conoscenza di queste tematiche da parte delle popolazioni interessate. Ulteriori garanzie sono state afferite in ordine al contenimento del rischio idrogeologico».  

Svizzera, in cantiere il treno merci del futuro

I carri saranno meno rumorosi, più leggeri e più veloci di quelli attuali - Avviata dalla FFS Cargo una fase test di quattro anni
Ffs Cargo/

Meno rumorosi, più leggeri e più veloci di quelli attuali. Sono i primi quattro “carri merci del futuro” presentati per la prima volta dalla società svizzera FFS Cargo alla recente Fiera Transport Logistic di Monaco. Il treno merci innovativo o “treno 5L” è composto da un totale di 16 carri portacontainer dotati di numerose componenti innovative, come assi ad orientamento radiale sui carrelli, freni a disco, accoppiamenti automatici, sistemi telematici, silenziatori e sensori.
SENSORI SU CARRI E BINARI
L’abbreviazione “5L” designa in tedesco le caratteristiche di silenziosità, leggerezza, solidità di marcia, ottimizzazione per la logistica e orientamento ai costi del ciclo di vita.
La FFS Cargo non punta solo a ridurre rumore, usura e consumo energetico. La sua strategia di automazione include anche l’installazione sul carro o sul binario di diversi sensori per il monitoraggio del trasporto e l’equipaggiamento di circa 5000 carri con microchip RFID (Radio-frequency Identification) entro la fine del 2017 nonché l’accoppiamento automatico per la riduzione delle operazioni di manovra, l’ottimizzazione della formazione dei treni, la collaborazione con la logistica dell’ultimo miglio, l’introduzione di app mobili o la manutenzione predittiva.
CORRIDOIO NORD-SUD ROTTERDAM-GENOVA
Con la messa in servizio della galleria di base del San Gottardo, il cambiamento d’orario 2016 ha segnato un’altra tappa fondamentale per la ferrovia merci svizzera. Nel quadro del grande progetto Gateway Basel Nord, FFS Cargo sta lavorando con diversi partner per collegare la Svizzera nel modo migliore al Corridoio nord-sud Rotterdam–Genova.
Alla fiera di Monaco sono state presentate alcune simulazioni e un modello del terminal logistico. Il terminale trimodale dispone delle capacità necessarie per trasbordare il numero crescente di merci che, attraverso i porti del nord, giungono in Svizzera via nave o treno. In questo modo si garantisce che le merci possano essere trasportate su rotaia per il tratto più lungo possibile.
Finora in Svizzera mancava un hub adeguato con binari lunghi 750 metri, conformi agli standard internazionali. Insieme ai partner, FFS Cargo contribuisce così a incrementare il trasferimento del traffico merci su rotaia. Per il terminal è già stata presentata la richiesta di finanziamento ed è in corso la procedura di approvazione dei piani. Le relative decisioni sono attese entro la fine del 2017. La messa in servizio potrebbe avvenire già nel 2019. 

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit!

Stazione Luino

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit. E la scoperta provoca agitazione se non allarme. Ora tutti ne parlano, ad ogni livello amministrativo e politico, e tutti avanzano preoccupazioni, invocano interventi.
Eppure di nuovi tunnel svizzeri, di ricadute sulla linea ferroviaria luinese, di occasioni offerte dalle stesse FS politici e amministratori sapevano. Non solo ne ha continuato a parlare, per sua linea editoriale, questa testata giornalistica, ma a sollecitare, ammonire, proporre - nelle sedi istituzionali e su queste colonne - c’è stato continuamente un pubblico amministratore luinese – e tecnico sempre attento e aggiornato - Giovanni Mele.
A Luino Mele è stato capostazione e, dal 1975 al 2003, anche amministratore comunale, dapprima (1975-1982) come consigliere e successivamente come assessore, dai servizi sociali ai trasporti, al lavoro, al turismo, alla polizia municipale e al commercio. Nel 1982, su incarico della Comunità Montana Valli del Luinese, prese parte ad una commissione regionale sull’orario ferroviario Luino-Gallarate-Milano e nel 2001 collaborò con l’assessorato regionale ai trasporti della Lombardia per il riassetto dei treni viaggiatori dalla Svizzera per Milano via Luino.

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ALPTRANSIT, ULTIMO ATTO

Ipotizzata fin dal 1990, la nuova galleria di base, definita appunto AlpTransit, da costruirsi al disotto dell’antico tracciato ferroviario del Gottardo di metà ‘800, si rese indispensabile per dirottare sulla rotaia il gran numero di trasporti stradali che tanto preoccupavano la Svizzera.
Si imponeva la salvaguardia dell’ambiente, una maggiore potenzialità dei treni merci ad alta capacità (AC) unita all’alta velocità (AV) per il servizio sia merci sia passeggeri. E nacque l’idea di una gigantesca opera pubblica il cui proseguimento chiamava in causa anche il nostro Paese. Ma, nonostante le precise scadenze, l’Italia stava a guardare, quasi con sonnolenza, ravvivata con un prestito di vari milioni della Confederazione Svizzera.
FIBRILLAZIONI IN ZONA CESARINI
Ora, a tre mesi dalla totale chiusura della linea ferroviaria del Nord-Verbano per dare seguito all’attivazione di AlpTransit, emergono le fibrillazioni in zona Cesarini. Si vogliono garanzie su sicurezza, impatto ambientale, quantità dei treni e tipologie delle merci trasportate.
Tutta roba che sussiste da sempre e, da chi scrive, trattata ripetutamente su questo giornale. Quasi una scoperta dell’ultima ora. Adesso si aggiungono anche le preoccupazioni per la novantina di convogli merci che transiteranno da Luino. Decenni di assoluta distrazione mentre nel territorio elvetico si allestivano con precisione da orologiai tutti i tasselli di quel faraonico puzzle chiamato AlpTransit inserito nel “Corridoio merci Rotterdam-Genova”, passando da Luino.
FINANZIAMENTI RIFIUTATI E PRESÌDI TRASCURATI
Ora ci si preoccupa anche dei passaggi a livello in città. A tale proposito va ricordato che nel 2001 dalla giunta comunale di Luino, escluso qualche assessore poco ascoltato, fu rifiutato un cospicuo finanziamento da Fs per la creazione di un sottopasso che ora, per fortuna, viene riproposto da RFI, rimediando con quindici anni di ritardo a carenti lungimiranze. Idem per le barriere antirumore richieste da quasi vent’anni.
Di presìdi a favore di pronti interventi neppure a parlarne, mentre le Ferrovie Svizzere da un decennio hanno approntato treni speciali chiamati “Spegnimento e Soccorso” per intervenire in piena linea in caso di incendio, avarie e inconvenienti vari, dotati di ogni ben di dio in fatto di sicurezza e tutela dei viaggiatori. Da noi ci si affida ai “miracoli” dei vigili del fuoco, ignorando le necessità di una linea a binario unico che, oltretutto, scorre fra lunghe scarpate che pongono serie difficoltà agli interventi dei mezzi di soccorso.
TIMORI FERROVIARI E RISCHI STRADALI
Pubblico e, molto spesso, amministratori locali presentano il traffico merci su rotaia come il fumo negli occhi, muovendosi con stati d’animo alimentati da luoghi comuni ed errate conoscenze della materia ferroviaria.
Si guarda con preoccupazione ai treni che scorrono su tracciati quasi sempre fuori dai centri abitati, ma si tollerano allegramente numerosi tir, autocisterne di carburanti, materiale gassoso e prodotti chimici che circolano nelle strade interne o sulle autostrade, con incidenti di cui giornalmente si occupano le cronache. Si abbaia alla luna non conoscendo che le merci trasportate sui treni sono sottoposte a rigide norme internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.
IMPATTO AMBIENTALE IN ARIA, SU ROTAIA E SU STRADA
Ci si straccia le vesti per l’impatto ambientale dei treni, dimenticando che la rotaia inquina meno delle auto (-60%) e degli aerei (-70%) e che nel 2010 (studio condotto da Enea e Fs) con 47 milioni di tonnellate di merci trasportate su ferro si sono sottratte all’atmosfera un milione di tonnellate di CO2 rispetto al traffico su gomma. E allora, ben vengano i treni merci sulla linea di Luino, la cui esistenza garantisce la sopravvivenza del servizio passeggeri.
I sei mesi di interruzione costituiscono, certamente, un sacrificio per le comunità, ripagato, tuttavia, dalla certezza di infrastrutture più efficienti (sottopassaggi, deviatoi elettrici non più manovrati a mano, circuiti di binario che garantiscono la libertà del percorso dei rotabili, segnali più dettagliati, doppie linee aere per le emergenze) necessarie ad una circolazione adeguata a convogli più moderni, meno rumorosi (si pensi alla nuova tecnologia degli apparati frenanti), più lunghi e con maggiori altezze, il cui tonnellaggio trasportato riduce anche il numero dei convogli in circolazione.
STESURA DI UN PIANO DI TRASPORTO PASSEGGERI
E se consiglieri regionali, parlamentari e amministratori locali si vogliono davvero impegnare, cerchino di adoperarsi per tempo per la stesura di un piano di trasporto passeggeri da adottarsi con la chiusura della linea ferroviaria da giugno a dicembre 2017. Che sarà di pendolari, studenti e lavoratori? Senza trascurare altri viaggiatori che volessero affacciarsi sulle sponde del lago Maggiore.
Ed è auspicabile che Regione Lombardia, su richiesta di comuni e provincia, raccordi il servizio di linea da Luino a Varese, via Valganna, con treni Trenord da/per Milano (entrambi i servizi sono dotati di orari cadenzati), istituendo la possibilità di un biglietto unico (bus+treno) al fine di sopperire alla chiusura del servizio ferroviario.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com 

AlpTransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate/Novara, ora necessaria una task force anche per il traffico viaggiatori

Un ministro dei trasporti nel film Destinazione Piovarolo si rivolse al capostazione Totò affermando: «L’eccellenza della rete ferroviaria è il segno della civiltà di un paese». Eccellenza del trasporto merci, passeggeri o di entrambi?
Dopo aver seguito, negli ultimi mesi e con il dovuto interesse, la necessità del trasporto merci su rotaia, così come deriva dall’apertura dell’Alp Transit, ora altrettanto doveroso interesse ci pare debba essere dedicato al servizio pubblico passeggeri, ferroviario e no.
Lo spunto deriva da quello che Regione Lombardia mise in campo qualche anno fa, se è vero che le leggi discusse e approvate non debbano riempire gli scaffali rimanendo lettera morta.

LEGGE REGIONALE DEL 2012
Nel 2012 la Regione promulgò la legge 4 aprile n.6 “Disciplina del settore dei trasporti” commentata su questo giornale il 25 luglio di quell’anno. Questa la parte conclusiva dell’articolo a mia firma “Trasporto ferroviario e le ricette della crisi, Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese”:
"…Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i “colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro".

Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (
Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca”.

IMPEGNO POLITICO TERRITORIALE
La Lombardia proponeva un sistema di trasporto integrato “rispondente alle esigenze di mobilità delle persone e della sostenibilità ambientale… con particolare riferimento al trasporto pubblico regionale e locale…” (art. 1).
Così come riteniamo che nessuno, animato da buon senso, possa negare la necessità di dotare la economia nazionale ed europea del valido supporto del trasporto delle merci garantendo sicurezza e compatibilità ambientale, sottraendolo al dominio della strada e dirottandolo sulla rotaia, altrettanto impegno le autorità preposte alle amministrazioni territoriali e locali hanno il dovere per assicurare un servizio indispensabile alla vita di tutti i giorni, siano essi lavoratori, studenti e viaggiatori in genere, quello del trasporto.
Sindaci tutti, consiglieri comunali e regionali (presenti e futuri), istituzioni regionali e nazionali avranno la capacità di costituire una task force a sostegno delle istanze dei cittadini, ripetendo la medesima unione dimostrata per il traffico merci?

In particolare e fuori da ogni metafora è opportuno scendere sul dettaglio.
QUALE IL FUTURO DI TRENORD E TILO?
A partire dal gennaio 2018 (riapertura della linea ferroviaria da Bellinzona a Gallarate o Novara, passando da Luino), il traffico merci sarà il benvenuto e beneficerà di una infrastruttura rinnovata, sicura e più scorrevole, così come vuole il progetto Alp Transit. Ma il palinsesto dei treni passeggeri di Trenord e Tilo non deve diventare figlio di un dio minore e surclassato da sua maestà il Corridoio Rotterdam–(Luino)–Genova.
Il timore, non infondato, deriva dal maggiore appeal-ascolto delle forti economie (Europa, aziende multinazionali e governo) e dal pigolio di chi, costretto all’uso del treno e a un servizio pubblico in genere, si è visto spesso abbandonato. Vogliamo augurarci che quanto riportato dalla citata legge funga da guida alle autorità che hanno il dovere di abbandonare ogni fumosità di stampo elettorale e dare concreta attuazione ad un dispositivo democraticamente approvato.
Ci permettiamo (a rischio di apparire logorroici) di riportare quanto scritto nella legge regionale:
* “…affinchè risponda alle esigenze di mobilità delle persone e di sostenibilità ambientale e favorire, attraverso l'aumento e la razionalizzazione dell'offerta, l'ottimizzazione delle reti e degli orari, lo sviluppo dei centri di interscambio e l'integrazione tra le diverse tipologie di servizio, il trasferimento modale dal mezzo privato al mezzo pubblico”;
*“…migliorare la qualità del servizio in termini di regolarità, affidabilità, comfort, puntualità e accessibilità, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, la definizione di contratti di servizio che incentivino il raggiungimento di tali risultati e la realizzazione di un adeguato sistema di monitoraggio dei fattori di produzione e della qualità del servizio, basato anche sulle valutazioni dell'utenza”.

Come si vede, c’è impegno per tutti: comuni attraversati dalla ferrovia e quelli serviti da bus di linea e dalla navigazione. Tutti uniti da un comune compito nella realizzazione di un servizio di “mobilità pubblica” sotto la efficace egida della Regione Lombardia. Ne saranno capaci?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

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