Edizione n.27 di mercoledì 29 luglio 2026

Premio Chiara

Da settembre Premio Chiara – Il festival del racconto

Da settembre a novembre 2017 riparte il percorso del Premio Chiara “Il festival del racconto” con numerosi incontri e ospiti che affronteranno tematiche diverse. Il primo appuntamento è per mercoledì 27 settembre, alle 21, in Villa Recalcati di piazza Libertà 1 a Varese. La serata è dedicata allo sport. Occasione, l'uscita del libro del giornalista Gianni Spartà Dimmi perché parti, Edizioni dEste. Intervengono Ivan Basso, Giulio Clerici, Paola Ferrario Nava e Elia Luini, conduce Pier Bergonzi.
Giovedì 28, alle 18, in Triennale di Milano, viale Alemagna 6 ,Vincenzo Castella, fotografo, verrà intervistato da Francesco Zanot. Inoltre, per il Premio Riccardo Prina, concorso fotografico riservato a fotografi professionisti e no dai 18 ai 40 anni, inaugurazione della mostra “Un racconto fotografico” (visitabile fino a domenica 8 ottobre, da martedì a domenica, dalle 10.30 alle 20.30).
“Poeti del ‘900, Salvatore Quasimodo” è il tema dell'incontro di domenica 1° ottobre, alle 17.30, in Sala Triacca di via Volta 25 ad Azzate (Varese). Con Romano Oldrini. 

Calabresi e Arminio in remoto per il Chiara Giovani 2024

locandina

 

Si intitola "Stupore" il tema del concorso di narrativa Premio Chiara Giovani che l'Assoziazione Amici di Piero Chiara rinnova anche per il 2024. Potranno iscriversi giovani italiani e svizzero-italiani nati tra il 1 gennaio 2004 e il 31 dicembre 2009. La partecipazione è online alla pagina www.premiochiara.it/inviochiaragiovani. Il materiale dovrà giungere alla segreteria entro venerdì 5 aprile 2024.
In sintonia con la traccia del concorso,  mercoledì 13 marzo, alle 10, gli scrittori Marco Calabresi e Franco Arminio parleranno di “Stupore” in un incontro da remoto, trasmesso in diretta sul canale youtube.com/premiochiara.

Olmi a Luino, il candore della coscienza libera

Ermanno Olmi intervistato da mons. Viganò

Il Premio Chiara Festival del Racconto ha tanti meriti. Per esempio, capace di cernita e unificazione, è riuscito in venticinque anni di lavoro a sgrossare tanti piccoli particolarismi - un po' la costante di questi nostri posti - che magari ad occhio estraneo possono apparire quel folclore che conferisce caratteristica, ma che al contempo pecca di troppa territorialità e di provincialismo. Il Premio Chiara – anche se questo non era il suo compito – andando per la sua strada, con competenza e una precisa idea dei mondi letterari & loro variabili, si è trasformato in una lezione di approccio e dimensione e ha determinato alla fine qualche cambiamento sostanziale del fare cultura in provincia di Varese. Insomma, una bella crescita generale.
Domenica 24, invitando a Luino Ermanno Olmi, cui è stato conferito il Premio Chiara alla carriera, ha avuto un colpo d'ala. Certo già il premio è stato nel passato attribuito ad autori solidi e importanti (l'anno scorso, Villaggio; prima Claudio Magris, Raffaele La Capria, Mario Rigoni Stern, Alberto Arbasino, Andrea Camilleri, Franca Valeri...), ma Olmi ha portato con sé, in questi tempi strani e difficili, in cui rischiano di stridere anche le cose belle, anzi, ha tratto da sé, per donarlo alla gente del Teatro Sociale, il tocco della coscienza libera, il consapevole candore di chi davvero è «puro di cuore». Forse mai la sala del Sociale è stata tanto silenziosa, attenta. Rare sincere vere, senza alcuna sbavatura, senza alcun eccesso le parole di Olmi, forti a entrare nell'altro e a commuovere. Della commozione che tiene conto della ragione e che dunque conduce alle categorie dello spirito.
Bravi e capaci di dare il giusto spazio i conduttori - i giornalisti Claudia Donadoni e Mauro Gervasini - e monsignor Dario E. Viganò, che ha intervistato Olmi sapendosi mettere in secondo piano. Anche i politici che si sono – meno male alla fine e non all'inizio – succeduti sul palco per omaggiare il premiato sono riusciti ad essere succinti. E quindi, per una volta, si è potuti tornare a casa con animo lieve.
Elena Ciuti

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