Edizione n.9 di mercoledì 11 marzo 2026

Rinascimento

Castiglione Olona e le Città Ideali, la rete del Rinascimento italiano

A Varese atenei e centri di ricerca italiani e stranieri a confronto sulla “prima città ideale” dell’Umanesimo e due secoli di sviluppo del tema
Castiglione Olona, foto Uninsubria
Andrea Spiriti, foto Uninsubria

È la prima Città ideale dell’Umanesimo e dal XV al XXI secolo è il simbolo di una singolare operazione culturale, urbanistico-architettonica e figurativa voluta dal cardinal Branda Castiglioni. È Castiglione Olona, per Gabriele D'Annunzio “l'Isola di Toscana in Lombardia”, al centro di un convegno internazionale in programma a Varese dal 28 al 30 settembre 2022 all’Università dell’Insubria, dove verrà anche presentata la rete interuniversitaria «Città ideali del Rinascimento italiano».
Ideato e presieduto dal professor Andrea Spiriti e aperto al pubblico, il congresso è organizzato con la segreteria scientifica di Laura Facchin e Massimiliano Ferrario e riunirà oltre venticinque relatori, provenienti da atenei e centri di ricerca italiani e stranieri, che dibatteranno su Castiglione Olona e due secoli di sviluppo del tema “Città ideali”. Seguirà, sabato 1° ottobre, una visita a Castiglione Olona riservata ai convegnisti.
La prima sessione, prevista mercoledì 28 settembre, è incentrata su «Filosofia e teologia della Città Ideale» con interventi di Enrico Dal Covolo, Erasmo Silvio Storace, Emmanuele Vimercati, Paolo Luca Bernardini. Giovedì 29 settembre si parlerà di «Castiglione Olona, il paradigma» con Mario Conetti, Andrea Spiriti, Massimiliano Caldera, Mirko Moizi, Beatrice Bolandrini e Laura Facchin; il pomeriggio invece si aprirà con «Confronti» con Cristina Galassi, Fabio Marcelli, Simone Fatuzzo, Silvia Beltramo, Luca Tomìo, Lorenzo Fusini.
Infine, venerdì 30 settembre, «La rete interuniversitaria Città Ideali del Rinascimento italiano» sarà il focus delle relazioni di Mario Bevilacqua, Elena Svalduz, Emanuela Ferretti, Andrea Spiriti e Francesco Ceccarelli. Poi, nel pomeriggio, Gianmarco Gaspari, Vito Isacchi, Fabio Zucca, Anna Vyazemtseva, Antonella Ranaldi, Massimiliano Ferrario affronteranno il tema «Città ideale e contemporanea» con conclusioni di Andrea Spiriti.

Ed ecco la Città Ideale del cardinal Branda Castiglioni nella ricostruzione dell'Università dell'Insubria.

Sei secoli di fascino

Rifondata nel 1421-1422 e ultimata verso il 1443, ma con riprese e modifiche fino al 1513, Castiglione è la grande operazione culturale, urbanistico-architettonica e figurativa voluta dal cardinal Branda Castiglioni. Il nucleo inferiore è epicentrato sul palazzo del cardinale, il palazzo dei familiari, il palazzo dei Poveri di Cristo, la Scuola (una delle prime d’età moderna) e, soprattutto, la chiesa del Corpo di Cristo, detta chiesa di Villa. Il nucleo superiore, antica rocca, comprende la Collegiata dei Santi Stefano e Lorenzo e il Battistero (in origine, cappella palatina).
La volontà del cardinale di realizzare un microcosmo europeo, basato sull’interazione di artisti lombardi, veneti, toscani, francesi, tedeschi, boemi, ungheresi porta a geniali accostamenti di stili fra tardogotico e umanesimo, alle chiese che uniscono con abilità i linguaggi architettonici, ai grandi cicli di affreschi, dovuti a Masolino da Panicale, Paolo Schiavo, il Vecchietta: la Veduta ideale e il ciclo della cappella di San Martino in Palazzo Branda; le Storie della Vergine e dei Santi Stefano e Lorenzo nella Collegiata; le Storie di
San Giovanni Battista nel Battistero, con un forte messaggio antivisconteo.
La chiesa di Villa presenta un impianto umanistico fiorentino, alla Brunelleschi, arricchito dalla presenza di sculture lombarde, lombarde alla friulana, senesi; la Collegiata è una “chiesa a sala” d’impianto tedesco con portale alla francese, sculture lombarde e venete, lampadario alla boema, oreficerie lombarde (nel vicino Museo).
Un cenno particolare merita, poi, la precocissima Natura morta affrescata in Palazzo Branda; e la Veduta di Roma nel Battistero, derivazione di Masolino dal proprio celebre affresco romano, perduto, di Palazzo Orsini a Montegiordano, con la straordinaria anticipazione, nel 1435, del progetto di ricostruzione a pianta centrale cupolata di San Pietro in Vaticano
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Nelle foto (Uninsubria): «Veduta di Buda» di Masolino da Panicale (Castiglione Olona, palazzo Branda) e il professor Andrea Spiriti. 

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