Edizione n.26 di mercoledì 22 luglio 2026

Prima pagina

Bruxelles, all’Italia 1,2 miliardi per i terremoti del 2016 e 2017

È il più ingente sostegno UE mai stanziato nell'ambito di questo fondo
terremoto, campionamento sorgente Santa Susanna (Rieti), foto Uninsubria

Dall’Unione Europea sono stati destinati all’Italia 1,2 miliardi di euro a titolo di solidarietà per i terremoti del 2016 e 2017. Il 14 settembre 2017 l’Europarlamento ha accolto la proposta avanzata dalla Commissione.
La proposta deve ora essere adottata formalmente dal Consiglio. L'Italia dovrebbe ricevere il finanziamento in autunno. Come ha dichiarato il presidente della Commissione Juncker, l’importo eccezionale consentirà a Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo di sanare le ferite e riprendersi e «aiuterà le persone che vivono in queste regioni a chiudere questo doloroso capitolo della loro storia e a costruire un nuovo futuro». 

Consiglio europeo della ricerca, 605 milioni di euro a 406 ricercatori di punta in tutta Europa

Quarantatré gli italiani - La percentuale femminile raggiunge il 40%

Il Consiglio europeo della ricerca (CER) ha annunciato a inizio mese l'assegnazione di starting grants (sovvenzioni di avviamento) a quattrocentosei giovani ricercatori di tutta Europa. Il finanziamento, che ammonta a 605 milioni di euro e stanzia per ogni progetto fino a un massimo di 1,5 milioni, permetterà loro di costituire i propri team di ricerca e di perseguire le loro idee innovative. La percentuale di donne beneficiarie è la più alta mai registrata in un concorso lanciato dal CER e anche la varietà in termini di nazionalità è stata maggiore che in passato.
I ricercatori italiani si trovano il gradino più basso del podio, alle spalle dei tedeschi (65 vincitori) e dei francesi (48), con 43 vincitori (19 donne e 24 uomini). Di questi 43,17 svilupperanno il loro progetto CER in Italia e 26 all'estero.
Se si aggiungono due vincitori non italiani, sono in totale diciannove i progetti ospitati in Italia: tre ciascuno all'Università di Padova e alla Sapienza, due ciascuno all'Università di Trento e a Ca' Foscari a Venezia, e uno ciascuno all'Università di Torino, all'Università Federico II di Napoli, all'Università Bocconi, alla Fondazione Centro San Raffaele, all'Università Statale di Milano, alla Fondazione Telethon, all'Università di Verona, alla SISSA di Trieste e al CNR.

In tutta Europa i nuovi beneficiari lavoreranno in un'ampia gamma di settori, dalla ricerca sanitaria sulle infezioni croniche o l'asma alla gestione delle catastrofi, dalla sicurezza delle reti ai cambiamenti climatici. Le ricerche sovvenzionate coprono tutte le discipline. I finanziamenti sono assegnati nell'ambito del pilastro Eccellenza scientifica di Horizon 2020, il programma dell'UE per la ricerca e l'innovazione.
Il 40% dei vincitori sono donne. Le candidate hanno superato gli uomini nell'aggiudicarsi i finanziamenti (14,5% e 12,7% rispettivamente). Le sovvenzioni del CER sono assegnate ai ricercatori di qualunque nazionalità stabiliti o che vogliano trasferirsi in Europa. I beneficiari saranno ospitati in 23 Paesi europei, in particolare nel Regno Unito (79), in Germania (67) e in Francia (53).
I vincitori del concorso di quest'anno sono di 48 nazionalità diverse, il numero più alto mai registrato dalla fondazione del CER. Quarantacinque assegnatari sono cittadini non europei, molti di loro già stabiliti in Europa; fra questi anche 17 americani. Diciotto ricercatori, tra cui 13 europei, si trasferiranno in Europa per portare a termine i loro progetti. Il CER ha ricevuto 3085 proposte, circa il 13% delle quali è stato finanziato.
Gli Starting grants
Gli Starting grants sono assegnati ai ricercatori di ogni nazionalità con un'esperienza dai due ai sette anni dal completamento del dottorato di ricerca (o titolo universitario equivalente) e con una comprovata esperienza in campo scientifico che ne dimostri le potenzialità. La ricerca deve essere condotta in un istituto di ricerca pubblico o privato con sede in uno dei Paesi membri dell'Unione Europea o dei Paesi associati. Il finanziamento, fino a 1,5 milioni di euro, viene erogato per una durata massima di cinque anni. Due terzi del bilancio del CER è destinato ai ricercatori agli inizi della carriera – i programmi Starting grants e Consolidator grants – e i relativi bandi sono pubblicati una volta all'anno.
Il Consiglio europeo della ricerca, istituito dall'Unione Europea nel 2007, è il primo ente europeo di finanziamento della ricerca d'avanguardia. Ogni anno seleziona e finanzia i migliori ricercatori creativi di tutte le nazionalità e le età per sviluppare progetti basati in Europa. Tre i programmi di finanziamento principali: starting grants, consolidator grants e advanced grants. Un ulteriore programma di finanziamento, sinergy grants, è stato rilanciato nel 2017.
Ad oggi il CER ha finanziato circa 7000 ricercatori d'eccellenza in diverse fasi della carriera ed oltre 50 mila tra studenti di dottorato, post-dottorato e altro personale dei loro gruppi di ricerca.  

Svizzera, shuttle a guida autonoma nel trasporto urbano

Circoleranno da quest’estate a Zugo tra la stazione e il polo tecnologico - Il progetto pilota si protrarrà sino a fine 2018 e la complessità dei percorsi sarà continuamente aumentata
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Nel trasporto urbano di Zugo circoleranno, per la prima volta in Svizzera, veicoli a guida autonoma. Dall’estate 2017 due shuttle automatizzati circoleranno tra la stazione e il polo tecnologico e saranno gradualmente integrati nel sistema di trasporto e di mobilità urbano. Veicoli autonomi elettrici, prodotti dall’azienda Local Motors di Berlino, affronteranno percorsi e offerta continuamente più complessi.
Il progetto pilota coinvolge le Ferrovie Federali Svizzere, la Mobility Carsharing, la Zugerland Verkehrsbetriebe (ZVB), la città e il polo tecnologico di Zugo, nuova sede per l’industria urbana, che viene collegata alla rete di trasporti pubblici.
SPERIMENTAZIONE E VARIETÀ D’IMPIEGO
Il progetto pilota si protrarrà sino a fine 2018. Nella prima fase i due shuttle viaggeranno tra la stazione e il polo tecnologico di Zugo. Poi, presumibilmente dal 2018, i clienti potranno salire e scendere dove vorranno, restando tuttavia sempre all’interno di un’area limitata. Successivamente i partner decideranno se e come integrare gli shuttle automatizzati nel sistema di trasporti pubblici di Zugo.
Al centro del progetto pilota vi è un’offerta di mobilità flessibile e orientata alla clientela. In modo graduale saranno testate diverse possibilità d’impiego dei veicoli a guida autonoma. Sarà una sperimentazione come servizio shuttle integrato nell’attuale rete dei trasporti pubblici, come offerta flessibile su richiesta, come allacciamento alla stazione e come futuro elemento di un’offerta di car sharing in una determinata area della città di Zugo.
Le FFS hanno una solida esperienza con il collegamento e l’integrazione di nuove offerte di trasporto nelle proprie app mobili e nella gestione di sistemi complessi. Mobility è uno specialista di tecnologia dei veicoli e offerte di car sharing, sia con stazioni di parcheggio sia “free floating”. L’azienda ZVB è un’esperta di manutenzione delle flotte e vanta un’ampia esperienza nella gestione dell’esercizio di trasporti pubblici urbani e regionali. 

Servizio emergenza 112, copertura in tutta la Lombardia

Dopo quelle di Varese e Milano, dal 16 dicembre diventerà operativa anche la centrale di Brescia

La Lombardia è la prima regione ad aver assunto un modello europeo di gestione delle chiamate di emergenza, avviato nel giugno 2010 a Varese ed esteso nel maggio 2013 a Milano. Entro fine 2014 l’Azienda Regionale dell’Emergenza Urgenza (Areu) coprirà l’intero territorio lombardo: il 16 dicembre entrerà in funzione anche la centrale del 112 di Brescia.
Il numero unico di emergenza (NUE) 112 allerta una centrale di primo livello. Il numero assicura un'unica prima risposta a qualsiasi chiamata di soccorso, attivando le centrali di secondo livello competenti per la gestione dell'emergenza (polizia, carabinieri, vigili del fuoco, emergenza sanitaria).
Tutte le telefonate di emergenza confluiscono in un’unica centrale, dalla quale gli operatori smistano all’ente competente le chiamate dopo aver localizzato il chiamante e individuato l’esigenza, migliorando così la tempestività e l’efficacia degli interventi a carico di pompieri, strutture sanitarie, carabinieri e polizia di stato.
Il servizio attualmente è garantito per quasi 7 milioni di residenti nelle province di Milano, Varese, Lecco, Como, Bergamo e Monza Brianza. L’operatività della centrale bresciana coprirà anche le province di Brescia, Sondrio, Cremona, Lodi, Pavia e Mantova.

APP “Where ARE U” GRATUITA
Il ricorso al 112 è in forte crescita, come confermano le chiamate giunte nei primi sei mesi di quest’anno alle centrali operative di Milano (un milione e 294mila) e di Varese (968mila). Gli operatori rispondono in un tempo medio inferiore ai 6 secondi, il 98% delle chiamate da telefono mobile sono immediatamente localizzate.
Ora l’Areu punta a promuovere l’applicazione “Where ARE U”, che consente una localizzazione ancora più precisa e immediata in caso di chiamata per situazioni di emergenza. L’applicazione è gratuita e scaricabile da www.areu.lombardia.it, disponibile per IOS, Android e Windows Phone. 

Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni

Una ricerca condotta da Harvard Medical School (Usa) e Università dell’Insubria ha individuato il funzionamento del cervello nella trasmissione delle emozioni e, in particolare, della paura
Via Dunant

C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico». 

Principati Romeni e Stati preunitari italiani nella cartografia del ‘600 e ‘700

Mostra dall’8 luglio al 13 settembre 2026 all’Istituto Centrale per la Grafica a Roma
I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento (foto ICG)

Un viaggio tra carte geografiche originali, incisioni su rame e le grandi scuole cartografiche olandese, italiana, francese, tedesca e austriaca è il particolare percorso, promosso dall’Istituto centrale per la grafica e dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con l’Istituto culturale romeno, l’Istituto romeno di cultura e ricerca umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania in Roma.
A Roma, dall’8 luglio al 13 settembre 2026, la mostra “I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento” mette in dialogo i Principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania e gli antichi Stati preunitari italiani attraverso la cartografia europea del XVII e XVIII secolo.
Accanto alle mappe dei Principati Romeni e dell’Italia sono esposte opere significative come la Veduta di Roma tratta dal Liber Chronicarum del 1493, la Guida d’Italia di Franz Schott, il Mercurio Geografico dei De Rossi e il Nuovo Atlante Geografico Universale di Giovanni Maria Cassini.
Le carte geografiche esposte «sono una straordinaria forma di racconto visivo della storia europea» dichiara Fabio De Chirico, direttore dell’Istituto centrale per la grafica. Non documentano soltanto territori, confini, fiumi, città e rotte. Restituiscono anche il modo in cui l’Europa moderna guardava sé stessa, le sue aree di frontiera, i suoi equilibri politici, le sue relazioni diplomatiche e culturali. I Principati Romeni, crocevia tra Impero Ottomano, mondo asburgico, area danubiana ed Europa occidentale, emergono così come spazi strategici e culturali pienamente inseriti nella storia europea.
Informazioni: apertura dall’8 luglio al 13 settembre 2026. Sede: Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, via Poli, 54 - Roma. Ingresso: euro 6, ridotto euro 2.
Nella foto (Icg): locandina mostra. 

Laghi lombardi, lavori per quasi 9 milioni

Inizio tra il 2026 e 2027 e termine entro il 2028
Lago Maggiore, Luino (foto Ibis)

Tra il 2026 e 2027 sui laghi lombardi prenderanno il via - e saranno ultimati entro il 2028 - lavori per ammodernare il demanio lacuale e le strutture essenziali per la navigazione interna. Alcune opere si concluderanno già nel corso del 2027. Le risorse complessive sono 8.811.171 euro, di cui 5.339.800 euro di contributo regionale.
In particolare, saranno riqualificati pontili e strutture per la navigazione pubblica di linea e da diporto, completate passeggiate a lago e percorsi ciclopedonali, migliorata l’accessibilità ai laghi, consolidate sponde e banchine, realizzate opere idrauliche e idrogeologiche.
Questa la ripartizione dei finanziamenti per Autorità di Bacino lacuale, assegnati per quattordici nuovi interventi con delibera della giunta regionale del 29 giugno 2026.
*LAGHI MAGGIORE, COMABBIO, MONATE E VARESE:
-CAZZAGO BRABBIA (Varese): manutenzione straordinaria del porto di Cazzago e dell’area portuale. Riqualificazione spondale presso porto pubblico. Costo complessivo 105.000 euro, contributo regionale di 52.500 euro.
-GERMIGNAGA (Varese): nuovo percorso pedonale a lago e consolidamento e potenziamento degli attuali presidi spondali sottesi. Costo 800.000 euro, contributo regionale di 400.000 euro.
-MACCAGNO CON PINO E VEDDASCA (Varese) - passerella cicloturistica a sbalzo sul Lago Maggiore. Costo complessivo 500.000 euro, contributo regionale di 250.000 euro.
*LAGHI CERESIO, PIANO E GHIRLA:
- LAVENA PONTE TRESA (Varese): riqualificazione ambientale del lungolago nel tratto area feste del comune di Ponte Tresa. Costo 150.000 euro, contributo regionale di 75.000 euro.
- PORLEZZA - CARLAZZO (Como): ripristino, pulizia e regolazione del flusso nel tratto centrale del canale Lagadone, emissario del lago di Piano e immissario del lago Ceresio. Costo 160.000 euro, contributo regionale di 80.000 euro.
*LAGO LARIO E LAGHI MINORI:
- SAN SIRO (Como): ripristino e riorganizzazione dei pontili di attracco a lago in località Renzonico. Costo 240.000 euro, contributo regionale di 215.000 euro.
- GRAVEDONA E UNITI (Como): manutenzione straordinaria e riqualificazione della darsena di ‘Palazzo Gallio’. Costo 350.000 euro, contributo regionale di 320.000 euro.
Oltre i quattordici nuovi interventi finanziati è stato integrato con altri 168.700 euro il contributo regionale già concesso nel 2023 per la riqualificazione di Riva Grande e la valorizzazione degli spazi pubblici di Moltrasio.
*LAGHI GARDA E IDRO:
- SIRMIONE (Brescia): adeguamento della pista ciclopedonale nel tratto Lugana vecchia – bivio via Lucchino e ripavimentazione della ciclabile di via Lucchino. Costo 2.000.000 euro, contributo regionale di 1.000.000 euro.
- SAN FELICE DEL BENACO (Brescia): riqualificazione del porto Portese. Costo 2.100.000 euro, contributo regionale di 1.050.000 euro.
*LAGHI D'ISEO, ENDINE E MORO:
- PARATICO (Brescia): riqualificazione della sponda lacuale fronte lago in via Mazzini. Costo 203.000 euro, contributo regionale di 142.100 euro.
- DARFO BOARIO TERME (Brescia): potenziamento dell'accessibilità al lago Moro attraverso l'abitato di Bessimo e la mulattiera dei Grimaldi. Costo 495.000 euro, contributo regionale di 346.500 euro.
- ISEO (Brescia): consolidamento del tratto finale del muro spondale del lungolago Marconi. Costo 500.000 euro, contributo regionale di 340.000 euro.
- ISEO (Brescia): nuovo attracco per battello, adeguamento/ampliamento della biglietteria. Costo 500.000 euro, contributo regionale di 450.000 euro.
- Manutenzione straordinaria ed opere accessorie porti del demanio regionale lago d'Iseo, Endine e Moro. Costo 500.000 euro, contributo regionale di 450.000 euro.
Nella foto (Ibis): navigazione sul lago Maggiore.  

Unione Europea e i diritti delle donne

Dichiarazione comune in occasione della Giornata internazionale della donna 2017

Come al momento della sua fondazione, l'Unione europea è oggi al fianco delle donne in Europa e nel resto del mondo.
Sessant'anni fa, la parità tra donne e uomini è stata iscritta nel trattato di Roma diventando uno dei valori fondanti dell'Unione europea. A quel tempo solo l'Europa, in tutto il mondo, era impegnata a sostenere il principio della parità di retribuzione: da allora, l'UE ha continuato a essere all'avanguardia e a compiere progressi concreti su tutti i fronti. Lavoriamo senza sosta per difendere i diritti delle donne, sostenendole nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere.
LAVORO
Nel 2017 ci sono sempre più donne che lavorano, si laureano, sono attive in politica o raggiungono posizioni dirigenziali nelle imprese europee. All'interno della Commissione, le donne rappresentano il 55% del totale della forza lavoro. Eppure, ancora oggi, nell'Unione europea le donne, soprattutto le madri sole, troppo spesso faticano per raggiungere l'indipendenza economica. Nel 2016 il tasso di occupazione femminile nell'Unione europea ha raggiunto il livello record del 65,5%, sebbene vi sia ancora una grande differenza rispetto al 77% degli uomini.
Occorre fare molto di più - in Europa e altrove. Le donne sono spesso più vulnerabili in situazioni di conflitto, migrazione e sfollamento, oppure dove la povertà e i cambiamenti climatici colpiscono più duramente. Inoltre, nel contesto migratorio attuale, abbiamo assistito a un aumento esponenziale del numero di donne che arrivano in Europa vittime della tratta di esseri umani.
ATTACCHI IN AUMENTO
Intolleranza contro le donne e misoginia si manifestano non solo nella sfera pubblica ma anche dietro il vile anonimato di internet. Gli attacchi contro i diritti delle donne sono in aumento. Sono troppi gli Europei che ancora ritengono che un rapporto sessuale non consensuale possa essere giustificato. Inoltre, ovunque nel mondo, e soprattutto nelle zone di conflitto, le donne affrontano in prima linea la discriminazione e la violenza.
Tuttavia, spesso sono proprio le donne a cercare per prime delle soluzioni, a mostrare resilienza in tempi di difficoltà e ad avere una visione per il futuro dei loro Paesi. Per questa ragione l'UE continua a dialogare con le organizzazioni femminili in tutto il mondo, anche nelle circostanze più difficili - come in Afghanistan o Siria.
IMPEGNI UE
Continueremo ad agire sia all'interno sia all'esterno dell'UE. In particolare:
*la Commissione europea, attraverso il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019, affronta le disuguaglianze in ambiti importanti quali lavoro, retribuzione, processo decisionale e violenza;
*la Commissione europea ha dedicato il 2017 all'eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze;
*la Commissione presenterà quest'anno una nuova iniziativa per l'equilibrio tra vita professionale e vita privata destinata ai genitori e a coloro che svolgono un ruolo di assistenza;
*attraverso le nostre proposte di riforma del sistema europeo comune di asilo, alle donne migranti che arrivano in Europa in cerca di protezione e che hanno subito violenze saranno fornite cure mediche, assistenza legale, consulenza post-trauma e sostegno psicosociale;
*nel corso dell'attuazione delle politiche e delle normative in materia, la Commissione continuerà a monitorare la dimensione di genere nell'ambito della prevenzione e della lotta alla tratta di esseri umani;
*nell'ambito delle relazioni esterne, attraverso il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere 2016-2020, la Commissione si concentrerà in particolare sull'assistere, a livello mondiale, donne e ragazze escluse dall'istruzione, dalla parità di accesso ai servizi sanitari e di pianificazione familiare, dal mercato del lavoro e anche dalla vita politica - e che sono esposte a norme e leggi inique in materia di eredità, cittadinanza o proprietà fondiaria;
*nell'ambito dell'aiuto umanitario, per garantire che l'assistenza raggiunga le persone più vulnerabili ovunque nel mondo, la Commissione continuerà ad applicare sistematicamente un approccio sensibile alle specificità di genere;
*la Commissione continuerà a dare l'esempio in materia di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, compresa la parità di genere.
Non abbiamo intenzione di smettere di combattere per la parità di genere e per la sicurezza di donne e ragazze, sostenendole nella piena realizzazione delle loro potenzialità. L'Unione europea è impegnata, come lo era sessant'anni fa, a garantire parità alle donne in tutto il mondo.

Bruxelles, 7 marzo 2017
Firmatari:
Frans Timmermans, primo Vicepresidente
Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione
Günther Oettinger, Commissario per il Bilancio e le risorse umane, Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Christos Styliandes, Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Vera Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere  

Milano Expo, l'Europa e il “mondo più giusto” possibile con Mogherini e Schulz

Schulz e Mogherini con la giornalista Maggioni
pubblico a incontro Schulz e Mogherini

Sabato 9 maggio, nel giorno in cui si celebra la Giornata dell'Europa e la nascita della UE e in cui si ricorda la fine della Seconda guerra mondiale, Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, e Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, sono stati i protagonisti a Expo Milano dell'inaugurazione del Padiglione Europa. Suo tema, "Coltivare insieme il futuro dell’Europa per un mondo migliore"; obiettivi principali, la lotta alla fame nel mondo e lo sviluppo di modelli sostenibili per sfamare le popolazioni.
Tra le molte personalità, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, europarlamentari. Dopo la cerimonia dell'alzabandiera accompagnata dall'inno dell'Unione, l'Auditorium ha accolto uno specifico incontro con mille studenti per conoscerne le opinioni sull'UE e per parlare di futuro, sostenibilità e ruolo europeo nello scenario globale. Conduttrice del dialogo con Schulz e Mogherini la giornalista Monica Maggioni, direttore di RaiNews 24.

Il pane, patrimonio culturale immateriale per l'Unesco, con la sua simbolicità è stato il fil rouge degli incontri "Bread and civilization: dialoghi intorno a 'La civiltà del pane'". Vi hanno partecipato Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio per gli Affari europei, Giancarlo Caratti di Lanzacco, presidente della EU task force per la partecipazione a Expo Milano, Matteo Pederzoli, curatore della visitor experience del Padiglione Ue, Gabriele Archetti, Università Cattolica, presidente Centro studi longobardi, e Iginio Massari, maestro pasticcere.
Nell'occasione è stato presentato il primo concorso europeo “La spiga d’oro”. Si concluderà il 16 ottobre, Giornata mondiale dell'alimentazione, e sceglierà il Pane dell'Europa.
Non solo “cerimonia”, non solo spirito-festa sabato 9.
Mogherini ha messo dall'inizio il dito nella piaga e ripercorso nel suo discorso questo periodo storico, con le sue disuguaglienze, migrazioni, fame, guerre... Ma «l'Unione europea è pronta – ha detto - perché sappiamo che il nostro interesse storico di europei, così come 65 anni fa era costruire la pace e l'Europa unita, oggi è costruire un mondo più giusto, equo e capace di nutrire tutti i suoi cittadini». In sintonia le parole di Schulz: «Cibo e acqua per tutti, sicurezza alimentare e salute sono indispensabili per la pace nel mondo».
Alle parole si stanno affiancando impegni precisi. Il Parlamento europeo ha adottato, il 30 aprile, una risoluzione sui temi di Expo Milano con una serie di azioni che l'UE e gli stati membri devono impegnarsi a intraprendere per combattere la sottonutrizione e salvaguardare il diritto all'alimentazione per tutti. 

Ogni anno 160 miliardi nelle ‘macchinette', 140 nel Fondo Sanitario Nazionale

Numeri allarmanti e profonda trasformazione della ludopatia a livello nazionale e regionale
ludopatia

In Italia la ludopatia è un fenomeno in trasformazione e in crescita, Allarmanti i numeri. Nelle ‘macchinette' dei giochi pubblici ogni anno si spendono 160 miliardi di euro, una cifra enorme, che supera addirittura i circa 140 miliardi destinati al Fondo Sanitario Nazionale.
Il gioco d’azzardo non solo esplode, negli ultimi anni si è catapultato anche verso le piattaforme digitali. A livello nazionale, nel 2025 la raccolta di gioco online e scommesse ha toccato 109,3 miliardi di euro (+20,9% nel triennio), trainata da 17,1 milioni di conti attivi, concentrati soprattutto tra i giovani adulti (25-34 anni).
SCOMMESSE ONLINE
Questi dati sono emersi il 6 luglio 2026 a Palazzo Lombardia di Milano nella conferenza 'Tutti in gioco’, in attuazione della legge regionale del 2013 sulla prevenzione delle dipendenze da gioco.Il confronto tra l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e il direttore generale Mario Melazzini, da una parte, e le istituzioni, gli esperti sanitari e i rappresentanti del terzo settore, dall'altra, ha fotografato un fenomeno, che, negli ultimi anni, sul web si è spostato massicciamente e alla metamorfosi ha visto accompagnarsi il boom delle scommesse online.
SCENARIO
Notevoli - nei termini e nei fatti - i cambiamenti della rete telematica. Alle slot machine tradizionali sono subentrate le Video Lottery Terminal (Vlt), gli apparecchi da intrattenimento e svago automatici, semiautomatici ed elettronici con vincita in denaro. Sono, a differenza delle Amusement With Prices (Awp), veri e propri terminali connessi ad un sistema di gioco centrale e privi di "scheda di gioco" al loro interno.
La Lombardia si attesta come la seconda regione in Italia per conti online aperti (oltre 2,2 milioni, il 13% del totale nazionale), pur mantenendo, insieme a Campania, Lazio, Piemonte e Puglia, il primato per concentrazione di sale Vlt fisiche. Al contrario, il gioco sui territori tramite i tradizionali apparecchi nei locali pubblici (Awp) registra, a livello nazionale, una contrazione del 35% rispetto al 2019.
«I numeri confermano una crescita immensa di questa attività, che, se non controllata, rischia di creare problemi alla persona, alla famiglia e alla società» ha ribadito Bertolaso. «È necessario - ha aggiunto - un grande lavoro di prevenzione e informazione, facendo gioco di squadra tra scuole, welfare e strutture di sicurezza».
PREVENZIONE E CURE
In risposta all’evoluzione del fenomeno, è stato potenziato il piano d’azione, già aggiornato nel 2024. Attraverso le otto Ats (agenzia di tutela della salute) del territorio si mira a prevenzione, verifica e cure d’avanguardia lungo quattro direttrici fondamentali: Controlli e legalità; Prevenzione e informazione; Prossimità della cura; Modelli terapeutici innovativi.

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