Edizione n.14 di mercoledì 22 aprile 2026
L’ombra del tuffo dal mare alla piscina
Ogni anno circa trecentomila persone perdono la vita per annegamento in tutto il mondo con una media di trenta decessi ogni ora. Negli ultimi dieci anni le vittime hanno superato i tre milioni.
Secondo il primo Rapporto globale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla prevenzione dell'annegamento, questa è la terza causa di morte accidentale nei bambini tra i 5 e i 14 anni.
Anche in Italia il fenomeno è allarmante: 328 vittime ogni anno, secondo i dati dell'Osservatorio per la prevenzione degli annegamenti dell'Istituto Superiore di Sanità, basati su statistiche Istat. Tra il 2017 e il 2021 si sono registrati 1642 decessi, di cui 206 (12%) riguardavano giovani sotto i 19 anni.
PREVENZIONE
Per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla prevedibilità dell'annegamento e promuovere interventi efficaci e coordinati, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, su iniziativa dell’OMS, ha proclamato il 25 luglio "Giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti”.
La Risoluzione dell’Onu è un monito a contrastare tale fenomeno con una strategia integrata che includa prevenzione attiva e passiva. «Con una maggiore consapevolezza, una migliore educazione e un senso di responsabilità condiviso, l'annegamento può essere evitato» esorta il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello.
Oltre a confermare l’attenzione sul tema, la prefettura varesina ringrazia i sindaci e gli enti pubblici per «gli accorgimenti adottati a tutela della sicurezza, misure fondamentali in un territorio ricco di laghi e corsi d'acqua, luoghi molto frequentati dai turisti soprattutto nei fine settimana».
Nella foto (Ibis): il lago Maggiore.


