Edizione n. 44 di mercoledì 12 dicembre 2018

Como

Via Regina, recuperato l'antico percorso tra Italia e Svizzera

Il tracciato pedonale di 110 chilometri mappato con geoportali
monte Bisbino (Como) panorama dalla vetta, foto Cai Luino

La Via Regina Lariana, l’antico tracciato pedonale di circa 110 chilometri tra Italia e Svizzera, è di nuovo percorribile. Da Como a Sorico residenti e turisti potranno riscoprire bellezze paesaggistiche e testimonianze culturali con nuove strumentazioni sia tecnologiche, sia tradizionali.
A Milano, il 15 giugno, sono stati presentati a Palazzo Pirelli i risultati del progetto “I cammini della Regina” (www.viaregina.eu), finanziato nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013 (Interreg). Alla sua realizzazione hanno partecipato Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Como (capofila), Fondazione Politecnico di Milano, Associazione Iubilantes, Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), Comune di Cernobbio, Comunità Montana Lario Intelvese, Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, Consorzio Frazioni Corti Acero (Muvis), Museo della Via Spluga di Campodolcino, Università degli Studi di Pavia.
Tra i relatori, l’assessore regionale Massimo Garavaglia, la prorettrice del Polo di Como Maria Antonia Brovelli, il professore Supsi in Ingegneria geomatica Massimiliano Cannata.

NOVITÀ DEL PROGETTO
L'antica Via Regina, sviluppatasi sulla sponda occidentale del Lario, è una via di comunicazione transalpina antichissima, documentata sin dall'età romana. Insieme alla Via Francisca e alla Via Spluga italo-svizzera costituisce un fondamentale sistema di collegamento transalpino di mobilità dolce, di cui sino a oggi non si erano colte le potenzialità di sviluppo.
Attraverso la collaborazione tra esperti di itinerari culturali, ingegneri geomatici, associazioni e Istituzioni, progettisti del paesaggio, architetti e designer, il cammino è stato rilevato e valorizzato nei suoi punti critici, sino a raggiungere una continuità di percorso. L'uso dei geoportali permette di navigare tramite pc o dispositivi mobili. Grazie a innovativi GIS è stata sviluppata un'applicazione che permette a escursionisti e turisti di trasmettere dati su quanto di interessante appaia loro durante il cammino: edifici storici, monumenti, punti panoramici, ma anche segnalazioni di rischi o interruzioni.

STRUMENTI E CONNESSIONI
Durante i lavori è stato compiuto un minuzioso lavoro di raccolta dati, poi elaborati con una nuova forma di mappatura, detta di geocrowd-sourcing territoriale. Queste applicazioni innovative hanno consentito di rilevare e archiviare informazioni in un'ottica di conservazione dei beni culturali. Agli strumenti tecnologici si sono affiancati quelli tradizionali: guide cartacee, segnaletica, punti di informazione sul cammino.
Si è aperta anche una collaborazione con il progetto Interreg 'Il paesaggio culturale alpino su Wikipedia', che mira alla creazione di informazioni di carattere turistico e culturale.
Sul versante svizzero il progetto è stato allineato con “Ticino Turismo”, che prevede la promozione di itinerari a piedi nel Canton Ticino. Sul territorio italiano si sta creando un'importante sinergia con il progetto della Via Spluga e Via Francisca, considerate come un continuo della Via Regina. 

Università dell'Insubria, le nuove strade della matematica

Al Dipartimento di scienza e alta tecnologia di Como nasce attorno alla professoressa Olivia Caramello «un piccolo gruppo di ricerca»
da destra: Morgan Rogers, Olivia Caramello, Riccardo Zanfa

Sono tre e nel Dipartimento di scienza e alta tecnologia dell'Università dell'Insubria a Como sono già «un piccolo gruppo di ricerca». Hanno provenienza, esperienza e ruolo diversi, ma in comune un nuovo modo, interdisciplinare, di fare matematica: la teoria dei topoi.
Al timone, la professoressa Olivia Caramello, giunta a Como poco più di un anno fa, dopo essere stata dapprima a Cambridge, dove ha conseguito il dottorato e poi insegnato, e successivamente in Francia all'Institut des Hautes Études Scientifiques. «Nonostante le diverse proposte dall’estero sono ritornata in Italia e desidero rimanere a Como: qui infatti ho trovato un ambiente particolarmente favorevole per continuare a sviluppare le mie ricerche».
Al suo fianco, Riccardo Zanfa, laureato all’Università Statale di Milano e da pochi giorni in corsa a Como per il dottorato; e infine Morgan Rogers, un ventiduenne studente con doppia nazionalità inglese e francese, arrivato in ottobre per specializzarsi in teoria dei topoi dopo una laurea e un master in matematica conseguiti entrambi a pieni voti al Cambridge. 

CHE COS'È LA «TEORIA DEI TOPOI»
La teoria dei topoi nasce negli anni Sessanta grazie al matematico Alexandre Grothendieck. Caramello, figura leader a livello internazionale in quel campo e autrice della teoria unificante dei ‘ponti topos-teoretici’ presentata in un libro recentemente pubblicato da Oxford University Press, ha deciso di rientrare in Italia per sviluppare qui il suo programma di unificazione, che rappresenta un unicum a livello mondiale nel panorama degli studi matematici.
«I topoi - spiega - sono concetti astratti che si rivelano ideali per gettare luce sulla matematica nel suo insieme. Il mio lavoro di ricerca ha mostrato che essi possono essere efficacemente sfruttati per costruire dei ‘ponti’ utili a unificare teorie differenti e trasferire conoscenze tra di esse; questo consente di effettuare ‘traduzioni’, spesso profonde e sorprendenti, di proprietà e risultati tra ambiti diversi della matematica, nonché di moltiplicare i punti di vista su un dato problema. Si tratta di un modo nuovo, squisitamente interdisciplinare, di fare matematica».
Il corso sui topoi della professoressa Caramello attira studenti non solo dall’Insubria ma anche da altri atenei. Nel giugno 2018 un evento internazionale sui topoi ha richiamato in città matematici da quattro continenti e due Medaglie Fields, Alain Connes e Laurent Lafforgue. Proprio il professor Lafforgue, che ha tenuto un corso di tre mesi al Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia nel 2017, è ritornato a inizio ottobre per un altro corso magistrale.
DA CAMBRIDGE A COMO
Che cosa ha richiamato in riva al Lario Morgan Rogers, uno dei dieci studenti stranieri assegnatari di una borsa dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica, che seleziona giovani matematici da tutto il mondo desiderosi di svolgere il dottorato in università italiane?
«Fin dall’inizio della mia formazione universitaria – ha dichiarato - mi sono appassionato alla teoria delle categorie, una branca astratta della matematica pura. Quando ho iniziato le mie ricerche di un supervisor di dottorato, ho scoperto uno degli articoli della professoressa Caramello, nel quale dimostrava il potere delle categorie, e più specificamente dei topoi, per forgiare connessioni tra diverse aree della matematica, quindi l’ho conosciuta personalmente. Il mio progetto di ricerca verte appunto sull’idea di sfruttare il potere dell’astrazione per rivelare connessioni invisibili in aree diverse della matematica» spiega Rogers.
A Como Rogers resterà almeno per i prossimi tre anni per il dottorato in Matematica del calcolo e informatica. «L’Università di Cambridge – ha detto - è antica, ha una lunga storia e tradizioni, l’Università dell’Insubria è una delle più giovani e io aspiro a contribuire alla sua crescita. Inoltre questa è un’opportunità unica per assorbire una nuova cultura, una nuova lingua e per inserirmi nella comunità di ricerca internazionale».
Nella foto, da destra: Morgan Rogers, Olivia Caramello, Riccardo Zanfa. 

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