Edizione n.32 di mercoledì 19 settembre 2018

Como

Congresso italo-svizzero di Proteomica, a Como esperti dall'Europa

Il convegno dedicato alla scienza che studia le proteine, responsabili di quanto accade nelle cellule. si terrà dal 5 al 7 settembre
dalla locandina

Como è la città scelta dalla Società Italiana di Proteomica (Italian Proteomics Association, ItPA) per il meeting annuale 2018. Organizzato nella sede del Chiostro di Sant’Abbondio dell’Università degli Studi dell’Insubria dal 5 al 7 settembre è in collaborazione con la Sezione Proteomica della Società Svizzera di Scienze della Vita, LS2.
Al congresso italo-svizzero parteciperà un centinaio di studiosi da vari Paesi europei. Si confronteranno sui più recenti sviluppi tecnologici che permettono di studiare il ruolo dinamico e attivo delle proteine negli organismi viventi, con particolare attenzione all’alimentazione e alle ricadute su salute e malattie, come spiega il presidente del congresso Mauro Fasano, docente di Biochimica di Uninsubria.
«La proteomica è la scienza post-genomica per eccellenza, che mette al centro le proteine, veri attori molecolari, responsabili di tutto ciò che accade nelle cellule. Immaginiamo singoli esperimenti in cui si identificano e quantificano migliaia di proteine, che possono dare ragione del funzionamento fisiologico di un sistema biologico o giustificarne la disfunzione patologica. Per affrontare questa scienza sono richieste molte competenze e strumentazione d’avanguardia. Questo quadro ha spinto la comunità italiana a unirsi e a proporsi all’associazione di proteomica umana mondiale (Human Proteome Organization, HuPO) come gruppo di riferimento per studiare tramite la proteomica alcuni degli argomenti più caldi per la comunità scientifica, come il ruolo fisiologico e patologico dei mitocondri e l’influenza della nutrizione e della qualità dei cibi sulla salute umana».
Il workshop “Food and Nutrition Proteomics”, coordinato dalla professoressa Paola Roncada dell'Università della Magna Grecia, aprirà l’evento con un incontro tra i maggiori esperti di applicazioni della proteomica nella produzione lattiero-casearia e nella sicurezza alimentare.
Dalle 14, lavori del congresso ItPA 2018, con letture di ospiti europei a comunicazioni di ricercatori prevalentemente italiani e svizzeri sulle applicazioni della proteomica. Il convegno terminerà con l'evento “Noi, Umani” organizzato dal dipartimento di Scienza e alta tecnologia di Uninsubria nell'ambito del ciclo di incontri divulgativi aperti a tutti. L’appuntamento è per venerdì 7 settembre, alle 18, al Chiostro di S. Abbondio. 

Via Regina, recuperato l'antico percorso tra Italia e Svizzera

Il tracciato pedonale di 110 chilometri mappato con geoportali
monte Bisbino (Como) panorama dalla vetta, foto Cai Luino

La Via Regina Lariana, l’antico tracciato pedonale di circa 110 chilometri tra Italia e Svizzera, è di nuovo percorribile. Da Como a Sorico residenti e turisti potranno riscoprire bellezze paesaggistiche e testimonianze culturali con nuove strumentazioni sia tecnologiche, sia tradizionali.
A Milano, il 15 giugno, sono stati presentati a Palazzo Pirelli i risultati del progetto “I cammini della Regina” (www.viaregina.eu), finanziato nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013 (Interreg). Alla sua realizzazione hanno partecipato Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Como (capofila), Fondazione Politecnico di Milano, Associazione Iubilantes, Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), Comune di Cernobbio, Comunità Montana Lario Intelvese, Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, Consorzio Frazioni Corti Acero (Muvis), Museo della Via Spluga di Campodolcino, Università degli Studi di Pavia.
Tra i relatori, l’assessore regionale Massimo Garavaglia, la prorettrice del Polo di Como Maria Antonia Brovelli, il professore Supsi in Ingegneria geomatica Massimiliano Cannata.

NOVITÀ DEL PROGETTO
L'antica Via Regina, sviluppatasi sulla sponda occidentale del Lario, è una via di comunicazione transalpina antichissima, documentata sin dall'età romana. Insieme alla Via Francisca e alla Via Spluga italo-svizzera costituisce un fondamentale sistema di collegamento transalpino di mobilità dolce, di cui sino a oggi non si erano colte le potenzialità di sviluppo.
Attraverso la collaborazione tra esperti di itinerari culturali, ingegneri geomatici, associazioni e Istituzioni, progettisti del paesaggio, architetti e designer, il cammino è stato rilevato e valorizzato nei suoi punti critici, sino a raggiungere una continuità di percorso. L'uso dei geoportali permette di navigare tramite pc o dispositivi mobili. Grazie a innovativi GIS è stata sviluppata un'applicazione che permette a escursionisti e turisti di trasmettere dati su quanto di interessante appaia loro durante il cammino: edifici storici, monumenti, punti panoramici, ma anche segnalazioni di rischi o interruzioni.

STRUMENTI E CONNESSIONI
Durante i lavori è stato compiuto un minuzioso lavoro di raccolta dati, poi elaborati con una nuova forma di mappatura, detta di geocrowd-sourcing territoriale. Queste applicazioni innovative hanno consentito di rilevare e archiviare informazioni in un'ottica di conservazione dei beni culturali. Agli strumenti tecnologici si sono affiancati quelli tradizionali: guide cartacee, segnaletica, punti di informazione sul cammino.
Si è aperta anche una collaborazione con il progetto Interreg 'Il paesaggio culturale alpino su Wikipedia', che mira alla creazione di informazioni di carattere turistico e culturale.
Sul versante svizzero il progetto è stato allineato con “Ticino Turismo”, che prevede la promozione di itinerari a piedi nel Canton Ticino. Sul territorio italiano si sta creando un'importante sinergia con il progetto della Via Spluga e Via Francisca, considerate come un continuo della Via Regina. 

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