Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

Commissione europea

Tutela della biodiversità, Bruxelles premia il Progetto Life Tib della Provincia di Varese

Premiazione

Prestigioso riconoscimento il 23 maggio 2018 a Bruxelles per il progetto di tutela della biodiversità Life “Tib” (Trans insubria bionet) realizzato negli anni scorsi da Provincia di Varese, Lipu e Regione Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo e Unione europea. Il progetto è stato premiato da Karmenu Vella, commissario europeo all’Ambiente, come uno dei migliori progetti Life d’Europa del 2016. Alla cerimonia era presente una delegazione italiana composta da Massimo Soldarini, Lipu-BirdLife Italia; Sara Barbieri, Provincia di Varese; Alessandro Corrado, delegazione di Bruxelles di Regione Lombardia; Paolo Siccardi, Fondazione Cariplo.

Merito di Tib è aver creato un lungo corridoio ecologico tra il Parco del Campo dei Fiori, sulle Prealpi di Varese, e il Parco del Ticino, in Pianura padana, grazie al ripristino di piccole zone umide e alla formazione di passaggi utili alla fauna selvatica. In questo modo si è favorito lo spostamento degli abitanti a più zampe della vasta zona e si è riconnesso l'ambiente che, a causa di infrastrutture, era frammentato.
«Siamo particolarmente felici ed orgogliosi di questo successo – dichiara il presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi – . Viene riconosciuta la grande qualità del lavoro effettuato sul campo e il valore del risultato finale. Un ottimo e concreto esempio di buona gestione dei fondi europei destinati alla conservazione della biodiversità, in questo caso nella nostra provincia che annovera alcuni dei luoghi di natura più belli e preziosi del nostro Paese».
In foto, da sinistra a destra: Angelo Salsi, responsabile Unità Life alla Commissione Europea, Sara Barbieri, Paolo Siccardi, Massimo Soldarini. 

DiscoverEU, in palio per i diciottenni dell'UE 15 mila biglietti per esplorare l'Europa

Copenhagen (DE) Opera House (Henning Larsen, 2000), foto Daniele Cazzaniga

Un'ottima opportunità di scoprire l'Europa da luglio a fine ottobre 2018 attraverso un viaggio personale che nessun libro o documentario saprebbe offrire. È DiscoverEU, iniziativa europea aperta da martedì 12 giugno. Per candidarsi occorre avere 18 anni il 1º luglio 2018, essere cittadini dell'UE ed essere disposti a viaggiare quest'estate. Termine per candidarsi, martedì 26 giugno.
Con questa nuova iniziativa dell'Unione Europea i giovani potranno viaggiare da soli o in gruppo di massimo di cinque. Come regola generale dovranno usare il treno. Tuttavia, per garantire l'accesso a tutto il continente, in alcuni casi particolari i partecipanti potranno servirsi di mezzi di trasporto alternativi, come l'autobus o il traghetto o, eccezionalmente, l'aereo. In questo modo anche chi vive in zone periferiche o sulle isole non sarà escluso. Poiché il 2018 è l'Anno europeo del patrimonio culturale, i vincitori dei biglietti avranno la possibilità di partecipare a numerosi eventi che si svolgono in tutta Europa.

Come presentare la candidatura
I candidati dovranno fornire i loro dati personali e maggiori dettagli sul viaggio che vorrebbero fare. Dovranno inoltre rispondere a un quiz composto da cinque domande riguardanti il 2018 quale Anno europeo del patrimonio culturale, le iniziative dell'UE rivolte ai giovani e le prossime elezioni europee. Infine, dovranno rispondere a una domanda di spareggio su quanti giovani parteciperanno all'iniziativa. Le risposte consentiranno alla Commissione Europea la selezione. Una volta selezionati, si dovrà iniziare il viaggio tra il 9 luglio e il 30 settembre 2018. Si potrà viaggiare fino a trenta giorni e visitare fino a quattro mete all'estero.

Con un bilancio di 12 milioni di euro nel 2018, DiscoverEU dovrebbe offrire ad almeno 20mila giovani la possibilità di viaggiare attraverso l'Europa quest'anno. A ogni stato membro è stato assegnato un numero di biglietti in base alla percentuale della sua popolazione rispetto a quella complessiva dell'Unione Europea. La prima tornata di candidature, permetterà ad almeno 15mila giovani di esplorare l'Europa. Una seconda tornata di candidature, con almeno 5mila biglietti in palio, si svolgerà nell'autunno del 2018.
La Commissione Europea intende sviluppare l'iniziativa e l'ha pertanto inclusa nella propria proposta per il prossimo programma Erasmus. Se il Parlamento europeo e il Consiglio l'approveranno, un altro milione e mezzo di diciottenni dovrebbe avere la possibilità di mettersi in viaggio tra il 2021 e il 2027, grazie a un bilancio di 700 milioni di euro.
DiscoverEU è un'iniziativa dell'UE che si basa su una proposta del Parlamento Europeo, che ne ha assicurato il finanziamento per il 2018 mediante un'azione preparatoria. L'iniziativa si concentra sui giovani che compiono 18 anni, momento che segna un importante passo verso l'età adulta. Inoltre, una volta selezionati i partecipanti faranno parte della comunità DiscoverEU e diventeranno ambasciatori dell'iniziativa. Saranno perciò invitati a raccontare le loro esperienze di viaggio, ad esempio attraverso i social media, o a fare una presentazione a scuola o nella loro comunità locale. Informazioni su: Portale europeo per i giovani.

L'Europa al Giro d'Italia 2018 nell'Anno europeo del patrimonio culturale

logo
Camper UE

Quest'anno il Giro d'Italia si tingerà d'Europa. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea parteciperà infatti all'edizione 2018 del Giro, «per valorizzare l'Europa presente sui nostri territori e le azioni UE nel campo dello sport, della salute, dell'ambiente e della mobilità sostenibile».
Lungo le tappe italiane del Giro, che si snoderanno dall'8 al 27 maggio su tutta la Penisola, sono localizzati decine di siti naturali o artistici restaurati,  valorizzati o ricostruiti dall'UE in Italia. Si va dalla Reggia di Venaria Reale alla Multimedia Valley di Giffoni, dal Parco archeologico di Pompei al museo delle ceramiche di Faenza, dalla basilica di San Benedetto a Norcia alle trincee della Grande guerra in Friuli Venezia Giulia. Ogni giorno la Commissione europea metterà in evidenza questi ed altri siti, senza dimenticare i progetti di ricerca e innovazione, i prodotti Dop italiani e il sostegno alle piccole e medie imprese dello Stivale.
Inoltre, in tutto il percorso italiano, un camper con i colori della bandiera UE si unirà al serpentone della carovana, per informare e sensibilizzare i cittadini e gli appassionati di sport sulle politiche europee dedicate all'ambiente, allo sport, alla salute, alla mobilità sostenibile e alla sicurezza alimentare.
«Mettere insieme lo sport e la cultura – ricorda il commissario europeo Tibor Navracsics, responsabile per la cultura, lo sport, l'istruzione e la gioventù - è un'occasione unica per sottolineare il potere di entrambi di riunire le persone e costruire un'identità europea più forte, pienamente nello spirito dell'Anno europeo del patrimonio culturale che celebriamo nel 2018».

Ue, Prosperano le città europee se cercano cultura e creatività

Copenhagen (DE) Biblioteca Reale-Diamante Nero (Schmidt, Hammer e Lassen, 1999), foto Daniele Cazzaniga

Ha cominciato il suo percorso lo scorso luglio la prima edizione dell'Osservatorio della cultura e della creatività urbana. Il nuovo strumento della Commissione Europea fornisce dati comparabili sui risultati ottenuti delle città europee in nove ambiti (comprese cultura e creatività) e indica come contribuiscano a sviluppo sociale, crescita economica e creazione di posti di lavoro.
L'Osservatorio è stato sviluppato dal servizio scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca (JRC), e aiuterà i responsabili politici e i settori culturale e creativo a identificare i punti di forza locali e gli ambiti di miglioramento, come pure a imparare da città “comparabili”. Metterà inoltre in evidenza la correlazione tra la vivacità culturale e le varie dimensioni della vita di una città, a cominciare dalla diversità sociale e dall'attività economica.
«Il mio obiettivo – ha dichiarato Tibor Navracsics, commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport e responsabile di JRC - è porre la cultura e la creatività al centro dell'agenda strategica europea. In un momento di grandi trasformazioni sociali e di concorrenza globale sempre più aspra tra le città, dobbiamo guardare al di là delle fonti tradizionali di crescita e benessere socioeconomico ed esaminare il ruolo della cultura in città dinamiche, innovative e ricche di diversità. L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana mette in evidenza le città europee vincenti che hanno trovato modalità proprie per sfruttare il potenziale offerto dalla cultura e dalla creatività per stimolare lo sviluppo, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei loro abitanti».
Il progetto di ricerca ha interessato centosessantotto città di trenta Paesi europei. E è disponibile online. Gli utenti possono esaminare le città selezionate e ottenere informazioni quantitative e qualitative.
La città europea culturale e creativa "ideale", secondo i parametri, sarebbe un mix delle città che ottengono i migliori risultati per ciascun indicatore. Avrebbe le sedi e le strutture culturali di Cork (Irlanda), l'attrattiva e la partecipazione culturale nonché i posti di lavoro creativi e basati sulla conoscenza di Parigi (Francia), la proprietà intellettuale e l'innovazione di Eindhoven (Paesi Bassi), i nuovi posti di lavoro nei settori creativi di Umeå (Svezia), il capitale umano e l'istruzione di Leuven (Belgio), l'apertura, la tolleranza e la fiducia di Glasgow (Regno Unito), le connessioni locali e internazionali di Utrecht (Paesi Bassi) e la qualità della governance di Copenaghen (Danimarca). Di queste otto città, cinque hanno meno di 500 mila abitanti (Cork, Eindhoven, Umeå, Leuven e Utrecht).
Lo strumento si basa su tre indici principali (vivacità culturale, economia creativa e contesto favorevole) organizzati in nove ambiti e misurati attraverso ventinove indicatori: dal numero di musei e sale concerto all'occupazione nei settori culturale e creativo, dalle domande di brevetto nel settore delle TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) al livello di fiducia delle persone nei confronti dei propri concittadini. Raccoglie dati da diverse fonti pubbliche (quali Eurostat e l'Eurobarometro) e dati sperimentali (ad esempio provenienti da TripAdvisor).
L'osservatorio dovrebbe essere aggiornato ogni due anni per rimanere concettualmente e statisticamente attendibile nel tempo.

L’Europa bandisce l'uso in campo aperto dei tre insetticidi più diffusi al mondo

Slow Food, «dopo anni di battaglie una grande vittoria per gli insetti impollinatori, come le api, e per tutti noi»

INTERVENTO - Lo scorso marzo l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha ribadito la pericolosità di tre insetticidi della classe dei neonicotinoidi: clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam. Il risultato è stato che la Commissione europea ha richiesto la restrizione del loro uso in campo aperto, incontrando la resistenza di alcuni Stati membri. Il voto del 27 aprile, invece, ha approvato a maggioranza qualificata la proposta di divieto della Commissione.
Per Slow Food questo risultato è un’ottima notizia, anche se la lotta ai neonicotinoidi non finisce qui. La Commissione infatti sostiene l’idea che «il divieto completo  dell’uso dei tre neonicotinoidi non è giustificato, in quanto non c’è alcun rischio per le api in tutti quei casi in cui le piante sono trattate esclusivamente all’interno delle serre e rimangono al loro interno durante tutto il ciclo vitale». Questo vuol dire quindi che i tre insetticidi si possono ancora utilizzare all’interno delle serre. Considerando i rischi comprovati di queste sostanze, Slow Food crede che dovrebbero essere vietate per tutte le coltivazioni e in qualsiasi condizione.
Secondo Carlo Petrini, presidente di Slow Food, «Oggi gli Stati membri dell’Unione europea si sono messi dal lato giusto della storia. Si tratta di una vittoria importante non solo per le api ma per l’intera società. Questo voto è un chiaro messaggio indirizzato alla politica e all’intero sistema agricolo industriale: la nostra salute e quella del pianeta prevarranno sugli interessi finanziari delle multinazionali. Siamo di fronte a un passo fondamentale verso un’agricoltura buona, pulita e giusta».
Dello stesso avviso Martine Dermine, coordinatore della Save the Bees Coalition e del Presidio Slow Food dell’ape nera belga: «Questo è un giorno che passerà alla storia perché da quando sono stati autorizzati, 20 anni fa, i neonicotinoidi hanno decimato milioni di alveari in tutta Europa. Gli Stati membri hanno espresso un segnale nettissimo a favore della protezione dell’ambiente e di un’agricoltura più sostenibile».
Slow Food Italia

Protezione dei consumatori europei, giocattoli e automobili in cima alla lista dei prodotti pericolosi

La Commissione europea ha pubblicato a metà mese la sua relazione sul sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi relativa al 2017. L'analisi indica come nell'anno le autorità nazionali abbiano usato il sistema di allarme rapido con maggiore frequenza rispetto al passato, effettuando oltre duemila segnalazioni. In cima alla lista dei materiali individuati e ritirati dal commercio figurano i giocattoli, con diversi modelli dei diffusissimi spinner antistress, le automobili e i motocicli. 
Le segnalazioni hanno innescato quasi quattromila operazioni di intervento, compreso il ritiro dei prodotti dal commercio. Dimostrazione questa che le autorità nazionali hanno monitorato le segnalazioni e preso le misure necessarie in nome della sicurezza. 

Come tutelare i consumatori dai prodotti pericolosi venduti online?
Sempre più spesso le persone acquistano prodotti online direttamente da Paesi terzi. La sfida consiste ora nel garantire che questi soddisfino gli standard di sicurezza UE.
Molti dei materiali pericolosi evidenziati dal sistema di allarme rapido sono venduti anche sulle piattaforme o sui mercati online. Per far fronte al fenomeno, la Commissione sta promuovendo la cooperazione con i suoi omologhi internazionali e le piattaforme online per garantire le adeguate tutele. Il 1° marzo 2018 la Commissione ha emanato tra l'altro una Raccomandazione in cui compare una serie di misure operative. Le piattaforme online e gli Stati membri dovrebbero adottarle per intensificare ulteriormente le attività di contrasto. 
La Commissione ha fatto inoltre un passo in più e specificamente invitato proprio le piattaforme ad assumere impegni volontari che vadano oltre gli obblighi giuridici nel campo della sicurezza dei prodotti. 
Quali sono i prodotti che comportano i maggiori rischi?
Nel 2017 la categoria di prodotti oggetto del maggior numero di segnalazioni è stata, come si diceva, quella dei giocattoli (29%). Seguono i veicoli a motore (20%) e abbigliamento, prodotti tessili e articoli di moda (12%).
Per quanto riguarda i rischi, nel 2017 il rischio segnalato con maggiore frequenza è stato quello di lesioni (28%), seguito da quello chimico (22%).
Da dove provengono questi prodotti?
La maggior parte dei prodotti pericolosi segnalati nel sistema proveniva da Paesi terzi. La Cina è al primo posto, ma nel 2017 il numero di segnalazioni è rimasto stabile al 53% (1155), come l'anno precedente. La Commissione ha comunque sottolineato come prosegua la cooperazione con le autorità cinesi e vengano discussi casi specifici e azioni di scambio buone pratiche. Le segnalazioni di prodotti pericolosi di origine europea sono state 413 (26%).
Prossime tappe
Il sistema di allarme rapido, come si evince dai dati, è importante per l'applicazione della normativa UE in materia di tutela. Ma si può migliorarlo ancora. Già in aprile arriverà il «New Deal per i consumatori», iniziativa di modernizzazione delle norme vigenti e intensificazione della protezione. Prossima tappa sarà per gli utenti la possibilità di accedere a ciascuna segnalazione in tutte le lingue ufficiali dell'UE.

Commissione europea, migliorare la protezione del lavoro dalle sostanze chimiche cancerogene

Altro passo avanti della Commissione europea per promuovere salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nell'Unione Europea. In aprile ha infatti proposto la terza tornata di modifiche alla Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (2004/37/CE).
Le modifiche vogliono in particolare limitare l'esposizione a cinque sostanze cancerogene in aggiunta alle ventuno già figuranti nella normativa o in proposte e prevenire ulteriori casi di malattie oncologiche e di altre patologie di origine professionale. Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ricorda come limitare l'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze chimiche cancerogene migliorerebbe «la protezione di oltre 1 milione di lavoratori in Europa e contribuiremo a rendere i luoghi di lavoro più sani e più sicuri, nel rispetto di uno dei principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali».
In concreto, la Commissione propone l'introduzione di nuovi valori limite nella Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni e fissare la concentrazione massima nell'aria di una sostanza chimica cancerogena sul luogo di lavoro. L'invito si basa su dati scientifici e fa seguito ad approfondite discussioni con i portatori di interessi, in particolare rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli Stati membri.

Nella terza tornata di revisione della Direttiva sono state selezionate le seguenti cinque sostanze cancerogene:
· il cadmio e i suoi composti inorganici;
· il berillio e i suoi composti inorganici;
· l'acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico;
· la formaldeide;
· il 4,4'-metilene-bis(2-cloroanilina) (MOCA).
Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l'elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l'industria della plastica e il riciclaggio.
L'imposizione di misure efficaci per impedire l'esposizione elevata alle cinque sostanze e ai gruppi di sostanze indicati avrà ripercussioni positive molto più significative della sola prevenzione oncologica.
Secondo stime, attuare limiti potrebbe prevenire più di 22 mila casi di malattie professionali, non solo per quanto riguarda i tumori. Con tali argini si ridurrà anche l'incidenza di altre importanti patologie dovute a sostanze cancerogene e mutagene. Per esempio, oltre al tumore polmonare l'esposizione al berillio causa anche la berilliosi, una grave malattia cronica.
Inoltre, valori limite a livello europeo servono a promuovere la coerenza, in quanto contribuiscono a pari condizioni di concorrenza per tutte le imprese e un obiettivo chiaro e comune per datori di lavoro, lavoratori e autorità di controllo. Da questo punto di vista, si andrebbe quindi nella direzione di un sistema più efficiente di protezione e anche di un mercato unico più equo.
 
I dati indicano che il cancro costituisce la maggiore causa di mortalità professionale: ogni anno il 52% delle morti legate a un'attività professionale è provocato dal cancro, rispetto al 24% dovuto a malattie del sistema circolatorio e al 2% per lesioni. L'esposizione a determinati agenti chimici sul luogo di lavoro può causare il cancro. Per quanto i tumori sianoi una categoria complessa e alcuni fattori eziologici siano difficili da individuare, è evidente che le patologie oncologiche per 'esposizione a sostanze chimiche sul luogo di lavoro possono essere prevenute riducendo o eliminando l'esposizione.
Nell'intento di proteggere i lavoratori da tali rischi l'UE ha adottato nel 2004 la Direttiva 2004/37/CE sugli agenti cancerogeni e mutageni, che stabilisce le misure da mettere in atto per eliminare o ridurre l'esposizione a tali agenti e dunque per contribuire a prevenire i casi di tumore professionale e malattie correlate.
Le conoscenze scientifiche sulle sostanze cancerogene o mutagene sono in continua evoluzione e il progresso tecnologico consente di migliorare la protezione. Per garantire che i meccanismi di protezione abbiano la massima efficacia e che in tutti gli Stati membri siano in vigore misure preventive aggiornate è necessario che la Direttiva sia riveduta a intervalli regolari.  

Corpo europeo di solidarietà, in arrivo posti di lavoro e tirocini

A sei mesi dal varo, da parte della Commissione europea, del Corpo europeo di solidarietà e dopo l'abbinamento dei collocamenti di volontariato iniziato nel marzo 2017, è ora la volta di migliaia di collocamenti di lavoro e di tirocinio. La Commissione europea sostiene infatti due progetti guidati dal Servizio pubblico per l'impiego italiano e da quello francese, che offriranno a un massimo di 6 mila giovani un lavoro o un tirocinio connessi alla solidarietà in un altro Paese dell'UE.
Due progetti guidati dal Servizio pubblico per l'impiego francese (Pôle Emploi) e dall'italiana Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) prevedono la collaborazione di servizi pubblici per l'impiego e organizzazioni di diversi stati membri dell'UE, come le organizzazioni dei datori di lavoro e gli istituti di formazione. Intento, fornire ai giovani tra i 18 e i 30 anni offerte di lavoro o tirocinio in settori connessi alla solidarietà. I partecipanti selezionati potranno impegnarsi in un'ampia gamma di attività quali l'assistenza sanitaria, l'integrazione sociale, la protezione dell'ambiente, l'assistenza a migranti e rifugiati e l'aiuto alimentare in un altro Paese dell'UE. I progetti si rivolgeranno ai datori di lavoro, garantiranno l'abbinamento tra candidati e offerte e forniranno ai partecipanti assistenza finanziaria e altre forme di sostegno, come la formazione. I progetti sono finanziati con più di 14 milioni di euro dal programma per l'occupazione e l'innovazione sociale.

Orizzonte temporale e prossime tappe
I due progetti proseguiranno fino a marzo 2019. In parallelo, il Corpo europeo di solidarietà verrà ulteriormente sviluppato e consolidato. L'obiettivo è mettere a disposizione 100  mila posti entro la fine del 2020.
L'esperienza acquisita contribuirà a preparare il terreno per l'introduzione su più ampia scala del Corpo europeo di solidarietà entro il 2020. I due progetti, in collaborazione con altri progetti in materia di collocamenti occupazionali per il corpo europeo di solidarietà,  continueranno a sostenere i giovani nella ricerca di collocamenti transfrontalieri fino alla primavera del 2019.
Per informazioni, contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail

Lombardia, tralicci e cavi elettrici a misura di aquile e gufi reali

Collaborazione tra Enel e Lipu per la tutela dell’avifauna – L’accordo rientra nel progetto europeo Life–Gestire 2020 promosso da Regione Lombardia
Enel-cicogne

Per aquila reale, nibbio bruno, gufo reale e altre specie di uccelli diventerà più sicuro il territorio montano di Sondrio, Bergamo e Brescia. Grazie a un accordo tra Enel e Lipu-BirdLife Italia, il loro l’habitat naturale non sarà più a rischio di collisione con i cavi sospesi né di fenomeni di elettrocuzione quando si posano sui sostegni.
A Milano, il 13 luglio 2017, il responsabile di E-distribuzione per la Lombardia (la società, che gestisce la rete di distribuzione elettrica), Vincenzo di Luozzo, e il presidente di Lipu-BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria, hanno aggiunto un altro tassello alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia dell’avifauna.
MAPPATURA E STUDI LINEE AEREE
Le parti elaboreranno un piano di interventi mirato a ridurre i rischi da collisione ed elettrocuzione per l’avifauna. La società elettrica fornirà la mappa delle linee aeree di media tensione - dotate di conduttori nudi - presenti nelle province di Sondrio, Bergamo e Brescia. A ruota, dal canto suo, l’associazione ambientalista fornirà i risultati degli studi condotti in merito ai rischi derivanti da impatto ed elettrocuzione in cui incorrono gli uccelli selvatici che popolano questi spazi.
Non è la prima volta che l’Enel intervenga in difesa della biodiversità e della tutela delle specie a rischio di estinzione. A protezione della nidificazione la società ha, per esempio, installato posatoi sopraelevati, impiegato guaine e materiali isolanti, sostituito il conduttore elettrico esistente con altro tipo di isolante.
PROGETTI
L’accordo è un frutto del progetto Life Gestire2020, avviato nel gennaio 2016 per la conservazione della biodiversità in Lombardia e condotto da Regione Lombardia con il contributo della Commissione Europea. Alla sua realizzazione collaborano l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, i Carabinieri forestali, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Lipu, Wwf, Comunità Ambiente e Fondazione Cariplo in qualità di co-finanziatore.
La nuova intesa si va ad aggiungere ad altre mirate sempre alla protezione dell’ambiente. Tra gli altri interventi dell’Enel figurano un seminario sulla progettazione di linee elettriche aeree contro i rischi di collisione ed elettrocuzione per l’avifauna, la posa di cassette nido per la nidificazione dei rapaci, la realizzazione di piattaforme sulla sommità dei tralicci per l’arrivo delle cicogne, i nastri isolanti sui conduttori per preservare l’incolumità dei volatili.
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Nelle foto: nido di cicogne su piattaforma di E-distribuzione;
la firma del protocollo (da sinistra Fulvio Mamone Capria e Vincenzo Di Luozzo;
tecnico Enel al lavoro durante un’attività di isolamento dei conduttori ).

Unione Europea e i diritti delle donne

Dichiarazione comune in occasione della Giornata internazionale della donna 2017

Come al momento della sua fondazione, l'Unione europea è oggi al fianco delle donne in Europa e nel resto del mondo.
Sessant'anni fa, la parità tra donne e uomini è stata iscritta nel trattato di Roma diventando uno dei valori fondanti dell'Unione europea. A quel tempo solo l'Europa, in tutto il mondo, era impegnata a sostenere il principio della parità di retribuzione: da allora, l'UE ha continuato a essere all'avanguardia e a compiere progressi concreti su tutti i fronti. Lavoriamo senza sosta per difendere i diritti delle donne, sostenendole nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere.
LAVORO
Nel 2017 ci sono sempre più donne che lavorano, si laureano, sono attive in politica o raggiungono posizioni dirigenziali nelle imprese europee. All'interno della Commissione, le donne rappresentano il 55% del totale della forza lavoro. Eppure, ancora oggi, nell'Unione europea le donne, soprattutto le madri sole, troppo spesso faticano per raggiungere l'indipendenza economica. Nel 2016 il tasso di occupazione femminile nell'Unione europea ha raggiunto il livello record del 65,5%, sebbene vi sia ancora una grande differenza rispetto al 77% degli uomini.
Occorre fare molto di più - in Europa e altrove. Le donne sono spesso più vulnerabili in situazioni di conflitto, migrazione e sfollamento, oppure dove la povertà e i cambiamenti climatici colpiscono più duramente. Inoltre, nel contesto migratorio attuale, abbiamo assistito a un aumento esponenziale del numero di donne che arrivano in Europa vittime della tratta di esseri umani.
ATTACCHI IN AUMENTO
Intolleranza contro le donne e misoginia si manifestano non solo nella sfera pubblica ma anche dietro il vile anonimato di internet. Gli attacchi contro i diritti delle donne sono in aumento. Sono troppi gli Europei che ancora ritengono che un rapporto sessuale non consensuale possa essere giustificato. Inoltre, ovunque nel mondo, e soprattutto nelle zone di conflitto, le donne affrontano in prima linea la discriminazione e la violenza.
Tuttavia, spesso sono proprio le donne a cercare per prime delle soluzioni, a mostrare resilienza in tempi di difficoltà e ad avere una visione per il futuro dei loro Paesi. Per questa ragione l'UE continua a dialogare con le organizzazioni femminili in tutto il mondo, anche nelle circostanze più difficili - come in Afghanistan o Siria.
IMPEGNI UE
Continueremo ad agire sia all'interno sia all'esterno dell'UE. In particolare:
*la Commissione europea, attraverso il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019, affronta le disuguaglianze in ambiti importanti quali lavoro, retribuzione, processo decisionale e violenza;
*la Commissione europea ha dedicato il 2017 all'eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze;
*la Commissione presenterà quest'anno una nuova iniziativa per l'equilibrio tra vita professionale e vita privata destinata ai genitori e a coloro che svolgono un ruolo di assistenza;
*attraverso le nostre proposte di riforma del sistema europeo comune di asilo, alle donne migranti che arrivano in Europa in cerca di protezione e che hanno subito violenze saranno fornite cure mediche, assistenza legale, consulenza post-trauma e sostegno psicosociale;
*nel corso dell'attuazione delle politiche e delle normative in materia, la Commissione continuerà a monitorare la dimensione di genere nell'ambito della prevenzione e della lotta alla tratta di esseri umani;
*nell'ambito delle relazioni esterne, attraverso il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere 2016-2020, la Commissione si concentrerà in particolare sull'assistere, a livello mondiale, donne e ragazze escluse dall'istruzione, dalla parità di accesso ai servizi sanitari e di pianificazione familiare, dal mercato del lavoro e anche dalla vita politica - e che sono esposte a norme e leggi inique in materia di eredità, cittadinanza o proprietà fondiaria;
*nell'ambito dell'aiuto umanitario, per garantire che l'assistenza raggiunga le persone più vulnerabili ovunque nel mondo, la Commissione continuerà ad applicare sistematicamente un approccio sensibile alle specificità di genere;
*la Commissione continuerà a dare l'esempio in materia di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, compresa la parità di genere.
Non abbiamo intenzione di smettere di combattere per la parità di genere e per la sicurezza di donne e ragazze, sostenendole nella piena realizzazione delle loro potenzialità. L'Unione europea è impegnata, come lo era sessant'anni fa, a garantire parità alle donne in tutto il mondo.

Bruxelles, 7 marzo 2017
Firmatari:
Frans Timmermans, primo Vicepresidente
Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione
Günther Oettinger, Commissario per il Bilancio e le risorse umane, Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Christos Styliandes, Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Vera Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere  

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