Edizione n.14 di mercoledì 22 aprile 2026
Prima pagina
Visite a contributo in 600 luoghi speciali e poco conosciuti di 170 città di tutta Italia
È iniziata domenica 1° e durerà fino al 31 ottobre 2017 la Giornata FAI d’Autunno, realizzata dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”. Sono 3.500 i volontari che accompagneranno gli italiani alla scoperta di 600 luoghi inaccessibili o poco valorizzati, legati da una tematica comune - la musica, l’acqua, le tradizioni artigiane locali, il panorama urbano dall’alto, gli spazi dedicati all’amore sacro e a quello profano… – e raccontati da una prospettiva insolita.
Circa 170 itinerari tematici in altrettante città connetteranno l’apertura di palazzi, chiese, castelli, parchi, teatri, architetture industriali in trasformazione, ma anche interi quartieri e borghi. All’accesso di ogni bene sarà richiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, a sostegno dell’attività della Fondazione.
Per gli iscritti FAI e per chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento – a questi ultimi sarà dedicata eccezionalmente la quota agevolata di 29 euro anziché 39 - saranno riservate aperture straordinarie, accessi prioritari, attività ed eventi speciali in molte città. La quota agevolata varrà anche per chi si iscriverà per la prima volta tramite il sito www.fondoambiente.it durante tutto il mese di ottobre.
ITINERARI E APERTURE IN LOMBARDIA
*BONATE SOTTO (BG), Variazioni nell'Isola: storie impreviste di chiese e un borgo:
Basilica di Santa Giulia: Storia di Una Chiesa Incompiuta, via San Pietro (domenica: 10/13; 14/17); Borgo di Mezzovate: Storia di Un Borgo, Bonate Sotto (domenica 10/13; 14/18); Chiesa di Presezzo: Storia Imprevista di una Chiesa, via Vittorio Veneto (domenica 10/ 13; 14/ 17); Chiesa di San Giorgio: Storia di Una Chiesa Preservata, piazza Duca d'Aosta (domenica 10/ 13; 14/ 17); Chiesa di San Giuliano: Storia di Una Chiesa Sparita, via Roma (la Chiesa di San Giuliano è visibile solo all'esterno. Visita in autonomia del luogo con illustrazione presso gli altri luoghi aperti alle visite); Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore: Storia di Una Chiesa, Oggi, via San Sebastiano (domenica ore 14/17 compatibilmente con le funzioni religiose).
*MOZZANICA (BG), Arte e storia tra le rogge di Mozzanica:
Chiesa di Santa Marta, vicolo S.Marta (domenica: 10/ 17); Chiesa Madonna della Neve, frazione Cascina Colomberone (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI, possibilità di iscriversi al FAI in loco): domenica: 10/17(per raggiungere la Chiesa della Madonna della Neve è stata predisposta una navetta in partenza da Piazza Santo Stefano a conclusione del giro nel centro storico del paese); Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano, via Ceresoli Domenico 9; apertura domenica ore 12:30/17); Torre Civica e Mulino, piazza Antonio Locatelli (domenica: 10 /17):
*BRESCIA, Amor Sacro & Amor Profano:
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e Chiostro della Memoria, via Fratelli Cairoli 23. Apertura domenica: 10/ 17:30 (anticipata in caso di grande affluenza; ultimo ingresso 17); Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Contrada delle Bassiche, 36; domenica: 10/17:30 (apertura anticipata in caso di grande affluenza; ultimo ingresso 17); Palazzo Bettoni Cazzago, via Gramsci 17; domenica 10/17:30 (chiusura anticipata in caso di grande affluenza; ultimo ingresso 17).
Visite in lingua: inglese e spagnolo. Palazzo Ferrazzi, via Marsala, 33; domenica: 10/ 17:30 (ultimo ingresso 17; chiusura anticipata in caso di grande affluenza); Sala delle Scimmie, vicolo del Moro 15; domenica: 14/ 17:30 (ultimo ingresso 17:30).
L'ARTE DELLA PRODUZIONE
*CANTU' (CO), Riva 1920 Spa, via Milano 137; domenica: 10:30/17:30 (ultimo ingresso 17), Visite a cura di: istituto Jean Monnet.
*ROVELLASCA (CO), Gabel, via XX Settembre 35, domenica: 10:30/17:30 (ultimo ingresso 17:00), Visite a cura di: associazione Memoria e Futuro.
*SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO), Canepa Spa, via Trinità 1; domenica: 10:30/17:30 (ultimo ingresso 17). Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni.
*CREMA (CR), Tesori della pittura barocca lombarda: il giovane Barbelli a villa Tensini e San Giovanni Battista Oratorio di San Giovanni Battista (O della Carità), via Matteotti 37; domenica: 10/12; 15/ 18 (ultimo ingresso 17:30); Villa e Parco Tensini Labadini Edallo, Santa Maria della Croce, via dei Carmelitani (se maltempo ingresso da via Caterina degli Uberti 8); domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17:30).
*CREMONA: Una chiesa e un monastero lungo l'antica contrada del Sole
Chiesa di San Benedetto, via dei Mille; domenica: 10 / 18(ultimo ingresso 17:30); Chiesa di Sant'Ilario, via Giuseppe Garibotti 2; domenica: 10/11:30; 15/17:30 (ultimo ingresso 17).
*GARLATE (LC): un paese dal cuore di seta.
Borgo di Garlate, Garlate; domenica: 10/18 (ultimo ingresso 18); Chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, Garlate, domenica: 10/ 17 (no visite durante le messe); Chiesa Parrocchiale di S. Stefano, via Strencetta, domenica: 11/17:30 (no visite durante le messe); Civico Museo della Seta Abegg, via Statale 490, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); Villa Abegg, via Statale, domenica: 10:/ 18 (ultimo ingresso 17:30); Villa Pozzi Testori De Capitani, domenica 10/18 (ultimo ingresso 17:30);
*MISSAGLIA (LC), Luogo d'incontro e incontro di luoghi nel cuore antico dell'Alta Brianza.
Chiesa di San Zenone, piazza Giuseppe Coija, domenica: 10/17; Monastero della Misericordia, via della Misericordia, domenica: 10/17.
*LODI , Cultura e musica a Lodi
Chiesa di Santo Spirito, via Serravalle, Lodi, domenica: 10/13; 14/ 18; Sala della Musica Fondazione Cosway, via Paolo Gorini 6, Lodi, domenica: 10/13; 14/ 18; Teatro Alle Vigne, via Cavour 66, Lodi, domenica: 10/12; 13/ 18.
*BORGOFORTE (MN), Storie di... mattoni, altari e baionette.
Fornace Polirone, via Argine Boccadiganda 1, domenica: 10/ 12:30; 14/ 17; Forte Magnaguti, strada statale Cisa 62, domenica: 10/12:30; 14/ 17; Parrocchiale di San Giovanni Battista, via Parmense 34, domenica: 14/ 17.
*MONZAMBANO (MN), Monzambano: il verde confine.
Castello, via Castello 30, domenica: 10/12:30; 14/ 17; Palazzo Monte Oliveto, Str. Festoni 30 Monzambano, domenica: 10/ 12:30; 14:30 / 17.
*REDONDESCO (MN), L'attività difensiva e le costruzioni militari ai tempi di Ludovico II.
Castello dei Gonzaga, piazza Castello, domenica: 10/ 12:30; 14/ 17:30.
*CORNAREDO (MI), "La strata vegia": un miglio di strada romana.
Cascina Favaglie Ghiacciaia, via Favaglie, domenica: 9:30/18 (ultimo ingresso 17:30);
Chiesa di San Rocco, via San Rocco, domenica 9:30/18 (ultimo ingresso 17:30); Chiesa Vecchia San Pietro All'Olmo, domenica: 9:30/18; Museo delle Civiltà Contadine, via Favaglie, domenica: 9:30/ 18 (ultimo ingresso 17:30).
*MILANO (MI), AnteWeb. Biblioteche e archivi storici milanesi: la conservazione del sapere prima dell'era digitale.
Archivio Capitolare di Sant'Ambrogio, piazza sant'Ambrogio 15 (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17:30); Archivio Luoghi Pii Elemosinieri, via Olmetto 6, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30), visite a cura di: Mediatori culturali del progetto "Arte, un Ponte tra Culture". Visite in lingua: inglese, francese, spagnolo, russo, arabo. Archivio Storico del Piccolo Teatro di Milano, Largo Greppi 1, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); Archivum Fabricae: Diario della Città e dei Milanesi, piazza del Duomo 20 (Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); Biblioteca del Conservatorio di Milano, via Conservatorio 12, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); collaborazione durante la visita da parte degli ex studenti del Liceo Musicale Giuseppe Verdi di Milano; Biblioteca del Museo di Storia Naturale, corso Venezia 55, domenica: 10/ 17:30 (ultimo ingresso 17), visite a cura di: Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci, Milano; Casa della Memoria, via Federico Confalonieri 14; domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); in corso la mostra “Don’t Kill” dell’artista Fabrizio Dusi; visite a cura di: Studenti Liceo Classico Parini, Milano; Palazzo Mondadori, via Mondadori 1, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); non è possibile l'accesso ai minori di 14 anni; il luogo non è raggiungibile con i mezzi pubblici; è disponibile all'interno dell'area un parcheggio gratuito; Torre Zaha Hadid. City Life, La Moderna Riconversione di una parte "Storica" di Milano, piazza Tre Torri, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17).
*SANTO STEFANO TICINO (MI), AnteWeb.Biblioteche e archivi storici milanesi: la conservazione del sapere prima dell'era digitale
Museo Storico del Risorgimento: Collezione Privata Vittorio Grittini, viale Repubblica 18, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30).
*SEREGNO (MB), URBS SERENA - Seregno, itinerari nella storia.
Abbazia e Monastero di San Benedetto, via Stefano da Seregno 100, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17); Antico Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano, via Conte di Cavour 85/ang. via San Rocco, domenica: 10/18 (ultimo ingresso 17:30); Le Tre Piazze del Borgo Antico, Piazza Concordia, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17); Sede dei Vigili del Fuoco di Seregno, via Ballerini Patriarca 23, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17),
*VIMERCATE (MB), Oreno tra conventi, cascine e nobili presenze. Storie e protagonisti di un borgo in Brianza.
Convento di San Francesco (Esterni), via S. Francesco d'Assisi 1 Vimercate, domenica: 10/13; 14/ 18; Corte San Carlo e Corte del Lattaio (Esterni), via Carlo Borromeo, Oreno di Vimercate, domenica: 10/ 13; 14/ 18 (ultimo ingresso 17); Esposizione di Riproduzioni di Codici Leonardeschi, via Lodovica 5, Vimercate (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/13; 14/18 (ultimo ingresso 17); Palazzo Arbizzoni, piazza San Michele Oreno di Vimercate, domenica: 10/13; 14/ 18 (ultimo ingresso 17); Villa Gallarati Scotti (Esterno), via Tommaso Gallarati Scotti 13, Oreno di Vimercate, domenica: 10/13; 1/18 (ultimo ingresso 17).
*PAVIA, Istituto di Anatomia Umana Policlinico San Matteo, Segreti ed Approfondimenti dell'Istituto di Anatomia del Policlinico San Matteo, via Forlanini 14, domenica: 10/ 18 (ultimo ingresso 17:30). Percorso: esterno, atrio, aula Cattaneo, aula del ‘700, aula Anatomica, Biblioteca, Museo Anatomico.
*VARZI (PV), Giornata d'autunno nel borgo di Varzi, Alla scoperta (e riscoperta) di un antico borgo, domenica: 10/ 12:30; 13:30/ 17; Cantina Tipica, domenica: 10/12:30 13:30/17; Castello Malaspina, piazza Umberto I, domenica: 10/ 12:30; 13:30/17; Chiesa dei Cappuccini, largo P. Savini 1, domenica: 10 / 12:30; 13:30/17; Oratori dei Bianchi e dei Rossi, via Di Dentro, domenica: 10/ 12:30; 13:30/17; Torre delle Streghe, piazza Moro, domenica: 10/ 12:30; 13:30 / 17.
*CHIURO (SO), BORGO DI-VINO.
Centro storico, domenica: 10/18; Chiesa Ss. Giacomo e Andrea, domenica: 10/12; 14/18; Palazzo Andres Flematti, domenica: 10/18; Palazzo Quadrio De Maria Pontaschelli (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/18; Torre di Castionetto, domenica: 10/18.
*ARSAGO SEPRIO (VA), A ciascuno la sua casa.
Battistero di San Giovanni Battista: La Casa degli Iniziati, via Martignoni 17, domenica: 10/18; Corte Merletti: La Casa dei Contadini, via Giusti 2 (angolo Via Roma), domenica: 10/18; Necropoli Longobarda: La Casa Ultima, viale Vanoni 20, domenica: 10/12; 14:30/18; Palude Pollini: La Casa del Pelobate Fosco, via Macchi, domenica: 10/18; San Rocco: La Casa dell'Architetto, via Monici (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/18; Segheria Montagnoli e Palazzina In Legno: La Casa Sostenibile, via Garzonio 20 (ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI; possibilità di iscriversi al FAI in loco), domenica: 10/12;14/18.
*VARESE, Ritorno Al Grand Hotel, via Campo dei Fiori, sabato e domenica: 10/18;
visite in lingua inglese.
Varese, da 16 Paesi mille ricercatori-atleti in gara all’Atomiade
Dall’8 al 10 giugno del 2018 Varese e la sua provincia saranno il campo di gara ideale per un migliaio di ricercatori-atleti provenienti da 16 paesi del Vecchio Continente. Nella Terra dei Laghi approderà, per la prima volta, l’Atomiade 2018, Olimpiadi delle Strutture di Ricerca Europee organizzata dal JRC di Ispra in collaborazione con la Camera di Commercio e Comune di Varese.
In una ventina di discipline sportive si confronteranno gli appartenenti all’Associazione delle comunità sportive degli istituti europei di ricerca (Asceri), che comprende circa quaranta istituti di ricerca di sedici Stati europei, non solo appartenenti all’Unione Europea. Dal 1973, ogni tre anni, manifestazioni invernali ed estive, di valenza non solo agonistica ma anche culturale e di convivialità, riuniscono all’insegna dello sport scienziati provenienti dalla Spagna alla Russia, dalla Svezia alla Svizzera.
Lugano, serata pubbica di RSI per il centenario della Rivoluzione Russa
Nel giro di pochi mesi, tra marzo e novembre 1917, la Russia passa dalla monarchia della dinastia Romanov al comunismo di stampo bolscevico. Quella che entrerà nella storia come la "Rivoluzione d'ottobre" muterà il volto del XX secolo. Movimenti rivoluzionari, governi post coloniali, potenze emergenti si richiameranno al modello sovietico. L'impero russo, che si estendeva dalla Siberia al Mar Nero, si trasformerà nell’impero sovietico, con le sue utopie, le sue tragedie, la sua lunga scia di morti.
Il modello egualitario, ma autocratico, porterà allo stalinismo, influenzando il corso degli avvenimenti: fa ancora discutere il legame tra la nascita dell'URSS e quella dei totalitarismi fascista e nazista. Sorta dalle macerie della prima guerra mondiale, la Rivoluzione Russa ha condizionato un'epoca e intere generazioni. Per lo meno fino al 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, che anticipò lo scioglimento dell'URSS.
Durante la settimana speciale (dal 2 all’8 ottobre) dedicata al centenario della Rivoluzione d’Ottobre, Rete Due, in collaborazione con CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) organizza la serata pubblica La Rivoluzione Russa e il mondo contemporaneo. Nello studio 2 di RSI Lugano Besso, lunedì 25 settembre, alle 18, interverrà il professor Emilio Gentile. Tra i massimi studiosi della storia del XX secolo, Gentile discuterà con i giornalisti RSI Alessandro Bertellotti e Francesca Mandelli. L’incontro verrà poi diffuso nel programma di Rete Due Laser. I posti in sala sono limitati; prenotazioni all’indirizzo eventi@rsi.ch.
Società svizzera di radiotelevisione, ampliate le prestazioni per i disabili sensoriali
A Berna, Società svizzera di radiotelevisione e sette associazioni di disabili sensoriali hanno siglato un accordo che disciplina le trasmissioni da sottotitolare, i contenuti con audiodescrizione o in lingua dei segni. L'accordo sarà valido per il periodo 2018-2022 e rappresenta un passo importante per un accesso senza barriere ai programmi della SSR.
Di fatto SSR sottotitola oggi circa 30 mila ore di programmi, ossia la metà del suo tempo di trasmissione. Entro il 2022 questa offerta aumenterà a 45 mila ore, ossia all'80 per cento. I contenuti audiodescritti saranno diffusi per 900 ore, contro le attuali 420, mentre quelli in lingua dei segni per 1000 ore contro le attuali 440. Gli investimenti passeranno da 9,5 milioni (2016) a 17 milioni di franchi nel 2022.
L'accordo è stato stipulato sulla scia della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e rappresenta un passo importante per un accesso senza barriere ai programmi della SSR. Entro il 2022 sarà sottotitolato l'80 per cento dell'offerta di programmi. Anche la quota di trasmissioni in lingua dei segni, come ad esempio le principali trasmissioni d'informazione su SRF, RTS e RSI, sarà destinata a crescere. Nella fascia di maggiore ascolto le reti televisive svizzere proporranno anche un'offerta accattivante con audiodescrizione rivolta agli ipovedenti.
Le basi legali di questa offerta di programmi, informa SRG SSR, sono la legge sulla radiotelevisione del 2006 (LRTV) e la relativa ordinanza del 2007 (ORTV). Già oggi SSR propone un'offerta più ampia di quella prescritta dalla legge. «SSR e le associazioni dei disabili sensoriali difendono valori comuni, valori che permettono a tutti di partecipare pienamente alla vita sociale e con gli stessi diritti», ha commentato Il direttore generale Roger de Weck. Associazioni partner dell'iniziativa sono: Federazione Svizzera dei Sordi SGB-FSS, pro audito schweiz, Sonos, Federazione svizzera dei ciechi e deboli di vista FSC, Unione centrale svizzera per il bene dei ciechi UCBC, Associazione svizzera dei genitori di bambini audiolesi ASGBA, forom écoute.
Piemonte, cambiano le convenzioni sanità con i privati
In Piemonte saranno assegnate con “criteri più flessibili” le risorse e i maggiori risparmi regionali sul costo dei farmaci. «Il budget complessivo resterà sostanzialmente immutato, ma verrà prevista una sorta di premialità per le strutture che contribuiscano concretamente alla riduzione della mobilità passiva dei pazienti e all'incremento di quella attiva» ha spiegato l'assessore alla sanità Antonio Saitta.
Entro luglio 2017 la giunta regionale subalpina approverà un nuovo modello di convenzione con la sanità privata. Il provvedimento per la prima volta prevederà che siano le singole Asl ad avere le risorse a disposizione e dunque ad avere facoltà di stipulare accordi con i privati.
GARE CENTRALIZZATE SUI FARMACI
«Questo aspetto – ha spiegato Saitta - rientra nell'ottica generale alla base del nuovo modello, in cui il privato ha il compito di fornire i servizi che il pubblico non può o non è in grado di svolgere, senza sovrapposizioni e duplicazioni, ma allo stesso tempo viene premiato in base ai risultati ottenuti».
Grande rilevanza avrà la novità che riguarda i farmaci. «Verrà chiesto alle strutture private di aderire alle gare centralizzate che la Regione bandirà per l'acquisto dei farmaci oncologici, i più costosi, con l'obiettivo di ridurre il prezzo» ha sottolineato Saitta. «I privati avranno ovviamente libertà di accettare o no, ma in ogni caso il costo del rimborso dei farmaci resterà quello stabilito dalla Regione attraverso la gara di acquisto».
Stalking, Cgil Cisl Uil: «Nessuna denuncia deve rientrare in sanzione riparatoria»
«Accogliamo con piacere le dichiarazioni del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che di fatto ammette la fondatezza delle preoccupazioni di Cgil, Cisl e Uil per gli effetti della riforma del diritto penale sul reato di stalking».
Così a Roma, il 30 giugno 2017, Loredana Taddei, responsabile nazionale delle Politiche di genere di Cgil, Liliana Ocmin, responsabile del Coordinamento nazionale donne Cisl, e Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei Centri di ascolto della Uil, hanno accolto le dichiarazioni governative.
NORMA INVOCATA
Il ministro Orlando - proseguono le sindacaliste -, nello spiegare che il Governo sta intervenendo «per evitare comunque qualunque possibilità di equivoco interpretativo», sia pur indirettamente ammette l’esistenza del problema creato dalla legge recentemente approvata.
«Ora - avvertono - per evitare che lo stalking sia fuori dall’estinzione del reato solo in caso di querela irrevocabile, l’esecutivo deve da subito specificare con una norma che nessuna denuncia per questo reato debba rientrare nella sanzione riparatoria. Come giustamente oggi ricorda l'avvocata Giulia Buongiorno, alcune querele sono irrevocabili altre no. Sono irrevocabili quelle in cui ci sono reiterate e gravi minacce. Tutte le altre querele per minacce e tutte le molestie possono essere rimesse».
DONNE TRADITE DUE VOLTE
«Lo Stato non può tradire le donne due volte, prima esortandole a denunciare e poi archiviando le denunce o, peggio, depenalizzando il reato di stalking». Sconcertante e inammissibile l’efferato femminicidio della oncologa Ester Pasqualoni, uccisa dallo stalker contro il quale aveva presentato due denunce, entrambe archiviate.
Nella legge di riforma del codice penale, approvata il 14 giugno 2017, è stato introdotto un nuovo articolo: il 162 ter, che «prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Uno di questi reati è lo stalking«. La denuncia è arrivata dalle tre sindacaliste, che hanno aggiunto: «Si presume inoltre che la legge sia estesa a tutti i reati contro la persona che prevedono una pena di 4 anni di condanna. Un’assurdità di una gravità assoluta, peraltro in totale contrasto anche con la Convenzione di Istanbul».
MATTANZA INTOLLERABILE
«Quante donne uccise o perseguitate dobbiamo contare dopo che questa nuova norma verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale? Indipendentemente dalla volontà della vittima basterà al reo (come se fosse al mercato a comprare della carne fresca) presentare un’offerta risarcitoria che sia congrua per il giudice e, magia delle magie, il reato verrà estinto.
«Il reato di stalking non può essere depenalizzato in un paese come l’Italia dove ogni due giorni viene uccisa una donna e che ha registrato, nel 2016, 120 femminicidi. E dove evidentemente non c’è la volontà politica di combattere questa mattanza».
Laveno Mombello, progetti per l’ex Società Ceramica Italiana
A Cerro di Laveno Mombello (Varese), dal 18 giugno al 2 luglio 2017, saranno esposte a Palazzo Perabò le proposte di riqualificazione dello stabilimento ex Società Ceramica Italiana di Laveno Mombello, che fu progettato dall’architetto Piero Portaluppi fra il 1924 e il 1926. Gli elaborati sono opera del Laboratorio di progettazione dell’Architettura degli interni corso di laurea in Progettazione dell’Architettura | Scuola AUIC | Politecnico di Milano.
La mostra “Un Landmark per Laveno Mombello. Progetti per l’ex Società Ceramica Italiana” è promossa da Comune di Laveno Mombello, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (Dastu) del Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (Auic) del Politecnico di Milano, Museo Internazionale Design Ceramico (MIDeC) di Cerro di Laveno Mombello, Interior Reuse Lab. Inaugurazione sabato 17 giugno alle ore 17.30.
PROPOSTE DI 40 STUDENTI
I progetti sono stati elaborati da quaranta studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura degli Interni “Interior Reuse Lab” (Scuola AUIC, Politecnico di Milano) diretto dalle professoresse Imma Forino e Francesca Rapisarda, con gli architetti Marcella Camponogara, Biagio Cofini, Jacopo Leveratto ed Eleonora Riccioni (Dastu).
Tre le ipotesi di recupero e riuso proposte per la palazzina uffici e gli edifici di ingresso e di servizio della fabbrica: 1) Creative Hub (per startup e coworking per giovani professionisti e fab lab per piccole produzioni ceramiche); 2) Cultural Basin (aperto a eventi culturali, congressuali ed espositivi); 3) Kid Learning Center (destinato al tempo libero e ad attività formative dei bambini nel doposcuola).
Spiega la Conservatrice del Midec, architetto Maria Grazia Spirito: «A partire da questi spunti e da quelli offerti dalla Municipalità, che da tempo prospetta un Museo del Sanitario, i giovani progettisti hanno sviluppato un programma funzionale per l’insieme portaluppiano, riprogettato gli interni degli edifici, gli arredi, i sistemi allestitivi, i servizi al pubblico e, al contempo, riqualificato l’area esterna nell’ottica di valorizzare un importante simbolo della città. Nel rispetto e nella valorizzazione delle strutture e delle decorazioni originari sono emersi nuovi habitat contemporanei, affinché lo straordinario complesso di Piero Portaluppi non sia abbandonato a una sorte fatale, ma ritorni a essere un espressivo landmark per Laveno Mombello».
APERTURA MOSTRA: 18 giugno-2 luglio 2017: martedì 10–12.30; da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30–17.30; sabato e domenica 10-12.30 e 15–18; chiuso il lunedì. INFO: 0332/625551.
Piemonte, il lupo ormai di casa sul territorio montano
Nelle Alpi centrali e orientali italiane il lupo è ancora oggi una novità, in Piemonte invece, principalmente nelle province di Cuneo, Torino e Alessandria, la specie è ormai presente su tutto il territorio montano ed è aumentata in numero, distribuzione e densità, raggiungendo anche le zone più collinari. È quanto emerge dal report ufficiale su ”Lo stato di presenza del lupo in Piemonte” presentato il 19 maggio 2017 a Torino dalla coordinatrice scientifica del progetto europeo LIFE WolfAlps, Francesca Marucco.
Durante la presentazione dei dati il presidente delle Aree protette delle Alpi Marittime, Paolo Salsotto, ha evidenziato le dinamiche ambientali, come l’aumento delle superfici boscate, e sociali, quali lo spopolamento delle aree rurali e montane, che hanno permesso alla specie lupo la riconquista naturale dell’habitat alpino.
BRANCHI, COPPIE E INDIVIDUI SULLE ALPI ITALIANE
Sulle Alpi italiane nel 2015-2016 sono documentati 31 branchi, 8 coppie e 5 individui solitari per un totale di minimo 188 lupi. Di questi, il nucleo “storico” e più consistente della popolazione si trova in Piemonte, dove per lo stesso periodo è documentata la presenza di 27 branchi, 6 coppie e 1 individuo solitario stabile per un totale di minimo 151 lupi.
La maggior parte dei lupi presenti è stata campionata in provincia di Cuneo, dove nel 2016-2017 sono stati documentati 17 branchi e 3 coppie per un totale di minimo 101 lupi, ed a seguire nella provincia di Torino con 10 branchi e 3 coppie per un totale di minimo 46 lupi. Nel nord del Piemonte, nelle province di Biella, Vercelli, Verbano-Cusio-Ossola e Novara, è documentata la presenza di individui solitari stabili e di passaggio, ma non di branchi. Territori montani liberi dalla presenza stabile del lupo sono presenti solo più nel nord del Piemonte.
BRACCONAGGIO E INVESTIMENTI
La densità di lupo sul territorio cuneese e torinese è aumentata, come dettagliato nei capitoli del report tecnico, non tanto a livello locale, dove il branco - formato in media da 5 lupi - occupa esclusivamente il proprio territorio, ma a causa dell’aumento di branchi oramai adiacenti l’uno all’altro ed in forte competizione territoriale. In queste zone iniziano, secondo il rapporto, a comparire le prime presenze della specie nelle zone collinari e pedemontane.
Di conseguenza è aumentata anche la dinamica interna dei branchi, con alti turnover dovuti a mortalità, facilmente causata da conflitti naturali, ma anche da più frequenti investimenti e azioni di bracconaggio, questi ultimi intensificati dalla più alta presenza di lupi in zone più antropizzate.
EVOLUZIONE DAGLI ANNI ‘90
I dettagli dell’evoluzione a partire dagli anni ‘90 della ricolonizzazione naturale della popolazione di lupo in Piemonte e sulle Alpi sono disponibili nel report scaricabile dalla pagina: www.lifewolfalps.eu/download.
Questo documento rappresenta il punto di arrivo di un imponente lavoro scientifico di monitoraggio, coordinato dal progetto europeo LIFE Wolfalps, che ha coinvolto un network di oltre 400 operatori e tecnici appositamente formati, appartenenti a enti e istituzioni coinvolti dal ritorno del lupo sulle Alpi. Lo studio rappresenta il punto di partenza per tutte le parti chiamate a confrontarsi sul tema della gestione della specie a livello nazionale.
UE, da marzo contro le malattie rare cooperazione transfrontaliera tra specialisti
Il 1º marzo sono diventate operative le nuove Reti di riferimento europee. Piattaforme uniche e innovative di cooperazione transfrontaliera tra specialisti, sono dedicate alla diagnosi e alla cura di malattie complesse rare o poco diffuse.
Ventiquattro Reti di riferimento europee che riuniscono oltre 900 unità di assistenza sanitaria altamente specializzata di 26 Paesi hanno cominciato dunque a collaborare per risolvere una varietà di problemi, dalle malattie ossee a quelle ematologiche, dall'immunodeficienza al cancro pediatrico. L'unione delle migliori competenze dell'UE su una così ampia scala - sottolinea la Commissione Europea - dovrebbe portare benefici ogni anno a migliaia di pazienti affetti da patologie che richiedono una particolare concentrazione di assistenza sanitaria altamente specializzata in settori medici in cui le competenze necessarie sono non frequenti.
Il problema delle malattie rare
Si definiscono rare le malattie che colpiscono non più di 5 persone su 10 mila. Complessivamente nell'UE tra le 6 mila e 8 mila malattie rare incidono sulla vita quotidiana di circa 30 milioni di persone, tra cui molti bambini.
Le malattie rare e complesse possono causare problemi di salute cronici e numerose sono potenzialmente letali. Ad esempio, esistono circa 200 tipi diversi di tumori rari e ogni anno a più di mezzo milione di persone in Europa ne viene diagnosticato uno.
L'impatto di tali malattie sui pazienti, i familiari e su chi presta assistenza è enorme. Spesso la malattia non viene diagnosticata a causa della mancanza di conoscenze scientifiche e mediche o della difficoltà ad accedere alle competenze. La frammentazione delle conoscenze sulle malattie rare e il numero ristretto di pazienti affetti da una singola malattia fanno sì che un'azione a livello di UE nel settore conferisca un particolare valore aggiunto.
Le Reti di riferimento europee
Le Reti di riferimento europee sono Reti virtuali che riuniscono i “prestatori di assistenza sanitaria” di tutta Europa per affrontare patologie complesse o rare che richiedono cure altamente specializzate e una concentrazione di conoscenze e risorse. Sono istituite nel quadro della direttiva UE sui diritti dei pazienti nell'ambito dell'assistenza sanitaria (2011/24/UE ), che facilita anche l'accesso dei pazienti stessi alle informazioni in materia di assistenza sanitaria, aumentando quindi le opzioni terapeutiche.
In pratica, le Reti di riferimento europee svilupperanno modelli di assistenza, strumenti per l'assistenza sanitaria online, soluzioni e dispositivi medici nuovi e innovativi; favoriranno la ricerca mediante ampi studi clinici e contribuiranno allo sviluppo di nuovi prodotti farmaceutici; porteranno a economie di scala e garantiranno un uso più efficiente delle risorse costose, il che prefigura effetti positivi sulla sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali e per decine di migliaia di pazienti che soffrono di malattie e patologie rare e/o complesse nell'UE.
La Reti di riferimento europee saranno finanziate mediante gli strumenti europei di telemedicina transfrontaliera e possono beneficiare di una serie di meccanismi di finanziamento dell'UE, come il programma per la salute, il meccanismo per collegare l'Europa e il programma di ricerca dell'UE "Orizzonte 2020".
Cittiglio, emerse dalla necropoli interessanti sepolture
A Cittiglio, nel Varesotto, giovedì 7 luglio si è svolto nella chiesa di San Biagio il sopralluogo organizzato dall’Università dell’Insubria, dal Gruppo amici di San Biagio e dalla Parrocchia San Giulio Prete. Giuseppe Armocida, docente di Storia della medicina, e Marta Licata, tecnico del dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita, hanno illustrato i primi ritrovamenti già effettuati e il progetto di ricerca sui resti umani che provengono dalle sepolture, sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto e guidato dalla parrocchia di S. Giulio Prete di Cittiglio.
Al sopralluogo hanno preso parte anche il rettore Alberto Coen Porisini, il direttore del dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita Giovanni Bernardini, l’archeologo Roberto Mella Pariani, l’ingegnere Antonio Cellina per il Gruppo amici di San Biagio e il parroco della parrocchia San Giulio Prete don Daniele Maola.
RESTAURO E SCAVI
C’è una vera e propria necropoli a Cittiglio. Università degli Studi dell’Insubria e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia sono al lavoro per scoprire che cosa si cela nel suolo dentro e fuori la Chiesa di S. Biagio. Dal maggio 2016, infatti, è iniziata l’indagine dell’area cimiteriale esterna dell’abside medievale della piccola chiesa romanica situata su un’altura che domina il paese di Cittiglio e il paesaggio circostante.
In questa antica chiesa sono in corso da circa 25 anni importanti lavori di restauro voluti dalla parrocchia di Cittiglio e dai volontari del Gruppo Amici di San Biagio, che con diverse iniziative hanno raccolto i fondi per finanziare i lavori fino ad oggi svolti.
Tra questi lavori vanno ricordati gli scavi archeologici effettuati dal 2006 al 2009 all’interno della chiesa e che hanno portato alla luce importanti tracce strutturali di età medievale e, tra esse, circa venti sepolture, indagate dall’archeologo Roberto Mella Pariani di Golasecca (allora della Società Lombarda Archeologia SLA di Milano).
Lo scavo del 2016 è la continuazione dell’indagine archeologica allora compiuta ed anche questa è eseguita da Roberto Mella Pariani oggi della ditta Archeo-Studi di Bergamo. Entrambi gli scavi sono effettuati sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e coordinati oggi dal funzionario Francesco Muscolino.
DUE MORTI VIOLENTE E SCHELETRI DI INFANTI
L’ateneo varesino è già intervenuto per studiare i resti scheletrici umani che provengono dalle sepolture rinvenute all’interno della chiesa, ma è interessato a proseguire gli studi anche su eventuali altre sepolture presenti sotto il sagrato. Per questo Giuseppe Armocida, Giovanni Bernardini e Marta Licata – in collaborazione con il Gruppo Amici di San Biagio – hanno presentato un progetto sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto e in particolare dall’avvocato Andrea Mascetti. Capofila del progetto è la parrocchia di S. Giulio Prete di Cittiglio, affidata al parroco don Daniele Maola.
«Durante il primo studio antropologico fatto – relativo ai resti umani rinvenuti durante la campagna 2006-2009 – sono state documentate due morti violente: in un caso il cadavere era “decapitato” e nell’altro presentava una punta di lancia nel costato e, inoltre, una elevata presenza di scheletri di infanti. Per questo – ha spiegato Marta Licata – abbiamo ripreso lo studio antropologico progettando un altro scavo per indagare un’altra zona cimiteriale presente all’esterno della chiesa. In particolare vorremmo chiarire la presenza o meno di altre morti violente e cercare di capire perché tutti questi bambini sono stati sepolti nella chiesa e se altrettanti sono sepolti fuori. Vorremmo riportare alla luce tutto lo spazio cimiteriale e le tombe in esso custodite, per rispondere a queste domande».
DAL IX AL XVII SECOLO
La Chiesa è stata fondata intorno al IX secolo e, presumibilmente, dalla sua fondazione e fino al 1700 è stata luogo di sepolture sia dentro sia fuori.
«L’indagine odierna riguarda le sepolture poste immediatamente fuori la chiesa: lo scavo, infatti - riprendendo l’indagine di alcune inumazioni esterne già personalmente indagate nel 2009 – ha continuato Licata - ha portato alla luce all’esterno un’area quadrangolare nelle immediate adiacenze dell’emiciclo della Chiesa. Al di sotto di uno strato superficiale di spianamento dell’antico cimitero avvenuto presumibilmente nel XVII secolo e all’interno del quale sono stati recuperati numerosi reperti in giacitura secondaria (ossa umane frammentarie; monete e diversi manufatti metallici – chiavi di età rinascimentale in ferro, lame di coltello, un coltello intero con manico in osso, una fibbia di cintura in ferro, monete, chiodi delle casse di sepoltura e un anello bronzeo) sono emerse alcune sepolture di età rinascimentale in giacitura primaria: si cominciano già a vedere aree di cimitero documentabile. Si tratta di tre inumazioni di individui adulti in cassa di legno e due inumazioni di infanti (un feto e un bambino dell’età apparente di 1-2 anni) uno dei quali deposto in una singolare struttura a doppio coppo (comuni tegole). Sotto quelle inumazioni – che sono di epoca rinascimentale – si scorgono preesistenti sepolture a loculo litico di epoca precedente che saranno oggetto di studio con il prosieguo dell’indagine» ha aggiunto Marta Licata.
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Nelle foto: Licata, Cellina, Mella Pariani e Armocida (da sinistra) e alcuni dei resti umani ritrovati nell’ultimo scavo del 2016.







