Edizione n.26 di mercoledì 11 luglio 2018

Besso

Lugano, Emergenza umanitaria, evento RSI con l'Alto Commissario UNHCR Filippo Grandi

locandina

Un’occasione unica per ascoltare colui che, dal 2016, è chiamato dalla Comunità internazionale a gestire uno dei maggiori e più drammatici problemi del nostro tempo, l’emergenza umanitaria. Martedì 22 maggio, alle 18, nell’Auditorio Stelio Molo di Lugano Besso si svolgerà un incontro pubblico con Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Organizza Radiotelevisione Svizzera, conducono Paola Nurnberg e Alessandro Bertellotti.
Sono oltre 65 milioni i rifugiati e sfollati nel mondo e un’emergenza estrema coinvolge ogni angolo del pianeta: dall’Europa al Medio Oriente, dall’Africa all’America Latina. In primo piano persistono realtà di guerra e povertà come in Eritrea, Afghanistan, Siria e Myanmar. Il numero di persone assistite dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) è impressionante. Sono 22 milioni, di cui la metà con meno di 18 anni.
«L’Alto Commissario Filippo Grandi ha consacrato l’esistenza al servizio di chi è costretto ad abbandonare la propria terra - spiegano gli organizzatori della serata -. Da giovanissimo volontario nel Sud-Est asiatico, Grandi ha dedicato il proprio impegno in tutte le crisi più gravi della storia mondiale recente, assumendo nel 2016 la guida dell’UNHCR, organizzazione umanitaria attiva in 130 nazioni con diecimila collaboratori. Oltre trent’anni di esperienza tra difficoltà, risorse limitate e speranze, ma sempre con passione, tenacia e convinzione, con l’obiettivo di contenere le conseguenze della violenza, di lenire la sofferenza e di lottare contro le spaventose ingiustizie che accompagnano ogni conflitto».
La serata è a entrata libera. Posti limitati. Prenotazioni all’indirizzo eventi@rsi.ch. Parcheggi a disposizione.  

Quando Delio Tessa portò a Lugano Benedetto Croce

Gli intellettuali italiani alla Radio svizzera tra 1930 e1980 nel libro "Dietro al microfono" - Tra loro anche Sereni, Bontempelli, Bocca, Eco, Montanelli
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La storica presenza di intellettuali italiani ai microfoni di Radio Monteceneri e della Radiotelevisione Svizzera è al centro del volume Dietro al microfono (Edizioni Casagrande), di cui è autrice Nelly Valsangiacomo. Il libro verrà presentato mercoledì 11 maggio, alle 18.30, allo Studio 2 RSI di Lugano-Besso.
La serata, in collaborazione con la Società Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di Lingua italiana, è pubblica. Interverranno, oltre l’autrice, docente di Storia all'Università di Losanna, Franco Contorbia, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Genova, e Aldo Grasso, critico televisivo e docente di Storia della radio e della televisione all'Università Cattolica di Milano. Al termine prenderanno la parola anche il direttore RSI Maurizio Canetta e il presidente della Corsi Luigi Pedrazzini. Modera Maria Grazia Rabiolo.
I posti in sala sono limitati dunque occorre prenotazione a eventi@rsi.ch oppure tel. 091 803 95 84.

La Radio è uno strumento affascinante. Arriva ovunque, con discrezione, ma anche con puntualità. Trasmette informazioni, offre approfondimenti, dà spazio alla musica e alla prosa, intrattiene. Alle spalle della RSI di oggi c'è un passato ricco, intenso, meditato, di cui sono stati protagonisti a tutti gli effetti numerosi intellettuali italiani. Attorno a loro ruota “Dietro al microfono. Intellettuali italiani alla Radio svizzera (1930-1980)”. Frutto di una lunga frequentazione degli archivi radiofonici e cartacei, il volume di Valsangiacomo fa comprendere la specificità di Radio Monteceneri e della Radio svizzera di lingua italiana che fin dall'orogine hanno mantenuto saldo il legame con l'Italia. Tanti i nomi che affiorano: Delio Tessa (nel 1936 aveva portato a Lugano Benedetto Croce), Massimo Bontempelli, Giansiro Ferrata, Aldo Borlenghi nell'immediato dopoguerra; Vito Pandolfi, Vittorio Sereni, Indro Montanelli negli anni Cinquanta e Sessanta; Guido Piovene, Giorgio Bocca, Umberto Eco, nei cosiddetti anni di piombo. Se i primi sono stati chiamati a tenere conferenze, gli ultimi sono stati interpellati come opinionisti e testimoni, segno dell'evoluzione del mezzo radiofonico e quindi del loro ruolo. 

Lugano, serata pubbica di RSI per il centenario della Rivoluzione Russa

Nel giro di pochi mesi, tra marzo e novembre 1917, la Russia passa dalla monarchia della dinastia Romanov al comunismo di stampo bolscevico. Quella che entrerà nella storia come la "Rivoluzione d'ottobre" muterà il volto del XX secolo. Movimenti rivoluzionari, governi post coloniali, potenze emergenti si richiameranno al modello sovietico. L'impero russo, che si estendeva dalla Siberia al Mar Nero, si trasformerà nell’impero sovietico, con le sue utopie, le sue tragedie, la sua lunga scia di morti.
Il modello egualitario, ma autocratico, porterà allo stalinismo, influenzando il corso degli avvenimenti: fa ancora discutere il legame tra la nascita dell'URSS e quella dei totalitarismi fascista e nazista. Sorta dalle macerie della prima guerra mondiale, la Rivoluzione Russa ha condizionato un'epoca e intere generazioni. Per lo meno fino al 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, che anticipò lo scioglimento dell'URSS.
Durante la settimana speciale (dal 2 all’8 ottobre) dedicata al centenario della Rivoluzione d’Ottobre, Rete Due, in collaborazione con CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) organizza la serata pubblica La Rivoluzione Russa e il mondo contemporaneo. Nello studio 2 di RSI Lugano Besso, lunedì 25 settembre, alle 18, interverrà il professor Emilio Gentile. Tra i massimi studiosi della storia del XX secolo, Gentile discuterà con i giornalisti RSI Alessandro Bertellotti e Francesca Mandelli. L’incontro verrà poi diffuso nel programma di Rete Due Laser. I posti in sala sono limitati; prenotazioni all’indirizzo eventi@rsi.ch.  

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