Edizione n.35 di mercoledì 10 ottobre 2018

RSI

«Addio, Lugano bella», la Radiotelevisione svizzera rinuncia al digitale terrestre

Nel 2019 per migliaia di telespettatori di Valtellina, province di Como, Varese e Verbano-Cusio Ossola le trasmissioni non saranno più “in chiaro”

Brutta notizia per le migliaia di persone che tra Valtellina, province di Como, Varese e Verbano-Cusio Ossola vedono la tivù svizzera. Niente più calcio internazionale, Formula 1, Motomondiali e via sportizzando, ma neanche più film senza o con poca pubblicità e, soprattutto, niente più informazione esemplare.
È confermato. Entro la fine del prossimo anno, ma verosimilmente già nei primi sei mesi del 2019, le trasmissioni delle reti tv della Radiotelevisione svizzera non saranno più diffuse su Dvb-T, il digitale terrestre (quello captato grazie a una tradizionale antenna sul tetto).
«Lo ha deciso – spiega la RSI in un comunicato - il Consiglio federale (il Governo centrale svizzero) lo scorso 29 agosto 2018 in considerazione dell’ormai insufficiente rapporto costi-benefici e della necessità, per la Società svizzera di radiotelevisione SSR, di impiegare nel migliore dei modi i proventi del canone: in Svizzera sono tuttora attivi circa 200 trasmettitori Dvb-T, ma soltanto meno del 2% della popolazione vi fa capo. La misura è parte integrante (art. 42) della nuova Concessione rilasciata alla SSR».
SITUAZIONE IN SVIZZERA...
Gran parte degli utenti svizzeri riceve i programmi via cavo o via satellite, con la possibilità di vederli anche in alta definizione (HD) e di far capo, oltre che alle emittenti nazionali, a moltissime tv estere. «Purtroppo – sottolinea la RSI - questa scelta penalizzerà invece i numerosi e fedeli telespettatori che, da decenni, ci seguono ed apprezzano nella fascia italiana di confine – dalla Valtellina alle Province di Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola – grazie all’overspilling, la penetrazione naturale del segnale digitale terrestre che si spinge per qualche chilometro oltre la frontiera svizzera».
...E AL CONFINE ITALIANO
Di fatto, per questi utenti non sarà più possibile guardare le trasmissioni della Televisione svizzera, a meno di possedere una scheda Sat Access che, al di fuori della Confederazione, viene messa a disposizione (a pagamento) soltanto dei cittadini svizzeri residenti all’estero e che comunque consente la ricezione unicamente via satellite.
«La sola, parziale alternativa – conclude la RSI - è data dal sito www.rsi.ch, dalla App Play RSI (scaricabile gratuitamente per Android e iOS) e dal sito www.tvsvizzera.it: rispettando gli accordi commerciali di diffusione, su tutti questi vettori le produzioni di cui la RSI non detiene i diritti per l’estero (soprattutto fiction e dirette sportive) saranno comunque geolocalizzate e dunque non visibili dal pubblico d’oltre confine».  

Locarno, dal lungolago prime partenze per il mare

In un servizio della Radiotelevisione della Svizzera Italiana i turisti pionieri dell’idrovia Lago Maggiore-Venezia
Lago Lugano, panorama, foto Daniele Cazzaiga

Sembra di assistere alle imprese dei pionieri dei primi voli aerei. Il progetto dell’Idrovia Locarno-Venezia esiste da tempo, ma acquista sempre più consistenza. Dall’inizio dell’estate il collegamento si è fatto notevolmente più concreto.
Sul lungolago di Locarno un gruppo di turisti acquista un biglietto per una destinazione finora straordinaria. Sono diretti in nave a Venezia e resteranno a bordo per ben nove giorni, senza fare un metro che non sia sull’acqua.
La particolare crociera viene raccontata dal giornalista Massimo Cappon nel servizio “Un biglietto per il mare” della rubrica settimanale Falò, in onda sul canale LA 1 (giovedì 17 agosto, ore 21.05; venerdì 18 agosto, ore 00.50; sabato 19 agosto, ore 12.45) e sul canale LA 2 (sabato 19 agosto, ore 00.40) della Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Un viaggio alla scoperta delle meraviglie naturali del Ticino e del Po, ma anche delle attrazioni culturali e gastronomiche che punteggiano le loro sponde, da Milano a Pavia e poi giù verso Cremona, Ferrara e ovviamente Venezia.
Nella stessa edizione la nota rubrica televisiva rossocrociata trasmetterà un’inchiesta di Roberto von Flüe e Marco Dalla Fiore sulle “Acque sporche” nel lago Ceresio e, in genere, nei laghi e nei fiumi della Svizzera Italiana. 

Concerti Rsi, inaugurazione al LAC con l’Orchestra della Svizzera italiana

Foto OSI

Prevendita aperta per gli abbonamenti alla Stagione 2017/18 dei concerti Rsi. Il calendario sarà inaugurato dall’Orchestra della Svizzera italiana il 5 ottobre in Sala Teatro del LAC (Lugano Arte Cultura) con il prestigioso duo delle sorelle Katia e Marielle Labèque diretto da Kristiina Poska e la prima mondiale della versione per piccola orchestra del Doppio Concerto di Philip Glass.
Gli abbonamenti sono acquistabili online sul sito www.ticketcorner.ch.

Lunedì 21 agosto si aprirà la prevendita biglietti online sul sito e presso i punti vendita Ticketcorner (LAC, FFS, Manor, Posta CH SA).
Dopo l’inaugurazione del 5 ottobre, la Stagione offrirà ulteriori undici concerti al LAC fra ottobre 2017 e maggio 2018, ospitando prestigiosi nomi della scena internazionale: Markus Poschner, direttore principale dell’OSI; Vladimir Ashkenazy, direttore ospite principale dell’OSI; i direttori Diego Matheuz, Alexander Vedernikov, Michael Sanderling e Pablo González. Fra i solisti di caratura mondiale, si alterneranno sul palco del LAC i violinisti Nikolaj Znaider, Renaud Capuçon, Patricia Kopatchinskaja; i violoncellisti Sol Gabetta e Johannes Moser; Fazil Say in duo con il virtuoso della tromba Gabor Boldoczki; il pianista coreano Seong-Jin Cho e il soprano Maria Agresta.
All’Auditorio Stelio Molo RSI della Radio verranno proposti quattro laboratori musicali per sette concerti totali fra ottobre 2017 e aprile 2018 che coinvolgeranno l’OSI insieme a quattro nomi del panorama musicale internazionale: il giovane direttore e pianista russo di area barocca e classica Maxim Emeylaniychev, il funambolico flautista svizzero Maurice Steger, il caleidoscopico violinista e violista Julian Rachlin e l’illustre oboista e direttore svizzero Heinz Holliger che si esibiranno come direttori-solisti e come musicisti da camera accanto ai musicisti dell’OSI. Info www.rsi.ch/concertirsi
In foto un'immgine dell’OSI. 

Quando Delio Tessa portò a Lugano Benedetto Croce

Gli intellettuali italiani alla Radio svizzera tra 1930 e1980 nel libro "Dietro al microfono" - Tra loro anche Sereni, Bontempelli, Bocca, Eco, Montanelli
RSI_veduta_dall'esterno

La storica presenza di intellettuali italiani ai microfoni di Radio Monteceneri e della Radiotelevisione Svizzera è al centro del volume Dietro al microfono (Edizioni Casagrande), di cui è autrice Nelly Valsangiacomo. Il libro verrà presentato mercoledì 11 maggio, alle 18.30, allo Studio 2 RSI di Lugano-Besso.
La serata, in collaborazione con la Società Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di Lingua italiana, è pubblica. Interverranno, oltre l’autrice, docente di Storia all'Università di Losanna, Franco Contorbia, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Genova, e Aldo Grasso, critico televisivo e docente di Storia della radio e della televisione all'Università Cattolica di Milano. Al termine prenderanno la parola anche il direttore RSI Maurizio Canetta e il presidente della Corsi Luigi Pedrazzini. Modera Maria Grazia Rabiolo.
I posti in sala sono limitati dunque occorre prenotazione a eventi@rsi.ch oppure tel. 091 803 95 84.

La Radio è uno strumento affascinante. Arriva ovunque, con discrezione, ma anche con puntualità. Trasmette informazioni, offre approfondimenti, dà spazio alla musica e alla prosa, intrattiene. Alle spalle della RSI di oggi c'è un passato ricco, intenso, meditato, di cui sono stati protagonisti a tutti gli effetti numerosi intellettuali italiani. Attorno a loro ruota “Dietro al microfono. Intellettuali italiani alla Radio svizzera (1930-1980)”. Frutto di una lunga frequentazione degli archivi radiofonici e cartacei, il volume di Valsangiacomo fa comprendere la specificità di Radio Monteceneri e della Radio svizzera di lingua italiana che fin dall'orogine hanno mantenuto saldo il legame con l'Italia. Tanti i nomi che affiorano: Delio Tessa (nel 1936 aveva portato a Lugano Benedetto Croce), Massimo Bontempelli, Giansiro Ferrata, Aldo Borlenghi nell'immediato dopoguerra; Vito Pandolfi, Vittorio Sereni, Indro Montanelli negli anni Cinquanta e Sessanta; Guido Piovene, Giorgio Bocca, Umberto Eco, nei cosiddetti anni di piombo. Se i primi sono stati chiamati a tenere conferenze, gli ultimi sono stati interpellati come opinionisti e testimoni, segno dell'evoluzione del mezzo radiofonico e quindi del loro ruolo. 

Il Progetto Martha Argerich alla Radiotelevisione svizzera

Dal 7 al 30 giugno su Rete Due e in video streaming

La quindicesima edizione del Progetto Martha Argerich tornerà a Lugano dal 7 al 30 giugno. Partner fondatore di questo appuntamento senza eguali la Radiotelevisione svizzera, in collaborazione con LuganoMusica e BSI. La formula, consolidata, affianca artisti affermati a interpreti giovani, ma già particolarmente talentuosi, ai quali il Progetto garantisce una vetrina importante. Anche quest’anno figurano, attorno alla pianista franco-argentina, solisti di fama mondiale.
Il cartellone conta diciotto appuntamenti con sei concerti da camera (il 13, 16, 17, 21, 28 e 30 giugno alle 20.30) all’Auditorio della RSI, cui se ne aggiungono due sinfonici con l’Orchestra della Svizzera italiana al LAC di Lugano (10 e 24 giugno). Oltre all’OSI, spicca la presenza del Coro della RSI diretto da Diego Fasolis che consentirà a Martha Argerich di presentare la Fantasia corale op. 80 di Ludwig van Beethoven in una serata che – grazie anche alla partecipazione di Cecilia Bartoli – si preannuncia memorabile.
Parte dei concerti (7, 10, 13, 17, 21, 28 e 30 giugno) sarà fruibile sia in diretta su Rete Due – ascoltabile anche via web all’indirizzo rsi.ch/retedue -> ASCOLTA LA DIRETTA – sia tramite l’App RSI (i concerti del 24 e del 26 giugno saranno trasmessi il giorno seguente, sempre alle 20.30). Cinque dei sei concerti all’Auditorio RSI di Lugano-Besso (16 giugno escluso) saranno proposti anche in video streaming, sempre a partire dalla medesima pagina web.
Grazie a queste modalità di fruizione, chi non potrà partecipare dal vivo avrà modo comunque di seguire dai quattro angoli del mondo alcuni degli appuntamenti di maggior rilievo.
Al centro della rassegna vi sarà - affiancata da una settantina di musicisti - la carismatica pianista Martha Argerich, cittadina onoraria di Lugano dal 2010. Tra i solisti anche quest’anno nomi di prestigio internazionale, dalla soprano Cecilia Bartoli al violoncellista Mischa Maisky, dalle pianiste Lilya Zilberstein e Khatia Buniatishvili al violinista Renaud Capuçon.  

Documentari radio, nuova edizione del Premio RSI

Nato nel 1968 come Premio Canevascini per ricordare il fondatore di Radio Monteceneri e ribattezzato nel 2001 Premio RSI, il concorso - unico nel suo genere - giunge quest'anno alla diciottesima edizione. A scadenza biennale, vuole valorizzare il genere del documentario radiofonico, in cui la RSI vanta una consolidata tradizione che continua con spazi di palinsesto e produzioni apposite sulle tre reti.
Il premio è aperto a professionisti e non professionisti, collaboratori RSI ed esterni, senza distinzione di nazionalità, residenza o altro. Ogni partecipante può presentare al massimo un documentario che non deve superare i trenta minuti, deve essere (interamente o principalmente) in lingua italiana e, soprattutto, totalmente inedito, ossia mai diffuso - neppure in parte - né in radio né sul web e nei social.
Una commissione di esperti effettuerà una prima selezione. Successivamente una giuria specializzata nominata dal Dipartimento cultura RSI sceglierà il vincitore. Criteri di giudizio sono la specificità radiofonica, l’originalità, la creatività, la struttura narrativa e la realizzazione tecnica.
Il premio 2017 consiste in un assegno di 5 mila franchi che compensa il vincitore e garantisce alla RSI tutti i diritti di utilizzazione del prodotto.
Il materiale va inoltrato a Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, Premio RSI, via Canevascini, CH-6903 Lugano, entro giovedì 30 novembre 2017. La designazione del vincitore e la premiazione avverranno entro la primavera 2018.
Per bando e dettagli: www.rsi.ch/premiorsi ; o premiorsi@rsi.ch; o +41 (0)91 803 53 22.  

La tradizione letteraria lombarda da Porta a Gadda nell'estate di RSI Rete Due

Nelle domeniche estive e fino al 28 agosto, RSI Rete Due propone alle 15.35 la versione radiofonica di un ciclo di sei appuntamenti prodotti in collaborazione con l’Istituto di studi italiani dell’Università della Svizzera italiana.
Da Carlo Porta a Carlo Emilio Gadda, incontrando Carlo Dossi, Delio Tessa e Alessandro Manzoni. Questo il percorso di “Da Carlo a Carlo. La linea lombarda”, condotto tra maggio e settembre 2015 da Maria Grazia Rabiolo nello Studio 2 RSI di Besso. A comporlo sono stati letture (con le voci di Diego Gaffuri e Claudio Moneta), interventi musicali (curati dal chitarrista Claudio Farinone insieme ad altri strumentisti) e i commenti dei vari docenti universitari invitati: Guido Pedrojetta, Fabio Pusterla, Mauro Novelli, Paola Italia, Carlo Ossola e Gianmarco Gaspari.
Ora la rivisitazione del regista Claudio Laiso fa sì che l’intera serie sia disponibile in versione radiofonica. Gli ascoltatori possono così seguire un ideale viaggio tra le migliori pagine della tradizione letteraria lombarda ottocentesca e novecentesca.
Da Fraa Diodatt e On miracol di Porta a L’Altrieri e alla Vita di Alberto Pisani di Dossi, da Caporetto 1917 eVerginità calcistica di Tessa all’Adalgisa, alla Cognizione del dolore di Gadda, ai Promessi Sposi di Manzoni, le dieci trasmissioni ricordano inoltre uno studioso che a questi scrittori ha dedicato tutta la vita professionale, Dante Isella.
Info, http://www.rsi.ch/rete-due/speciali/da-carlo-a-carlo/  

Lugano, serata pubbica di RSI per il centenario della Rivoluzione Russa

Nel giro di pochi mesi, tra marzo e novembre 1917, la Russia passa dalla monarchia della dinastia Romanov al comunismo di stampo bolscevico. Quella che entrerà nella storia come la "Rivoluzione d'ottobre" muterà il volto del XX secolo. Movimenti rivoluzionari, governi post coloniali, potenze emergenti si richiameranno al modello sovietico. L'impero russo, che si estendeva dalla Siberia al Mar Nero, si trasformerà nell’impero sovietico, con le sue utopie, le sue tragedie, la sua lunga scia di morti.
Il modello egualitario, ma autocratico, porterà allo stalinismo, influenzando il corso degli avvenimenti: fa ancora discutere il legame tra la nascita dell'URSS e quella dei totalitarismi fascista e nazista. Sorta dalle macerie della prima guerra mondiale, la Rivoluzione Russa ha condizionato un'epoca e intere generazioni. Per lo meno fino al 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, che anticipò lo scioglimento dell'URSS.
Durante la settimana speciale (dal 2 all’8 ottobre) dedicata al centenario della Rivoluzione d’Ottobre, Rete Due, in collaborazione con CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) organizza la serata pubblica La Rivoluzione Russa e il mondo contemporaneo. Nello studio 2 di RSI Lugano Besso, lunedì 25 settembre, alle 18, interverrà il professor Emilio Gentile. Tra i massimi studiosi della storia del XX secolo, Gentile discuterà con i giornalisti RSI Alessandro Bertellotti e Francesca Mandelli. L’incontro verrà poi diffuso nel programma di Rete Due Laser. I posti in sala sono limitati; prenotazioni all’indirizzo eventi@rsi.ch.  

Valle Leventina, il totem Rsi racconta la memoria audiovisiva d'archivio

Sabato 21 dicembre è stato inaugurato al Museo etnografico di Leventina di Giornico il secondo totem multimediale interattivo della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Premiato dall’Organizzazione mondiale degli Archivi radiotelevisivi quale migliore progetto innovativo di valorizzazione d’archivio, già presente in Val Bregaglia, è stato ideato dal settore Valorizzazione Teche RSI, sviluppato in collaborazione con la SUPSI e il sostegno della CORSI. Il totem, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Accentus, si compone di uno schermo touch screen attraverso il quale raggiungere un’ampia selezione di contenuti audiovisivi d’archivio, dedicati in questo caso alla Valle Leventina.
Dal 1931 la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana osserva e racconta il suo territorio tramite la radio e, dal 1958, anche mediante le immagini. Gli archivi RSI sono quindi i custodi della memoria collettiva della Svizzera italiana. E Tosca Dusina, che ha curato i contenuti del totem, ha analizzato, in collaborazione con il team del Museo di Leventina diretto da Diana Tenconi, la storia della Leventina, scegliendo dal catalogo multimediale RSI i documenti più significativi.
Il Museo di Leventina, dopo una completa ristrutturazione, sarà inaugurato nella primavera prossima.
Alla cerimonia del 21 erano presenti il direttore RSI Dino Balestra, il presidente della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana Luigi Pedrazzini, il direttore della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Franco Gervasoni, il presidente dell’Ente Ticinese per il Turismo e membro del Consiglio della Fondazione Accentus Marco Solari, il presidente dell’Associazione Museo di Leventina Franco Celio.  

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