Edizione n. 21 di mercoledì 26 giugno 2019

Prima pagina

Bellinzona, oltre 500 lavoratori nella clinica dei treni

Lo stabilimento ferroviario svolge anche formazione di apprendisti e impiegati
Zali e Hauri locomotiva
Zali e Hauri reparto sale

Sono un po’ la clinica del trasporto ferroviario, dove oltre 500 persone e numerosi artigiani, divenuti quasi una rarità nella realtà produttiva del cantone, revisionano diverse tipologie di veicoli destinati per lo più al traffico merci. Sono le Officine delle Ferrovie federali svizzere di Bellinzona, dove il 24 ottobre il direttore Felix Hauri ha accolto la visita del Consigliere di Stato del Ticino Claudio Zali.
Lo stabilimento industriale bellinzonese revisiona i carri merci, lavora le sale montate e fa il tagliando anche alle locomotive. Inoltre accoglie il centro di formazione professionale login, dove vengono formati oltre 60 apprendisti tra polimeccanici e operatori in automazione e anche una decina di impiegati di commercio e in logistica per le Officine.
Nel Canton Ticino le Ffs impiegano oltre 2000 collaboratori. Entro il 2020 investiranno oltre un miliardo e mezzo di franchi per il rinnovo delle stazioni, l’acquisto di nuovo materiale rotabile per il traffico nord-sud e l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria.
Nelle foto: visita del Consigliere di stato Claudio Zali. 

Lombardia, tralicci e cavi elettrici a misura di aquile e gufi reali

Collaborazione tra Enel e Lipu per la tutela dell’avifauna – L’accordo rientra nel progetto europeo Life–Gestire 2020 promosso da Regione Lombardia
Enel-cicogne

Per aquila reale, nibbio bruno, gufo reale e altre specie di uccelli diventerà più sicuro il territorio montano di Sondrio, Bergamo e Brescia. Grazie a un accordo tra Enel e Lipu-BirdLife Italia, il loro l’habitat naturale non sarà più a rischio di collisione con i cavi sospesi né di fenomeni di elettrocuzione quando si posano sui sostegni.
A Milano, il 13 luglio 2017, il responsabile di E-distribuzione per la Lombardia (la società, che gestisce la rete di distribuzione elettrica), Vincenzo di Luozzo, e il presidente di Lipu-BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria, hanno aggiunto un altro tassello alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia dell’avifauna.
MAPPATURA E STUDI LINEE AEREE
Le parti elaboreranno un piano di interventi mirato a ridurre i rischi da collisione ed elettrocuzione per l’avifauna. La società elettrica fornirà la mappa delle linee aeree di media tensione - dotate di conduttori nudi - presenti nelle province di Sondrio, Bergamo e Brescia. A ruota, dal canto suo, l’associazione ambientalista fornirà i risultati degli studi condotti in merito ai rischi derivanti da impatto ed elettrocuzione in cui incorrono gli uccelli selvatici che popolano questi spazi.
Non è la prima volta che l’Enel intervenga in difesa della biodiversità e della tutela delle specie a rischio di estinzione. A protezione della nidificazione la società ha, per esempio, installato posatoi sopraelevati, impiegato guaine e materiali isolanti, sostituito il conduttore elettrico esistente con altro tipo di isolante.
PROGETTI
L’accordo è un frutto del progetto Life Gestire2020, avviato nel gennaio 2016 per la conservazione della biodiversità in Lombardia e condotto da Regione Lombardia con il contributo della Commissione Europea. Alla sua realizzazione collaborano l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, i Carabinieri forestali, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Lipu, Wwf, Comunità Ambiente e Fondazione Cariplo in qualità di co-finanziatore.
La nuova intesa si va ad aggiungere ad altre mirate sempre alla protezione dell’ambiente. Tra gli altri interventi dell’Enel figurano un seminario sulla progettazione di linee elettriche aeree contro i rischi di collisione ed elettrocuzione per l’avifauna, la posa di cassette nido per la nidificazione dei rapaci, la realizzazione di piattaforme sulla sommità dei tralicci per l’arrivo delle cicogne, i nastri isolanti sui conduttori per preservare l’incolumità dei volatili.
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Nelle foto: nido di cicogne su piattaforma di E-distribuzione;
la firma del protocollo (da sinistra Fulvio Mamone Capria e Vincenzo Di Luozzo;
tecnico Enel al lavoro durante un’attività di isolamento dei conduttori ).

Bonus asilo nido, via alle domande

Per il 2017 lo stanziamento statale ammonta a 144 milioni di euro

Da lunedì 17 luglio fino al 31 dicembre 2017 è possibile presentare all’Inps domanda per il Bonus asilo nido, previsto dalla Legge di bilancio 2017. Tre le strade di accesso: 1) web (portale dell’Istituto, tramite pin dispositivo, sistema pubblico di identità digitale (Spid) o carta nazionale dei servizi); 2) Contact center integrato (numero verde gratuito 803.164 da rete fissa) o numero 06164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante); 3) enti di patronato.
Il beneficio consiste in un contributo di 1000 euro e sarà riconosciuto dall’Inps entro lo stanziamento di 144 milioni di euro previsto dal bilancio statale 2017. L’erogazione è mirata al pagamento di rette di frequenza di asili nido pubblici e privati e sarà scaglionata in undici mensilità. Può essere riconosciuta anche l’introduzione di forme di supporto in casa a favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche.
Il bonus spetta ai genitori di minori nati o adottati dal 1° gennaio 2016, residenti in Italia, cittadini italiani o comunitari, o in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo ovvero di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt.10 e 17 del D.lgs.n.30/2007. Ai cittadini italiani, per tale beneficio, sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria.  

Valle Anzasca (Verbania), al via due nuove linee elettriche interrate e sei nuove cabine

La linea aerea sostituita da un moderno cavo in alluminio - Con i nuovi impianti monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto
Cabina Valle Anzasca

In Valle Anzasca (Verbania) sono iniziati i lavori di potenziamento e rinnovo del sistema elettrico dell’area. Il piano del Gruppo Enel prevede la realizzazione di due nuove linee elettriche di media tensione che si estenderanno per oltre 40 chilometri, nel tratto che collega i comuni di Castiglione Calasca, Bannio Anzino, Ceppo Morelli, Vanzone con San Carlo e Macugnaga.
CAVO IN ALLUMINIO
La posa di un moderno cavo in alluminio completamente interrato consentirà di eliminare i conduttori aerei. Sarà così azzerato l’impatto estetico e ambientale della linea elettrica e verranno anche realizzate sei nuove cabine di trasformazione MT (media tensione)/BT (bassa tensione) dotate di apparecchiature di ultima generazione per il telecontrollo della rete. In programma anche la posa di oltre undici chilometri di cavo in fibra ottica e lo smantellamento del tratto di linea elettrica aerea in funzione fino ad oggi, oggetto dell’operazione di restyling.
Nelle zone di Verbania e Novara la società del Gruppo Enel gestisce 3.398 chilometri di linee di media tensione, 8.688 chilometri di linee di bassa tensione e 5.040 cabine di trasformazione per un totale di circa 355.000 clienti serviti.
TELECOMANDO
I nuovi impianti si aggiungono a quelli già in servizio e conciliano un monitoraggio costante e interventi anche da remoto in caso di guasto.
Le nuove tecnologie consentiranno di isolare il tratto di rete danneggiato attraverso manovre in telecomando e restituire immediatamente elettricità al resto delle utenze, riducendo drasticamente i tempi di rialimentazione della clientela soprattutto in caso di eventi atmosferici di forte intensità. Inoltre sarà possibile ripartire in maniera più efficiente i carichi energetici, rendendo disponibile una maggiore quantità di energia e consentendo di allacciare nuove forniture e aumentare la potenza di quelle esistenti. 
Nelle foto: tecnici Enel al lavoro; una delle 6 nuove cabine elettriche realizzate in Valle Anzasca 

Milano, la membrana amniotica ora si può conservare

Primato mondiale di una ricerca medica di Biocell Center - Le membrane saranno conservate nelle sue biobanche a Lugano e Boston

Conservare la membrana amniotica di ogni bambino che nasce, sia per uso proprio (autologo) sia eventualmente per donarlo ad altri, non è più un sogno. Grazie a un primato italiano, la componente della placenta espulsa dopo il parto può essere conservata in biobanche a Lugano e Boston, in vapori di azoto liquido a -196°C per un periodo variabile da 10 a 40 anni.
Il servizio verrà erogato a enti, cliniche, ospedali, centri di ricerca o singole partorienti. L’annuncio è arrivato il 13 marzo da Biocell Center, centro di ricerca con sede a Busto Arsizio (Va) e biobanche in Svizzera e Stati Uniti.
Per prima al mondo, l’azienda ha dato vita a un servizio che consente di crioconservare la membrana amniotica - ricchissima di fattori di crescita, vero scopo del servizio - utilizzata da anni per varie applicazioni, come la cura dello strato corneo lesionato da agenti chimico-fisici, la cura di lesioni cutanee e di ustioni (anche di terzo grado) o anche come aiuto in altri campi della chirurgia per evitare aderenze postchirurgiche. 

PROSPETTIVE PER MEDICI E RICERCATORI
«Scopo delle nostre ricerche – spiega Massimiliano Manganini, direttore dei Biocell Center – è sempre stato quello di approfondire le caratteristiche delle cellule staminali mesenchimali che congeliamo una volta estratte dalla placenta, ed i risultati dimostrano che si tratta di cellule che hanno grande interesse medico e scientifico. Siamo convinti che tra non molto tempo queste cellule troveranno impiego in molte terapie cellulari e di medicina rigenerativa. Oggi la membrana amniotica, con le sue straordinarie caratteristiche, arricchisce la gamma delle possibilità a disposizione di medici e ricercatori».
Secondo Manganini, l’utilizzo della membrana è favorito dalla sua bassa immunogenicità. «Le sue componenti cellulari e extracellulari – precisa - causano una più bassa risposta immunitaria al momento del trapianto, riducendo quindi il rischio legato al rigetto del tessuto, anche in caso di trapianti eterologhi, permettendo un suo uso più sicuro non solo per il proprietario (il bambino) ma anche per terzi a cui la membrana decellularizzata può essere donata".
DA "RIFIUTO" BIOLOGICO A MATERIA DI CRESCITA
Biocell Center è spin off di un altro centro lombardo, il laboratorio TOMA, diretto dal professor Giuseppe Simoni, e questo primato si aggiunge ad altri traguardi. Sua è la prima criobanca al mondo per la conservazione del liquido amniotico (Boston) e sua è anche la prima per i villi coriali e la placenta (Lugano), sempre con riferimento alle ricerche e agli studi sulle cellule prenatali.
«L’entusiasmo che i nostri servizi generano tra gli scienziati e i medici di tutto il mondo – ha dichiarato Marco Reguzzoni, amministratore delegato di Biocell – dimostra che la speranza è davvero tanta. I ricercatori soprattutto vedono nelle cellule placentari e nella membrana amniotica una concreta possibilità di uso, eticamente accettabile e geneticamente stabile: in fin dei conti recuperiamo cellule staminali e materia ricca di fattori di crescita da "rifiuti" biologici che altrimenti finirebbero in discarica, ricavandone elementi potenzialmente utili per la cura di molte brutte malattie». 

Quando il “Vento divino” salvò il Giappone dall’invasione cinese

A Milano, dal 3 marzo all’1 aprile 2017, mostra fotografica sulla spedizione archeologica che ha riportato alla luce la flotta perduta dell’imperatore cinese Kubilai Khan, nipote di Gengis
“La flotta perduta di Kubilai Khan”

Nel 1281 l’Imperatore della Cina Kubilai Khan, nipote del più noto Gengis, tentò di invadere il Giappone, ma la gigantesca flotta di circa mille imbarcazioni e quarantamila uomini naufragò. Un improvviso e violentissimo tifone la fece affondare insieme ai sogni di conquista di Kubilai. I giapponesi considerarono provvidenziale la terribile tempesta e la ribattezzarono kamikaze, “Vento divino”.
Dopo sette secoli la maestosa flotta agli ordini di Kubilai Kahn è stata riportata alla luce nelle acque dell’isola di Takashima, regione del Kyushu, nel sud del Giappone.
UNO DEI DIECI GRANDI MISTERI DELL’ARCHEOLOGIA
Una spedizione archeologica, finanziata e sostenuta dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ha svelato quello che era considerato uno dei dieci grandi misteri dell’archeologia. A dirigerla erano, per parte italiana, il suo ideatore Daniele Petrella, presidente dell’International Research Institute for Archaeology and Ethnology (Iriae), e, per parte giapponese, il presidente dell’Asian Research Institute for Underwater Archaeology (Ariua), Hayashida Kenz.
Il successo ha fatto acquisire, nel 2014, a Daniele Petrella e all’Iriae il Premio Rotondi “Salvatori dell’Arte” nel Mondo.
SETTE ANNI DI RICERCHE
Sull’impresa la Fondazione Luciana Matalon di Milano (Foro Buonaparte, 67) ha realizzato, in collaborazione con l’Iriae, la mostra “La flotta perduta di Kubilai Khan”. In 36 grandi fotografie dei giornalisti e fotografi Marco Merola e David Hogsholt si potranno vedere, dal 3 marzo all’1 aprile 2017, i momenti più suggestivi di scavo subacqueo, recupero dei materiali e vita della missione durante le ricerche.
Insieme alle stampe sarà presentato un filmato montato da Fabio Branno, Cinemax Studio. È un viaggio nel Giappone profondo, che mostra l'area della spedizione e, soprattutto, fa rivivere le emozioni degli archeologi nei sette anni di attività sul campo.
EVENTI COLLATERALI
All’esposizione saranno affiancati anche particolari approfondimenti.
Giovedì 9 marzo (ore 19) il giornalista e fotografo Marco Merola terrà una conferenza su "Live from Takashima. Mille e una storie dal Giappone profondo, inseguendo il mito di Kubilai".
Seguirà, giovedì 16 marzo (sempre ore 19), una conferenza di Daniele Petrella su "Kubilai e la sua armata, dal mito alla storia grazie agli archeologi italiani".
APERTURA
La mostra sarà aperta da martedì a domenica (ore 10–19); lunedì chiuso. Biglietti: intero, euro 3+euro 2 di tessera associativa Amici della Fondazione Luciana Matalon; ridotto, euro 1+euro 2 di tessera (over 65, disabili, bambini 7-12 anni, gruppi e scolaresche di minimo 15 persone); gratuito: under 6.
Info: Fondazione Luciana Matalon Foro Buonaparte 67, Milano (tel.+02.87.87.81; 02.45.47.08.85). 

Design competition, torna a Rho la vetrina per giovani creativi

L’iniziativa riservata a designer under 35 e imprese della Lombardia
Rho fiera 2015, foto C.I..

Alle spalle già oltre 130 imprese, 250 designer, più di 200 prototipi. Questo in otto anni di vita un bilancio sommario del Design Competition Condivisione, promosso a Rho da Regione Lombardia in collaborazione con Unioncamere Lombardia, Adi (Associazione per il disegno Industriale) e Homi (Salone degli stili di vita).
Con un investimento di oltre 500.000 euro l’iniziativa aprirà anche quest’anno le porte ai giovani designer under 35 nei padiglioni di Fieramilano.
TEMA - L'edizione 2017 ha come tema da sviluppare la 'Condivisione' con riferimento a prodotti il cui impiego possa essere condiviso tra più soggetti. Gli ambiti di applicazione saranno living, kids, outdoor, accessori per la persona. I progetti candidati dovranno avere le dimensioni massime di 1 metro cubo e rispondere alle seguenti caratteristiche: fruibilità, sicurezza, gradevolezza, versatilità, sostenibilità, riciclabilità.
REQUISITI DESIGNER - I partecipanti dovranno essere di età inferiore ai 35 anni con un titolo di studio nell'ambito del design, moda, architettura e ingegneria, residenti in Lombardia o frequentanti/aver frequentato e completato corsi di studio in istituti o università lombarde. Nel caso di partecipazione in gruppo, almeno la metà o la maggioranza dei componenti deve essere in possesso di tali requisiti.
REQUISITI IMPRESE - Grandi imprese e Pmi devono avere sede operativa in Lombardia o si impegnano ad averla entro l'erogazione del contributo.
TEMPI - L'apertura del bando è prevista entro marzo 2017. Successivamente, entro maggio, verranno stilate le graduatorie e si avvierà la fase di matching tra idee progettuali e imprese. Tra giugno e agosto 2017 è prevista la realizzazione dei prototipi. L'esposizione dei prototipi sarà nell'edizione di settembre di Homi in Fieramilano a Rho.  

Varese, Trasporto di cortesia per pazienti oncologici ed ematologici

Gratis in auto da casa al luogo di cura i malati con difficoltà che si recano nelle strutture dell'ASST dei Sette Laghi – Il servizio viene sperimentato dalle associazioni Varese per l’oncologia, AIL Varese onlus e LILT Varese in collaborazione con Auser
servizio di trasporto dedicato ai pazienti oncologici ed ematologici

‘Passaggio’ in auto da casa al luogo di cura per i pazienti oncologici ed ematologici. Le associazioni AIL, LILT e Varese per l’oncologia offrono il trasporto cortesia a chi ha difficoltà nel percorso per visite, esami e terapie nelle strutture dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi.
Il progetto “accompagnamento” è un servizio nuovo e completamente gratuito nato dalla rete creata tra le tre associazioni in collaborazione con Auser Comprensorio di Varese.
ACCESSO AL SERVIZIO
Volontari e mezzi di Auser Varese garantiscono l’accompagnamento in auto, mentre AIL Varese Onlus, LILT e Varese per l’Oncologia coprono i costi vivi del carburante e in generale delle spese di viaggio.
Per accedere al servizio, è necessario chiamare il numero 0332-813262 di Auser Varese nei giorni di lunedì (dalle 15 alle ore 17), mercoledì e venerdì (dalle 9 alle 12).
I pazienti in cura nelle strutture di Ematologia e di Oncologia e negli ambulatori dei Presidi della ASST Sette Laghi troveranno le indicazioni nelle bacheche dei reparti e potranno richiedere informazioni direttamente al personale sanitario e alle loro Associazioni di riferimento AIL Varese Onlus, LILT e Varese per l’Oncologia.
«La realizzazione del servizio Accompagnamento – questo il commento delle associazioni - costituisce la prova che il dialogo e la collaborazione tra le associazioni è non solo possibile ma rappresenta la soluzione ideale per realizzare servizi utili, efficaci ed efficienti e rispondere così alle esigenze dei pazienti». 

Valganna, in cammino sulla Via Francisca del Lucomagno

Sabato 30 aprile la camminata partirà dal Maglio di Ghirla e si concluderà alla Badia con la presentazione del progetto
lago Costanza, verso Friedrichshafen, statua di Imperia, gjr

A Valganna (Varese), sabato 30 aprile, le associazioni Amici della Badia di Ganna e l’Association internationale Via Francigena organizzano una camminata (gratuita) lungo un tratto della Via Francisca del Lucomagno “Costanza-Coira-Lucomagno-Agno-Varese-Pavia”. La partenza è fissata al Maglio di Ghirla (ore 9.45) con arrivo alla Badia di San Gemolo di Ganna, una delle tappe fondamentali del percorso, dove sarà presentato (ore 11.30) il progetto della “Via Francisca del Lucomagno-Dagli antichi cammini nuove opportunità per i territori”.
Il rilancio della Via Francisca è sostenuto da Regione Lombardia e Provincia di Varese in collaborazione con Comunità Montana del Piambello, Parco Regionale Campo dei Fiori e i comuni di Cadegliano Viconago, Cugliate Fabiasco, Cunardo, Marchirolo, Lavena Ponte Tresa e Valganna.
Per partecipare all'escursione e/o al convegno, è consigliata l’iscrizione entro giovedì 28 aprile (ore 18) mediante mail all’indirizzo comunicazione@provincia.va.it. (Info: www.provincia.va.it; tel. 0332/252.415). In caso di maltempo, la camminata sarà annullata, ma sarà confermata la conferenza alla Badia.

PROGETTO E RELATORI
La conferenza nella Badia di San Gemolo sarà introdotta dal presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi, e condotta da Marco Giovannelli. Interverranno:
*Mauro Visconti (UTR Insubria), ”La proposta de La Via Francisca del Lucomagno nel panorama regionale”;
*Ferruccio Maruca (UTR Insubria) e Donatella Ballerini (Provincia di Varese), ”Presentazione del progetto”;
*Timo Cadlolo (TicinoTurismo): “≠hike Ticino-Una nuova strategia per la valorizzazione degli itinerari escursionistici del Cantone”;
*Adelaide Trezzini (Ass. Internationale Via Francigena), “La rinascita del pellegrinaggio romeo”;
*Luigi Pilastro (Ass. Amici Badia di Ganna), “Note storiche: il ruolo della badia di Ganna sul percorso”;
*Carlo Cattaneo (Collegiata di Agno), ”La Pieve di Agno”.

LE ANTICHE VIE ROMEE DA CANTERBURY (‘FRANCIGENA’) E DA COSTANZA (‘FRANCISCA’)
La genesi della Via Francisca del Lucomagno è stata illustrata, mercoledì 20 aprile, a Lavena-Ponte Tresa da Adelaide Trezzini, presidente dell’Association Internationale Via Francigena (AIVF). Occasione, la presentazione della conferenza sul progetto “Via Francisca del Lucomagno”, in programma il 30 aprile a Ganna.
L’AIVF - ha spiegato Adelaide Trezzini – è un’associazione privata nata nel 1997 a Martigny (Svizzera) che ha fatto rivivere in Svizzera, Francia e Inghilterra la Via Francigena, un percorso da Roma a Canterbury compiuto nel 990 dall’arcivescovo Sigerico, autore del più antico diario di viaggio di un pellegrino anglosassone.«Da 15 anni l’associazione si impegna, da pioniera, ad individuare e fare rinascere le storiche Vie Francigene (varianti rispetto al percorso ufficiale del 2008-2009 del MiBAC), come quella di Abbadia S.Salvatore (Siena), quella romana di Ivrea-Santhià sud del lago di Viverone, quella romana-medievale da Sarzana a Pietrasanta in Italia, ma anche in Svizzera e Francia».

390 CHILOMETRI DA COSTANZA A PONTE TRESA
Il successo della Via Francigena di Sigerico con migliaia di pellegrini - ha ricordato Trezzini - ha solo negli ultimi anni suscitato l’attenzione dell’AIVF sull’assenza di itinerari che collegassero il mondo germanico direttamente a Pavia, antica capitale longobarda. «Partendo da Costanza, meta di numerosi concili, la via tocca San Gallo (monastero fondato da san Colombano, morto a Bobbio nel 615) e Disentis (monastero benedettino dall’VIII sec.), istituzioni fondamentali per la storia e la creazione dell’Europa di oggi».
Nel lontano passato lo storico asse internazionale Germania-Roma ebbe per imperatori, papi, mercanti, soldatesche e pellegrini un interesse dimostrato dai numeri e valido, a giudizio di Trezzini, anche per i singoli pellegrini di oggi. «Tutto l’itinerario Costanza–Ponte Tresa di 390 chilometri, più il tratto italiano di circa 120 chilometri, rappresentano 510 km fino a Pavia, cui si aggiungono i 690 km sino a Roma, arrivando a un totale di 1.200 km dal lago di Costanza». 

Creva, le immagini del corridoio ittico tra i laghi Ceresio e Verbano

Alcuni scatti fotografici sulla diga di Creva dove lunedì 5 maggio è stato inaugurato il passaggio artificiale per la rotta migratoria dei pesci più in alto d'Europa.  La realizzazione del passaggio per la fauna ittica, oltre ad aprire un vitale corridoio tra il lago di Lugano e il lago Maggiore attraverso il fiume Tresa, si inserisce nel progetto Life.Con.Flu.Po, che riaprirà il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino-Po-mare Adriatico-Oceano Atlantico. Articolo e dettagli cliccando in Sezione Cronaca di Luino.

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