Edizione n.38 di mercoledì 13 novembre 2019

alimentazione

Cibi pericolosi, Coldiretti:«Attenzione alla spesa!»

Nella black list anche arachidi egiziani e pistacchi turchi e statunitensi per aflatossine, pesce francese per parassita e spagnolo per mercurio, carni avicole polacche e ungheresi per salmonella
TopTen cibi pericolosi, foto Coldiretti

«Attenzione alla spesa! I pericoli vengono soprattutto dalle importazioni. Nei primi nove mesi del 2019, in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno, per un totale di oltre 280 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno».
L'invito lanciato da Coldiretti Varese non lascia dubbi. «Sul totale degli allarmi che si sono verificati centoventiquattro provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (44%) e centotto da Paesi extracomunitari (39%). In altre parole, oltre quattro prodotti su cinque più pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%)».
Per Coldiretti Varese, il motivo è spiegato dalla relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare «quali misure intende adottare» per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue. 

RESIDUI CHIMICI
«Sugli alimenti importati - afferma la Coldiretti prealpina - è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici più che doppia rispetto a quelli Made in Italy con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte più pericolosi di quelli nazionali, secondo l’ultimo report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti" pubblicato in agosto 2019.
Su circa 11.500 campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari, appena lo 0,9% dei campioni di origine nazionale è risultato irregolare ma la percentuale sale al 2% se si considerano solo gli alimenti di importazioni e tra questi il record negativo è fatto segnare dagli ortaggi dall’estero con il 5,9%».
ELEVATI LIVELLI DI RESIDUI
Se si evidenzia – continua Coldiretti - il primato del Made in Italy nella sicurezza alimentare a livello internazionale ed europeo, dove la media delle irregolarità è del 2,5%, a preoccupare è la presenza sul territorio nazionale di alimenti di importazione con elevati livelli di residui.
In questo contesto, in caso di allarme alimentare le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro.
«L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti» rimarca il presidente Fiori nel sottolineare che «va anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza sanitaria che si ripetono sempre più frequentemente. Una buona notizia in tal senso viene dal traguardo raggiunto di oltre 1 milione di firme grazie a cui la petizione #eatoriginal sarà portata all’attenzione dell’Unione Europea, a cui chiediamo l’etichettatura obbligatoria d’origine di tutti i cibi venduti entro i confini comunitari».

TOP TEN DEI PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI VENDUTI IN ITALIA
1.Pesce dalla Spagna (37 notifiche), principalmente per mercurio (31)
2.Pesce dalla Francia (19), principalmente per Anisakis (17)
3.Materiali a contatto con alimenti dalla Cina per cessione di metalli (18)
4.Pistacchi dalla Turchia per aflatossine (11)
5.Arachidi dall’Egitto per aflatossine (9)
6.Cozze dalla Spagna (7), principalmente per Escherichia Coli (4)
7.Carni avicole dalla Polonia per Salmonella (6)
8.Pistacchi dagli USA per aflatossine (6)
9.Carni avicole dall’Ungheria per Salmonella (6)
10.Mandorle dagli USA per aflatossine (4)
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rassf allarmi alimentari in Italia nei primi nove mesi del 2019

TOP TEN DEI PAESI CHE ESPORTANO IN ITALIA I PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI
1.Spagna (54 notifiche)
2.Cina (28)
3.Turchia (22)
4.Francia (21)
5.Usa (13)
6.Polonia (11)
7.Egitto (9)
8.Argentina (7)
9.Brasile (6)
10.Ungheria (6)
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rassf allarmi alimentari in Italia nei primi nove. 

Torino, un festival tutto filosofia e cibo

Dal 6 all’8 novembre filosofi, antropologi, psicoanalisti e teologi si confronteranno su onnivorismo e vegetarianesimo, abbondanza e fame, disagi e paure alimentari – Ai dibattiti seguirà un aperitivo musicale con brani dedicati al banchetto e al convivio
Torino, Stupinigi

Un festival, il primo in Italia, dedicato interamente al rapporto tra la filosofia e il cibo. È in programma a Torino da giovedì 6 a sabato 8 novembre (sempre ore 18) nella sala ex ristorante San Giorgio del Borgo Medievale al Parco del Valentino.
Nel corso di tre incontri di “Pensare il cibo” filosofi, antropologi, psicoanalisti, teologi cercheranno di chiarire perché l’uomo mangia gli esseri viventi, perché a tavola ricerchiamo l’abbondanza, perché nella nostra società cresce la paura di mangiare. Il Circolo dei lettori realizza il progetto di Tofood, promosso da Associazione Cento per Cento lettori con il sostegno di Compagnia di San Paolo. Tutte le serate sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
DIBATTITI E MUSICA DA TAVOLA
La formula di Pensare il cibo prevede il dibattito seguito da un aperitivo musicale con brani dedicati al banchetto e al convivio, in particolare, viene presentata la Tafelmusik, che significa letteralmente “musica da tavola”, composta proprio per essere eseguita durante i banchetti. Il genere musicale trae origine dai Greci, ma raggiunge il massimo splendore nel Quattrocento e Cinquecento, quando diventa un’abitudine la musica durante pranzi e occasioni solenni.
PROGRAMMA
*6 novembre, Mangiare il vivente. La questione etico-alimentare tra onnivorismo e vegetarianesimo. Interverranno i filosofi Enrico Guglielminetti (Università di Torino) e Simone Pollo (La Sapienza di Roma). Moderatore, Massimiliano Borgia (giornalista e blogger di www.tofood.it). Segue aperitivo con accompagnamento musicale di I solisti dell'Orchestra per la pace Pequeñas Huellas.
*7 novembre, L’abbondanza e la fame. L’Uomo cerca l’abbondanza, ma è chiamato a curare la dispensa del pianeta e a combattere le grandi disparità di ricchezza e risorse. Interverranno il teologo Bruno Bignami (presidente della Fondazione Mazzolari) e il filosofo Federico Vercellone (Università di Torino). Moderatore, Roberto Cavallo, esperto di prevenzione rifiuti. Segue aperitivo con accompagnamento musicale di Consort Viole da gamba - Istituto di musica antica della scuola Claudio Abbado di Milano.
*8 novembre, Paura di mangiare e disturbi alimentari. Tutti i disagi e le paure che viviamo nelle nostra contemporaneità finiscono nel piatto. Interverranno l’antropologo Marino Niola (Università Suor Orsola Benincasa Napoli) e lo psicoanalista Massimo Recalcati (Università di Pavia). Moderatore Laura Piazzi (LaLaura), giornalista e conduttrice radiofonica. Concerto e danze “E missero amendue gli arrosti in danza”-Danze e frottole in Italia tra '400 e'500. La Girometta – Venezia. Segue aperitivo.
Maggiori informazioni su www.pensareilcibo.it. 

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