Edizione n.34 di mercoledì 21 ottobre 2020

Angera

Luino e Angera, focolai coronavirus negli ospedali

A Luino sospesa la programmazione chirurgica
13-ottobre-riepilogo

Risale in Lombardia la curva epidemiologica del Covid-19. A differenza di quanto accaduto a inizio pandemia, ora la fascia di età più suscettibile al contagio è quella che va dai 20 ai 29 anni (a marzo 2020 era dai 70 ai 79) e le occasioni di diffusione sono le attività legate al tempo libero. A Luino il virus, già manifestatosi in primavera in alcuni episodi, è ricomparso il 7 ottobre in forze e ha fatto capolino anche ad Angera con alcuni casi di positivi tra gli operatori degli ospedali.
A Luino – come precisato da una nota dell'Asst Settelaghi - un dipendente in servizio nel blocco operatorio dell'ospedale ha manifestato una sintomatologia compatibile con un'infezione da nuovo coronavirus. Sottoposto a tampone, è risultato positivo. «Uno screening attivato secondo la procedura aziendale di sorveglianza sanitaria ha portato, nel giro di un giorno, all'identificazione di 15 operatori positivi al SarsCov2, tutti asintomatici e tutti in servizio nel blocco operatorio, In via prudenziale, è stata avviata l'esecuzione dei tamponi su tutto il personale e sui degenti, che si è conclusa in pochi giorni. Contestualmente, è stata sospesa l'attività chirurgica programmata, mantenendo la sola attività in urgenza».
Il numero sarebbe successivamente aumentato. Il 9 ottobre 2020, nella prima seduta del nuovo consiglio comunale, il consigliere comunale – e dottore attivo nel pronto soccorso luinese - Franco Compagnoni non solo ha confermato «quanto stiamo sentendo sull’emergenza covid in ospedale», ma ha aggiunto che «la situazione è anche più grave perché le persone coinvolte nel focolaio erano 15 stamattina, ma ora sono 22 e potrebbero crescere. Ci sono cinque medici e gli altri sono personale infermieristico».
Un piccolo focolaio è stato identificato anche all'Ospedale di Angera. Ad essere qui coinvolti sono stati 5 operatori della Radiologia e 3 degenti, questi ultimi immediatamente trasferiti nell'Hub Covid dell'Ospedale di Circolo a Varese. Anche ad Angera è stato immediatamente attivato lo screening previsto per la sorveglianza sanitaria. Dei tamponi effettuati il 7 ottobre sugli operatori in servizio in Radiologia, ad eccezione dei 5 casi menzionati, tutti gli altri sono risultati negativi.
Altri episodi positivi sono stati registrati all'ospedale di Gallarate. «I casi- afferma il consigliere regionale del Pd, Samuele Astuti- sono un chiaro sintomo di una vulnerabilità delle strutture che, dopo i tanti mesi di emergenza, speravamo fosse scongiurata. Senz’altro positivo che i casi siano stati individuati in breve tempo, ma ora la necessità è quella di tenere alta la soglia dell’attenzione. Bisogna evitare che si ripeta quanto accaduto nei mesi scorsi, ossia che gli ospedali divengano un veicolo potente del virus e che si sia costretti a fermare l’attività ordinaria di cura, per molti pazienti, dopo i mesi di blocco, non più rinviabile». 

Arona, è morto il principe Giberto Borromeo Arese

Si è spento a Milano per improvviso malore
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A Milano, lunedì 16 febbraio, si è spento per improvviso malore il principe Giberto VIII Borromeo Arese. Aveva 82 anni.
Discendente di una delle famiglie più antiche di Milano, quei conti di Arona che vantavano la concessione del titolo comitale nel 1441, annoverava tra i tanti personaggi della dinastia anche il cardinale Carlo Borromeo, che nel 1562 aveva rinunciato al titolo di principe di Oria per donare i denari del titolo ai poveri. Dal 1917 al primogenito fu riconosciuto il titolo di principe di Angera.

Se la storia ti scivola tra le dita

Abituato da ventiquattr’anni a sondare antiche carte per confermare date di nascita e morte dei più disparati personaggi - in special modo quelli che hanno arricchito da venti generazioni la nobile casata dei Borromeo - sono preso da un senso di smarrimento, ora che la storia la vivo al presente.
A Milano, nella mattinata di lunedì 16 febbraio, scompare all’improvviso, in un’ancor vigorosissima e dinamica età senile, il principe Giberto VIII Borromeo Arese (21 novembre 1932 - 16 febbraio 2015) “Principe d’Angera, Conte di Arona, Conte delle Degagne di San Maurizio, Conte di San Martino, Conte di Maccagno Imperiale, Signore di Omegna, Vigezzo, Vergante, Agrate, Palestro e Cannobio, Signore di Camairago, Guardasone e Laveno, Consignore della Pieve di Seveso, Patrizio Milanese e Grande di Spagna di prima classe”: una lunga serie di titoli e onori feudali per un uomo di gran signorilità, altrettanta semplicità di modi e affabilità; un nobile che sapeva coniugare alla moderna capacità manageriale (frequente nella odierna classe nobiliare milanese formatasi nel Quattrocento e affermatasi poi tra Sei e Ottocento) eleganti passioni: per le proprie isole del Golfo Borromeo, per le proprie barche (indimenticate le regate degli anni Ottanta di “Almagores”), e perfino la più domestica (e tutta italiana...) passione per una delle due squadre di calcio meneghine (che qui si tace, lasciando al lettore di indovinar quale sia).
A queste passioni il principe Giberto univa un’attenzione continua per la storia di famiglia; attenzione vivace, che lo portava a perdonare al proprio archivista intemperanze, noiose divagazioni, e facili entusiasmi per documenti ritrovati nel vasto archivio della casata; quest’attenzione ha permesso, nel corso degli anni, di scoprire comuni punti di vista (quali quelli relativi alla storia delle barche di servizio dei Borromeo a fine Ottocento: la bella lancia a vapore
Isolabella 1896) e di far crescere sempre più la stima nei suoi confronti, e ora il rimpianto per la sua scomparsa.
In un fluire di generazioni che la storia della famiglia Borromeo registra senza sosta da secoli, il pur doloroso avvicendamento che dobbiamo vedere oggi tra il principe Giberto (che sin qui non ha mai mancato di sostenere l’opera appassionata di anni condotta dalla principessa Bona sua consorte) e il successore suo figlio, ora principe Vitaliano XI Borromeo Arese, innesta l’innovazione nella tradizione: il principe Vitaliano raccoglie e amministra oggi con taglio moderno, interventi di ampio respiro e grande portata non solo un importante nucleo museale privato, non solo una preziosa eredità culturale come poche in Italia, ma anche una casata nobile capace di guardare con rinnovata forza al futuro e con consapevolezza del proprio passato.
G.C.

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