Edizione n.1 di mercoledì 14 gennaio 2026
Luino
Frontiera, musica all’insegna di Anarchia Crocevia Ticino
Altra Italia. Concerto di Giovanna Marini con Germana Mastropasqua e Xavier Rebut. Si terrà a Luino, presso l'IMF il 21 novembre 2014 alle ore 20.30, a cura del Centro Culturale Frontiera.
È la seconda delle tre manifestazioni che il Museo d'Arte di Mendrisio, ente organizzatore, ha destinato a Luino nell'ambito del progetto Anarchia Crocevia Ticino, ideato dal Dicastero Museo e Cultura del Canton Ticino all'interno dell'iniziativa “Viavai–Contrabbando Culturale Svizzera-Lombardia”.
Di questa iniziativa, di cui Frontiera si è fatta promotrice in Italia, ho già parlato in occasione della presentazione della prima delle tre manifestazioni, che si è tenuta il 14 settembre 2014 sotto il titolo: Si può essere rivoluzionari e amare i fiori? È stato un evento che ha suscitato qualche perplessità in chi non ha saputo coglierne il lato puramente artistico al di là delle proprie convinzioni personali.
Questo secondo evento sarà puramente musicale, non privo però di un forte sostrato ideologico, alla stregua delle concezioni che hanno ispirato l'intero programma.
Tre artisti di vaglia, riconosciuti e apprezzati in ambito internazionale, saranno per noi voci libere che riempiono la scena, lamentano le separazioni che segnano la vita, esaltano la storia dei vinti, narrano dei contadini che si fanno cantori delle proprie vite e ricordano i liberi pensatori quali erano i primi anarchici. Autrice di fama internazionale del canto politico e sociale, intellettuale di grande levatura, Giovanna Marini tesserà, insieme a Germana Mastropasqua e Xavier Rebut, il filo rosso della memoria riportando lo spettatore alla riflessione, alla commozione e al pensiero sul presente. Anche qui importante è saper cogliere la valenza artistica dell'opera, senza lasciarsi fuorviare da personalismi del resto legittimi.
*Giovanna Salvucci Marini: si diploma in chitarra classica perfezionandosi con Andrés Segovia. All'inizio degli anni '60 l'incontro con Pier Paolo Paolo Pasolini, Italo Calvino e il grande antropologo Ernesto De Martino le fa scoprire il canto sociale e la storia orale cantata. Da allora scrive musica per film e per teatro con i maggiori registi italiani. Insegna musica di tradizione orale nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma e all'Università Paris VIII.
*Germana Mastropasqua: ha una formazione di canto classico ed esperienze nei repertori moderni. Come solista pratica il canto di tradizione orale, la musica contemporanea, la musica sacra, e come cantante-attrice la musica per il teatro. Canta in opere di Giovanna Marini, oratori e spettacoli teatrali. Fa parte del “Quartetto Urbano”, gruppo vocale che presenta un repertorio di musiche tradizionali e di composizioni contemporanee.
*Xavier Rebut: da anni canta e lavora con Giovanna Marini, come solista in sue creazioni per il teatro e oratori, e come didatta per le ricerche e i corsi sul canto di tradizione orale italiano alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma. La ricerca sulla voce e la musica di tradizione orale sono alla base del suo progetto musicale e teatrale costruito tra Italia, Francia e Svizzera. Fa parte ed è direttore musicale del “Quartetto Urbano”.
Francesco Ronchi
Scalinata a lago intitolata a Guido Fontebuoni
Sarà dedicata al sommergibilista Guido Fontebuoni la scalinata a lago posta tra il complesso dell’Imbarcadero e il Porto vecchio di Luino. La cerimonia ufficiale avrà luogo domenica 30 novembre alle ore 11.15.
La giunta comunale ha accolto la richiesta dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Luino e ha deliberato l’intitolazione al giovane marinaio luinese, che perse la vita a soli 23 anni. Era a bordo del Regio Sommergibile Scirè, che il 10 agosto 1942 fu affondato nelle acque prospicienti Haifa ad opera delle forze navali inglesi. Solo nel 1984 furono recuperate le salme di 42 marinai morti nell'affondamento.
La più celebre azione militare dello Scirè e del suo equipaggio, alla quale il fuochista Fontebuoni partecipò, è senza dubbio l’impresa di Alessandria d’Egitto del 19 dicembre 1941, conclusasi con la messa fuori combattimento di due navi da battaglia inglesi, la Valiant e la Queen Elizabeth, e con il danneggiamento di altre due navi per mano degli incursori Luigi Durand de la Penne, Antonio Marceglia, Vincenzo Martellotta, Emilio Bianchi, Mario Marino e Spartaco Schergat.
«Dopo l’intitolazione della piazzetta in legno del Parco a Lago ad Armando Chirola, martire di Cefalonia, ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini, abbiamo voluto ricordare un altro giovane luinese caduto per la patria. Fontebuoni, con l'impresa di Alessandria, contribuì a salvare l'onore italiano in guerra, offeso da tante sconfitte, causate da scelte sbagliate sul piano politico e militare».
“Affari di famiglia: Bernardino Luini riletto nella sua terra natale”
Che si trattasse di un affare di famiglia lo si era già detto ( http://www.ilcorrieredelverbano.it/cms/mostra-di-bernardino-luini-milano... ) a proposito della grande mostra milanese “Bernardino Luini e i suoi figli”, della (complicata) eredità affidata dal Luini padre ai figli, del legame tra il pittore e il nostro territorio. Questa ne è un’ulteriore conferma oltre che una possibile ipotesi ed esperienza di lettura: un gruppo di giovani studenti, coinvolti nell’anno scolastico appena concluso in un progetto didattico interdisciplinare dedicato al patrimonio culturale, si sono avvicinati, nella fase finale, alla vita e all’opera del Luini attraversando, curiosi e attenti (curiosità, attenzione e impegno hanno caratterizzato la partecipazione dei ragazzi durante l’intero percorso progettuale), le sale di Palazzo Reale e, poco più in là, i luoghi della Milano del Cinquecento, alla ricerca delle tracce utili per ricostruire l’ambiente culturale, politico e religioso che incaricò l’artista della realizzazione di opere sacre e profane (che, neanche a dirlo, suona subito come citazione della mostra luinese del 1975).
Sul progetto e sul Luini diamo la parola agli studenti che lo sentono ora più vicino, verrebbe quasi da dire, per restare in tema, più familiare. Non dimenticando che se si allarga il compasso del tempo, includendo il futuro, l’eredità culturale - Luini compreso, anzi per certi aspetti in testa - spetterà a loro gestirla: e per farlo in maniera seria dovranno, innanzitutto, conoscerne la consistenza e la qualità, consapevoli del fatto che servirà «qualcosa di più specifico di una strada o di un monumento» (per valorizzare un artista locale e, più in generale, il patrimonio culturale), scomodando Piero Chiara a proposito delle ragioni dell’evento luinese del 1975.
Tiziana Zanetti
Federico Crimi
DA UN PROGETTO SUI “FURTI D’ARTE”
ALLO STUDIO DI BERNARDINO LUINI
Il progetto “I furti d’arte”, che ci ha visto impegnati nell’ultima parte del secondo quadrimestre, per contenuti e attività si inserisce coerentemente nell’itinerario didattico del nostro corso di studi, il Turismo, e mira all’acquisizione di strumenti utili a comprendere e contestualizzare le opere più significative della tradizione culturale del nostro Paese.
Il progetto, curato dagli esperti esterni Tiziana Zanetti e Federico Crimi, è stato accolto con entusiasmo e curiosità da parte di noi studenti della classe 2 A. Attraverso lezioni frontali abbiamo potuto riflettere sul significato, sul valore e sulla fragilità del nostro “patrimonio culturale”. Ci siamo soffermati sul concetto di “bene culturale” e sulle attività di tutela, valorizzazione e fruizione che caratterizzano il settore e che il Codice dei beni culturali e del paesaggio disciplina (senza dimenticare ovviamente la legge al grado più alto: la Costituzione e l’art. 9 in particolare); abbiamo potuto riflettere sui numerosi rischi che rendono i beni culturali tanto fragili e in particolare sui pericoli legati all’attività dell’uomo: le guerre, l’incuria, gli scavi clandestini, i furti.
Proprio nell’ambito dei furti d’arte ci siamo avvicinati allo studio e alla conoscenza diretta del nostro territorio, con particolare riferimento al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza. A Dumenza (si sa dal 1993) è nato anche il celebre pittore Bernardino Luini: sulla sua opera e sul legame con i suoi luoghi (non solo quello natale) ci siamo soffermati nella seconda fase del percorso progettuale.
“Da Dumenza a Milano… sulle orme di Bernardino Luini” è il titolo dell’itinerario da noi realizzato e presentato in occasione della conferenza del 6 giugno 2014 dal titolo “Affari di famiglia: Luini riletto nella sua terra natale”, curata da Tiziana e Federico, presso il Punto d’incontro dell’Auditorium di Maccagno. Il lavoro presentato è il risultato di lezioni in aula in cui sono state analizzate le fasi che caratterizzano la costruzione di un (grande) evento culturale espositivo e dell’uscita didattica a Milano del 21 maggio 2014. A Milano abbiamo visitato la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” nelle sale di Palazzo Reale e altri luoghi della città con testimonianze dell’epoca del Luini per avere un quadro più chiaro della Milano cinquecentesca.
L’esperienza vissuta ci rende sicuramente più “istruiti” e ci spinge ad invitare i lettori, che non lo avessero ancora fatto, a visitare la mostra del nostro illustre conterraneo: una mostra di grande importanza sul piano storico-artistico, con 200 opere esposte, allestita in un luogo di grande pregio quale Palazzo Reale, che racconta l’intero percorso del Luini, “dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei, dall’altro, alla traiettoria dei suoi figli, e in particolare del più piccolo Aurelio”.
La mostra resterà aperta fino al 13 luglio 2014 ed è tutta da scoprire e da vivere in prima persona per poter assaporare emozioni e sentimenti che i dipinti proposti possono suscitare con sfumature ed intensità diverse in ciascuno di noi.
Gli studenti della II A Turistico, ISIS “Città di Luino-Carlo Volontè” con la prof.ssa Filomena Parente, responsabile e coordinatrice del progetto.
Luino, Palazzo Serbelloni, dal restauro all'Open gallery
Dapprima sculture e quadri vari nella sala giunta. Poi una collezione di opere di Amleto Del Grosso nella sala consiliare e, sul pianerottolo, cimeli garibaldini. Ora una parte della quadreria di Palazzo Verbania sistemata alle pareti della scala, nei corridoi ritinteggiati del secondo piano e nel vestibolo del sindaco e un dipinto di Antonio da Tradate collocato nella sala rossa, dedicata all'ex sindaco Piero Astini.
Da occasionale deposito di testimonianze eterogenee Palazzo Serbelloni s'avvia, di lustro in lustro, a diventare galleria a soggetto della comunità luinese. A definire e ufficializzare il nuovo respiro dell'edificio, fresco del restauro delle facciate e prossimo - non appena ristorate le esauste casse comunali - al completamento dell'operazione anche all'interno, sarà, venerdì 14 marzo, alle ore 18, una duplice cerimonia. Sarà inaugurata la "open gallery" curata dallo storico dell’arte del territorio Federico Crimi e sarà intitolata la sala rossa a Pietro Astini con un profilo rievocativo affidato al docente dell'Università dell'Insubria Giuseppe Armocida.
Pietro Astini (Milano, 10 luglio 1927–Varese, 6 luglio 2005) arrivò sulla sponda luinese del Verbano il 30 settembre 1931 e vi rimase sino alla morte. Di professione medico di base, fu sindaco di Luino dal giugno 1993 all'ottobre 1995. Studioso di archeologia, arte, storia locale, fu presidente della Società Storica Varesina e Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica di Milano. A lui si deve l'idea del Museo Civico di Luino, del quale sarebbe stato il primo Curatore a partire dall’inaugurazione del 1968.
In Sezione Cronaca di Luino, un approfondimento storico su opere e autori della open gallery e un'analisi tematica nell'intervento di Federico Crimi.
Studenti del Liceo Sereni a bottega nel Magazzeno Storico Verbanese
A Luino nei giorni tra lunedì 24 febbraio e mercoledì 5 marzo si è svolta, nell'aula di informatica del Liceo, una sessione di "training on the job" molto particolare, rispetto alle normali esperienze lavorative condotte dagli studenti del nostro Liceo.
Bisogna tornare agli ultimi anni Settanta per incontrare, grazie all'intelligenza di un docente e di un laureando sinceramente appassionati della cultura locale, come Piero Tosi e Gianni Geraci, e la guida storico-archivistica di uno studioso animato da un profondo amore per il proprio lago, come Pier Giacomo Pisoni, la realizzazione di un progetto che condusse alla trascrizione sistematica di un'ingente quantità di "stati delle anime" per le pievi di Valtravaglia in epoca carliana, consentendo così l'elaborazione di statistiche e di considerazioni in chiave storico-demografica che a firma di Geraci e Tosi apparvero in sunto su "Verbanus" 3-1981/82.
A distanza di decenni, l'esperienza "lavorativa" è stata ripresa e riproposta in chiave moderna a una decina di ragazzi di una sezione terza del Liceo Scientifico, nell'ambito del progetto alternanza, varato dal Liceo e che ha raccolto l'adesione del Magazzeno Storico Verbanese.
TRA COMPUTER E ANTICHE CARTE
A questi ragazzi è stata proposta (con il titolo "Legger 'le venerande carte': noia o vedere nel futuro?") una sessione di studio e lavoro su carte d'archivio in modo virtuale (sono stati dotati di schede USB da 4 Gb, appositamente disegnate e ingegnerizzate dal MSV), e dopo due giorni di preparazione teorica (sui metodi della Storia, sulla storia locale e gli storici del territorio verbanese-ossolano; sugli archivi come strumenti della nostra memoria; sul lavoro d'archivio e gli strumenti da usare per muoversi tra le carte d'archivio; sulle peculiarità dei documenti), i ragazzi si sono dedicati alle trascrizioni documentali a partire da digitalizzazioni da fondi realizzate in quello che è forse il più importante archivio nobiliare del Verbano: l'Archivio Borromeo Isola Bella.
Così facendo, essi si sono resi conto, in modo vivace e moderno (le sessioni di lavoro erano sempre al computer in presenza del tutor Carlo Alessandro Pisoni, conservatore dell'Archivio Borromeo Isola Bella, ed erano accompagnate da "question time" e non di rado con un discreto sottofondo di musica, classica e pop), delle difficoltà e del fascino di interpretazione delle antiche scritture e con il glossario dialettale e dell'italiano sei-settecentesco, delle non poche similitudini che esistono con la nostra vita odierna.
QUESTION TIME
Altri casi notevoli di discussione sono stati ad esempio le rivalutazioni e le conversioni monetarie (ongaro, filippo, scudo, giulio), l'utilizzo di terminologia specifica (vocaboli dialettali, contaminazioni da altre lingue, come il caso di "papello", spagnoleggiante per carta, termine oggi tornato molto di moda per questioni di mafia...), o ancora curiosità e stranezze che ai ragazzi di oggi sembrano cose dell'altro mondo (l'uso dei "procacci" o "stafette" per recapitare la posta, in un'epoca che non disponeva di comunicazioni rapide come le nostre)...
Le pagine e pagine di trascrizioni, nei prossimi tempi, verranno pubblicate sul sito sociale del Magazzeno Storico Verbanese, come risultato di una collaborazione piacevole ed efficace, che si spera abbia fatto comprendere ai ragazzi che la storia non è lo studio del passato, ma la preparazione consapevole del nostro futuro; e che questa preparazione matura proprio negli archivi, che vanno dunque conosciuti e amati come patrimonio vivo e generoso di una nazione.
Luino, Giornata della Memoria con il fratello di Salvo D'Acquisto e il figlio di Enrico Sibona
Nella immagine scattata a Varese, Alessandro D'Acquisto, fratello di Salvo D'Acquisto, davanti al monumento dedicato al suo eroico familiare. Il vice brigadiere dei carabinieri nel settembre 1943, a Torrimpietra, pur essendo estraneo ai fatti, si autoaccusò di un presunto attentato salvando dalla rappresaglia tedesca ventidue cittadini scelti a caso tra la popolazione. Gli ostaggi, già costretti a scavarsi una fossa, furono liberati, il giovane carabiniere ucciso.
Alessandro D'Acquisto era in territorio varesino per partecipare a Luino, martedì 18 febbraio, alla Giornata della Memoria, dove è stato anche ricordato Il maresciallo Enrico Sibona, comandante della Stazione dei Carabinieri di Maccagno dal 1939 al 1946, che si adoperò per salvare la vita ad alcuni ebrei dalla persecuzione nazifascista. Cronaca cliccando Sezione Cronaca di Luino.
Francesco Branca, spirito "parigino" in riva al Verbano
(s.f.) Un incontro con la storia delle nostre valli molto importante per chi voglia meglio conoscere le nostre radici si terrà giovedì 2 maggio nel salone dell’Ubi Banca a Luino. Il consigliere comunale Alessandro Franzetti alle ore 14.30 presenterà un estratto della sua tesi di laurea Francesco Branca e “Il Corriere del Verbano” tra l’ottocento e il novecento.
«Lo scopo del mio lavoro di tesi è stato quello di valorizzare e di far conoscere un personaggio eclettico e dalla operosità tipicamente lombarda che è stato Francesco Branca» commenta Franzetti. «Egli ha avuto il merito, oltre che di essere un imprenditore generoso, di fondare nel 1879 Il Corriere del Verbano, testata pluricentenaria che permane tuttora».
Imprenditore illuminato, Francesco Branca riuscì con il suo impegno costante e la sua geniale quotidianità a potenziare e concertare l’attività delle vallate luinesi, mettendo azioni forti che favorirono l’economia e l’editoria locale. Branca, grazie anche ad un’esperienza a Le Figaro di Parigi, ritenne necessario fondare un settimanale che promuovesse «gli interessi di questa parte d’Italia Superiore, priva finora dei beneficii di comunicazione ferroviaria, e pressoché fuori del Consorzio del Regno, ed a provvedere alle molte necessità locali» (Corriere del Verbano, 8 gennaio 1879-primo numero). Nacque così Il Corriere del Verbano, dove Branca concesse grande spazio anche alla cultura, in particolare pubblicando novelle a puntate nell’”Appendice del Corriere”, una serie di romanzi molto in voga in quegli anni.
ALBERGHI, STRADE, FERROVIE
Tra le imprese più eclatanti, Francesco Branca aveva attivato una cordata di imprenditori e di professionisti per la costruzione di un albergo alpino al Lago Delio, aperto nei mesi estivi per gli amanti della montagna, sull’esempio di analoghe strutture funzionanti nella vicina Confederazione Elvetica (da cui la famiglia proveniva). Un’ambiziosa iniziativa per valorizzare uno degli angoli più pittoreschi di tutta la valle. E questo anche in vista dell’apertura della ferrovia del Gottardo che avrebbe facilitato le comunicazioni con i principali centri della Lombardia e del Piemonte.
Il vero problema per promuovere un turismo di montagna era ed è costituito dalla inaccessibilità del luogo. Si era pertanto presa in considerazione l’ipotesi della costruzione di una funicolare per accedervi e l’acquisto di terreni incolti per costruirvi uno stabilimento balneare. Era stata individuata anche l’impresa disposta ad accollarsi l’onere della costruzione di «un impianto di una ferrovia funicolare tra la riva del Lago Maggiore ed il Lago Delio». Tale investimento non fu mai realizzato.
Oltre ad aver favorito la nascita della strada che collega Luino a Maccagno, l’imprenditore si impegnò nello sviluppo della rete ferroviaria ed elettrica per collegare Luino ad altre realtà italiane e straniere importanti, confidando nella posizione strategica della cittadina nel cuore dell’Europa.
Dalle “onde” del Verbano alla linea Bellinzona-Malpensa. L'"edicola" universale vola in Europa
(GM) Mi piacerebbe sapere cosa direbbero i Sumeri, popolo della Mesopotamia che nel 3300 a.C. inventò la scrittura, davanti ad un computer che ci permette di comunicare con il mondo intero. Sicuramente ci avrebbero ricordato che grazie a loro l'umanità superò il confine della preistoria. E rimarrebbero strabiliati dal passaggio dalle tavolette di argilla alla tastiera sulla quale navighiamo, clicchiamo, ciattiamo e leggiamo i giornali.
Tempi e spazi di comunicazione
Già, i giornali. Ci eravamo assuefatti all'acquisto in edicola del giornale preferito, tornare a casa e sfogliarlo incuriositi dalle novità (ora le chiamano news), dalla cronaca nera, sportiva o leggere le estrazioni del lotto, le previsioni del tempo o un necrologio. Un altro gesto, quotidiano, settimanale o mensile, era quello della visita alla cassetta postale per il ritiro del nostro abbonamento.
Per i lettori del Corriere del Verbano, nato a Luino «...un paesello di pescatori e contadini» così definito da Piero Chiara, l'appuntamento si ripete ogni mercoledì fin dal 1879. Il giorno, dopo 135 anni, è sempre quello, ma non lo si trova più in edicola o nella cassetta di casa, poiché, al passo coi tempi, da gennaio 2012 è "on line", un termine un po’ ostico per chi non si rassegna alle evoluzioni inarrestabili della vita moderna.
Adesso la società si muove sul web, twitter, a colpi di sms, blob e blog. La gioventù non sa più cosa sia una lettera, una busta e un francobollo vecchio stile. Perfino il papa Benedetto XVI si adegua alla nuova forma di comunicazione e si fa avvicinare su twitter. Anche il commercio gira attraverso internet. E volete che il mondo della stampa non si adeguasse?
Comunità internazionale
Il Corriere del Verbano non ha saputo/potuto resistere alla telematica. Nell'era di internet niente più abbonamenti cellofanati, affidati alla distribuzione postale spesso in ritardo e schiava di un monopolio in contrasto con le asserite liberalizzazioni. Il settimanale di Luino giunge in tempo reale in qualunque parte del pianeta, letto da luinesi emigrati e da cittadini esteri che sul lago Maggiore si godono una casa di vacanze. E' noto, infatti, che il territorio luinese abbonda di immobili di tedeschi, svizzeri, olandesi, francesi e di italiani. Tutti, pur vivendo lontano, sono interessati alle vicende locali ed al servizio di trasporto pubblico.
Il 14 novembre su questo giornale, dal titolo "Bellinzona-Luino-Malpensa, linea a rischio chiusura?" è apparso un articolo che paventa un rischio per quei treni, suscitando il panico fra lettori di mezza Europa che giungono nella nostra città con destinazione Malpensa e treno per Luino e dintorni. E-mail, telefonate, richieste di spiegazioni ad uffici vari, spaventati dalle temute soppressioni di treni comodi, ben assestati nell'arco della giornata e presenti anche nei giorni festivi. Ma, per favore, non sparate sullo scrittore.
Si è trattato di una lettura affrettata. Per ora, lo confermiamo, nessun pericolo. Però quei treni non devono viaggiare vuoti. Resta la dimostrazione dei vantaggi dell'informazione che si irradia su onde elettromagnetiche e su cavi di fibra ottica.
Ora con un clic si aprono le pagine del settimanale classe 1879 generato non più dalle rotative e senza consumo di carta.
Edicola universale
Il giornale di Luino, libero dai penalizzanti vincoli distributivi a cui eravamo abituati, supera le frontiere, vola nell'etere, disponibile in una edicola universale, ad ogni latitudine ed in qualsiasi ora. Chissà, grazie al Corriere del Verbano on line, il nome di Luino giungerà dovunque e allargandosi il numero dei lettori avremo anche più alleati per sostenere i treni da/per Malpensa.
Isis "Città di Luino", software studentesco in uso all'ospedale di Padova
A Luino, mercoledì 4 luglio, presso il Palazzo Verbania, si è tenuta la presentazione del rapporto annuale del progetto “Impresa in Azione”, sostenuto dall’associazione no profit Junior Achievement, con l’obiettivo di trasferire nella scuola conoscenze e competenze tecnico-scientifiche, di imprenditorialità e internazionalità, facendo proprio il metodo del “learning-by-doing”.
L'azienda studentesca
Un gruppo di ragazzi dell'Istituto Statale d’Istruzione Superiore Luino “Carlo Volontè” ha partecipato con la classe 5ª del corso Elettronica e Telecomunicazione a questo progetto. Ad ognuno di loro è stato affidato un ruolo, in modo da formare a tutti gli effetti una vera e propria azienda: Amministratore Delegato (Giovanni Sorrentino), Manager Area Tecnica (Jonathan Massara), Manager Marketing e Comunicazione & IT (Mirko Civitillo), Manager Vendite (Daniele Manzo), Manager Finanziario (Mattia Fortuna) e Manager Risorse Umane (Mattia Gatta).
Gli studenti, nell'anno scolastico appena concluso, hanno creato e gestito l’azienda AES (Advanced Electronic Solutions) con l’aiuto dei docenti Stefano Del Vitto, Marilina Comeglio, Pasquale Langella, Rocco Mancuso, Patrizia Poltronieri e di esperti esterni e hanno raccolto l’esigenza del Gruppo di Ricerca del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, proponendosi per la progettazione e la realizzazione di ABRAM (Analyzing BRain Activity Moving objects), un sistema innovativo per la stimolazione visivo/motoria di soggetti sottoposti a risonanza magnetica nucleare.
Premio per l'innovazione
Durante la presentazione i ragazzi hanno mostrato al pubblico le funzionalità del software utilizzato da ABRAM, il sito aziendale, il rapporto finanziario e un breve video che racchiudeva la “storia” e l'“avventura” di AES; non è stato possibile effettuare una dimostrazione con l’intero sistema perché già utilizzato presso l’Ospedale di Padova.
AES ha partecipato alle selezioni della Regione Lombardia vincendo il Premio per l’Innovazione e classificandosi per il concorso nazionale che si è tenuto il 6 e 7 giugno a Pisa, ottenendo anche qui ottimi risultati. Ma la loro soddisfazione più grande, affermano i ragazzi, è stata l’installazione di ABRAM avvenuta con successo il 22 giugno 2012 presso l’Ospedale di Padova; attualmente il sistema viene utilizzato nell’ambito delle prove di neuro-psicologia dal gruppo di ricerca del dottor U.Castiello.
Oltre ad essere stata un’esperienza coinvolgente e istruttiva, gli studenti hanno maturato un fortissimo spirito di squadra, rafforzando i rapporti di amicizia tra i componenti del gruppo.
Il team di AES ringrazia tutti gli esperti e consulenti esterni che hanno collaborato alla realizzazione di ABRAM e di AES: Fabrizio Andrighetto, Alice Brovelli, Giovanni Carnaghi, Alberto Castiglioni, Christian Cocco, Giuseppe Comeglio, Patrizia Ghiringhelli, Gian Mario Masciocchi e Santolo Sorrentino.
Gli studenti inoltre affermano: «Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei nostri professori».
Mirko Civitillo
Cari lettrici e lettori
Cari lettrici e lettori
cominciamo questo saluto e il nuovo anno di edizioni con le parole di alcuni storici abbonati al Corriere del Verbano, sintesi di innumerevoli telefonate e contatti che in questo periodo sono avvenuti.
Il signor V. ci scrive:«Congratulazioni vivissime per la "botta di vita" del caro antico CORRIERE DEL VERBANO, che trovo su internet e di cui mi pregio essere un lettore di lungo corso, da Luinese della diaspora ormai radicato a Varese da oltre un quarantennio. Spero col tempo di avere l'intero giornale da leggere magari su Ipad, rinunciando alla carta ed ai ritardi postali. Ancora una minuscola richiesta, ho smarrito il bollettino postale per rinnovare l'abbonamento x il 2012. Vi chiedo quindi di indicarmi le modalità… Grazie, Auguri e cordiali saluti».
Il signor G.P. ci invia «Sinceri auguri di Buon Anno, sia per "il Corriere del Verbano.it", sia per tutto. Complimenti per il coraggio. Il giornale (NdR: si intende qui il sito da alcuni mesi visibile) è ben fatto, leggibile e sicuramente vi seguirò "on line». Buona fortuna!"
La prima lettera ci fa capire che non siamo stati abbastanza chiari quando sulle pagine del Corriere del Verbano, tra novembre e dicembre 2011, abbiamo annunciato che saremmo passati online. Noi in primis, il signor V. e con lui molti altri che risiedono fuori zona, o in altre regioni, o all'estero non avranno più da combattere con i disguidi postali. Da oggi trovano la nostra testata in internet e non dovranno rinnovare l'abbonamento perché l'accesso è libero e gratuito.
Gli auguri di G.P. portano la nostra attenzione sul termine «coraggio». Altri lettori hanno usato espressioni come «svolta», «evoluzione», «felice intuizione», «indipendenza»; altri invece protestano perché prediligono, come dicono, "leggere su carta".
E' vero, c'è una robusta modificazione nel vestito che si è dato Il Corriere del Verbano e se chi legge dovrà abituarsi a un impatto grafico nuovo, noi stessi ci aspettiamo fasi di assestamento e perfezionamento. Dunque auguri a tutti, voi e noi, per una buona navigazione.
Il Corriere del Verbano




