Edizione n.38 di mercoledì 13 novembre 2019

Caduti

Montegrino e i suoi figli nel dramma di Caporetto

Al Teatro Sociale sabato 7 ottobre un nuovo episodio della commemorazione dei caduti della Grande Guerra – Terza puntata di un progetto pluriennale

«Restituire un volto ai giovani di Montegrino e di Bosco che in quel conflitto persero la vita». Questo l’obiettivo di un progetto ideato da Vittorio Larocca, cultore di storia della Grande Guerra sul fronte lombardo, e avviato due anni fa con il sostegno del Gruppo Associazione Nazionale Alpini di Bosco-Montegrino e dell’Associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali con il patrocinio dell’amministrazione comunale.
Un nuovo appuntamento è riproposto per sabato 7 ottobre (ore 21) al Teatro Sociale di Montegrino. Spiega Larocca: «Nel 2015, in occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, si è assistito ad un fiorire di eventi e manifestazioni legate a quella ricorrenza. Non sono però molte, crediamo, le manifestazioni strutturate per riproporsi con cadenza annuale fino ad arrivare al centenario della fine di quella sciagurata guerra».
PRECEDENTI RIEVOCAZIONI
Nel primo appuntamento dell’autunno del 2015
sono stati commemorati tre caduti scelti per la emblematicità dei fatti che li videro protagonisti: la morte inutile degli assalti sconsiderati a postazioni imprendibili; la carneficina del Carso; la (in)giustizia militare. Un quarto fu scelto in quanto decorato di medaglia al valore.
Nel 2016 il filo conduttore è stato: “La bella guerra”. Alle tragiche storie dei ragazzi caduti hanno fatto cornice citazioni, poesie e testimonianze di chi allora sostenne convintamente l’entrata in guerra dell’Italia.
CENTENARIO DI UNA DISFATTA
Il prossimo 7 ottobre nel Teatro Comunale
di Montegrino andrà in scena il terzo episodio. «La ricorrenza del centenario della drammatica rotta di Caporetto dell’ottobre 1917 – precisa Larocca - ci ha spinti a proporre, come filo conduttore, il tema dei pazienti, umili ma tenaci soldati, che, pure denigrati e colpevolizzati per non aver saputo resistere alla furia avversaria, seppero invece mostrare, resistendo disperatamente sul Piave, tutto il loro valore».
Ricerche storiche e d’archivio ricorderanno i ragazzi caduti nel 1917 attraverso le loro vicende sia di vita civile, prima dell’avvio al fronte, sia di vita militare e contesto tattico nel quale operarono i rispettivi reparti d’appartenenza, analizzando in particolare le azioni nelle quali hanno trovato la morte. «Come nelle precedenti occasioni – conclude Larocca - si cercherà di creare il giusto pathos ricorrendo a scene teatrali, immagini del passato e filmati, il tutto accompagnato da una interessante mostra di fotografie e documenti dell’epoca, con il rinnovato impegno a proporre un evento storicamente ineccepibile ed emotivamente coinvolgente». 

Armando Chirola, una giovinezza spezzata dalla guerra

Intitolata al tenente trucidato nel 1943 a Cefalonia la piazza del Parco a lago

(SC) Una mattinata intensa, con momenti di profonda emozione che ha coinvolto tutti i presenti, quella che a Luino si è svolta domenica 22 settembre sulla piazza in legno del Parco a Lago per intitolare questo spazio alla memoria di Armando Chirola. Il giovane tenente luinese fece parte della Divisione Acqui massacrata dai tedeschi  durante l'Eccidio di Cefalonia il 22 settembre 1943. Il suo ricordo ha radici ben profonde a Luino: ne parlò anche l'avvocato Trento Salvi nel 2001 su "Il Corriere del Verbano" in un articolo ripubblicato l'anno scorso.
Il sindaco Andrea Pellicini ha ricordato Chirola con grande affetto, pensando «ad un giovane che nutriva grandi speranze per il futuro e che amava così tanto il suo lago da descriverne la bellezza in versi. Ne è testimone la sua raccolta di poesie. Che Armando Chirola diventi esempio per i giovani: la guerra stermina intere generazioni, ammutolendole, solo la pace permette agli uomini di 'parlare', di esprimersi secondo i propri talenti».
Una celebrazione importante, con i ritmi scanditi da brani proposti dalla Musica Cittadina, dal momento religioso della benedizione dello spazio ad opera di don Marco Longoni, dalla lettura della poesia incisa sulla stele in cor-ten letta da Edoardo Maria Castelli. Alla cerimonia hanno presenziato la giunta comunale, alcuni consiglieri e dirigenti della città, le rappresentanze dei corpi d'arma e dell'associazionismo locale, l'intera famiglia Chirola, l'architetto Enrico Marforio, progettista del Parco a Lago, e Giorgio Gaspari in rappresentanza della Fondazione Cariplo.
Lo storico Carlo Alessandro Pisoni ha così celebrato un uomo dalla grande passione per la vela:
La vicenda umana di Armando Chirola, giovane caduto a Cefalonia con fierezza di uomo adulto e coraggio di militare tutto d’un pezzo, nonostante i suoi soli 23 anni d’età sarebbe forse una delle tante storie tragiche di guerra.
Ma la figura di Armando Chirola, per quanti amino il lago Maggiore e le sue dolci brume settembrine, porta con sé un’ulteriore memoria: non a tutti capita di poter cantare – come occorse al ragazzo nella propria ultima verde giovinezza - le terre in cui si è vissuto e le acque solcate in barca a vela. Ad Armando Chirola successe (vogliamo credere per tenacia ed entusiasmo tutto giovanile) di scrivere e pubblicare un libro di poesie, a proprie spese stampato a Palo Del Colle presso Bari dalla tipografia Andriola, giusto alla vigilia della partenza per il fronte greco.

Con ottimismo e scrittura lineare Chirola cantò, nel proprio “Eco della Selva”, i tramonti di Luino, i castelli di Cannero, e soprattutto le speranze per un futuro che non immaginava gli sarebbe stato brutalmente negato di lì a poco dalla storia e dagli uomini.
Oggi, a distanza di settant’anni, ricordando Cefalonia, si ricorda Armando Chirola non come giovane militare che con coraggio e statura di vero uomo non si sottrasse alla morte in guerra; piuttosto, dedicandogli un luogo di pace e serenità in riva al suo lago, in mezzo alle sue barche, si lega il ricordo di Armando Chirola, in un’Eco gentile, che per sempre risuona alla riva verbanese, nella sua Luino. 

Monteviasco, inaugurato il monumento ai Caduti

(Kit) Domenica 16 giugno una gran folla di alpini provenienti dalle sezioni del Luinese, sindaci, abitanti e una gran folla di curiosi hanno fatto da cornice alla manifestazione per il 57° anniversario di fondazione del Gruppo delle Penne Nere di Monteviasco.
Durante la cerimonia, è stato inaugurato il monumento ai Caduti, eretto nel 1961 e restaurato per l’occasione. Grandissima la soddisfazione per il capogruppo Orazio Morandi e il sindaco di Curiglia con Monteviasco Ambrogio Rossi, che hanno visto concretizzarsi il grande lavoro svolto in collaborazione con i tanti volontari che non hanno voluto far mancare il proprio aiuto.
Dopo la sfilata allietata dalle note del locale Corpo musicale, è stata celebrata la messa sul prato di San Rocco, nei pressi dell’Osservatorio astronomico. A tutti si è presentata una vista mozzafiato sui cinque paesi della Veddasca, fino a vedere uno spicchio di lago Maggiore. Il rancio alpino nell’ex asilo di Monteviasco ha chiuso una giornata da ricordare, perfettamente riuscita anche grazie alla preziosa presenza del Gruppo Amici Monteviasco. 

Scalinata a lago intitolata a Guido Fontebuoni

Sarà dedicata al sommergibilista Guido Fontebuoni la scalinata a lago posta tra il complesso dell’Imbarcadero e il Porto vecchio di Luino. La cerimonia ufficiale avrà luogo domenica 30 novembre alle ore 11.15.
La giunta comunale ha accolto la richiesta dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Luino e ha deliberato l’intitolazione al giovane marinaio luinese, che perse la vita a soli 23 anni. Era a bordo del Regio Sommergibile Scirè, che il 10 agosto 1942 fu affondato  nelle acque prospicienti Haifa ad opera delle forze navali inglesi. Solo nel 1984 furono recuperate le salme di 42 marinai morti nell'affondamento.
La più celebre azione militare dello Scirè e del suo equipaggio, alla quale il fuochista Fontebuoni partecipò,  è senza dubbio l’impresa di Alessandria d’Egitto del 19 dicembre 1941, conclusasi con la messa fuori combattimento di due navi da battaglia inglesi, la Valiant e la Queen Elizabeth, e con il danneggiamento di altre due navi per mano degli incursori Luigi Durand de la Penne, Antonio Marceglia, Vincenzo Martellotta,  Emilio Bianchi, Mario Marino e  Spartaco Schergat.
«Dopo l’intitolazione della piazzetta in legno del Parco a Lago  ad Armando Chirola, martire di Cefalonia, ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini, abbiamo voluto ricordare un altro giovane luinese caduto per la patria. Fontebuoni, con l'impresa di Alessandria, contribuì a salvare l'onore italiano in guerra, offeso da tante sconfitte, causate da scelte sbagliate sul piano politico e militare».

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