Edizione n.35 di mercoledì 28 ottobre 2020

MSV

Lago Maggiore, Giovani ricercatori crescono

Chi semina passione, raccoglie entusiasmo. Ma l'impresa - nobile sempre - raddoppia persino di caratura, se condotta in quell'orticello delle ricerche storiche poco - ahimè oggi -ammirato sotto l'italico cielo.
Il Magazzeno Storico Verbanese, frutto degli studi e dell'amore alle natie sponde dello studioso Carlo Alessandro Pisoni, partecipa nella Newsletter di febbraio ai suoi "followers" una notizia profumata per materia e per paternità.
Dieci studenti del Liceo Sereni di Luino (vedi ilcorrieredelverbano.It del 5 marzo 2014) si sono cimentati in ricerche d'archivio sotto la guida del "tutor" Pisoni. Il premio non è mancato. Le loro fatiche sono state rinfrancate, oltre al piacere della conoscenza, anche da una simpatica scoperta.

IL PROFUMO DI TABACCO…

Non è un mistero che una nobile casata come quella dei Borromeo vivesse, nel Settecento, in modo raffinato e attento ai dettami della moda. Le spese di rappresentanza, minuziosamente elencate nei libri di cassa, testimoniano di ori e gioielli, tessuti e abiti, quadri e altri oggetti d’arte, libri e carte geografiche, strumenti musicali, derrate alimentari (tra cui il cioccolato) e vini di particolare pregio, e molto altro. Non poteva mancare il tabacco; che veniva donato talvolta insieme a tabacchiere fatte confezionare appositamente presso rinomati gioiellieri milanesi. Ma il tabacco… quello sì che era una concia tutta particolare!
Perché il conte Carlo IV Borromeo Arese, a inizio Settecento, non poteva non lasciarsi tentare dal profumo degli agrumi prodotti all’Isola Madre e Isola Bella: e ordinava quindi al proprio agente isolano, Carlo Lamberti, di inviargli periodicamente a Milano alcuni di quei soavi e pregiati frutti, perché con quelli intendeva far profumare convenientemente le foglie di tabacco custodite nei depositi delle derrate di Palazzo Borromeo; cosa curiosa, il tabacco veniva probabilmente ben impacchettato nella carta prodotta a Intra dalla cartiera fatta costruire dal conte e gestita da un ramo della numerosa famiglia Pirinoli, da sempre impegnata nella produzione della carta tra Omegna e lago Maggiore; insomma, una produzione quasi completamente “self contained” (piacerebbe sospettare che pure il tabacco fosse raccolto nelle “dolci aure” isolane…) con evidenti segni di prodotto “doc” ante litteram: «Si è ricevuto la carta, e agrumi, e di questi mandatene tre, o quattro ogni settimana per mettere nel tabacco», così ordinava il conte al Lamberti.
Ma quel che ci fa doppiamente piacere, in questa segnalazione di curiosità magazzinesca, è constatare che essa giunge sul sito del MSV grazie all’impegno profuso da un gruppo di ragazzi della 3A del Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” di Luino (in ordine alfabetico per cognome: Giulia Dellea, Marco De Vita, Federica Fontana, Cristi Gjergji, Primiano Papa, Paolo Siano, Giorgia Sica, Alessandro Sommaruga, Edoardo Stefani, Davide Terraneo) nell’ambito di un’attività progettuale della durata di alcuni giorni, che mira a illustrare agli studenti bellezze e difficoltà del lavoro d’archivio, coinvolgendoli nell’uso dei metodi moderni di ricerca e pubblicazione di dati come quelli sviluppati nel nostro sito sociale.
I primi risultati sono già disponibili nelle pagine virtuali di www.verbanensia.org, ma quel che più importa è la soddisfazione per aver fatto comprendere a qualcuno tra i nostri giovani che gli archivi non sono luoghi polverosi per vecchi studiosi di altre epoche, ma sono un punto di osservazione privilegiato sul futuro di una Nazione.
Foto, Luino: il viale del Carmine, primo semplice lungolago, in una cartolina del 1910 

Vele d'oggi e barche d'antan sul lago Maggiore

A Luino, sabato 15 e domenica 16 giugno, il lago Maggiore vedrà veleggiare sulle sue acque le imbarcazioni in gara per il Trofeo Nostromo, organizzato dall'Associazione Velica Alto Verbano. Alla competizione, che con i suoi 45 anni di vita è la più anziana delle regate-crociera verbanesi, e al circolo velico, che quest'anno compie 75 anni di attività, rende omaggio questa avvincente pagina storica sulla navigazione lacuale scritta da un inguaribile e appassionato studioso, che ama rimanere dietro la cortina di uno pseudonimo.

LA NOBILFLOTTA DEI BORROMEO

Al lettore che – bontà sua – dopo anni e anni di appuntamenti col “Nostromo” prova ancora voglia di legger queste note peregrine sulle barche di lago che gli ammannisco, trovando puntuale e amichevole ospitalità nel Bando di Regata e negli amici dell’Avav, spero possa far piacere lo scoprire la composizione della “flotta” dispiegata, intorno agli anni 1835-1845, dalla nobile casata dei Borromeo nelle sue darsene e porticcioli dell’Isola Bella e Madre.
Innanzitutto ecco, a “muover un poco le acque”, un quiz: premettendo che non si vince nulla, se non un piccolo progresso di conoscenza... et voilà, si indovini quanti scafi (tra barche di fatica, di diporto e di rappresentanza) i Borromeo Arese mantenevano alle Isole.
Imbarcazioni oggi e ieri
V’è da restare stupiti: se al giorno d’oggi tra motoscafi, pontoni e barche da carico in servizio attivo si arriva più o meno al numero di sette, in quegli anni dell’Ottocento sopra detti il numero addirittura raddoppiava, e tra le quattordici imbarcazioni ve ne erano di ben interessanti, a leggere le descrizioni fattene nell’Inventaro, e perizia delle diverse barche esistenti nell’Isola Bella, ed Isola Madre, eseguito dalli sottoscritti sig.ri periti, stati a ciò espressamente delegati dalli ecc.mi sig.ri conti Vitaliano, Renato e Federico fratelli Borromeo, e coll’intervento del regio notajo Michele Lamberti pure appositamente nominato da chi sopra, ed alla presenza delli sottoscritti testimonj.
Inventari dei Borromeo
Si tratta di un inventario la cui stesura fu assai probabilmente dettata dalle operazioni di valutazione dei beni che erano in amministrazione congiunta fra i tre fratelli Borromeo, all’indomani della scomparsa del conte Giberto V Borromeo Arese (+ maggio 1837) e in attesa di definire le parti (i cosiddetti “piedi ereditari”) spettanti a ciascuno dei tre eredi (cosa poi perfezionata con un complesso atto divisionale del 1844); la morte del conte Gibertone aveva imposto la necessità di stendere una fitta ed esaustiva serie di inventari di beni mobili e immobili, di cui la lista delle barche verbanesi è solo uno dei meno cospicui e più trascurabili quanto a pregio economico.
Periti, costruttori, notai
Eppure... a ben leggere l’inventario emergono dati curiosi e godibili. Insieme al perito Lodovico Fresca (che appose il segno di croce, perché illetterato) e ai testimoni Angelo Francesco Grisoni e Giovanni Menotti firmò (una tra le primissime citazioni che sia stato possibile rinvenire) Ferdinando Taroni «costrutore di barche perito» di origini comasche, il cui figlio Giorgio avrebbe poi aperto nel 1858 un cantiere a Carciano; appose poi la propria firma il notaio Michele Lamberti, che da altra fonte (Archivio di Stato di Verbania e scheda in MSV) sappiamo essere stato attivo tra 1836 e 1862 (dunque corroborando la supposta datazione del nostro documento agli anni 1837-1844).
Sfilata di barche
Ed ecco le barche: due peotte (o pivote), un brigantino, un cahicchio (= cacicco), una gondola, un battellino, un quatrasse (= il ben noto quatràss da pesca e trasporto leggero, costituito da un fondo piatto, due fiancate, e uno specchio di poppa: 4 assi di legno in tutto...), cinque barche di differenti colori (una celeste, una rossa, una verde, e due, di tinta non dichiarata, in uso all’amministratore e ai muratori del Palazzo isolano); infine, addirittura un canotto da caccia (detto esser in pessimo stato, e forse da identificare in una spingardina, usata per la caccia di palude con la bocca da fuoco, la spingarda appunto – un buon calibro variabile tra il 36 e il 60 – montata fissa sulla prua slanciata del canotto...).
Cannoniera del 1799
Vi era poi perfino una “canoniera”, benché tutta «da ripararsi». Viene da sospettare che essa fosse quella, affondata nel maggio 1799 dalle milizie franco-cisalpine nel lago di Angera, che poi era stata rapidamente recuperata completa di «polvere in quantità, tutta però bagnata, pale, canoni quatro [...] e varie carubine» consentendo alla comunità di allestire una valida autodifesa in quei tempi incerti. Forse era finita per entrare nella flotta borromea, in tempi e situazioni politiche dove una barca cannoniera, su un lago di confine, poteva far comodo al maggior feudatario del posto: il ’48 era vicino...
Cosa è rimasto, di quelle barche? Solo il ricordo che carte profumate da antichi inchiostri tramandano. Ed è con quel ricordo, e con la solita voglia di raccontar altre storie di lago e di barche nostre, che ai regatanti del Nostromo 2013 rinnovo volentieri il tradizionale augurio: vittoria, buon vento, buon vento!
[il Sinasso jr]
Nella Foto: Barche da pesca verbanesi in una incisione di metà Ottocento.

Studenti del Liceo Sereni a bottega nel Magazzeno Storico Verbanese

Una decina di ragazzi impegnati in un progetto di studio e lavoro su carte d'archivio - Riproposta una esperienza varata negli anni '70 da Pier Giacomo Pisoni insieme con Piero Tosi e Gianni Geraci

A Luino nei giorni tra lunedì 24 febbraio e mercoledì 5 marzo si è svolta, nell'aula di informatica del Liceo, una sessione di "training on the job" molto particolare, rispetto alle normali esperienze lavorative condotte dagli studenti del nostro Liceo.
Bisogna tornare agli ultimi anni Settanta per incontrare, grazie all'intelligenza di un docente e di un laureando sinceramente appassionati della cultura locale, come Piero Tosi e Gianni Geraci, e la guida storico-archivistica di uno studioso animato da un profondo amore per il proprio lago, come Pier Giacomo Pisoni, la realizzazione di un progetto che condusse alla trascrizione sistematica di un'ingente quantità di "stati delle anime" per le pievi di Valtravaglia in epoca carliana, consentendo così l'elaborazione di statistiche e di considerazioni in chiave storico-demografica che a firma di Geraci e Tosi apparvero in sunto su "Verbanus" 3-1981/82.
A distanza di decenni, l'esperienza "lavorativa" è stata ripresa e riproposta in chiave moderna a una decina di ragazzi di una sezione terza del Liceo Scientifico, nell'ambito del progetto alternanza, varato dal Liceo e che ha raccolto l'adesione del Magazzeno Storico Verbanese.
TRA COMPUTER E ANTICHE CARTE
A questi ragazzi è stata proposta (con il titolo "Legger 'le venerande carte': noia o vedere nel futuro?") una sessione di studio e lavoro su carte d'archivio in modo virtuale (sono stati dotati di schede USB da 4 Gb, appositamente disegnate e ingegnerizzate dal MSV), e dopo due giorni di preparazione teorica (sui metodi della Storia, sulla storia locale e gli storici del territorio verbanese-ossolano; sugli archivi come strumenti della nostra memoria; sul lavoro d'archivio e gli strumenti da usare per muoversi tra le carte d'archivio; sulle peculiarità dei documenti), i ragazzi si sono dedicati alle trascrizioni documentali a partire da digitalizzazioni da fondi realizzate in quello che è forse il più importante archivio nobiliare del Verbano: l'Archivio Borromeo Isola Bella.
Così facendo, essi si sono resi conto, in modo vivace e moderno (le sessioni di lavoro erano sempre al computer in presenza del tutor Carlo Alessandro Pisoni, conservatore dell'Archivio Borromeo Isola Bella, ed erano accompagnate da "question time" e non di rado con un discreto sottofondo di musica, classica e pop), delle difficoltà e del fascino di interpretazione delle antiche scritture e con il glossario dialettale e dell'italiano sei-settecentesco, delle non poche similitudini che esistono con la nostra vita odierna.
QUESTION TIME
Altri casi notevoli di discussione sono stati ad esempio le rivalutazioni e le conversioni monetarie (ongaro, filippo, scudo, giulio), l'utilizzo di terminologia specifica (vocaboli dialettali, contaminazioni da altre lingue, come il caso di "papello", spagnoleggiante per carta, termine oggi tornato molto di moda per questioni di mafia...), o ancora curiosità e stranezze che ai ragazzi di oggi sembrano cose dell'altro mondo (l'uso dei "procacci" o "stafette" per recapitare la posta, in un'epoca che non disponeva di comunicazioni rapide come le nostre)...
Le pagine e pagine di trascrizioni, nei prossimi tempi, verranno pubblicate sul sito sociale del Magazzeno Storico Verbanese, come risultato di una collaborazione piacevole ed efficace, che si spera abbia fatto comprendere ai ragazzi che la storia non è lo studio del passato, ma la preparazione consapevole del nostro futuro; e che questa preparazione matura proprio negli archivi, che vanno dunque conosciuti e amati come patrimonio vivo e generoso di una nazione. 

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