Edizione n.34 di mercoledì 16 ottobre 2019

Giovanni Mele

Turismo ferroviario, a Luino un fermento quasi quarantennale

S'aprono orizzonti regionali per l'Associazione Verbano Express-Museo Ferroviario e le sue iniziative
Restauro, Locomotiva Fs 625116 (1922) detta " Signorina" in sala di "rianimazione" nel 2019. Foto Associazione Verbano Express
Rinascita locomotiva 625116, detta "Signorina"_2019, foto Associazione Verbano Express

Aumentano giorno dopo giorno gli appassionati dei treni storici e del turismo ad essi collegato. Per troppo tempo dalle nostre parti si è ignorata la storia del treno, i benefici derivanti da quel tipo di trasporto e la conservazione di tutto quanto si riferiva alla “strada ferrata” dei primordi. Tutto ciò che si richiamava all’antico veniva considerato un inutile ingombro, eclissato dalle nuove tecnologie e riservato alle passioni di pochi che apparivano come buontemponi nullafacenti.
Ora, finalmente, il vento pare che spiri nella giusta direzione, come già accaduto da tempo in gran parte dell’Europa. È incoraggiante lo spirito che anima la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane «per preservare, valorizzare e consegnare integro, a vantaggio anche delle generazioni future, un Patrimonio di storia e di tecnica, simbolo del progresso e strumento di rafforzamento dell'unità degli Italiani». Musica per le orecchie di chi scrive, avendo sostenuto per decenni il valore di un glorioso passato.
A Luino questo fermento si è manifestato fin dall’autunno del 1982 celebrando il centenario della linea ferroviaria internazionale e della stazione (26 novembre 1882) con i vagiti di quella che oggi si fregia del titolo “Associazione Verbano Express-Museo Ferroviario” presso l’impianto luinese. Un impegno di giovani e più attempati aderenti, sostenuto con alterne e sporadiche partecipazioni dell’amministrazione comunale, sempre incoraggiato, invece, dalle pagine di questo giornale “Fondato nel 1879” coetaneo della stazione e convinto sostenitore di una realtà ferroviaria europea che aveva elevato a Città un «borgo di pescatori», cosi definito da Piero Chiara in occasione del centenario.

In città si conservano, grazie all’impegno del sodalizio, antiche locomotive a vapore o elettriche di varie nazionalità, macchine di manovra, carrozze Fs e di Ferrovie nord Milano di antico stile, carri postali storici di Poste Italiane, strumenti della prima ora per la circolazione dei treni, vecchi regolamenti e (udite, udite!) una voluminosa raccolta di “elaborati tecnici di fine Ottocento (tracciati, calcoli e planimetrie per ponti, cavalcavi e gallerie), redatti da ingegneri ferroviari del Regno d’Italia per la costruzione della linea da Pino ad Oleggio”. Ora notiamo con piacere l’attenzione che l’assessore ai trasporti della Lombardia Claudia Maria Terzi (vedi ilcorrieredelverbano.it del 25 settembre 2019) dedica ai treni storici un giro per la Regione.
VOLONTARI E PATRIMONIO FERROVIARIO
Siamo indotti, pertanto, a sperare un interessamento dell’autorità regionale anche al versante luinese, dove dal 1984 fervono attività di recupero, conservazione e salvaguardia storica rette da volontari. Si pensi, ad esempio, al restauro di antichi veicoli, alla complessa riattivazione in questi giorni di una macchina a vapore del 1922, che ha ripreso a sbuffare dopo quarant'anni e nel 2020, a quasi cento anni dalla sua nascita, trainerà carrozze e viaggiatori come ai vecchi tempi. E non è da sottovalutare l’ultraventennale dinamismo con numerose iniziative culturali (vedi anche ultimo programma riportato in queste pagine), unito all’allestimento di viaggi a vapore con turisti provenienti da tutta Italia.
Affidiamo alla Regione anche un autorevole intervento presso Rfi affinché autorizzi l’uso di un immenso ex magazzino doganale al centro della città per la creazione di un museo dei trasporti. Si tratta di un imponente immobile che continua a rimanere vuoto, con un tetto sempre più decadente, dotato di binari, locali e servizi che ben si presterebbero alla presentazione al pubblico non solo di innumerevole materiale ferroviario ma anche di auto storiche civili e militari, antichi carretti agricoli siciliani, bici, moto e tutto quanto ci ricorda un passato che va salvaguardato. Tutta roba presente in zona e che attende di essere collocata in sito idoneo e in bella mostra.
Rete Ferroviaria Italiana, Regione Lombardia, Comune di Luino e, perché no?, anche Ferrovie Federali Svizzere potrebbero dar vita ad una meritevole sinergia affinché storia e quarantennale impegno di una benemerita associazione non restino isolati. Ne trarrebbe vantaggio non solo il richiamo turistico della città di Luino, ma l’approccio alla sponda lombarda del lago Maggiore e l’estensione verso l’intero territorio limitrofo.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com

Foto dall'alto: Restauro, Locomotiva Fs 625116 (1922) detta " Signorina" in sala di "rianimazione" nel 2019. Foto Ass, Verbano Express; Rinascita locomotiva 625116, detta "Signorina"_2019, foto Associazione Verbano Express

Bretella ferroviaria di Sesto Calende, estate meno calda per i treni Luino-Milano

Tra giugno e settembre il “doppio binario” ha attenuato i disagi dei lavori sulla tratta Laveno-Besozzo-Gallarate
2004 LAVORI
BRETELLA (ultimata e utilizzata)

Quindici anni fa ci esaltammo per il varo della bretella ferroviaria di Sesto Calende che avrebbe dato più fluidità alla linea ferroviaria del Luinese smentendo scetticismi e timori di inutili spese. Fra Luino e Gallarate grazie a quella realizzazione nasceva quasi un doppio binario. Altra importante innovazione si realizzava nella piccola stazione di Porto Valtravaglia con la costruzione di un lungo binario, che poneva fine alle difficoltà di incroci fra due convogli penalizzando l’orario dei passeggeri.
Benvenuta, quindi, Bretella Ferroviaria! La disponibilità di una curva di trecento metri costruita dalle Fs nella stazione di Sesto Calende segnò l’inizio di una incoraggiante era su rotaia del Nord Verbano, dimostrando l’utilità di una decina di miliardi di lire spesi per quell’opera.
Appena realizzata, fu subito impegnata da vari treni merci nell’arco della intera giornata e nelle ore notturne, grazie anche a moderne tecnologie nelle stazioni da Laveno a Sesto Calende comandate a distanza da un solo operatore. Ma la dimostrazione più evidente è emersa dal mese di giugno di quest’anno in concomitanza dei lavori sulla linea Laveno-Besozzo-Gallarate, il cui termine è previsto per la fine di settembre.
Mentre sulle comunità da Besozzo a Gallarate è piovuta addosso una estate ferroviaria priva di treni, sostituiti da bus con percorrenze scoraggianti, sul versante Luino-Laveno- Sesto Calende il servizio passeggeri si è svolto con treni veloci e con pochissime fermate fino a Milano, dimostrando concretamente i benefici che possono derivare dalla famosa bretella ferroviaria.
V’è, pertanto, da sperare che questa realtà, esercitata in modo esauriente e per la prima volta nell’estate 2019, invogli la Regione Lombardia, insieme a Trenord e società Tilo (Ticino-Lombardia), a proseguire verso un palinsesto del servizio passeggeri più articolato dando vita ad un orario più allettante. Da Bellinzona-Gambarogno-Luino–Malpensa (o Milano) attraverso la bretella è possibile attestare corse più veloci e dall’appeal europeo passando da Ispra, dove ha sede il Centro Comune di Ricerca con centinaia di dipendenti provenienti da mezza Europa, che sicuramente gradirebbero qualche comodo treno che li conduca all’aeroporto.
L’uso della bretella va, insomma, visto con il massimo utilizzo e un più fluido scorrimento dei convogli merci, ma lasciando più spazio al servizio passeggeri sulla Laveno-Besozzo-Gallarate e inserendovi anche qualche corsa con poche fermate.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com 

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit!

Stazione Luino

Toh, a Luino sta per arrivare Alptransit. E la scoperta provoca agitazione se non allarme. Ora tutti ne parlano, ad ogni livello amministrativo e politico, e tutti avanzano preoccupazioni, invocano interventi.
Eppure di nuovi tunnel svizzeri, di ricadute sulla linea ferroviaria luinese, di occasioni offerte dalle stesse FS politici e amministratori sapevano. Non solo ne ha continuato a parlare, per sua linea editoriale, questa testata giornalistica, ma a sollecitare, ammonire, proporre - nelle sedi istituzionali e su queste colonne - c’è stato continuamente un pubblico amministratore luinese – e tecnico sempre attento e aggiornato - Giovanni Mele.
A Luino Mele è stato capostazione e, dal 1975 al 2003, anche amministratore comunale, dapprima (1975-1982) come consigliere e successivamente come assessore, dai servizi sociali ai trasporti, al lavoro, al turismo, alla polizia municipale e al commercio. Nel 1982, su incarico della Comunità Montana Valli del Luinese, prese parte ad una commissione regionale sull’orario ferroviario Luino-Gallarate-Milano e nel 2001 collaborò con l’assessorato regionale ai trasporti della Lombardia per il riassetto dei treni viaggiatori dalla Svizzera per Milano via Luino.

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ALPTRANSIT, ULTIMO ATTO

Ipotizzata fin dal 1990, la nuova galleria di base, definita appunto AlpTransit, da costruirsi al disotto dell’antico tracciato ferroviario del Gottardo di metà ‘800, si rese indispensabile per dirottare sulla rotaia il gran numero di trasporti stradali che tanto preoccupavano la Svizzera.
Si imponeva la salvaguardia dell’ambiente, una maggiore potenzialità dei treni merci ad alta capacità (AC) unita all’alta velocità (AV) per il servizio sia merci sia passeggeri. E nacque l’idea di una gigantesca opera pubblica il cui proseguimento chiamava in causa anche il nostro Paese. Ma, nonostante le precise scadenze, l’Italia stava a guardare, quasi con sonnolenza, ravvivata con un prestito di vari milioni della Confederazione Svizzera.
FIBRILLAZIONI IN ZONA CESARINI
Ora, a tre mesi dalla totale chiusura della linea ferroviaria del Nord-Verbano per dare seguito all’attivazione di AlpTransit, emergono le fibrillazioni in zona Cesarini. Si vogliono garanzie su sicurezza, impatto ambientale, quantità dei treni e tipologie delle merci trasportate.
Tutta roba che sussiste da sempre e, da chi scrive, trattata ripetutamente su questo giornale. Quasi una scoperta dell’ultima ora. Adesso si aggiungono anche le preoccupazioni per la novantina di convogli merci che transiteranno da Luino. Decenni di assoluta distrazione mentre nel territorio elvetico si allestivano con precisione da orologiai tutti i tasselli di quel faraonico puzzle chiamato AlpTransit inserito nel “Corridoio merci Rotterdam-Genova”, passando da Luino.
FINANZIAMENTI RIFIUTATI E PRESÌDI TRASCURATI
Ora ci si preoccupa anche dei passaggi a livello in città. A tale proposito va ricordato che nel 2001 dalla giunta comunale di Luino, escluso qualche assessore poco ascoltato, fu rifiutato un cospicuo finanziamento da Fs per la creazione di un sottopasso che ora, per fortuna, viene riproposto da RFI, rimediando con quindici anni di ritardo a carenti lungimiranze. Idem per le barriere antirumore richieste da quasi vent’anni.
Di presìdi a favore di pronti interventi neppure a parlarne, mentre le Ferrovie Svizzere da un decennio hanno approntato treni speciali chiamati “Spegnimento e Soccorso” per intervenire in piena linea in caso di incendio, avarie e inconvenienti vari, dotati di ogni ben di dio in fatto di sicurezza e tutela dei viaggiatori. Da noi ci si affida ai “miracoli” dei vigili del fuoco, ignorando le necessità di una linea a binario unico che, oltretutto, scorre fra lunghe scarpate che pongono serie difficoltà agli interventi dei mezzi di soccorso.
TIMORI FERROVIARI E RISCHI STRADALI
Pubblico e, molto spesso, amministratori locali presentano il traffico merci su rotaia come il fumo negli occhi, muovendosi con stati d’animo alimentati da luoghi comuni ed errate conoscenze della materia ferroviaria.
Si guarda con preoccupazione ai treni che scorrono su tracciati quasi sempre fuori dai centri abitati, ma si tollerano allegramente numerosi tir, autocisterne di carburanti, materiale gassoso e prodotti chimici che circolano nelle strade interne o sulle autostrade, con incidenti di cui giornalmente si occupano le cronache. Si abbaia alla luna non conoscendo che le merci trasportate sui treni sono sottoposte a rigide norme internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.
IMPATTO AMBIENTALE IN ARIA, SU ROTAIA E SU STRADA
Ci si straccia le vesti per l’impatto ambientale dei treni, dimenticando che la rotaia inquina meno delle auto (-60%) e degli aerei (-70%) e che nel 2010 (studio condotto da Enea e Fs) con 47 milioni di tonnellate di merci trasportate su ferro si sono sottratte all’atmosfera un milione di tonnellate di CO2 rispetto al traffico su gomma. E allora, ben vengano i treni merci sulla linea di Luino, la cui esistenza garantisce la sopravvivenza del servizio passeggeri.
I sei mesi di interruzione costituiscono, certamente, un sacrificio per le comunità, ripagato, tuttavia, dalla certezza di infrastrutture più efficienti (sottopassaggi, deviatoi elettrici non più manovrati a mano, circuiti di binario che garantiscono la libertà del percorso dei rotabili, segnali più dettagliati, doppie linee aere per le emergenze) necessarie ad una circolazione adeguata a convogli più moderni, meno rumorosi (si pensi alla nuova tecnologia degli apparati frenanti), più lunghi e con maggiori altezze, il cui tonnellaggio trasportato riduce anche il numero dei convogli in circolazione.
STESURA DI UN PIANO DI TRASPORTO PASSEGGERI
E se consiglieri regionali, parlamentari e amministratori locali si vogliono davvero impegnare, cerchino di adoperarsi per tempo per la stesura di un piano di trasporto passeggeri da adottarsi con la chiusura della linea ferroviaria da giugno a dicembre 2017. Che sarà di pendolari, studenti e lavoratori? Senza trascurare altri viaggiatori che volessero affacciarsi sulle sponde del lago Maggiore.
Ed è auspicabile che Regione Lombardia, su richiesta di comuni e provincia, raccordi il servizio di linea da Luino a Varese, via Valganna, con treni Trenord da/per Milano (entrambi i servizi sono dotati di orari cadenzati), istituendo la possibilità di un biglietto unico (bus+treno) al fine di sopperire alla chiusura del servizio ferroviario.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com 

"Il ponte dei due mari" da Rotterdam a Genova

Nel 2017 anche la linea ferroviaria di Luino nel Corridoio 24 con l’apertura di AlpTransit

Il pianeta terra si fa sempre più piccolo grazie alla moderna tecnologia e l'uomo accorcia anche gli spazi siderali. Cadono le frontiere, le aree commerciali fuoriescono dagli angusti ambiti nazionali e i continenti si avvicinano sempre più all'Europa. Da queste aspirazioni non potevano restare esclusi i collegamenti ferroviari.
Traffico merci
Gli orizzonti dei treni si allargano con nuove strutture, maggiori velocità, aumentate potenzialità di prestazioni e l'Europa crea un reticolo di binari chiamati "corridoi". La linea ferroviaria di Luino fa parte del Corridoio 24, un tracciato che si estende da Rotterdam a Genova. Un corridoio lungo 2500 chilometri, che attraversa Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia, definito anche "Il ponte dei due mari", dall'Atlantico al Mediterraneo, con il porto di Genova struttura strategica per le "autostrade del mare" fino a Palermo e verso i Balcani e per i collegamenti con i paesi emergenti del nord Africa.
Accordo italo-elvetico del 2001
Nel 2000 la Rotterdam-Genova viene inserita nell'elenco di 6 assi ferroviari e nel 2011 si colloca al primo posto fra gli aumentati 9 corridoi europei. La linea di Luino, quindi, con l'apertura di "AlpTransit" nel 2017 entrerà di diritto nel Corridoio 24 e sarà impegnata da oltre 90 treni merci giornalieri. Lasciata così come è oggi risulterà inadeguata a far fronte alla circolazione di convogli moderni più lunghi (700 metri), più pesanti (1600 tonnellate) e dal più alto profilo (4 metri). Si impongono, pertanto, indispensabili ammodernamenti individuati dalle ferrovie svizzere e italiane in un documento sottoscritto l'11 maggio 2001.
Destinazione fondi svizzeri
Ma ora dalle Fs quel progetto viene ripudiato lamentando carenze finanziarie. Non così per la Svizzera, il cui Consiglio Federale si proietta nel futuro stanziando 940 milioni di franchi per opere nel suo territorio da realizzare entro il 2020 e ha lanciato una ciambella di salvataggio verso l'Italia, destinandone 230 di cui ben 170 per Luino, affinché si adeguino binari, gallerie, linee di contatto, deviatoi, passaggi a livello e ponti. Purtroppo da noi Regione e Governo centrale guardano all'immediato e in barba alla lungimiranza elvetica il contributo destinato a Luino lo si vuol dirottare sul versante di Chiasso-Seregno-Bergamo-Milano, un percorso che non ha nulla a che vedere con la Rotterdam-Genova.
Rischio "collo di bottiglia"
Il tracciato del nord Verbano, abbandonato così a sé stesso con le sue carenze strutturali, vanificherebbe gli ammodernamenti dell'AlpTransit. Un "collo di bottiglia" lo ha definito l'ex assessore regionale Raffaele Cattaneo. Una strettoia che danneggerà il traffico merci su rotaia, incrementerà il trasporto su gomma e sarà di intralcio anche all'esercizio passeggeri, sottraendo al territorio luinese possibili vantaggi occupazionali. I nostri governanti così facendo si meriterebbero il giudizio espresso da Alcide De Gasperi: «La differenza fra un politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni».
E' desolante riconoscere che da parte svizzera si guarda al futuro mentre da noi, in Lombardia e nei palazzi romani, si dirottano finanziamenti ispirandosi al successo elettorale. Se i politici e governanti nostrani fossero stati in auge nell'800 saremmo forse costretti a viaggiare ancora a bordo delle diligenze per superare le Alpi.
Ruolo locale
Sarà bene, a questo punto, che il territorio del nord Verbano si faccia sentire. Sindaci, comunità montana, provincia e gli eletti nelle istituzioni locali e regionali hanno il dovere di reagire tessendo un file rouge con le autorità svizzere e con le istituzioni genovesi. In quella città si sono da tempo mobilitati per il Corridoio 24.
Lo scorso 23 ottobre si è tenuto un convegno (vedi Il Corriere del Verbano del 24/10) dal titolo: "Genova-Rotterdam: un corridoio sostenibile" al quale il comune di Luino, invitato dall'ambasciata svizzera in Italia organizzatrice dell'evento, ha partecipato con l'assessore Alessandra Miglio. Relatori il sindaco di Genova, le autorità portuali, la camera di commercio, il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti di Berna, il direttore dell'Hupac e numerosi operatori impegnati nel traffico merci. Ne parleremo nel prossimo numero. (La foto è tratta dalla pubblicazione "I cento anni della Stazione internazionale di Luino", a cura dell'Amministrazione comunale di Luino, Centrostampa Luino, 1982).
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com
(1. continua) 

AlpTransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate/Novara, ora necessaria una task force anche per il traffico viaggiatori

Un ministro dei trasporti nel film Destinazione Piovarolo si rivolse al capostazione Totò affermando: «L’eccellenza della rete ferroviaria è il segno della civiltà di un paese». Eccellenza del trasporto merci, passeggeri o di entrambi?
Dopo aver seguito, negli ultimi mesi e con il dovuto interesse, la necessità del trasporto merci su rotaia, così come deriva dall’apertura dell’Alp Transit, ora altrettanto doveroso interesse ci pare debba essere dedicato al servizio pubblico passeggeri, ferroviario e no.
Lo spunto deriva da quello che Regione Lombardia mise in campo qualche anno fa, se è vero che le leggi discusse e approvate non debbano riempire gli scaffali rimanendo lettera morta.

LEGGE REGIONALE DEL 2012
Nel 2012 la Regione promulgò la legge 4 aprile n.6 “Disciplina del settore dei trasporti” commentata su questo giornale il 25 luglio di quell’anno. Questa la parte conclusiva dell’articolo a mia firma “Trasporto ferroviario e le ricette della crisi, Diffuse rivolte contro i tagli e il caso Lombardia – La linea Luino e la presa di posizione della Provincia di Varese”:
"…Eccezione Lombardia
In Lombardia, per fortuna, si marcia in controtendenza, affrontando l'emergenza finanziaria con lucidità e si guarda con interesse perfino ad aumentare del 10% la mobilità ciclistica con un "Piano regionale". La Regione si muove varando leggi sulla "Disciplina del settore dei trasporti" (L.R. n.6 del 4/4/2012) e si adopera per non abbandonare il trasporto pubblico, rivitalizzare le infrastrutture ferroviarie, privilegiando i treni e dare vita ad alleanze a tutto campo per non trovarsi impreparati al dopocrisi.
Nei primi di luglio in un "Tavolo regionale per la mobilità delle merci" ha preso il via un "Protocollo d’intesa" con Rfi, Fnm, imprese ferroviarie e gestori degli impianti di logistica per: sviluppo ed integrazione della rete ferroviaria; aumento della capacità d’interscambio modale strada-ferrovia; miglioramento del trasporto merci ferroviario lombardo. Tutti insieme mirando con realismo al quadro di programmazione "possibile" ed al rimedio delle "criticità segnalate". Appuntamento ad ottobre per sottoscrivere un accordo al fine di eliminare i “colli di bottiglia - così definiti dall'assessore Raffaele Cattaneo, patron del tavolo di lavoro - che riducono notevolmente il traffico merci su ferro".

Tassello Luino
Lasciare che dei 401 milioni di tonnellate di merci il 93% in Lombardia viaggi su gomma e solo il 7% su ferro non è incoraggiante. Mano, quindi, ad uno sviluppo strategico della rete che gioverà anche al servizio passeggeri. Allungamenti di binari, soppressioni di passaggi a livello, aumento del profilo delle gallerie e nuovi terminal.
Luino costituisce un tassello di quanto bolle nella pentola regionale delle infrastrutture. Nella giusta direzione si muove anche la Provincia di Varese. Il consiglio provinciale del 19 luglio ha approvato all'unanimità una mozione presentata dal luinese Paolo Enrico, sostenuto dal collega Pierangelo Rossi, a sostegno del rilancio della nostra linea ferroviaria. Temi trattati: sicurezza dei trasporti, impatto ambientale, disturbo acustico, passaggio a livello cittadino, compatibilità del traffico merci e passeggeri. Un programma nel quale dovrà essere coinvolto il comune di Luino che dal 2010 è impegnato per affidare le sue istanze a Fs, Canton Ticino, aziende ferroviarie e regione.
L'esito positivo dei treni Tilo da Bellinzona a Malpensa (
Il Corriere del Verbano del 18 luglio) incoraggia a non tirare i remi in barca”.

IMPEGNO POLITICO TERRITORIALE
La Lombardia proponeva un sistema di trasporto integrato “rispondente alle esigenze di mobilità delle persone e della sostenibilità ambientale… con particolare riferimento al trasporto pubblico regionale e locale…” (art. 1).
Così come riteniamo che nessuno, animato da buon senso, possa negare la necessità di dotare la economia nazionale ed europea del valido supporto del trasporto delle merci garantendo sicurezza e compatibilità ambientale, sottraendolo al dominio della strada e dirottandolo sulla rotaia, altrettanto impegno le autorità preposte alle amministrazioni territoriali e locali hanno il dovere per assicurare un servizio indispensabile alla vita di tutti i giorni, siano essi lavoratori, studenti e viaggiatori in genere, quello del trasporto.
Sindaci tutti, consiglieri comunali e regionali (presenti e futuri), istituzioni regionali e nazionali avranno la capacità di costituire una task force a sostegno delle istanze dei cittadini, ripetendo la medesima unione dimostrata per il traffico merci?

In particolare e fuori da ogni metafora è opportuno scendere sul dettaglio.
QUALE IL FUTURO DI TRENORD E TILO?
A partire dal gennaio 2018 (riapertura della linea ferroviaria da Bellinzona a Gallarate o Novara, passando da Luino), il traffico merci sarà il benvenuto e beneficerà di una infrastruttura rinnovata, sicura e più scorrevole, così come vuole il progetto Alp Transit. Ma il palinsesto dei treni passeggeri di Trenord e Tilo non deve diventare figlio di un dio minore e surclassato da sua maestà il Corridoio Rotterdam–(Luino)–Genova.
Il timore, non infondato, deriva dal maggiore appeal-ascolto delle forti economie (Europa, aziende multinazionali e governo) e dal pigolio di chi, costretto all’uso del treno e a un servizio pubblico in genere, si è visto spesso abbandonato. Vogliamo augurarci che quanto riportato dalla citata legge funga da guida alle autorità che hanno il dovere di abbandonare ogni fumosità di stampo elettorale e dare concreta attuazione ad un dispositivo democraticamente approvato.
Ci permettiamo (a rischio di apparire logorroici) di riportare quanto scritto nella legge regionale:
* “…affinchè risponda alle esigenze di mobilità delle persone e di sostenibilità ambientale e favorire, attraverso l'aumento e la razionalizzazione dell'offerta, l'ottimizzazione delle reti e degli orari, lo sviluppo dei centri di interscambio e l'integrazione tra le diverse tipologie di servizio, il trasferimento modale dal mezzo privato al mezzo pubblico”;
*“…migliorare la qualità del servizio in termini di regolarità, affidabilità, comfort, puntualità e accessibilità, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, la definizione di contratti di servizio che incentivino il raggiungimento di tali risultati e la realizzazione di un adeguato sistema di monitoraggio dei fattori di produzione e della qualità del servizio, basato anche sulle valutazioni dell'utenza”.

Come si vede, c’è impegno per tutti: comuni attraversati dalla ferrovia e quelli serviti da bus di linea e dalla navigazione. Tutti uniti da un comune compito nella realizzazione di un servizio di “mobilità pubblica” sotto la efficace egida della Regione Lombardia. Ne saranno capaci?
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

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